Imparare ad amarsi

Vi sono situazioni in cui il confine tra l’amore verso se stessi e quello per chi in teoria dovrebbe amarci e proteggerci, ma che invece demolisce in modo sistematico la nostra identità, si assottiglia al punto che siamo proprio noi a offrirgli su un piatto d’argento tutte le armi e gli strumenti per colpirci, destabilizzarci e farci stare male.

Che la persona con cui abbiamo a che fare sia disturbata o meno – perché ricordo che si sta diffondendo l’abitudine di dare del narcisista, borderline, antisociale o psicopatico anche a chi semplicemente non ci desidera nel modo in cui vorremmo- capita di frequente che siamo noi a metterla nelle condizioni di affossarci.

Ciò che ho capito in questi due anni di vita del blog dal racconto delle vostre esperienze – ma soprattutto dagli studi di psicologia che mi appresto a terminare nei primi mesi dell’anno che viene – è il ruolo dei meccanismi di difesa che, quando si innescano, ci rendono complici del nostro destino.

Parlo della negazione, del diniego, delle giustificazioni, del perdono motivato dall’assunzione di inesistenti responsabilità. Proteggendoci dietro lo scudo dei meccanismi di difesa siamo portati a dare agli altri chances infinite di fare ciò che vogliono, di moltiplicare gli abusi- se di abusi si tratta- o semplicemente di continuare a vivere la relazione secondo le proprie regole, senza impegno e senza un programma, liberi e legittimati di andare dritti per la propria strada, che resta semplicemente parallela alla nostra senza intersecarvisi mai.

E’ proprio la messa in atto dei meccanismi di difesa che consente all’altra persona l’abbattimento dei nostri confini, quelli che mi piace chiamare “paletti”, essendo spesso intimoriti dal fatto di essere considerati, nel migliore dei casi, rompiscatole. Dico nel migliore dei casi perché talvolta si è addirittura accusati di essere paranoici, mitomani, disturbati e pazzi con evidente tentativo, da parte di questi individui, di proiezione sull’altro di un problema che riguarda in primo luogo la propria persona.

Credo che la messa in atto dei meccanismi di difesa sia legata al costrutto di autostima. Più forte è il rispetto che abbiamo nei confronti di noi stessi, più siamo consapevoli di ciò che di buono siamo in grado di fare, in altre parole “più ci piacciamo” per come siamo, per come ragioniamo, per come siamo in grado di reagire agli stimoli provenienti dall’ambiente esterno, con ogni probabilità meno saremmo disposti a scendere a compromessi, a permettere che siano abbattuti confini, barriere e paletti e conseguentemente ridimensionati saranno gli scudi dietro ai quali nascondersi. Non ci sarà spazio per la negazione, non avremo paura di guardare in faccia la realtà e leggere lucidamente come stanno le cose. Smetteremo di giustificare bugie che non stanno in piedi, argomentazioni assurde e manipolazioni subdole perché con l’autostima a posto non temeremo di rimanere da soli. La linea di confine tra l’amor proprio e quello per l’altro tornerà a essere netta e decisa e la sicurezza nelle proprie capacità ci consentirà di ritrovare la strada.

Per questo sento di raccomandare a tutti di diventare un po’ più narcisi in senso buono e autentico: guardarsi allo specchio e piacersi, non lasciarsi andare, costruire il proprio destino, alimentare il rispetto di sé. Che sia attraverso il raggiungimento di una somma di traguardi banali o la riuscita di un obiettivo più impegnativo, che sia il conseguimento di un titolo di studio, la vincita di un concorso, la creazione di qualcosa di gioioso dal punto di vista artistico, non fa differenza: l’importante è dimostrare a noi stessi di valere, di riuscire, di essere migliori di quanto ci voglia far credere la persona cui abbiamo permesso di calpestare le nostre potenzialità e le nostre risorse.

Con i miei più affettuosi auguri di Buon Natale a tutti i lettori del blog.

