Solitudine e dipendenza affettiva

 

Sono in tanti a considerare la solitudine un vuoto obbligatoriamente da riempire, anche rimanendo a tutti i costi in relazioni patologiche con persone nocive anziché imparare a stare bene con se stessi. Diventa in quel caso molto difficile vivere senza una persona accanto e si creano forti dipendenze.

Molte donne si sentono non amabili se non hanno a fianco un compagno. In realtà, nascondono paure inconsce e tanta sfiducia in se stesse. Oggigiorno essere single viene vissuto in senso negativo. Persone apparentemente autosufficienti ed efficaci nella vita lavorativa possono essere fragili ed insicure affettivamente ed accettare rapporti non soddisfacenti pur di non rimanere sole, trasformando la propria relazione da un’oasi felice ad una prigione. Ci si convince che tutto vada bene va anche se non c’é amore per il partner e non si é soddisfatte. L’alternativa della singletudine fa troppa paura, é difficile da gestire e pur di non affrontarla si preferisce trascinare una relazione grigia e poco appagante.

Nei fatti l’incapacità di stare sole equivale all’incapacità di prendersi cura di se stesse. La vita di coppia é un bisogno naturale ma al tempo stesso condizionato da fattori culturali. Sentirsi una donna realizzata prevede anche avere anche una relazione sentimentale, obiettivo obbligato da raggiungere che, se non realizzato, provoca ansia e senso di inadeguatezza. Questa impostazione culturale contribuisce ad alimentare il fenomeno della dipendenza affettiva, una forma patologica di amore caratterizzata da assenza di reciprocità, nella quale il soggetto dipendente vede nel legame con un’altra persona, spesso problematica o sfuggente, l’unico scopo della propria esistenza e la sola modalità di riempimento dei vuoti affettivi.

Non sempre la differenza tra amore e dipendenza affettiva é netta. Spesso i due fenomeni si confondono. La chiave di distinzione sta nel grado di autonomia dell’individuo e nella sua capacità di trovare un senso in se stesso. L’amore vero nasce dall’unione di due unità e non di due metà. Chi é affetto da dipendenza affettiva non riesce a vivere l’amore nella sua profondità. La paura dell’abbandono, della separazione e della solitudine generano profonde e continue tensioni. La presenza dell’altro é indispensabile alla sopravvivenza altrimenti si ha la sensazione di non esistere. A volte il partner del dipendente é un soggetto problematico, con problemi di droga, alcool o gioco d’azzardo che verranno utilizzati come “giustificazione” della propria dedizione. Altre volte è rifiutante, sfuggente, sposato o non interessato alla relazione. La dipendenza cresce con il desiderio di essere amati da chi non ricambia, aumenta con il rifiuto, si annullano i propri desideri e interessi e ci si dedica incondizionatamente all’altro che, non amando, finisce inevitabilmente per provocare nell’individuo dipendente risentimento e sofferenza.

La dipendenza affettiva affonda le sue radici nel rapporto con i genitori nell’infanzia. Bambini cresciuti con la convinzione di non essere degni dell’amore da parte delle figure di riferimento e della scarsa rilevanza dei propri bisogni- si tratta di famiglie in cui le necessità emotive vengono trascurate a favore di quelle materiali-, nella vita di coppia tenderanno a rivestire un ruolo simile cercando di cambiare il finale. La mancanza di quella che la Ainsworth definiva “base sicura” nella teoria dell’attaccamento genera il bisogno di controllo sull’altro, motivazione mascherata dalla tendenza all’aiuto. La rappresentazione di sé che il bambino costruisce sin dai primi mesi di vita dipende dalla percezione che di lui ha il caregiver, espressa in primo luogo da sguardo, cura e attenzione. Se l’interazione tra bambino e figura di riferimento, di solito la madre, nelle primissime fasi di vita presenta elementi di disturbo, il primo svilupperà un’immagine di sé negativa e non degna di attenzioni che riadotterà nelle relazioni della vita adulta. La psicoterapia è in grado di intervenire in questi meccanismi profondi e aiutare l’individuo a ricostruire una corretta immagine di sé.

Dott. Viviana Conti – Roma-  vivianacontic@gmail.com

104 thoughts on “Solitudine e dipendenza affettiva

  1. Buongiorno Astra, a me è successa una cosa diversa, prima della relazione con lo Psicopatico io amavo stare sola, ero una single contenta. Adesso invece non desidero tornare a casa la sera, odio il mio stato. Per strada vedo le coppie e le invidio… e mi invade tristezza. Non mi manca lo Psicopatico, ma come mi faceva sentire quando stavo con lui, prima che togliesse la maschera. Mi sento ancora in colpa … Mi ostino a pensare che è colpa mia se non ha smesso di amarmi, anziche accettare che non era amore, se era tale non sarebbe finito… E ho la sensazione che nessuno mi porterà in alto come ha fatto lui … Sono stata con un borderline.

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    • Tutto ciò che provi è normale mia cara. Ti eri abituata alle dinamiche di coppia e non ti ritrovi più a tornare a casa da sola. Ma pensa che ti eri innamorata di un’immagine e non di un uomo in carne e ossa. Smontala e vedrai che anche i sensi di colpa si scioglieranno come neve al sole.

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    • Anche io, come te, non avevo mai sentito il bisogno di essere in una ‘coppia’ prima dell’incontro con lo psicopatico. Ero una persona estremamente autonoma, che non aveva bisogno di una relazione, pur desiderando una appagante relazione. Questo mi faceva essere molto selettiva con i potenziali partners, e quando ho poi incontrato lo psicopatico magicamente credevo di aver trovato l’uomo che stavo cercando da tempo. Questo succede perché questi individui cercano di mostrarsi come il partner che stiamo cercando. NOn avendo problemi a fingere (anzi direi, facendo della comunicazione menzogna pura), loro prima ottengono informazioni su ciò che desideriamo e cerchiamo, poi si costruiscono la maschera adatta per convincerci che quello che cercavamo lo abbiamo trovato (in loro, pensa un po’). Quando questo avviene, le vittime anche se all’interno di una illusione si sentono finalmente appagate. Tante volte pensavo a come ero stata fortunata per aver, finalmente, trovato una persona come lui. Anche io, mentre ero nella relazione, tra un abuso, un trauma o una violenza, pensavo che nessun altro potrebbe mai portarmi in alto come lui. E infatti è così. In una relazione con una persona sana non arriverai a quelle vette di intensità (intensità, non amore), perché quelle sono prodotte dal suo disturbo di personalità (non dal suo amore, né da una magica sintonia tra voi due) , e dal suo ciclo di abuso.

