Parola di psichiatra: “Gli psicopatici creano danni a non finire”

 

Qualche tempo fa, in cerca di contenuti da condividere con i lettori di Relazioni Pericolose, mi sono imbattuta in un interessante video su Youtube. Si trattava di una lezione tenuta sulla psicopatia presso l’Istituto AT Beck di Roma https://www.youtube.com/watch?v=gNXHauh9cUc dal medico specialista in psichiatria, nonché psicoterapeuta, antropologo ed esperto di fenomeni connessi alla complessità delle società post moderne, Paolo Cianconi. Dal momento che è inusuale sentir parlare di psicopatia in italiano e soprattutto in modo così esaustivo e preciso, ho approfondito la questione contattandolo e ponendogli qualche domanda in chiave relazionale.

Dottor Cianconi, per femminicidio intendiamo l’omicidio compiuto da un uomo che si rifiuta di accettare che sua moglie o la sua compagna non lo voglia più. Con tutto il rispetto per le vittime di questi feroci crimini e per le loro famiglie, va sottolineato che i media non parlano delle forme di “femminicidio indiretto”, quelle perpetrate ad opera di psicopatici invisibili, difficilmente riconoscibili, ma non per questo meno pericolosi, che invece di dar fuoco alla vittima la annientano psicologicamente, poco a poco, provocando in lei serie somatizzazioni, lo sviluppo di patologie importanti, talvolta mortali, o istigandola al suicidio. Non è femminicidio anche questo?

La violenza unita al dispotismo sono sempre una cattiva miscela. Si tratta di fenomeni molto antichi che sembrano ravvivarsi e resistere anche alla costituzione delle democrazie. Tuttavia, parlando in generale, lo Stato di diritto ha sviluppato e reso fruibili per i cittadini strumenti per difendersi. Le singole situazioni nello specifico sono, invece, più difficili da gestire come quando quella donna, in quella casa con quelle determinate condizioni potrebbe non avere molte possibilità, anche se fa parte di una collettività nominalmente protetta. In questo caso le cose possono prendere la piega di disagi psichici di multiforme fattezza. La mia esperienza ha anche incontrato tanti casi di accordi simbiotici perversi, in cui sono incastrate entrambe le parti (dipendenze, paure, incapacità, scarse possibilità esplorative, convenienze reciproche). In questi casi il lavoro sulle coppie prevede una buona esamina delle dinamiche, della volontà di cambiare tali stati di prepotenza e di intrappolamento e delle reali possibilità.

Quando si parla di “psicopatia” la mente va al serial killer, al crimine efferato, eppure esiste anche “la psicopatia non deviante”, quella che resta fuori dal carcere. Ci sono differenze sostanziali tra il cervello di uno psicopatico deviato e uno non deviato in termini di pericolosità dell’individuo in questione?

La psicopatia è molto usata dal modo del cinema e della televisione; compare continuamente nel discorso popolare più ampliamente inteso e nelle preferenze di una certa letteratura di nicchia “noir”. Benché certi prodotti cinematografici debbano rispondere ad esigenze del mercato, è indubbio che una base qualitativa del fenomeno sia, poi, anche reale, o abbia rappresentato la realtà di certi eventi che sono effettivamente accaduti. Quindi io cercherei di essere più circoscritto, poiché tra la fiction e la ricerca scientifica e forense esistono parametri ben diversi. Noi non sappiamo cosa sia ad oggi un qualcosa chiamato “psicopatia”. Non lo sappiamo perché, anche storicamente, il percorso della definizione stessa di psicopatia è assai disorganico. E il presente non lo è da meno: gli studi non sono sufficienti e non c’è accordo scientifico interdisciplinare a tal riguardo. Comunque esistono delle caratteristiche, dei tratti di personalità, dei comportamenti, come anche dei tempi di azione, attivazione e reazione (dinamica) della psicopatia. Esistono attori e vittime. Alcuni studi, tutti da verificare considerato come è la situazione attuale, sostengono che la psicopatia possa anche non manifestarsi con comportamenti di simmetria, antagonismo e violenza; e quindi, se venissero confermati tali studi, sì, ci sono psicopatici non “deviati”, sempre che deviati possa essere il termine giusto. Io userei a seconda dei casi i termini funzionali, integrati, non-attivati. I classici della letteratura sulla psicopatia sostengono che molti psicopatici sono fuori del carcere, anche perché non hanno violato le leggi dello Stato.

Per gli psicoterapeuti è difficile fare una diagnosi certa in quanto la psicopatia è descritta in dettaglio solo nei manuali di psichiatria forense. Nel DSM, quello usato per le diagnosi comuni, non esiste una definizione di psicopatia e la si fa rientrare nel disturbo antisociale di personalità. Ci spiega le differenze?

Come dicevo, cosa sia la psicopatia non ci è dato di sapere. La psicopatia è un fenomeno complesso sul quale esistono già diverse varie ipotesi. La diagnosi è presente nei manuali di psichiatria forense, ma come ci ricorda giustamente Lei, tranne poche eccezioni, non c’è nei testi clinici diagnostici più usati. Sul perché di questa omissione si potrebbe disquisire. Fatto è che, benché non ci sia una diagnosi, la psicopatia è continuamente nominata. Accadendo certi fatti di violenza poco altrimenti spiegabili, quando non si riesce a capire cosa accade o quando lo strumentario diagnostico è insufficiente, si rinvia alla definizione diffusa di psicopatia (anche il DSM-5 fa così). La scelte del DSM-5 di accorpare la psicopatia in una interpretazione di spettro con l’antisocialità ci crea più di un problema. La formazione degli operatori non è perfetta nel nostro Paese e presenta importanti lacune (vedi impreparazioni sulla psicologia delle migrazioni, ad esempio). Non studiando la psicopatia gli psicoterapeuti sono esposti al rischio di non saperla diagnosticare (tuttavia gli addetti ai lavori invece sono preparati a riconoscerla e descriverla). Antisocialità e psicopatia, sia che siano visti alle sponde opposte di una visione di spettro, sia che siano considerate come entità separate, in realtà convergono e divergono. A volte sono fenomeni molto diversi a volte coesistono. Quando coesistono (psicopatico antisociale) sono “bei problemi”.

La difficoltà di fare diagnosi nel caso degli psicopatici non devianti permette a individui molto pericolosi di ottenere comunque l’affidamento congiunto dei figli in caso di separazione. Che danno può creare la vicinanza di un padre o di una madre psicopatica nelle fasi dell’infanzia e dell’adolescenza?

Certo. Gli psicopatici possono sempre creare danni a non finire. Al coniuge o al compagno, ai figli, a se stessi. Anche agli operatori che trattano il loro caso (da tenerlo sempre presente). La psicopatia a differenza dell’antisocialità (che è ad appannaggio maschio femmina 6 a 1), è perfettamente democratica: maschi e femmine 50%. Nel pratico si potrebbe dire che uno psicopatico o una psicopatica sono sempre autocentrati sul proprio concetto di realtà, poco empatici, gli interessano certe cose e null’altro, non hanno confini di distruzione, se attivati.

Lei sostiene che il narcisista maligno è sempre uno psicopatico. Da più parti è sostenuto, al contrario, che tutti gli psicopatici sono narcisisti ma non tutti i narcisisti sono psicopatici. Ci aiuta a fare un po’ di chiarezza?

La definizione di “narcisismo maligno” è emersa nello stesso periodo storico della psicopatologia in cui si dava conformazione ai disturbi di personalità. Considerando che il narcisismo è uscito da quello stesso periodo di studi in modo molto meglio definito della psicopatia, la definizione di narcisismo maligno si è probabilmente perpetuata meglio. La mia opinione è che il termine “maligno” di narcisismo maligno sia in realtà la struttura solida della psicopatia, dove il termine narcisismo sia invece una qualità associata. Nella fenomenologia le ricerche devono poter dire da dove si osservano i fenomeni. Studiando un fenomeno la descrizione dipende da cosa è considerato centrale e cosa consideri accessorio. Qui abbiamo due modi di vedere la cosa: il narcisismo maligno o è un narcisita-psicopatico o è uno psicopatico-narcisista. Concordo assolutamente che la gran parte dei narcisisti non sia psicopatico (di solito sono narcisismi patologici), ma sono anche dell’idea che non tutti gli psicopatici siano narcisisti. L’errore è sul capire cosa sia l’essenza del fenomeno della psicopatia, che continua ad essere confuso con i suoi attributi associati: antisocialità, sociopatia, paranoia, narcisismo eccetera. Se non si arriva all’essenza non capisci le forme. Ne sappiamo ancora troppo poco direi.

All’estremo piacere che lo psicopatico prova nel riuscire a ingannare il prossimo si contrappone una profonda frustrazione e senso di vergogna nell’essere smascherato o a lui non cambia niente?

Direi più che non gli cambia niente.

Come può mettersi al riparo una vittima oltre che fuggendo? Ci sono casi in cui si è obbligati a continuare a interagire con il soggetto disturbato: parlo di quando ci sono figli in comune o interazioni professionali o di tutti quei casi in cui lo psicopatico in questione è un genitore, un fratello, un componente della famiglia.

Quando una diagnosi di psicopatia è fatta correttamente da un addetto ai lavori (diagnosi fatta con evidenze, esperienze e test e non diagnosi “pop”), si apre il capitolo del cosa fare. Qui si potrebbe discutere parecchio. Solitamente io vorrei capire bene con quale tipo di psicopatia si ha a che fare e lo scenario in cui ci si trova. Certo le persone coinvolte (spesso non solo una persona) hanno bisogno di aiuto. Nella mia esperienza clinica le vittime per diverso tempo non hanno avuto la più pallida idea di chi hanno avuto accanto, non li hanno mai capiti. Non di rado psicopatici erano i genitori, il partner di una vita, il capo ufficio, il collega, un’amica, il vicino. Non si sa come comportarsi con la persona in questione, non la si individua, solitamente la si subisce più o meno consapevolmente. Quello che ritengo importante sono quindi gli esiti: la vicinanza con queste persone ha spesso deformato psicologicamente, se non danneggiato, le vittime. Spesso sono le conseguenze che rinviano all’azione di uno psicopatico attivo in un territorio sociale.

Parlando da psichiatra, è più gratificante tentare di curare il danno nella vittima o la patologia nello psicopatico?

Le vittime, traumatologia considerando, sono più semplici da aiutare. Dipende da molti fattori certo (territoriali, psicologici, legali, di legame). Per il soggetto psicopatico posso dire che quando è individuato la sua pericolosità, fenomenologia considerando, è molto attenuata. Una variabile importante, in entrambi, tra vittime e attori, è il tempo.

pcianco@gmail.com

114 pensieri riguardo “Parola di psichiatra: “Gli psicopatici creano danni a non finire”

  1. Bell’articolo ,purtroppo come sempre declinato al femminile come se solo gli uomini fossero psicopatici narcisisti,la realtà è ben diversa. Per il resto sono d’accordo gli psicopatici creano danni a non finire, oggi a mente molto fredda se ripenso a tutte le storie che mi ha rifilato la mia ex,vedo solo macierie,ha fatto danni ovunque,chi è stato capace di capire la sua natura si è salvato gli altri sono rimasti distrutti.Capisco del perchè alcuni addirittura cambiarono città per evitare di incotrarla,non sono stati pochi.Oltre alla diffamazione verso gli ex amanti ,amici,amiche ,colleghi di lavoro ,c’è anche la distruzione della mente delle vittime,mi pare molto strano che chiunque abbia avuto a che fare con lei sia finito in depressione.Ha un potere malvagio ,tira fuori le tue paure e poi le rende reali e nel frattempo ti paragona ad altri ,esempio di virtù ,coraggio e doti morali oltre che umane.Capite che una persona depressa se si sente dire di essere nulla in confronto al Figo di turno ,sprofonda ancora di più.
    La questione femminicido ,secondo me si potrebbe risolvere ,costringendo le persone segnalate a fare psicoterapia ,pagata dallo stato però.credo costi meno di un processo per omicidio ,qualche milione di euro un meno ,purtroppo il nostro è un paese di cialtroni capaci solo di fare spot,girotondi e fiaccolate e magari qualche ballo in piazza contro la violenza ,ma mai che si facesse la cosa più ovvia.
    Secondo statistiche i femminicidi sono molto di più nei paesi con alta parità di diritti ,da noi sono pochissimi ,in Finlandia sono alla pari uomini e donne come uccisioni.
    La cosa buona è che finalmente se ne parla di psicopatie per troppi anni siamo rimasti alla pazzia non esiste è solo diversità che bisogna accettare,Basaglia ha fatto dei danni enormi ,come chi esalta certe patologia mentali come motivi di Genialità .