Astra

29 pensieri riguardo “Imparare ad amarsi

  1. Amarsi spesso non è sufficiente.
    Ci sono persone che stanno bene se stanno bene le persone che hanno attorno. Ci sono persone che non sono fatte per farne soffrire altre, siano essi narcisisti, psicopatici o quel che si vuole. Ci sono persone che hanno bisogno di dare e ricevere spiegazioni. Ci sono persone che rimuginano. Ci sono persone che non riescono a ricostruire sulle macerie. Ci sono persone che amano e anche se vengono “odiate” non riescono a ripagare con la stessa moneta.
    Ci sono persone come me – che dopo aver fatto soffrire e sofferto ancora di più – credono ancora negli altri, credono che ci sia una parola per ognuno, credono che non sia possibile che per trovare pace si possa solo nascondersi o contromanipolare. E che soffrono. Perchè quello che vorrebbero è soltanto mettersi davanti a un caffè e parlare col cuore in mano, senza bugie, sottintesi, manipolazioni, pensieri, sesso. Solo parlare, e spiegarsi, e stare una buona volta insieme come due persone che si sono volute bene.
    E poi ci sono le persone come quella che ho incontrato.

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    1. Cara Firefox hai detto le stesse cose che avrei potuto dire io.
      “quello che vorrebbero è soltanto mettersi davanti a un caffè e parlare col cuore in mano, senza bugie, sottintesi, manipolazioni, pensieri, sesso. Solo parlare, e spiegarsi, e stare una buona volta insieme come due persone che si sono volute bene”
      Tutto ciò che avrei voluto e avrebbe potuto restituire senso a un rapporto che è stato molto intenso.
      Invece… ci sono poi le persone che abbiamo incontrato, che hanno innalzato un muro, salvo dire che siamo state noi a farlo….
      Ma pazienza… continueremo a sperare nelle persone che con tutti i loro lmiiti, che tutti abbiamo, non pretendono di soffocarci.
      Auguri a tutte, di respirare aria nuova, buona e allegra

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      1. Penelope cara,
        quel muro l’ho alzato io e mi sto forzando tu non sai quanto di tenerlo ben dritto perchè so, perchè voi mi avete detto coi vostri racconti, perchè io ho provato sulla mia pelle, che se anche solo togliessi un mattone sarebbe l’inizio di un’altra fine.
        Tutto questo però mi logora, perchè io non sono così, io sono una persona aperta che vive alla luce del sole e che crede che ci sia del buono in tutti. Non voglio diventare cinica, tesoro, non voglio. Mi sento come in prigione ed è uno dei passaggi più brutti dopo lo scarto. Mi auguro solo che passi presto…

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  2. Grazie Astra bello rileggerti. Non perderò più tempo con persone che non mi capirebbero mai due astronavi distanti L infinito che non mi rispettano e che magari neanche augurano il mio bene. Auguri a te a tutti voi del blog e le vostre famiglie sinceri auguri di buone feste e quanto di meglio per il 2018.

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  3. Tutte argomentazioni validissime finché non ci sono dei figli perché in tal caso subentra la paura dell’obbligo di affido condividilo, della mancanza di tutela da parte delle istituzioni del genitore vittima di abusi , del rischio di essere accusati di Pas ecc ecc.
    Per il resto concordo in tutto.

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  4. A me viene il nervoso, rabbia, vedere uomini così frustrati che fanno da zerbini a donne psicopatiche fredde depresse narcisiste che fingono….possibile che loro non riescono a vedere la differenza colossale da una vera donna a queste aliene serpi velenose furbe attrici nate? Grazie di esserci Astra, auguri di buone feste anche a lei! Catia

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  5. Cara Astra leggo davvero con piacere questo tuo intervento che precisa alcune cose a mio avviso molto importanti. Intanto quella di operare dei distinguo essenziali nell’ inquadrare le persone che incontriamo.
    Poi il fatto di imparare ad amarsi, che implica in primo luogo imparare a conoscersi e poi ad accettarsi, per comunicare con l’ altro per come noi siamo e non per come crediamo che ci vorrebbero vedere.
    Sembra semplice e invece a volte è maledettamente complicato.
    Io devo dire che se pure permangono certe mie insicurezze e fragilità ,( ma questo deve rientrare nella accettazione di me stessa) sto riscoprendo certe mie capacità, che non sono assolute o migliori di altri ma quelle giuste per me.
    Mi sorprendo più coraggiosa, più autonoma.
    Poi, si sa, vorrei amare un uomo mi abbracciasse amandomi, ma questo fa parte del sogno.
    Felice Natale a ognuna di voi

