Secci e “Gli uomini amano poco”

 

Sette tipologie di uomini che amano poco e sette tipologie di donne che fanno altrettanto. E’ un trattato sul mal d’amore “Gli uomini amano poco” di Enrico Maria Secci (https://www.amazon.it/Gli-uomini-amano-poco-dipendenza-ebook/dp/B01EKOSJ6I), psicoterapeuta e specialista di disagi psico-relazionali, firma prestigiosa di Relazioni Pericolose nonché rifugio e ancora di salvezza per migliaia e migliaia di persone intrappolate in dinamiche di dipendenza affettiva, legami tossici ed assuefazioni malate. Quasi 300 pagine di preziose analisi, descrizioni, storie vissute. Vicende di “donne intrappolate nei labirinti di uomini che non solo non le amano, ma non amano affatto, né loro né nessuna”. Di “uomini imprigionati nel deserto affettivo di compagne iper-controllanti e frustranti che non li amano, ma non amano affatto, né loro né nessuno”. E di “uomini e donne che semplicemente non si innamorano e non amano, oppure che si innamorano ma non amano, o, infine, che amano ma non si innamorano”.

E’ un manuale sulla dinamica del sentimento, quello di Secci. Un affresco dove trovano spazio i colori netti e sgargianti di un rapporto sano e pulito e quelli più ibridi e cupi di una relazione sbilanciata dove però, sottolinea l’autore, non bisogna pensare a tutti costi “che la mancanza di attitudine al sentimento d’amore, inteso nella sua accezione romantica più comune, sia il sintomo di una patologia, l’esito di un trauma o la conseguenza di una qualche deviazione dalla norma. Esistono persone che non si innamorano per quanto si sforzino di farlo e per quanto siano amate dall’altro; esistono non come espressione di patologia in una frazione infinitesima della casistica generale, ma come variante fisiologica e relativamente frequente dell’affettività umana”.

Attenzione, questo è un punto straordinariamente importante. Ci sono molte donne e uomini che, non rassegnandosi al rifiuto da parte dell’altro, scambiano il disinteresse per qualcosa di patologico. Si arrovellano, si incastrano, si addentrano nei meandri più tortuosi della dipendenza affettiva. In totale solitudine. In completa autonomia. Parliamoci chiaro: in questi casi l’unica patologia è la propria. Spiega Secci: “Ci sono persone del tutto normali che non hanno bisogno d’amore, non lo cercano e, anzi, lo sfuggono e combattere contro la loro modalità di relazione vuol dire lottare contro mulini a vento”.

Sono le persone che amano poco. Uomini, ma non solo. Accanto alle sette tipologie maschili di chi ama poco (l’uomo in multiproprietà, il narcisista perverso, l’uomo diviso, l’eterosessuale omoaffettivo, l’indifferente sessuale, l’omosessuale irrisolto e il possessivo distruttivo) Secci individua sette tipologie femminili (la seduttrice impenitente, la profuga rassegnata, l’inquisitrice, la psicologa mancata, la sposa bambina, la romantica tradita e la martire familiare). “Il circolo vizioso delle dipendenze affettive- scrive Secci– può travolgere anche gli uomini con modalità simili e altrettanto deflagranti, ma è meno facile individuare e descrivere il problema perché i maschi sono restii a chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta e dunque costituiscono una casistica apparentemente meno numerosa rispetto alle femmine.” Due capitoli del libro, tra gli altri, sono dedicati al mal d’amore e alla dipendenza affettiva maschile, uno al tradimento, uno agli amori passati. In particolare, Secci si sofferma sui rapporti irrisolti: “Molte persone intraprendono nuove relazioni senza aver portato emotivamente a termine una storia precedente. Come si dice, “ripiegano” su un nuovo partner nell’ingenua strategia di superare una separazione oggettiva che non è stata soggettivamente accettata e interiorizzata. In questo modo, gettano le premesse per un altro rapporto instabile, in cui il nuovo partner vive l’ex come una minaccia quando è presente come “amico”, o come presenza ostacolante anche quando non c’è”.

In relazione alle “coppie ricomposte” e alle situazioni “sospese nel tempo in una sorta di stand-by emozionale che, da un momento all’altro, si sblocca”, Secci sottolinea come i due ex si ricongiungono “con slancio tale che sembra rimettere in gioco la volontà di stare di nuovo insieme con migliori propositi, mentre, in realtà, consiste, prosaicamente nell’esigenza di negare il cambiamento e risponde a logiche di possesso più che di legame”.

Il viaggio di Secci attraverso le dinamiche relazionali non può non passare dalla “resilienza di coppia” definibile come “la competenza condivisa di reagire ai cambiamenti con flessibilità e dinamismo. Questa capacità è il frutto di una combinazione, sempre originale e differente da caso a caso, tra i partner: si tratta cioè di una qualità emergente dalla coppia, qualcosa che i singoli potrebbero non possedere e che deriva dal particolare modo in cui interagiscono”.

“Gli uomini amano poco” è un faro in mezzo al mare. Un manuale in grado di illuminare a giorno le nostre debolezze relazionali, un incoraggiamento alla guarigione dalla dipendenza affettiva e all’acquisizione della piena consapevolezza di sé e di chi amiamo al fine di vivere un rapporto sano, sereno, costruttivo e soprattutto di crescita reciproca.

Astra

One thought on “Secci e “Gli uomini amano poco”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...