Secci, Amori Supernova e la psicoanalisi “al contrario”

 

Enrico Maria Secci ha salvato più esistenze dilaniate da disagi e sofferenze relazionali di quanto un’aspirina possa salvare dal mal di gola. Con i suoi testi illuminanti, da I Narcisisti Perversi e le unioni impossibili: Sopravvivere alla dipendenza affettiva e ritrovare se stessi, a Gli uomini amano poco – Amore, coppia, dipendenza, con ore ed ore di psicoterapie efficaci per coloro che hanno la fortuna di vivere in Sardegna, con workshop e corsi di aggiornamento e milioni di visite al suo blog Therapy, si pone come uno degli studiosi più esperti di relazioni tossiche e disagi relazionali. Mia personale ancora di salvezza, insieme a Cinzia Mammoliti, nel caos lasciato dall’esperienza distruttiva che ha segnato la mia esistenza qualche anno fa, Secci è al primo posto nella classifica degli articoli di Relazioni pericolose. Con quasi 60.000 visualizzazioni, la sua intervista di qualche tempo fa continua a richiamare l’attenzione di tutti coloro che approdano al blog e vi trovano conforto. Recentemente ha scritto Amori Supernova, psico-soccorso per cuori spezzati senza un perché, che spiega perché una relazione può interrompersi di colpo lasciando nella vittima un trauma psicologico profondo.

Dottor Secci, partiamo dal titolo del suo libro: in astronomia il termine Supernova si riferisce a un’esplosione stellare in grado di liberare una quantità di energia superiore a quella del Sole. Cosa l’ha indotta a utilizzare lo stesso termine per definire quelle personalità in grado di metter fine a una relazione apparentemente solida e appagante senza un motivo, senza una parabola discendente, senza riuscire a dare spiegazioni, in altre parole abbandonando brutalmente e crudelmente un altro essere umano?

 Comunemente usiamo metafore ‘astronomiche’ per definire il comportamento umano. Per esempio, diciamo che qualcuno è una ‘meteora’ per riferirci a chi si sofferma brevemente in un rapporto per poi sparire senza lasciare traccia. Usiamo espressioni come ‘essere solare’ o ‘avere la luna storta’ per connotare i nostri stati d’animo. Così in Amori Supernova, ricalcando il linguaggio comune, ho trovato che niente come le Supernove possa spiegare in modo intuitivo e profondo gli amori disastrosi descritti nel libro, il trauma da abbandono catastrofico e la struttura di personalità che provoca tutto questo dolore.

Quello delle relazioni troncate senza motivi apparenti è un ambito inesplorato in psicologia, anche se nelle mia esperienza clinica si tratta di uno dei fattori di stress patologici e patologizzanti più frequenti in età adulta. Chi viene lasciato al culmine di una relazione appagante, autentica e progettuale subisce una mutilazione gravissima e assolutamente imprevedibile. Il trauma che ne deriva è paragonabile a un cataclisma, infatti le vittime delle Personalità Supernova sviluppano tutti i sintomi del disturbo da stress post-traumatico e hanno bisogno di essere protette, comprese e supportate.

Invece, è comune l’idea colpevolizzante e superficiale che se uno viene abbandonato senza un perché, in fondo ‘se la sia cercata’ … che ne sia responsabile. Questo stereotipo appone sulle vittime uno stigma sociale che aggrava la condizione disperata, prossima alla malattia e al suicidio, di chi incolpevolmente ha subito l’esplosione della/del partner dovuta a fattori di personalità, schemi disfunzionali e psicopatologie latenti come il narcisismo e la depressione. Perciò nel libro inquadro una struttura di personalità chiamata Personalità Supernova.

A parte la metafora, nessuno dei disturbi di personalità noti soddisfa i criteri diagnostici delle persone Supernova, perciò ho dovuto concettualizzare una cornice diagnostica completamente nuova e, allo stesso tempo, inventare un linguaggio per dare un nome, un senso e un perché ad abusi emotivi sino ad oggi banalizzati o razionalizzati con leggerezza.

Chi di noi non ha vissuto o ha assistito alla distruzione esplosiva e immotivata di un rapporto sano e bellissimo? Chi di noi vive o ha accanto persone emotivamente devastate da questo fenomeno relazionale dell’esplosione di un amore percepito sino a un momento prima come un posto sicuro? Supernova, dunque, è la parola giusta per descrivere l’immanenza, la potenza e la brutalità traumatizzante con cui certi amori finiscono e le persone Supernova agiscono compiendo, loro malgrado, un crimine relazionale ai danni di una persona innamorata e inerme.