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  6. Cara Astra,
    che bello rileggere un tuo articolo!
    Ti dico che io ho avuto, prima di lui, due relazioni importanti e normali.
    Il primo, che risale ai vent’anni ( e lasciai io), con il quale, quando ci incontriamo, leggo nei suoi occhi una stima ed un affetto sincero e che ricambio nello stesso modo.
    Con il secondo, mi lasciò lui ( risale al 2009 la fine), non ci sono più contatti ma ci siamo parlati e, nonostante all’inizio non mi facesse piacere, non mi sono sentita devastata e ho metabolizzato la cosa in circa sei mesi nei quali ho capito che eravamo arrivati ad un punto nel quale ci eravamo resi conto di avere progetti di vita diversi e, quei paletti di cui parli li avevo eretti, avevo pensato che non potevo rinunciare ai miei sogni, ai miei desideri per compiacere quelli del mio fidanzato, non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda…parlavamo lingue diverse, ci abbiamo provato ma non ha funzionato.
    E stavo per compiere 40 anni…che è stato un periodo meraviglioso, una nuova passione, tanti amici, una vita bella e soddisfacente, mi sentivo veramente bene.
    E lì incontro lui, quello che credevo fosse, l’Amore vero, la mia anima gemella…il resto lo sapete.
    Ci ho pensato molto prima di convincermi che sia un narcisista ma purtroppo è così, non mi ha risparmiato niente del repertorio tipico, destabilizzata com’ero non potevo mettere paletti.
    Credo che ora non mi farò trattare mai più così da nessuno e mi amerò, rispetterò come merito.
    Ma prima di incontrarlo non potevo neanche immaginare una truffa emotiva e uno stupro dell’anima simile, perpetrato dall’uomo che mi guardava negli occhi, giurandomi amore eterno…se non l’avessi vissuto sulla mia pelle non ci crederei neanche adesso.
    Mi sto riprendendo e la mia autostima sta ritornando a livelli buoni, grazie ai successi che riscontro ogni giorno con il mio lavoro, sono brava e me lo sento dire spesso e, ti assicuro, che lavoro in un campo difficile e ho incarichi di una certa importanza e responsabilità…per il momento è ciò che mi ha permesso di non affondare.
    Ora mi voglio riprendere anche la parte “ludica”, un po’ di frivolezza e i piaceri della vita che mi sto ancora negando…un passo alla volta.
    Buone feste a te, cara Astra, e a tutte voi, amiche mie.

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  7. Cara Astra,
    grazie al tuo aiuto sto recuperando un minimo di amor proprio.
    Siccome non mi va di fare compassione, non ho mai raccontato a nessuno (fuori da questo blog) quello che ho scoperto e, per motivi di lavoro (per fortuna!) ho sempre dovuto curare aspetto e abbigliamento.
    Anzi, visto che mi sentivo così male dentro, per paura che trapelasse, li ho curati più di prima, ma era soltanto una maschera.
    Certi sabati e domeniche, non dovendo andare al lavoro, non riuscivo a trovare un motivo per alzarmi dal letto. La casa era uno schifo, tanto che non osavo invitare più nessuno. La sera non riuscivo ad addormentarmi e pregavo di non risvegliarmi.
    A poco a poco queste situazioni si ripetono con meno frequenza.
    Di tanto in tanto provo soddisfazione per qualcosa che ho fatto.
    La strada da fare è ancora lunga, specialmente per quanto riguarda la fiducia negli altri, totalmente assente. Più del male che mi ha fatto lui, non sono riuscita a superare il tradimento degli “amici” che sapevano, come ho capito in un secondo tempo da mezze frasi sfuggite inconsciamente.
    Ma ce la metto tutta per seguire i tuoi consigli e riuscire a superare anche questo ostacolo che mi impedisce di instaurare una qualsiasi relazione sincera e profonda, anche solo di amicizia, con altre persone.
    Un grosso in bocca al lupo per i tuoi studi (ma hai già dimostrato sul campo il tuo valore).
    Buon anno a te e a tutte le lettrici.

