Quando la psicoterapia non guarisce

Uscire dal trauma è difficile principalmente perché siamo arrabbiati con noi. E’ difficile perché sappiamo che la colpa è per il 70% nostra. Non abbiamo voluto vedere le red flags, ossia dar retta ai campanelli di allarme che suonavano all’impazzata durante la relazione. Questa rabbia rivolta a noi, che accompagna quella provata nei confronti dell’autore del danno, compare nella seconda fase della sofferenza, quando ormai abbiamo ricomposto i pezzi del puzzle e ci siamo resi conto di essere stati truffati, al pari dei vecchietti che aprono la porta di casa a un ladro credendolo un angelico impiegato che deve prendere la lettura del gas.

In tanti mesi di blog, di confronto con le vittime, di lettura e di studi di psicologia, ho realizzato che guarire da questa tipologia di sofferenza è molto complicato. Siamo più clementi con chi ci fa del male che con noi stessi. Giustifichiamo tradimenti, perdoniamo maltrattamenti, soprassediamo alle menzogne più eclatanti e irrispettose ma quando si tratta di assolverci naufraghiamo in un bicchier d’acqua.

Forse è una forma di narcisismo nascosto, di esagerato amor proprio, di senso di superiorità violato e denigrato. Vero è che la cicatrice conseguente a questo tipo di sofferenza è profonda e difficile da far sparire.

Ecco che dovrebbe venir in aiuto la psicoterapia. Ma non quella che cerca a tutti i costi di rinvangare nel nostro passato per scovare i traumi infantili. E nemmeno quella interminabile di decine e decine di sedute volte a ricercare la ferita dell’Ego che ha consentito al “germe” di entrare nel proprio sistema di difesa emotiva, infettare tutto e farlo a pezzi. Serve qualcuno che spieghi cosa si abbia subito, come funzionano le menti di questi personaggi così deviati e cosa si nasconde dietro a questo disturbo del comportamento. In altre parole, perché “loro” sono così diversi da “noi”.

“Non possiamo evitare ciò che non riconosciamo e non possiamo guarire da ciò che non possiamo identificare” scrive Sandra L.Brown. Niente di più vero. Il primo passo verso la guarigione è proprio prendere atto di ciò che ci è capitato, studiarlo e sviscerarlo nei minimi particolari. Solo in un secondo momento si può pensare di individuare cosa in noi non ha funzionato, concentrarsi sulla falla del proprio “sistema immunitario emotivo”, fortificarsi e fare in modo che non accada più.

Purtroppo sono pochi gli psicoterapeuti che sanno trattare questo problema. Sono pochi soprattutto perché non glielo insegna nessuno. Si esce dalle facoltà di psicologia di questo Paese senza avere la minima idea di cosa si nasconda dietro alla piaga sociale della violenza di genere. Di quali possano essere le cause primarie della violenza fisica e psicologica contro le donne. E di quali possano essere i rimedi contro il narcisismo, il protagonismo, l’egocentrismo, la sociopatia e la psicopatia degli esseri umani.

Fino a che non insegneranno al medico a curare il proprio paziente, il malato e le sue vittime non guariranno mai.

Astra

35 thoughts on “Quando la psicoterapia non guarisce

  1. E’ un’impressione molto forte che ho anch’io. E mi rendo perfettamente conto che la violenza di genere è incomprensibile per le persone comuni che non ci son passate. “Vabbè,dai , l’hai lasciato, ne troverai un altro ” è stata la frase che mi son sentita dire più spesso . Un paio di cose :chiodo non schiaccia chiodo ,e devi capire perché hai accettato ti fosse fatto del male .Non basta trovarsene un altro, uno a caso ,per ricominciare a vivere. Di mio ho avuto la fortuna di conoscere una donna che ci è passata , e che mi ha aiutata moltissimo a guardare , sempre con maggior distacco, l’insieme . E ‘dura rendersi conto che siamo state noi a permettere ci sia stata fatta violenza ,ma credo che la chiave stia nel comprendere le proprie debolezze ed accettarle con benevolenza . Per poi rafforzarsi pian piano . ” Lui” lo incontro spesso seppur in modo casuale. Capisco che ci sta ancora tentando con me nonostante abbia già trovato un altra vittima. Come lo vedo? Come un fantasma che cammina trascinandosi dietro il peso di un’anima incapace di amare . Un uomo che però non ha nessuna voglia di cambiare , di mettersi in gioco. “Lui” andrà avanti così per sempre, io sto imparando ad amarmi sempre un pò di più. Ma non sempre una Laurea in Psicologia permette di capire le sfumature e il perché degli incastri tossici .

