Narcisismo e dintorni

 

Un video di Alessandro Pedrazzi postato su Youtube può chiarire le idee sui punti chiave della personalità narcisistica, sui motivi per i quali questi soggetti sfuggono ai nostri radar, su quali siano le persone più a rischio di cadere nella loro trappola e su come gestire un rapporto con personaggi così disturbati. Riportiamo i passi salienti dell’intervento di Pedrazzi che, in apertura di intervento,non manca di sottolineare come gli unici segreti siano quelli di evitare di iniziare un rapporto con una persona di questo genere e di non frequentarla.

Perché i narcisisti sfuggono ai nostri radar e non riusciamo a capirli in tempo? In primo luogo, abbiamo delle idee stereotipate ed errate riguardo il narcisismo e la psicopatologia, idee spesso propagandate dal cinema e dalla letteratura, che dipingono queste persone come folli che si potrebbero intercettare a miglia di distanza. La realtà è ben diversa.

In secondo luogo sono profondamente diversi da noi per deficit empatico e per bassa capacità di introspezione. Stiamo parlando di persone difficili da capire sulle prime proprio per questa loro diversità. 

C’è poi il fattore del “fascino del male”. Nella nostra società, che sta andando incontro alla deriva narcisistica, certi modelli propagandati legati al potere sociale e alla bellezza (un altro tipo di potere sociale) ci spingono a sottostimare i rischi insiti nel cercare una persona estremamente brillante e vincente (o che così appare). Così finiamo per cercare e bramare persone che in seguito ci chiedono conto psicologicamente di tutta una serie di vantaggi che pensiamo di poter trarre da loro.

Esiste poi il semplice principio psicologico del “non può succedere a me”, che è lo stesso principio degli incidenti stradali. Siamo portati a pensare che certe cose brutte, certe relazioni d’amore particolarmente negative non possano accadere a noi. E’ cioè plausibile che le cose negative possano accadere agli altri ma non è normale che accadano a noi.

Un’altra cosa che tendiamo a sottostimare è il tipo di danno inflitto. Mi spiego: per molti il fatto che una persona non sia violenta fisicamente ma lo sia “solo” psicologicamente è qualcosa che può essere più facilmente perdonabile, accettabile, giustificabile. Motivo per cui le persone violente psicologicamente hanno molto più campo libero rispetto a coloro che agiscono la loro aggressività in modo fisico.

Chi è più a rischio di finire con un partner narcisista?

In primo luogo persone che a loro volta hanno tratti narcisistici. Infatti il soggetto narcisista può scegliere un partner che sia sostanzialmente una proiezione eterosessuale del proprio lato idealizzato. Ecco quindi che persone ambiziose in modo narcisistico, sceglieranno solo persone che assomigliano a loro, semplicemente perché  rappresentano una loro proiezione narcisistica nell’altro sesso. Come dire: “Io non accetto nessuno che non sia al mio livello”.

Abbiamo poi i soggetti narcisisti-masochisti, persone che soddisfano il loro narcisismo distorto tramite atteggiamenti masochistici, cioè facendosi offendere, sottomettere, sperando inconsciamente nel fallimento delle loro relazioni affettive. Il loro narcisismo, nascosto dietro una parvenza di umiltà e sfortuna, si rivela proprio dal desiderio di essere riconosciuti come i più sfortunati, persone assolutamente incomprese. Si capisce che c’è dietro un fattore narcisistico, proprio per la forte presenza superegoica presente anche nel narcisismo. Queste persone cioè hanno una componente di giudizio interiore severo e feroce che li porta a dei severi sensi di colpa e a profondi stati depressivi.

Ci sono poi le persone dipendenti, la cui necessità di trovare un “helper” e la cui insicurezza e tendenza a ipervalutare il partner colludono e sono complementari all’atteggiamento svalutatitivo del narcisista. Questi soggetti, più di altri, trasformano il terapeuta in un “gabinetto”, cioè vanno in terapia (o anche da amici) lamentandosi terribilmente del proprio partner ma non prendono nessun provvedimento per liberarsi della situazione.

Abbiamo poi  i soggetti francamente masochisti che sono attratti dalla falsa sicurezza del narcisista e naturalmente colludono con il suo desiderio  di vedere nel partner una persona totalmente sottomessa. Tra l’altro il masochista, per il suo modo di essere, delude costantemente le aspettative idealizzate del narcisista che scarica su di lui la sua rabbia in un ciclo continuo che non fa altro che rinforzare la patologia di coppia.

Infine, abbiamo le persone non patologiche che hanno la sfortuna di incappare in un partner narcisista. La tipica percezione di tossicodipendenza, che spesso si manifesta nell’incapacità di allontanarsi dal narcisista nascondendosi dietro scuse tipo “Non vorrei vederlo ma è lui a cercarmi…” (ricordo che abbiamo la libertà di chiudere le saracinesche ma non lo facciamo e quindi esiste una vera e propria incapacità di allontanarci),  è collegata al fatto che il questo soggetto ha la capacità di legarci proprio perchè parla al nostro stesso narcisismo. Spesso il narcisista si rivolge alle nostre stesse ferite narcisistiche ed è proprio tramite queste chiavi di volta che fa breccia nei nostri cuori. Magari in un passato più o meno remoto ci siamo sentiti poco valutati, poco belli, poco apprezzati, poco particolari, poco femminili, poco virili. Il narcisista ha la capacità di ipervalutare tutti i nostri lati feriti e ci farà sentire molto femminili, irresistibili, essenziali, necessari, quando magari ci siamo sentiti inutili e svuotati. La verità è che non è tanto difficile abbandonare il narcisista quanto l’idealizzazione che lui è riuscito a creare in noi stessi. E’ questo un problema che va affrontato. Si tratta di un percorso doloroso ma assolutamente possibile per una persona che, pur non avendo una patologia o un disturbo di personalità, ha avuto nella propria vita delle ferite narcisistiche. Partiamo dunque dal presupposto che spesso è tutto un gioco di narcisismo su narcisismo. 

Come possiamo gestire la relazione quando stiamo con una persona narcisista?

Prima di tutto rispondete con la mente e non con le emozioni: non avete bisogno di confrontarvi con una persona così disturbata per far valere le vostre ragioni.

Ripeto una cosa  che ho già sostenuto: quando uscite a cena con questo soggetto non guardate come tratta voi ma come tratta il cameriere. Il narcisista rivela il proprio carattere quando può approfittare di persone che, per qualche motivo, hanno un ruolo subordinato. Quindi fate attenzione a come tratta i bambini, gli animali, le persone che hanno un ruolo di servizio. Non concentratevi solo su come venite trattati voi per poi dire: “Voi non lo capite, come me è dolcissimo!”. Sì, con voi è dolcissimo, però con gli altri come si comporta?

Una persona che sta avendo un cattivo rapporto con un narcisista inizierà a sviluppare sentimenti di rabbia, di ostilità, fantasie suicidarie, che non devono spaventare ma che sono semplicemente indice di un desiderio di fuga. Si possono sviluppare anche idee di morte verso il narcisista, il che non è altro che un modo di interrompere una situazione dolorosa senza doverci mettere mano ma sperando in una soluzione magica e fatalistica.

Non giocate a fare i salvatori. Non cercate di salvare chi non vuole essere salvato. Date il giusto peso al libero arbitrio. 
Mi diverte sentire la frase: “Devo passare un periodo da solo. Devo imparare a stare da solo prima di stare bene con gli altri!”. Non funziona così. Non si impara a stare con gli altri stando da soli, così come non si impara a stare da soli stando con gli altri. Se volete imparare a conoscere nuove e migliori persone, se volete imparare nuovi modelli di relazione, lo imparerete attraverso delle relazioni. Il valore della psicoterapia  è proprio questo: si impara a stare con le altre persone perché per un certo periodo si affronta una relazione bonificata, migliore e controllata, che è quella col terapeuta. Ciò che avviene all’interno dello studio di uno psicologo è, di fatto, una relazione umana che porta a migliori relazione umane. Non ripiegatevi pertanto su voi stessi chiudendovi in casa e sperando di imparare qualcosa che non si può imparare da soli.

Ultimo step. Imparate a sostituire l’amarezza con il perdono. Una cosa molto complicata ma anche molto gratificante che di fatto vi pone ad un livello superiore rispetto al narcisista. Non si tratta di un gioco di potere, ma di una superiorità profondamente umana e spirituale nei confronti di chi vi ha vessato.

E infine, una piccolissima curiosità per concludere. E’ stato creato un questionario a risposta singola, denominato SINS (Single Item Narcissism Scale) finalizzato ad intercettare i soggetti narcisisti.  La domanda è : “Sei narcisista?”. I narcisisti tendono a rispondere affermativamente. Quindi, la prossima volta che andate a cena con qualcuno e pensate che possa essere una persona narcisista, un po’ strana, invece di fare domande che non servono a niente, ridendo e scherzando chiedetegli: “Sei narcisista?”. Se risponde di sì iniziate a drizzare le antenne!

Dott. Alessandro Pedrazzi- Milano

http://www.psicologoinrete.com/vittima-del-narcisista.html

Strategia psicologica

 

 

Visto l’acceso interesse che ha suscitato il precedente articolo sulla manipolazione (più di 1000 visualizzazioni in un solo giorno), credo sia utile approfondire l’argomento e analizzare più da vicino le tecniche di questo subdolo strumento di controllo mentale diretto a indebolire in modo sistematico la fiducia nelle proprie percezioni, l’autostima e la sicurezza di sé. Anche se ci siamo già soffermati in più occasioni a descrivere questi comportamenti, può essere utile fare il punto sulle più diffuse tattiche di manipolazione:

  • Rinforzo positivo: elogi, adulazione, adorazione, attenzione, affetto, regali, lacrime di coccodrillo, fascino apparente, apprezzamento, riconoscenza, coinvolgimento sessuale e dichiarazione di amore mai provato prima sono elementi che, se riscontrati con insistenza all’inizio di una relazione, inquadrano un chiaro  “love-bombing”, tattica diretta a farci abboccare all’amo e tenerci saldamente legati alla lenza.
  • Rinforzo intermittente: è una tattica di grande effetto. Si verifica quando la relazione passa dal rinforzo positivo costante a quello occasionale. Si crea un clima di incertezza, paura e ansia, in cui sono presenti segnali di allontanamento dell’altro/a, ovviamente negati, e si ha paura di perderlo/a. Si tratta di vere e proprie montagne russe emotive: si subiscono comportamenti messi in atto per guadagnare potere, accrescere il controllo e aumentare a dismisura la nostra dipendenza verso l’altro/a. E’ un micidiale cocktail di atteggiamenti in grado di rafforzare in modo sbalorditivo il nostro attaccamento (trauma bonding).
  • Rinforzo negativo: il manipolatore smette momentaneamente di comportarsi male (per esempio abbandona il trattamento del silenzio) quando si cede alle sue richieste.
  • Aggressività passiva: Gli attacchi sono chiari e diretti ma il tono di voce aggressivo viene subdolamente abbandonato e le critiche prendono la forma di insegnamenti, aiuti e consigli. Può sembrare un atteggiamento autentico. In realtà, è un tentativo di sminuimento, controllo e mortificazione.
  • Falso senso di intimità: il confidarsi da parte del manipolatore sulla propria vita, anche su aspetti intimi e riservati di essa, spinge la vittima ad aprirsi. Si tratta di un falso senso di intimità: spesso, con l’andare del tempo, si scopre che la maggior parte delle cose che vi erano state dette non erano vere ed era tutto orchestrato al fine di scoprire  quali fossero le vostre vulnerabilità da strumentalizzare.
  • Triangolazione: è questa una tattica molto comune di manipolazione psicopatica. Vi ritroverete spesso ad affrontare discorsi che riguardano altre donne/uomini: attraverso sottili insinuazioni o paragoni diretti, commenti evasivi e ricordi di ex vi sentirete spesso feriti e inadeguati. Rientra in questa tattica il flirtare con altre/i davanti a voi per suscitare una reazione di gelosia e strumentalizzarla come atteggiamento esagerato e ossessivo (punto successivo). Le insinuazioni sono sempre dirette a scatenare in voi una reazione per poi godersi lo spettacolo.
  • Strumentalizzazione: la vostra reazione al comportamento abusante (per esempio la gelosia) verrà inquadrata dal manipolatore nell’ottica di una generale e per lui insopportabile insicurezza in voi stessi sulla quale dovrete lavorare per il bene della relazione. Sarete portati, in futuro, a questionare sempre meno.
  • Parole vuote: vengono utilizzate a intermittenza per colmare i vostri bisogni di approvazione, validazione e rassicurazione e guadagnare controllo. Il problema è che sono soltanto parole che non trovano sostegno nella realtà.
  • Gaslighting e negazione/mistificazione della realtà: tutto mirato a indebolire le percezioni della vittima. La negazione di cose realmente dette o fatte con tanto di prove, se perpetuata nel tempo, inizia a farvi dubitare dei vostri ricordi e delle vostre intuizioni.
  • Minimizzazione: è molto frequente che vi sia rimproverato di costruire un caso sul nulla, di essere esagerati o paranoici, ipersensibili e bisognosi di supporto psicologico.
  • Estraniazione emotiva: chiudersi nel silenzio e rifiutarsi di ascoltare e comunicare sono le più comuni punizioni che vi verranno inflitte.
  • Menzogne: è sempre difficile sapere quando qualcuno sta mentendo ma gli psicopatici sono bugiardi patologici che diranno qualsiasi cosa per ottenere ciò che vogliono. Ricorrono alle bugie così tanto che sarà difficile per loro far combaciare tutti i dettagli. Qualora affrontati, ricorreranno alla negazione o al rivoltamento di frittate.
  • Proiezione di colpa: troveranno sempre il modo di trovare un capro espiatorio.
  • Deviazione del discorso ed evasione: quando si chiede loro conto di qualcosa invece di rispondere potrebbero spostare il discorso su un altro argomento dare una risposta vaga ed evasiva.
  • Rabbia e collera: se perdono la pazienza e diventano aggressivi e rabbiosi è perché vogliono sottomettervi. Si tratta di “lezioni” che hanno la finalità di insegnarvi a non contraddirli.
  • Manipolazioni non verbali: anche semplici gesti (alzata di occhi, smorfie, versi, sorrisi compiaciuti) possono essere forti strumenti di controllo.
  • Trance e ipnosi: secondo Sandra Brown (Women who love psychopaths) costituiscono “la forza dell’attrazione, la calamita dell’attaccamento e la colla del legame”. Potenti strumenti di indebolimento delle nostre difese psicologiche, trance e ipnosi sono legate al fascino e sono in grado di fissare a lungo nella memoria della vittima ricordi di benessere e di apparente appagamento.

Come risulta evidente da quanto sopra descritto, le tattiche a disposizione di un abile manipolatore sono tantissime. Qualsiasi corda venga toccata si tratta di una guerra psicologica diretta a farci perdere il controllo e generare in noi reazioni dettate dalle emozioni e non dalla logica. La manipolazione è una brutta bestia. Ma, una volta subita e analizzata con lucidità, può essere di facile riconoscimento.

Astra

Manipolazione in corso

 

Se nella relazione notate alcuni dei seguenti segnali ci sono buone possibilità che siate sotto effetto di manipolazione:

  • La gioia di aver trovato l’amore si è trasformata nella paura di perderlo. Inizierete a sentirvi stressati con emozioni che spaziano dalla felicità ed euforia all’ansia e alla sofferenza.
  • Lo stato d’animo dipende quasi esclusivamente dall’andamento della relazione.
  • Siete scontenti per la maggior parte del tempo, avete il terrore che il rapporto vi sfugga dalle mani. Avete l’impressione di star rovinando la cosa migliore che vi sia mai capitata ma non siete sicuri di come e perchè.
  • La relazione è molto turbolenta ma non siete in grado di spiegare perchè. Quando ne parlate con gli altri, potreste trovarvi a usare espressioni del tipo “E’ difficile da spiegare. E’…complicato”.
  • Siete ossessionati dal rapporto che state vivendo. Ne analizzate qualsiasi aspetto cercando in tutti i modi di risolvere i problemi. Parlate costantemente della cosa e con chiunque.
  • Non vi sentite mai sicuri della relazione e vi sentite in uno stato di precarietà e ansia costante.
  • Chiedete o avreste voglia di chiedere al vostro compagno/a se c’è qualcosa che non va. Sentite che qualcosa non funziona ma non siete in grado di dire cosa.
  • Siete spesso sulla difensiva. Vi sentite incompresi e sempre ansiosi di spiegarvi e difendervi.
  • A qualsiasi contestazione mossa al vostro compagno/a l’argomento sarà immediatamente spostato su di voi e sulle vostre insicurezze e paure. Il tema di partenza non verrà mai affrontato.
  • Non vi sentite in grado di renderlo/a felice. Ci provate in tutti i modi ma sembra non funzionare nulla, almeno non a lungo.
  • Fate pensieri negativi e provate emozioni assurde in grado di provocare estrema frustrazione.
  • Vi sentite inadeguati. Non vi sentite a posto come prima della relazione: meno forti, meno sicuri, meno intelligenti, meno assennati e comunque “meno” di quello che si era prima.
  • Sentite sempre di non essere all’altezza delle aspettative del vostro compagno/a.
  • Provate spesso senso di colpa. Tenterete in continuazione di riparare il danno che credete di aver provocato. Vi assumerete la colpa dell’allontanamento dell’altro/a non riuscendo comprendere perché state continuando a sabotare la relazione.
  • Avete la sensazione di camminare sui gusci d’uovo e di stare attenti a controllare parole e atteggiamenti per paura di farlo allontanare.