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    1. Cara Ginestra, il trauma della scoperta ci annienta. Non potrò mai dimenticare le settimane (dopo ‘le scoperte’) in cui facevo fatica a tenermi in vita. Il mio più grande incentivo a rimettermi in piedi in fretta sono stati i miei bambini, molto piccoli ed estremamente bisognosi di una mamma funzionante. Ancora oggi a distanza di quasi due anni faccio fatica ad aprirmi agli altri. Non dimenticarti mai che sei stata scelta come vittima ideale non per le tue debolezze, ma per i tuoi punti di forza (empatia, generosità, fiducia, capacità di amare, intelligenza). Queste grandi doti umane sono tue, sono con te, e sono la via per riprendere la tua strada.

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      1. Grazie Giusy,
        sicuramente queste grandi doti tu le hai, per come riesci ad essere vicina e di conforto a me e a tutte le persone che cercano aiuto.
        Buon anno di cuore

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  8. Ogni volta che leggo un articolo o una storia vera che riguarda i narcisisti patologici la cosa che più mi colpisce è come, ognuno di essi ,nonostante i fatti, nonostante le prove inoppugnabili delle loro innumerevoli crudeltà, sia sempre in grado di negare l’evidenza dei fatti e anzi, di far ricadere la “colpa” sulla vittima di turno. Sono rimasta intrappolata anche io, per fortuna per pochi mesi, in una relazione con un individuo del genere e quando gli altarini hanno iniziato a saltare , col passare del tempo, la mia incredulità era quasi sempre indirizzata verso le due persone completamente diverse che mi si erano parate davanti nel corso del tempo, antitetiche era dir poco. Ancora mi chiedo come sia possibile che riescano a fingere così bene nella prima fase della relazione…non me ne farò mai una ragione.

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  9. Ancora un crollo vertiginoso. Lo so, è normale che succeda, soprattutto dato che domani c’è la conclusione e l’addio definitivo.
    Oggi però oltre al sentimento di sconforto, sconfitta, si è consolidata una convinzione: non riuscirò mai più a fidarmi di qualcuno. Vorrei, vorrei molto. Vorrei incontrare qualcuno che riesca a farmi sentire bene ma non voglio affidarmi e fidarmi più.
    Non posso più correre un rischio così ma neanche quello di una delusione meno pesante.
    Sono troppo stanca e penso di non riuscire più a dare, ad amare serenamente. E questo è molto deprimente perché è come scegliere di chiudersi in una stanza.
    Ma forse è meglio così.
    Un abbraccio a tutte

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  10. Penelope cara,
    prima di tutto ti faccio un grosso “in bocca al lupo” per quello che devi affrontare oggi.
    E ti dico che ti capisco perfettamente, io ho avuto un crollo verticale ultimamente…mi sento regredita nel tentativo di ripresa, svuotata, apatica e si è riaffacciata l’ansia…la notte fatico a prendere sonno e la mattina sono uno straccio.
    Ho passato il 25 Aprile chiusa dentro casa, ranicchiata nel vuoto che mi opprime.
    A volte penso che non ce la farò e che la mia vita sarà un susseguirsi di giornate una uguale all’altra, senza nessuna gioia o emozione che mi faccia battere il cuore…sono sempre stata una donna passionale e vitale e ora sono spenta.
    Ritornerò a vivere o sono condannata a sopravvivere?
    Ti mando un grande abbraccio

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    1. Grazie Astra e Stellina.
      È andata. Lui neanche ciao e pure alla fine ha girato i tacchi e se ne è andato senza una parola. Ok come dice qualcuno “è normale”. Sarà pure normale ma fino alla fine la vittima sembra lui.
      Io ora mi sento come tante di voi sanno per averlo provato. Spiaggiata dopo essere stata travolta da un’onda enorme. Senza forze, fisica e psicologica.
      Ok, non è stata una passeggiata, piuttosto una scalata dolorosa. Per raggiungere poi una vetta che a me ora non sembra un traguardo ma solo una montagna di solitudine interiore.
      Va bene, volto pagina e riparto. Domani però, perché adesso sono troppi stanca.
      Un abbraccio forte

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      1. La vittima non è lui! Non ci sono dubbi che lui possa efficacemente costruirsi l’immagine di vittima (non solo agli occhi degli altri ma anche tuoi): non abboccare. Resta ferma nella tua verità. Certo che il danno maggiore è quello sulla fiducia, che ritroviamo completamente distrutta. Per fortuna, il mondo è pieno di persone genuinamente altruiste, amorevoli e oneste.