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    • No però i futuri psicologi dovrebbero studiare queste dinamiche. E invece non ci sono esami che le trattano. Te lo dico perchè sto prendendo la laurea in psicologia e non riesco a fare una tesi su questo argomento: non si sono corsi che trattano psicopatia, narcisismo perverso e trauma da narcisismo e pertanto relatori che possano seguirti.

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  2. Le stesse cose che dicono a me..troverai un.altro, devi uscire, non ti meritava ecc..ma il dolore x aver tradito noi stesse non lo cura una frasetta così tanto x dire..prima di conoscere questo blog avevo gia letto molto. Ma qui mi rafforzo e ricompongo il puzzle. Sarà un percorso lungo e faticoso ( lasciata ripresa più volte, dopo tradimenti, bugie, manipolazioni, triangolazioni, violenze verbali e fisiche ) ..altroché trovare un altro o uscire e divertirmi..ho bisogno di sanare o almeno iniziare a sanare queste piaghe..ma spero di farcela e un giorno se mi ricapitera davanti che mi veda libera e serena..
    È un essere spregevole..e non mi dilungo perché parlare ancora di lui è dargli troppa importanza.

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    • ho vissuto e purtroppo vivo anch’io una situazione analoga. Sono molto lucida nell’esame delle violenze che subisco ma faccio molta fatica ( piu’ di un anno) ad allontanarmi definitivamente. E’ come se fossi divisa a metà tra la mia parte razionale che mi impone di scappare ed una parte e motiva che resta bloccata in questa storia malsana.

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      • Stefania, capisco cosa vuoi dire quando parli di parte razionale e parte emotiva in conflitto. Per uscirne devi usare la tua parte razionale. Ma anche l’istinto, di cui devi fidarti.

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      • Anche io sono divisa tra la mia parte razionale che mi dice”Scappa” e la mia parte emotiva che mi fa ripensare. Sono combattuta. Certo è che provo rabbia e dolore.
        Faccio colloqui psicoterapeutici ma non trovo giovamento , non “guarisco ” . Anzi la terapeuta mi dice di “portarmi a casa ” quel poco che LUI mi dà , fosse anche solo un messaggio scritto ogni tanto visto che la presenza fisica non c’è perchè lui con strategie manipolative si è allontanato.Non ci capisco più niente.

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      • Io invece ti dico di NON PORTARTI A CASA NIENTE. Lasciagli pure le briciole che è disposto a darti e cerca di recuperare la consapevolezza del tuo valore. Ciascuno di noi merita amore e rispetto. Perchè pretenderli proprio da chi non te li vuole dare?

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      • D’accordo, Non devo portarmi a casa niente. Sono parole sacrosante.
        Perchè la psicoterapeuta a me dice il contrario ?

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      • Una psicoterapeuta che ti dice di portarti a casa le briciole devo capire che strategia sta mettendo in atto. Secondo me puntare al recupero della propria autostima e del proprio valore è la priorità. Secondo te raccogliendo i suoi frammenti di tempo e attenzione si può arrivare a questo?

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      • Dal punto di vista logico , no ,nel senso che non si fa un lavoro sul proprio valore raccogliendo frammenti di tempo di un messaggio , nemmeno più di presenza fisica.
        Approfondirò la questione con la psicoterapeuta nel prossimo colloquio. Sento rabbia nei riguardi della terapeuta perchè non mi sta guidando nella direzione giusta , altrimenti non sarei qui a scrivere per avere una risposta e pace ai miei tormenti di rabbia e dolore.

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      • Annamaria, sono curiosa di sapere cose ti dice la psicoterapeuta. Purtroppo, come ho avuto modo di sostenere martedì scorso alla Camera dei deputati, c’è una carenza formativa strabiliante da parte di quelli che dovrebbero essere gli specialisti del settore.

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    • Speriamo che gli psicoterapeuti che dovranno prendere in cura le prossime generazioni si documentino e approfondiscano queste tematiche. E’ uno degli argomenti che vorrei affrontare il 23 maggio alla Camera dei deputati alla presentazione di Relazioni pericolose.

