E’ violenza anche il tradimento seriale

 

Considero il tradimento seriale una forma di violenza. E’ indice di mancanza di rispetto, di sopraffazione, di de-umanizzazione dell’individuo e dei suoi sentimenti. E’ segno di noncuranza delle emozioni e degli stati mentali altrui. E’ un chiaro messaggio di fungibilità e di interscambiabilità dell’essere umano, prova della sua oggettivazione, comportamento deplorevole, meschino e patologico.

Il tradimento seriale esce dai canoni della semplice infedeltà. Il traditore o la traditrice seriale non è solo una persona infedele. E’ un individuo ossessionato dalla conquista, dalla conferma, dalla collezione, dal controllo, dallo scavalcamento di regole e principi morali, dall’annientamento dell’altro a proprio vantaggio. E’ un essere spregevole che percepisce la vittoria solo e a patto che questa comporti sconfitta, devastazione, annichilimento, lacrime, sofferenza e senso di impotenza a carico di chiunque si confronti con lui .

Un criceto che corre nella ruota, ecco cos’è. Chilometri a vuoto, prede schiacciate sotto un’andatura veloce e senza meta, menzogne per coprire menzogne, illusioni fantasiose che sfumano con la velocità della luce. Innamoramenti veloci, insalate verbali, frasi sentite nei film riformulate e rielaborate all’occorrenza. Nient’altro che accumulo, accumulo, accumulo. Lo svilimento del rapporto umano, l’azzeramento della soggettività, della differenziazione, dell’unicità individuale.

Tutto questo non è violenza? Non è un’azione volontaria esercitata da un soggetto su un altro in modo da agire contro la sua volontà? Non è un comportamento che vìola, che oltrepassa il limite dell’accondiscendenza di un altro essere umano?

Secondo me sì.

Astra

13 pensieri riguardo “E’ violenza anche il tradimento seriale

  1. Astra che bello questo tuo articolo. Come lo condivido e tanto! Mi sarebbe piaciuto sbattere in faccia queste parole a chi so io, oggi sono felice e orgogliosa non me ne importa. L’immagine del criceto nella ruota calza a pennello con rispetto al criceto. Ciao e sempre Grazie sei stata importante nel mio percorso di auto cura salvifico.

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  2. Premesso che sono d’accordo sul fatto che un traditore seriale eserciti una forma di violenza, reiterata, sulla donna che gli è accanto stabilmente, perché rappresenta una mancanza di rispetto cronicizzata, temo che la grandissima diffusione di questo tipo di comportamenti (conosco molti uomini con questo “stile” di comportamento” e a fronte di qualche proposta ho rifiutato con molta più determinazione di quanto avrei potuto fare molto tempo fa) e l’accettazione da parte di altrettante donne, renda pressoché vano il tentativo di portare l’attenzione su questo aspetto.
    Ci vorrebbe una rivoluzione culturale massiccia, una ribellione coesa e forte, anche un comportamento solidale da parte di quelle donne che entrano negli “harem” di questi vanesi che si ergono ad “asso pigliatutto” .
    La convinzione che li caratterizza (almeno quelli con cui ne ho discusso) di non arrecare danno a nessuno, a volte giustificandosi con la scusa di un matrimonio infelice (allora abbi il coraggio di andare via), a volte “candidamente” sostenendo di non riuscire a resistere al piacere di conoscere sessualmente ogni donna che li attragga, mi sembra davvero dura da demolire. Tanto più nella ipocrisia di un certo cattolicesimo deteriore che considera ciò che non si vede come inesistente e quindi anche nei suoi effetti peggiori.
    Ho sentito una volta un noto e apprezzatissimo (non da me, non più da quella volta) che non si sposava perché devotamente cattolico e se si fosse sposato con rito religioso avrebbe dovuto essere fedele e dato che lui non ne è capace… quindi la fedeltà vista non come rispetto verso la propria donna ma per una ragione diversa.
    Se questo è il livello, possiamo sperare?