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  2. Dopo aver metabolizzato lo shock di aver avuto a che fare con uno psicopatico,
    ed il conseguente periodo di sofferenza purtroppo devastante, ma inevitabile e salvifico, la rabbia pian piano si trasforma in un docile tepore, ed il silenzio che prima era un arma di distruzione del NP in una riaffermazione di se stessi ed un momento di piacere.
    La dipendenza affettiva su cui il narcisista perverso ha affondato il suo macabro schema, potrà paradossalmente trasformarsi in una riscoperta anche del valore di essere soli, non per paura di soffrire ancora, ma per prendersi il giusto tempo per abbellire, fortificare, trasformarsi, progredendo, mettendosi in discussione.
    Amare e` un viaggio impegnativo, essere in grado di condividere le gioie ed i dolori, riconoscere i bisogni dell`altro in maniera paritaria, l`aiuto reciproco.
    Chi vorrete avere come compagno di viaggio? Rispondete a questa domanda ed eliminate ogni dubbio o senso di colpa rispetto ad aver perso qualcosa, che era solo una creazione della nostra mente.. Cercate in voi stessi le cose belle e profonde che avete sentito in questa relazione e riprendetevele perché erano solo vostre.
    Una volta capito il giochetto degli schemi che attua il NP vi renderete conto di quanto siano in fondo noiosi e prevedibili..Di quanta ipocrisia ci sia dietro ogni loro mossa.
    Svuotate il NP di ogni valore, e scoprirete che era solo un fantoccio, una scatola vuota sulla quale avete riflesso la vostra immagine.Quelli da amare siete voi stessi.
    Infine ci si stanchera‘ anche solo di parlarne, salvo che non si tratti di cercare di dare conforto a chi come te ha avuto la sciagura di incontrarne qualcuno, per ricambiare nel ciclo della vita, il dolore che si trasforma in consapevolezza.
    E sarete grati con chi vi ha aiutato ad aprire gli occhi e sentirete il bisogno di ricambiare aiutando voi stessi gli altri.
    Ed anche un`esperienza drammatica come questa può diventare un’occasione speciale. Non rimanere impoveriti od imbruttiti da questa esperienza, ma anzi farne un mezzo per essere delle persone migliori d’ più felici e forti
    Questo e” il vero risveglio e riscatto dal passato.
    Sono arrivato qui, anche grazie a tutti voi, dopo 3 mesi di no contact e mi sembrava giusto condividerlo. Per chi adesso non ci crede e sta male, e pensa che sia impossibile e non ce la farà’ mai.
    Credeteci!

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    • come si svolge il no contact se sai che fra 2 settimane dovrai a riprenderti le cose lasciate a casa di lui??? come le gestisci le email, i ricatti morali, il continuo comportamento solo via email che tenta di smontare la tua presa di posizione verso il np??
      io sto in un limbo aspettando settembre ma non si vive…

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      • Moment, manda qualcuno a prendere le cose con unbell elenco che gli fai avere prima. E comunque se vai di persona vacci con qualcuno altro. Non perché possa accadere chissà che ma per non sentirti sola. Forza e coraggio

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      • Dice benissimo Penelope. Ogni comunicazione relativa all’organizzazione del ‘trasloco’ deve essere scritta (meglio email). Ricordati che questa è una fase molto delicata, e tu devi mettere davanti a tutto la tua sicurezza. NON devi andare da sola a ritirare le tue cose, ma essendo casa sua hai alcune possibilità: intanto chiedi il suo accordo per far entrare anche un’altra persona (specifica chi) a casa sua per aiutarti. Se è d’accordo tutto bene, altrimenti c’è una grande campanello di allarme che non deve rimanere inascoltato. NON andrai sola, dunque o va qualche altra persona (ma lui deve essere d’accordo), o sarà lui stesso a spedirti le cose. Se nulla di questo funziona, si procede con una diffida.

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      • devo aggiungere: lui vuole che ci vada quando non c’è perchè non vuole essere presente (di mattina lavora fino alle 17, è un dipendente, a 40 km da casa), io ho le chiavi, andrò con un’amica comunque (non voglio coinvolgere i miei che già soffrono). ho già fatto tuttal la lista delle cose da prendere e le prenderò, poi scapperò. nel palazzo non vive quasi nessuno. ma mi conoscono tutti.

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  3. Vi ringrazio tantissimo, davvero di cuore, per le vostre risposte.
    Astra ti ringrazio per questo blog, è un’ancora emotiva. Purtroppo chi ti sta accanto non può capire la portata dei sentimenti che si provano, non è un normale lasciarsi con qualcuno e quando sentono come sei stata trattata male si meravigliano a sentirti ancora innamorata…
    Ho qualche dubbio, potrei scrivere a qualcuno di voi privatamente per avere dei consigli?

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    • Cara, purtroppo anche chi ci vuole più bene fa fatica a capire quello che abbiamo passato e che stiamo passando, perché non é nulla di normale. Solo chi Sa cosa significa essere abusati profondamente da un individuo disturbato può essere un interlocutore. Per questo fa davvero tanto bene parlare con altre vittime. Io capisco che nonostante tutti i loro sforzi per starmi vicino e capirmi, neppure i miei familiari hanno la vaga idea di come sto e del perché. Esci dal ciclo di abuso.

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      • Ciao Giusy come ci si può mettere in contatto con altre vittime?? Ho bisogno di aiuto..non so più dove sbattere la testa..ho provato più e più volte a lasciarmi ma non ci riesco..soffro d’ansia e depressione..sono giorni che non voglio più vivere..chi mi aiuta?? 😦 grazie

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      • Romina, resta sul blog e confrontati. Il percorso è lungo è difficile ma se ne esce. Tira un sospiro e nei momenti no pensa che domani andrà un pò meglio. Il tempo sarà il tuo migliore amico. No contact assoluto e tanta, tanta forza d’animo.

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      • Romina siamo qui. Oltre a confrontarti con noi cerca anche un supporto professionale se soffri di ansia e depressione.

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    • É difficile su…Abbiamo creato una piccola rete “internos” per comunicare tra di noi con piú frequenza e soprattutto nei momenti “no”.
      Autorizzo le ragazze del blog a fornirti la mia mail.

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      • Ciao. Anche io credo di aver bisogno di consigli pratici su come epurare il mio quotidiano da un continuo ancoraggio al passato. Mi sembra di rimanere congelata in una sorta di frustrazione capricciosa infantile, quella del bambino che non accetta il no. I fatti sono chiari, il soggetto è chiaro, ma tant’è continuo a non lasciar andare.
        Non sono giovanissima e questo blocco non lo accetto io in primis.
        Vi sarei grata se potessi mettermi in contatto con voi, perché specie nei momenti di “panico”, a caldo, credo di possa arrivare alla chiave di svolta, o una delle molte, affinché dinamiche mentali abituali non vadano a tergiversare o oscurare la verità che fa male e che permette il distacco totale dal narcisista.
        Grazie

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  4. il problema è che pure mi vergogno di essere stata trattata cosi da mia madre, quella stessa vergogna che già provavo da piccola. Mi stavo sentendo profondamente sbagliata. Il trauma ha poi iniziato a ripetersi nelle relazioni a seguire. Vorrei tanto guarire. Temo che devo intraprendere di nuovo una terapia perché le terapia che ho fatto anni fa sono stati solo dei timidi inizi di una ricerca che era ancora giovane. Ed è anche una questione di sopravvivenza..

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  5. Mio marito non è un narcisista perverso, credo ma un manipolatore sicuramente. L’ho lasciato per diversi mesi ma il sentimento per lui mi causava un dolore insopportabile. Mio marito è piuttosto rigido, il suo punto di vista è inconfutabile, mi ha portata ad allontanarmi dai miei affetti perché è un solitario che non ama gli incontri conviviali. A fronte di un’osservazione o dell’espressione di un malessere da parte mia ribalta la situazione e mi colpevolilzza. Poi però sa esser molto affettuoso e presente in molte altre cose. Sono arrivata a lasciarlo dopo un periodo di mesi in cui tensione e nervosismo con comportamenti suoi che non sono mai arrivati alla violenza ma ad una fortissima tensione che mi ha spaventata, a volte con silenzi rigidi da parte sua durati anche giorni. Usa molto battute sarcastiche e sono davvero poche le persone che gli vanno a genio. Ora ci stiamo riavvicinando, tentando una terapia di coppia (che lui comunque non voleva ma alla fine ha accettato anche se non si mette in discussione). Ho timore di ricadere nelle vecchie dinamiche, non so se posso sperare in un reale miglioramento, peraltro abbiamo una certa età e cambiare è sempre più difficile. vorrei sapere se vi sono situazioni di coppie che hanno ritrovato un equilibrio dopo un periodo di allontanamento e sofferenza.
    grazie

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    • Penelope cara, ti chiedo: chi te lo fa fare? Ok, non è un narcisista perverso. Non è uno psicopatico. Ma manipola. La manipolazione è una forma di violenza psicologica. E la violenza, anche se solo psicologica, è da evitare e combattere con tutte le forze non solo perché è il meccanismo mentale alla base di quella fisica, ma anche perché qualsiasi forma di abuso comporta il mancato rispetto di te come essere umano. Io non credo all’equilibrio ritrovato per magia. Le persone non cambiano. E come non cambierà lui, non cambierai tu. Hai voglia di continuare a soffrire?