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    1. Buongiorno Jerez, se ne parla di psicopatici ma poi fanno successo nel lavoro e vengono acclamati da tutti…per cui la maschera che indossano sono pochi a riuscire a vederla….e non ti crede nessuno quando lo segnali….fanno passare te per matto….poi se sposano un uomo zerbino io ne conosco di uomini così….ignari del mostro che hanno davanti…

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      1. Hanno o avuto il successo perché di solito per ottenere ció che vogliono usano tutti strumenti. Senza nessun rimorso. Si sposano per il loro status quo o per gli interessi. Deve far vedere che é l´uomo bravo con la famiglia come si deve. Pero per questi tipi degli uomini é noioso avere la relazione normale. Hanno bisogno sentirsi importanti, grandiosi, amati, ascoltati etc. Cercano le persone brave, le pecorine ubbidienti per loro spettacolo. Piú pecorine hanno, piú potere sentono … sono uscita dalla storia simile, mi ha costata ben caro. Ancora sento me stessa, mi piace, é brava persona, solo che lui manca un po di empatia … il controlo assoluto, l´abuso psicologico. A me piaceva un sacco, pero staccandomi, non trasferirmi nella sua vicinanza alla fine sono io la persona di m*** che provava approffitare.

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  2. Jerez invece questo articolo dice una cosa importante: che mentre nell’antisocialità il rapporto è 6 a 1 tra maschi e femmine nella psicopatia c’è parità assoluta: 50% uomini e 50% donne.

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    1. Su questo punto sono ed ero d’accordo ,resta il problema femminicidio che non si vuole affrontare nel modo corretto.A cosa serve fare una denuncia se poi non vi è seguito,anche l’ammonimento a che serve?Sarebbe meglio spedire lo/a psyco da uno psicologo ,non come punizione ma come parte integrante di un recupero. Sappiamo bene,che esistono perseguitori psicopatici e perseguitori che lo sono diventati dopo una relazione con uno/a psyco. Abbiamo letto tantissimo su questo è mai possibile che solo il legislatore non sia informato ?Le tantissime associazioni foraggiate da denaro pubblico che fanno?Aspettano le vittime. Sara di Roma ,oggi sarebbe viva.E invece da quello che ho letto in giro ,gli amici dell’ex gli consigliavano di darle a fuoco l’auto come punizione.Tutto ciò mi fà rabbia.una vita spenta per stupidità,se il tizio in questione fosse stato preso sotto tuttela psicologica,tipo nel film “il lato positivo” oggi lei sarebbe viva e lui non sarebbe un mostro .
      La psichiatra dell’articolo è un illuminata ,ma poi nella realtà a che fare con “colleghi”,psicoteurapeuti,naturapeuti,mentalcoach e figuri simili che spesso creano casini

      Una Frase:”Elimina quello che ti fa stare male”.Fallo entrare nella testa ad uno psyco e poi vediamo che fà.
      .
      Credo che questa professione nel nostro paese sia presa molto alla leggera e stranamente da quando il web si sta riepiendo di forum,blog e siti vari come questo che riportano articoli psichiatrici esteri,le cose si muovono ,mi piace molto il dottore di cui hai messo un video qualche settimana fà. Eravamo abituati agli psicologi della tv ,quei 2 famosi intendo… che di danni ne hanno fatto a migliaia.

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      1. Grazie Dott, Cianconi, e grazie Astra, per questa interessantissima intervista. Ho visto il video e lo trovo illuminante (consiglio a tutti di guardarlo attentamente). Mi fa molto piacere vedere che ci sono alcuni psichiatri che parlano con grande competenza di psicopatia. Si parte da qui, dalla sensibilizzazione del pubblico e degli operatori, per cambiare le cose anche sul piano legislativo.

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  3. salve tutto quello che ho letto e vero ,questi uomini ho donne affette da queste patologie ,non si cureranno mai perchè non accetteranno mai la loro malattia ma piuttosto mandano gli altri dai spicologi,GRAZIE DEI VOSTRE DICHIARAZIONI …..

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  4. Ho letto articolo è visto il video molto interessante.mi è sfiorata l’idea che il mio n.p. sia pure psico…una cosa è certa capito il meccanismo è stato molto più semplice individuare le sue mosse ai miei occhi non appariva più la persona tenera che mi aveva attratta. Capire il meccanismo perché di questo si tratta e non di persona serve soprattutto a sganciarsi da questa struttura cattiva. Sono stata io l ultima volta che mi cercò a indossare la maschera sono diventata una narcisista ho recitato la parte e ho imitato lui.risultato è svanito nel nulla da molti mesi.avevo capito grazie anche al blog di relazioni pericolose che dovevo diventare priva di interesse per liberarmi dei suoi ritorni tossici. Con il solito prezzo da pagare…

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  5. Ciao Michela,
    in che senso hai indossato la maschera e sei diventata narcisista imitando lui? Mi incuriosisce l’atteggiamento con cui ti sei posta nei suoi confronti, tanto più visto che ha prodotto ottimi risultati! Grazie in anticipo se vorrai rispondermi.

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    1. Anna mai avrei immagitato di dovermi compoptare così non fa parte della mia natura avrei preferito una condivisione tra due persone adulte. L’ho imitato meglio che ho potuto e mi sono resa indesiderabile. Mi sono resa superficiale con un bel ghigno sulla faccia. Le sue manipolazioni erano così evidenti. Non so se sono stata io davvero brava, oppure se solo lui ci ha riprovato solo per noia, entrambe probabilmente.ha funzionato, ora qui non so farti gli esempi pratici dei botta e risposta comunque reputo importante dire che ero io già più forte.eppure credimi gli ho voluto tanto bene ma ora mi fa ribrezzo.spero di non incontrarlo mai più neanche per sbaglio.

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      1. Michela, ma questo tuo usare la cosiddetta “maschera” ha avuto effetti positivi su di lui? Nel senso, ha cominciato a trattarti con rispetto oppure e’ niente e’ cambiato? Perche’ il “mio lui”, quando rispondo alle sue provocazioni imitandolo, mi dice che me la prendo troppo, che devo cambiare tono di voce e che faccio troppe domande. E spesso si incavola come una bestia!

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  6. Gia’, creano danni a non finire e “lui” in me ne ha creati davvero tanti. Autostima distrutta, dignita’ persa, orgoglio ferito. E la cosa che mi stupisce di piu’ e’ che sono ancora qua a pensarlo e a rimuginare su cosa avrei potuto fare per non farmi trattare cosi. Mi colpevolizzo, non riesco a perdonare me stessa! Eppure lui, alle mie affermazioni di essere solo una compagnia per riempire il vuoto delle sue tristi serate in solitudine, di essere un giocattolino da prendere e lasciare quando vuole lui, mi ha risposto che effettivamente e’ cosi! E allora chi di noi due e’ il colpevole e ha creato piu’ danni? ………..

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    1. Jerez nel mio caso mi attiro’ molto la tenerezza che credevo autentica eh eh poverina. Quando scrivi di rispetto che il mio n.p. parlava spesso dell’importanza di aver rispetto quando in realtà conosciuto meglio non ne aveva proprio.mi sembrava sensibile e tenero era solo la sua tecnica di manipolazione. Io ho sofferto molto,colpevolizzata no credo di essere stata perfetta come persona che si innamora.

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    1. Nemmeno io ho molto chiaro il senso della domanda. In ogni caso no, mai usata questa definizione. Anzi, eventuali mancanze di rispetto, offese, critiche feroci, cattiverie gratuite etc. nei miei confronti erano sdrammatizzate e giustificate con l’ammissione bonaria di una mancanza di sensibilità, sottintendendo che se me la prendevo ero evidentemente io a essere troppo sensibile e quindi sbagliata.

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      1. La frase “tutto puoi dire, tranne che io non sia sensibile” è tipica della maschera. Ma il vero significato è “tutto puoi dire tranne che io non sia in grado di intuire le tue debolezze e fotterti”.

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      2. Mina, mi sono trovata nella tua stessa situazione. Succedeva anche che lui si scocciasse quando replicavi alle sue cattiverie e offese?

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      1. Ciao Michela. Con la mia domanda ,volevo capire se nella “sceneggiata” rientra in modo comune sta storia che sono sensibili ,per cui è necessario trattarli con estremo rispetto. Quando poi nei confronti del partner di solito non hanno ne sensibilià ,rispetto ne tantomeno un pò di tatto quando arriva il momento della distruzione.
        Michela per mesi mi sono arrovellato nei sensi colpa per aver urtato la sua sensibilità,mentre lei mi sfotteva sul social ,me ne accorsi 6 mesi dopo ….. (io il controllore fesso..:-) )
        Ora mi chiedo non è che questa maschera di persone sensibili contribuisce a far si che i sensi di colpa vengano amplificati? Ho letto tanto ,anche troppo direi di storie dove i “poveri” psyco all’inizio sembrano cosi sensibili anche se persone forti.

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  7. Mi sfugge il senso della tua domanda, comunque, per quanto mi riguarda, questa parola non gliel’ho mai sentita pronunciare nè in riferimento a se stesso, nè in riferimento ad altri.

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    1. Credo che Astra abbia capito il senso,ed io sono stato troppo ermetico ma volontariamente, vorrei una risposta diretta si o no ,tipo sondaggio.La mia ex di autodefinesce persona sensibile,molti sei suoi “amichetti” si autodefiniscono cosi (credo siano egoisti e sensisibili alle critiche e basta),ho letto di tanti che hanno avuto storie con psyco che si sono trovati alla fine a fare la parte dei Bastardi insensibili. Sopra leggevo di Elisa e dei suoi sensi colpa e ho pensato che poi molti di questi sensi di colpa e la dipendenza affettiva siano provocati dai danni della sensibilità degli psyco. Oltre a usare questa loro capacità di captare le debolezze altrui ,forse riescono ponedoci nella parte dei carnefici a distruggere la nostra autostima definedoci cattivi insensibili oltre che infelici invidiosi?

      OT: Per Elisa,stai tranquilla ti passerà è sempre cosi per tutti ,sono gli effetti del veleno ,alla fine ti farà pena lui e non sarà una pena empatica … Ti passeranno la rabbia,i sensi di colpa e sopratutto quel senso di nausea per essere stata usata e ingannata. Io soo caduto dopo quasi 2 anni di relazione ,non riusciva a sottomettermi,poi si è inventata la cosa giusta (grazie a internet… e wikohow) ,chi è venuto dopo di me è caduto in poco tempo ,al massimo un mese e tutti depressi alla fine.Quindi Elisa non darti troppe colpe,è la natura di questi malati a trarre nell’errore.
      Sarai vaccinata per le future relazioni. Il tuo ex,vivrà con i suoi sorrisi ,la sua voglia di vivere,la sua grandezza,i suoi continui cambiamenti per migliorarsi ma sopratutto vivrà cercando sempre qualcosa con cui riempire il suo vuoto.
      Queste persone non danno mai nulla,prendono ,prendono e svuotano.

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      1. Di solito la loro ‘sensibilità’ (pura finzione, ovviamente) viene usata come ulteriore arma di manipolazione e controllo. Hanno doppi standard, per cui quando affondano il coltello nella vittima e la vittima reagisce, accusano la vittima di essere troppo sensibile. Quando ignorano la vittima o si ritirano risentiti (o spariscono), come se questa li avesse feriti, allora tirano in ballo la loro sensibilità (es. ‘Non ti ho cercato per giorni perchè stavo male. Con il tuo comportamento hai ferito la mia sensibilità’). In entrambi in casi va a finire che le vittime devono chiedere scusa, se si vuole avere ancora un posto nel loro ‘cuore’. Solo alla fine, quando dopo il no contact svaniscono gli effetti del lavaggio del cervello, le vittime si rendono conto dei profondi abusi subiti. Elisa, non è colpa tua. Ti sarà chiaro quando ti sarai allontanata di più. Osservando la tua esperienza da lontano capirai che sei finita in una trappola, caricata del tutto intenzionalmente per te.

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  8. Ciao Jerez!
    Non e’ proprio un mio ex perche’ non siamo mai stati insieme pero’ ci siamo frequentati per 6 mesi. Sai, pur avendolo sempre in qualche modo intuito mi ha dato poco tempo fa la conferma che io per lui sono solo una compagnia qualunque e una scop…. ogni tanto! Ammiro comunque il coraggio di avermelo saputo dire in faccia.
    Ho letto i messaggi che ancora oggi scrive alla sua ultima ex (ogni tanto si rivedono). Pieni di dolci parole, frasi poetiche, etc. I msg che scrive a me sono privi di significato a volte, freddi, oppure scritti in modo manipolatorio. Mi chiedo perche’? Perche’ riescono a fare una simile distinzione quando comunque, alla fine, non sanno amare….

