Quando la psicoterapia non guarisce

Uscire dal trauma è difficile principalmente perché siamo arrabbiati con noi. E’ difficile perché sappiamo che la colpa è per il 70% nostra. Non abbiamo voluto vedere le red flags, ossia dar retta ai campanelli di allarme che suonavano all’impazzata durante la relazione. Questa rabbia rivolta a noi, che accompagna quella provata nei confronti dell’autore del danno, compare nella seconda fase della sofferenza, quando ormai abbiamo ricomposto i pezzi del puzzle e ci siamo resi conto di essere stati truffati, al pari dei vecchietti che aprono la porta di casa a un ladro credendolo un angelico impiegato che deve prendere la lettura del gas.

In tanti mesi di blog, di confronto con le vittime, di lettura e di studi di psicologia, ho realizzato che guarire da questa tipologia di sofferenza è molto complicato. Siamo più clementi con chi ci fa del male che con noi stessi. Giustifichiamo tradimenti, perdoniamo maltrattamenti, soprassediamo alle menzogne più eclatanti e irrispettose ma quando si tratta di assolverci naufraghiamo in un bicchier d’acqua.

Forse è una forma di narcisismo nascosto, di esagerato amor proprio, di senso di superiorità violato e denigrato. Vero è che la cicatrice conseguente a questo tipo di sofferenza è profonda e difficile da far sparire.

Ecco che dovrebbe venir in aiuto la psicoterapia. Ma non quella che cerca a tutti i costi di rinvangare nel nostro passato per scovare i traumi infantili. E nemmeno quella interminabile di decine e decine di sedute volte a ricercare la ferita dell’Ego che ha consentito al “germe” di entrare nel proprio sistema di difesa emotiva, infettare tutto e farlo a pezzi. Serve qualcuno che spieghi cosa si abbia subito, come funzionano le menti di questi personaggi così deviati e cosa si nasconde dietro a questo disturbo del comportamento. In altre parole, perché “loro” sono così diversi da “noi”.

“Non possiamo evitare ciò che non riconosciamo e non possiamo guarire da ciò che non possiamo identificare” scrive Sandra L.Brown. Niente di più vero. Il primo passo verso la guarigione è proprio prendere atto di ciò che ci è capitato, studiarlo e sviscerarlo nei minimi particolari. Solo in un secondo momento si può pensare di individuare cosa in noi non ha funzionato, concentrarsi sulla falla del proprio “sistema immunitario emotivo”, fortificarsi e fare in modo che non accada più.

Purtroppo sono pochi gli psicoterapeuti che sanno trattare questo problema. Sono pochi soprattutto perché non glielo insegna nessuno. Si esce dalle facoltà di psicologia di questo Paese senza avere la minima idea di cosa si nasconda dietro alla piaga sociale della violenza di genere. Di quali possano essere le cause primarie della violenza fisica e psicologica contro le donne. E di quali possano essere i rimedi contro il narcisismo, il protagonismo, l’egocentrismo, la sociopatia e la psicopatia degli esseri umani.

Fino a che non insegneranno al medico a curare il proprio paziente, il malato e le sue vittime non guariranno mai.

Astra

62 thoughts on “Quando la psicoterapia non guarisce

  1. E’ un’impressione molto forte che ho anch’io. E mi rendo perfettamente conto che la violenza di genere è incomprensibile per le persone comuni che non ci son passate. “Vabbè,dai , l’hai lasciato, ne troverai un altro ” è stata la frase che mi son sentita dire più spesso . Un paio di cose :chiodo non schiaccia chiodo ,e devi capire perché hai accettato ti fosse fatto del male .Non basta trovarsene un altro, uno a caso ,per ricominciare a vivere. Di mio ho avuto la fortuna di conoscere una donna che ci è passata , e che mi ha aiutata moltissimo a guardare , sempre con maggior distacco, l’insieme . E ‘dura rendersi conto che siamo state noi a permettere ci sia stata fatta violenza ,ma credo che la chiave stia nel comprendere le proprie debolezze ed accettarle con benevolenza . Per poi rafforzarsi pian piano . ” Lui” lo incontro spesso seppur in modo casuale. Capisco che ci sta ancora tentando con me nonostante abbia già trovato un altra vittima. Come lo vedo? Come un fantasma che cammina trascinandosi dietro il peso di un’anima incapace di amare . Un uomo che però non ha nessuna voglia di cambiare , di mettersi in gioco. “Lui” andrà avanti così per sempre, io sto imparando ad amarmi sempre un pò di più. Ma non sempre una Laurea in Psicologia permette di capire le sfumature e il perché degli incastri tossici .

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    • No però i futuri psicologi dovrebbero studiare queste dinamiche. E invece non ci sono esami che le trattano. Te lo dico perchè sto prendendo la laurea in psicologia e non riesco a fare una tesi su questo argomento: non si sono corsi che trattano psicopatia, narcisismo perverso e trauma da narcisismo e pertanto relatori che possano seguirti.

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  2. Le stesse cose che dicono a me..troverai un.altro, devi uscire, non ti meritava ecc..ma il dolore x aver tradito noi stesse non lo cura una frasetta così tanto x dire..prima di conoscere questo blog avevo gia letto molto. Ma qui mi rafforzo e ricompongo il puzzle. Sarà un percorso lungo e faticoso ( lasciata ripresa più volte, dopo tradimenti, bugie, manipolazioni, triangolazioni, violenze verbali e fisiche ) ..altroché trovare un altro o uscire e divertirmi..ho bisogno di sanare o almeno iniziare a sanare queste piaghe..ma spero di farcela e un giorno se mi ricapitera davanti che mi veda libera e serena..
    È un essere spregevole..e non mi dilungo perché parlare ancora di lui è dargli troppa importanza.