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  6. Cara Astra
    chi me lo fa fare… in questi mesi ho avuto la possibilità di saggiare il fatto che intorno gli uomini, anche quelli che sembrano i migliori, hanno i loro lati oscuri , come dire.. nessuno è perfetto e forse tutti in qualche modo manipoliamo (tranne me, forse, che sono incapace). Mi sono poi ritrovata a toccare con mano l’idea della solitudine anche perché non ho più voglia di rimettermi in discussione per nessun altro e in fin dei conti, con mio marito, quando riusciamo a stare bene…. stiamo bene. Mi preoccupa la prospettiva che se la riconciliazione non dovesse avvenire le sue reazioni non so quali potrebbero essere ma so anche che la sofferenza che provavo negli ultimi tempi da sola era molto, molto grande.
    Davvero non so, da un lato vorrei avere speranza, dall’altro ho molta paura.

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    • Vedi Penelope…stai applicando i classici schemi di ragionamento che a mio avviso bisognerebbe stare molto attenti ad applicare. Mi sembra che dal tuo discorso emerga in primo luogo la paura della solitudine. Forse dovresti lavorare su quello. La solitudine è solo una questione di abitudine. Ci si abitua a stare soli, basta uno sforzo iniziale. Però ti assicuro che è peggio sentirsi soli quando si è in compagnia che quando si è da soli. Mi spiego meglio: quando la priorità è essere soddisfatta di come sei, come ragioni e come ti comporti, non puoi fare a meno di non condividerti. Sfido chiunque ad apprezzare il fatto di essere costantemente denigrato, sottovalutato e umiliato. La manipolazione fa proprio questo:
      ti fa sentire un burattino. Sta a te scegliere se continuare a fare il burattino o decidere di cambiare stato ed affrontare il disagio del cambio di abitudine.

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  7. Non mi sento di definirmi “costantemente denigrata, sottovalutata e umiliata”. L’errore fondamentale di mio marito è quello di esigere un rapporto simbiotico, che non considera gli altri necessario al nostro, e nel caso specifico al mio, benessere. Se lui si “rilassasse” rispetto al fatto che il mio desiderio di avere relazioni amicali con altre persone non toglie nulla al nostro rapporto, semmai lo può arricchire perché altrimenti è asfittico (come era diventato) saremmo più che a metà dell’opera. Per il resto.. lui non ha mai criticato il mio modo di vestire, il mio aspetto, come leggo che avviene in molti altri casi e ti assicuro che non sono proprio una bellezza né vesto in modo ricercato.

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    • Tu hai parlato di manipolazione: devi cercare di essere onesta con te stessa e capire se il problema deriva dalla violenza psicologica che lui ti infligge volontariamente o è solo questione di un carattere possessivo.

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  8. Come si può definire un comportamento in cui lui altera se io non mi adeguo (nelle piccole e grandi cose) al suo modo di vedere e intendere determinati aspetti della vita, in cui è estremamente abile nel “girare la frittata” e colpevolizzare gli altri, che ha una capacità quasi diabolica di voltare le cose in suo favore… poi ci sono le volte in cui asseconda alcuni miei desideri, d’accordo, ma in linea di massima lui deve avere il controllo di tutto. Non so, anche in terapia di coppia appena ho provato a chiedergli se avesse rivisto i suoi comportamenti che mi avevano indotta ad andare via (ripetuti tentativi di chiarire i suoi comportamenti , tra i quali anche l’alterarsi molto per inezie e il chiudersi in gelido silenzio pretendendo le mie scuse per cose insussistenti) lui ha immediatamente contrattaccato, senza rispondere, ma chiedendo a me se avevo riconosciuto i miei, errori… Non è facile, mi creda, e i primi mesi in cui sono stata da sola ho provato un senso di libertà indicibile. Poi, però, una volta subentrato l’equilibrio, quel senso di solitudine ed il pensiero che forse i lati “buoni” valgono la pena di un tentativo. Diciamo che ora sono un po’ più forte, meno disposta ad accettare l’imposizione. SI dovrà capire se lui è disposto a cedere un po’ del suo “potere”….

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    • Cara Penelope, penso di capire cosa stai passando. Sei perfettamente consapevole dei suoi abusi, dei maltrattamenti (perché questo sono e ne sei consapevole). Sai che i suoi comportamenti nei tuoi confronti sono gravissimi. Però lui non è sempre in quella modalità. In fondo, se fosse sempre come è quando ti maltratta tu non saresti lí. Però per paura delle sue imprevedibili reazioni tu hai perso da tempo spontaneità. E magari siete in terapia perchè tu, dopo suoi comportamenti più gravi del solito, gli hai detto che era una condizione per continuare. Quello che ti tiene nella relazione è la speranza che le sue torture cessino di intensità e si diradino nel tempo. Perchè in fondo quando lui si comporta normalmente tu non potresti chiedere di più dalla vita. Inutile che ti dica che purtroppo le cose con lui possono solo peggiorare, ed è vano sperare in un miglioramento. Mi dispiace dirti che tutto quello che scrivi su tuo marito è quello che avrei scritto io sul mio fino al giorno prima di fare delle orribili scoperte che mi hanno aperto gli occhi. Questo non significa che tuo marito faccia alle tue spalle quello che faceva il mio, o che sia uno psicopatico come lo è indubbiamente il mio. Ma significa che la devastazione su di te, visto quello che scrivi, è dello stesso genere. Di quello che scrivi la cosa che mi colpisce di più è che ti voglia isolare, e che anche lui sembra non abbia amici. Dal mio punto di vista ti potrebbe essere utile un punto di riferimento slegato da tuo marito. Ovvero, un professionista solo per te, non terapia di coppia (dove l’una non esclude l’altra). Credo che in relazioni del genere sia fondamentale un confronto esterno, specialmente in casi di isolamento.

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  9. Ciao Giusy, grazie, in realtà io ho fatto un mio percorso di terapia individuale che mi ha molto aiutata a recuperare la capacità di rimettere me stessa un po’ più al centro e di moderare la mia tendenza alla sottomissione. A dire il vero temo anch’io che lui non possa modificare il suo egocentrismo assoluto rispetto al quale ogni dissonanza rappresenta una “lesa maestà”. Io sto facendo di tutto per recuperare questo matrimonio, alcune cose mi spaventano, del tipo che lui è il genere di persona che, sospettosa fino allo spasmo, precostituisce possibili prove per poter agire o reagire a fronte di situazioni che possano metterlo in difficoltà. Non posso ora entrare nello specifico ma anche questo mina la fiducia che io posso riporre in lui. Ciò nonostante, non riesco a immaginarmi senza di lui. Mi rendo conto che c’è qualcosa di malato in questa relazione ma non posso fare a meno di riconoscere che una parte è anche mia….
    grazie.

