Arma a doppio taglio

 

Una delle cause di sofferenza delle relazioni con i soggetti disturbati è il gusto amaro che resta in bocca, conseguente al disagio di non sentirsi “a posto”, all’altezza della situazione, degne di un personaggio così perfetto, sublime, bello, intelligente, e brillante come lui. Si aveva in mano un ventaglio di carte perfette per fare poker e portare a casa il sogno di sempre. Invece, a causa di quella impulsività che non riesce proprio a guarire, della testardaggine e dell’esagerazione dei  nostri capricci abbiamo perso la manche storica della vita, quella che, se solo avessimo prestato maggiore attenzione, ci avrebbe garantito felicità e serenità.

Sono pensieri assolutamente normali. Retrogusti ordinari di chi va cercando un completamento di sé, un’altra parte della mela con cui spartire e condividere le cose belle e brutte della propria esistenza. Carenze che costituiscono i principali motivi di attrazione di personaggi di tal genere. Si tratta di vulnerabilità, di fessure attraverso le quali i predatori si infilano nel nostro sistema immuno-emotivo e fanno danni a non finire. Squali di terra senza coscienza, sanguisughe che succhiano la linfa vitale delle vittime fino a lasciarle inerti, prosciugate, depredate di qualsiasi energia e di cui sputano i resti una volta spolpate a dovere.

Sta a voi, una volta lasciate in ricarica – perché si ricordi che il loro obiettivo non è quello di abbandonarvi ma di farvi ricaricare con la stessa disinvoltura con cui si collega all’alimentatore un pc, un cellulare o una macchina fotografica- decidere cosa fare: se consentire loro di succhiare l’energia che si è nel frattempo rigenerata o invece utilizzare il silenzio a vostro vantaggio. Il tempo e lo stand by potrebbero servire, infatti, a rielaborare a livello cognitivo tutte le informazioni raccolte nel periodo di sofferenza, le umiliazioni, le insicurezze, le sensazioni di disagio.

Purtroppo distanza e silenzio non fanno altro che aumentare sofferenza e dipendenza, l’addiction a quel veleno la cui mancata erogazione è in grado di gettarci nel panico fisico ed emotivo. Lo stesso che ci indurrà  a ricaricare le batterie a stretto giro di posta e che consentirà allo psicopatico, una volta riaperta la cella buia dove ci aveva rinchiuse a pane e acqua, di poter continuare a giocare con la massima disinvoltura e libertà.

Esiste però un’altra possibilità con cui non ha fatto i conti: che la cella si trasformi in un luogo di ragionamento, meditazione e rinascita. Cambiare di segno al suo silenzio sta solo a voi. Sparendo non si fa solo i propri comodi ma in modo inconsapevole, in quanto spavaldo e temerario, vi  offre anche su un piatto d’argento la possibilità di capire le cose, rimettere i tasselli a posto, acquisire lucidità e consapevolezza, uscire dalla confusione e prendere il volo. In altre parole, salvarvi. I silenzi e le sparizioni possono essere una grande chance. Non sprecateli.

Astra

 

 

17 thoughts on “Arma a doppio taglio

  1. bella riflessione.Ci pensavo in questi giorni a quanto non sia stato capace di giocarmi le mie carte 😉 (cosi mi disse 🙂 ). Se avessi vinto? Una blatta che si crede farfalla Brrrr una parassita emotiva e di denaro ,che bel premio!
    Statene alla larga da questi tavoli di gioco.

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  2. Si aveva in mano un ventaglio di carte perfette per fare poker e portare a casa il sogno di sempre. Invece, a causa di quella impulsività che non riesce proprio a guarire, della testardaggine e dell’esagerazione dei nostri capricci abbiamo perso la manche storica della vita, quella che, se solo avessimo prestato maggiore attenzione, ci avrebbe garantito felicità e serenità.
    Astra ma anche tu hai provato tutto questo che riassume brillantemente il dramma vissuto da molti di noi?
    Senza questo blog e le letture ad esso correlate, starei ancora a pensare che è così e confesso, che ancora, ogni tanto, il dubbio ancora mi assale.