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    • ho vissuto e purtroppo vivo anch’io una situazione analoga. Sono molto lucida nell’esame delle violenze che subisco ma faccio molta fatica ( piu’ di un anno) ad allontanarmi definitivamente. E’ come se fossi divisa a metà tra la mia parte razionale che mi impone di scappare ed una parte e motiva che resta bloccata in questa storia malsana.

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      • Stefania, capisco cosa vuoi dire quando parli di parte razionale e parte emotiva in conflitto. Per uscirne devi usare la tua parte razionale. Ma anche l’istinto, di cui devi fidarti.

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      • Anche io sono divisa tra la mia parte razionale che mi dice”Scappa” e la mia parte emotiva che mi fa ripensare. Sono combattuta. Certo è che provo rabbia e dolore.
        Faccio colloqui psicoterapeutici ma non trovo giovamento , non “guarisco ” . Anzi la terapeuta mi dice di “portarmi a casa ” quel poco che LUI mi dà , fosse anche solo un messaggio scritto ogni tanto visto che la presenza fisica non c’è perchè lui con strategie manipolative si è allontanato.Non ci capisco più niente.

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      • Io invece ti dico di NON PORTARTI A CASA NIENTE. Lasciagli pure le briciole che è disposto a darti e cerca di recuperare la consapevolezza del tuo valore. Ciascuno di noi merita amore e rispetto. Perchè pretenderli proprio da chi non te li vuole dare?

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      • D’accordo, Non devo portarmi a casa niente. Sono parole sacrosante.
        Perchè la psicoterapeuta a me dice il contrario ?

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      • Una psicoterapeuta che ti dice di portarti a casa le briciole devo capire che strategia sta mettendo in atto. Secondo me puntare al recupero della propria autostima e del proprio valore è la priorità. Secondo te raccogliendo i suoi frammenti di tempo e attenzione si può arrivare a questo?

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      • Dal punto di vista logico , no ,nel senso che non si fa un lavoro sul proprio valore raccogliendo frammenti di tempo di un messaggio , nemmeno più di presenza fisica.
        Approfondirò la questione con la psicoterapeuta nel prossimo colloquio. Sento rabbia nei riguardi della terapeuta perchè non mi sta guidando nella direzione giusta , altrimenti non sarei qui a scrivere per avere una risposta e pace ai miei tormenti di rabbia e dolore.

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      • Annamaria, sono curiosa di sapere cose ti dice la psicoterapeuta. Purtroppo, come ho avuto modo di sostenere martedì scorso alla Camera dei deputati, c’è una carenza formativa strabiliante da parte di quelli che dovrebbero essere gli specialisti del settore.

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      • Buonasera, avevo scritto la scorsa settimana a proposito dei miei colloqui con la psicoterapeuta che mi diceva di portarmi a casa quel poco di affettività ( o altro ) che Lui narcisista mi dava. Adesso anche quel poco Lui me lo sta togliendo . Seguono giorni di silenzio. Oggi ne ho parlato con la psicoterapeuta , mi ha chiesto quali emozioni negative provo e quali positive vorrei ecc ecc. Non ne vengo a capo comunque .
        AnnaMaria

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    • Speriamo che gli psicoterapeuti che dovranno prendere in cura le prossime generazioni si documentino e approfondiscano queste tematiche. E’ uno degli argomenti che vorrei affrontare il 23 maggio alla Camera dei deputati alla presentazione di Relazioni pericolose.

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      • Grande Titti…. in Italia si parla pochissimo di personalità disturbate e, passami il termine, disturbanti! Ho sentito parlare la Bruzzone qualche volta nel corso di programmi televisivi nei quali trattavano casi di femminicidio, ma sono convinta che il più del pubblico non abbia nemmeno idea di quanto siano distruttivi certi soggetti, anche se non arrivano ad uccidere. Ci vorrebbe una maggiore informazione già nella scuola, personalmente ho la convinzione che siano molti i fattori che porteranno ad una diffusione preoccupante di queste patologie. Per quanto riguarda la preparazione degli psicologi/psicoterapeuti in materia, sono assolutamente concorde con te, pur facendo un lavoro che non ha nulla a che vedere con questa materia, alcuni miei colleghi sono laureati in psicologia, mi sono ritrovata a parlare con loro dell’argomento e mi hanno detto di non sapere nulla in merito, ne sappiamo molto più noi che l’abbiamo vissuto sulla nostra pelle e ci siamo documentate/i in merito! Ogni volta che leggo un tuo articolo mi si accappona la pelle perché ciò che scrivi pare la descrizione di sensazioni che ho provato sulla mia pelle e dentro me. Grazie

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  3. Grazie Astra , è proprio così .
    Io sono esattamente in questa fase , non riesco a perdonarmi , mi punisco inconsapevolmente negandomi le cose belle della vita , sopravvivo .
    Lavoro e basta , solo dovere e nessun piacere .
    Spesso ho letto , in articoli superficiali sull’argomento , che noi vittime di narcisisti saremmo delle donne deboli , non penso sia così .
    Siamo state stuprate nell’anima , truffate nei sentimenti e manipolate da una persona molto abile nel presentarsi per quello che non era , ci siamo fidate del nostro uomo come è normale che accada in un rapporto d’amore .
    Ora mi guardo allo specchio e non vedo più la donna che ero , vedo quella che ha dipinto lui , ma quella donna c’è , è solo nascosta a leccarsi le ferite .
    La ritroverò , lo prometto a me stessa .
    Buona giornata a tutte .