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  3. Penelope cara,
    io credo che le donne che entrano a far parte dell’harem di questi personaggi, siano completamente all’oscuro di questo, se no non accetterebbero.
    Una cosa è avere a che fare con un uomo che ti chiede una relazione senza impegno, che ha come fine unico incontri di sesso (e si può decidere come meglio si crede) e un’altra è avere a che fare con un uomo che ti corteggia platealmente, ti giura eterno amore, ti dice che sei la donna che aspettava da una vita, si comporta per parecchio tempo come l’uomo dei “sogni”, e no, non lo sai di far parte di un harem, pensi di essere l’unica perché lui ti fa sentire tale, ti dice cose meravigliose ogni secondo e tu sei al settimo cielo, pensi di vivere un amore meraviglioso, sei convinta che ti sia fedele e ti ami.
    Poi essere traditori non significa essere disturbati, però sono d’accordo con Astra, i traditori seriali sono patologici, purtroppo è una caratteristica che hanno tutti gli uomini che abbiamo incontrato, anche chi di noi non lo sa è stata tradita…ci giurerei.
    Non prendiamocela con le altre donne…perché sono state manipolate e raggirate quanto noi.

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  4. Cara Stellina
    mi spiace aver dato luogo a un equivoco. Non parlo della donna che si innamora o si lascia travolgere, non conoscendo a fondo chi ha di fronte. Mi sono trovata in questa trappola anch’io, prima del matrimonio.
    Mi riferisco a chi sa chi ha di fronte, come è capitato a me poco tempo fa con due uomini che mi hanno fatto proposte esplicite, ai quali, sapendo della loro condizione, ho detto no a prescindere (uno mi attraeva molto). E quando lui mi ha fatto presente che non facevo un torto a mio (quasi ex) marito dato che lui si era comportato male con me, gli ho risposto che non era di quello che mi preoccupavo ma di non fare un torto a sua moglie, sapendo cosa voglia dire stare dall’altra parte.
    Ho un amico che è un traditore seriale e le donne che accettano le sue proposte sanno perfettamente con chi hanno a che fare, ma ha fama di grande amatore, quindi non parliamo di persone che credono a promesse d’amore. Ora, a scanso di ulteriori equivoci, io non ho proprio nulla contro le relazioni disimpegnate, tra persone libere. Ognuno fa quello che crede.
    Quindi mi scuso per l’equivoco, certamente non mi riferivo a situazioni diverse in cui vi è un coinvolgimento sentimentale, emotivo, intellettuale almeno da una delle parti.
    Questo intendo dire.
    Un abbraccio a voi

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  5. Cara Penelope,
    mi scuso io per aver frainteso le tue parole, mi sembrava anche strano fosse un tuo pensiero.
    Nel caso che tu hai citato, però, credo che si tratti di traditori non patologici, magari decisamente poco rispettosi della moglie/compagna ma che non intraprendano vite parallele…ovviamente bisogna vedere quale sia il punto di vista della persona che gli sta accanto, come si comporta con lei.
    Anche io ho un amico che ha tante donne ma è libero e non ne illude nessuna, seppur mi sembri un atteggiamento criticabile, non gli posso imputare inganni né tanto meno tradimenti, perché non ha nessun legame.
    Purtroppo la realtà ci pone davanti a questa mentalità maschile, spesso, dovuta ad una cultura cattolica per la quale la donna è subalterna all’uomo, questo dobbiamo anche dircelo.
    Il traditore seriale è quello che abbiamo avuto la sfortuna di incontrare noi e che sappiamo quanti danni può fare, calpestandoci senza ritegno per il suo bisogno di conferme continue e desiderio di conquista fine a sé stesso, volendo però noi devote, adoranti al loro fianco, continuando a dirci quanto ci amano…salvo farci passare per pazze quando cominciamo ad avere dei dubbi e poniamo loro delle legittime domande.
    Un abbraccio a te, cara amica e a tutte/i.

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  6. Indubbiamente, c’è una differenza tra le due tipologie di personaggi di cui parlavamo. per inciso, l’amico di cui parlavo io faceva tutto ciò da sposato…..
    I danni, li stiamo ancora pagando, purtroppo. Ma stiamo risalendo.

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  7. Nonostante questo quadretto squallido che esiste, purtroppo, io vedo anche uomini seri, innamorati e fedeli che rendono felice la propria donna…grazie di esistere!
    Perché, almeno, esiste la speranza e non la rassegnazione che siano tutti dei bugiardi, traditori e infingardi.
    Quanto lavoro ci sarebbe da fare riguardo l’educazione sentimentale…speriamo nelle nuove generazioni.