 

Astra

Sessanta indizi per un carnefice

 

Thomas Sheridan, autore di Puzzling People, ha redatto una lista di 60 indizi che possono aiutarci a riconoscere una personalità psicopatica:

  • Si addormenta/risveglia di colpo o ha un particolare tipo di sonno?
  • Parla mai dei sogni fatti? Se sì, sembrano cose inventate al momento?
  • Dà la colpa ad altri di qualsiasi cosa accada nella propria vita?
  • Tende a essere spaccona/e o autocompiacente nonostante, all’inizio, vi abbia messo sul piedistallo?
  • Ha reazioni emotive che non quadrano, ride in modo forzato e versa lacrime di coccodrillo?
  • Rivendica costantemente il proprio altruismo e fa riferimento a gesti caritatevoli che ha commesso, guarda caso, prima che la/lo conosceste?
  • E’ preparata/o superficialmente su tutto o quasi ma manca di conoscenza approfondita di qualsiasi argomento?
  • Legge i libri molto velocemente e se si fanno domande non entra nei particolari?
  • Si allinea a stereotipati modi di pensare rivendicando la propria superiorità morale o intellettuale?
  • E’ intollerante nei confronti di qualsiasi posizione estrema, dei punti di vista anticonformisti, di argomenti spirituali, metafisici o di forme di medicina alternativa che vi possano aver incuriosito e che lei/lui non ha tempo né voglia di analizzare?
  • Ha storie di vita e percorsi professionali vaghi e misteriosi?
  • Vi sembra che non abbia combinato nulla nella propria vita se non appoggiarsi sulle spalle di altri?
  • Durante discorsi in cui si parla di sentimenti usa il sesso per distogliere la vostra attenzione dall’argomento in questione?
  • Nella relazione ricorre con regolarità al sesso di riconciliazione?
  • Ha sempre storie di compassione da tirar fuori?
  • La relazione si è sviluppata molto in fretta, specialmente dal punto di vista sessuale?
  • Vi fa continue domande sulla vostra vita, sui vostri interessi e vuole conoscere ogni vostra mossa?
  • Nei primi tempi, seguiva i vostri post su Facebook o le vostre bacheche sui social anche se non sembrava interessato prima di conoscervi?
  • Qualunque cosa riguardi la vostra vita è fantastica e perfetta? Il vostro aspetto, le capacità, i  vostri figli sono bellissimi, la vostra testa è brillante, siete amanti incredibili e senza eguali, avete il gusto migliore che si possa avere, ecc?
  • Al ristorante beve e mangia quello che bevete e mangiate voi e, in generale, non manca occasione per dimostrarvi come siete simili?
  • Il personaggio cambia quando si arrabbia intensamente con una terza persona per poi tornare quello di prima?
  • La/lo avete mai incontrato per caso riscontrando che il suo linguaggio del corpo, il comportamento e le espressioni facciali non sono  le solite?
  • Era inizialmente tranquillo al primo appuntamento, spingendovi a parlare?
  • Menziona vecchi episodi chiedendo:“Ti ricordi quando tu…?” e non ricordate quella circostanza?
  • Sembra essere sempre occupato senza una ragione significativa?
  • Sostiene che tutte le relazioni passate sono finite esclusivamente per colpa/abuso/problemi/infedeltà dell’altro?
  • Deride, ridicolizza e denigra il nome, la reputazione e il comportamento delle compagne/i precedenti?
  • Non avete mai la sensazione che “c’è qualcosa che non va”anche quando la relazione sembra essere solida e idilliaca?
  • Passa da un momento all’altro dalla depressione o dalla rabbia alla spensieratezza più leggera?
  • Vuole ufficializzare la relazione prima possibile, trasferirsi, sposarsi e avere subito figli?
  • Parla di voi due immaginando scenari di vecchiaia insieme subito dopo avervi conosciuto?
  • L’adulazione, l’idealizzazione, il coinvolgimento sessuale e l’euforia iniziano a sfumare subito dopo che la relazione si stabilizza e continuano a deteriorarsi con il tempo finendo con l’essere sostituiti da criticismo crescente e giudizi negativi?
  • Sparisce per tempi imprecisati senza ragione?
  • Sospettate che i suoi trascorsi sessuali siano molto più promiscui di quanto vi faccia credere?
  • Racconta storie senza riscontri dalle quali esce come uomo coraggioso, fantastico e spericolato?
  • Si sveglia la mattina in un bagno di sudore anche durante l’inverno al punto da bagnare il materasso?
  • Ha alti livelli di testosterone? Parte alta del corpo sviluppata, forte energia sessuale, impulsività e calvizie precoce negli uomini/pronunciato Pomo d’Adamo nelle donne?
  • Nel sesso è spesso mancante la sensazione di fare l’amore e tutto quello che sa sembra averlo appreso  dalla pornografia?
  • Vi racconta di aver perso la verginità (valido per le donne) a un’età molto giovane e sostiene che nella sua cultura è normale?
  • Sopporta bene il freddo?
  • Ha sudorazioni strane come sudori freddi dopo un leggero esercizio?
  • Nel caso in cui viva solo/a, la casa è trasandata?
  • Si dà soprannomi o titoli strani e parla in terza persona?
  • La calligrafia è una specie di scarabocchio illeggibile ma la firma ha stile ed eleganza?
  • E’ incapace di fare piani e progetti importanti?
  • Quando le donne stavano pianificando il vostro matrimonio non vi è mai capitato di avere ripensamenti sentendovi non più importanti dei fiori o della musica?
  • Disegna piani incredibilmente ambiziosi per poi cambiarli, abbandonarli a metà strada o non iniziarli proprio?
  • Ripete gli stessi commenti e aneddoti a volte nello stesso ordine?
  • Gli uomini hanno esagerata curiosità per la pornografia e preferiscono ricorrere alla masturbazione piuttosto che fare l’amore?
  • Sostiene che il successo di tutte le persone della sua vita passata e presente è riconducibile alla propria presenza?
  • Fa strani e fastidiosi rumori come fischi e mormorii e sbaglia a pronunciare le parole di proposito al punto che si inizia a dimenticare come si pronunciano veramente?
  • Mentre vedete la TV avete mai notato che i loro occhi scrutano la stanza, quasi come una lucertola a caccia di insetti, anche se la testa è rivolta verso la tv?
  • Quando uno dei genitori muore improvvisamente o gli viene diagnosticata una malattia terminale parla più di testamenti ed eredità piuttosto che manifestare un vero senso di perdita e compassione nei confronti del genitore ancora in vita?
  • Si sente in diritto di avere il meglio senza sentirsi obbligato/a a guadagnarselo?
  • Non dice mai grazie né dimostra autentico apprezzamento per i favori che gli/le si fanno?
  • Vi interrompe mentre state parlando e finisce le frasi al posto vostro?
  • E’ al centro dell’attenzione pur senza talenti o capacità particolari?
  • Si comporta come se meritasse medaglie e premi solo per essere chi è?
  • Non vi siete mai fatti domande sulla loro possibile e segreta bisessualità (per gli uomini) o addirittura sulla loro eventuale, passata appartenenza all’altro sesso (per le donne)?
  • Ridicolizza e critica intensamente un prodotto, un negozio, un ristorante, un punto di vista, uno stile, dei gusti musicali e artistici per poi, un giorno, cambiare idea e condividerli?

Qualora questi indizi venissero a galla e pensiate di avere a che fare con uno psicopatico, Sheridan suggerisce di prendere nota e non contestare il comportamento sospetto. Modificherebbe infatti il proprio modo di fare eliminando e camuffando i comportamenti che vi hanno insospettito. Aggiustare le proprie idiosincrasie non significa cambiare: sta solo affinando la tecnica e limando il personaggio fatto su misura per potervi meglio manipolare.

Astra

Istruzioni per l’uso

La caratteristica fondamentale di un individuo psicopatico è l’egoismo senza fondo che domina in lungo e in largo e contraddistingue nel profondo i tratti primari e secondari della patologia del suo carattere. Capire e applicare i criteri di individuazione ci aiuterà a distinguerlo dalle persone semplicemente “scorrette” che incontriamo giornalmente. Se essi saranno studiati e valutati con attenzione,l’individuazione di uno psicopatico sarà immediata.

TRATTI PRIMARI

Mancanza di rimorso: mancanza di profondità emotiva e di considerazione dei bisogni degli altri. Eventuali scuse saranno insignificanti e superficiali. Lo psicopatico non si scuserà mai con convinzione per il danno inflitto né per la sofferenza generata nel prossimo. Non trova ragioni per cui dovrebbe farlo.

Costruzione di un personaggio di fantasia e manipolazione degli altri: la personalità che interagisce con il prossimo è sempre finta e costruita. A conferma di ciò si può osservare un atteggiamento frequente nello psicopatico: nel caso di incontri fortuiti con familiari, amici o colleghi o di risvegli improvvisi questo soggetto potrebbe sentirsi spiazzato come se avesse difficoltà ad entrare istantaneamente “nel ruolo”. Le vittime riferiscono della necessità, per lui, di un tempo tecnico, seppur brevissimo, per adattarsi alla situazione e accendere la giusta modalità di interazione. Lo sguardo è spesso predatorio e il sorriso forzato.

Senso compassionevole finto e diretto a manipolare e intrappolare le vittime: gentilezza e compassione sono considerate debolezze più che tratti nobili e le storie di autocommiserazione sono completamente inventate per attirare le prede e intrappolarle nella rete di menzogne e inganni.

Passato travagliato e misterioso: ci sono sempre tempi che non tornano e cose che non quadrano nel passato dello psicopatico. Mentre vorrà conoscere tutto della tua vita lascerà trapelare pochissimo della sua.

Alti livelli di testosterone: comportamento sessuale molto impulsivo, aggressivo e perverso. La parte superiore del corpo è spesso più sviluppata di quella inferiore. Le donne psicopatiche hanno il pomo d’Adamo abbastanza pronunciato mentre negli uomini la calvizie è precoce.

Se qualcuno di tua conoscenza presenta questi tratti primari, PRESTA ATTENZIONE. Potresti avere a che fare con uno psicopatico anche se non manifesta i tratti secondari che sono elencati di seguito.

TRATTI SECONDARI

Promiscuità sessuale/Asessualità/Incontri occasionali di una notte.

Narcisismo/Presunzione e senso di essere nato con una particolare missione.

Relazioni passate fallite sempre per colpa dell’altro.

Frequenti sudorazioni notturne.

Addormentarsi o svegliarsi velocemente.

Idealizzazione seguita da freddo rigetto con frequenti campagne di denigrazione delle vittime descritte come instabili, bugiarde, bisognose d’amore, dipendenti da sesso e sostanze. :tutte caratteristiche che verranno addebitate anche a noi a relazione finita.

Occhi spenti e sguardo fisso nel vuoto: gli psicopatici sorridono con la bocca ma non con gli occhi. Questo tratto potrebbe essere riconducibile alla loro controversa identità sociale. Lo sguardo è fisso e predatorio soprattutto quando sono infastiditi e non ottengono quello che vogliono. Gli occhi invece tendono a spostarsi velocemente da una direzione all’altra quando stanno mettendo in piedi una messinscena.

Sonno turbolento e assenza di sogni: molti psicopatici hanno bisogno di pastiglie, gocce o alcool per dormire profondamente. Sembra che smettano di sognare con l’adolescenza. E’ difficile che le vittime ricordino racconti di sogni fuori dalla fase dell’idealizzazione, quando le ricostruzioni possono essere inventate e strumentalizzate. La ricerca ha stabilito che sognare è un’attività a carico dei lobi frontali del cervello, gli stessi che coordinano i processi cognitivi della pianificazione, del ragionamento e delle emozioni che negli psicopatici, come sappiamo, funzionano in modo diverso che nelle persone normali.

Estrema inaffidabilità/Promesse a vuoto.

Attitudine a correggere gli altri/Arroganza/Scetticismo.

Altezzosità/Sdegno/Sempre dalla parte della ragione e mai  del torto.

Lacrime di coccodrillo e risposte emotive non convicenti.

Adulazione eccessiva, forzata e ruffiana/Lovebombing: il lovebombing stimola il rilascio di dopamina e noradrenalina e riduce la bassa attività di serotonina nel cervello della vittima aumentando la sua dipendenza. Le aree del cervello che producono la dopamina diventano iperattive e sono direttamente collegate alle assuefazioni. Sin da adolescenti gli psicopatici imparano a manipolare le vittime con questa tecnica.

Linguaggio contorto e ingannevole: Frasi complesse e caos verbale permettono loro di sembrare credibili e affidabili. In realtà i discorsi non sono ricchi di significato come possono sembrare.

Noi due contro il mondo”: è la classica attitudine dello psicopatico nei confronti della vittima che sta cercando di manipolare e isolare  dagli altri.

Ipocondria ed emicranie frequenti.

Finta moralità e altruismo fittizio

Permalosità: lo psicopatico si offenderà per le cose più stupide. Al contrario, se siamo noi ad offenderci per offese ben più gravi, saremo accusate di essere esagerate e di prendere le cose troppo sul serio.

Vita parassitaria a carico di amici, amanti e genitori.

Lo studio di questi tratti è fondamentale per mettere in atto una prevenzione sana e diretta a identificare un predatore prima che sia troppo tardi. Ancora più utile è fidarsi del proprio intuito. Chiunque rimanga intrappolato in una relazione con uno psicopatico confesserà di aver sottovalutato il proprio istinto. C’è sempre qualcosa che non torna all’inizio della storia, una vocina che ci consiglia di stare alla larga. Perché non ascoltarla?

Astra

L’articolo contiene parti tradotte e rielaborate di Puzzling People di Thomas Sheridan.

Gaslighting

 

Secondo Wikipedia il gaslighting è “una forma di violenza psicologica nella quale false informazioni sono presentate alla vittima con l’intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione”. Questo abuso, messo in pratica da narcisisti/psicopatici/sociopatici e da altri individui disturbati, prende il nome da un’opera teatrale del 1938 (Gas light) e dagli adattamenti cinematografici del 1940 e 1944. Nel film Angoscia, che nel 1945 ricevette 2 Oscar e 5 nomination, il marito (Charles Boyer) cerca di portare la moglie (Ingrid Bergman, Oscar come migliore attrice protagonista) alla pazzia manipolando piccoli elementi dell’ambiente, in particolare affievolendo le luci a gas, e facendole credere che quello che nota è solo frutto della propria immaginazione.

Le tecniche manipolatorie in questione ricordano, molto in piccolo, quelle utilizzate per decenni dai reparti operativi dei servizi segreti e dalle forze di polizia nei confronti del “nemico” e cioè la tortura, l’interrogatorio, il lavaggio del cervello e tutte le altre forme di guerra psicologica. L’intenzione è quella di indebolire, in modo sistematico, la stabilità mentale e l’autostima dell’altro, in modo da minarne autonomia e fiducia in se stesso.  A causa della sua sottigliezza questo insidioso comportamento di machiavellica astuzia, consistente delle più svariate manipolazioni, è una forma pericolosa di abuso psicologico, difficilissimo da scoprire da parte di  chiunque.  E’ molto semplice  cadere nella trappola di queste manovre: età,intelligenza,sesso e credo religioso non garantiscono l’immunità.  La violenza psicologica non riguarda solo le relazioni sentimentali ma può verificarsi in qualsiasi tipo di rapporto: tra genitore e figlio, tra fratelli, tra amici e colleghi. Quando si è sottoposti a gaslighting per un ragionevole periodo di tempo si inizia a perdere il senso del proprio io, non ci si fida più dei propri giudizi, si diventa molto insicuri, anche riguardo alla scelta più banale e si mettono in discussione i propri punti saldi e le proprie capacità. La vittima può isolarsi, deprimersi e diventare completamente dipendente dal proprio carnefice. La manipolazione è una tappa, o meglio uno strumento, del processo del suo annientamento emotivo.

Nella vittima si distinguono tre reazioni: la prima, quella iniziale, è l’incredulità. Quando non ci si è resi ancora conto di essere stati manipolati non si riesce a dare una spiegazione logica  del cambiamento, radicale e repentino, dell’indole del proprio carnefice. Si intuisce che nel rapporto sta succedendo qualcosa di strano ma non si è in grado di leggere la situazione per quello che è. Ovviamente è proprio ciò a cui punta lo psicopatico/narcisista/sociopatico/disturbato:intrappolare la vittima nella ragnatela, annebbiare la comunicazione diventando scivoloso e sfuggente, chiudersi nel silenzio quando si chiedono spiegazioni o, peggio ancora, fornire verità distorte o banalizzate, trasformare il sostegno in disprezzo e antagonismo. Muovere gli oggetti da un posto all’altro e poi negare di averli spostati o dire qualcosa e poi smentirla, per esempio, costituiscono esempi di guerra psicologica. Bisognosi di rassicurazioni riguardo il  proprio equilibrio mentale, si diventerà completamente dipendenti dal proprio carnefice.