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  4. Eggià Stellina, al contrario di quello che alcuni pensano e scrivono questi si scelgono donne forti, di solito sicure di se, capaci, generose, affidabili. Poiché parassitano le loro vittime, quelle da cui possono prendere poco vengono relegate a ruoli di secondaria importanza. Quelle forti, capaci, piene di risorse, vengono usate come risorsa primaria. Hai spiegato benissimo come ci sentiamo alla fine. Non abbiamo più la nostra solita immagine di noi, visto che l’abbiamo sostituita con quella che ci hanno cucito addosso loro. Basta far passare qualche mese e piano piano cominciamo a ritornare quelle che eravamo! Ovvero meravigliose 🙂

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  5. Stellina ciao, non sono la persona adatta a cercare di confortarti, dato che non riesco a sostenere me stessa ma vediamo se facendoci forza l’una con l’altra qualcosa si smuove. Intanto penso che tu sia stata forte e coraggiosa, come io non sono stata capace di essere perché ho fatto un passo indietro che mi sta solo danneggiando e ancora non riesco a capire. Quindi quella patologica sono io.
    La donna che eri esiste, quindi può tornare. Ti auguro con tutto il cuore che questo avvenga prima possibile.

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    • Ciao Penelope , questo blog mi aiuta molto ed è vero che darci forza a vicenda è un toccasana .
      Non considerarti debole o patologica , stai affrontando la situazione e prendendo consapevolezza .
      Quando avrai chiaro il quadro della situazione , qualsiasi essa sia , prenderai le giuste decisioni per la tua vita , credi in te stessa .
      Se un anno fa mi avessero detto che avevo a che fare con un narcisista mi sarei fatta una risata , ci vuole tempo per analizzare , metabolizzare e accettarlo .
      Sono certa che troverai il bandolo della matassa e saprai decidere ciò che è meglio per te .
      Grazie ! 🙂

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  6. Stellina mi sento cone te..sparito da tre gg e io mi sento sprofondare. Io vegeto..anche il lavoro lo sto trascurando..la cosa brutta è che nonostante è andato via di casa da quasi un mese , ha lasciato tutto aperto..contratto di casa che è cointestato, conto in banca, doto nostra sul suo profilo fb, pass della sua mail che non.ha modificato…insomma..mi mette in confusione. Non c e coerenza come daltronde è sempre stato. Sono certa che sta adocchiando e bombardando un altra..e io mi sento morire. Il fatto è che nessuno capisce..se non la vivi una storia cosi non capisci..sono sola..meno male che co siete voi.

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    • Mary cara , mi dispiace tanto per quello che stai passando e tutte noi possiamo capirti .
      Ricordati che non sei sola , quando ti vuoi sfogare e hai bisogno di parlare scrivi . Io l’ho fatto e mi è stato di conforto nei momenti peggiori . Astra e Giusy sono sempre disponibili e capaci di mettere le cose sotto la giusta ottica .
      E poi ci sono tante persone che si raccontano , come noi , ogni vissuto è importante e ci permette di confrontarci e sostenerci a vicenda .
      Un abbraccio

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    • Tu sei in confusione, ma chi conosce questi disturbati ha molta chiarezza. Il suo comportamento è tipico. Tutto chiarissimo. Sulle tue paure ti tranquillizzerei: non ha mai smesso di adocchiare le altre, nemmeno quando pensavi che non aveva occhi che per te. In fondo sono molto coerenti: la menzogna è una costante, la discrepanza tra parole e azioni è sempre presente, ti tradisce con coerenza direi. Devo essere molto chiara, e scusami se pensi sia dura, perché vorrei che aprissi gli occhi.

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    • Chi c’è passata ti capisce, io ero arrivata a pensare cose assurde in paranoia assoluta.credimi sono una persona gradevole, solare, pure simpatica, con buone storie alle spalle. Ero in un burrone, arrivata persino a pensare di essere stata oggetto di una sua scommessa con una sua pseudo-amica ( cosa da non escludersi ). Applica il no-contact , per quanto possibile cerca di distrarti, butta via tutto quello te lo ricorda, cambia strade, lascia che il dolore ti attraversi. A ripensarci lo so è durissima. Non dargli nessuna soddisfazione loro si sentono irresistibili.

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    • il mio è sparito da 27 gg questa sarebbe la quarta settimana. Non è la prima volta che sparisce da quando ci si frequenta (3 anni e mezzo) ma mai per un tempo così lungo. Ho saputo che è partito in vacanza verso luoghi dove ha vissuto durante la sua giovinezza. E’ andato via così senza preavviso, senza un sms e non rispondendo neanche al telefono. Avrà’ trovato penso un altra preda, magari la sua ex fidanzatina dell’infanzia ancora scapola o un altra adocchiata nella chat privata. La mia mente fa ipotesi e non smette mai di pensare, la testa mi scoppia. Eppure sono consapevole adesso della persona che mi ha accompagnato durante questi 3 anni ma non riesco ad accettare le modalità dell’abbandono. Il tempo mi aiuterà a ritrovare me stesssa, la mia personalità smarrita. Lo spero tanto. Intanto leggo qui.

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  7. Oggi leggevo la notizia della coppia dell’acido. Anche in questi casi di cronaca così efferati, dove l’unica spiegazione possibile è la psicopatia, non si fa menzione del problema. Lui sposato con una donna bellissima, allaccia una relazione perversa con una donna non bella, ma che gli è completamente sottomessa. Lui è geloso delle storie passate, la considerazione degli altri degli ex come oggetti da distruggere… Ora leggo questi casi e mi è tutto chiaro. Ho una chiave di lettura… Se si avvertisse la società di questa minaccia, quante vite sarebbero salvate??