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    1. Ciao vorrei ricordare che questi psicopatici odiano le persone normali perché sono degli sfigati s frustrati perché sanno che non potranno mai essere come noi! Fingono sempre la maschera non si vede sono bravissimi attori ed hanno paura di tutto e tutti perché hanno paura di incontrare uno come loro! Saluti, catia

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  9. Giusy, il fatto e’ che comunque lui me l’ha detto in faccia cosa sono per lui. E nonostante cio’ sono ancora qui.. sara’ dipendenza affettiva? Forse.. oppure e’ come una speranza che lui s’innamori di me.. Anche se so che una vita con lui sarebbe una punizione..

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    1. Elisa, se lui manda messaggi chiari e consistenti su come intende la vostra relazione, e se le sue azioni sono omogenee alle sue parole, allora ti sta semplicemente proponendo un modello di relazione. Che tu puoi prendere, lasciare, o provare a negoziare. È questo quello che vedi?

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      1. Ciao Giusy. Grazie x la risposta
        Lui mi ha detto che gli mancano certe vibrazioni che io non riesco a trasmettergli, dice che sono troppo buoma e che dovrei essere piu’ str… e con piu’ carattere. Peccato che quando non sono stata zitta il primo ad incavolarsi e’ stato lui dicendo di moderare i toni!!!
        Non avverte il giusto feeling mentale.. pero’ e’ ovvio che io sono una bella compagnia quando non sa cosa fare o quando vuole sc….
        La nostra “relazione” e’ questa. Si certo, sono liberissima di andarmene, specialmente dopo come mi ha sempre trattata.. pero’ sono ancora qui sperando forse che s’innamori. E mi colpevolizzo sul fatto di non essere la tipica str…. che piace a lui. Esattamente come le sue ex.. tutte con un passato pieno di casini, problemi di droga etc. Proprio come e’ lui.
        Non so cosa fare… io so che cerca anche altre donne perche’ una non gli basta, corre ancora dietro alla sua ex.. sa che ci sono sempre e ne approfitta..

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  10. Elisa, intendi chiedermi se si scocciasse se io facevo notare che non era questione di sua scarsa sensibilità ma di cattiveria e perversione? Diventava una bestia. Esplodeva come una furia, facendo uscire fuori una rabbia che evidentemente cercava di tenere a bada tutto il tempo. La cosa che più mi annientava era il fatto che con lui non ci fossero scazzi. Intendo dire, può essere che si discuta confrontandosi. Con lui non avveniva mai. Non diceva mai una parola fuori posto. Se facevo notare che mi stava facendo male, sdrammatizzava dicendomi che ero troppo sensibile e che lui era troppo rude per capirmi. L’esplosione avveniva sempre a distanza di ore o giorni durante i quali prima mi puniva col silenzio e poi mi aggrediva e diceva cose terrificanti. Ovviamente accusandomi di essere io un mostro perché distruggevo i suoi sogni, gli impedivo di farmi felice, l’avevo ingannato e in realtà non valevo niente…

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  11. Per Elisa rispondo,nessun rispetto solito teatrino.lui sfotte.mi sentivo io diversa ho usato un mix di dolcezza e forza.effetto del no contact. Magra, ma che soddisfazione!
    Ho fatto in modo che si specchiasse in una persona diversa ho cancellato tutte le mie caratteristiche.

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  12. Ho scoltato tutti vostri commenti, il mio caro amore psico, mi ha delapidato il cono corrente , teneva due piedi in una scarpa da 6 mesi e si faceva una doppia vita, mi ha scaricato dicendo che la cattiva ero io…….adesso ha una nuova amante , naturalmente finchè avrà passione e amore poi naturalmente la riscaricherà per un ‘altra . indovinate perchè mi cerca ancora………tic tac ……il meccanismo va avanti e noi cretine ci fermiamo a piangere——

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  13. Grande articolo, grazie! Secondo lei, dottore, si potrebbe asserire che la psicopatia sia in aumento nella popolazione in Italia? Ci sono dati precisi in tal senso? Mi riferisco agli orribili episodi di cronaca sulla violenza sulle donne. Non si riesce a capire l’incidenza reale di questo orrendo fenomeno dalla copertura dei media. Ma anche senza arrivare agli atti di violenza, come si potrebbe studiare il fenomeno della psicopatia nella relazione di coppia che poi porta a malessere relazionale, alle tipiche dinamiche di manipolazione e svilimento della persona “sottomessa” (che, almeno ad osservazione clinica) è più frequentemente donna che uomo? Si può asserire che i tratti narcisistici ed antisociali siano più tipici della popolazione maschile che di quella femminile (sempre in senso statistico, intendo)? E se le cose stanno così, come si può iniziare a parlarne tra studiosi e anche politici che dovrebbero cominciare a prendere in considerazione misure preventive efficaci sulla società, in maniera pubblica e utile senza che diverse “campane” si indignino per il dito puntato sulle “colpe dei maschi”? Grazie.

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    1. Ti consiglio questo libro: Colpevoli della crisi? Psicologia e psicopatologia del criminale dal colletto bianco
      Autori e curatori Isabella Merzagora , Guido Travaini , Ambrogio Pennati

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  14. BUONGIORNO, VORREI POTER AIUTARE UNA PERSONA A CUI TENGO MOLTO ED È SOTTO DIPENDENZA AFFETTIVA, NON HA NEMMENO IL CORAGGIO DI CONTRADDIRE QUESTA DONNA. CHIEDO CONSIGLIO PERCHÈ QUESTA PERSONA NONN POTREBBE NEMMENO ANDARE A FARE LA SPESA SENZA ESSERE SPIATO, FIGURIAMOCI DALLO PSICOLOGO. MI SPIEGO, QUESTA DONNA È UNA CYBER STALKER E SPIA TUTTO E TUTTI COLORO I QUALI HANNO A CHE FARE O HANNO AVUTO A CHE FARE COL SUO COMPAGNO. IN PIÙ QUESTA DONNA TRATTA IL COMPAGNO COME UNO ZERBINO E LUI NON HA NEMMENO IL CORAGGIO DI CONTRADDIRLA ANCHE SOLO NELLE COSE PIÙ BANALI CHE LEI DIVENTA AGGRESSIVA E SE LA PRENDE ANCHE COL BIMBO GLI BRUCIA LA BOCCA COL CIBO. IO ORA HO PROVATO A FERMARLA DIFFAMANDOLA SUL LAVORO MA DATO CHE QUESTE PERSONE NON HANNO DIGNITÀ NÈ COSCIENZA A LEI NON IMPORTA NULLA E CONTINUA IMPERTERRITA A SPIARE NELLA MIA VITA PRIVATA. ORA IO CHIEDO NON ESSENDO LAUREATA MI SONO SOLO DOCUMENTATA SU QUESTI PERSONAGGI, COME POSSO AIUTARE QUESTO AMICO AD USCIRE DA QUESTO INCUBO INFERNALE? IN UN MOMENTO DI DISTRAZIONE DI QUESTA PSICOPATICA LUI MI HA DETTO CHE NON RIESCE PIÙ A DORMIRE PERCHÈ LEI SI METTE A SPIARE ANCHE LA NOTTE , ED IL LORO BAMBINO HA ANGOSCE NOTTURNE PERCHÈ QUESTA DONNA NON HA MAI CONTATTI CON IL BAMBINO, MAI UN BACIO OD UNA CAREZZA, VEDEVO IO. ORA IO PER AIUTARE QUESTO MIO AMICO CHE HA LA CATENA AL COLLO POVERINO POSSO SOLO SCRIVERE, MI POTETE DIRE COSA POSSO DIRE PER FAVORE PER AIUTARLO A VENIRNE FUORI? GRAZIE IMMENSAMENTE, CATIA

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    1. credo ci voglia uno psicologo per lui che accerti lo stato di violenza psicologica e poi i servizi sociali e una denucicia per violenza domenstica, verso questo uomo e verso il bambino Però in Italia tutto ciò è quasi impossibile, poi se la violenza psicologia è verso un uomo si fanno due risate .

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      1. Grazie jerez per la.risposta, comunque non èè vero che si fanno due risate, anzi io ho avuto a che fare e so che tengono in considerazione anche i papà, lui poi potrebbe filmare addirittura questa donna coi filmati sarebbe più credibile è che gl manca il coraggio di reagire.Grazie, catia

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  15. Catia, con 2 risate volevo intedere che in questo paese ignorante la psicopatia è presa molto alla leggera e quasi sempre non capiscono il dramma che si vive a stare a contatto con una persona malata di mente ,infatti il tuo conoscente è incapace di reagire e questo è preoccupante perchè potrebbe scoppiare e fare gesti inconsulti,non sarebbe la prima volta che succede.

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    1. Hai perfettamente ragione jerez, ora io per aiutarlo mi sono spinta oltre ho diffamato questa persona dicendo a tutti che è una cyber stalker lei mi ha denunciata ed ora parlando in un tribunale quando sarà, spero mi credano e che verifichino e resto comunque dell’idea che i filmati e registrazioni contino grazie mille della disponibilità (io sono una delle sue vittime come avrai capito), catia

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      1. Volevo aggiungere: se tu hai prove che questa donna fa violenza sul bimbo puoi denunciarla tu. Se c’è questa violenza, Mi sembra che l’urgenza qui sia la sicurezza del bimbo al momento, piu che il tuo amico.

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      2. Scusate a tutti ed in particolare a jerez mi chiedevo però, sempre per quel fatto che ti ho raccontato, questo bimbo, dato che lei usa una tortura su di lui ovvero la privazione del sonno da otto mesi che causa danni irreversibili cerebrali o morte, mi dite questo bimbo che fine fa in mano a questa donna? Non è meglio che si tuteli lui in questo caso ormai lo ha ridotto uno straccio ed in più lo obbliga a spiare per lei tutto il giorno sia me che la baby sitter attuale e anche la vita di mia figlia ( forse è anche pervertita) grazie a tutti, ciao

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    2. Buonasera a tutti vi prego aiutatemi, ho saputo adesso che questa psicopatica usa con il suo compagno la più spietata delle torture, appena lui si addormenta lei lo sveglia lo priva del sonno di una crudeltà indicibile sono preoccupata per lui moltissimo che può morire od avere conseguenze gravissime, grazie, catia

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      1. Catia, non credo che tu possa fare molto per questo tuo amico. Sta a lui fare il percorso. Dalla mia esperienza con vittime di psicopatici, non mi é ancora mai capitato di sentire che la fuga é avvenuta grazie all’aiuto di un terzo. Tu puoi ovviamente fare quello che serve per proteggerti da questa persona. Puoi anche aiutarlo a conoscere meglio la psicopatia, magari regalando un libro su questo. Ma se il tuo amico ha capito perfettamente che la sua compagna é una psicopatica e sta ancora lí, non vedo cosa tu possa fare. Di solito quando arriva la chiarezza la vittima ha già fatto molto lavoro per mettersi in salvo. Tu sembri davvero molto inquietata da questa donna. Non voglio dirti di abbandonare il tuo amico al suo destino, ma certamente penso che dovresti intanto liberarti tu da questa persona cosi da recuperare serenità. Come ti dicevo, dubito che tu possa fare qualcosa per lui. Specialmente se è lui stesso a dirti che la sua compagna è una psicopatica.
        Io ho avuto una situazione che appariva simile, anche se poi si è ribaltata: l’uomo che amavo mi parlava della sua ex piu o meno come il tuo amico ti parla della sua compagna psicopatica. Ero arrivata a pensare a lei di continuo, reputandola una pazza scatenata e pericolosa che voleva solo fare male a lui e al loro bimbo per il gusto di fare male. Temevo quello che sarebbe accaduto il giorno dopo. Ero molto stressata per questo e anche preoccupata per la salute del mio amore. Purtroppo per me poi è avvenuto il ribaltamento: intanto lui e la ex si vedevano ancora di nascosto, e voleva che ci odiassimo a vicenda, e poi ho capito che stava solo manipolandomi e che lo psicopatico era lui!