La questione ‘Amori Supernova’ è molto seria. Nel libro ho omesso casi cruenti: suicidi, ictus, malattie autoimmuni gravissime susseguenti all’abbandono radicale. Di crimini affettivi ci si ammala e si muore per davvero. Ho preferito raccontare storie drammatiche ma non letali, per non spaventare.

 I partner Supernova escono dalla cornice psicopatologica del narcisismo perverso ma sono comunque personalità con conflitti interiori e un equilibrio psichico disfunzionale. Non essendo presenti inganni, invidie e menzogne e non essendo queste persone incostanti e inattendibili, riconoscerle e salvarsi diventa ancora più difficile. Esiste una qualche forma di prevenzione? Quali potrebbero essere i campanelli d’allarme?

Nel libro descrivo minuziosamente il profilo delle persone Supernova. Sono individui incapaci di tollerare il conflitto, fragilissimi, ansiosi, ossessivi, disorientati. Usano l’innamoramento come uno psicofarmaco e sono incapaci di provare amore perché non tollerano la frustrazione di scoprire che l’altro è diverso da sé.

I principali campanelli d’allarme sono tre. In primis, la tendenza a rappresentarsi e agire come ‘santi’, sempre, qualunque cosa succeda. Le Supernove vogliono apparire ostinatamente ‘buone’ e ricevere dall’esterno il riconoscimento unanime di ‘correttezza, affidabilità, serietà’.

Un secondo segnale, importantissimo, sono i disturbi psico-somatici ricorrenti: mal di schiena, emicranie, problemi gastro-esofagei, disturbi posturali, respiratori, sindromi dermatologiche. Nelle Personalità Supernova questi problemi si presentano sin dall’inizio della relazione in corrispondenza di situazioni emotive, positive e negative.

Il terzo segnale é l’inibizione emotiva, indicata da una comunicazione grigia, neutra: mai critiche, mai conflittuali, ma mai ‘ti amo’, o quasi. Mai ‘mi piaci’, ‘voglio fare l’amore con te’, ‘ti desidero’. Anche nella sfera della sessualità questi soggetti risultano rigidi, procedurali e, molto presto, instaurano regole a letto: divieti, silenzi, scarso desiderio. Le Supernove giustificano la propria inappetenza sessuale con i sintomi psico-somatici o appongono la semplice insegna ‘Io sono fatto/a così’. Prendere o lasciare.

  A differenza dell’abbandono da parte di un narcisista o uno psicopatico, che scarica tutte le responsabilità sull’altro/a provocando in questo/a dolorosissimi sensi di colpa, la fine improvvisa di un rapporto Supernova è caratterizzata dall’assoluzione piena della vittima e dell’assunzione di responsabilità da parte di chi lascia. “Non ti amo più e non so perché” è la frase d’ordinanza di queste separazioni. Qual è questo misterioso perché?

 Questo ‘misterioso perché’ lo svelo nel libro, dove mi baso su molti casi clinici e documento anche la mia storia. Come psicoterapeuta penso sia stato fondamentale includere la mia storia, unirla a quella delle persone con cui lavoro. Perché ogni psicoterapeuta è un caso clinico a propria volta e lavora costantemente su se stesso, se parliamo di professionisti seri.

Nel saggio entro ed esco di continuo, per me è stata una terapia, un movimento tra persona e ruolo, una danza, che ogni professionista della salute mentale, e non solo, dovrebbe apprendere.

Il ‘misterioso perché’ dell’abbandono radicale, delle Personalità Supernova e del trauma che provocano emerge nel saggio come in un romanzo. Volevo essere delicato, ma rigoroso. Ho cercato di mettere insieme il romanzo e il saggio psicologico. Spero di esserci riuscito, almeno in parte. Per ora, le recensioni sono emozionanti e ‘Amori Supernova’ è già in classifica nei principali store online come Amazon, Internet Book Shop, Kobo e Mondadori.

  Lei sostiene che in queste conclusioni improvvise la sofferenza, la confusione e il danno psicologico riguardano entrambi i partner, che il danno esistenziale creato da una relazione felice conclusa d’impeto colpisce sempre e drammaticamente anche chi abbandona e che sia una credenza errata ritenere che chi ha interrotto il legame proseguirà la sua vita sereno nel sollievo del distaccoDavvero?

 Davvero, sì. Molti miei pazienti sono Supernove. Vengono in studio, piangono, si disperano: hanno escluso dalla propria vita la persona migliore che abbiano incontrato e non sanno il perché; si sentono annullati, ovattati, delusi di se stessi, falliti. Lavorare con le Supernove è molto difficile, perché hanno sviluppato un falso Sé immane, prevaricante e desiderano, anche in terapia, che il terapeuta convalidi questa identità falsata.