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  11. Penelope carissima, il suo girare i tacchi ed andare via mi sa tanto da scena melodrammatica da film, ma è solo la sua mossa patetica per rigirare la frittata, un modo come un altro per pulire la coscienza perfino con se stesso, uno squallido mezzuccio per manipolarti ancora, un basso stratagemma per far leva sulla tua bontà d’animo. Non soffermarti su questi segnali non verbali sono solo strumento per dimostrare al pubblico qualcosa che non esiste. I fatti contano e non queste infime strategie.
    Normale che tu adesso ti senta travolta da un’onda enorme, ma stai certa che dopo il diluvio c’è sempre il sereno e anche per te arriverà!
    Il mio dolore ha fatto e continua a fare il suo corso, io vivo affrontandolo tutti i santi giorni, lo guardo negli occhi (il dolore, non lui) e la mia vita si è organizzata da sola, così … porto appresso questa palla al piede, ma intanto vivo, lavoro, faccio tutto quello che c’è da fare, senza di lui, col dolore appiccicato dentro, ma non mi precludo niente, chiamo le amiche, lavoro, shopping, familiari, estetista, parrucchiere, tutto anche se non ho voglia … e sai cosa succede? Che in due anni e più, adesso fa meno male il suo ricordo, sbiadisce l’amore che provavo. Ogni tanto mi vengono in mente delle frasi, le più dolorose, dei flashback, tagliano, ma non sanguino, fanno male, ma non mi uccidono e non mi tolgono il respiro come all’inizio della rottura.
    Non si tratta di abitudine al dolore, ma semplicemente di abitudine alla VITA che comunque scorre anche senza di lui. Vivi e lascia passare il tempo vedrai che starai meglio. Ok, sei senza forze, lo ero anche io, ma vai avanti, ne uscirai anche tu. Nessuno rimane ostaggio di un dolore! Passa, piano piano, devi solo avere pazienza con te stessa, l’unico sforzo che devi fare è dire Sì alla vita, che sicuramente, ti si presenterà in ogni forma, con un invito da una amica, con un cinema, con una passeggiata al mare, con un giro in macchina, con un sorso di caffè … certo io non sono Osho, ma ho vissuto tutte queste cose e così sto iniziando a ri-vivere e sorridere. Ti abbraccio forte.
    ps. Il karma, dicono, arriva sempre per tutti puntuale … a noi, ai nostri ex, arriva nessuno escluso. Concentrati su te stessa e vinci questa guerra.

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    1. Grazie Giusy e Saretta. Si devo dire che almeno sotto il profilo ” non sentimentale” i sono tuffata a capofitto in quello che rappresenta il mio sogno ritrovato e il mio riscatto rispetto alla sua cattiveria e sto incontrando persone disponibili non posso dire di no. Fermi restando i momenti di cui parlavo e ok, sono fisiologici. Per il resto vorrei essere capace di maggiore leggerezza ma ormai vedo gli uomini come esseri anaffettivi incapaci di attenzione e forieri di delusione.
      Ma pazienza. Cercherò di prendere il.buono che arriva dal resto.
      Grazie infinite della vostra vicinanza.

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  12. E’ passato da poco un anno, dall’inizio della favola con avvitamento triplo carpiato nel giro di un mesetto, proseguo nel piu’ incapace e inerte stupore per il non riuscire o voler credere a quel che stavo accettando di subire(manipolazioni, brutalizzazioni psicologiche, falsità), piu’ volte scoperta del suo gioco e piu’ volte ricapitoltata dentro, e finalmente e infine fuga, faticosa fuga.Determinata, ferma dopo aver inciampato nel blog, letto le vostre, le nostre vicende, identiche.Mi avete spalancato le porte alla vita.Sono anestetizzata, arruffata, ancora dentro un’inerzia viscosa che mi rende faticoso alzarmi la mattina, non avendo purtroppo appuntamenti fissi e quotidiani di responsabilità verso altri che mi costringano a balzare giu’ dal letto alle prime luci di ogni giorno.E se fin da quando ho detto basta ho temuto il mio vacillare, e è successo, sempre piu’ volte concretamente ho saputo recuperare l’ancora, alzare le vele e cambiare aria perchè immediatamente ho rammentato le nefandezze e questo blog.
    Abitiamo a 25 civici di distanza.Non è semplice, non ne sono fuori, lo so.Lo sarò.
    Avanti coi carri a tutte, a tutti.