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  10. p.s. Giusy.. quando parli di “orribili scoperte che mi hanno aperto gli occhi” se puoi essere più esplicita o comunque, come hai fatto a scoprirle?

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    • Cara Penelope, nel mio caso che è estremo e spero poco comune, avevo un uomo che nella facciata non faceva sospettare nulla. Dal suo lavoro, al suo fare schivo e del tutto disinteressato alla socialità, alle sue abitudini (non è mai uscito una volta da quando l’ho conosciuto con un amico, per esempio), alla immagine che mi arrivava di lui dall’esterno (soprattutto familiari o colleghi) non potevo sospettare quello che faceva di nascosto. Certo gli abusi su di me, a tratti o periodi ma ciclici, li ho sempre riconosciuti. Eppure minimizzavo (cosa che mi guidava anche lui a fare), spesso mi colpevolizzavo, lo giustificavo (aveva sempre pronte storie di autoassoluzione dove la causa ai suoi comportamenti era esterna a lui), e soprattutto speravo in un cambiamento. Spesso mi compiacevo con lui dei progressi che faceva, perché ovviamente dosava bene bastone e carota per poter continuare a parassitarmi. Ma quei progressi erano solo fittizi, mostrati e basta. Infatti in un attimo, senza preavviso o motivo, mi faceva ripiombare all’inferno. Nel tempo però avevo raccolto indizi che mi facevano sospettare che qualcosa non era come voleva farmi credere. Un giorno, a seguito di un periodo particolarmente nero (per quello che faceva e diceva nella relazione con me), improvvisamente l’ipotesi che fosse uno psicopatico mi è arrivata alla mente e con pochi dubbi. Sapevo già della sua facilità a mentire, ma con l’ipotesi della psicopatia la sua menzogna doveva essere pervasiva di ogni cosa. Ho cercato prove, cosa che non avevo mai fatto prima perché mi sembrava lesiva del rispetto che avevo per lui. Ma ho messo il rispetto per me stessa in primo piano. E come ti dicevo ho subito scoperto una parte delle sue vite segrete (tutte legate in un modo o nell’altro al suo essere un predatore sessuale e anche perverso). Ci ho messo del tempo ad accettare la realtà, perché anche con le prove in mano si fa fatica a credere che inganni di questa portata siano possibili senza che la vittima se ne possa accorgere. Poi è arrivata la chiarezza. Fino a quel momento avevo fatto di tutto per salvare la relazione, e anche io non potevo vedermi senza di lui. Ma quel ‘lui’ che avevo di fronte era tutt’altro da quello che avevo sempre creduto. Da lì la fuga senza guardare indietro, perché dovevo salvare me stessa. Sono rinata.

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  11. A parte la questione “abusi” e perversione sessuale (non posso sapere a cosa tu ti riferisca nel tuo caso) ritrovo molte cose della mia storia. Mi chiedo se vi siano segnali per individuare quest’ultima o per avere seri sospetti e poi passare alla ricerca delle prove (cosa difficilissima nel mio caso perché mio marito protegge la prorpia privacy con uno scrupolo da 007)…
    c’è modo di leggerci in pvT?

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  12. Spero mi perdonerai se ti sto tartassando, ora mi fermerò, ovviamente. Mio marito però con me, a parte questi tratti caratteriali di orgoglio all’ennesima potenza, egocentrismo e scarsa capacità di gestire la rabbia (senza mai arrivare a violenza fisica, lo sottolineo) con me è anche estremamente affettuoso, mi riempie di coccole, mi mette al centro della sua vita, anche se possessivo lo è, dolce (a volte infantile, in qualche modo), esaudisce alcuni miei desideri…. non mi sta pressando sul piano sessuale anche se non stiamo insieme da molti mesi. (forse questo dovrebbe impensierismi).. Il tuo con te era pure affettuoso e prodigo di coccole?

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    • Non mi stai affatto tartassando, noi siamo qui per aiutare e per essere aiutati attraverso la condivisione. Io avevo a tratti un uomo molto dolce, protettivo, che aveva attenzioni per me, che sembrava vivere per me. In quei momenti pensavo di non essere mai stata così felice con nessuno (in realtà, stava dandomi quello che volevo per mantenere il potere su di me). Altri momenti invece era rabbioso, reagiva in modo spropositato, se ne usciva con frasi svilenti, mi accusava ingiustamente. La costante era sempre questa: lui era la vittima, di se stesso, della sua infanzia, del mio carattere, ma la sua preferita era ‘faccio così per il troppo amore che ho per te, che non ho mai provato prima in vita mia’. Io fino a che ero con lui non me ne rendevo conto, ma ora vedo tutto quello che mi ha fatto con grande chiarezza. Se guardo indietro trovo che due erano le cose che dovevano allarmarmi da subito: 1. Il suo mentire (ma la gravità e la pervasività delle sue menzogne l’ho individuata solo con il tempo); 2. il suo tratto asociale (chiaro da subito, ma spacciato per una nobile virtù, e che si è presto sviluppato in un mio isolamento).
      intanto Penelope vorrei consigliarti la massima cautela con i tuoi dati (password, indirizzi, ecc.). Uomini di questo genere tendono ad essere molto controllanti.

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      • Asociale è asociale, non ci sono dubbi. Non ha amici e dice di stare bene così. Nella sua vita precedente ( ha un matrimonio precedente) qualcuno lo aveva ma con quelli ha chiuso i ponti. Sicuramente è controllante, io sono arrivata a farmi Delle paranoie incredibili su questo. Sull’ aspetto sessuale ho alcuni dubbi che però non posso chiarire perché come ho detto lui le sue cose le tiene ben strette ( tutto con password). Ma peraltro lui conduce una vita pressoché del tutto casalinga, a parte quello che condividiamo. Francamente non posso neanche addebitarglicose che forse sono solo nella mia fantasia e hanno origine nelle mie insicurezze ataviche. Il motivo per cui volevo parlarti in pvt era capire meglio come hai trovato le prove dei tuoi sospetti. Io non sono brava a indagare… grazie ancora

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  13. Scusate, ancora una cosa. Giorni fa, conversando, mio marito mi ha fatto notare, con nonchalance, che nel momento in cui io sono andata via da casa, anche se non esiste più il reato di abbandono del tetto coniugale, gli ho fatto mancare il mio aiuto morale.
    Questa frase, poi, ripensandoci, mi è suonata come una velata minaccia e so che, se ricadessimo nel baratro di una nuova crisi, potrebbe addebitarmi questo aspetto…
    Ora… dal momento che è vero che sono tornata con lui, ma è anche vero che sto cercando di tenere la guardia alta (almeno finchè non sarò sicura di potermi rasserenare) mi chiedo e vi chiedo, se la situazione dovesse precipitare di nuovo e quindi tornare ad una separazione… come si affronterebbe un addebito di questo tipo, se lui volesse farsi valere in questo modo? Faccio presente che dopo essere andata via io gli ho scritto alcune mail nelle quali mi mettevo a disposizione per qualsiasi cosa e lo pensavo davvero…con i sensi di colpa mostruosi che avevo.
    Ora lui si sta comportando in modo ineccepibile, con premura e disponibilità degne di un compagno ed io ovviamente spero che i miei siano timori infondati. Ma, appunto.. meglio prevedere almeno il prevedibile….
    grazie.