È drammatico pensare che le Supernove riescano a manipolare anche i terapeuti, ottenendo non un cambiamento, ma la mera e drammatica validazione della loro inautenticità. Se il terapeuta è impreparato sulle tematiche della dissociazione, del narcisismo nascosto e della depressione latente, la terapia ruota per anni e anni intorno a sintomi multiformi (somatizzazioni, fobie, ansia), mentre ‘consacra’ il Santo.

In altre parole, la sofferenza delle persone Supernova non viene compresa e, anzi, c’è il rischio che la loro ‘bontà’ si cronicizzi … sino all’esplosione, congegnata affinché, di fondo, danneggi un altro, sebbene anche chi abbandona immotivatamente stia malissimo e si accorga (troppo tardi) di aver solo peggiorato la propria vita.

Nella mia esperienza, con una psicoterapia adeguata, mirata, la Personalità Supernova può accedere a un sistema di significati nuovo, riparare al dolore, all’amputazione relazione praticata su di sé e sulla/sul partner. Nei capitoli conclusivi del mio libro ho raccontato come si sono evoluti i casi. Alcune coppie hanno superato l’esplosione e sono ‘atterrate’ sul pianeta Amore.

 Il blog Relazioni pericolose si arricchisce sempre più di commenti di vittime che denunciano la scarsa efficacia della psicoterapia nel recupero e nella guarigione dal trauma da abbandono. La base della psicoanalisi è la ricerca della causa della sofferenza psichica in qualcosa che è successo nell’infanzia. Che senso ha, nel recupero e nella riabilitazione da questo genere di traumi, rinvangare e scavare nel passato di chi soffre? Impegnarsi in sedute e sedute di terapia senza vedere miglioramenti non fa perdere alla vittima ulteriore fiducia in sé?

 Sono convinto che una terapia funzioni dal primo incontro e comunque entro le prime dieci sedute. Personalmente, interrompo le terapie ‘statiche’ -quelle non produttive, le ‘chiacchierate’- perché credo che, da un punto di vista etico, sia scorretto continuare un percorso quando un paziente non migliora.

La mia modalità è fare solo sedute necessarie, mai una di più, né una di meno all’interno di un setting terapeutico rigoroso che prevede un piano terapeutico specifico e condiviso. Scavare nel passato della vittima non ha alcun senso quando l’anamnesi è ‘specchiata’, ovvero quando l’evento traumatico, di fatto, appartiene al presente.

Capita più spesso di quanto si pensi che uomini e donne scoprano da adulti cosa siano la depressione, l’ansia, l’angoscia. Capita nelle storie d’amore disfunzionali. Tutti noi possiamo in ogni momento metterci a rischio, diventare vulnerabili indipendentemente dall’amore che i nostri genitori ci hanno dato, indipendentemente dal nostro passato felice. I narcisisti e i ‘supernova’, in questo senso, rappresentano autentici kamikaze emotivi. Esplodono, devastano, annientano. I nostri genitori e il nostro passato spesso c’entrano poco o niente nel momento in cui siamo ridotti alla condizione di bambole spezzate, di rottami emotivi …

 Non crede che ci sia un problema di formazione degli operatori? Mi spiego meglio: le dinamiche sociali e relazionali sono cambiate tantissimo negli ultimi 30-40 anni. Ci si conosce in rete, ci si lascia su Whatsapp, addirittura ci sono psicopatologie e dipendenze che sfociano nell’uso incontrollato di social network e siti di incontro online. Eppure si continua a curare le vittime facendo ricorso a protocolli psicoterapeutici del passato e un analista che ha in cura pazienti affetti da disordini alimentari spesso si occupa anche di disturbi post traumatici da stress. E’ come andare da un dermatologo per la gastrite, non le pare?

 C’è ancora molto da fare sulla formazione degli psicoterapeuti in terapie specifiche per i traumi emotivi in età adulta come gli Amori Supernova. Io faccio la mia parte attraverso il blog, i libri, le docenze nelle scuole di psicoterapia. Riscontro ancora molta reticenza e paura nel mio ambito. Pochi di noi terapeuti, per ora, sono disposti ad accettare che il ‘dogma’ freudiano della responsabilità assoluta della persona circa i drammi del suo passato, presente e futuro sia una superstizione, o quasi. “I narcisisti perversi e le unioni impossibili” ha avuto un successo inspiegabile per me, finché non ho capito una cosa: utilizzo un modello che ribalta completamente le fasi della psicoterapia. Prima di tutto mi concentro sugli schemi disadattivi dell’altro/a percepiti dalla/dal paziente. Innanzitutto sostengo i pazienti nella costruzione di una narrazione del rapporto coerente con l’indifferenza, gli abusi, i silenzi e i sintomi del/della partner. Insomma, faccio una psicoanalisi al contrario. Parto dal presente, attraverso il passato e stimolo scenari futuri.