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  8. Cara Lory,
    magari…! Perché si meriterebbero di essere messi di fronte ai danni che combinano.
    Invece la persona con cui ho avuto a che fare io se ne va in giro tutto tronfio felice e, credo, continui a illudere l’attuale malcapitata, che poi verrà scartata e passerà le pene dell’inferno.
    Ha sempre fatto così e io ho creduto al poverino che aveva incontrato donne sbagliate,pazze etc., mentre con me era felice e mi trattava come una regina, ero la donna della sua vita…certo!
    Una volta mi disse: “l’ho sempre fatta franca nella vita!”, li per li non avevo capito…ora so a cosa si riferisse.
    Difficile che la vita li punisca, difficile che soffrano, perché nella loro assenza di empatia troveranno sempre persone che, ignare dell’inganno, gli daranno il rifornimento narcisistico di cui hanno bisogno, in quel ciclo continuo che è il teatro dei burattini, via una…avanti un’altra.
    Che tristezza.

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    1. Riflettevo proprio giorni fa su questa cosa.
      Sul male che ha seminato e che sto raccogliendo solo io, sul marciume che continua a dare in pasto a tutti e che nessuno è in grado di vedere, sulla sua esistenza ipocrita e costellata da tradimenti continui, da persone una uguale all’altra, da parole che non hanno peso, da gesti che sono solo appannaggio del pubblico del momento.
      Nemmeno la consolazione che possano vivere male con indosso la maschera perpetua o che la vita possa presentargli il conto… perché non succederà. La frode è totale, di quelle con cui il ladro scappa con tutto il malloppo, se lo gode in qualche isola tropicale, la polizia non può fare niente ed era tutto quello che tu avevi.
      Tristezza, rabbia, non c’è vendetta, non c’è risarcimento. Se non quello di non essere più suoi complici, ma quello lo scopriremo più avanti.

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    2. Io non desidero vendetta e neanche che stia male, l’ho amato troppo e, nonostante la crudeltà alla quale mi ha sottoposta, provo dell’affetto che sicuramente non si merita.
      Vorrei che in un momento di introspezione si rendesse conto della scia di dolore che ha lasciato dietro di sé, mentendo, ingannando, tradendo, abbandonando, distruggendo le persone che lo hanno amato nella sua vita.
      Ma è impossibile perché mente anche a sé stesso per reggere quel palcoscenico che è la sua vita, a lui è concesso tutto, lui è sempre nel giusto e sono gli altri a sbagliare e continuerà così in eterno.
      Se non provi emozioni profonde ma vivi solo di attimi di appagamento è facile…non ti coinvolgi mai veramente, per cui è normale buttare via il “giocattolo” che non ti diverte più e trovarne uno nuovo…e così via, nessun giocattolo sarà mai abbastanza per lui.
      A me rimane la magra consolazione di non essere più in quel teatrino che guardato dal di fuori mi risulta molto triste, però quando ero sul palco avevo una prospettiva distorta e credevo fosse un mondo meraviglioso, poi la scenografia è crollata e ho visto la finzione, l’illusione, il grande inganno.
      Un abbraccio a tutte.

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  9. Hai ragione Astra. È definitivamente violenza. Se volessimo caratterizzarla potremmo dire che si tratta di violenza emotiva (perchè i tradimenti seriali vengono facilitati dalle emozioni indotte in modo manipolatorio sulla vittima), psicologica (perchè la vittima ha sempre sentore, anche se a tratti, che qualcosa non va ed entra in uno stato di profonda fragilità e confusione, che poi sfocia in piena dissonanza cognitiva quando i segnali diventano inequivocabili), ed anche fisica (perché a sua insaputa é esposta a malattie veneree, e ne é spesso contagiata). La violenza del traditore seriale dovrebbe entrare nei codici penali. Cominciamo a guardarlo come un grave crimine commesso verso la vittima inconsapevole. Aggiungerei anche il danno inestimabile che questi individui senza coscienza arrecano fingendo di voler mettere su famiglia. Per mantenere la vittima legata a se, comunemente questi criminali in piena finzione procreano senza alcun senso di responsabilità nè per la relazione, che é appunto una finzione, nè per i procreati, di cui non si prenderanno mai cura davvero. E qui la violenza assume un aspetto ancora piú grave perchè coinvolge anche i bimbi.

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