Nella fase successiva, quella di difesa, si dispone ancora di sufficiente autonomia per proteggersi dalle manipolazioni. Tuttavia,  i disorientamenti perpetrati nel tempo creano sempre più insicurezza, angoscia, agitazione e senso di colpa. Sentendosi persi, confusi e incapaci di fidarsi dei propri istinti si tende all’isolamento per la vergogna. In poco tempo le energie si esauriscono e non si è più in grado di difendersi. A questo punto  l’intero sistema psichico è a rischio. Sin dalla nascita la natura ci mette a disposizione dei meccanismi di difesa in grado di proteggerci dai traumi e sono quelle stesse strutture difensive ad accompagnarci per il resto della vita quando diventiamo vulnerabili a minacce emotive.

Nella fase della depressione la vittima ha difficoltà a riconoscere se stessa. Vive infelicemente sotto tirannia in una zona di guerra, sotto stretto controllo fisico ed emotivo, prosciugata e spogliata di qualsiasi sicurezza e dignità, incapace di prendere decisioni. Pensa che tutto quello che fa è sbagliato, non si fida più delle proprie percezioni e ha una visione distorta di ciò che sta accadendo. Può cadere in profonda depressione e accusare la classica sintomatologia del disturbo post traumatico da stress:

  • rievocazione di momenti (flashback,immagini, incubi, ansia, ecc.);
  • atteggiamenti negativi (evitare persone, luoghi o pensieri, rimbambimento emotivo, mancanza di interesse, disperazione, ecc.);
  • agitazione (difficoltà di concentrazione, irritabilità, esplosioni di rabbia, insonnia, ipervigilanza, ecc.)

Nel corso del recupero terapeutico molti psicoanalisti riscontrano sintomatologie comuni nella quasi totalità delle vittime: stati di shock, incredulità, profonda tristezza, sensi di colpa, vergogna, rabbia, paura, riflessione, solitudine e una serie di disturbi fisici (attacchi di panico, flashback, pensieri negativi, affaticamento, disturbi alimentari e del sonno, dissociazione ecc.). Viene anche comunemente registrato un grande senso di sollievo alla presa di coscienza di cosa stava veramente accadendo nel rapporto. E’ sorprendente verificare come, nei momenti più difficili, l’essere umano riesca a elaborare con intelligenza ottime strategie di difesa. Il fatto che i pazienti sopravvivano alla tortura dei comportamenti provocati dai disturbi della personalità è di per sé un miracolo.

Quali sono i segni premonitori del gaslighting?

  • Ripensamenti: quando cala la fiducia in se stessi, si ha paura di fare la cosa sbagliata per non compromettere ulteriormente la relazione. Una tipica domanda è “cosa sarebbe successo se avessi fatto, avessi detto, mi fossi comportata così e colà?”.
  • Chiedersi se si è troppo sensibili: le caratteristiche tipiche del gaslighting sono la proiezione e il senso di colpa e la vittima diventa iper-sensibile all’umiliazione costante dell’aggressore. Si sentirà dire milioni di volte che è paranoica e finirà con il credere alle bugie. Come risultato cercherà sempre l’approvazione dell’aggressore prima di fare qualsiasi cosa e sarà timorosa di sbagliare per non sentirsi ancora più umiliata. Dubiterà sempre delle proprie percezioni e si continuerà a chiedere se è esagerata o no.
  • Scusarsi: con le personalità DrJekyll/MrHyde alla fine ci si scuserà per non aver mai fatto le cose giuste e addirittura per la propria esistenza. E’ un modo di evitare ulteriori conflitti con il proprio aggressore.
  • Sentirsi infelici: vivere sotto tirannia narcisistica è estremamente frustrante e provoca infelicità. Spesso le vittime continuano a sentirsi malinconiche, confuse, sole e spaventate anche dopo la fine della relazione.
  • Non parlarne: spesso si prova una grande vergogna e si ha timore di farsi montare dagli altri. Il ruolo della vergogna nell’abuso narcisistico è un argomento importante. Si tratta di una condizione emotiva normale e derivante dal senso di fallimento provocato dall’abuso (per esempio, il senso di vergogna per non essere stati in grado di proteggersi).
  • Sapere che c’è qualcosa che non quadra ma non riuscire a metterlo a fuoco: l’obiettivo degli individui disturbati, e cioè controllare e influenzare il prossimo, può essere raggiunto solo quando gli altri sono inconsapevoli del meccanismo. Più la vittima dubita di se stessa e delle proprie percezioni maggiore si farà la dipendenza da lui.
  • Avere difficoltà anche nelle cose semplici: trovarsi nella rete della manipolazione richiama l’immagine di una mosca intrappolata nella ragnatela. La vittima ovviamente non sa che, entrando nella rete, farà la fine della mosca. Purtroppo vi entra e disintegra il proprio io. Sentendosi costantemente in pericolo, formerà un legame psichico con l’aggressore cercando di accontentarlo in ogni sua richiesta e desiderio, chiederà il permesso di fare qualsiasi cosa, si sentirà insicura a esprimere le proprie opinioni, non avrà mai l’ultima parola, sarà costantemente criticata ed umiliata e le proprie facoltà saranno seriamente compromesse.
  • Avere la sensazione di essere stati, un tempo, molto diversi: più sicuri di sé, più amanti della vita e più sereni. La vittima, per sopravvivere, darà vita a un macabro tango, all’inizio credendolo una nicchia sicura ma accorgendosi presto che invece si tratta di una trappola. E’ bene studiare attentamente gli schemi comportamentali dei soggetti disturbati per non tornare ad essere,in futuro, una probabile risorsa energetica da spolpare.
  • Sentirsi infelici e disperati: quello che una volta sembrava il paradiso si è trasformato in un inferno. Non c’è pace né gioia, solo paura e soffocamento. La vita è senza speranza, come se si fosse spenta la luce. Tutto ciò che rimane è una grande nuvola nera e la vittima, per sopravvivere, è costretta a nascondersi in uno stato di accettazione passiva, non c’è altro che riesca a fare. L’autostima è a terra, le proprie percezioni della realtà sono seriamente danneggiate. Sono recenti i ricordi dei fiumi di bugie dietro alle quali si veniva accusati di essere paranoici, esagerati, isterici, aggressivi, che non c’era motivo di dubitare ed essere così sospettosi.

Anche quando si riesce a scappare dalla morsa dell’abuso, per riprendersi del tutto si rende spesso necessario un percorso terapeutico. Un bravo specialista non può limitarsi a curare le ferite: dovrà, invece, addentrarsi nel trauma che la vittima ha subito e fare in modo che le faglie che hanno reso possibile una vera e propria vampirizzazione si chiudano per sempre.

Astra

 

 

Bombe d’amore

 

All’inizio nessuno si fa sedurre da critiche e violenza. Se uno psicopatico attaccasse la tua autostima al primo incontro, lo manderesti subito a quel paese. Le relazioni con questi personaggi girano intorno all’utilità e al potere. Sarai usata per soddisfare qualsiasi sua necessità che sia sesso, denaro o una copertura di normalità e sarai tenuta al tuo posto a concentrarti sulle tue debolezze e insicurezze su cui lui farà leva. Tuttavia, nessuna relazione con uno psicopatico inizia in questo modo. Al contrario, una volta puntati gli occhi su di te come bersaglio preferito del momento (il suo “premio”), darà vita a una storia d’amore. Non sarà mai sazio, vorrà vederti e fare l’amore in continuazione. Ti lusingherà costantemente, confesserà che nessuna donna con cui sia mai stato è così intelligente, bella ed elegante come te. Sarai il solo, vero amore della sua vita. L’unico. Le vittime tendono a credere a tutto visto che, dopotutto, a chi non piace sentirsi dire cose così belle e rincuoranti? E non si pongono l’unica domanda che c’è da porsi: perché mi fa tutti questi complimenti?

Invece, è questa la prima domanda che dovresti farti qualora fossi love bombed, bombardata cioè da un corteggiamento asfissiante. Quanti individui equilibrati lo metterebbero in atto? E cosa mai ti rende così speciale rispetto alle altre donne del mondo e ti fa essere la più bella, la più brillante e la più sexy? Non potrebbe esserci un’altra ragione dietro a tutto ciò? Non potrebbe dire a tutte le stesse cose? E se fosse così, perché? Per dimostrarti quanto irragionevole sia il love bombing e perché dovresti usare molta cautela quando ti capita, mi rifaccio a un paio di esempi. Diciamo spesso ai nostri bambini di non parlare con gli sconosciuti che offrono loro caramelle. Quegli individui sono probabilmente predatori sociali, pedofili. Perché le donne adulte accettano un corteggiamento così audace senza battere ciglio? Il consiglio che danno ai loro bambini non dovrebbe applicarsi anche a loro?

Secondo esempio: negli anni ‘70 tante donne facevano l’autostop senza chiedersi perché lo sconosciuto in questione fosse così carino e desse loro un passaggio. La maggior parte delle volte non succedeva niente, ma in tante altre andava diversamente. Alcune venivano caricate a bordo da predatori sociali- stupratori e anche assassini, la cui carineria era solo un pretesto. E’ una questione di fondo: la maggior parte delle persone normali non ricorre al love bombing. Non dà vita a adulazioni estreme. Non fa promesse di eterno amore su due piedi. Non ti chiama amore della sua vita senza nemmeno conoscerti. Questi sono modelli di comportamento che dovrebbero destare sospetti perché sono adescamenti tipici dei predatori.

Gli psicopatici ricorrono comunemente al love bombing come tecnica di seduzione, al fine di poter conficcare gli artigli nelle prede. I complimenti, le dichiarazioni d’amore e gli incontri romantici attraggono e legano le vittime a sé. Si tratta, però, di un processo non reciproco. Dal momento che gli psicopatici si attaccano agli altri senza coinvolgersi emotivamente, sono le prede a legarsi e non il predatore. Queste tecniche accrescono la fiducia della vittima e la fa fanno diventare dipendente dalla fonte di energia che, nello specifico, è costituita dal corteggiamento, dalle parole e dai gesti romantici o da manifestazioni di affetto continuo e dal fare l’amore. In realtà, solo una persona sta facendo l’amore: la vittima. L’altra, il predatore, sta solo conquistando, sta rendendo l’altra parte dipendente dalla sua presenza e dalla sua validazione in modo da poterla fare a pezzi in un momento successivo. E’ questo il suo obiettivo principale: esercitare controllo sulle prede e, alla fine, danneggiarle. Il legame psicopatico è, come Sandra Brown scrive saggiamente, “una relazione dal danno inevitabile”. Quando si è in piena fase di luna di miele raramente si crede che la persona che sembra corteggiarci e amoreggiare con noi così intensamente, l’unica che dichiara di amarci intenda, in realtà, usarci, controllarci e alla fine distruggerci. Tuttavia, quando la relazione prende l’andatura normale l’obiettivo sottostante diventa più chiaro: lo psicopatico inizierà a farci focalizzare sulle nostre debolezze, a riferirci critiche (supposte) mosse da altri contro di noi. Inizialmente i rilievi (sempre supposti) non arriveranno da lui bensì da un nostro collega o dai nostri amici o dai componenti della sua famiglia. Poi, piano piano, inizieranno a venire direttamente da lui:forse dovremmo fare più sport o perdere peso o aggiustare il tipo di trucco. Oppure professionalmente non siamo abbastanza di successo o non siamo più eccitanti sessualmente. Poco a poco, critica su critica, lo psicopatico indebolisce la nostra autostima. E’ un processo che può completarsi in più mesi o essere molto doloroso e graduale, arrivando ad anni. E’ comunque estremamente efficace. Ci eravamo abituate alle lusinghe e alla validazione. In cosa stiamo sbagliando per non meritarle più? Il senso di chi siamo e la fiducia in noi iniziano a diminuire. E faremo il possibile per riacciuffare la sua approvazione o forse la sua idolatria. Il suo amore.

Morale della favola: se qualcuno è troppo euforico e assillante e ti riserva attenzioni eccessive all’inizio della relazione, generalmente significa che ti aspetta un futuro molto arduo, pieno di critiche e manipolazioni. Quando qualcuno inizia a bombardarti di affetto, non chiedere a te stessa: Come ho fatto ad essere così fortunata? Chiediti piuttosto: Cosa vuole da me? Nel legame psicopatico, la fase dell’idealizzazione, dei complimenti e delle  dichiarazioni di amore selvagge è di gran lunga la più pericolosa perché è così che lo psicopatico ti spinge a far dipendere la tua autostima da lui. Una volta che lo fai, gradualmente e incessantemente ti indurrà a incassare critiche sempre più negative al fine di sgretolare la tua identità e la tua autostima. E’ questa una dinamica che si verifica in tutte le relazioni di uno psicopatico. Non sarai l’eccezione che conferma la regola. Nessuna sarà mai il suo unico, vero amore indipendentemente da quanto lui, all’inizio, l’abbia corteggiata e abbia detto di amarla.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/11/15/the-psychopaths-hook-love-bombing-sex-and-flattery/

L’arma del linguaggio

 

Nel surreale mondo del narcisista persino il linguaggio diventa patologico. L’armatura dialettica è lo strumento di difesa più efficace del suo arsenale;  parole e vocaboli compongono frasi attorcigliate  prive di messaggi incisivi, la comunicazione si fa concitata ma rimane vaga, ambigua e diventa spesso contraddittoria. Elaborate acrobazie oratorie raggirano il tema del discorso e portano la discussione altrove. Grammatica e sintassi sono manipolate più della vittima e danno vita a costruzioni verbali estremamente contorte. Il narcisista non parla con un altro, parla a un altro: sale in cattedra, pontifica, camuffa intendimenti, finge di fraintendere, si arrampica sugli specchi, legge tra le righe, interpreta e, soprattutto, non ascolta e preferisce utilizzare i tempi di replica dell’altro per pensare a come riempire il successivo turno di parola. L’abitudine a non ascoltare deriva dal bisogno primario di imporre la propria grandiosità e preparare la controffensiva; dopotutto, si chiede ironicamente Sam Vaknin in Malignant Self Love, “perché mai un narcisista dovrebbe perdere tempo prezioso ad ascoltare quando lui è onnisciente”?

La cosa ha implicazioni profonde. La comunicazione attraverso una chiara, inequivocabile e sensata combinazione di parole è parte integrante di qualsiasi agglomerato sociale sano e ben collaudato. La pochezza del contenuto linguistico del narcisista non è la conseguenza del suo bagaglio di vita; al contrario, è la modalità utilizzata per nascondere, per difendersi, per tenere saldi privilegi sempre meno ammissibili; per dissentire senza provocare ira, criticare senza prendere posizione, convenire senza che gli altri se ne accorgano.  Un “contratto” con un narcisista è più una vaga ed elastica dichiarazione di intenti che una lista affidabile di impegni reciproci.

Quando lui parla, nell’aria si diffonde una non ben definibile sensazione di doppiezza e ambiguità. Le regole che governano la sua dialettica costituiscono enigmatici espedienti: le frasi sono lasciate appositamente incomplete e i ragionamenti si fanno spesso contraddittori. Il linguaggio  è subdolamente offensivo per irretire i nemici; per seminare confusione e panico; per lasciare gli ascoltatori in dubbio, esitazione o paralisi; per acquisire controllo, nonché per punire. Il linguaggio è una semplice arma.

I suoi sono discorsi pirotecnici in cui la sostanza viene sacrificata in nome della coreografia. L’attenzione è rivolta più alla composizione che al contenuto. Gli ascoltatori sono trascinati dalla forma, rintronati dalla perfezione, inebriati dalle mille sfaccettature di una realtà che è semplicemente univoca e, a posteriori, molto chiara.  Il linguaggio è come un processo infiammatorio: invade insidiosamente i tessuti della relazione intaccando, per prime, le cellule sane della ragione e della logica.

L’espressività è un valido indicatore della salute psicologica e istituzionale delle unità sociali come la famiglia o l’ambiente di lavoro. Il capitale sociale è spesso misurato in termini cognitivi e cioè verbali. Non ci può essere società vigorosa senza una comunicazione chiara e trasparente. E’ il linguaggio a determinare come percepiamo il mondo; è la nostra mente e la nostra coscienza. Il narcisista, per questo, è una grande minaccia sociale.

Astra

Il cyberpatico

 

Internet è terra fertile per gli psicopatici, che sono costantemente a caccia di nuove potenziali vittime mentre continuano a intimidire e tormentare quelle precedenti, a volte anche ad anni di distanza dalla chiusura della relazione. Questi individui, che non danno mai vita a legami autentici con nessuno, a volte provano attaccamento intenso nei confronti di alcuni bersagli. Proprio come provano piacere perverso a ferire quelli vicini a loro, così provano analoga perversione a tormentare da lontano vittime precedenti.