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      2. Grazie Giusy no l’ho scoperta io la psicopatica lui pensava fosse la Maria Addolorata ed intanto gli ha fatto il lavaggio del cervello lui non ha il,coraggio di denunciarla perchè vuole bene al mostro, grazie buona giornata, Catia

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      3. Volevo aggiungere anche che lui non la lascia perchè dice che così protegge suo figlio come fargli capire che è proprio denunciandola che protegge il suo bambino dal mostro? Perchè io ho avuto modo di osservarla ed ho visto che oltre a trattare lui come uno zerbino, lei nascondeva spilli nella cameretta del bimbo e gli bruciava la bocca col cibo al bimbo e in più il bimbo ha incubi notturni, scusa ma ho a cuore anche il bimbo, grazie

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      4. Volevo solo dirti e questa è la cosa più preoccupante che lui usa la teoria dello struzzo, minimizza la cosa dicendo che è solo immatura e gelosa non volendo guardare in faccia la realtà! Ora io ti chiedo Giusy ed anche a tutti gli altri, ci sarà un momento che lui dovrà guardare in faccia la realtà? Capirà di quanto può essere pericolosa questa donna? Grazie a tutti, catia

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      5. Catia ti rispondo sul punto che ha fatto lui, ovvero che non la lascia per proteggere il bambino. Se questa donna è una psicopatica vera allora lui potrebbe davvero avere ragione. A meno che lui non riesca a raccogliere prove sufficienti della violenza di lei sul bimbo, cosa che porterebbe ad allontanarne il bimbo immediatamente, è davvero importante che lui non la lasci. La psicopatia non viene facilmente diagnosticata, e anzi nell’ufficio di uno psicologi, uno psicpatico riesce a far passare il partner come il problematico. Questo significa che se lui la lascia non può piu stare vicino al bimbo quando questo è con la madre. Dunque penso che al momento, e in mancanza di una strategia sicura per allontanare il bimbo, non c’è altro che puo fare per proteggere il bimbo. Di solito infatti il bimbo viene collocato presso la madre, specie se piccino.

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      6. Si certo ma lui ha la possibilità di filmarequesta donna e dii provare che lui subisce violenze psicologiche e la tortura della privazione del sonno! In più se andasse al tribunale dei minori dicendo che questa donna non guarda mai il bimbo per spiare giorno e notte le persone (Anche ragazzine so) basterebbero i filmati o avvertire la finanza di mettere le telecamere per dimostrare cbe non è una donna capace di intendere e volere perchè pericolosa…il guaio è che lui minimizza il pericolo! grazie a tutti comunque ciao e grazie ancora dell’aiuto

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  16. Una delle prime cose che ho chiesto ad una professionista del settore a riguardo degli psicopatici che non si ‘rivelano’ e quindi che non compiono atti deliberatamente fuori legge è stata: ‘ma non esiste una prigione per loro’? Il video è illuminante, ma mi chiedo ancora oggi se solo l’informazione possa far luce su molti di loro evitando che continuino a danneggiare, come se nulla fosse, quante più persone riescano a irretire. Dei della quantità, professionisti seriali con l’unico scopo di predare altri esseri umani.

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    1. Jenny con me sfondi una porta aperta. Sto facendo della diffusione di informazioni riguardanti queste tematiche la mia professione e vi sto dedicando intere giornate. Il problema è che nessuno è interessato a conoscere queste cose finchè non si fa male.

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    2. Buonasera, io intervengo spesso scusate perché non riesco a togliermi di mezzo questa belga manager che mi spia in casa (psicopatica perversa) con un metodo sofisticato che nemmeno la polizia riesce a rilevare. Per cui spero che un giorno qualcuno mi sia un’idea per farla arrestare questa psicopatica che ha tentato anche di uccidere il cane al suo compagno! Ma lui la perdona e la copre, mi fanno schifo e spero che um giorno arrivi la polizia postale a dire siamo riusciti ad intercettarla anche per il povero bambino che ha e che trascura anzi proprio non lo guarda minimamente! Aiutatemi, grazie se potete, catia

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  17. Non so, lo scrivo qui. Stasera sono davvero disperata. la data di oggi segna un punto di non ritorno. Non solo rispetto a lui. Rispetto a ciò che avevo, ancora è, per me, di più caro. Il progetto che ho realizzato con lui, il mio sogno divenuto realtà, qualcosa che per me è la mia creatura, come un figlio. Potete immaginarlo, sapere che si sta rinunciando alla propria creatura, al proprio sogno?
    E non me ne riesco a fare una ragione, e penso che ho sbagliato tutto, che avrei dovuto essere più intelligente, più forte, più–
    oggi è partita la lettera dell’avvocato, non per la separazione, quella è fatta ormai, ma per una cosa che mi appare senza senso, da un certo punto di vistsa.
    Il recupero di somme.
    Ma quel sogno, quel progetto, quella creatura, un prezzo, non ce l’ha!
    Con quella lettera io ho dato un prezzo a un sogno, mi sembra una cosa impossibile.
    A lui non sembrerà vero di potermi definitivamente estromettere (in pratica glielo chiedo io!), lo aveva già fatto, imepdendomi di entrare…
    Mi sento morire.
    E’ quanto avevo di più caro, parliamo del mondo non umano, e ora perdo tutto, tuto.
    NOn si può capire, non è “solo” la perdita di un rapporto, e lo scrivo tra “, è ancora di più. E’ una parte vitale che se ne va, una parte fisica e sentimentale di me, oltre al fallimento di un amore nel quale speravo fino a poco fa.
    E mi dico che forse non ho fatto abbastanza, che forse dovevo agire diversamente, che che che che…..
    una somma non restituisce la felicità, non potrò ricostruire quello che ho perduto, non potrò più rivedere il senso della mia vita

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    1. Ciao Penelope,
      il tuo dolore ci sta tutto e ti comprendo perfettamente.
      So quanto fosse importante per te il tuo progetto, come lo considerassi una tua creatura…è riuscito a portarti via anche quello, una persona che è empatica, anche con la fine del vostro matrimonio, avrebbe cercato il modo per lasciartelo il tuo sogno, avrebbe cercato una soluzione.
      Loro no, vogliono solo distruggerci e agiscono in tal senso.
      Con la somma che otterrai, magari riuscirai a creare un’altra creatura…avrai un nuovo sogno da realizzare.
      So che ora ti sembra impossibile ma accadrà, e non pensare che non hai fatto abbastanza, perché non è vero.
      Chiediti cosa ha fatto lui in questa situazione, nell’arco della vostra vita insieme, perché è giusto prendersi le proprie responsabilità ma non ci si deve accollare anche quella altrui, considerato che in te non c’era inganno, manipolazione etc., in lui sì.
      Anche io, a volte, penso a quanto ci ho creduto a quell’amore, a quanto mi sono fidata e affidata, a quanto pensavo fosse vero e reciproco…purtroppo ho dovuto rivedere tutto e accettare “il grande inganno”.
      Ieri ho scritto un pensiero dopo aver letto un’articolo di questo blog dal titolo: Intervista a un Narcisista.
      Leggilo anche tu, perché è come ricevere un cazzotto in pieno viso, ti fa capire come ragionano.
      Un abbraccio grande e spero che tu oggi stia meglio.

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    2. Stellina mi ha tolto le parole di bocca, cara Penelope. Io sono “nuova” e non conosco il tuo sogno ma quello che posso dirti è solo che la tua reazione – che è quella di tutte noi qui – è più che normale perché siamo persone con dei sentimenti e profondamente empatiche.
      Se lui fosse stato non dico come te ma almeno “normale” non ti avrebbe fatto arrivare a tutto questo dolore.. a svuotarti del tuo sogno e abbandonarti come ha fatto.
      Purtroppo tutte noi dobbiamo fare i conti con questo, perché chi più chi meno.. tutte lo abbiamo subito.
      Ma la vera forza è in noi, Penelope. In noi senza di loro. E allora utilizza quello che di materiale ti tornerà indietro per costruire la tua vita e i tuoi traguardi.
      Un abbraccio care

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    3. Vi ringrazio, ho seri dubbi che qualcosa mi torni indietro, già tempo fa aveva detto di non poter far fronte. Non gli sto neanche chiedendo tutto, perché mi ha messa nelle condizioni di non poter dimostrare tutto.
      In questo momento non riesco proprio a pensare che potrò realizzare qualcosa di nuovo.
      Grazie.

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      1. Penelope mi dispiace molto. Purtroppo questi individui fanno danni, non solo emotivi e esistenziali. È anzi molto comune che il danno riguardi l’intero investimento fatto nella relazione, e questo include progetti di lavoro, proprietá, denaro, persino figli. Si prendono quello che possono, senza un briciolo di moralità. Per questo usano narrazioni d’amore, perchè sanno che quello è il contesto ideale per soddisfare i loro bisogni. Non sei sola, purtroppo. Chi sopravvive a una relazione con questi individui senza coscienza perde sempre molto. E tanto più quanto più tempo ci mette a liberarsi. Cerca ora di lasciare andare quello che hai perso (il danno, inevitabile), e focalizzati su ciò che hai messo in salvo. Devi esserne fiera.

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      2. Giusy, lo so, me lo avevi predetto in passato, agli inizi della mia frequentazione del blog.
        E’ che proprio un tarlo divora la mia mente. Oggi sono passata dalla disperazione della parte vulnerabile, quella che mi diceva che era stato un errore spedire la lettera e avrei dovuto aspettare, lui è essere ferito, che ha subito il non amore…. alla lucidità della “parte sana” che diceva che, accidenti, anche tu hai sentito il non amore ma poi hai capito che non era “non amore”, era solo l’imperfezione dell’animo umano, come tu stessa sei imperfetta…. lui invece di scegliere il bene e l’apertura ha scelto la chiusura ed è andato a “non fidarsi” dell’unica persona di cui avrebbe potuto fidarsi…
        Mi sento piccola, meschina, a chiedere quello che ho chiesto. Non dubito che me lo farà pesare.
        So che oggi ha ricevuto la lettera. Vediamo. So solo che sono maledettamente stanca. Più di una volta ho pensato che se non fosse per mia madre, per non darle un dolore, la farei finita, tanto inutile e fallita mi sento.
        Poi mi dico.. ma sono la stessa persona che dice a Rosalba di tenere duro e ricominciare! si, ma perché io credo che gli altri meritino molto più di me, ne sono proprio convinta.
        Perciò, Rosalba, tieni duro e tutte quante, tenete duro. Che per me ci vuole un angelo custode di quelli proprio convinti. Di quelli che temono di perdere le ali se non portano a compimento la loro missione, Come Gedeone, nel film “la vita è una cosa meravigliosa”. Se non lo avete visto… cercatelo… è un po’ difficile, è di almeno 70 anni fa….
        Un abbraccio a voi.

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  18. E’ vero, abbiamo perso tantissimo, ma avremmo potuto perdere ancora di più …
    Sono ancora in alto mare anche io per via della consapevolezza che fa male, il sapere che tutto quello che lui ha fatto è stato una truffa ai miei danni. Era troppo bello, estasiante e meraviglioso e, come tale, doveva per forza fare i conti con la realtà. Niente e nessuno è così perfetto e come esseri unici, irripetibili siamo diversi. Non ero perfetta, non era perfetto.
    Lo schema soltanto è stato perfetto!
    Dovrei pensare che mi sono liberata di un folle … che mi aveva isolata e condizionata.
    Dovrei smettere di pensare ai momenti belli … perché sono solo stati costruiti ad arte per meglio stamparsi nella mia mente … tutto era finalizzato e pilotato dal suo disturbo. Il risultato è questo. Mi innervosisce il fatto che non riesco a togliermelo totalmente dai pensieri, ma quanto tempo ancora uffa. Vorrei svegliarmi un giorno e sentirmi il cuore leggero e vivere serena.

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  19. Cara Penelope2 care tutte ti sono vicina.Seppur in circostanze diverse come già sai ho conosciuto il male che queste persone diffondono. Pensano solo ai loro bisogni non curandosi dei danno che fanno e soprattutto non rendendosi conto del valore delle persone che li amano. Loro perdono molto e sempre. Pensa alle cose belle della vita respira aria pulita e “pulisci” pulisci fai piazza pulita di tutte le energie negative. So che lo puoi fare ami la natura e il fatto che hai investito nel rapporto ci hai sperato ti sei fidata fa di te una persona piena di luce. Non farti prendere dallo sconforto e credi in te. Lascia correre. Lo so che puoi pensare: fa presto lei a dirmi così….lascia andare Penelope2. Ti abbraccio.

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  20. Buongiorno
    vorrei chiedere ad Astra di intervenire sull’argomento “danni”. Capisco la soggettività delle reazioni e dei tempi di recupero ma quanti e quali sono i danni e c’è un tempo “normale” di riassestamento oltre il quale è lecito preoccuparsi?
    Io, che pure ho fatto grandi passi avanti negli ultimi tempi, mi ritrovo ancora a precipitare di fronte ai comportamenti di lui, come l’ultimo, nel quale contraddicendo se stesso ha affidato a un’estranea un messaggio molto personale per me, al solo scopo di far vedere a una persona esterna che sono io quella che non vuole tornare indietro mentre lui è disponibile (avrebbe potuto parlare quando ci siamo visti per il divorzio, avrebbe potuto chiamarmi, scrivermi, qualsiasi cosa, invece, al solo fine di procurarsi un testimone della sua buona volontà, mi ha mandato l’ambasciatore…). Il risultato è stato ridestabilizzarmi anche perché ho fatto l’errore di rispondergli (direttamente) e lui ha ancora una volta ribaltato tutto su di me.
    Ora…. ricominciata ansia, agitazione, anche manifestazioni di ansia sociale, quando sono in mezzo alle persone, pongo in atto comportamenti stralunati.
    E fisicamente mi sento distrutta. Non ho il coraggio di alzare il telefono e avvisare “non lavoro per uno, due tre giorni” e restare a prendermi cura di me e mi ritrovo a lavorare con la testa altrove e comprendete che non è molto salubre né per me né per il mio datore di lavoro.
    Quando faccio la conta dei danni che mi ha provocato cerco la compensazione nel fatto che ora sono molto più determinata e assertiva nei rapporti con gli altri ma forse mi sto anche un po’ incattivendo e non mi piace. E comunque la compensazione non c’è, perché visto che mi ritrovo a scrivervi queste cose ogni volta che lui proferisce parola.
    Comunque ora non farò più l’errore di interagire direttamente, questo sicuro. Ma intanto io sono di nuovo entrata nella centrifuga: agitazione, stanchezza, disagio nel relazionarmi con gli altri, mal di testa, dolori diffusi, stanchezza, desiderio di chiudermi da qualche parte e non vedere nessuno… supererò magari questo passaggio ma ogni episodio di questo tipo è una randellata pesante.
    Scusate per il nuovo sfogo e un abbraccio a tutte.