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    • E’ quello che sto cercando disperatamente di fare. Avvertire la società, accendere l’interesse, informare gli altri. La prevenzione è straordinariamente importante. La conoscenza è potere e l’arma più efficace che abbiamo.

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  8. Verissimo ! Per uscire dalla mia folle relazione con un NARCISISTA PERVERSO ho dovuto leggere studiare ed informarmi perché volevo capire cosa mi stava succedendo e come superare il trauma post narcisista.

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  9. E’ a dir poco incredibile che nei corsi di laurea di psicologia non si studi in modo approfondito la psiche dello psicopatico e del narcisista. Non avendo fatto questi studi non lo sapevo ma immaginavo che si desse grande spazio a questi temi visto il danno che procurano questi soggetti. Sono convinta essendoci passata di aver fatto un corso accelerato di psicologia. Per tirarmi fuori ho dovuto leggere e studiare moltissimo e il blog è stato di grande aiuto. Metterei gli articoli del blog nel corso di laurea insieme ai testi che Astra suggerisce. ho sempre definito la mia storia con il n.p. un insulto alla mia intelligenza, intelligenza che però mi sto riprendendo a fatica e con tanto dolore. Sono ancora incredula a distanza di anni che possano esistere certe persone. Spero che gli psicologi pur non avendo dovuto sostenere esami specifici su questi temi possano autonomamente fare studi e aiutare ” le vittime”. Dalla mia esperienza di paziente sono stata abbastanza fortunata anche se la mia dottoressa non la definirei un’esperta in materia. Vi saluto con stima tutte/i.

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  10. E’ una vera lacuna del sistema didattico italiano , a quanto pare .
    Lo posso confermare da potenziale paziente che non trova , nella sua regione , un/una professionista disponibile preparato/a in merito .
    Credo che , comunque , ci siano psicoterapeuti che stanno cercando di mettere l’accento sull’argomento . Cito il Dott. Secci , perché mi ha illuminato con i suoi articoli e ha scritto diversi libri .
    Mi auguro che le cose cambino e che trovare un professionista preparato in merito non sia più una chimera .
    Perché , ad oggi , è così .
    E io mi rifiuto di affidarmi a chi non ha gli strumenti per aiutarmi , potrebbe solo peggiorare la situazione .

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  11. Il dolore è indescrivibile, ci sono stati giorni in cui tornavo dal lavoro e davo pugni sul materasso piangendo da quanto mi mancava … o mi ritrovavo in ginocchio a piangere e pregare. Questo scendere all’inferno è stato indescrivibile. Sono stata violentata nell’anima dalla sua crudeltà e dalla sua mostruosa cecità. Mi vedeva come una traditrice e mi ha punita col silenzio ed evitandomi. Non sono ancora guarita ho l’amaro in bocca che non va via e tutto il mio entusiasmo è finito chissà dove.
    Cerco di andare avanti, ma è così dura che davvero penso di avere qualcosa di cronico oramai. Un anno e tre mesi che non ci sentiamo più né ci vediamo. Estranei.
    La mia psicologa, evidentemente preparata, ha perfettamente inquadrato la tipologia di disturbo e mi ha avvisata da subito che non guariscono, lui dovrebbe essere un narcisista-paranoide con tutto quello che ne consegue. Permaloso, litigioso, arrogante, presuntuoso, logorroico, controllante … purtroppo pur sapendo tutto questo non riesco a dimenticare 9 anni. Lui non so, mi resta il dubbio di sapere che fine abbia fatto … unica spiegazione lapidaria al telefono e trasferimento in un altra sede, perfettamente in linea col suo evitarmi, ma io ancora non trovo logiche. La mia psicologa sostiene che stia soffrendo anche lui, ma se fosse stato un amore normale e non tossico avremmo trovato una soluzione ai problemi e non un motivo di rottura. Pare che il disturbo di personalità non permetta perdono per chi sbaglia … e io, a suo modo di vedere le cose ho sbagliato, quindi ora pago … per tutta la vita! Che roba ragazze, che male, che tristezza. Qui mi sento tra amici sopravvissuti al dramma, come in una guerra … siamo stordite! E non ditemi che ora sarò più forte …

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    • Care quanto vi capisco sono 5 mesi che è’ finita e ancora mi sento tutta da recuperare si è’ spenta una fiamma dentro che alimentava la gioia di vivere, vivo sforzandomi di essere felice non riesco più a prendermi cura di me come una volta, immagino che ci vorrà ancora molto tempo, vi dico solo non date un altra opportunità perché io estate scorsa mi son messa a lavorare in un posto che mi ha ridato la vita anche se mi sono uccisa e ne ho pagato un po’ di conseguenze fisiche ma credetemi ne ero uscita poi sentendomi nuovamente forte ci son cascata e adesso non c’è la possibilità che ho avuto l’estate scorsa ma c’è la solita routine che purtroppo rende tutto più difficile…ci vuole tempo forza e coraggio, tutto quello che può sembrare sforzato adesso più in là ci risulterà semplice perfino prendersi cura di se stesse e gioire come una volta…purtroppo sapevano che da noi potevano attingere, adesso siamo solo svuotate tocca a noi riempire di nuovo questo vuoto….usciamo, cantiamo, parliamo conosciamo e soprattutto ridiamo che la vita è’ una sola ed è’ un dono di DIO !!!