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    • Anna purtroppo l’ho provato anche io e anche io, come te e credo come tutti, faticavo a credere che potesse esistere tanta malvagità. Se da una parte la consapevolezza si rivela un sollievo dall’altra è devastante perché si capisce che tutto ciò che si è vissuto con quella persona non è stato niente più che un film, una commedia, una tragedia. Chiamala come vuoi, comunque una fiction, un gioco di fantasia. Il mio percorso è stato identico a quello di tutti voi. Anche io ho avuto la fortuna di arrivare alle letture giuste che mi hanno aperto gli occhi. E ora, grazie a Relazioni Pericolose, i contenuti sono disponibili anche in italiano.

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  3. Devo la mia fortuna, ovvero la possibilità di fuga dallo psicopatico, proprio allo stand-by in cui lui stesso mi ha messa. Tante altre volte ero stata allontanata da questo individuo, o avevo dovuto subire le sue eclissi. L’ultima volta però è stata quella buona, forse perchè lo stand-by è stato più estremo del solito (ricordatevi che questi individui aumentano la dose dell’abuso con il tempo), chissà se per un suo errore di dosaggio o una sua lucida intenzione. In ogni caso, benedico quell’ultimo stand-by nel quale le idee cominciavano a farsi più chiare e l’orrore per i suoi maltrattamenti diventava sempre più intenso.

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    • Ho avuto anche io una storia del genere con una persona cattiva apatica e cge ho amato tanto. .due mesi e mezzo fa ho chiuso la mia storia con lui, mi sentivo soffocare ansia mortificata usata..ringrazio tanto di queste testimonianze che mi stanno facendo capire tante cose

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  4. Articolo fantastico….la cosa piu difficile per me e piu scioccante è stata comprendere che ritenevo eccezionale idolatravo e mettevo su un piedistallo un essere che non aveva nulla di tutto ciò. Ho compreso la mia dissonanza cognitiva nello stesso istante in cui grazie al No-contact entravo e uscivo da questi stati emotivi come se fossi due persone diverse…. quanto potere ha avuto su di me quanto gli ho permesso di entrare in me….ora sono nella fase della rabbia pura e semplice rabbia per non essermi difesa per non aver dato retta a tutte quelle voci reali nella mia testa per non aver avuto fede nel mio istinto …sono passati 40 giorni da quando mi ha lasciato …ho avuto mille dialoghi con il suo fantasma insultandolo umiliandolo mortificandolo..fino a capire che tanto non serve a nulla che l unica strada che posso percorrere è dentro di me…curare le mie ferite colmare i miei vuoti amare me stessa fino al punto di ignorare questi esseri e di non attrarli piu nella mia vita

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  5. .Mi ha messo lui in stand-by…è passato un mese dopo otto mesi da paura … ecco l unica cosa davvero utile che inconsapevolmente ha fatto per me…approfitto di questo tempo per recuperare le mie energie per amarmi per fortificarmi per tenerlo il piu lontano possibile dalla mia vita…..capire e accettare il suo essere malato non è stata una passeggiata è una persona che ha fatto parte della mia vita in amicizia per quasi vent anni …abbiamo avuto in passato una piccola storia durata una settimana che letta alla luce di ciò di cui oggi sono consapevole mi fa rabbrividire….è un n.p. e non solo..alcolizzato adrenalinico inventore di vite segrete e di mondi creati ad hoc per vivere i suoi deliri narcisisti e le sue innumerevoli vite parallele un essere che è stato capace di rendermi instabile di adularmi e dirmi che ero speciale e unica per poi ritrattare tutto un ora dopo insultandomi per gli stessi motivi per cui diceva di stimarmi….ho sviluppato una dipendenza affettiva ….ho sottratto tempo e energie al mio lavoro alla mia famiglia a me stessa….ho quell amaro in bocca che solo chi ha vissuto una storia del genere può comprendere…

