Femminicido, non si muore di sole coltellate: la violenza psicologica arriva all’attenzione dei poteri dello Stato

La violenza psicologica arriva all’attenzione del terzo Palazzo dello Stato, dopo Quirinale e Senato. La presentazione di Relazioni pericolose alla Camera dei deputati ha dato l’opportunità di portare all’attenzione del potere legislativo e di quello giudiziario il tema degli abusi psicologici, spesso preludio di quelli fisici e causa di femminicidi indiretti ma putroppo imperseguibili e impunibili. Non si muore solo di coltellate e colpi di arma da fuoco. Ci si ammala e si muore anche a causa del lento stillicidio che una persona disturbata mette in atto nei confronti di chi gli vive accanto. Ricatti morali, minacce mascherate e manipolazioni mettono a dura prova l’equilibrio psicofisico dell’essere umano, provocano stress, malattie e possono persino istigare al suicidio. E’ necessario che anche la violenza psicologica venga disciplinata e configurata come condotta illecita. E’ solo il primo passo del grande lavoro che questo blog sta portando avanti anche grazie al contributo dei suoi lettori.

_BAT1862Potete seguire il video integrale della presentazione di Relazioni pericolose alla Camera dei deputati cliccando qui.

Astra

6 thoughts on “Femminicido, non si muore di sole coltellate: la violenza psicologica arriva all’attenzione dei poteri dello Stato

  1. Cara Astra , ho appena guardato il video della presentazione del libro al Parlamento e ti faccio i miei complimenti .
    Ho molto apprezzato il tuo intervento e che tu abbia messo l’accento sul fatto che non si conoscano a sufficienza i disturbi di personalità anche nella formazione degli psicoterapeuti e le difficoltà nel riconoscimento di violenze psicologiche che ne conseguono , agite da questo tipo di persone .
    Mi è piaciuto anche l’intervento della Dott.ssa Mammoliti , che ha rafforzato il concetto appena espresso e mi ha colpito il fatto che , spesso , in ambito processuale questi personaggi riescano a passare per vittime pur essendo i carnefici , questo la dice lunga sulla mancanza di preparazione e di conoscenza sui disturbi di personalità .
    E questo l’ho notato anche nell’intervento del pm ( non mi ricordo il nome ) , la quale pur svolgendo il suo lavoro con competenza e passione , credo non abbia chiari certi meccanismi da alcune cose che ha detto nel suo intervento:
    1) Ha detto che lei ha a che fare con persone in grado di intendere e di volere , coloro che hanno disturbi di personalità hanno capacità di intendere e di volere ma questo non li rende meno pericolosi e abusanti .
    2) Diceva , anche , parlando degli strumenti o dei provvedimenti da mettere in atto quando riceve denunce di abusi da parte delle vittime , del consiglio di fare una terapia di coppia . La cosa peggiore , come sappiamo , per la vittima .
    Ho apprezzato anche l’intervento del Dott. Cianconi , seppur focalizzato sui casi limite .
    E’ un bel primo passo , mi sembra che ci sia ancora molta strada da fare .
    Per questo ti ringrazio , la tua competenza è indubbia e il tuo impegno ti fa onore .
    Scusa se mi sono dilungata .
    Ancora complimenti .

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    • Ciao Stellina, concordo sui luoghi comuni e i fraintendimenti in cui molti, magistratura compresa, inciampano. Speriamo che alla discussione alla Camera segua almeno la curiosità, da parte delle istituzioni, a saperne di più ed approfondire il fenomeno.

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      • La presentazione del libro alla camera e il tuo intervento dovrebbero portare a quanto auspicato .
        Ti aspetto a Cagliari , quando verrai a presentare il libro .

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  2. Astra complimenti un passo molto importante. Vederti e sentirti mi ha dato una sensazione incredibile, perdonami se lascio un commento solo di emozioni. Amo la Dott.ssa Mammoliti e il Dott.Cianconi per quanto sappiano bene descrivere il fenomeno. Alla prossima occasione qualsiasi essa sia farò l’impossibile per assistere di persona.

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  3. Buongiorno Astra e tutte le/i partecipanti al blog.
    Cara Astra rinnovo il mio apprezzamento per l’iniziativa.
    Oltre, naturalmente, al tuo intervento (lieta di averti “conosciuta” se pure virtualmente), ho apprezzato in particolare quelli dello psichiatra e della dott.ssa Mammoliti. Molto interessante il tutto ovviamente.
    Per quanto riguarda lo psichiatra, mi ha colpita, tra l’altro, l’attenzione richiamata sulla opportunità di essere prudenti (almeno io l’ho intesa cosi) nell’uso del termine “psicopatico” e mi chiedo, e Ti chiedo, se non si corra, effettivamente il “rischio” che questa definizione non sia utilizzata troppo spesso e anche per indicare casi che non sono di psicopatia in senso stretto.
    Uno psichiatra che conosce mio marito mi ha detto di intravedere in lui una vena paranoica, senza arrivare però a definirlo psicopatico o paranoico tout court.
    Inizio a prendere qualche appunto per l’eventuale organizzazione di un evento in loco e ti fornirò i miei recapiti.
    Per quanto mi riguarda, vi aggiorno a breve.
    Il mio “ah Ha moment” è arrivato. Non una lampadina, ma un fulmine silenzioso che ha incenerito la strada sulla quale cammino.
    A presto.

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    • Penelope cara, sono decisamente d’accordo sulla cautela che bisognerebbe adoperare per etichettare chiunque, dal narcisista “benigno” a quello perverso , al paranoico, allo psicopatico, al bordeline. In realtà ben poco dovrebbe interessarci. Una volta che si sono messi a fuoco nel proprio compagno tratti non lineari e tossici bisognerebbe prendere le distanze e mettere in atto una procedura di sicurezza volta al suo allontanamento. Per il proprio bene e per quello di eventuali figli.

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