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  14. Non c’è una volta, dico una sola volta che leggendovi … io non mi riconosca in tutto quanto.
    “controllante” questa è la parola che mi frulla dopo avervi letto, il mio ex mi controllava tutto, mail, persone che frequentavo, luoghi in cui andavo, non potevo andare dal parrucchiere che lui si prontava per incontrarci. Mi faceva terra bruciata intorno, mi faceva mancare l’aria, ma a me sembrava “grande amore” altroché controllo morboso.
    Ero arrivata al punto di non andare più neanche dal parrucchiere per evitare imbarazzi e non capivo che invece mi stava isolando. Vivevo solo per lui e con lui, il senza di lui non c’era. Mi manipolava? E chi se ne accorgeva! Mi sembrava furbo e pensavo mi mettesse in guardia dal mondo cattivo, pensavo fosse un modo per proteggermi … e invece? Invece era solo “controllo”! La mia psicologa lo ipotizza paranoico, ovviamente è molto cauta e non etichetta nessuno, ma leggendo il profilo sembrerebbe proprio cosi.
    Ora però mi chiedo, perché ancora non riesco a dimenticarlo? Perché il mio stare bene con lui cancella la sua parte malata?
    Astra, perché nonostante la crudeltà finale a me tornano in mente solo i ricordi belli?
    E’ come se una parte di me vivesse nella speranza di un suo ritorno e l’altra parte invece vive nella costante paura che lui mi faccia ancora soffrire. Ho paura di incontrarlo per il terrore di stare male … cos’è?
    Quando perfino sento pronunciare il suo nome avverto malessere … cosa mi succede? Perché non vado oltre?

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  15. Ho notato una cosa del narcisista con cui stavo:cerca sempre donne “sole”,cioè con un costrutto sociale scarso , amicizie. superficiali, non grandissimi contatti con i famigliari , e con tanta voglia di amare ed essere amate. A posteriori ricordo che le sue prime domande furono su questo argomento. Incontrarlo mi sembrò la riscossa di una vita in solitudine, solitudine che lui pareva colmare e invece ampliava…

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    • Ciao,
      io ho avuto una esperienza diversa, quando l’ho conosciuto vivevo un momento molto bello della mia vita: una vita sociale intensa, tante passioni che coltivavo con piacere, energia e vitalità.
      Adesso, dopo il suo abbandono, rifuggo qualsiasi invito e convivialità.
      Quando ho provato ad uscire dall’antro in cui mi sono rintanata, non riuscivo a sentirmi me stessa.
      La sensazione di inadeguatezza che mi ha lasciato addosso, è terribile e devo superarla prima di tornare tra gli amici, che comunque mi vogliono bene.
      Pensa che mi stupisco quando ricevo complimenti sia da conoscenti che, per strada, da sconosciuti.
      E’ riuscito a farmi sentire un “rottame” con il suo abbandono.

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      • Guarda , che riescano a farci sentire un rottame,sbagliate,inadegate è certo , che lo siamo realmente no, perché hanno bisogno di donne da cui succhiare linfa vitale, e dai rottami non esce proprio niente..Probabilmente ti ha lasciata perché ti ha talmente annientata da non aver più nulla da succhiare da te.Che scelgano per lo più donne sole secondo me sì,perchè è più facile renderle dipendenti a loro se queste donne non hanno nessuno con cui confrontarsi circa il narcisista . Se posso darti un consiglio : io quanto l’ho lasciato mi sentivo totalmente inadeguata e mi stupivo dei complimenti, come te. La mia forza l’ho trovata tornando dalle persone che mi volevano bene , anche se avevo una gran paura del rifiuto. E invece loro erano lì , ero io che gli avevo messi in stand bey , non loro che mi avevano rifiutata . Quando sono riapparsa mi hanno accolta e amata esattamente come facevano prima che io mi isolassi con il narcisista . Lo scoprire che con loro potevo essere me stessa al 100% mi ha aiutato a riscoprire il mio valore , anche se ancora ci sto lavorando su. Fidati dei tuoi amici, semplicemente ti tratteranno come prima del narcisista e questo ti aiuterà a riscoprire il tuo valore. Tanto più, che scrivi, ti stano cercando , il che significa che desiderano averti con loro . Cosa aspetti ancora per tornare a vivere?

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      • Hai ragione, ci provo. Forse ho bisogno di tempo per recuperare la mia identità e vitalità.
        Si sta bene in compagnia quando si sta bene con sé stessi ed io, per la prima volta nella vita, devo recuperarmi.
        Un abbraccio, sono contenta che tu ce l’abbia fatta…sei un esempio di speranza.

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  16. Ah! Un’altra cosa : dopo la rottura con il narcisista sono diventata più selettiva ,ho cominciato a chiedermi “Ma questa persona mi fa star bene o mi fa star male?” Dalle risposte che mi son data ascoltandomi ho trovato altre persone amiche , e quelle che non mmi facevano star bene le ho lasciate andare . Non tutti c possono esserci amici come noi non possiamo essere amiche di tutti.

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  17. A me ora sta succedendo questo: oltre a essermi un po’ “indurita” (e fin qui mi pare pure normale) sto provando fastidio per quelle persone che sbandierano la loro armonia e felicità. Alcuni esempi: Una carissima amica, che pure in tutto questo tempo mi ha sostenuta molto, che ha attraversato i suoi momenti difficili di coppia e li ha superati, ora mi pare stia sottolineando, come prima non faceva, e la mia memoria funziona, la sua armonia di coppia, a volte in modo .. molto marcato. Con atteggiamenti sdolcinati verso il marito (che prima non aveva) e simili. Ora… può essere che effettivamente si sia consolidato il suo rapporto e sono felice per lei, il problema sono io. Io mi sento come se qualcuno mi stesse dando un’altra bastonata. Come se qualcuno (non lei, intendiamoci, diciamo il destino) mi stesse ricordando quanto la devo pagare, questa separazione.
    E sto male.
    E mi capita con tutte le coppie che vedo complici, solidali, pur sapendo che hanno avuto i loro momenti difficili. E li hanno superati. E mi dico: ma allora… sono io?!
    Stasera ho avuto il crollo. Dopo il mio viaggio in solitaria, la mia prova di autonomia, stasera mi sento perdutamente sola. E mi dico che non è vero che si può stare bene da sole, che ci prendiamo in giro, che è un modo per non soccombere ma che l’unica verità è che la felicità è reale solo se è condivisa, come diceva il grande scrittore.
    Poi possiamo andare ai concerti da sole, come ho fatto io ieri, e dirci che è meglio di niente, possiamo viaggiare da sole, come ho fatto io, e dire che è meglio di niente…
    Ma la felicità è reale solo se è condivisa.
    E io, adesso, questa mancanza di condivisione non riesco a sopportarla.
    Non tornerei con lui, che mi sta facendo impazzire con la sua comunicazione assurda, per cui a voce dice delle cose e detta le condizioni per poi negarlo se con testimoni o in forma scritta…
    Io non lo so, se ce la faccio, scusate, ma stasera è proprio NO.