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      • Grande Titti…. in Italia si parla pochissimo di personalità disturbate e, passami il termine, disturbanti! Ho sentito parlare la Bruzzone qualche volta nel corso di programmi televisivi nei quali trattavano casi di femminicidio, ma sono convinta che il più del pubblico non abbia nemmeno idea di quanto siano distruttivi certi soggetti, anche se non arrivano ad uccidere. Ci vorrebbe una maggiore informazione già nella scuola, personalmente ho la convinzione che siano molti i fattori che porteranno ad una diffusione preoccupante di queste patologie. Per quanto riguarda la preparazione degli psicologi/psicoterapeuti in materia, sono assolutamente concorde con te, pur facendo un lavoro che non ha nulla a che vedere con questa materia, alcuni miei colleghi sono laureati in psicologia, mi sono ritrovata a parlare con loro dell’argomento e mi hanno detto di non sapere nulla in merito, ne sappiamo molto più noi che l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle e ci siamo documentate/i in merito! Ogni volta che leggo un tuo articolo mi si accappona la pelle perché ciò che scrivi pare la descrizione di sensazioni che ho provato sulla mia pelle e dentro me. Grazie

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  3. Grazie Astra , è proprio così .
    Io sono esattamente in questa fase , non riesco a perdonarmi , mi punisco inconsapevolmente negandomi le cose belle della vita , sopravvivo .
    Lavoro e basta , solo dovere e nessun piacere .
    Spesso ho letto , in articoli superficiali sull’argomento , che noi vittime di narcisisti saremmo delle donne deboli , non penso sia così .
    Siamo state stuprate nell’anima , truffate nei sentimenti e manipolate da una persona molto abile nel presentarsi per quello che non era , ci siamo fidate del nostro uomo come è normale che accada in un rapporto d’amore .
    Ora mi guardo allo specchio e non vedo più la donna che ero , vedo quella che ha dipinto lui , ma quella donna c’è , è solo nascosta a leccarsi le ferite .
    La ritroverò , lo prometto a me stessa .
    Buona giornata a tutte .

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  4. Eggià Stellina, al contrario di quello che alcuni pensano e scrivono questi si scelgono donne forti, di solito sicure di se, capaci, generose, affidabili. Poiché parassitano le loro vittime, quelle da cui possono prendere poco vengono relegate a ruoli di secondaria importanza. Quelle forti, capaci, piene di risorse, vengono usate come risorsa primaria. Hai spiegato benissimo come ci sentiamo alla fine. Non abbiamo più la nostra solita immagine di noi, visto che l’abbiamo sostituita con quella che ci hanno cucito addosso loro. Basta far passare qualche mese e piano piano cominciamo a ritornare quelle che eravamo! Ovvero meravigliose 🙂

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  5. Stellina ciao, non sono la persona adatta a cercare di confortarti, dato che non riesco a sostenere me stessa ma vediamo se facendoci forza l’una con l’altra qualcosa si smuove. Intanto penso che tu sia stata forte e coraggiosa, come io non sono stata capace di essere perché ho fatto un passo indietro che mi sta solo danneggiando e ancora non riesco a capire. Quindi quella patologica sono io.
    La donna che eri esiste, quindi può tornare. Ti auguro con tutto il cuore che questo avvenga prima possibile.

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    • Ciao Penelope , questo blog mi aiuta molto ed è vero che darci forza a vicenda è un toccasana .
      Non considerarti debole o patologica , stai affrontando la situazione e prendendo consapevolezza .
      Quando avrai chiaro il quadro della situazione , qualsiasi essa sia , prenderai le giuste decisioni per la tua vita , credi in te stessa .
      Se un anno fa mi avessero detto che avevo a che fare con un narcisista mi sarei fatta una risata , ci vuole tempo per analizzare , metabolizzare e accettarlo .
      Sono certa che troverai il bandolo della matassa e saprai decidere ciò che è meglio per te .
      Grazie ! 🙂

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  6. Stellina mi sento cone te..sparito da tre gg e io mi sento sprofondare. Io vegeto..anche il lavoro lo sto trascurando..la cosa brutta è che nonostante è andato via di casa da quasi un mese , ha lasciato tutto aperto..contratto di casa che è cointestato, conto in banca, doto nostra sul suo profilo fb, pass della sua mail che non.ha modificato…insomma..mi mette in confusione. Non c e coerenza come daltronde è sempre stato. Sono certa che sta adocchiando e bombardando un altra..e io mi sento morire. Il fatto è che nessuno capisce..se non la vivi una storia cosi non capisci..sono sola..meno male che co siete voi.

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    • Mary cara , mi dispiace tanto per quello che stai passando e tutte noi possiamo capirti .
      Ricordati che non sei sola , quando ti vuoi sfogare e hai bisogno di parlare scrivi . Io l’ho fatto e mi è stato di conforto nei momenti peggiori . Astra e Giusy sono sempre disponibili e capaci di mettere le cose sotto la giusta ottica .
      E poi ci sono tante persone che si raccontano , come noi , ogni vissuto è importante e ci permette di confrontarci e sostenerci a vicenda .
      Un abbraccio

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    • Tu sei in confusione, ma chi conosce questi disturbati ha molta chiarezza. Il suo comportamento è tipico. Tutto chiarissimo. Sulle tue paure ti tranquillizzerei: non ha mai smesso di adocchiare le altre, nemmeno quando pensavi che non aveva occhi che per te. In fondo sono molto coerenti: la menzogna è una costante, la discrepanza tra parole e azioni è sempre presente, ti tradisce con coerenza direi. Devo essere molto chiara, e scusami se pensi sia dura, perché vorrei che aprissi gli occhi.