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    • Buongiorno care , vi capisco perfettamente .
      Saretta , non soffre stai tranquilla , mentre tu passi le giornate cercando di ritrovare te stessa e il tuo entusiasmo , lui vive la sua vita senza degnarti di un pensiero , come se non fossi mai esistita .
      Sono fatti così , non amano , sono anaffettivi , dobbiamo farcene una ragione .
      Io sono sicura che il mio non mi abbia mai pensato in tutti questi mesi e che stia facendo la sua vita come se gli anni passati con me non fossero stati niente , probabilmente con un’altra della quale presto si stuferà e che passerà quello che ho passato io .
      La cosa più difficile è stata accettare che io ho vissuto una storia d’amore , lui no , nonostante mi giurasse il suo amore .
      E’ dura ma , una volta presa coscienza , si deve voltare pagina e ricostruire noi stesse .
      E ve lo scrivo , perché ancora non ci riesco , arranco ogni giorno , faccio fatica .
      Facciamoci forza ! Un abbraccio

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      • Quello che asserisce l’articolo è molto vero ma non sono d’accordo che il percorso psicoanalitico non serva.
        La conoscenza dei meccanismi dell’abuso e la consapevolezza che tutto nasca da un disegno malvagio preciso, ci fa si alleviare la dipendenza, ma non ci dà il modo di superarla soprattutto in una nuova relazione.
        Nel mio caso riconoscere nella figura materna che non riusciva ad opporsi in un padre autoritario e dispotico la mia identificazione ed il fatto di non aver conosciuto strumenti per reagire all’abuso avendo un modello malato mi è stato oltremodo utile.
        Detto in parole povere la psicoterapia è una medicina d’urgenza , l’analisi è il vaccino che ti immunizza

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      • La psicoterapia serve eccome, ma se è fatta da un operatore competente. Ovviamente se vai in psicoterapia da qualcuno che ti consiglia di raccogliere le briciole di quello che ti danno cercando di accontentarti e non soffrire, come è successo a un’amica che ci ha scritto recentemente, capisci bene che possono essere fatti danni ingenti. Se quando si è dipendenti ed attaccate il tuo psiconanalista ti dice di raccogliere le briciole, dalla dipendenza non uscirai mai.

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  12. La mia esperienza , nella ricerca di uno psicoterapeuta preparato in materia , mi fa dire che Astra ha centrato un punto dolente per chi , come me vorrebbe seguire una psicoterapia per uscire da questo momento infernale e riprendermi la mia identità .
    Grazie agli articoli di Astra e del Dott. Secci ho preso consapevolezza di quello che avevo vissuto , che non è poco e mi ha restituito un pezzetto di me , ora avrei bisogno di un aiuto professionalmente competente .
    Purtroppo non l’ho ancora trovato .
    Un abbraccio a tutte/i .

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    • Io speravo che la psic un bel giorno mi avrebbe detto: “ok, lei mi ha raccontato tutto, la situazione in cui si trova è questa: ecc ecc ecc”. Invece -per carità ho capito molte cose e mi è stato molto utile- mi sento in balia dei miei umori del momento. Se il mio stato d’animo mi porta verso mio marito, devo andare verso di lui, se mi fa stare meglio stargli lontana.. devo andare via. Ma a me sembra di non mettere mai a fuoco la situazione per quella che è da un punto di vista obiettivo….
      Io non voglio che qualcuno mi dica cosa devo fare, voglio che un esterno mi dica ciò che io non vedo. Altrimenti a cosa serve?

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      • Sono da un anno in no contat totale dopo 25 anni di convivenza con un essere ignobile che mi procurato danni psicologi che leggo in voi tutte. Quando ho deciso di non voler subire più umiliazioni,tradimenti,inganni, triangolazioni, violenze fisiche, psicologiche, non conoscevo assolutamente il narcisismo patologico, non ne avevo idea, ho preso da sola la decisione di non voler più sapere e vedere niente di lui. X caso su Internet mi sono imbattuta su questa patologia e tutto quello che ho letto rispecchia il mio vissuto. Una grande sofferenza, un vuoto, amarezza, rabbia, solitudine, disperazione che non avevo messo in conto. Ho cercato di venirne da sola, contando sulle mie uniche forze, ma non ci sono riuscita. Da poco con grandi sacrifici, x la mia situazione economica non favorevole, visto che a 50anni ho dovuto ricominciare tutto daccapo accollarmi il fitto di un miniappartamento, le varie spese, gli studi di mia figlia che oltretutto percepisce dal padre un contentino, nonostante il personaggio in questione sia benestante, ho chiesto aiuto ad uno psicoterapeuta di una certa età e presumo d esperienza nel suo campo. Sono più di 2’mesi che faccio terapia parlo parlo di tutto di me e di quello che ora provo. Lui lo definisce un truffatore di anime, un impostore. E preferisce che parli solo di me. Spero solo che mi sia d aiuto per superare tutto questo dolore, poi lo so che la forza la devo trovare da me. Un abbraccio forte a tutte.

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  13. I mesi passano e mi rendo conto che ci vuole tempo per ritrovare me stessa .
    Le persone intorno , anche se mi vogliono bene , non comprendono lo stato in cui mi trovo , pensano che ci metta troppo tempo per riprendermi dalla fine di una storia .
    Non hanno idea dell’Inferno che sto attraversando e che non si può paragonare alla fine di una relazione “sana” , lo capisce solo chi ci è passato .
    Ci vuole tempo per recuperare la mia autostima , per riappropriarmi della mia identità , per non vedermi più con la lente distorta del narcisista , per non sentirmi più inadeguata in ogni contesto e ritrovare la mia vitalità , la mia ironia , la mia passione per la vita .
    Devo darmi tempo , devo perdonarmi e ricominciare a trattare me stessa con rispetto e amore .
    Scusate lo sfogo , solo in questo spazio posso realmente parlare liberamente di come mi sento senza essere giudicata .
    Buona giornata a tutte .