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  21. Penelope ti leggo e mi rivedo, sai che penso? Che l’unico sistema efficace è quello del no-contact mentale, non solo concreto. Allontana i pensieri su di lui, dirotta la tua mente su altro.
    Ogni caduta, comunque, è un passo verso la completa guarigione.
    Ti abbraccio

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  22. Penelope le tempistiche e l’entità del recupero dipendono da mille ragioni. Purtroppo non c’è una regola fissa, la questione è soggettiva e anche la fortuna svolge un ruolo determinante. Ovviamente meno contatti si mantengono, più facile è l’uscita dal tunnel dei ricordi e della sofferenza. Dal tuo racconto mi sembra che tu sia incorsa in un disturbo post traumatico da stress, seppur di lieve entità. Quello che dice Saretta riguardo al no-contact mentale e al dirottamento dei pensieri su altro è vero e sacrosanto. Come è vero che la compensazione esiste eccome, anche se non ti sembra. Io credo che per ogni minuto che si soffre e che si sta male si introietti e si accumuli una sorta di energia positiva che anche se non sembra tangibile e ravvisabile prima o poi esce fuori in tutta la sua potenza. Ovviamente ci si deve aiutare: c’è chi lo fa dedicandosi a qualcosa che piace ed appassiona, chi attraverso la terapia, chi attraverso lo studio, chi attraverso il “chiodo schiaccia chiodo”, che onestamente sconsiglio, e chi aiutando gli altri. A me per esempio la costruzione di questo blog e la pubblicazione dell’edizione italiana del libro Relazioni Pericolose di Claudia ha aiutato moltissimo, insieme allo studio. Quando si ricade nella sofferenza, dopo un periodo di relativo benessere, ci si deve soltanto rialzare in piedi e ricominciare da capo. Con la convinzione che tutti i passi avanti fatti fino a quel momento e tutta la consapevolezza acquisita non vanno perduti. Sono solo congelati, pronti a riattivarsi quando si rientra nei binari. Forza Penelope.

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    1. Ciao a tutte ragazze, Penelope mi ha preceduto perché anche io volevo chiedere ad Astra dei chiarimenti in merito non tanto ai tempi – che immagino saranno suscettibili di tante variazioni dovute ai più disparati fattori -ma alle conseguenze a livello psichico e fisico che possono insorgere dopo aver lasciato andare una relazione abusante come abbiamo fatto noi.
      Avendolo sganciato io non sono stata sottoposta allo stillicidio delle sue sparizioni, dei buongiorno che pian piano diradavano fino a sparire e questo è tantissimo. Da oggi a domani stop. Dopo i primi giorni di liberazione, in cui mi sentivo meglio, senza più un macigno nello stomaco è iniziata la routine di una vita senza la sua presenza. A volte con la testa lo cerco, forse per abitudine, forse per le attenzioni che mi riservava perché effettivamente non mi manca LUI. Mi sembra però di vivere ogni giorno con più fiacchezza, con le energie che calano, ho sempre fame ma mi sento debole. Sento tutto pesante, sia di testa che nel corpo. Confido nella primavera o possono essere segni di un disturbo post traumatico? E’ meglio intervenire? E come?
      Grazie e un abbraccio.

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      1. Firefox occhio a generalizzare con i sintomi del disturbo post traumatico. Sono le conseguenze di un rapporto abusante, tanto più gravi quanto la relazione si è protratta nel tempo. Impariamo a vivere alla giornata consapevoli che il distacco può solo farci bene. Coraggio.

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  23. Cara Penelope,
    mi sento anche io così, dopo lo scivolone che vi ho raccontato la mia autostima è scesa di nuovo ai minimi storici, mi sembra di aver fatto un ruzzolone all’indietro.
    E, pensa, che io non ho situazioni in sospeso da concludere…è solo tutto nella mia testa.
    Al momento mi sembra che tutti i passi avanti fatti negli ultimi mesi si siano volatilizzati e mi sento lo straccio vecchio, lanciato in un angolo, che lui ha buttato.
    A volte penso che mi abbia distrutto e che non tornerò mai più la donna che sono sempre stata.
    Ma questa soddisfazione non gliela voglio proprio dare, almeno questo dipende da me.
    Voglio aggrapparmi alla vita e viverla, non sopravvivere come sto facendo.
    Voglio alzarmi felice.
    Voglio sorridere ed emozionarmi per un tramonto.
    Rivoglio me stessa.
    Ci vorrà il tempo che ci vorrà ma dobbiamo farcela.
    Ti abbraccio.

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    1. Il mio umile consiglio è tagliare i ponti per sempre con questi psicopatici, cambiare città chiavi di casa e numero di telefono perché poi quando ti vedono forte fanno le vittime, in realtà sono furbissimi! Dei mostri e gli uomini ci cascano in pieno o viceversa….Io ci ho messo molti anni ma poi ho capito, ora li scovo subito per la loro freddezza e furbizia, manipolatori sono delle serpi mascherate! Saluti! Gio

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  24. Grazie a tutte, ognuna di voi ha scritto cose molto importanti per me.
    E’ vero Saretta e Astra, distogliere il pensiero aiuta. Il problema nel mio caso è che anche quando io mantengo il no contact accade qualcosa che mi riconduce al contatto e si infiamma il clima.
    Stellina anche tu quanto è vero: tornare a provare emozioni degne di questo nome.
    IO sto cercando di ricominciare e coltivare i miei interessi, ma a volte persino le cose belle mi appaiono come un peso. Ritrovare la gioia di divertirsi, che negli anni con lui si era del tutto persa, la leggerezza, una risata di gusto, un po’ di spensieratezza. Il problema è che con gli anni tutto si appesantisce e i problemi anche di contorno aumentano. Ma bisogna cambiare prospettiva e dire che è un motivo in più per ricercarla, la leggerezza, per riuscire ad affrontare meglio il resto.
    Non demordo quindi e anche grazie a voi e a questo blog, quindi ad Astra.
    Ricambio ogni abbraccio con calore.

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    1. Non bisogna sottovalutare il danno che continua a produrre il contatto seppure indiretto con questi individui. Come dice giovanna, occorrono misure drastiche che mai si penserebbe di dover mettere in atto con la persona con cui si é condiviso cosí tanto. Ma il caso estremo lo richiede. Cambiare serratura (città, se possibile), bloccare ogni canale comunicativo ( a meno che non sia il genitore dei nostri figli), non solo con lui ma pure con chi è intorno a lui. Ogni persona che venga a noi per suo tramite o per lasciare un messaggio (ci sono gli avvocati per questo) deve essere immediatamente bloccata. Basta dire fermamente che qualunque cosa abbia da dire sull’argomento non ci interessa. Mantieni fermissime le tue barriere penelope.

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      1. Giusy grazie, spero di averlo definitivamente capito anche perche’ affidare un messaggio del genere a una persona estranea e’ un tentativo chisro di procurarsi un testimone delle sue buone intenzioni e mi sembra un segno eloquente di strategia, altro che sincero amore.
        Quindi le mie barriere con lui ora saranno piu’ alte.
        Ho dolori dappertutto e in particolare le spalle. E le le labbra in fiamme. Vogliamo parlare anche delle somatizzazioni del danno?
        Che stanchezza, ragazze. Mi sento distrutta. Ma libera. Apprezzate, apprezziamo, questa liberta’.

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      2. Ciao Penelope, io non capisco però una cosa, a volte ci sono uomini talmente vigliacchi e paurosi di queste compagne psicopatiche, che pur di non farle arrabbiare fanno altri figli, nonostante un uomo abbia una compagna psicopatica maligna e narcisista arrogante, finge di amare questa nube tossica! Non ha il coraggio nemmeno di controbattere sembra rasenti la santità, povero disgraziato, ma molto probabilmente non hanno autostima e forse vengono da una famiglia disadattata! Eppure questo essere ha un ruolo si è fatto da sè si non ha la laurea ma dovrebbe svegliarsi perché a soffrire sono i figli. He quando vedono la madre scappano e piangono! Dici che saranno zerbini a vita Questi cretini senza neuroni? E intanto questi mostri ridono, lui dorme tre ore a notte che lei usa la privazione del sonno per tenerlo legato più a sè destabilizzato! Ne sanno una più del diavolo queste nubi tossiche! Ciao e grazie

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      3. Cara Giovanna, non essere così dura nel giudizio sugli uomini che cadono nella rete di una donna narcisista.
        Anche loro sono delle vittime e subiscono violenza psicologica, manipolazione e tutto il repertorio messo in atto da queste persone anaffettive che considerano gli altri alla stregua di oggetti di cui servirsi per i loro scopi, come sappiamo bene.
        Io, purtroppo, vedo una persona a cui voglio molto bene, un uomo di valore sotto tanti punti di vista che è stato irretito da una donna narcisista che, in due anni, da quando è entrata a gamba tesa nella sua vita è riuscita ad isolarlo dagli affetti (sia amici che familiari) e a manipolarlo completamente.
        So che non posso fare niente per aiutarlo, perché da quell’orecchio non ci sente e lo capisco, chi di noi avrebbe ascoltato una cosa del genere prima di prendere consapevolezza della personalità dell’uomo che ci stava a fianco?
        Per cui cerchiamo non giudicarli deboli, vigliacchi, zerbini solo perché sono uomini, sono vittime di abuso quanto noi donne.
        Un caro saluto a tutte/i.

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  25. Buongiorno, hai ragione, ma farci anche il secondo figlio vuol dire essere proprio recidivo, che non vuole capire i danni che subiranno i suoi figli e lui! Ė un imprenditore, i soldi per una casetta li potrebbe avere e anche i soldi per scappare lontano, mi dispiace che non abbia nemmeno il codice dire a questo mostro di non continuare a spiare nella mia casa giorno e notte! E I figli nemmeno li guarda! Anoressica e arrogante come si irretisce un uomo non facendo nulla nella vita!? Odia cucinare, il contatto fisico….io avevo sposato un uomo così ma mia figlia mi ha dato il coraggio di mandarlo al diavolo, lui ha proprio il terrore di questa serpe furba! potrebbe essere felice! Ciao ah a proposito il mio ex marito ora cammina a stento e sopravvive con un esaurimento perché le maschere alla fine si sciolgono! Buona giornata!