Questo è facile da fare con un certo anonimato. I nuovi indirizzi di posta elettronica sono semplici da ottenere e chiunque abbia nozioni informatiche di base è in grado di mettere mano a indirizzi IP. Anche gli IP reindirizzati sarebbero rintracciabili dalla polizia postale, ma spesso le difficoltà sono superiori al risultato. Questo rende difficile per la vittima riferire alla polizia manovre di stalking.

Anche se la vittima non può controllare le molestie ossessive dello psicopatico, può comunque inquadrare il proprio comportamento. Allego un articolo informativo sugli psicopatici di Internet, i c.d. cyberpatici (relenlessabundance.wordpress.com).

Come tutte le personalità psicopatiche, il cyberpatico si stufa facilmente. Cerca di alleviare la propria noia con comportamenti che possano appagare le proprie gratificazioni personali. Internet mette a disposizione un ampio ventaglio di possibilità: chat e discussioni di gruppo, mailing list, social network e svariati portali di comunicazione interpersonale. Il cyberpatico tende a trovare qualcuno che gratifichi i suoi narcisistici bisogni di attenzione. Può passare da una vittima all’altra abbastanza velocemente o rimanere con una vittima per un periodo, a seconda di quanto quest’ultima continui ad appagare la sua insaziabile fame di validazione.

Il predominio e il potere costituiscono caratteristiche ricorrenti delle relazioni sociali delle personalità psicopatiche. Il cyberpatico cerca costantemente di sovrastare e controllare gli altri. Questa forma di predominio può assumere forme diverse:

  • nelle discussioni e nei dibattiti cerca sempre di avere l’ultima parola;
  • cerca di mettere a tacere gli altri chiudendo la discussione con il proprio punto di vista;
  • ricorre a insulti e attacchi per esercitare potere;
  • se sta perdendo la posizione di comando in una discussione, la abbandonerà  e in un secondo momento negherà di averla avuta piuttosto di affrontare qualsiasi tipo di sconfitta o compromesso.

Nelle relazioni personali, le sue richieste di adulazione prendono forme più subdole:

  • farà di tutto per suscitare sentimenti di amore e di devozione negli altri;
  • è solo interessato al brivido della conquista e una volta che la relazione supera la fase iniziale, la noia e il bisogno di diversa validazione lo porteranno a cercare altre vittime;
  • è molto abile a mentire e anche se le bugie vengono scoperte riadatterà la sua versione dei fatti per sembrare credibile, spesso strumentalizzando umiltà e rimorso per uscire dall’angolo. Gradualmente sarà costretto a creare nuovi account e ripulire vecchie tracce.

Le personalità psicopatiche si dilettano a giocare con gli altri con il fine di umiliarli e di esercitare controllo. In altre parole, non cercano necessariamente denaro o sesso; possono semplicemente essere  alla ricerca  del brivido di una nuova connessione, un nuovo gioco. Questo non vuol dire che lo psicopatico sia sempre consapevole di cosa sta facendo. Può anche non rendersi conto di ferire o sfruttare gli altri nella sua richiesta di attenzione e di energia narcisistica. Vuoti e bisogni possono essere così grandi che può esprimersi in manifestazioni di genuina autocommiserazione e in più svariate dichiarazioni di amore e desiderio.

Uno psicopatico tende a fare sempre gli stessi giochi; a non avere alcun interesse reale nei confronti del tuo stato emotivo e a non avere vera empatia (anche se può avere un desiderio profondo di provarla). Conseguentemente, sono pochi psicopatici a essere veri stalkers. Non connettendosi emotivamente con gli altri, una volta che la relazione perde vigore  passano con semplicità alla prossima persona in grado di richiamare il proprio interesse. L’aspetto più frustrante della fine della relazione con uno psicopatico è la mancata consapevolezza, da parte sua, che la relazione si sia mai svolta.

Gordon Banks, nel suo saggio su Don Giovanni, racconta che questa personalità “Non dà amore reale, anche se è abbastanza capace di ispirare amore di un certo grado negli altri”. Naturalmente, quando la relazione finisce, la cosa significa molto poco per il cyberpatico, che si raffredda in fretta (qualche volta può essere brutale) ma la vittima si ritrova scioccata, devastata o seriamente traumatizzata. L’aspetto perverso di questo schema è che la personalità psicopatica può “psicoanalizzare” le vittime dipingendole come pazze, ossessive e persino deliranti (rinforzando il proprio potere e ponendosi come la figura “razionale” ed equilibrata della relazione).

La maggior parte dei cyberpatici non è costituita da criminali che uccidono, stuprano e compiono altri crimini che siamo soliti associare con i tipici Psyco dei libri e del cinema. Piuttosto, tendono ad ingannare, mentire e tradire. Le loro manipolazioni possono sfociare in confessioni apparentemente sincere e a successive revisioni dei propri racconti. Spesso, purtroppo, saranno i primi a credere  alla propria versione dei fatti.

Un cyberpatico terrà la propria vittima legata all’amo fino a quando lei continuerà ad appagare il suo bisogno narcisistico di devozione e approvazione. Comunque, il teatrino è destinato a finire nella fase in cui le coppie normali trovano stabilità dopo l’infatuazione. Oppure finisce quando il cyberpatico semplicemente si stufa della vittima del momento e ha bisogno di uno stimolo più fresco.

Cosa può attrarti inizialmente:

  • può sembrare straordinariamente disinvolto, affascinante ed stimolante;
  • il suo comportamento provocante potrebbe inizialmente sembrare coraggioso, audace o sicuro di sé;
  • ti punta e ti fa sentire come se fossi al centro del mondo;
  • insisterà che la vostra relazione supera tutte quelle precedenti – tu sei la prima persona che lo ha veramente capito, la migliore amante che abbia mai avuto, l’unica con cui sia mai stato onesto e che con te è veramente se stesso (lo potrà credere anche lui, visto che non ha ricordi di altre relazioni);
  • anche se ha tradito in altri momenti, con te non si porrà mai il problema. Tu sei speciale e con te non ci sarà mai disonestà;
  • può apertamente o subdolamente giustificare il suo predominio su di te come una specie di privilegio;
  • può creare un senso di intimità (una specie di “io e te contro il mondo”).

Tratti psicopatici che potrebbero allertarti:

  • mancato allineamento alle regole sociali (es. tendenza a parlare o a comportarsi per colpire gli altri, comportamento insistentemente provocatorio);
  • tendenze ingannevoli, bugie, creazione di multipli alias;
  • modi umilianti e insulti;
  • arroganza, senso di diritto, ego gonfiato;
  • tendenza a psicoanalizzare gli altri, specialmente le ex, dipinte come ossessive o pazze;
  • banalizzazione di incidenti precedenti in cui ha ferito, trattato male o ingannato gli altri;
  • mancanza di empatia, di senso di colpa o di rimorso per precedenti cattivi comportamenti nei confronti di altre vittime;
  • inesistente o limitato circolo sociale;
  • seria malattia mentale o psicosi in famiglia; legami familiari tesi o inesistenti.

 

Se sei stata con uno psicopatico:

  • scappa appena puoi, più velocemente possibile;
  • non cercare di parlare con lui della relazione, non sarà in grado di dar vita a un dialogo costruttivo;
  • se provi a smascherarlo, tieni presente che ti risponderà con rabbia, minacce, cattiveria, umiliazioni o con tentativi di screditarti e denigrare la tua reputazione;
  • rassegnati al fatto che difficilmente recupererai qualcosa a meno che tu non sia protetta legalmente;
  • non ti dare la colpa di non aver riconosciuto prima i segnali;
  • vai in terapia appena possibile: il trauma conseguente a questi incontri può essere durevole e profondo;
  • se possibile, metti in guardia altri della tua esperienza;
  • tieni presente che farà il possibile per dipingerti come irrazionale o totalmente pazza, così potrebbe essere inutile avvertire i suoi amici e le vittime più recenti;
  • metti i remi in barca e tieniti lontana da qualsiasi contatto futuro.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/12/26/internet-predators-the-cyberpath-and-cyberstalking/

Triangolazioni perverse

Se ti sei innamorata di un bastardo, può confortarti il fatto che sei in buona compagnia. Anche le stelle di Hollywood e le icone della musica, che hanno un’ampia scelta di uomini, si vanno a prendere dei cialtroni. Per ricordare solo uno degli scandali dello spettacolo, LeAnn Rimes ha lasciato il marito, Dean Cheremet, per Eddie Cibrian, un uomo descritto da molti come un “traditore seriale”. Nel 2009 questa notizia ebbe notevole risonanza nel mondo del gossip; portò addirittura il direttore di Shape Magazine a doversi scusare per aver messo la cantante in copertina. Non c’è bisogno di dirlo, LeAnn Rimes non è una vittima innocente. E, visto che Eddie Cibrian, a quanto si racconta, già la tradiva con la ex moglie e la ex amante, prevedo che sarà lui a spezzare il cuore di lei e non viceversa.

Molte donne che lasciano compagni onesti per donnaioli vaganti finiscono, in verità, con il pentirsi. Il nuovo diventa sempre vecchio. Una volta che la conquista è messa a segno, i tipi “alla Casanova” si stancano rapidamente delle relazioni e guardano altrove. Anche cedere al loro stile di vita dissoluto può non bastare.

Gli psicopatici sanno individuare debolezze e vulnerabilità specifiche di ciascuna persona. Se ti va bene l’idea di una relazione aperta e reputi sprezzante qualsiasi concetto “borghese” di fedeltà, considerandola soporifera e convenzionale, stai serena che lo psicopatico troverà altre simpatiche modalità per ingannarti, ferirti e punirti con cattiveria. Dopotutto, cosa conta davvero nella tradizione libertina? Non tanto il piacere in sé, ma la gratificazione ottenuta attraverso l’inganno, la sofferenza e il dolore di qualcun altro. Basta leggere qualcosa di Laclos e di De Sade.

Vale la pena leggere il romanzo del diciottesimo secolo sulla seduzione psicopatica dal quale è tratto il nome del mio libro, Relazioni Pericolose, e di questo blog o, almeno, vedere il bellissimo film con John Malkovich e Glenn Glose. In una scena particolarmente pungente, riportata nell’immagine in testa a quest’articolo, lo psicopatico Valmont scrive lettere d’amore a un’amante sulla schiena nuda dell’altra: una corruttibile donna che lui ha sedotto e traviato da giovanissima, che apprezza la perversione e collude con il suo libertinaggio.

Come previsto, lei si ritroverà ugualmente devastata. Non è solo il sesso che gli psicopatici e gli altri cialtroni vanno cercando, né il predominio. E’ il potere alle spese di un altro. Per un individuo disturbato, maniaco del controllo, non c’è niente di più allettante che esercitare potere sugli altri attraverso la triangolazione: sbandierando, cioè, le nuove relazioni alla ex e creando rivalità e gelosia tra le varie conquiste.

Sentendosi sommerse da una valanga di attenzioni, le prede più fresche spesso partecipano a questi sfoggi di perfidia. Come ho spiegato in altri articoli sulla manipolazione e l’abitudine a mettere le donne una contro l’altra, queste ostentate effusioni non hanno nulla a che vedere con l’affetto e l’amore. Significano solo usare i bersagli del momento per far arrabbiare e ferire quelli di prima. Senza generare sofferenza negli altri, gli psicopatici e gli altri mascalzoni non si godono il controllo sulle donne. Essi usano nuove vittime per spargere sale sulle ferite di quelle precedenti, proprio come useranno vittime future per far male a quelle correnti.

La logica sottostante è quella della triangolazione, proprio come nel brano How you like me now? di The Heavy. E ora, che sai che ti ho tradita e rimpiazzata, quanto ti piaccio? La risposta più ovvia a questa stupida domanda da parte di chiunque non sia disturbato sarebbe: mi piaci meno. O, ancora meglio: ti detesto di più.

Uno psicopatico non può capire che è lui che tu rifiuti e che non importa quale altra donna (o uomo) lui attrae e cosa vuole fare della sua vita professionale o personale. Niente e nessuno può far sembrare bella una persona completamente priva di qualità umane e di anima. La triangolazione può solo scoprire ulteriormente la profondità della sua depravazione.

Anche quelle che credono alla campagna di denigrazione nei confronti della ex e accettano il ruolo di nuove compagne nella triangolazione di turno, di solito non si divertono tanto a fare il bersaglio quando il processo, inevitabilmente, comincia da capo. Un seduttore psicopatico non può essere felice con nessuno, nemmeno con le sostenitrici e veneratrici più convinte. Non importa quanto loro lo amino; ciò che conta è che lui è fondamentalmente incapace di vero amore. Prima o poi, troverà il modo di umiliare anche loro, come ha fatto con tutte le donne precedenti.

Che tu ci creda o meno, nella vita si raccoglie ciò che si semina. Ciascuna preda alla fine sarà colpita alle spalle da un’altra preda, che lo psicopatico userà per macchinare contro di lei. Questo schema, che vediamo venir adottato in modo ripetitivo, mi porta a domandarmi: perchè così tante donne scelgono uomini bastardi? Ecco le prime cinque ragioni che mi vengono in mente:

  • All’inizio sono molto romantici. Molto di più delle brave persone. I mascalzoni sono impulsivi, in cerca di emozioni ed esperti nell’arte della seduzione. Sanno perfettamente cosa fare e cosa dire per far perdere la testa alle donne.
  • Sono bugiardi disinvolti. Sanno come dire ciò che le donne vogliono ascoltare. Una brava persona dice con onestà quando non stai bene o hai messo su un paio di chili. Un bastardo, invece, ti lusingherà come se fossi buona come il pane (ma ti sminuirà con l’altra su cui sta cercando di fare colpo).
  • Sono provocanti. Troppo spesso le donne confondono il sesso con l’amore. Ricorda, tuttavia, che attrazione non vuol dire legame. Solo perché un uomo vuole fare l’amore in continuazione non significa che tenga a te. Tra l’altro, è raro che l’attrazione fisica resti intensa una volta che si passa dalla relazione al matrimonio.
  • Le donne si compiacciono e si prendono in giro da sole. Vogliamo davvero credere che siamo l’eccezione che conferma la regola. Ovvio, l’uomo che amo può aver tradito la sua ex moglie e dozzine di altre donne, ma con me non lo farà. Perché? Perché la nostra relazione è unica e perché io sono speciale. E’ probabile che le cose non stiano proprio così: ciò che ha fatto alle altre a causa tua alla fine lo farà a te a causa di altre. Ricorda le mie parole: assisterai a questa dinamica nel giro di qualche anno (al massimo), quando lui userà qualcuna per ferirti proprio come ha usato te per ferire la sua ex moglie.
  • Le donne amano le sfide. Domare un playboy è come montare un cavallo selvaggio. Può essere pericoloso e generare agitazione, ma è pur sempre molto stimolante. Una cosa da ricordare sempre è che, purtroppo, la passione è passeggera. Avere a che fare con un compagno che mente in continuazione, tradisce e si comporta in modo da dover sempre trovare giustificazione a tutto diventa presto molto pesante, prevedibile e noioso. Molto più noioso, in realtà, di interazioni con uomini che hanno un buon carattere e profondità emotiva.

Dal momento che le donne non sono provviste di giudizio impeccabile quando si innamorano, può essere vero che le brave persone arrivano ultime. Tuttavia, se preferisci un cialtrone a una persona per bene (o addirittura a rimanere single), sarai la sola ad arrivare ultima. Il mio consiglio? Scegli un compagno amabile perché la relazione con un mascalzone psicopatico è destinata a non funzionare.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/12/13/psychopaths-jerks-and-triangulation/

Obbligo di cautela

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Tendiamo a invaghirci con coinvolgimento immediato, sia nelle amicizie che nelle relazioni sentimentali. Quando si crea istantanea intimità  con qualcuno pensiamo che sia un buon segno: di profonda compatibilità, di amore a prima vista o di affinità di spirito. I vortici di amore sono inebrianti e fanno mancare la terra sotto i piedi.  D’altra parte nel mondo di Internet, che ha visto l’esplosione degli incontri online,  per dar vita a nuove avventure bastano un paio di colpetti sulla tastiera.

Sfortunatamente,  è raro che le intese immediate si rivelino così promettenti come sembravano. E’ più frequente che sfumino e qualche volta costituiscono segnali di pericolo. Ci sono due ragioni principali perché questo accade: la prima è esaminando la cosa dal tuo punto di vista, la seconda dalla prospettiva della persona che hai conosciuto.

Da parte tua, l’attaccamento immediato è dettato dall’intuito. Nei confronti della nuova persona senti un coinvolgimento emotivo non ben inquadrabile ma sicuramente trainante. Quella percezione, vorresti credere, è una specie di fiuto interno che non sente ragione (dopotutto, non conosci bene quella persona) ed è più intensa di qualsiasi ragionamento. Giusto? NO. Questa percezione generalmente è errata perché le informazioni non si basano su alcun sesto senso più profondo della ragione, ma su una fantasia o utopia.