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    • Lo so. E’ dura realizzare di aver avuto a fianco un impostore, almeno per una buona parte della storia. Non penso che i guai altrui ci possano confortare, cerchiamo però di guardare i lati che permettono di guardare avanti: Io ho trascorso complessivamente 11 anni con questa persona e ne sono passati alcuni prima che si manifestasse pienamente nella sua aridità. Ora lo scenario che mi si pone davanti è inquietante.
      Sono anche, sicuramente, più grande di te, almeno penso, dato che ho una certa età.
      Che facciamo? Mah sai Stellina, accettare quella che sembra proprio essere la realtà dei fatti è molto difficile. Aver profuso tutta se stessa per qualcuno che invocava rigore morale per gli altri e segretamente violava tutti i principi che sbandierava. Per qualcuno che pensava di fare il bello e cattivo tempo e tu ti dovevi adeguare, salvo lasciarti la scelta del menu quotidiano o delle piante da mettere sul balcone. Perché tu hai quasi sempre torto ma lui ha sempre ragione.
      Come si fa a recuperare serenità? Proviamoci, concediamoci un periodo di rielaborazione e cura delle ferite. Senza indugiare troppo sulla sfortuna occorsa. Guardiamo quanto di buono abbiamo e sono sicura che ce n’è.
      E da lì ripartiamo. Come possiamo e come sappiamo fare, magari con alcuni cambiamenti nella nostra vita.
      Lo dico a me e a te, è vero, gli altri, a meno che non abbiano attraversato qualcosa di simile, non capiranno mai, MAI.
      Ma noi ci capiamo, qui ce lo diciamo e cerchiamo la via.
      Che c’è, è davanti a noi, dobbiamo solo spazzare un po’ di detriti che questo crollo ha depositato.
      Ce la facciamo. Un abbraccio.

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      • Grazie Penelope, le tue parole sono sagge e di conforto .
        Il passo che devo fare è ritrovare la vera me stessa che è nascosta in un angolo e , ora , non si ritiene “abbastanza” .
        Si vede , ancora , come l’ha fatta sentire lui nel momento dell’abbandono in cui le ha riversato addosso la colpa e l’inadeguatezza come donna .
        Prima ero perfetta e poi sono diventata l’insicura , instabile , etc .
        Devo rimuovere quel condizionamento distruttivo .
        Ce la faremo .
        Un abbraccio

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      • Sai, Stellina, lui a me ha detto che sono e sono stata falsa, scorretta, di tutto di più. Pensa… LUI che dice a ME che sono falsa, doppiogiochista e ipocrita come si è rivelato.
        E anche lui con me.. ha detto che le colpe sono le mie… E tanto altro
        Rimuoviamo lo, quel condizionamento distruttivo, noi non siamo come cercano di raccontare per non fare emergere le LORO responsabilità…
        Se non ci avessero trattate male, non sarebbe finita così.
        Noi possiamo migliorare. Loro no.
        Un abbraccio

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      • Esatto Penelope! La proiezione che loro fanno, cioè accusare la vittima delle proprie malefatte, accade sempre e non crediate che sia un processo psicologico di cui sono inconsapevoli. La proiezione che fanno è lucida e calcolata, e serve il loro interesse che è quello di nascondere la loro vera natura accollando ogni responsabilità all’altro e vittimizzandolo 2 volte. Prima con le malefatte poi con le false accuse. Per esempio, se vi stanno parassitando economicamente ci capiterà di sentirvi accusate perché li sfruttate, se vi tradiscono vi aggrediranno dicendo che loro non possono fidarsi di voi, ecc. Questo mette la vittima in una posizione molto comoda all’abusante, perché la vittima comincia invece a sentirsi quella che genera il problema e più difficilmente arriverà a inchiodare l’abusante di fronte alle sue responsabilità. Anzi, ci si convince di dare motivo all’abusante per quelle accuse e si diventa più generose (così gli dimostro che non voglio affatto sfruttarlo), più isolate (altrimenti poverino pensa che voglia tradirlo), ecc.

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    • Stellina le cose cambieranno, per il meglio. E’ una promessa! Per la mia esperienza posso dirti che parlare di ciò che mi era successo con chi non ci è passato mi è stato nocivo ed ha rallentato la mia ripresa. Siamo molto fragili appena uscite da questi incubi. La parola di chi ci vuole bene, anche se non ha la più pallida idea di cosa abbiamo passato, conta molto per noi. Naturalmente, per chi non ha mai avuto queste esperienze ai confini della realtà ciò che riportiamo può essere letto con una chiave di lettura basata sulla ‘normalità’. Ed ecco che fioccano commenti e consigli proposti a fin di bene ma per noi molto pericolosi. Per esempio ci sentiamo dire che ‘forse non era pronto per una relazione impegnativa’, ‘forse lui è internamente combattuto’, ‘saranno i problemi che sta passando’, ‘tu gli hai sempre dato troppo’, ‘devi lavorare su te stessa’, ‘tirati su, non è la fine del mondo’, ‘si vede che non eravate compatibili’,, ecc. Questi commenti sono per noi un danno, perché ci fanno allontanare dalla realtà disturbata che abbiamo vissuto e ci invitano a leggere tutto con le lenti della normalità. Ci riportano in dissonanza cognitiva. Il mio consiglio è dunque quello di NON parlare di ciò che hai vissuto e di come stai se non con persone che ci sono passate o con professionisti.

