Il “gioco” dello stupro di gruppo

 

In che anno siamo, in che Paese viviamo?” si domanda Francesca Puglisi, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno del femminicidio, commentando la frase choc del sindaco un paesino del napoletano, che definisce “una bambinata” lo stupro di gruppo da parte di un gruppo di minorenni nei confronti di una bambina di 15 anni. Il commento di Michele Palummo, primo cittadino di Pimonte, fa riflettere e si incastra a perfezione con l’indifferenza della comunità: “Nun sapimm niente e nun interess niente” commenta una donna intervistata a La7.
Il sindaco in questione non è degno del ruolo che ricopre, continua Francesca Puglisi. Uno stupro di gruppo è un reato odioso e molto grave, non una bambinata.

La bufera scatenata dalle affermazioni del sindaco riaprono l’annoso tema del ruolo istituzionale nel contrasto alla violenza di genere. Fin tanto che le istituzioni non prendono rigide e severe posizioni contro la violenza sulle donne, poco si riuscirà a fare per combatterla efficacemente. Ci domandiamo se un sindaco del genere possa restare alla guida di un comune, seppur di 6.000 anime. E soprattutto se sia giusto che quei 14 ragazzi autori dello stupro camminino indisturbati per le strade del paese mentre la povera vittima è stata costretta a trasferirsi in Germania per combattere l’isolamento a cui era stata confinata dopo l’accaduto. Roba da pazzi, lasciatemelo dire.

Astra

2 thoughts on “Il “gioco” dello stupro di gruppo

  1. In questo mondo non mi sto più ritrovando. Ho indossato nuove lenti e vedo vedo mi indigno.
    Spero che la giovane età della vittima possano aiutarla a superare più velocemente un’aggressione così violenta. Sta di fatto che quel sindaco rispecchia il sentire ancora di molte persone. Pazzesco.

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  2. E’ difficile commentare una cosa simile senza cadere nella banalità.
    Ma la banalità nasconde purtroppo una verità tragica, probabilmente: quella di una società in cui il la dignità e la vita degli altri non hanno alcun senso perché il rispetto per gli altri non viene proprio più insegnato in favore dell’affermazione egoistica di se stessi. Il proprio istinto, il proprio interesse, il proprio prima di ogni altra cosa.
    Il disprezzo delle regole è camuffato con un malinteso senso di libertà purtroppo con esempi spesso anche dall’alto, da parte di chi invece dovrebbe con il proprio comportamento indicare la via da seguire.
    E i genitori contestano gli insegnanti che redarguiscono gli allievi., i ragazzi si sentono autorizzati a considerare una ragazza come un oggetto da poter usare per il proprio divertimento o per sentirsi forti, due deficienti (quelli di un noto supermercato) e un chiudono una donna con problemi in una gabbia per vedere l’effetto che fa.. e un coglione (scusate non c’è altro termine) di sindaco (appunto dovrebbe dare l’esempio) sminuisce un atto di una gravità inaudita.
    E’ il paese della libertà, quello che è diventato grazie anche allo sdoganamento di comportamenti volgari e arroganti di chi ci ha governato e ci governa, oltre al decadimento dell’educazione nella perdita di un unico fondamentale concetto di base: il rispetto.

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