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    1. Benvenuta Lisa. Quando si alza il sipario e si ha la buona sorte di acquisire consapevolezza e di leggere nitidamente cosa si nasconde dietro a certe dinamiche, succedono due cose:
      1) ci si sente finalmente liberi dai sensi di colpa e sollevati dall’oppressione del “sono io che non valgo, che non funziono, che ho un brutto carattere, che non sono abbastanza bella, buona,ricca, sexy ed intelligente”;
      2) ci si sente profondamente truffati, feriti e travolti da una rabbia forte e duratura.
      L’alternanza di queste due sensazioni caratterizzerà il nostro umore per lungo tempo.
      Tira i remi in barca, sii paziente, datti tempo e recupera le forze. Perdonati per eventuali ricadute e preparati a scivoloni e momenti di crisi.
      E, soprattutto, ringrazia il destino per averti fatto aprire gli occhi.
      In bocca al lupo cara.

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  13. E’ proprio quello che provo io da una parte il sollievo di sapere che non ero io quella sbagliata e dall’altra la rabbia che provo per non aver capito prima e aver lasciato che le mie figlie vivessero con un padre che non meritava di essere padre. Comunque ora devo pensare solo a separarmi legalmente , sono all’inizio e l’avvocato mi ha detto che con una personalità come il mio ex marito non sarà facile ma ce la faremo se io sarò determinata , io lo sono ma ho bisogno di tanta energia e forza e leggere questo blog mi aiuta, non vedo l’ora di arrivare il giorno di cui parla Penelope 2 . Via via scriverò i miei progressi perchè so che qui sono capita.

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    1. Cara Anna, benvenuta nel blog! Non sei sola, e sappi che molti di noi qui siamo stati o siamo ancora nello stesso difficile percorso. L’obiettivo è far completamente uscire lo/a psicopatico/a dalla nostra vita, alzando una barriera invalicabile tra noi e loro. So che è durissima farlo dopo una lunga relazione, di sicuro quest ‘uomo’ ha avuto tempo di fare molti danni e non tutto è recuperabile. Però c’è una cosa molto buona nel tuo caso, ovvero le vostre figlie sono già maggiorenni e tu non sei obbligata ad avere a che fare con lui per nessuna questione. Procedi molto freddamente, con pazienza (servirà molto tempo) e determinazione, lungo la strada della separazione. Lui, e chiunque vicino a lui, non è un tuo inerlocutore. Non parlare a nessuno (se non alla tua cerchia fidatissima e ristretta) di lui e delle sue azioni (anche se non hai detto molto su questo, credimi posso perfettamente immaginare, tanto sono tutti uguali). Lui farà la vittima con il mondo e ti dipingerà come una pazza, dunque forte della conoscenza di ciò che ti aspetta muoviti con molta cautela. Nessuna emozione negativa deve essere mostrata, nessuna rabbia. Ogni segno di questo tipo verrà preso dagli altri come evidenza della tua instrabilità mentale. Dunque mentre la strada legale fa il suo corso, tu punta a rafforzarti emotivamente e ad allargare la tua conoscenza su questi personaggi. La conoscenza ti sarà di enorme aiuto, psicologico e pratico.

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  14. Giusy hai centratato in tutto e per tutto lui sta facendo un’opera di demolizione di me molto forte e insieme tutta un’opera di convincimento su di me che è sottile ma insidiosa, se non fosse che sono diventata consapevole delle sue tattiche sia per gli articoli che ho letto sul blog sia perchè mi sono rivolta ad un Centro della mia città che si occupa di donne vittime di violenza sia fisica che psicologica come nel mio caso sarei fortemento a rischio di esaurimento perchè la pressione psicologica è molto forte.Sono felice di fare parte di questo blog

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