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  26. Salve a tutte, spero siate riuscite a trascorrere serenamente una vacanza.
    Io non molto. Mi ritrovo con un nuovo “effetto collaterale”. Mi scopro indurita molto, forse incattivita. Non riesco più a tacere ciò che penso, anche quando le mie “esternazioni” riguardano questioni delicate e determinano contrapposizioni in famiglia.
    Insomma sto diventando, per alcuni aspetti,come il mio ex . Il problema è che non avverto rimorsi per aver potuto ferire qualcuno. Non riesco a fare sconti, a considerare le attenuanti per comportamenti obiettivamente discutibili anche quelle attenuanti sono di un certo rilievo.
    Non so, Immagino che di questo passo non potrò andare lontano nei rapporti con gli altri. Mi ridurrò come il mio ex marito a non avere più rapporti col mondo e comunque essere sempre ipercritica È così che accadrà?
    Rispetto ad altri uomini esigo che mi si dimostri l amore che io ho riversato sugli altri e, parliamo chiaro, è una pura utopia. Anche qui, il risultato è l insoddisfazione planetaria.
    Cosa è, Astra? Un nuovo modo per farmi del male da sola? Una conseguenza fatale e inevitabile?
    Devo fare qualcosa o devo segiire quello che sento? Perché nel frattempo sto litigando aspramente con il resto della mia famiglia e mi sto isolando e,stavolta da sola. Arrivando, in alcuni momenti, a provare certe nostalgie.
    Help.
    Un abbraccio

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    1. Ciao cara, anch’io sono diventata come te, non mi accontento più, non sto più zitta se qualcosa non va ma non per cattiveria! Perché non siamo ipocrite o false siamo genuine quello che è abbiamo nel cuore senza filtri arriva direttamente sulle labbra per gridare la mostra sofferenza, di cicatrici ne abbiamo già b abbastanza ed io ho giurato a me stessa che se non trovo un Uomo con la u maiuscola o in amicizia mi deludono taglio! Si ci si indurisce perché abbiamo le nostre cicatrici da portare e cerchiamo la felicità! Non ti accontentare brava! Cerca sempre il massimo e se poi lo trovi, dai tutto l’amore che hai de NT ro! Con affetto Giovanna

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    2. Penelope il timore espresso nella frase “Rispetto ad altri uomini esigo che mi si dimostri l’amore che io ho riversato sugli altri e, parliamo chiaro, è una pura utopia” fa parte delle conseguenze di questa terribile esperienza. Però io non lo vivrei come timore, nè come una forma di masochismo. Sei una donna più strutturata, che sa cosa vuole, soprattutto cosa NON vuole, che non scende a compromessi pur di avere compagnie inutili e malsane intorno, che sa stare sola e che sa mettere paletti intorno all’aiuola dei propri principi. Prova a ragionare in questi termini. Onestamente credo che agli occhi di un uomo sia più affascinante e interessante una donna del genere, con le spigolosità caratteriali che derivano, piuttosto che qualcuna alla disperata ricerca di una presenza maschile accanto. Abbi fede e lascia che il tempo faccia il suo lavoro. E conta sul fatto che sei un milione di volte più saggia, profonda, disincantata di una volta. In altre parole, migliore di prima.

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  27. Penelope cara,
    io non so rispondere ai tuoi dubbi, per quello ci affidiamo ad Astra, però volevo dirti che anche io ho avuto un periodo nel quale sentivo la necessità di far valere il mio pensiero, di affermare all’interno del mio “mondo” che esistevo anch’io, che non ero “StellinaSempreADisposizione” di tutti, perché era così che mi sentivo.
    Credo che sia stato uno strascico dell’abuso subito, di come mi sono sentita trattata e considerata da lui, una sorta di ribellione, un grido di aiuto, un voler dire : “esisto anche io, con le mie esigenze e la mia vita, non datemi per scontata, apprezzate ogni volta che mi sono resa disponibile perché, anche se non l’ho sottolineato, ho rinunciato a qualcosa che avevo programmato per me”.
    Per quanto riguarda il genere maschile, dopo quasi due anni, non riesco neanche a considerare l’opzione di far avvicinare a me un altro uomo, proprio non ci riesco.
    Chissà se riuscirò mai a provare interesse per un altro uomo.
    Ti mando un abbraccio, splendida amica, vedrai che il tempo curerà le nostre ferite…voglio crederci.
    Buona domenica a tutti.

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    1. Grazie a stai stellina indubbiamente cerco di pensare come le termini in cui voi mi esortate a fare cerco di apprezzare il fatto che adesso io non non mi lasci trascinare più dalla manifestazione superficiale di interesse di uomini che vogliono magari trascorrere una giornata o una notte senza però essere disposti ad andare oltre in termini di impegno di sentimento Tuttavia questo un po’ mi rattrista perché mi sembra di essermi corazzata in modo eccessivo magari prenderò consapevolezza e forse un po’ di quella corazza si ammorbidira’ quanto basta per far entrare gli altri un po’ nel mio animo anche se adesso proprio non mi riesce. Sul fatto poi che non riesco più a gestire la mia rabbia con l effetto di dire cose di cui un giorno potrei pentirmi “abbraccio” quanto detto da Stellina perché evidentemente è una specie di tappa obbligata e speriamo nella comprensione altrui a questo punto, perché è giusto che si debba dire ciò che si pensa ma non sono d’accordo con Giovanna della quale sinceramente non comprendo bene tutta la vicenda ma penso che a volte si possa su alcune cose sorvolare o tacere. forse questa è una mia fase in cui non riesco a lasciar correre.
      Grazie Astra, proverò a considerarla come una maggiore capacità assertiva, una fase più matura della mia evoluzione come donna.
      Ci vuole tempo, come sempre ci ricordiamo vicendevolmente.
      Un abbraccio a voi

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      1. Buongiorno cara, cosa non hai capito di me? Che ho avuto un marito psicopatico? E adesso porto le cicatrici perché abusava di mia figlia e la pi chiava perché io ho osat iv lasciarlo? Oppure n o NV hai capito che io ho una psicopaticacyber stalker che mi spia?

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  28. Penelope cara,
    quello che scrivi l’ho vissuto anche io e penso sia una fase, non so se capita a tutte le reduci, ma a me è successo. Mi avvertivo incattivita e ipercritica, ma io sono certa, almeno per me stessa che si sia trattato solo di un periodo di grandissima rabbia che ancora covavo dentro. Anche io mi sono chiesta se fossi davvero diventata come lui: ipercritica, permalosa, litigiosa … è stato un breve periodo, sbottavo per ogni cosa, non lasciavo che un minimo dettaglio passasse inosservato sotto il mio naso.
    Alla fine però ha prevalso il mio carattere, quella che sono io non quella che voleva farmi diventare lui.
    Certo adesso dopo questo orrore vissuto non sono facile da abbindolare, non credo ai bla bla bla sparati al vento o ai richiami delle sirene. Penso di avere un bagaglio sicuramente più ingombrante e pesante, ma senza dubbio meno ingenuo e disilluso.
    Per me dunque è stata la rabbia inespressa che mi induceva ad essere più aggressiva.
    Personalmente ho chiuso, anche prima di tagliare con lui, con le storie parallele, ho fatto la scelta di essere “felice” con quello che ho. Ma se dovessi pensare anche distrattamente di avere “altro”, sento il brivido della paura. Paura di innamorarmi ancora, stare male come sono stata e riprovare tutto il calvario. Esperienza pre-morte. Volevo morire … per lui. Mi ha portata a pensarlo, a pensare diverse volte di finirla con la vita terrena. Questo è stato amore? Vi giuro ancora oggi a due anni e mezzo di distanza, pensare ai giorni in cui non volevo neanche alzarmi dal letto mi sento male, il senso di malessere si impossessa ancora di me. A quando non potevo mangiare, non riuscivo ad ingoiare, agli psicofarmaci per tentare di lenire il dolore, per l’abbandono per l’incredulità della fine, per le domande senza risposta, per la cattiveria esplosa nei miei confronti, per la dissonanza cognitiva, per il vuoto … Amore? Io ho amato, ma non sapevo che l’amore si pagasse così caro. Per queste ragioni … vivo la mia vita adesso così, semplicemente, come dicevo prima con quello che ho e cerco di dimenticare il passato. Un abbraccio a Astra, Penelope, Stellina …

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    1. Saretta cara
      mi rivedo con una precisione da brivido in quello che hai scritto anche riguardo al pensiero di farla finita.
      Si, l’ho pensato più volte, nella convinzione che per lui sarebbe stato “più facile” da accettare. Anche nella sofferenza immane la mia preoccupazione era per lui.
      Ok, faccio tesoro delle vostre conferme.
      Ieri ho “liquidato” un altro pazzo che dopo aver fatto fuoco e fiamme ha sostenuto che “non c’è stato mai alcun inizio e alcuna fine, non siamo mai stati amanti, amici ecc, siamo stati trascinati”. Neanche “mi sono fatto trascinare”, ma “è accaduto, senza volerlo”.
      La deresponsabilizzazione completa, persino rispetto ai suoi comportamenti “amorevoli”. Per fortuna mi sono autocensurata per tempo e adesso non guardo a questa persona come a un’opportunità perduta ma come a “tempo perduto”. Diciamo che è una casistica che mi mancava, uno che prende le distanze anche dalle tenerezze e dalle manifestazioni di (pseudo) interesse che aveva.
      Ragazze, questa è la platea… Peccato che le donne non mi attraggano… perdonate la battuta.
      Un abbraccio a voi.

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  29. Ragazze mie, le parole di Saretta mi hanno riportato indietro con la memoria al periodo terribile della fine…sottoscrivo tutto, avrei voluto addormentarmi e non svegliarmi più per smettere di stare così male.
    Il senso di colpa che mi aveva gettato addosso e la svalutazione totale della mia persona sono stati difficili da superare e ancora ogni tanto si riaffacciano.
    La condanna senza processo, l’abbandono e quel silenzio tombale che urlava nella mia testa, come se io non fossi mai esistita, non avessi mai contato niente per lui, indegna ormai anche solo di parlargli.
    Cancellata.
    Per cui, care mie, non è semplice riprendersi da un abuso del genere e fidarsi di nuovo di un’altra persona, quando quella di cui ti sei fidata ciecamente ti ha trattato peggio di uno straccio vecchio.
    Poi non so ma non mi attrae nessuno.
    Un abbraccio grande.

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    1. Stellina, ragazze, mi chiedo e vi chiedo: il fatto di non riuscire a vedere altri uomini come possibili partner, ha qualcosa a che fare con il ricordo degli aspetti che amavamo del nostro ex?
      Non è una domanda oziosa: confesso che a me succede. Mi succede di fare dei paragoni e pensare “lui questo li faceva”, ” lui era bravo a fare quest’altro “… da lì scivolo nelle nostalgie. Sono momenti, ma momenti pesanti, che sgomitano forte con gli “altri” momenti in cui ricordo gli attacchi senza senso, il gas lighting e il resto.
      Finché non mi liberero’ di quelle nostalgie non andrò da nessuna parte.
      A voi capita?
      P.

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      1. Buongiorno Penelope,
        ebbene sì, capita anche a me. L’ho considerato l’Uomo della mia vita, mi piaceva tutto di lui anche i difetti mi facevano sorridere, è stato un perfetto mix di attrazione fisica e mentale…e quanto stavamo bene insieme, una passione che condividevamo e che ci ha unito, quelle che io chiamavo “le giornate perfette” insieme.
        E’ riuscito per lungo tempo a farmi sentire amata, stimata, è diventato la mia stella polare.
        Poi…sono arrivate le piccole sparizioni, le bugie, i silenzi, l’abbandono, la svalutazione e tutto ciò che mi ha portato in questo blog in cerca di risposte e mi si è presentato un quadro terrificante: ” la relazione era una farsa!”
        Il fatto è che per “noi” la relazione è stata vera, reale, come l’amore provato. Staccarci dall’immagine che avevamo di lui è difficile, pensarlo per quello che è realmente e non quello che si è mostrato per anni è un esercizio impegnativo e doloroso ma dobbiamo farlo per la nostra salvezza.
        E, hai perfettamente ragione Penelope, prima dobbiamo liberarci di quelle “vecchie nostalgie” magari ricordando momenti negativi che ci sono stati, io ad esempio penso a quando mi rendeva insicura nel rapporto di coppia, a quando mi faceva sottilmente ingelosire ( mai stata gelosa prima ), alle bugie scoperte, etc.
        Auguro a tutte una buona giornata.