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    • Chi c’è passata ti capisce, io ero arrivata a pensare cose assurde in paranoia assoluta.credimi sono una persona gradevole, solare, pure simpatica, con buone storie alle spalle. Ero in un burrone, arrivata persino a pensare di essere stata oggetto di una sua scommessa con una sua pseudo-amica ( cosa da non escludersi ). Applica il no-contact , per quanto possibile cerca di distrarti, butta via tutto quello te lo ricorda, cambia strade, lascia che il dolore ti attraversi. A ripensarci lo so è durissima. Non dargli nessuna soddisfazione loro si sentono irresistibili.

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  7. Oggi leggevo la notizia della coppia dell’acido. Anche in questi casi di cronaca così efferati, dove l’unica spiegazione possibile è la psicopatia, non si fa menzione del problema. Lui sposato con una donna bellissima, allaccia una relazione perversa con una donna non bella, ma che gli è completamente sottomessa. Lui è geloso delle storie passate, la considerazione degli altri degli ex come oggetti da distruggere… Ora leggo questi casi e mi è tutto chiaro. Ho una chiave di lettura… Se si avvertisse la società di questa minaccia, quante vite sarebbero salvate??

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    • E’ quello che sto cercando disperatamente di fare. Avvertire la società, accendere l’interesse, informare gli altri. La prevenzione è straordinariamente importante. La conoscenza è potere e l’arma più efficace che abbiamo.

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  8. Verissimo ! Per uscire dalla mia folle relazione con un NARCISISTA PERVERSO ho dovuto leggere studiare ed informarmi perché volevo capire cosa mi stava succedendo e come superare il trauma post narcisista.

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  9. E’ a dir poco incredibile che nei corsi di laurea di psicologia non si studi in modo approfondito la psiche dello psicopatico e del narcisista. Non avendo fatto questi studi non lo sapevo ma immaginavo che si desse grande spazio a questi temi visto il danno che procurano questi soggetti. Sono convinta essendoci passata di aver fatto un corso accelerato di psicologia. Per tirarmi fuori ho dovuto leggere e studiare moltissimo e il blog è stato di grande aiuto. Metterei gli articoli del blog nel corso di laurea insieme ai testi che Astra suggerisce. ho sempre definito la mia storia con il n.p. un insulto alla mia intelligenza, intelligenza che però mi sto riprendendo a fatica e con tanto dolore. Sono ancora incredula a distanza di anni che possano esistere certe persone. Spero che gli psicologi pur non avendo dovuto sostenere esami specifici su questi temi possano autonomamente fare studi e aiutare ” le vittime”. Dalla mia esperienza di paziente sono stata abbastanza fortunata anche se la mia dottoressa non la definirei un’esperta in materia. Vi saluto con stima tutte/i.

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  10. E’ una vera lacuna del sistema didattico italiano , a quanto pare .
    Lo posso confermare da potenziale paziente che non trova , nella sua regione , un/una professionista disponibile preparato/a in merito .
    Credo che , comunque , ci siano psicoterapeuti che stanno cercando di mettere l’accento sull’argomento . Cito il Dott. Secci , perché mi ha illuminato con i suoi articoli e ha scritto diversi libri .
    Mi auguro che le cose cambino e che trovare un professionista preparato in merito non sia più una chimera .
    Perché , ad oggi , è così .
    E io mi rifiuto di affidarmi a chi non ha gli strumenti per aiutarmi , potrebbe solo peggiorare la situazione .