Quando si conosce una persona, soprattutto quando c’è attrazione, entrambi danno il meglio di sè. Si passa attraverso una fase di idealizzazione reciproca durante la quale ciascuno proietta sull’altro i propri desideri di amore e di piacere. La stessa logica si applica anche alle nuove amicizie, dove si cerca qualcuno che ci capisca, che ci prenda a cuore, che ci conosca senza bisogno di farci capire. Nella realtà virtuale, quando ci si conosce via Internet e senza contatto diretto, gestire queste proiezioni idealizzate è anche più facile.

Sia nelle relazioni sentimentali che di amicizia, comunque, la vera intimità si sviluppa conoscendosi nel tempo, in circostanze diverse, attraverso sfide ed esperienze cui la vita ci mette di fronte. Pertanto il coinvolgimento immediato è spesso un segno di proiezione nell’altro dei propri desideri e, a volte, di emozioni superficiali e di  intenzioni predatorie. Questo mi porta ad esaminare il secondo punto di vista: quello dell’altra persona, che sembra essere perfetta per noi.

Come abbiamo visto nei precedenti articoli, chi si rispecchia all’istante nelle nostre personalità e desideri, chi ci lusinga, chi parte in quarta, chi sembra troppo preso a compiacerci, in realtà, può essere non solo incompatibile, ma assolutamente pericoloso. Queste sono le classiche strategie dei predatori sociali; sono un esempio di come, all’inizio, essi attraggono nuove vittime facendole abboccare all’amo del (finto) amore e della lusinga. In alcuni casi il legame istantaneo può essere davvero un segno di compatibilità; ma, in altri, è un segnale di allarme: stai per finire sotto le grinfie di un predatore sociale che vuole usarti e ferirti.

Ecco perché, nelle nuove relazioni, la cosa migliore da fare è procedere lentamente, con CAUTELA. Quando è molto facile coinvolgersi in quella che sembra compatibilità reale, mantieni il sangue freddo, osserva il comportamento dell’altro e presta attenzione non solo alle qualità che vuoi vedere ma anche alle cose che non quadrano, ai segni di malafede e ai comportamenti inverosimili. I predatori  sono molto abili a sembrare perfetti e a indossare la maschera di integrità; tuttavia, non sono in grado di mantenerla a dovere quando la relazione si fa più intima.

C’è un secondo vantaggio a procedere con cautela: se non ci si coinvolge troppo e troppo in fretta, sarà anche molto meno percettibile la nostra presa di distanza una volta scoperto che  quella persona, in realtà, non era come pensavamo che fosse.  La prudenza, infatti, può aiutare a sfuggire al radar delle ritorsioni del predatore nel caso in cui, dopo un veloce riscaldamento, decidiamo di staccare la spina. Ricorda che è raro che la vita reale confermi la finzione. Quando una persona o una relazione sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non lo è.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2012/02/06/why-you-should-proceed-with-caution-in-new-relationships/

Senso di onnipotenza

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Gli psicopatici non mirano solo al controllo degli altri. Controllando gli altri, ambiscono al senso di onnipotenza. Questa mentalità è il risultato della combinazione dei loro tratti: il basso controllo degli impulsi; l’intento di ferire gli altri (natura predatoria); l’assoluto narcisismo (un imperante senso di superiorità su tutti gli altri esseri umani e sentirsi al di sopra di tutte le regole e le leggi che governano il resto dell’umanità). La combinazione di questi elementi si dimostra essere più potente della somma delle componenti. Quello che viene fuori è un essere umano che crede di avere il diritto di ingannare, manipolare, usare e scartare gli altri unicamente per il piacere e il potere che tale controllo gli offre.

Gli psicopatici venerano il proprio altare. Si sentono intelligenti a sufficienza da fregare chiunque e passarla liscia con qualunque cosa. Il senso di massimo potere e superiorità- onnipotenza- li porta altresì a mentire sfacciatamente, a giocare al gatto e al topo con le vittime e, quando commettono crimini, a deridere i mezzi di informazione e la polizia. Drew Peterson ha schernito i media, l’opinione pubblica e la polizia, chiedendo di partecipare a uno show radiofonico di incontri e frequentazioni durante un intervista riguardante l’omicidio della quarta moglie. I predatori sessuali psicopatici prendono trofei delle loro vittime, li mettono in posa, organizzano le scene dei crimini.

Tutti questi atti perversi creano in loro un falso senso di onnipotenza: il potere di vita e di morte su gli altri e, ancor di più, la convinzione di cavarsela qualsiasi cosa facciano. Anche gli psicopatici “subcriminali” lasciano segni evidenti delle proprie infedeltà, di truffe ed altri misfatti, per vedere se quelli che hanno ingannato se ne accorgono; per godere delle loro trasgressioni ancor di più quando la fanno franca, proprio sotto il naso delle loro vittime.

Inoltre, gli psicopatici tendono a tenersi a stretto contatto una serie di individui che li venerano: possono essere componenti della famiglia o mogli che sono state manipolate a dovere e/o una serie di conoscenti che sono solo colpiti dalla loro parvenza di fascino, dal  “lato buono”. Tali individui vivono in quella che può essere chiamata la “bolla narcisistica”, dove si sentono “speciali”, importanti e superiori agli altri in virtù della loro associazione con lo psicopatico. Questo alimenta anche l’illusione di quest’ultimo che lo veneri chiunque; che potrà cavarsela qualsiasi cosa faccia; anche se, in verità, gli psicopatici sfiniscono la maggior parte delle persone con cui hanno a che fare ed hanno, alla meglio, reputazioni ambivalenti sul modello Dott.Jeckyll/Mr Hyde.

Se c’è una consolazione per le vittime è che, in realtà, alla fine gli psicopatici perdono sempre. Perdono i lavori, le relazioni, la fiducia e la fedeltà degli altri. Con ogni vittima nuova si sentono invincibili; come questa inizia a intuire, passano a un’altra in grado di dar loro la stessa scarica di potere. Gli psicopatici ingannano, mentono, sottraggono, feriscono e manipolano gli altri da una posizione di onnipotenza. La loro forza più grande è vedere le altrui debolezze; la più grande debolezza è non accorgersi della forza degli altri.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2012/01/29/the-psychopaths-false-sense-of-omnipotence/

Sintomatologia di un incubo

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Sentivo dentro di me che qualcosa in lui (o lei) non quadrava”. E’ una sensazione che quasi tutte le vittime dello psicopatico hanno avvertito, di solito all’inizio della relazione. L’adulazione esagerata. L’andatura veloce della relazione e le richieste di impegno immediato. Le bugie e le incongruenze. L’insensibilità verso gli altri. L’inosservanza delle regole sociali. Il senso di superiorità (narcisismo estremo), senza sentirsi in dovere di dimostrare o giustificare alcunché. La mancanza di scopi e la carenza del senso di responsabilità. Gli arbitrari cambiamenti dell’umore e di comportamento al fine di esercitare potere sugli altri. Le richieste di allontanamento dalle persone care e dagli amici. La devianza sessuale. Il controllo e la possessività. Ci sono sempre avvisaglie molto inquietanti nel legame psicopatico, indizi che tendiamo a ignorare o a razionalizzare fino a che la relazione tossica, come una malattia, prende il sopravvento e devasta le nostre esistenze.

Consiglierei chiunque senta qualcosa che non torna di iniziare a cercare su Internet quello che non funziona perché la conoscenza della psicopatia, e con essa l’attenzione verso i campanelli d’allarme e il nostro intuito, ha salvato tutte noi. Il primo -e ultimo- passo della ripresa dal legame psicopatico è informarsi; riconoscere la natura del problema. Ecco perché imparare a identificare i sintomi della psicopatia è straordinariamente importante. La conoscenza può salvarci dal diniego, dalle false speranze, dal gaslighting e dalle illusioni che lo psicopatico facilmente crea nelle vittime. Può darci la forza di mollare la relazione tossica, spinti dai fatti e non più dalle sole sensazioni. Gli psicopatici possono manipolare le nostre impressioni. Ma i sintomi di questo disturbo della personalità sono chiari, come la psicologia – che è, dopotutto, più una scienza sociale che una scienza “dura”- può riconoscere.

Riportiamo di seguito i sintomi della psicopatia forniti da due tra i principali esperti, a cui ho spesso fatto riferimento: lo psichiatra Hervey Cleckley (autore di The Mask of Sanity) e lo psicologo e ricercatore Robert Hare (autore di Without Coscience, Snakes in Suits e The Psycopathy Checklist). Ovviamente, si tratta di elenchi simili dal momento che Robert Hare ha realizzato il proprio lavoro partendo dall’allora rivoluzionaria ricerca di Hervey Cleckley.

Elenco di Hervey Cleckley

  1. Fascino superficiale e intelligenza nella media o superiore alla media.
  2. Assenza di allucinazioni e di altre manifestazioni di irrazionalità.
  3. Assenza di ansia o altri sintomi “nevrotici”. Considerevole equilibrio, pacatezza e fluidità verbale.
  4. Inaffidabilità, inosservanza degli obblighi, nessun senso di responsabilità in materie sia di scarsa che di significativa importanza.
  5. Falsità e mancanza di sincerità.
  6. Mancanza di rimorso e di senso di colpa.
  7. Comportamento antisociale insufficientemente motivato.
  8. Scarso giudizio e incapacità di imparare dall’esperienza.
  9. Egocentrismo patologico e incapacità a provare vero amore e attaccamento.
  10. Generale aridità emotiva.
  11. Anomalie nella percezione del senso di sé;
  12. Inerzia nelle relazioni interpersonali.
  13. Comportamento stravagante e sgradevole dopo aver bevuto e anche senza bere.
  14. Nessuna storia di tentativi di suicidio.
  15. Impersonale, superficiale e maladattata vita sessuale.
  16. Mancata osservanza di un progetto di vita.

 

Elenco di Robert Hare:

  1. Fascino finto e superficiale. Tendenza a essere affabile, intrigante, affascinante, sciolto e dalla dialettica fluente. In nessun modo timido, impacciato, timoroso di dire qualsiasi cosa, mai silente in quanto imbarazzato. Può essere anche un grande ascoltatore che finge di essere empatico mentre si sincronizza con i sogni e le vulnerabilità dei bersagli per poterli meglio manipolare.
  2. Grandiosa autostima. Sfacciata e gonfiata autostima e esagerata considerazione delle proprie capacità; sicuro si sé, presuntuoso, spavaldo e sbruffone. Gli psicopatici sono persone arroganti che credono di essere superiori agli esseri umani.
  3. Bisogno di stimoli e inclinazione alla noia. Eccessivo bisogno di novità, emozioni e stimoli eccitanti; propensione per le cose rischiose. Gli psicopatici spesso hanno autodisciplina limitata e poca forza di volontà nel portare a compimento un lavoro in quanto si stufano facilmente. Hanno difficoltà a concentrarsi a lungo su qualcosa o portare a compimento attività che considerano noiose o routinarie.
  4. Menzogna patologica. Può essere moderata o seria. Nella forma moderata, gli psicopatici saranno furbi, astuti, abili, doppi e intelligenti; nella forma estrema, saranno ingannevoli, imbroglioni, subdoli, senza scrupoli, manipolatori e disonesti.
  5. Inganno e manipolazione. Sconcertante uso dell’inganno e dell’imbroglio per tradire, truffare o defraudare gli altri a proprio personale vantaggio; si distingue dal punto 4) per l’intensità con cui sono presenti abuso e brutalità, come risulta dalla mancanza di riguardo verso i sentimenti e la sofferenza delle vittime.
  6. Assenza di rimorso e senso di colpa. Mancanza di sentimenti o di apprensione per le perdite, il dolore e la sofferenza delle vittime; tendenza ad essere indifferenti,sereni, freddi e non empatici. Queste caratteristiche sono di solito trovano conferma nel disprezzo verso gli altri.
  7. Affetto superficiale. Povertà emotiva o limitata profondità di emozioni. Freddezza interpersonale malgrado siano presenti manifestazioni di aperta socievolezza e superficiale entusiasmo.
  8. Menefreghismo e mancanza di empatia. Assenza di sentimenti nei confronti delle persone in generale; freddi, sdegnosi, strafottenti e privi di tatto.
  9. Stile di vita parassitario. Premeditata, manipolativa ed egoistica dipendenza economica dagli altri come risulta dalla mancanza di iniziativa, dalla bassa autodisciplina e dall’incapacità di portare a compimento i propri doveri.
  10. Povero controllo comportamentale. Espressioni di irritabilità, insofferenza, impazienza, minacce, aggressione e violenza verbale; inadeguato controllo della rabbia e dell’aggressività; comportamento astioso.
  11. Comportamento sessuale promiscuo. Varie, brevi e superficiali relazioni, numerose storie e un’indiscriminata selezione di partner sessuali; mantenimento di numerose, multiple relazioni simultanee; storie di tentativi di coercizione sessuale verso gli altri (stupri) e senso dell’orgoglio nel raccontare le proprie avventure sessuali o le proprie conquiste.
  12. Problemi di comportamento nell’infanzia. Varietà di comportamenti bizzarri prima dei 13 anni, come menzogne, furti, inganni, vandalismo, bullismo, sesso, giocare con sostanze esplosive, sniffare colla, uso di alcool e fughe da casa.
  13. Mancanza di obiettivi realistici e a lungo termine. Incapacità di sviluppare ed eseguire piani e obiettivi a lungo termine, vita nomade, mancanza di scopi e di direzione esistenziale.
  14. Impulsività. Comportamenti non premeditati e mancanza di riflessione o incapacità di pianificazione e di resistenza alle tentazioni, alle frustrazioni e ai bisogni del momento; assenza di cautela e, nelle azioni, mancanza di considerazione delle conseguenze;avventati, imprudenti, imprevedibili, erratici e incoscienti.
  15. Irresponsabilità. Ripetute mancanze negli adempimenti di obblighi e impegni. Per esempio, non pagare i conti, non restituire i prestiti, assentarsi dal lavoro o arrivare tardi, non rispettare gli accordi contrattuali.
  16. Non prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Scarsa coscienziosità e assenza di senso del dovere, negazione delle responsabilità e manipolazione antagonistica attraverso la stessa negazione.
  17. Numerose e brevi relazioni. Mancanza di impegno verso relazioni a lungo termine riflessa in contraddittorie, incerte e inaffidabili scadenze, compresi i vincoli matrimoniali e familiari.
  18. Delinquenza giovanile. Problemi di comportamento tra l’età di 13 e 18 anni e atti illeciti in cui rientrano antagonismo,sfruttamento,aggressione, manipolazione o spietata risolutezza.
  19. Revoca di misure alternative (alla detenzione). Possibilità di revoca di misure di libertà condizionata per violazioni varie quali negligenza o mancata apparizione.
  20. Versatilità criminale. Varietà di reati perseguibili, indipendentemente dall’avvenuto arresto o condanna; senso di orgoglio nel riuscire a farla franca.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/10/03/the-list-of-psychopathy-symptoms/

Lo psicopatico innamorato

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Le vittime spesso si chiedono: gli psicopatici si innamorano? Finora ho sostenuto che non possono amare nel senso che non provano empatia genuina per gli altri. Tuttavia possono innamorarsi e lo fanno eccome. In questo post vorrei approfondire il tema di come s’innamorano e di chi. Come abbiamo visto, l’abilità ad affascinare gli altri, le doti di seduzione, il debole per il piacere e l’intensa focalizzazione sui bersagli più desiderati permettono loro di essere (per poco tempo) amanti molto appassionati. La passione, tuttavia, è per loro una perenne corsa contro il tempo. Esso scade, di solito, quando l’ago della bilancia, che indica i livelli di potere nella relazione, si sposta vertiginosamente a favore degli psicopatici. Picasso descrive questo processo in modo davvero poetico quando dice alla sua amante, Francois Gilot:

Non dobbiamo vederci troppo spesso. Perchè le ali della farfalla mantengano brillantezza, non devi toccarle. Non dobbiamo usare male quello che porta luce in entrambe le nostre vite. Qualsiasi altra cosa nella mia esistenza mi stanca e spegne la luce. La cosa con te mi sembra come una finestra che si apre. Voglio che rimanga aperta. Dobbiamo vederci ma non troppo spesso. Quando hai voglia di vedermi, chiamami e dimmelo.” (My life with Picasso).

Di base, in una relazione con uno psicopatico la brillantezza svanisce quando lui riesce a dominarti; quando acconsenti ad atti o comportamenti sessuali (o di altro tipo) mortificanti; quando accetti la regola ingiusta dei due pesi e due misure, che permette loro di avere privilegi importanti che a te, invece, non sono concessi; quando hai bisogno o voglia di lui più di quanto lui ne abbia di te. Gli psicopatici possono iniziare relazioni romantiche su un piano di parità con le proprie compagne. Ma, con il tempo, puntano a finire in cima. Per quel che riguarda loro, tendono ad adottare un atteggiamento pseudonietzscheiano nei confronti della moralità convenzionale. Violano, con senso del diritto e presunzione, tutti i principi etici. Contemporaneamente, si aspettano immoralità estrema da parte delle proprie compagne.