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    • Penelope, da soli forse non si sta bene. Ma sicuramente meglio che in una coppia come quelle note. Quindi, ti prego. Spalle in fuori, mento alto e avanti così. Se capiterà una storia che merita, sarà ben accolta. Ma non perdere mai di vista il tuo valore, ciò che meriti è ciò da cui devi stare alla larga. Un abbraccio, vedrai che domani tornerà il sorriso 😊

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    • Ciao Penelope,
      capisco perfettamente quello che stai provando, però vorrei ricordarti che questa è solo una fase iniziale per la ripresa.
      Gli amici, le amiche, pur animate dalle migliori intenzioni, spesso non hanno la giusta sensibilità per farci stare meglio…non hanno idea di come ci possiamo sentire, di che inferno abbiamo vissuto e della devastazione che è stata fatta della nostra persona, anche se abbiamo cercato di raccontarglielo.
      Tante volte, rientrando da una cena o qualsiasi altra situazione con amici, alla quale mi sono “sforzata” di andare per riprendermi…mi sono sentita peggio.
      Se non sto bene con me stessa, stare con gli altri non mi fa stare meglio, anzi.
      Poi, c’è da dire, che alcune persone tendono a sbatterti in faccia la loro felicità (vera o presunta) quando tu non stai bene, questo è un problema loro, della loro insicurezza e non tuo.
      Magari sono le stesse che non hanno mai gioito con te per un tuo successo, per un evento felice della tua vita…io ne conosco diverse così.
      L’amicizia spesso si misura nelle reazioni da parte delle persone e nella loro condivisione della felicità altrui, non solo nel darti una spalla su cui piangere e poi sbatterti in faccia la loro felicità coniugale alla prima occasione.
      Ti assicuro che le cose che ora fai da sola, presto le condividerai con altre persone. Inizialmente saranno amici, meglio se fuori dal solito giro di conoscenze e quando sarai serena potrai , in futuro, incontrare un uomo che ti stamperà il sorriso in faccia.
      E’ un momento, sono momenti…voglio pensarla così e so che sarà così.
      Un abbraccio.

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  18. Forza Penelope,
    il problema, se di problema vogliamo parlare, è che ci sentiamo svuotate dopo la fine della relazione, abbiamo solo bisogno di tempo per ritrovare noi stesse, quelle che eravamo un tempo, quel tempo lontano prima di imbatterci nei soggetti devastatori. Siamo state deprogrammate. Tempo, datti tempo e cerca di ricordare che tu, solo tu e non chi ti circonda, può aiutarti. Prenditi per mano, come si fa con i bimbi piccoli e accompagnati, prenditi cura dei tuoi momenti no, così come faresti con un bambino.
    Gli altri non esistono, non cadere nella trappola mentale … sono io … loro si e io no …
    ognuno vive il proprio momento. Zero paragoni in sintesi.
    Tu sei tu e gli altri … lasciali perdere, vai avanti nel tuo cammino. So per certo che è dura, anche io, come tu sai, sono in questo tunnel. Ci penso, ci ripenso, mi struggo, cerco versioni e spiegazioni, ma poi tutto rimane com’è. Non abbiamo vite uguali, non sappiamo cosa gli altri abbiano o stiano attraversando, tutti indossiamo delle maschere. Anche io mi sento fallita se mi paragono “agli altri”, ma poi ci penso e non so se davvero le apparenze siano vere, in fondo nessuno sa del mio dolore e cosa ho dovuto affrontare in questi anni, nessuno è a conoscenza della mia grande ferita, della deflagrazione avvenuta dentro di me .., anche io ho la maschera.
    Pare che tutto passi ed è così, ma prima che passi bisogna scaricarla tutta, attraversare tutti gli ostacoli … mentali. Se questi “amici” non ti fanno stare bene, non forzarti ad uscire. Devi solo fare cose che diano benessere alla tua vita. Che sia un gelato o una pizza o semplicemente l’acquisto di un profumo. Cose banali forse, ma solo quelle che ti fanno bene. Io evito tutto ciò che mi procura male, non frequento posti dove so che potrei incontrarlo, amici che so che potrebbero darmi sue notizie, ho una sorta di repellenza a tutto ciò che mi può riportare al suo ricordo. Pensa che non vado più tassativamente nella sua zona. Ho cambiato abitudini, mi porto alla parte opposta da dove vive lui … ed è proprio da li che ho voltato pagina.
    I miei amici, inconsapevolmente, perché non sanno quanto accaduto, mi hanno dato una mano, mi sono stati di aiuto per superare questo dramma … che ancora non supero comunque. E’ dentro di me … una lacerazione che mi devasta.
    Anche io come te mi chiedo perché gli altri superano le crisi e io no … e poi mi rispondo … lui è malato, non sa perdonare, è anaffettivo, non prova sentimenti, è iperlogico, è disturbato … e tutte le cose che sappiamo sul disordine di personalità.
    Forse, se proprio vogliamo trovare una spiegazione, gli altri, le altre coppie non hanno un elemento squilibrato e le superano … noi no, abbiamo a che fare con un altro tipo di problematica. Forza Penelope prenditi per mano … e a testa alta affronta la vita, e come diceva Venditti … se la vita morde, tu mordila di più. Tieni duro.

    ps. Lascio tutto al conto della vita, alla fine tutto torna … e dopo la notte torna sempre l’alba … stanne certa.

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    • Non dobbiamo mai dimenticarci dell’entità del trauma. Dopo una relazione con questi personaggi le vittime sono tramortite, fragilissime, senza equilibrio. E’ una fase temporanea, che passa. Durante la convalescenza è bene tenersi protetti da tutto quello che non ci aiuta, ci fa stare male, o ci rallenta la conquista di un nuovo equilibrio. Non è neppure il momento per le prove di autonomia. Non dobbiamo dimostrare nulla né a noi stessi né tantomeno agli altri. Si sta male, e la forza sta proprio nel riconoscerci fragili e doloranti. Accogliere questa fase con amore per se stessi è fondamentale. Fai bene a parlare del tuo malessere qui. E’ il luogo giusto. Capisco bene il tuo stato d’animo ed è del tutto normale. Un passo alla volta.

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      • Grazie a tutte.
        Ci sono giorni in cui mi sento una leonessa. Giorni in cui vorrei sprofondare e basta. Forse è come nella canzone della Mannoia… “come i treni a vapore.. di stazione in stazione.. il dolore passerà..”.
        Adesso però oscillo e sapete bene che purtroppo il richiamo della vertigine è dabolicamente seducente.
        Ma la forza sta nel resistere alle tentazioni, giusto?
        E noi.. resisteremo
        Grazie a tutte voi, le vostre risposte mi aiutano molto, credetemi.
        Lo so, sono inciampata e sono caduta di nuovo. Ok, in piedi, senza guardare l’abisso, ma il .. “lato monte”.
        Vi abbraccio forte.

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    • Ciao Penelope,
      anche io, nonostante sia passato tempo, mi sento come te: un giorno forte e altri fragile.
      Cerco di darti coraggio perché conosco la sensazione e confrontarmi con te e con tutte le persone in questo blog mi aiuta, è l’unico posto (come ha scritto Giusy) dove posso parlare liberamente senza filtri, con la sensazione di essere compresa e consigliata per il meglio…e non è poco.
      Ora vi faccio fare due risate raccontandovi che la mia prima settimana di vacanza l’ho passata a casa dei miei genitori (in un paese di mare bellissimo della Sardegna) per supportarli in una situazione difficile della quale è responsabile la nuova compagna di mio fratello, che crea tensione in famiglia.
      In poche parole ho cucinato, pulito casa e goduto della cura nei confronti della mia nipotina che ha tre anni.
      Risultato: sono più bianca di prima, niente mare per me che sono un pesce e al mare ci vado pure in inverno…il che è tutto dire.
      Sono rientrata a casa mia e ieri ho passato la giornata a fare pulizie e giardinaggio, però sono felice del risultato…vedere il mio prato perfetto, la mia veranda in ordine e la casa pulitissima mi hanno dato una piccola soddisfazione.
      L’ordine esterno è il preludio a quello interno, adesso magari mi faccio qualche giorno al mare prima di tornare al lavoro.
      Ma non mi forzo, mi assecondo e mi ascolto senza avere più quei sensi di colpa che mi sono portata addosso per tanti mesi per non essere quella di “prima”, mi sto ricostruendo e devo perdonarmi per questo, devo darmi tempo.
      Mando un abbraccio a tutte…

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      • Care tutte siete dei raggi di sole donne in gamba e simpatiche! Essere state vicine al narcisista ci ha toccate e deprogrammate. Sono persone che ti divorano che non sanno amare non provano nulla lo zero assoluto.Aver visto questo ci avrà anche cambiate per sempre daremo un nuovo valore al nostro tempo, alla solitudine, al lavoro ecc..ad esempio io ora ho perso interesse per tutto dopo la mancanza della mia adorata sorella devo farmi forza per non ammalarmi per le persone care che mi hanno a cuore per suo figlio che ha bisogno di ridere di nuovo. Sono sicura che ci sarà una nuova alba per tutte noi un vero amore autentico anche per chi di voi disillusi ha perso la fiducia.intanto viviamo questo nuovo giorno lontane da quegli esseri crudeli che non proveranno mai un amore o un amicizia sincera.