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  14. Hai detto bene Gusy : “esperienze ai confini della realtà”.
    Abbiamo fatto fatica noi a prendere consapevolezza di quello che ci è successo e io ,ogni tanto, mi chiedo se non ho sbagliato a trarre queste conclusioni .
    Poi , però , mi rileggo gli articoli del blog e mi rivedo , ripenso a quello che ho vissuto e rimetto tutto nella giusta prospettiva .
    Ho preso consapevolezza solo dopo la fine del rapporto , quindi non gli ho mai detto quello che penso in merito , credo che non servirebbe a niente , anzi mi rivolterebbe contro ogni parola , LUI non può essere messo in discussione .
    Le persone care non capiscono ,come hai detto tu , quello che abbiamo vissuto e adesso evito di parlarne e spiegare loro la situazione , perché non serve che le convinzioni acquisite con fatica e dolore vengano messe in discussione da chi minimizza perché non conosce .
    Grazie a tutte voi , siete una grande risorsa per me .

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    • Io mi sto rendendo conto di quanto sia pericolosa e incombente l’ombra della negazione. La tentazione di dire “ma in fondo forse non era poi così grave”, “forse sto sbagliando tutto” (come ha detto lui….).
      Bisogna ricordarsi come un mantra, magari anche mettendole per iscritto, come Giusy mi ha una volta giustamente consigliato, tutte le ombre ed i comportamenti negativi che queste persone hanno manifestato.
      Ricordarseli, tutte le volte che riaffiorano le cose belle, che proveremo ad accantonare in una scatola mentale (ahimè anche reale, con tante cose che richiamano il vissuto insieme) da non bruciare, perché fanno parte della nostra storia, ma da conservare in un angolo lontano dalla vista quotidiana.
      Anch’io ho scelto di non dirgli tutto. Tutto quello che ho scoperto, tutto quello che penso di lui. Questo probabilmente si ritorcerà contro di me nella separazione. Ma io voglio uscirne prima possibile.
      è già tanto doloroso così. Mi sento svuotata di ogni energia e questo ultimo periodo mi ha sottratto quel po’ di fiducia e speranza che avevo nella possibilità di fidarmi ancora di qualcuno.

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      • Cara Penelope , è verissimo ! La negazione è sempre in agguato e bisogna scacciarla con tutta la razionalità di cui siamo capaci .
        Prenderò a simbolo delle umiliazioni da lui subite un’immagine ( vista su fb anni fa ) di lui con la donna per la quale mi lasciò la prima volta .
        Quando tornò da me strisciando e scusandosi lo perdonai e ricominciai con lui ma , penso , che quell’immagine mi sia rimasta stampata nel cervello a monito .
        Ora la rivedrò ogni volta che si affaccerà la negazione , come esempio del trattamento che mi ha riservato . Basta col ricordare i bei momenti , che sono stati tanti ma finalizzati a manipolarmi .
        Fidarsi di nuovo ora è impossibile , prima dobbiamo ricominciare a fidarci di noi stesse .
        Succederà !

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      • Penelope fai benissimo a non dirgli ciò che sai o pensi di lui. Non ti si rivolgerà affatto contro. Semmai ti agevolerà. In questi casi o si hanno delle PROVE, documenti che possono essere portati in tribunale, che testimoniano che quello che diciamo di loro è vero, o qualunque cosa vera (ma non dimostrabile) che puoi dire ti viene usata contro. le tue dichiarazioni verrebbero usate come prove in tribunale e nei vari contesti sociali che TU SEI UNA PAZZA. Dunque continua così!
        Un abbraccio

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      • Per limitare i pericoli dell’istinto di negazione (normale) è di grande aiuto bloccare ogni comunicazione con lui, anche in entrata. NO CONTACT. Se nonostante tutto riuscisse ad inviarti un messaggio (email, sms, ecc.) cancella prima di leggerla e senza leggerla.

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  15. Si Giusy lo so che è come dici tu. E’ quello che ho detto alla psic quando, dopo averle detto di alcune cose che ho riscontrato, mi chiedeva se ne avessi parlato con lui e diceva che parlarne mi avrebbe aiutata. Le ho spiegato che è perfettamente inutile, o meglio, utile a lui per dire che mi faccio i film…
    Il no contact non posso attuarlo, in primo luogo per proteggermi: il matrimonio si basa anche sul sostegno morale, il cui venir meno è uno dei motivi di addebito della separazione. Quindi io sono attentissima a non fargli mancare il mio sostegno, se pure a distanza.
    Grazie…

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    • Incredibile quello che ti consiglia la psicologa…Se serve a limitare i danni, a evitare penalizzazioni in separazione, potrebbe essere che low contact e grey rocking è quello che fa al tuo caso. Ma devi mettere solidissime barriere. cerca di capire con l’avvocato qual è esattamente il minimo di comunicazione che devi tenere e attieniti strettamente a quello. Quanto ci vuole prima di firmare una separazione? Immagino sia questione di poche settimane.

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      • Concordo con te , cara Giusy . Il consiglio della tua psicologa, Penelope, è quello che potrebbe darti qualsiasi persona pensasse che tu abbia vissuto una relazione normale , non mi sembra preparata sull’argomento.
        Per ciò che concerne il sostegno morale , non ne so niente .
        Però credo che , a un certo punto , avviata la separazione non dovrebbe essere necessario questo impegno da parte tua .
        Poi è solo una mia deduzione .
        Sei molto forte e ho molta fiducia in questo .
        Buona serata a tutte .