Anche quelli che trovano spassoso umiliare le donne con richieste di violazione dei propri principi morali e sessuali – per esempio vestirsi o comportarsi da “puttana”- lo fanno quando decidono loro. Se la compagna di uno psicopatico lo tradisce con qualcuno a cui tiene e che desidera, lui molto probabilmente esploderà in una manifestazione di ipocrita indignazione e denigrerà la reputazione della vittima. Allo stesso tempo, comunque, rivendicherà con orgoglio il proprio diritto di innamorarsi e frequentare chiunque voglia. Mancherà in lui l’autoconsapevolezza necessaria per rendersi conto della contraddizione tra l’atteggiamento tenuto nei confronti della moralità convenzionale e l’abisso emotivo che lo porta a preoccuparsi delle proprie infedeltà.  Non ci si può sentire al sopra dei principi morali del bene e il male e pretendere, allo stesso tempo, che li rispettino le persone con cui si interagisce. Questa si chiama ipocrisia, è una cosa diversa dall’essere al di là dei valori convenzionali o sentirsi indipendenti. Si tenga altresì in mente che anche qualora lo psicopatico sembri rispettare la propria compagna pur guardando e trattando le altre da sgualdrine, il suo comportamento riflette una sottostante, profonda misoginia nei riguardi di qualsiasi donna incontri.

Come ricordato, a volte lo psicopatico può umiliare la propria compagna “dividendola” con altri: ma, come sopra, solo a suo comando e alle sue condizioni. Al contrario dello scenario in cui lei lo tradisce scegliendo con chi, questo tipo di violazione dei valori convenzionali sarà probabilmente accettata (e addirittura fortemente voluta) da uno psicopatico. A lui, degradare la propria donna diverte. Naturalmente, valendo sempre e comunque a senso unico l’ingiusta  regola dei due pesi e due misure,  umiliazione e batosta saranno solo in capo alla vittima.

“Fare il pappone” della propria moglie o della propria compagna, come viene detto con crudeltà ma anche con rigore, è il contrario di garantire a una donna libertà sessuale. Ancor di più, accettare tale degradazione da parte della vittima non potrà mai raggiungere l’effetto desiderato di guadagnare l’interesse e l’affetto dello psicopatico. Come abbiamo visto,  anche se questi soggetti cercano sempre di dominare, non sono attratti a lungo dalle persone facilmente assoggettabili.

Allora, che tipo di persona sarà in grado di mantenere brillanti più a lungo le ali della farfalla(per richiamarsi alla metafora di Picasso)? Solo una donna che non accetta le  umilianti e ingiuste condizioni della relazione e solo fino al momento in cui non le tollera. Come mette in risalto lo studio condotto da Sandra L.Brown in Women Who Love Psycopaths, anche gli psicopatici, come la maggior parte degli individui, tendono a innamorarsi di persone che dimostrano di avere rispetto di sé non solo nel lavoro e con i conoscenti, ma anche, e soprattutto, nel contesto della relazione romantica. E’ lì che si investono più tempo ed energie emotive. Conseguentemente, è lì che il carattere vero di una persona è messo alla prova e rivelato. Questo si applica alle relazioni sentimentali in generale, non solo ai legami psicopatici. E’ ovvio che se non ti poni allo stesso livello del tuo partner, nemmeno lui ti considererà alla pari e ti rispetterà come meriti.

Per essere più specifici, farò due esempi. Come sappiamo, gli psicopatici traggono grande piacere dalle brevi relazioni sessuali. Ma quelle, probabilmente, non saranno in grado di scatenare la loro passione per due motivi principali. La prima è che una serie infinita di incontri sessuali rende lo psicopatico spompato dal piacere fisico e psicologico. La dipendenza sessuale comporta altre dipendenze. Qualsiasi tipo di assuefazione, che necessariamente richiede eccessi e dosi crescenti (di una sostanza o numero di partner) intiepidisce i sensi, comprese le facoltà sensoriali ed estetiche alle quali gli individui passionali sono così fortemente inclini. I malati di sesso diventano sempre di più stufi  sia delle attività che delle persone. Contrariamente alle moderne connotazioni del termine “edonismo”, i vecchi edonisti praticavano la moderazione al fine di assaporare maggiormente i piaceri. Prova a pensare a quanto può essere intenso anche un semplice bacio con una persona che desideri e che rispetti. Non ne sto facendo una questione morale, ma una riflessione estetica e psicologica, che è abbastanza evidente. Migliaia di sfacciate immagini e atti sessuali non sono in grado di provocare l’eccitazione che invece può accendere la giusta chimica con una persona che curi, alla quale ti dedichi e che apprezzi. Quando energia sessuale e attenzione sono investite in numerose donne, si riducono anche le possibilità di provare un piacere più durevole e intenso in qualsiasi relazione romantica.

La seconda ragione ha a che fare con le persone che lo psicopatico conosce in ambienti promiscui. Dal momento che la nostra cultura rimane sessista, nel senso che tra promiscui le donne sono guardate peggio degli uomini, il genere femminile che bazzica nei siti web per gli adulti, nelle discoteche e negli altri locali, con ogni probabilità, non riuscirà a far valere l’equilibrio di potere da cui dipende anche la passione psicopatica. E’ ovvio: se non tratti te stessa e il tuo corpo con rispetto è molto facile che non lo facciano neanche gli altri.

Come ci si potrebbe aspettare, la questione dell’equilibrio di potere si fa ancora più pertinente alle relazioni di lunga data. Ogni moglie, fidanzata o amante che accetti la regola dei due pesi e due misure- in aspetti importanti della relazione come la fedeltà, l’onestà e la fiducia – non riuscirà a tenere vivo l’interesse di uno psicopatico a lungo. La relazione si trasformerà in un legame tossico mosso da una combinazione di irretimento psicologico, utilità reciproca e convenienza. La parte dominata oscillerà tra falsa speranza, intenso bisogno di attenzione, disparità e risentimento a condizioni inique; quella dominante ripiegherà sul senso di diritto che si trasformerà velocemente in noia. Con ogni probabilità, lo psicopatico inizierà a giocare  al tira e molla dando vita a continue rotture e riconciliazioni a seconda  che sia più stufo di lei e della loro vita familiare o delle altre fiamme del momento.

L’ideale sarebbe che in una relazione d’amore la passione implicasse un legame più profondo,  conseguente al coinvolgimento fisico ed emotivo che si scatena tra le due personalità, e un rispetto reciproco duraturo.  Ma nel legame psicopatico la passione si traduce in un’attrazione fisica intensa, in un forte magnetismo verso la personalità dell’altro e, al posto di qualsiasi empatia genuina e rispetto reciproco, in un equilibrio di potere. Senza queste componenti, anche i piaceri fisici diventano insapori per lo psicopatico. A sua volta, la vita di lei si trasforma in una sere di concessioni umilianti che non possono portarle felicità o riaccendere l’interesse dell’amato. Quando rinunci al tuo orgoglio e all’autostima per qualcun altro, perdi anche  potere e senso di identità. Non esiste bisogno di dirlo: qualsiasi uomo che creda che tu possa non avere rispetto per te stessa e infrangere i principi unicamente per lui, non ti ama davvero e non lo farà mai.

Trovo che questo sia un modo per sottolineare che anche la passione psicopatica ha bisogno di qualcos’altro oltre la semplice attrazione fisica per durare più di qualche giorno. Dipende anche dalla chimica, dall’equilibrio e dalla parità nella relazione, per quanto possano essere sostenute. In un legame così tossico, tuttavia, esse non possono durare a lungo. Uno psicopatico ha bisogno di dominare, imbrogliare e mortificare persino le donne che inizialmente desidera e ammira. Una volta che questi elementi non ci sono più, come Picasso racconta in modo efficace, la finestra che permetteva alla luce di illuminare la relazione si chiude per sempre.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/05/06/do-psychopaths-fall-in-love/

Doppia personalità

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Chiunque scriva di psicopatia fa riferimento alla doppia personalità del Dr.Jackyll e Mr.Hyde. La parte di Jackyll, di solito, si attenua con il passare del tempo e la parte di Hyde traspare quando si scopre cosa sta facendo lo psicopatico alle nostre spalle. Quelle scoperte, di solito, sono solo la punta dell’iceberg, dal momento che questi soggetti sono bravissimi a nascondere le azioni cattive e, se colti in fallo, mentono. Il terribile volto di Hyde esce fuori durante le liti, che a volte prendono una piega violenta, o è avvertibile nei termini usati dallo psicopatico quando parla con gli altri di te e delle persone che ti stanno a cuore. Si tratta di grandi manipolatori e organizzatori di efficaci campagne di denigrazione. La versione-Hyde è anche riscontrabile nelle minacce dirette e indirette: se non si fa x, y e z e non ci si piega alla sua volontà, si verrà sostituite con un’altra o abbandonate.

Mentre all’inizio di una relazione gli psicopatici sono perfetti Jeckyll composti e fascinosi, nel giro di sei mesi/un anno la parte di Hyde viene fuori. L’enorme differenza tra la fase della luna di miele e la dura realtà è uno degli aspetti più inquietanti della relazione. E’ ciò che spaventa maggiormente le vittime perché, alla fine, realizzano che tutta la relazione, dall’inizio alla fine, era una truffa. E’ come essere scaraventate per terra da altezze incredibili. La cosa fa veramente male!

Ecco perché le incongruenze nel comportamento del tuo compagno dovrebbero essere prese seriamente sin dall’inizio e considerate come importanti campanelli d’allarme. Una persona che ti tratta bene ma parla male delle altre donne o, peggio ancora, tratta male le altre, alla fine, ti mancherà di rispetto. Non solo il comportamento del passato è un buon indicatore di quello futuro, ma la scorrettezza verso le precedenti compagne è la dimostrazione di un brutto carattere.

In generale, gli psicopatici sono molto abili ad alzare una facciata, a indossare una maschera di normalità: anzi, il comportamento camuffato è spesso migliore di quello normale. Abbiamo visto che sono affascinanti, socievoli, amichevoli, simpatici; con loro ci si diverte da morire, in particolar modo nelle interazioni superficiali. Ma dal momento che nascondono nature maligne e cattive intenzioni, quella facciata così carismatica non può essere mantenuta a lungo. Ecco perché la vera personalità tende a uscir fuori, soprattutto nelle relazioni con mogli, famiglie e amanti di vecchia data.

Per essere chiari: uno psicopatico NON ha, in realtà, un modello di personalità Dr Jackyll/Mr Hyde. Non esiste una parte buona e una cattiva. Per lui, quella del Dr Jeckyll è solo una maschera di salute mentale; è Mr Hyde il vero, unico lui. Questo spiega perché, con il tempo, le incongruenze nel suo comportamento iniziano a essere evidenti, così come le oscillazioni tra la vera natura di Mr Hyde e la facciata del Dr Jackyll. Come spiegano Sandra Brown e Liane Leedom:

Quello che accade in realtà è che la donna s’innamora di una sagoma di cartone a grandezza naturale che è un sosia di un uomo vero, simile a quelli che si vedono da Blockbuster. Lo psicopatico e la fase dell’adescamento sono finti e inconsistenti come le sagome. Dietro a sembianze assolutamente normali può dire una cosa e farne un’altra, fare qualcosa e dire il contrario, o dire e fare il contrario di quello che ha fatto la settimana precedente. Queste dicotomie, a causa della cronica instabilità della relazione, provocano angoscia nell’altra parte. Come la donna prova ad allinearsi al suo sistema di credenze, lui cambia; come prova ad allinearsi al suo comportamento o alle promesse, sono queste ultime a cambiare”. (Women Who Love Psycopaths)

Dr Jeckyll viene fuori quando lo psicopatico recita con gli amici, i colleghi, gli impiegati, gli studenti, ecc: tutta gente con cui ha relazioni abbastanza superficiali. All’occorrenza, e cioè quando vuole creare la miglior immagine possibile per conquistare una donna e il suo cuore, il suo corpo e la sua anima, Dr Jeckyll veste i panni di Don Giovanni, storico seduttore. Trattandosi solo di un’illusione, tuttavia, quell’immagine positiva non può essere mantenuta a lungo, per esempio nelle relazioni intime. Lo psicopatico vero – una persona dispotica, ambigua, manipolativa e fredda- si scopre sempre di più con l’andare del tempo. La trasformazione dal finto Dr Jeckyll al vero Mr Hyde accade per quattro ragioni:

  • i tratti positivi non sono componenti reali del suo carattere;
  • con il passare del tempo, la relazione perde lo smalto e l’euforia della novità e lo psicopatico investirà sempre meno energia nel tenere in piedi la facciata romantica e fascinosa; sarà altresì più difficile, per lui, sostenere la ingarbugliata rete di bugie;
  • questi soggetti entrano in una relazione sentimentale per dominare gli altri e la violenza è destinata a farsi sempre più crescente e, con essa, il controllo e la manipolazione;
  • per controllarti, gli psicopatici fanno ricorso al trattamento pavloviano della carota e bastone: all’inizio, con il fine di adescarti e guadagnare la tua fiducia, ti riempiranno di carote; ma maggiore è controllo che riescono a guadagnare, meno sentiranno il bisogno di premiarti per esserti comportata bene (per esempio, per aver rispettato la loro volontà) e faranno ricorso al bastone (con qualsiasi tipo di punizione, dalle minacce, al tradimento, alle critiche, alle sparizioni o ai silenzi seguiti da riconciliazioni, alla violenza fisica). In altre parole: ti sarà servita qualsiasi cosa tu sia in grado di sopportare.

E’ molto difficile mandar giù il fatto che Dr Jackyill era, in realtà, Mr Hyde; significa accettare che il passato è stato un’illusione, che anche i bei momenti erano immaginari e che alcuni esseri umani sono irrimediabilmente cattivi e privi di qualità positive. Solo una volta che si affronta questa dura realtà-invece di concentrarsi sui ricordi positivi della maschera del Dr Jeckyll e disperarsi per far tornare lo psicopatico quello di una volta- si può diventare forti abbastanza per voltare pagina nella propria vita.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2010/12/08/dating-jekyll-and-hyde-personalities/

La macchinazione dei sensi di colpa

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Durante la relazione con lo psicopatico si vivono emozioni probabilmente mai provate prima: gelosia estrema, bisogno di attenzioni, rabbia, ansia, paranoia e, soprattutto, sensi di colpa conseguenti a svalutazione e scarto. Se non fossi stata così gelosa, forse non mi avrebbe lasciato…Se non fossi stata così bisognosa di attenzioni, forse non mi avrebbe abbandonato…Se non avessi fatto…

FERMATI!

Quelle non erano emozioni spontanee. Sono state costruite ad arte dallo psicopatico per far sì che tu ti metta in discussione iniziando a dubitare della bontà del tuo carattere. Le vittime spesso perdonano, capiscono e si assumono tutte le responsabilità della relazione. Razionalizzando e giustificando la totale irragionevolezza del comportamento del compagno, non fanno che darsi scacco matto da sole.

Per esempio, è probabile che non siamo mai state gelose prima di stare con lo psicopatico. Anzi, ci vantavamo di essere morbide e dotate di sufficiente apertura mentale. Lui coglie questa sottigliezza e la usa magistralmente a proprio vantaggio. Durante la fase dell’idealizzazione esalterà quei tratti e non potrà credere a quanto tu sia perfetta. Non si litiga mai. Non ci sono discussioni. Tu sei così tranquilla rispetto a quella pazza della ex.

Ma dietro alle quinte si sta muovendo qualcosa: lo psicopatico si stufa molto facilmente e la fase dell’idealizzazione è divertente solo fino a quando non si abbocca all’amo. Una volta che ciò accade, i tratti positivi tanto osannati si trasformeranno in vulnerabilità, che lui saprà ben utilizzare contro di te. Iniettando nella relazione dosi sempre crescenti di veleno, provocherà situazioni assurde e poi ti accuserà di reagire in modo esagerato.

Siamo tutti d’accordo nel ritenere la gelosia un elemento tossico della relazione. Ma c’è un’enorme differenza tra la gelosia vera e quella costruita dallo psicopatico.

Queste due conversazioni telefoniche fotografano perfettamente la situazione:

Caso 1

Lui: Una vecchia compagna di scuola viene in città e se sei d’accordo vorrei vederla.

Lei: No! Perché hai bisogno di altre amiche? Hai me.

In questo caso la donna sembra aver problemi di gelosia. E’ un comportamento fuori luogo se lui si è comportato bene in passato.

Caso 2

Lui: La mia ex viene in città. Sai, quella pazza sempre ossessionata da me.

Lei: Povero, mi dispiace!

Lui: Forse più tardi andiamo a bere una cosa insieme.  Speriamo non ci provi, quando beve lo fa sempre.

Lei: La cosa mi fa lascia un pò perplessa. Possiamo parlarne di persona?

Lui: Perché, ci sono problemi?

Lei: No, nessun problema. Il fatto che hai detto che ci prova mi disorienta un pò. Ma spero vada tutto  bene. E’ bello quando gli ex riescono a rimanere amici.

Lui: Gesù, come sei gelosa a volte.

Lei: Mi dispiace, non volevo essere gelosa. Ero solo un po’ perplessa. Ne vogliamo parlare di persona?

Lui: La tua gelosia sta rovinando la nostra relazione e creando inutili drammi.