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      • Cara Michela,
        mi dispiace moltissimo per la tua perdita, sono certa che l’amore per tuo nipote ti darà la motivazione giusta.
        Te lo dico perché io ho perso mia cognata un anno e mezzo fa (prima della rottura col narcisista) e mia nipote aveva solo un anno e mezzo.
        Mio fratello è sempre stato ed è tutt’ora molto attento ma, adesso, ha una compagna problematica e che non mi piace come tratta mia nipote, per cui cerco di essere molto presente con lei e questo, nonostante mi procuri una grande fatica e tante rinunce, è anche motivo di gioia nel coccolarmela e nel rapporto che ho con lei.
        E’ anche per lei che vorrei essere di nuovo me stessa, per poterle dare il meglio di me.
        Ti mando un bacione e forza!
        Ce la faremo…

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    • Saretta anche io ho passai quella fase di mille stratagemmi per stare lontana evitare tutto ciò che mi ricordava lui perfino i vestiti che indossavo. Non sai cosa mi ero inventata ci sarebbe da ridere….se un giorno mai ci vedremo vi racconterò !! Solo tra noi credo potremo capirci

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      • io ho un sacco di cose – vestiti, orecchini, vestiti, profumi, penne… – e dovrei frullarli dalla finestra..
        ma la cosa di cui soffro ora (l’ho lasciato io 15gg fa, ma ancora devo riprendermi le cose lasciate da lui perchè attualmente non posso presentarmi lì – la casa è occupata da parenti), è la sensazione di compressione allo stomaco, a tutto il busto. mi sento tremendamente compressa… e non so proprio che fare. esco con qualche amica, ascolto video..leggo. NON riesco a lavorare….. perdo tempo, insomma, e non trovo la strada… qualcuno mi può “illuminare”? grazie a tutte….

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  19. “non proveranno mai un amore o un’amicizia sincera” … è proprio così, saranno sempre li a chiedersi dov’è la fregatura, sono tutti invidiosi, è un complotto contro di me, vogliono sempre far quadrare i discorsi, vedranno sempre male chi si avvicina e troveranno solo lati negativi … rigiratori professionisti di frittate, addossatori cronici di colpe … insomma sono destinati a stare soli. Non riescono a vivere senza qualcuno contro, qualcuno da combattere … permalosi fino all’osso.
    Questo è il quadretto dei signori, non sanno cosa sia il perdono.
    Andiamo avanti ragazze … andiamo avanti, ne usciremo!

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  20. “saranno sempre li a chiedersi dov’è la fregatura”.
    Cara Saretta, ho citato questa tua frase perché il “simpaticone” , poco dopo avermi conosciuto, mi disse: “Sei una bellissima donna, simpatica e intelligente…STO CERCANDO DI CAPIRE DOV’E’ LA FREGATURA!”
    Al momento ci ho riso sopra su quella sua frase, ora mi rendo conto che non c’è niente di divertente ma era solo il primo campanello d’allarme…solo che non l’ho sentito.

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    • Ciao Monentourage,
      Ti capisco perfettamente, sento anch’io un grande pugno allo stomaco. Non riesco a mangiare, sono apatica, ormai non ho più voglia di vedere nessuno e le amiche per uscire devono insistere per settimane. Ma non perché voglia fare la preziosa, solo perché sono priva di energia e di volontà. Quel disgraziato continua a essere presente pur nella sua assenza , e sono spaventata dal doverlo per motivi di lavoro assolutamente rivedere tra pochissimi giorni.
      Come scriveva Penelope2 qualche giorno fa, sono diventata anch’io scarsamente tollerante della felicità altrui: non è invidia, è una tale tristezza per la mia storia che mi impedisce di godere della gioia degli altri.
      E quanti falsi amici si incontrano? Ti stanno vicini finché sei triste, poi quando c’è da portare un sorriso, vanno altrove.
      Non è un gran momento. Anzi, vorrei proprio sparire. Grazie per le letture che posso fare qui.

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      • Nel doverlo rivedere preparati ad essere come un uccello che vola alto. Non cambierà la tua anima la tua essenza pensa concentrata a qualcosa di bello. Una bella immagine tutta tua. So che è molto difficile ma molto difficile.
        Ai miei tempi giravo con le cuffiette con la musica altissima non volevo neppure subdolare il tono della sua voce.pazzesco come ti devastano.

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  21. Io ho preso a martellate tuti i gioielli, distrutto tutte le foto, mail, oggetti e quant’altro potesse ricordarmi il soggetto. Non ho più indossato i vestiti che in un certo qual modo mi potessero riportare a lui. Messi da parte, ho rifatto tutto il guardaroba. Esattamente come in un lutto. Uguale.
    Sono stata i primi sei mesi con l’ansia allo stomaco e conati di vomito, un malessere fisico generale che non mi ha abbandonato, pensavo di essermi ammalata di qualcosa di non ben identificato. Ho fatto un sacco di accertamenti ed analisi per scongiurare malattie e nel frattempo, almeno i primi tre mesi, ho preso ansiolitici che mi stordivano e poi li ho gradualmente tolti.
    Solo col tempo questa forte ansia allo stomaco è diminuita. Cosa aggiungere? Peggio di così … ma sono viva e oggi un po’ più consapevole …

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    • Anche io ho convissuto per diversi mesi con ansia e attacchi di panico, una sensazione terribile, mi tremavano le mani e avevo lo sguardo perso nel vuoto da esaurita!
      Cercavo di mascherare la cosa almeno quando ero al lavoro ma mi costava uno sforzo immane, tra l’altro è ricomparsa un’intolleranza che non mi disturbava più da anni…ma con le difese immunitarie basse è tornata.
      Sono una sportiva e ho perso la voglia di muovermi, voglio ricominciare a correre così mi sentirò meglio sia nel fisico che nella mente.
      Un primo passo per riprendere la mia vera essenza.
      Per quanto riguarda i regali che mi ha fatto, parecchi e molto belli, non li considero più legati a lui ma solo oggetti in mio possesso.
      Ad esempio mi regalò due anni fa una borsa griffata che è tutt’ora la mia preferita e la uso. Non mi fa né caldo né freddo, come altre cose.
      Ho cancellato le foto dal telefono, il suo numero e soprattutto evito di frequentare alcuni posti dove potrei incontrarlo, quello non posso ancora permettermelo.
      Un bacione

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  22. Buongiorno a tutte,
    stanotte ho avuto un incubo che sembrava reale, in quanto ero a letto e vedevo la mia stanza nel sogno.
    Ho sognato che LUI mi stava abbracciando di spalle e che mi baciava il collo ma la vivevo come una costrizione, come se fossi bloccata da lui e non potessi muovermi.
    Avevo la sensazione di essere sveglia ma volevo muovermi e non ci riuscivo, finché non mi sono svegliata spaventata.
    E’ strano perché non ho mai subito violenze fisiche da parte sua e la nostra intesa sessuale è sempre stata perfetta e molto appagante.
    Qualcuno mi può dire come mai ho avuto un incubo di questo tipo?
    Mi sono alzata un po’ scossa…

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  23. è che ti senti bloccata emotivamente nei suoi confronti: devi traslare il sogno in un altro ambito (ciò che è fisico nel sogno può non esserlo nel mondo reale). hai paura delle sue reazioni emotive, delle sue aggressioni verbali? hai paura che ti sovrasti, ti blocchi nel tuo agire? forse è uscito tutto ciò dal sogno. facci sapere.