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  30. Buongiorno, V a questo punto mi chiedo è vi chiedo, sicuro che era uno psicopatico e non solo un uomo bastardo? Perché io non ho mai avuto nostalgia né paragoni anzi quando mi sono separata da questo bastardo narcisista psicopatico ho sognato di iv nuotare in mezzo al mare ( io non sono i NV g rado nella realtà) eppoi me ne ha fatte di tutti i colori picchiando mia figlia, una bimba di tre anni ed ancora adesso manda un sacco di me ssag gi il no contact loro non lo considerano nemmeno! Cercano di farti impietosire ecc….sono proprio dr iv mostri con la maschera sia uomini che donne! Ciao

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    1. Io non sono una psicoterapeuta e dunque non posso fare diagnosi, però ho tratto la conclusione che sia un narcisista perché ho passato tutte le fasi tipiche: love bombing, silenzi di vario genere, ricatture varie fino al suo abbandono poiché non riusciva a piegare la mia volontà fino in fondo e perché ha trovato un altro rifornimento narcisistico.
      Mai subito violenza fisica (per fortuna) ma quella psicologica sì e in tutte le forme declinate.
      E, perdonami, ma la nostalgia e i paragoni sono “normali” e fisiologici a quanto dicono tutti gli psicoterapeuti, mi fa piacere per te se non hai di questi strascichi.
      E’ molto diverso avere a che fare con un semplice “bastardo”, ne ho conosciuti come tutte noi, credo, ma non procurano un danno esistenziale del genere.
      Buona giornata

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  31. Grazie Stellina, per quello che è possibile, mi consola un po’ il pensiero che anche questo sia un effetto “normale”.
    Giovanna mi spiace molto per quello che avete subito tu e tua figlia.
    Personalmente ho avuto grandissima difficoltà ad accettare che il mio ex marito avesse caratteristiche che vanno oltre la bastardaggine maschile come ne conosciamo tanta.
    Anzi dirò di più, non lo considero proprio un “bastardo”.
    E’ un uomo che ha deciso di porre se stesso e il proprio benessere avanti a ogni altra cosa e che ha usato tutti i mezzi per raggiungere i propri obiettivi, incluse l’arroganza, la prepotenza, il ricatto, il gaslighting, l’offesa mascherata con sapiente sarcasmo, i silenzi punitivi con fare passivo-aggressivo, la triangolazione, la negazione dell’evidenza, l’abuso economico, la mancanza di rispetto per le mie esigenze, il volermi piegare al suo modo di essere e la reazione aggressiva quando ciò non è successo, la pretesa che tutto il mondo ruotasse intorno a lui, l’isolamento sociale e credo anche che ad un certo punto abbia messo in atto dei meccanismo di controllo (mediante una rete di pc in casa) dei miei movimenti (ora la pazza potrei sembrare io ma insomma…), fino alla sentenza finale per cui io ero la squilibrata. Tutto intervallato da dichiarazioni di amore sconfinato. Non so se questo (ed altro) ne renda uno psicopatico, termine che a me personalmente non piace usare in questo caso, ma poiché tutti gli aspetti citati erano elevati all’ennesima potenza, credo che la violenza psicologica ci stia.
    Era capace anche di grande dolcezza nei miei confronti e questo mi ha reso e tuttora mi rende ancora impossibile accettare l’accaduto. Per affrontare questa mia resistenza devo ricordare non solo il burrone lungo il quale ho camminato con la tentazione di buttarmi di sotto ma anche il fatto che nonostante le sue lagrime alla fine, non ha mai davvero dimostrato cosa fosse disposto a fare per recuperare ma ha solo preteso il ritorno incondizionato. E non me la sono sentita.
    “tutto” qui.
    P.

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    1. Penelope, cosa posso dire, anche con te mi leggo.
      Lui ha messo se stesso davanti a tutto, il suo benessere prima di ogni cosa … esatto, uguale, millimetrico. Perfino sul controllo direi. Io non vivevo con lui, ma più di una volta mi ha pedinata, così come ha raccolto informazione sulle persone che frequentavo. Naturalmente pensavo si trattasse di amore, estremo. Con il tempo ho capito che invece è davvero una malattia. Ovviamente era anche lui capace di gesti dolcissimi e plateali, amore sconfinato e immenso. Sono persone uguali. Specchio. Ma ad un certo punto ha azzerato. Non ha voluto superare le difficoltà e anzi mi ha confessato di avere un’altra.
      Siamo qui Penelope, spero ci passi a tutte in fretta. Ti giuro voglio riprendere a respirare finalmente libera del suo fantasma.

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  32. Stellina carissima, tu scrivi:
    “Il senso di colpa che mi aveva gettato addosso e la svalutazione totale della mia persona sono stati difficili da superare e ancora ogni tanto si riaffacciano.
    La condanna senza processo, l’abbandono e quel silenzio tombale che urlava nella mia testa, come se io non fossi mai esistita, non avessi mai contato niente per lui, indegna ormai anche solo di parlargli.
    Cancellata.”
    Mi impressiona leggerti, è come se avessi scritto io queste cose! Ho provato le stesse cose.
    Ancora oggi continua il suo silenzio. Non so se l colpa è mia o sua. Per fortuna grazie a questo blog e alla psicoterapia ho imparato tante cose che non sapevo dell’oscuro universo dell’essere umano.
    Mi sono rialzata da questa botta è vero, ho fatto tante cose per migliorare la mia vita e ci sto ancora lavorando, studio mi impegno sempre per dimostrare a me stessa che non sono quel cesso, perdonate l’espressione poco felice, che lui ha voluto scaricare per motivi ignoti. Ho fatto tante cose importanti, riconosciute socialmente, e questo mi ha ridato quella autostima che lui mi aveva fatto perdere di colpo.
    Certo che ci penso sempre, lui era la mia “stella polare” io non facevo nulla se prima non parlavo con lui.
    Mi ero ridotta a parlare prima con lui che con me stessa, naturalmente non capivo che così ero totalmente nelle sue mani, avevo azzerato il mio giudizio, mi fidavo ciecamente di lui e quindi parlare prima con lui era normale. Quando mi ha cancellata, naturalmente mi sono sentita un morto, una pianta senza vita, senza radici, senza aria, senza luce … ero questo. Sentivo solo dolore dappertutto e non sapevo da dove cominciare a mettere riparo. Ero sola. Lui aveva recitato per nove anni una farsa? Ancora oggi fatico a crederci. Non mi aveva mai amata, ero solo l’oggetto del possesso. Voleva solo controllarmi e quindi milioni di messaggi, telefonate infinite, corse lunghissime per vedermi cinque minuti, attrazione fisica alle stelle, pensavamo nello stesso modo, nello stesso minuto e sapevamo entrambi cosa stavamo per dire, a volte io e a volte lui stavamo zitti sapendo che o io o lui avremmo detto quello che c’era da dire. Simbiosi diceva lui, simbiosi … era solo frutto di un disturbo di personalità? Fatico, vi giuro fatico, ma è così. Provo la stessa incredulità di due anni e mezzo fa. Quando ho scoperto questa disfunzione. Ma è così, mi dico, anche la mia psico me lo ripete. Lui è probabilmente malato e con questo tipo di malattia non si riesce a perdonare, o bianco o nero, niente sfumature. Cancellata per sempre. Condannata senza processo. Mai più visto e sentito. Estranei.
    Io non so azzerare i ricordi, vorrei, ma non ci riesco a volte ne torna uno, a volte un altro, ma fanno meno male. Provo meno dolore. Non piango.
    Ovviamente nessun uomo normale potrà amarmi in quel modo, ma soltanto perché appunto “normale”. Non posso pretendere un amore malato da uno normale! Capito questo … vado avanti consapevole di essere stata un burattino nelle mani di una persona negativa, cattiva, malata. Ho peccato di ingenuità. L’amore non era quello … l’amore vero non va via rimane, non trova scuse, non ti fa sentire sbagliata, non ti getta nello sconforto e nella disperazione, l’amore vero ti sostiene, ti cura, ti aiuta, ti solleva … oggi so questo.
    Ciao ragazze. Usciremo del tutto da questo brutto periodo!

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  33. Cosa sarebbe un’alba senza le meravigliose sfumature che la luce di un nuovo giorno dipinge nel cielo?
    Sicuramente l’incanto non sarebbe tale, dunque gioiamo delle nostre “sfumature”, sono quelle a renderci uniche e chi ci sta a fianco dovrebbe amarle.
    E’ triste chi vive in bianco e nero e non vede neanche i toni di grigio intermedi…figuriamoci i colori!
    Mi ha colpito la tua frase: “L’amore non era quello … l’amore vero non va via rimane, non trova scuse, non ti fa sentire sbagliata, non ti getta nello sconforto e nella disperazione, l’amore vero ti sostiene, ti cura, ti aiuta, ti solleva … oggi so questo.”
    E’ verissimo Saretta cara, dobbiamo ricordarlo sempre anche se è doloroso.
    Vi voglio bene, amiche, e so che ce la faremo!

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    1. Buongiorno a tutte, volevo raccontarvi una storia vera….dobbiamo pensare a quanto siamo fortunate e fortunati che siamo riuscite a toglierci di mezzo il mostro, io ho un amico che ogni giorno dato che ha una compagna psicopatica narcisista maligna si deve alzare e sopportare questa belga arrogante e ubbidire ai suoi capricci perché non riesce ad agire e reagire spiare tutto il giorno le persone in casa compresa me, lei fa la manager e magari no NV ha tempo e durante la notte usa la privazione del sonno per destabilizzato! Questo ormai ha l’autostima sotto i piedi le borse sotto gli occhi mamma mia è non ha il coraggio di denunciarla! Vive i NV un film horror! Mamma mia, vi va la libertà! Buona giornata, Gio

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  34. “L’amore non era quello … l’amore vero non va via rimane, non trova scuse, non ti fa sentire sbagliata, non ti getta nello sconforto e nella disperazione, l’amore vero ti sostiene, ti cura, ti aiuta, ti solleva … oggi so questo”

    Sottoscrivo, e ti rispetta per quello che sei, non per ciò che vuole che tu diventi.

    Si, ce la faremo. Un abbraccio a voi.

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    1. Ciao a tutti, volevo chiedervi mi chiedo spesso, come mai l’uomo si abitua all’orrore o donna di ivere con una psicopatica non rendendosi conto che sta buttando la sua vita con una parassita serpe maligna o con un maledetto? Perché non reagiscono a questo orrore? Si sentono forse non meritevoli di essere felici? Di non meritare l’amore? O disistima completa e si sono annullati? Io quando penso a questa coppia che mi spia giorno e notte a causa della psicopatia di lei mi vengono i brividi e lui che accarezza il pelo di questa serpe, non reagisce me lo ha raccontato lui quello che fa a lui usa la privazione del sonno per destabilizzato gli ha fatto il lavaggio completo eppoilo usa come zerbino ma la cosa raccapricciante ancor piu, è che lei spia anche le ragazzine è malata grave e lui contento e felice! Di vivere in questo film horror! Ma non si riprenderà mai lui? Grazie a chi mi risponderà

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  35. Grazie della comprensione Penelope2 siamo cadute nella rete di psicopatici quella descrizione CH e hai fatto sono proprio così gli psicopatici! Io mi sono letta anche un libro e vedo dei video s UV YouTube di Vappole che descrive proprio che questi alieni devono avere tutto sotto controllo e tutti e la cosa più dolorosa da accettare è che non hanno sentimenti né rimorsi di coscienza trovano la buona/buono di turno e la usano a loro piacimento hanno paura Delle persone perché hanno paura di sé stessi e se questo vi può tirare su di morale, sono solo dei grandi frustrati sfigati dalla vita e se ne trovate ancora uno per strada scappate il prima possibile perché loro non possono amare sono persone cattive malate e se la prendono con il mondo per essere nati così! La loro più grande paura è d’incontrare un mostro come loro! Un abbraccio! Gio

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  36. Buongiorno amiche,
    oggi stavo riflettendo sul fatto che mi sembra, ed era ora, di essere passata dalla consapevolezza razionale a quella emotiva.
    Fino a qualche mese fa le consapevolezze acquisite in merito alla relazione abusante erano solo razionali, si affacciava ogni tanto il ricordo dei momenti belli e il mio cuore sembrava non voler ascoltare il mio cervello, ora il mio cuore mi dice altro, si è come liberato della nostalgia di un amore che si è rivelato un grande inganno, un abuso che mi ha creato tanti danni e una sofferenza insopportabile.
    Non ci penso più, non mi manca più, non devo combattere con il desiderio di sentirlo e di sapere come sta.
    Non è più nel mio cuore e spero che non sia solo una sensazione passeggera.
    Mi sto riprendendo, ancora ho necessità di dare una pacca sulla spalla alla mia autostima, ancora non ho la luce negli occhi che avevo prima, però sono sicuramente più forte sotto certi versi, capace di riconoscere gli eventuali tentativi di manipolazione nelle persone che incontro e comportarmi di conseguenza.
    Come state?
    Penelope, Saretta e tutte voi amiche care, vi penso sempre.
    Un abbraccio e buona giornata

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    1. Stellina cara,
      Sono felice di leggere che stai ritrovando te stessa. E direi non solo la Stellina di una tempo, ma una donna nuova più forte, più sicura di sé. Lo dico perché anch’io mi sento un po’ così. Dico “un po’” perché per quanto mi riguarda la rinnovata forza si accompagna ad una sensazione di disincanto totale e spesso grande solitudine che smorzano la soddisfazione del ritorno alla vita. Per carità, non voglio sembrare disfattista, forse la mia età, ben maggiore della tua, fa la differenza.
      Ho ancora momenti di enorme amarezza, d altra parte 11 anni di vita insieme non sono pochi ma assaporo la libertà di scelta e di essere me stessa, che nel corso di quegli anni erano state seppellite.
      Forza, Stellina! Avanti tutta, sei giovane, in gamba, bella e forte.
      Sei sulla strada giusta, ci siamo dette tante volte che ci vuole tempo. E vedi, già le cose stanno cambiando.
      Avanti con coraggio, ché lo abbiamo, il coraggio, dobbiamo solo aprirgli la porta.
      Un abbraccio grande grande a te e alle altre amiche.
      P.