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  11. Il dolore è indescrivibile, ci sono stati giorni in cui tornavo dal lavoro e davo pugni sul materasso piangendo da quanto mi mancava … o mi ritrovavo in ginocchio a piangere e pregare. Questo scendere all’inferno è stato indescrivibile. Sono stata violentata nell’anima dalla sua crudeltà e dalla sua mostruosa cecità. Mi vedeva come una traditrice e mi ha punita col silenzio ed evitandomi. Non sono ancora guarita ho l’amaro in bocca che non va via e tutto il mio entusiasmo è finito chissà dove.
    Cerco di andare avanti, ma è così dura che davvero penso di avere qualcosa di cronico oramai. Un anno e tre mesi che non ci sentiamo più né ci vediamo. Estranei.
    La mia psicologa, evidentemente preparata, ha perfettamente inquadrato la tipologia di disturbo e mi ha avvisata da subito che non guariscono, lui dovrebbe essere un narcisista-paranoide con tutto quello che ne consegue. Permaloso, litigioso, arrogante, presuntuoso, logorroico, controllante … purtroppo pur sapendo tutto questo non riesco a dimenticare 9 anni. Lui non so, mi resta il dubbio di sapere che fine abbia fatto … unica spiegazione lapidaria al telefono e trasferimento in un altra sede, perfettamente in linea col suo evitarmi, ma io ancora non trovo logiche. La mia psicologa sostiene che stia soffrendo anche lui, ma se fosse stato un amore normale e non tossico avremmo trovato una soluzione ai problemi e non un motivo di rottura. Pare che il disturbo di personalità non permetta perdono per chi sbaglia … e io, a suo modo di vedere le cose ho sbagliato, quindi ora pago … per tutta la vita! Che roba ragazze, che male, che tristezza. Qui mi sento tra amici sopravvissuti al dramma, come in una guerra … siamo stordite! E non ditemi che ora sarò più forte …

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    • Care quanto vi capisco sono 5 mesi che è’ finita e ancora mi sento tutta da recuperare si è’ spenta una fiamma dentro che alimentava la gioia di vivere, vivo sforzandomi di essere felice non riesco più a prendermi cura di me come una volta, immagino che ci vorrà ancora molto tempo, vi dico solo non date un altra opportunità perché io estate scorsa mi son messa a lavorare in un posto che mi ha ridato la vita anche se mi sono uccisa e ne ho pagato un po’ di conseguenze fisiche ma credetemi ne ero uscita poi sentendomi nuovamente forte ci son cascata e adesso non c’è la possibilità che ho avuto l’estate scorsa ma c’è la solita routine che purtroppo rende tutto più difficile…ci vuole tempo forza e coraggio, tutto quello che può sembrare sforzato adesso più in là ci risulterà semplice perfino prendersi cura di se stesse e gioire come una volta…purtroppo sapevano che da noi potevano attingere, adesso siamo solo svuotate tocca a noi riempire di nuovo questo vuoto….usciamo, cantiamo, parliamo conosciamo e soprattutto ridiamo che la vita è’ una sola ed è’ un dono di DIO !!!

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    • Buongiorno care , vi capisco perfettamente .
      Saretta , non soffre stai tranquilla , mentre tu passi le giornate cercando di ritrovare te stessa e il tuo entusiasmo , lui vive la sua vita senza degnarti di un pensiero , come se non fossi mai esistita .
      Sono fatti così , non amano , sono anaffettivi , dobbiamo farcene una ragione .
      Io sono sicura che il mio non mi abbia mai pensato in tutti questi mesi e che stia facendo la sua vita come se gli anni passati con me non fossero stati niente , probabilmente con un’altra della quale presto si stuferà e che passerà quello che ho passato io .
      La cosa più difficile è stata accettare che io ho vissuto una storia d’amore , lui no , nonostante mi giurasse il suo amore .
      E’ dura ma , una volta presa coscienza , si deve voltare pagina e ricostruire noi stesse .
      E ve lo scrivo , perché ancora non ci riesco , arranco ogni giorno , faccio fatica .
      Facciamoci forza ! Un abbraccio

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      • Quello che asserisce l’articolo è molto vero ma non sono d’accordo che il percorso psicoanalitico non serva.
        La conoscenza dei meccanismi dell’abuso e la consapevolezza che tutto nasca da un disegno malvagio preciso, ci fa si alleviare la dipendenza, ma non ci dà il modo di superarla soprattutto in una nuova relazione.
        Nel mio caso riconoscere nella figura materna che non riusciva ad opporsi in un padre autoritario e dispotico la mia identificazione ed il fatto di non aver conosciuto strumenti per reagire all’abuso avendo un modello malato mi è stato oltremodo utile.
        Detto in parole povere la psicoterapia è una medicina d’urgenza , l’analisi è il vaccino che ti immunizza

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      • La psicoterapia serve eccome, ma se è fatta da un operatore competente. Ovviamente se vai in psicoterapia da qualcuno che ti consiglia di raccogliere le briciole di quello che ti danno cercando di accontentarti e non soffrire, come è successo a un’amica che ci ha scritto recentemente, capisci bene che possono essere fatti danni ingenti. Se quando si è dipendenti ed attaccate il tuo psiconanalista ti dice di raccogliere le briciole, dalla dipendenza non uscirai mai.

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