Lei: Mi dispiace! Dai, non parliamone più. Non volevo che il discorso prendesse questa piega.

Lui: Ok, perdonata. Dobbiamo risolvere questi problemi di gelosia.

In questo caso, lo psicopatico ha fatto tre cose: 1)ha messo la vittima in una situazione assurda che avrebbe reso gelosa chiunque, specialmente sapendo che la ex è pazza; 2)ha accusato la vittima di essere gelosa, nonostante quest’ultima abbia cercato di rispondere in modo ragionevole; 3)ha giocato a fare la persona comprensiva che passa sopra a un problema che, invece, è stato lui a creare.

Più frequentemente si verifica questo tipo di violenza psicologica, più ci domanderemo se abbiamo un problema di gelosia da risolvere.

Questa dinamica non si limita alla gelosia: per farvi un altro esempio, molte di noi si sentono bisognose di attenzioni durante la relazione con lo psicopatico: anche qui è tutto macchinato. Chi ha iniziato la discussione? Lui;  e quando si sarà rotto, ci accuserà di portare avanti un discorso che era stato lui a cominciare.

Anche qui, il bisogno di premure può essere tossico in una relazione. Ma c’è una grande differenza tra semplice voglia di affetto e dipendenza creata ad arte dallo psicopatico.

Caso 1:

Lui: Scusami ma stasera non ci sarò perché sono a cena da mia nonna.

Lei: O mio Dio, non ti vedo da tre ore, mi sembra assurdo. Mi auguro di ricevere dei  messaggi mentre sei lì.

In questo caso, qualcosa non quadra. Se lui si è comportato bene in passato non c’è motivo di  essere così appiccicosa.

 Caso 2:

Lei: Non ho tue notizie da tre giorni. Tutto ok?

Lui: Gesù, ho una vita anche al di fuori di te.

Lei:  Lo so ma mi sono un pò preoccupata perché sono abituata a sentirti tutti i giorni.

Lui: Sei troppo dipendente da me. Ho altre cose importanti da fare, non posso mica mollare tutto per starti dietro.

Lei: Mi dispiace, non volevo infastidirti. E’ stato il primo messaggio che ti ho mandato in tre giorni.

Lui: Così diventa pesante.  Non ho mai incontrato nessuna così bisognosa di attenzioni  nella mia vita.

Lei: Mi dispiace tanto. Non ti disturberò più.

Lui: Ok, perdonata, ma dobbiamo superare questo problema.

Si ripete lo schema precedente. In questo caso, lo psicopatico ha fatto tre cose: 1) ha messo la vittima in una situazione assurda che avrebbe reso chiunque bisognoso di attenzioni,  specialmente dopo le premure costanti della fase dell’idealizzazione; 2) ha accusato la vittima di essere eccessivamente dipendente da lui, nonostante quest’ultima abbia cercato di rispondere in modo ragionevole; 3) ha giocato a fare la persona comprensiva che passa sopra a un problema che, invece, è stato lui a creare.

Più frequentemente si verifica questo tipo di violenza psicologica, più  ci domanderemo se abbiamo problemi di dipendenza e di bisogno di affetto.

Dobbiamo capire che nelle relazioni sane e che funzionano, nessuno metterebbe mai l’altro in situazioni simili. I nostri limiti sono stati messi alla prova e abbiamo fatto il possibile, date le circostanze. Impariamo a non permettere a nessuno, nel futuro, di dirci chi siamo e cosa sentiamo.

Questo articolo è stato scritto da un’amica dallo pseudonimo “Peace”.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2012/03/21/how-the-psychopath-manufactures-our-emotions-by-peace/

Narcisisti fino all’osso

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Gli psicopatici soffrono della forma più estrema di narcisismo. I narcisisti mortificano gli altri, o li dominano, per ottenere approvazione e sentirsi superiori. Di solito questi individui sembrano esattamente quello che sono: pieni di sé, snob ed egocentrici fino al ridicolo. Il narcisismo degli psicopatici, ben più serio e pericoloso, è meglio camuffato dalla maschera che indossano, almeno all’inizio. Questi individui mettono a tacere gli altri per schiacciarli. Non importa quanto incantevoli e modesti possano sembrare di primo acchito, il loro ego è sostenuto dalla vittimizzazione degli altri, inclusi – anzi, soprattutto- familiari, mogli, amanti e figli. Non si gratificano abbastanza dimostrando la propria superiorità; hanno bisogno anche di umiliare e ferire quelli che hanno intorno per sentirsi al comando.

Parlando dal punto di vista clinico, il narcisismo costituisce quello che Hervey Cleckley chiama, nel suo libro Mask of Sanity,egocentrismo patologico e incapacità di amare”. I narcisisti sono troppo centrati su di sé per poter concepire necessità e stimoli altrui. Gli altri sono visti come specchi su cui riflettere-e amplificare- l’immagine della propria grandiosità. Gli psicopatici non sono solo narcisisti all’estremo, vanno oltre. Per lo meno questi ultimi, esclusi quelli maligni, possono conoscere l’autocritica.

Gli psicopatici incarnano un narcisismo dai contorni mostruosi. Non hanno la profondità necessaria a provare il bisogno di un particolare tipo di amore personale. Come osserva Clekley, “Lo psicopatico è sempre contraddistinto da un egocentrismo incredibile, di grado non riscontrabile nelle persone normali”. (The Mask of Sanity). Inoltre, a differenza dei semplici narcisisti, vanitosi al punto da sembrare autocaricature, gli psicopatici non appaiono arroganti, egocentrici o presuntuosi. Mascherano il proprio ego e lo gonfiano abnormemente, come del resto camuffano tutti gli aspetti perversi e pericolosi della propria personalità. Si vendono come persone devote, affettuose e altruiste.

Tuttavia, osserva Cleckley, “Un esame più attento rivelerà sempre un totale e immodificabile egocentrismo. Questo, forse, può essere spiegato meglio sostenendo che esiste un’incapacità di amore oggettuale e che questa inabilità (nel caso di psicopatia marcata) sembra essere assoluta”. Cleckley collega l’amore oggettuale, o interesse verso l’altro, alla capacità di sviluppare empatia, senza la quale non si può capire cosa prova il prossimo; gli psicopatici non hanno remore a procurare agli altri mortificazione e sofferenza e nemmeno provano stimoli a renderli più felici. L’amore, o anche la bontà, non ci possono essere senza empatia.

Questo non significa che gli psicopatici non possano avere un debole per qualcuno. Ma si tratta di un affetto egoistico, passeggero e superficiale. In alcuni casi, si manifesta come un intenso, ossessivo desiderio di possedere un’altra persona. Cleckey garantisce che “(lo psicopatico) è pienamente capace di provare affetti casuali, simpatie e antipatie, nonché di provare stimoli che, comunque, sono sempre di limitata intensità”. Semmai dovesse sembrare innamorato o manifestare genuina devozione verso figli e genitori, sta fingendo.

Continua Cleckley: “E’ raro che lo psicopatico dimostri qualcosa che possa essere interpretato come amore oggettuale, anche da chi osserva le cose dall’esterno. La sua più completa indifferenza nei confronti delle conseguenze economiche, sociali, emotive e fisiche, nonchè degli altri disagi procurati a coloro che dice di amare, conferma la valutazione che gli studi psichiatrici hanno effettuato della sua condotta. Un uomo va giudicato dai fatti e non dalle parole, non va mai dimenticato”. Non potendo amare gli altri, gli psicopatici non sono motivati a cambiare carattere e comportamento. Conclude Cleckley: “Queste lacune comportano la quasi totale impossibilità, per loro, di sviluppare solidi rapporti emotivi e possono costituire una causa importante del fallimento terapeutico che, per quanto ho potuto vedere, è stato universale”.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/02/01/the-psychopaths-absolute-narcissism/

Il burattinaio di anime

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Dal momento che lo psicopatico ama sesso e potere- quando c’è connessione tra i due è il top- si rivela un abile giocoliere di donne. A lui piace creare rivalità e gelosia tra le proprie conquiste e fomentare sentimenti di odio e irriverenza reciproca. Assistere a baruffe tra persone che se lo contendono gonfia il proprio ego e gli regala uno spettacolo senza prezzo. Un nitido quadro della dinamica lo offre Pablo Picasso, noto psicopatico, quando confessa senza vergogna alla propria compagna, Francois Gilot, di provare un piacere immenso nel vedere le donne litigare per lui. Racconta che Marie Thèrése e Dora Maar ebbero una lite su chi dovesse essere la fidanzata ufficiale. Invece di mitigare la tensione, lui le incoraggiò a passare dalle parole alle mani. Picasso racconta alla Gilot “Dissi loro che avrebbero dovuto battersela. Così hanno iniziato a picchiarsi. E’ uno dei miei ricordi migliori”. (Life with Picasso).

Scenate di gelosia, insulti reciproci e disprezzo elargiscono agli psicopatici uno spettacolo esilarante. Li fa sentire al comando, come burattinai che manovrano le emozioni. Questa rivalità ha anche l’ulteriore vantaggio di creare barriere artificiali tra le vittime: l’aggressività di una si sfoga più contro l’altra che contro il vero nemico, lo psicopatico, che invece usa e manipola entrambe; più altre della cui esistenza, magari, le litiganti nemmeno sanno.

Gli psicopatici scelgono donne fiduciose e fidate da poter manipolare e corrompere. Provano gusto nel farle colludere con le bugie e macchinazioni dirette verso gli altri, familiari e amici compresi. Ricorrono al ricatto emotivo per convincere le proprie vittime, che spesso sono persone perbene, a collaborare con loro. Questo crea aria di connivenza nel legame psicopatico: tra le righe si legge qualcosa del tipo: anche tu hai mentito alla tua famiglia (o alla mia, o ai nostri amici, o a tuo marito), quindi sei spregevole e disonesta come me. Inoltre, gli psicopatici hanno bisogno di confermare continuamente la loro supremazia. Essendo persone cattive, il modo migliore per indurti ad attestare il loro predominio è farti colludere con le manovre di inganno e mortificazione degli altri.

Incitando le donne l’una contro l’altra, gli psicopatici rendono ciascuna di loro, nello stesso momento, complice e ingannata; truffatrice e, contemporaneamente, truffata. Quando la moglie o l’amante deviano le emozioni negative verso l’altra, perdono di vista la provenienza della vera minaccia, ossia il loro compagno. Emotivamente, si tratta di una dinamica più facile da accettare di quella reale, e cioè che la tua presunta anima gemella voglia farti del male e usarti come strumento per farlo agli altri, e viceversa. Solo quando si è forti abbastanza da aprire gli occhi e affrontare la realtà, le manovre del burattinaio diventano leggibili e chiare.

Francoise Gilot descrive questa strategia con incredibile lucidità. Paragona l’abitudine di Picasso di prendere in giro più donne al complesso di Barbablù e alla corrida. Anche se queste analogie sembrano completamente diverse tra loro, sono in grado di descrivere lo stesso fenomeno: una dinamica dove il vero nemico, quello da cui ricevi il colpo finale, è l’uomo che aveva inscenato il teatrino della rivalità:

Le infinite storie di Pablo e i ricordi di Olga, Marie-Thérèse e Dora Maar, e della loro costante presenza ai margini della nostra vita insieme, pian piano mi hanno fatto capire che si trattava di una specie di complesso di Barbablù, il personaggio fiabesco che custodiva, nel suo piccolo museo privato, la collezione delle ex a cui aveva tagliato la testa. Pablo non ha tagliato nessuna testa, ha preferito trascorrere la vita alimentando questi legami con piccoli capolini, pianti di gioia, di dolore e altri gesti per dimostrare che qualcosa era ancora vivo; un legame appeso a un filo che lui manovrava. Anche se non aveva più alcun sentimento per una o per l’altra, non riusciva a rinunciare all’idea che non avrebbero dovuto costruirsi una vita propria. E così ciascuna doveva restare, dietro minime concessioni, nella sua orbita e non fuori. Ho capito inoltre che nella vita di Pablo le cose si svolgevano come in una corrida: lui era il torero e sventolava la bandiera rossa, la muleta. Le corna del toro erano destinate a finire nella muleta e non contro il vero avversario. Ecco come Pablo è sempre stato in grado, al momento giusto, di conficcare la spada e ferire.” (Life with Picasso).

Gli psicopatici hanno un’abilità sconcertante a rigirare anche quelli che non conoscono, uno contro l’altro, attraverso efficaci campagne di denigrazione e menzogne. Dopo aver diffamato le ex amanti con le nuove e viceversa, si siedono in fondo e si godono lo spettacolo. Accanto al divertimento e alla soddisfazione di essere al comando, fomentare i conflitti comporta un altro vantaggio: si accumulano riserve di cui lo psicopatico, maltrattando qualsiasi donna, ha assoluto bisogno. Sembra che lui sappia, per intuito ed esperienza, che la fase della luna di miele non è destinata a durare a lungo, indipendentemente da quanto, all’inizio, possa sembrare magica e promettente una relazione.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/06/02/stringing-women-along-the-psychopath-as-puppet-master/

2. Riconoscere un seduttore psicopatico

Continua dalla prima parte 

11) Imbarazzo in pubblico. Gli psicopatici tendono a screditare le loro compagne non solo in privato ma anche davanti agli altri, facendole sentire a disagio e contribuendo a isolarle. Quello che fanno è costruire una prigione psicologica, se non fisica, intorno ai bersagli più importanti. Si inventano qualsiasi cosa per demolire la fiducia che le vittime hanno in sé, annientare la loro socievolezza, restringere la gamma dei loro interessi e ridurre al minimo i contatti umani. Conseguentemente, come osserva Carver, “ nello sforzo di tenerti sotto controllo, il perdente ti attacca, ti insulta, ti dice cose spietate o imbarazzanti in privato o di fronte agli altri… Se resti con lui troppo a lungo, ti troverai presto a sorridere educatamente, senza dire niente e appesa alla sua manica”. Gli psicopatici adorano trasformare le persone forti e orgogliose in tappetini.

12) Non è mai abbastanza. Gli psicopatici non vogliono avere relazioni di successo. Vogliono solo stabilire dominio distruggendo, almeno psicologicamente ed emotivamente, le proprie compagne. Alla lunga non c’è niente che si possa fare per accontentarli. Attraverso questa insidiosa dinamica, uno psicopatico ti spoglia di autostima e fiducia. Alla fine ti sentirai troppo insicura per mollare la relazione patologica. Come dice Carver “il perdente ti convince che non sei mai abbastanza; non dici di amarlo abbastanza, non gli stai abbastanza vicino, non fai abbastanza per lui dopo tutti i sacrifici che lui fa per te; il tuo comportamento è sempre carente di qualcosa. Si tratta di un altro modo di distruggere autostima e fiducia. Dopo mesi di questa tecnica, inizierà a farti notare che sei stata fortunata a trovare qualcuno che sopporta una persona così inadeguata e senza valore come te “.

13) Senso del diritto. Gli psicopatici si sentono in diritto di fare e avere qualsiasi cosa o persona vogliano. Leggi, etica e sentimenti degli altri non contano. “Il perdente ha un tremendo senso di diritto, ha l’aria di sentirsi titolato a fare qualsiasi cosa voglia”, continua Carver. “ Se disobbedisci ai loro desideri o pretese, o violi una soltanto delle loro regole, si sentono in pieno diritto di punirti in qualsiasi maniera credano opportuna”.

14) Ai tuoi amici e familiari non piace. All’inizio di una relazione gli psicopatici sono affascinanti e piacevoli, almeno superficialmente. Ma una volta che sei saldamente nelle loro grinfie, ti isolano da eventuali forme di supporto allontanandoti, per esempio, da amici e familiari. Scrive Carver: “Con il procedere della relazione, amici e familiari vedranno come si comporta il perdente. Noteranno un cambiamento nella tua personalità o una tua chiusura e avranno da ridire. Il perdente ti dirà che sono gelosi dell’amore speciale che c’è tra voi e userà le loro polemiche come ulteriore dimostrazione che sono loro ad esserti nemici e non lui”.

16) Brutte storie. Si dice che il miglior indicatore del comportamento futuro sia il comportamento passato. Vi possono essere eccezioni a questo principio generale: fortunatamente, alcune persone possono migliorare carattere e atteggiamento con uno sforzo genuino e coerente. Lo psicopatico non sarà mai una di queste eccezioni. In linea generale, se un uomo ha sempre tradito le mogli, è molto probabile che tradisca anche la prossima. Il problema non è della donna o delle donne con cui è stato; è molto facile che si comporterà male anche con le prossime. Poi, dal momento che gli psicopatici non ravvisano nulla di sbagliato nel loro comportamento, è possibile che se ne vantino. Si tratta di altri, assordanti campanelli di allarme. Come sottolinea Carver “Il perdente racconterà storie di violenza, sopraffazione, insensibilità verso gli altri e rifiuto… Si vanterà del suo carattere e degli scoppi d’ira perché in loro non vede nulla di sbagliato, anzi, è orgoglioso del tipico “faccio quello che mi pare”. Ascolta attentamente queste storie, ti riveleranno come sarai trattata e quale sarà il tuo destino”.