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      1. Penelope cara,
        grazie per l’incoraggiamento e per le tue parole, voglio dirti che anche io mi sento molto più disincantata…ho perso “l’incanto” che avevo prima nei confronti del prossimo, non so se sia positivo o negativo ma cerco di vedere sempre il buono negli altri, tenendo le antenne ben dritte perché certe esperienze ti segnano e ti insegnano che la fiducia deve essere data a chi se la merita.
        Per quanto riguarda la solitudine, anche io non ho nessuno e ora non lo vorrei, su questo punto credo di essere stata maggiormente “danneggiata”, di non essere ancora pronta a fidarmi di un uomo ma non metto limiti alla provvidenza, magari domani potrei incontrare qualcuno che mi farà battere il cuore (cosa che ora ritengo impensabile), si troverebbe sicuramente di fronte una donna diversa da quella che ero, più consapevole e che sa quello che vuole ma, soprattutto, quello che “non vuole”.
        Amica mia, anche tu sei giovane, in gamba, bella e con un’anima meravigliosa e, credo, il tempo sarà galantuomo a differenza degli esseri che abbiamo avuto accanto, dopo la pioggia ( e dove abito io siamo stati messi a dura prova ultimamente) arriva sempre il sole, dobbiamo solo aspettare.
        Io voglio ringraziare questo blog, Astra in primis, Penelope, Saretta e tutte voi per il supporto che ho ricevuto nei momenti più bui, solo qui ho acquisito consapevolezze di ciò che ho vissuto, solo qui mi sentivo compresa e potevo parlare del mio dolore, mi sono raccontata e vi siete raccontate…non esagero se vi sento delle amiche e spero, un giorno, di conoscervi e abbracciarvi.
        Vi voglio bene…

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  37. Stellina carissima,
    come sto? Bella domanda.
    Allora, penso di essere uscita dal tunnel buio, mi trovo esattamente all’uscita quindi vedo nitidamente quello che ho lasciato dietro, ma guardo avanti … continuo a guardare avanti.
    Molto del merito è attribuibile al fatto che sono stata super impegnata, questo intenso lavorio mentale mi ha distratta completamente dal pensiero di lui, del fallimento, dei momenti belli, ammesso che fossero veri.
    Oggi sono nella condizione di poter dire, quasi dopo tre anni a febbraio, che lui era ossessionato da me, l’amore era malato gravemente. Ritorno a vivere, esco e godo della vita, viaggio, sono appena tornata …
    e a differenza di tutti gli altri viaggi sono stata divinamente. Ho ritrovato la mia famiglia finalmente e sto riprendendo anche un vecchio progetto. Vediamo cosa succederà.
    Leggevo l’altro giorno che la nostra mente partorisce dei pensieri fasulli, non adeguati alla realtà … bisogna adattarsi al cambiamento e seguire le curve della vita e non andare dove ci vorrebbero portare i pensieri farlocchi … ecco tutto questo lo capisco solo oggi.
    Ho messo da parte i pensieri intrusivi e cerco di riprendere le fila della mia vita. Adesso sono io il timoniere.
    Ammetto che il suo pensiero c’è sempre, ma è sopportabile. Sento un misto di rabbia, per aver perso tempo con un uomo del genere e desiderio di dimenticare totalmente quegli otto anni … ma sono tanti e sono stata molto ingenua a fidarmi di lui … sono certa che passerà e sono a buon punto. Spero di non avere ricadute.
    Anche tu giungerai qui ne sono certa, Penelope mi sembra anche lei in arrivo … dai ce la facciamo … dai ancora un po’ di pazienza!!
    Vi abbraccio amiche mie siete sempre nel mio cuore.
    Ps. Scusate se sono poco presente le contingenze mi obbligano 😉 se voglio crescere … baci baci

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    1. Stellina, Saretta, Rosalba dove sei?, in questi giorni un nuovo crollo e stasera ho capito una cosa molto importante, che sembra scontata ma almeno per me evidentemente non lo è stata: ho fatto tante cose in questo periodo, anche indebitandomi fino al collo ho cercato di ridare un senso alla mia vita, ho trovato e ritrovato rapporti sociali, per quello che il mio carattere riservato può coltivare MA….. ho confuso questa ritrovata progettualita’ con il recupero. Ebbene no, ho trascurato le mie ferite profondissime, non le ho curate, ho pensato che fosse sufficiente fasciare e andare avanti. Invece no.
      Credo che avrei bisogno di un periodo tutto per me, astensione dal lavoro inclusa. Ma chi mi riconosce una cosa simile? Chi riconosce che uno stato di prostrazione che necessita di tempo di recupero è un motivo valido per restare a casa a leccarsi le ferite e finalmente guardarle bene invece di fingere che tutto vada bene?
      Non so, ma ho una stanchezza addosso.
      Si Saretta sicuramente ho fatto grandi passi avanti e ne sono contenta ma penso di dover fare qualcosa per quelle ferite. Ma non so bene cosa.
      Astra, cosa puoi dirci?
      Stellina anch’io vi voglio bene, ci accomuna una sensibilità ed un dolore particolare. Spero che presto celebreremo una comune gioia di essere proprio fuori dal tunnel.
      Un abbraccio grande grande
      P

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  38. Buongiorno,
    cara Penelope, non sono molto informata in merito ma mi sembra che si possa avere un periodo di “malattia” anche per problemi di questo genere, il tuo medico curante può rilasciarti il certificato medico.
    Se ne senti il bisogno, fallo!
    Per me il lavoro è stata una grande ancora di salvezza, la molla che mi faceva alzare dal letto la mattina, anche se facevo il triplo della fatica rispetto a prima. Mi sono detta che non potevo dargli anche la soddisfazione di distruggere tutto ciò che avevo costruito negli anni con la mia professionalità.
    Il mio è un lavoro di consulenza in un campo molto particolare, non potevo permettermi di perderle e, per una sorta di compensazione credo, è aumentato molto il mio “giro” con incarichi importanti e di responsabilità, inizialmente ero quasi spaventata ma ho affrontato questa mole di lavoro con determinazione e voglia di fare bene…ora sono soddisfatta di me da quel punto di vista.
    I fine settimana passati a lavorare mi hanno impedito di indulgere in pensieri negativi e stare male, come spesso mi è accaduto prima…non vedevo l’ora che fosse lunedì.
    Però ognuno ha le sue “ricette” per risollevarsi e anche le sue necessità, quindi Penelope, se senti questo bisogno di staccare per poterti prendere giustamente cura di te stessa, trova il modo per farlo parlando con un medico.
    Però volevo dirti una cosa: non è che pretendi troppo da te stessa e sei troppo autocritica? Hai fatto enormi passi avanti e devi gioire per ognuno di essi, il tempo farà il resto e l’importante è sentirsi sempre meglio.
    Sei una guerriera, sei forte e coraggiosa…vedrai che andrà sempre meglio.
    Saretta cara, che piacere sentirti così positiva e serena…sei un bell’esempio che se ne esce piano piano.
    Un abbraccio grande a tutte…buon lunedì.

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  39. Ciao ragazze, che ho detto l’ultima volta? Spero di non avere ricadute?
    Ecco sono ricaduta. Piccola défaillance, forse la stanchezza, forse che avevo messo coscientemente da parte il suo ricordo. Ecco che in un momento di stress, esauriti tutte le cose che dovevo fare, ricado in una tristezza e rabbia mondiali. Va bene mi dico. In effetti ho solo accantonato non risolto.
    Ma com’è che quando dovrei essere felice, mi sale tutto il veleno che mi ha iniettato?
    Lo so accade. Ma uscirne definitivamente quando? Astra dimmi tu, ti pare normale? Dopo tutti questi sacrifici ripiombare nello sconforto. Ho raggiunto obiettivi importantissimi eppure … divento triste? La mente mente, lo so, ma perché non lo cancello del tutto?

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    1. Saretta, come ricorderai o comunque puoi verificare dai miei scritti, quelli che io chiamo gli “sprofondi” tornano e sono davvero estenuanti. Come dice Astra però, fortunatamente col tempo si diradano. Personalmente, ma parlo per me, per il mio carattere, per il mio modo di vedere le cose, penso che resterà sempre una malinconia di fondo che di tanto in tanto ravviverà quel tarlo. Forse solo riuscire a ritrovare fiducia potrebbe aiutarmi e aiutarci, ma allo stato attuale sono completamente immersa nella sfiducia totale e nella più completa disillusione.
      tuttavia sto riuscendo davvero a godere di più delle cose che faccio, ne faccio tante, se faccio il confronto con “prima” vedo una donna-larva a quel tempo.
      Ecco, poggiamoci, per risollevarci, su ciò che di buono stiamo riuscendo a fare. Il famoso “bicchiere mezzo pieno”. Alla fine è cosi, perché il fascino dell’attrazione del vuoto è in agguato ma dobbiamo andare oltre.
      Vorrei chiedervi una cosa: io ho riposto in uno scatolo le cose che mi ricollegano a lui, fotografie, poesie che avevo scritto e mi ha restituito, i suoi meravigliosi biglietti d’amore, l’album del matrimonio e oggettini vari. Sono indecisa se fare un bel falò o conservarli là, in fondo sono un pezzo della mia vita.
      Voi cosa avete fatto?
      Un abbraccio, forza Saretta, è un momento, passa e poi si ricomincia. Un abbraccio forte.
      P.

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  40. Grazie Astra, Grazie Penelope. Questi momenti scompariranno, lo capisco, non è granché ripiombare dentro la tristezza. Pian pianino ok …
    Mi sento come se non avessi più cuore. Non amo più. Ho amato tanto inutilmente per amare adesso. Ho archiviato d’accordo, ho messo da parte, ho superato, sono andata oltre, ho ripreso a vivere. Ma non amo più. Certo, forse molto era l’adrenalina, le endorfine adesso è tutto calma, pace, sereno. Niente sbalzi, zero preoccupazioni di quel genere. Tutto è quotidianità, tutto è normalità, tutto è tranquillo. Non mi manca lui, non mi manca quella tristezza ovviamente. Non mi manca il suo ritenermi “mai abbastanza”, non mi mancano i suoi pressing, i suoi pedinamenti, i suoi discorsi che sembravano eccelsi, i suoi alti “valori”, la sua permalosità, insomma oramai non mi manca più. Inizialmente mi mancavo IO, quell’essere me con lui. Oggi non mi manco più, mi sono ritrovata e, tra tante mie fragilità, mi ritrovo più forte e non ho bisogno dei giudizi e dei pensieri di nessuno. Superata la dipendenza emotiva in cui mi aveva risucchiata, oggi sono quella che ero, me stessa, forse sbagliata, imprecisa, imperfetta, ma IO.
    Per quanto riguarda le sue cose, ho messo tutto in un sacchetto che ho martellato nel vero senso della parola e rimesso nel cassetto. Dentro ci sono i cocci di bracciali, anelli, collane tutto triturato. L’altro giorno cercavo una cosa e ho trovato questo reperto, l’ho aperto e ritrovato i pezzi. Richiuso e stop. Zero emozione.
    Cocci della relazione. Ah, ho ritrovato anche un file con una sua lettera, non riesco a leggerla, ma non perché mi faccia male, ma perché è lunga, pesante, noiosa e complicata. Non l’ho letta allora, quando ci “amavamo”, perchè la trovavo pesantissima e non ci riesco neanche adesso. Quante parole che scriveva!E si incavolava anche che non le leggessi!! Erano da manicomio. Esagerate! Graforroico!
    Grazie ragazze, buona serata.

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  41. Buongiorno,
    ho letto solo ora perché ero tre giorni ad un convegno di lavoro e, cara Saretta, capisco la sensazione che provi…la mancanza di come ti faceva sentire, la te stessa capace di amare, fidarsi e affidarsi.
    Succede anche a me di non sentirmi più capace di provare quei sentimenti per un uomo, anzi proprio di non riuscire più a provare interesse ed attrazione, è come se l’amore fosse una faccenda che non mi riguardasse più…come se avessi chiuso la porta del mio cuore a chiunque.
    Credo sia il danno maggiore che mi ha lasciato questa relazione tossica e la truffa emotiva subita ma mi auguro che sia riparabile con il tempo e non voglio preoccuparmene troppo, nel senso che ora ho altro a cui pensare e a cui dedicarmi.
    Penelope ha ragione quando dice che dobbiamo gioire dei passi che abbiamo fatto e di ciò che ci ha permesso di uscire dalla disperazione totale dell’inizio, dal condizionamento “postumo” che ancora avevamo alla fine del rapporto e pensare che siamo sulla buona strada per una ripresa totale.
    Per quanto riguarda i ricordi, gli oggetti che mi ha regalato…io sono atipica rispetto a voi: ho tutto. Ho cancellato solo la chat su whatsapp, perché quei messaggi mi facevano male, sia quelli bellissimi d’amore sia quelli crudeli della fine in cui mi aveva colpevolizzato e fatto sentire una donna insicura, gelosa e che lo accusava di cose inesistenti, dipingendo un’immagine di me irreale e distorta, atta a distruggermi.
    Vi mando un abbraccio forte e buona domenica a tutte/i.

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