Analizzo da prima l’altro … così come è rappresentato nel vissuto traumatico della vittima. Funziona molto bene. Applico lo stesso metodo in “Amori Supernova”. Parti dall’altro, da quello che l’altro fa, da come lo percepisci e arriverai alla necessità di difenderti, ritrovarti, guarirti. È un metodo che attiva rapidamente risorse e promuove profondi insight su se stessi.

 Torniamo all’affascinante metafora cosmica delle Supernova: le esplosioni galattiche non producono solo antimateria, distruzione e buchi neri. Il sistema solare, la nascita della Terra, la stessa Vita ha avuto origine da un’immensa esplosione. Quella che chiamiamo “fine” può rappresentare l’inizio di qualcosa di più bello e appagante?

 Secondo gli astronomi le Supernove sono all’origine della Vita. Per quanto appaia incredibile, l’orrore e il dolore, la vergogna, la non amabilità e l’abulia derivanti da un abbandono radicale, anche in ambito psicologico, possono costituire un’occasione cruciale per aprirsi alla vita, attivare nuove risorse, cambiare, migliorare e crescere. Questo vale soprattutto per le ‘vittime’.

Purtroppo le personalità supernova tendono a mantenere un assetto letargico, depressivo, pseudo-adattivo molto a lungo. Il loro modo è rifugiarsi nella mediocrità.

Dopo il crimine dell’abbandono la loro vita non migliora, a meno di una terapia mirata.

Una cosa che chiedo ai miei pazienti è sempre: “Qual è il valore del tuo dolore oggi?”. In molti convengono sul fatto che, tutto considerato, hanno vissuto un amore bellissimo. Riconoscono che il loro dolore è valido, valoroso. Arrivano a capire che la sofferenza prolungata che affronteranno somiglia alle complicazioni della frattura scomposta di un arto: richiede tempo, pazienza, tolleranza. Prevede l’immobilità e una lunga convalescenza. La psicoterapia, nel frattempo, svolge la funzione capitale di sostenere le vittime nei momenti più difficili e accompagnarle verso una consapevolezza nuova, integrata e completa del trauma subito.

 Le faccio un’ultima domanda, ma rispondere ovviamente non è obbligatorio: nel libro fa esplicito riferimento alla sua Supernova. Anche uno psicoterapeuta bravo e navigato come lei può incorrervi. Quanto cose ha imparato, quanto è cresciuto Enrico Maria Secci a causa o grazie alla sua Supernova e, soprattutto, come ha fatto?

 Quando la mia supernova è esplosa ho fatto tre cose.

La prima è stata tornare urgentemente in psicoterapia. Chi fa seriamente il mio lavoro non ha paura di essere un paziente e si rivolge a un collega in situazioni critiche anche se ha già fatto psicoterapie negli anni di formazione. Tornare in terapia è stata la mia salvezza.

La seconda cosa è stata sottrarmi ai ‘giochi’, quelli descritti nel libro: il gioco del Santo, la celebrazione dell’ucciso, la micro-colpevolizzazione, il ‘gioco degli amici’, ecc … È stata la mia salvezza, è stata la salvezza per tanti, tantissimi ‘casi supernova’. Disinvischiarsi, disintossicarsi, lasciare andare. È quello che ho imparato.

La terza e ultima cosa che ho fatto è scrivere un libro: ‘Amori Supernova. Psico-soccorso per cuori spezzati senza un perché’. Un libro sull’amore, sull’abbandono e sulla salvezza. E poi mi sono ripetuto ogni giorno: QUALUNQUE COSA TI ACCADA NON CHIUDERE IL TUO CUORE.

Intervista di Titti Damato

3 thoughts on “Secci, Amori Supernova e la psicoanalisi “al contrario”

  1. Bellissima intervista, complimenti Astra!
    Il tuo dialogo con il Dott. Secci è illuminante e ti rinnovo la mia stima nei tuoi confronti e in quelli del Dott. Secci, è grazie al suo blog e ai suoi articoli che sono approdata qua e ho trovato delle persone meravigliose, disposte all’ascolto, al supporto, a un consiglio.
    Mi è servito tanto e mi serve ancora.
    Le parole di speranza, alla fine dell’articolo, mi danno forza e coraggio.
    Grazie.

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