16) La prova della cameriera. Come la gente si comporta in passato è indicativo di come si comporterà in futuro; allo stesso modo, il trattamento riservato agli altri è indicativo di come, alla fine, tu verrai trattata. Una persona non premurosa e amorale lo sarà anche con te quando non sarai più utile. Carver la chiama “prova della cameriera”. Secondo lui, la modalità con cui un perdente tratta le persone che non sono strettamente necessarie alla soddisfazione dei propri bisogni rivela come tratterà te una volta scaduto il tuo utilizzo. “Si dice che quando ci si frequenta, il modo in cui un individuo tratta una cameriera o un’altra persona dell’altro sesso è lo stesso in cui tratterà te nel giro di sei mesi. Durante la fase della luna di miele di una relazione sarai trattata da regina. In quei momenti, tuttavia, il perdente non dimentica quello che sente generalmente per il sesso opposto. Cameriere, impiegate o altre persone neutrali saranno trattate in malo modo. Se hanno un atteggiamento riprovevole, non aspettarti niente alla fine della luna di miele; se protestano, criticano e rispondono male lo faranno anche con te nel giro di sei mesi”. Gli psicopatici mancano di qualsiasi “buon” comportamento in quanto per loro la bontà è solo una maschera. Il modo in cui trattano le persone dipende dal loro valore di utilizzo. Quando si è utile si viene trattato (superficialmente) bene. Quando non lo si è, si viene ignorato o maltrattato. Al contrario, le persone genuine trattano gli altri indipendentemente dalla loro utilità. Carver avvisa :“Se frequenti un uomo che tratta te come regina e le altre come pezze da piedi, vattene”. Molto presto, tu sarai la pezza da piedi e lui sarà sulla strada della conquista di altre regine ad interim.

17) La reputazione. Gli psicopatici tendono ad avere reputazioni polarizzate. Le vittime spesso li descrivono, a posteriori, simili alla figura mitologica di Giano (perchè hanno due facce) o alla personalità del dottor Jeckyll/Mr Hyde (perchè alternano il dolce con l’amaro). Abbiamo visto che per uno psicopatico la parte di Jeckyll è una maschera costruita per attrarre, prendere in giro e usare gli altri; quella di Hyde ,che con il tempo diventa dominante, rappresenta la vera identità. Qualsiasi forma di indipendenza, da parte delle vittime, significa fuga dal suo controllo: una cosa che non può tollerare e che punisce con la violenza e, a volte, uccidendo. Carver dichiara: “Come ricordato, gli individui sani di testa sono coerenti nella personalità e nel comportamento. Il perdente può avere due differenti reputazioni: ci saranno persone che ne parlano benissimo e persone che dicono che è seriamente disturbato”. Oltre a prestare attenzione a cosa dice la gente, fidati del tuo intuito e del potere dell’osservazione. Fai caso a come il tuo compagno ti tratta nel corso del tempo e in più circostanze. Ascolta come risponde quando manifesti opinioni o desideri diversi dai suoi. Gli psicopatici non possono tollerare posizioni di autonomia da parte degli altri, né trattare bene, a lungo, le persone intimamente legate a loro. Sebbene possano indossare la maschera del fascino nelle interazioni superficiali con amici, colleghi e conoscenti, la loro natura dominante, egoista e aggressiva, tende a trasparire in un rapporto intimo prolungato.

18) Camminare sui gusci d’uovo. Quando si è alle prese con uno psicopatico dopo un pò sembrerà di camminare sui gusci d’uovo. Si ha paura di dire o fare qualsiasi cosa possa provocare il suo allontanamento emotivo, ostilità e violenza. Carver osserva che “Invece di goderti il calore e il benessere dell’amore ti senti costantemente a fior di pelle, tesa quando parli con gli altri (potrebbero dire qualcosa che poi  devi spiegare a lui in un secondo momento) e con la paura di incontrare qualcuno da dover salutare in pubblico”.

19) Sentimenti/opinioni sottovalutate. Per gli psicopatici l’insensibilità e l’inclinazione a fare del male derivano dall’assoluto egoismo e dall’impossibilità di rispettare e considerare gli altri come esseri umani con  bisogni e desideri autonomi. Ecco perché quelli che sono coinvolti con uno psicopatico, a parte il periodo iniziale in cui lui approva tutto quello che si fa o si dice, realizzano a un certo punto che i propri sentimenti, necessità e speranze non contano. Il narcisismo del perdente, come conclude Hervey Cleckley nel suo studio sulla psicopatia, è assoluto. Carver sostiene “Il perdente è così egocentrico e auto-esaltato che i sentimenti e le opinioni degli altri sono considerati di nessun valore. Il perdente è estremamente ostile nei confronti delle critiche e spesso reagisce con rabbia e astio quando il suo comportamento è messo in discussione”. Narcisisti e psicopatici lusingano il prossimo solo per usarlo e manipolarlo. Sono privi di qualsiasi considerazione per gli altri.

20) Ti fanno impazzire. Gli psicopatici mentono al punto di farti dubitare della tua percezione e conoscenza della realtà. Scoraggiata e sminuita, finisci per perdere autostima, fiducia in te stessa e rifugiarti nella solitudine. Ti trattano così male da farti scoppiare in crisi di rabbia. Come spiega Carver, “Il perdente opera in modo così dannoso che arrivi a fare cose “pazze” per difenderti…Diventi paranoica e stai ben attenta a come ti vesti e a cosa dici… E’ importante ricordare che una cosa simile non è un “comportamento normale” in alcuna situazione conflittuale. E’ assicurato che il tuo agire rientrerà nella norma se ti allontani dal perdente prima che si verifichi un danno psicologico permanente”. A uno psicopatico si può anche sopravvivere ma, se non se non si chiude la relazione nelle fase iniziali, sicuramente non si esce senza danni.

Cosa indicano questi segnali? Dimostrano che i seduttori psicopatici, all’inizio della relazione, possono mettere in scena il perbenismo e l’amore in modo convincente ed è così che riescono ad attirare a sé tante prede. Ma in una relazione intima non riescono mantenere salda la maschera di integrità mentale, in quanto finta e strumentale. Se rimani vigile, sarai in grado di riconoscere presto i segnali di allarme della relazione patologica, nonostante le coperture di fascino, le parole romantiche e i gesti stravaganti. Come lo psicoterapeuta Steve Becker sostiene sul sito Internet powercommunicating.com, la maggior parte dei suoi pazienti ha riconosciuto i segnali di allarme nelle relazioni con persone abusanti. Solo che li hanno banalizzati o ignorati del tutto; hanno preferito, cioè, concentrarsi sulle fantasie romantiche piuttosto che affrontare la spiacevole realtà. Secondo Becker, la cosa più difficile non è notare i segnali, ma dar loro retta.Trovo che molti tra i miei pazienti fossero consapevoli degli strani, sconcertanti comportamenti che i compagni abusanti erano sufficientemente incoscienti da ammettere (o incapaci di nascondere). Le vittime possono essersi sentite turbate. Ma, volendo a tutti i costi la relazione e il compagno, hanno trovato il modo di soffocare il proprio disagio: ignorando e/o minimizzando il significato dei segnali e razionalizzando gli allarmi messi in moto dai propri istinti” (powercommunicating.com).

Se incontri un uomo che è più preso dalle circostanze della relazione- specialmente quelle perverse e proibite- che da te, scappa; se incontri un uomo che lancia lo specchietto per le allodole al fine di guadagnare la tua fiducia per poi non mantenere le promesse o alzare il tiro sempre di più, scappa; se incontri un uomo che si comporta in modo spregevole verso qualsiasi altra donna, indipendentemente da cosa dice di lei, studia con attenzione il suo comportamento perché è così che alla fine tratterà te e, non c’è bisogno di dirlo, scappa.

La verità non è una comoda finzione. Allo stesso modo, l’amore non è un gioco di potere per alcun soggetto capace di provare emozioni sane; è il legame più profondo e significativo che gli esseri umani possano formare e la base delle nostre vite. Se incontri un uomo che considera l’amore come un gioco e te come un premio da vincere, chiudi le carte e lascia velocemente il tavolo. O, meglio ancora, evita di impelagarti con lui. Qualsiasi relazione intima con uno psicopatico è un gioco d’azzardo dove rischi di perdere tutto e non hai nulla da guadagnare. FINE

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/04/01/red-flags-how-to-identify-a-psychopathic-bond/

1. Riconoscere un seduttore psicopatico

Prima parte

Il principale strumento di autodifesa contro i seduttori psicopatici consiste nel riconoscere gli iniziali segnali di allarme così da poter fuggire dalla relazione in tempo utile e senza che ci si faccia troppo male. Lo psicologo Joseph Carver ha elaborato una lista, utile e istruttiva, che elenca venti  avvisaglie della relazione pericolosa con uno psicopatico, da lui definito “The Loser” (ossia Il Perdente, ma il dizionario inglese-italiano consente anche di tradurre con “lo sfigato”, ndt). Non tutti i segnali sono necessariamente negativi. Ma, come vedremo, anche quelli che sembrano positivi (come l’iniziale attaccamento, le premure esagerate, il corteggiamento e i regali) sono in realtà di cattivo auspicio. Carver fa notare che, allo stesso modo, non occorre che il perdente esibisca tutti i sintomi indicati di seguito per essere pericoloso. La presenza di almeno tre segnali indica una relazione potenzialmente nociva. Qualsiasi numero superiore a tre presagisce un danno non solo probabile, ma certo. Carver parte definendo il perdente “un tipo di compagno che crea un danno sociale, emotivo e psicologico in una relazione…La lista che segue è un tentativo di descrivere le caratteristiche del perdente e fare in modo che donne e uomini possano riconoscere relazioni potenzialmente nocive prima di essersi seriamente danneggiati dal punto di vista emotivo o anche fisico” (drjoecarver.com).

1) Offese di proposito.Se ti colpisce, ti attorciglia un braccio, ti tira i capelli, ti prende a calci, ti dà spintoni o viola la tua proprietà privata, anche un sola volta, lascialo” ammonisce Carver. E’ molto importante andarsene al più banale segnale di violenza, compresa l’aggressione verbale, dal momento che le angherie, di solito,  con il tempo aumentano di frequenza e di intensità.

2) Veloce attaccamento, anche verbale. Il perdente, sottolinea Carver, “ha emozioni e legami con gli altri molto superficiali. Una delle cose che potrebbe coinvolgerti è quanto velocemente dice che ti ama o che ti vuole sposare o impegnarsi. E’ tipico sentire, nel giro di un paio di settimane di frequentazione, che sei l’amore della sua vita, che vuole stare con te per sempre e che ti vuole sposare. Riceverai regali, un sacco di promesse e ti riempirà di attenzioni e di gesti premurosi”. Gli psicopatici, generalmente, la mettono sul romantico. All’inizio della relazione, rimpinzano le prede di lusinghe, promesse e regali. Non importa, in realtà, quanto siano promiscui; concentrano comunque le proprie energie sui bersagli più desiderabili. Carver avverte che questo segnale, apparentemente positivo, è in realtà di cattivo auspicio; dimostra infatti superficialità di emozioni più che intensità di amore: “Gli individui sani hanno bisogno di tempo per sviluppare una relazione perché in gioco c’è una posta alta… Il riscaldamento rapido è sempre un segno di leggerezza emotiva che, più tardi, porterà il perdente a staccarsi da te con la stessa velocità con cui si era attaccato”.

3) Carattere irruente. Prima o poi il suo carattere focoso esce fuori;  Carver sostiene che i perdenti spesso iniziano con violenza indiretta – come un pugno contro il muro o lanciando oggetti- prima di colpire le proprie compagne con spinte e cazzotti. La rabbia fisica contro oggetti inanimati è una forma di intimidazione. Con questo comportamento dimostrano alle  prede che sono capaci di fare la stessa cosa a loro e le fanno gradualmente abituare ad atti di violenza.

4) Indebolimento dell’autostima. I perdenti generalmente preferiscono storielle e avventure di breve durata, in grado di offrire stimoli sempre nuovi. Quando ambiscono a un controllo più durevole, su alcune prede promettenti, danno vita a relazioni più lunghe. E’ quasi impossibile dominare persone forti che hanno confini ben delineati e una solida autostima. Ecco perché gli psicopatici passano dall’iniziale fase di luna di miele alle aspre critiche. Una volta che la presa sul bersaglio è ben salda, iniziano a colpirlo per minarne l’autostima. Carver sostiene che, per esempio, i perdenti “regolarmente correggono stupidi errori, facendoti sentire sotto esame, non intelligente e lasciandoti con la sensazione che stai facendo qualcosa di sbagliato… Questo lento bombardamento della fiducia e autostima permetterà loro, più tardi, di trattarti peggio, come te lo fossi meritato”.

5)Isolamento. Nelle regioni selvagge i predatori isolano le prede dal resto del branco per meglio attaccarle e divorarle. E’ precisamente ciò che fanno gli psicopatici con i loro bersagli. I perdenti isolano le loro compagne dagli amici, colleghi e familiari. Possono farlo con critiche dirette oppure pretendendo di accompagnarle quando si vedono con gli altri. Talvolta optano per manipolazioni più sottili, come mettendo la vittima contro la propria famiglia/amici e viceversa. Come osserva Carver, “il perdente sente che i tuoi amici o la tua famiglia potrebbero influenzarti o esprimere opinioni negative su di lui…Alla fine, piuttosto che affrontare punizioni verbali, domande e violenza, preferirai non parlare con la tua famiglia e con i tuoi amici. Ti allontanerai provocando in loro irritazione e risentimento”.

6)Bastone e carota. Se fossero sempre cattivi e violenti, gli psicopatici non sarebbero in grado di tenersi le loro compagne. Ecco perché, osserva Carver, “il perdente alterna in continuazione momenti di dolcezza a quelli di inclemenza. Il ciclo inizia quando è intenzionalmente sgarbato e offensivo: potresti venir maltrattata verbalmente, insultata e minacciata per qualcosa di banale. Il giorno dopo è invece dolce e premuroso come all’inizio”. Il periodo di dolcezza ti porta ad attaccarti alla relazione nella infondata speranza di trovare quella che la psicologa Susan Forward chiama “ la chiave magica” in grado di stabilizzare, in lui, la modalità morbida. La chiave magica, però, non esiste e inevitabilmente lo psicopatico tornerà alla sua detestabile natura. Con il tempo il ciclo di inclemenza aumenterà in severità e durata. Sarà intramezzato da sempre più rari momenti di dolcezza, sufficienti comunque a intrappolare la vittima in pie illusioni. Come osserva Carver “sei sempre in bilico e speri che ogni ciclo agrodolce sia l‘ultimo”.

7) E’ sempre colpa tua.  Gli psicopatici non si prendono mai la responsabilità di aver fatto qualcosa di sbagliato. Negano l’evidenza e accusano le vittime di comportarsi male. La loro logica pretestuosa funziona così: non ho fatto niente, ma anche se avessi fatto qualcosa, te lo saresti meritato. Carver osserva “mai, ripeto mai, il perdente si assume la responsabilità del suo comportamento; è sempre colpa di qualcun altro”.

8) Paura della rottura. Gli psicopatici hanno bisogno di mantenere il controllo di qualsiasi cosa nella loro vita, specialmente delle relazioni sentimentali. Quando si stufano di qualcuna o trovano una sostituzione, possono abbandonare la vittima nella zuffa del momento, in modo spietato, spesso senza nemmeno preoccuparsi di dare una spiegazione. Ma se la prendono molto quando a essere lasciati sono loro. Come evidenzia Carver, “il perdente panica all’idea che una relazione venga interrotta a meno che non sia una sua idea e, in quel caso, verrai mollata come una patata bollente. Queste persone spesso scoppiano a piangere, implorano, promettono di cambiare, propongono matrimoni/viaggi/regali quando minacci la rottura…Una volta che si torna sotto la loro presa, liberarsene sarà tre volte difficile”.

9) Nessun interesse esterno. Per mantenere ulteriormente il controllo delle vittime, gli psicopatici non solo le isolano dalle altre persone, ma si preoccupano anche di stringere il raggio dei loro interessi e attività, facendo in modo che si concentrino esclusivamente su di loro. Carver sostiene, “se hai un’attività individuale pretendono di accompagnarti, facendoti sentire in disagio per tutto il tempo. L’idea di base è non farti godere nulla e impedirti di avere interessi fuori dal loro controllo”.

10) Controllo paranoico. Notoriamente le vittime principali sono marcate strette: gli psicopatici sospettano che gli altri, compagne incluse, siano manipolatori, ingannevoli e insensibili come loro. Sebbene tradiscano le loro donne regolarmente, spesso con un numero imprecisato di partner sessuali, sono terrorizzati all’idea che anche le loro vittime possano fare la stessa cosa. Il che spiega perché, osserva Carver, “il perdente ti controlla e vuole sapere dove sei e con chi sei. Se parli con una persona di sesso opposto, riceverai venti domande su come la conosci; se non rispondi al cellulare, ti chiederà dov’eri, cosa stavi facendo, con chi stavi parlando ecc”. SEGUE

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/04/01/red-flags-how-to-identify-a-psychopathic-bond/