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  6. Ciao a tutti! Ho scoperto questo blog per caso e diciamo che è come se fosse un balsamo per la mia anima. Sono qui a causa di una pseudo relazione con un collega che mi sta logorando. Collega che all’inizio era davvero brillante. A disposizione, gentile. Quando però il confine tra colleghi è stato superato i momenti di condivisione e confidenza hanno cominciato ad alternarsi a piccoli maltrattamenti, che purtroppo riconosco essere tali solo ora. Sono cominciate le sparizioni, i mancati saluti quando mi incontrava oppure la cosa peggiore in assoluto era quando faceva proprio finta di non vedermi quando mi passava accanto. Se non rispondevo ai suoi messaggi, come e quando diceva lui, oltre alla freddezza, si permetteva anche di darmi palesemente le spalle se mi incontrava in giro. Da dopo l’estate non mi ha più calcolato, avendo trovato una nuova ragazzina che gli sbavasse dietro. All’inizio ho sofferto molto per questa sua totale indifferenza, perchè ahimè me ne davo la colpa e non capivo cosa avessi fatto. Ora, a causa anche di un grave lutto in famiglia che mi ha permesso di ridimensionare tante cose, sto meglio e non mi incolpo più di nulla ma so che la fine (o meglio il mio nuovo inizio) è ancora lontano, soprattutto dopo giornate come oggi, in cui faccio fatica a vederlo per la persona che realmente è. Vedo ancora del buono in lui. Anche se penso che una persona che ti vuole realmente bene non ti ignora così dall’oggi al domani. Non ti toglie il saluto solo per un mancato messaggio o una mancata attenzione. Ma è dura.
    Trattandosi di un collega purtroppo il no contact non può avvenire fino in fondo, però da un paio di settimane a questa parte ho cominciato a ignorarlo palesemente. Ovviamente questo lo ha fatto risvegliare!! Se prima pensava che fosse lui a fare il bello e il cattivo tempo, ora come oso io ignorarlo?? Quindi sono cominciati nuovamente i giochini psicologici.. Fa di tutto per farsi vedere, per esempio me lo sono palesemente ritrovato alla macchinetta del caffè (dove lui non viene mai) a parlare con la nuova ragazzina. Non so se per farmi ingelosire o se per dirmi “Guarda, anche se non ci sei tu c’è sempre lei!”. Viene in mensa cosa che non ha mai fatto. Il tutto però fatto con ambiguità, senza sporcarsi le mani. Così nel caso in cui ci cascassi ancora (cosa che non avverrà) quando vorrà sparire nuovamente potrà dire che sono io che l’ho cercato, lui non ha fatto nulla. Comunque recentemente ho anche scoperto che frequenta un’altra ragazza, sempre che sia l’unica.
    Scusate il papiro ma avevo bisogno di scrivere.

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    • Ciao Ele, mi dispiace per il tuo lutto. Per fortuna ci stai vedendo bene: le cose che lui fa sono solo manipolazioni e giochi. Poi triangolazioni con queste ‘ragazzine’. L’individuo di cui parli è inquietante e stai attenta a non farti usare ancora come uno dei suoi giochi. É chiaro che questo é un predatore. Il lavoro è una copertura atutto ilresto e gli crea un fantastico territorio di caccia.

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      • Grazie Giusy! Hai proprio ragione, è il suo territorio di caccia. Tieni conto che lui di anni ne ha quasi 40 e le ragazzine che “adesca” ne hanno dai 25 in giù. Una, tra le tante cose che mi fanno rimanere male di tutta questa storia, è che sicuramente lui parla male di me con i suoi colleghi. Una delle tante volte in cui mi ha girato le spalle di proposito ho visto che si scambiava sorrisini con il collega che era li in quel momento. Oppure la collega con cui lui sta sempre vedo che mi tratta più freddamente. Ma ammetto che possono essere mie suggestioni dovute al mio sentirmi sporca e str**a nei suoi confronti.

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      • Ti senti in colpa? O ti ci fa sentire lui? Comunque è tipico il parlar male della vittina. Ti scredita così che se tu mai un giorno parlassi con qualcuno di loro dicendo chi è quella persona, nessuno mai ti prenderebbe sul serio. Magari ti dipinge come pazza, gelosa, invidiosa, depressa, insomma come meglio gli conviene. In quel contesto, se vuoi un consiglio, è meglio che tu attui l’indifferenza totale, e che con nessuno parli di lui. Fai attenzione.

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