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      • ok, una precisazione. La psic sosteneva che parlarne mi avrebbe aiutata o ad avere una risposta (se lui fosse stato in buona fede) o ad avere una conferma (a fronte di una risposta artificiosa, come normalmente faceva).
        Non so cosa sia il grey rocking, comunque con il matrimonio funziona cosi: anche se non esiste più il reato di abbandono del tetto coniugale, c’è l’addebito della separazione (che comporta, nel migliore dei casi, l’addebito delle spese legali).
        Per la separazione, penso che ci vorranno due o tre mesi tra una cosa e l’altra.
        ma va bene, prima è e meglio è.

        Stellina, oggi ho fatto una cosa piccola, semplice e bella e ti ho pensata. Sono andata a fare una camminata tra la pineta, la macchia mediterranea e la spiaggia. C’era un mare con tutti i colori del mondo, era una escursione guidata con altre 5 persone. Compagnia poca ma buona, aria pura, la bellezza del mare.
        qualche ora di respiro. Al ritorno ho avuto un crollo.
        Ma quelle poche ore di respiro mi hanno aperto uno spiraglio. Si può fare, rifare e rifare ancora.
        Buona serata anche a voi.

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    • Brava Penelope , sono felice che tu sia andata a fare quell’escursione , vivere il mare e la natura ci rimettono in sintonia con noi stessi e regalano uno stato di pace e bellezza autentica .
      Oltre al potere rigenerante dell’attività fisica. Sei d’esempio per me , per scuotermi da questo stato di immobilismo in cui mi trovo .
      Buona giornata a tutte .

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  16. Il problema della terapia è proprio questo. Gli psicologi non sanno di cosa stanno parlando. All’università non ti insegnano cosa sia la psicopatia e come combatterla. E purtroppo ti ritrovi a cercare il conforto e la comprensione altrove.

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  17. Concordo: gli psicologi non conoscono i narcisisti. Combatto con questo dramma da 7 anni, mi ha abbandonata all’improvviso senza preavviso, rendendosi irreperibile, tel spento etc, dopo che per lui mi ero separata e avevo lasciato casa all’ex marito, andando in affitto con 2 figli ragazzini. Credevo mi amasse davvero. Due anni a piangere da uno psicologo-terapeuta ericksoniano, che mi diceva che dovevo cambiare io, per cambiare lui. Ho scoperto che era narcisismo su internet.
    Da allora tanti ritorni, promesse, abbandoni. Ho capito che è un mostro, ma ancora mi manca. E’ un pensiero costante.

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    • Beatrice cara, la tua è una storia simile a quelle di tante altre. Ora devi lasciare andare il rancore e imparare a non rimpiangere e sentire la mancanza di qualcuno così nocivo per il benessere tuo e dei tuoi ragazzi. Leggi gli articoli del blog, il libro Relazioni pericolose e cerca di rafforzarti.
      Un abbraccio

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      • Ciao a tutti e un CIAO enorme ad Astra.Un giorno mi sono posta una domanda:-Possibile che io amo questa famiglia, amo il mio figlio, amo lui e tutto quello che faccio per lui e sono sempre, o dalla parte del torto, o dalla parte del ingenua, o addirittura di quella che è lei che crea una questione su tutto e cambia umore?????Poi ho osservato con calma tutto e dentro di me c’era la consapevolezza che lui aveva un problema ma,io non sapevo decifrare bene.Allora ho cominciato scrivere tutto quello che mi combinava e la somma totale è :È tutto un tornaconto per lui,fa tutto in funzione di avere un guadagno persino un saluto e l’abuso gli è utile quando non riesce ad ottenere quello che ha prefissato. Da quella volta, io ho cominciato a non permettermi più di danneggiarmi e allora ha cominciato a farmela pagare diversamente (nomi,battute, dispetti ).Inconsciamente però mi dicevo che non avrebbe mai portato questa famiglia alla deriva,capendo che io mi ero ‘svegliata’ avrebbe smesso perché comunque non funzionava più il suo gioco e in ogni caso si sarebbe arreso e invece, per farmela pagare ha trovato un altra, ha chiesto la separazione e dopo due settimane che era andato via,come niente fosse, mi ha chiesto di stare insieme da separati in casa.Chiaramente per quanto bene volevo questa famiglia, non ho accettato, perché sapevo l’inferno che mi aspettava.Con molto dolore io sto andando avanti. Ho imparato una cosa:Io non devo giustificare gli altri perché non sono venuta al mondo per soddisfare le aspettative altrui ma ,ripeto lo vedevo indifeso e ho cercato di dargli affetto (che non sa nemmeno da dove proviene ) e una stabilità familiare (che non è in grado di apprezzare ) visto che la famiglia d’origine non si interessava nemmeno se era vivo, solamente fingevano di andare d’accordo. Mi spiace per me e il mio figlio, non meritavamo questo. Grazie nuovamente Astra per il lavoro che stai facendo, tutto quello che è scritto in tutti i tuoi articoli, io l’ho subito ma,sono una ragazza forte a detta di tutti. Mi ha colpito una cosa:Quando ne parlavo con amici e parenti qui,nessuno mi credeva….ho una sorella in America e gli ho raccontato le stesse cose e la sua frase è stata : Wow, tu hai subito un abuso!!!!Forse in Italia c’è poca informazione?Forza Astra, sei preziosa!Grazie mille!

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