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    • E’ verissimo tutto quello che hai scritto, in un certo senso mi ha bloccato nel mio agire per tanti mesi e ancora mi sto togliendo di dosso il suo sguardo, i suoi rimproveri sulla mia persona e di tutto quello che mi ha condizionato.
      Posso non vederlo, però per evitarlo del tutto ho, momentaneamente, rinunciato ad uno sport che è la mia passione…perché lo incontrerei.
      Non sono ancora pronta, come hai detto tu temo le sue reazioni che potrebbero farmi sentire ancora inadeguata.
      Però mi pesa rinunciare a qualcosa che mi ha sempre regalato gioia.
      Grazie.

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  24. è uno sport che non puoi fare altrove? per forza dove lo fa lui? cambia centro sportivo, se vuoi farlo, e … fregatene.
    Io invece oggi ho ricevuto una sua email…. che palle.
    Prima diceva che sarei potuta andare a riprendermi le cose quando non ci fosse stato, poi ha ritrattato (per avere la possibilità di insultarmi guardandomi in faccia, secondo me) dicendo che ci devo andare in sua presenza. nel weekend.
    e ho scoperto, inoltre, che ha fatto un’ennesimo profilo fb fake per chiedermi l’amicizia. io lavoro in un campo, e questa persona, donna anche lei, di cui solo 2 foto c’erano, avrebbe collezionato 1200 amici del mio stesso campo, tutti ad agosto!!! ho paura, posso dirlo?!

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  25. Che tu abbia paura è assolutamente legittimo e devi proteggerti al massimo delle tue possibilità.
    Per quanto riguarda me e lo sport che faccio, non si tratta di cambiare palestra…ahimè.
    Io faccio surf da onda e se vuoi farlo…segui le onde e i posti sono quelli.
    E’ il mare che decide…non io.
    Io posso decidere solo di non andarci per non vederlo, però mi costa fatica ed è una grande rinuncia.
    Un abbraccio.

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  26. io ho paura del suo lato vendicativo .. del dopo. non so se chiamare o parlare con un avvocato penalista.. se chiamare i carabinieri se non mi fa entrare in casa, se denunciarlo se trovo la macchina nuova distrutta. lui, tutto questo potrebbe farlo.
    capisco la tua situazione: andarci con un amico, ci puoi andare? se ti vedesse con qualcuno (uno che conosce la situazione e ti supporta nella situazione formale) non dovrebbe fare nulla di eclatante.. che ne dici?

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    • Sì, vacci con un amico( se è anche un conoscente suo è meglio, non potrebbe dare in escandescenze per gelosia), mai da sola.
      Se dovesse crearti problemi non esitare a rivolgerti ad un avvocato o alle forze dell’ordine.
      Con questa gente non c’è da scherzare.
      Non farci preoccupare…non voglio essere invadente o inopportuna ma non potresti andare a casa dei tuoi genitori per qualche settimana ?

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      • io sono tornata dai miei, tranquilla! per questioni lavorative mie, ultimamente stavo dai miei – a 40km dalla casa con cui convivo normalmente con lui nel weekend e durante altri periodi di ferie -, e per una questione contingente, all’ennesima cattiveria, e a seguito di email (perchè alla fine lui mi bombardava non tanto di telefonate ma di sms e whatsapp e io ho scelto di rispondere via email) alla fine, mettendolo con le spalle al muro, ho scritto che le strade, purtroppo, si sarebbero dovute dividere. considera anche che è stato lui il primo a dire/scrivere che con quella sua email avrebbe chiuso, io ho risposto, e, quando ho capito che le strade si sarebbero divise, ho detto che sarebbe stato meglio parlarci di persona. lui ha tergiversato, e alla fine la fine è stata via email. ora io sono la cattiva che ha fatto tutto tramite email che non lo ha mai amato, ecc… e se all’inizio dovevo riprendermi le cose quando lui non c’era, ora.. ha cambiato idea e devo fargli sapere quando andare per riprendere le cose in sua presenza…

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      • Sono enormemente felice di sapere che sei a casa dei tuoi e non sei sola.
        Per quanto riguarda lui, non mi stupisce il fatto che pur avendo deciso di chiudere con te nel modo più squallido, che sia via email o su wathsapp, denota la loro mancanza di personalità e di nerbo!
        Un Uomo con la U maiuscola, ti parla vis a vis, loro non ce la possono fare.
        Se devi recuperare le tue cose manda qualcuno o fatti accompagnare, non mi piace che ti ponga condizioni di questo genere.
        Buonanotte !

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  27. Per quanto riguarda il profilo su fb, evita di dare amicizie a gente che non conosci personalmente.
    Oppure fai come ho fatto io un anno fa, mi sono cancellata e ti assicuro che non mi manca esserci, alla fine è solo un mondo virtuale che toglie spazio alla vita reale e alla verità delle persone.
    Ma questo è solo un mio pensiero.

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  28. Cara Monentourage, per quanto riguarda il fatto che ho deciso di non andare nei posti in cui potrei incontrarlo perché condividiamo la stessa passione, non è perché ho paura di lui.
    Lui non è violento e neanche aggressivo.
    Credo che se mi vedesse mi saluterebbe in modo affettuoso, ad uso e consumo degli altri che ci conoscono.
    Però io non voglio vederlo, perché se vado a fare una cosa che mi rende felice non posso avere la paranoia che potrei incontrarlo e che chissà come si comporterà…mi passa la poesia che il mare mi trasmette.
    Potrebbe anche cogliere la palla al balzo per cercare di riavvicinarsi a me e non voglio neanche quello.
    Amici ne ho molti con i quali potrei andare, però sono anche amici suoi e alla fine ci ritroveremmo tutti insieme.
    Non è semplice.
    Un abbraccio e buonanotte.

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  29. Ciao Stellina, non potresti vedere di cambiare giro di amicizie…?! è un vero peccato rinunciare alla propria passione, ma non vorrei fosse l’ultima ed unica cosa da fare. ma solo tu sai quello che vuoi. Non hai un altro sport su cui impegnarti ? da sportiva quale sei.. immagino e spero di sì! un abbraccio forte.

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    • Ciao cara,
      quando entri in mare con una tavola e prendi la tua prima onda…non c’è niente che possa eguagliare quella sensazione di libertà e gioia.
      Andare al mare in inverno, col freddo, la pioggia e non sentirlo perché mentre ti infili la muta hai lo sguardo su quello spettacolo della natura che sono le onde.
      I fine settimana passati al mare quando gli altri si rinchiudono nei centri commerciali…sono impagabili.
      Non è solo uno sport ma uno stile di vita.
      Ci ho rinunciato momentaneamente per preservare il mio equilibrio ancora fragile.
      Quando mi sentirò di nuovo centrata e forte, ci ritornerò tra le onde e me ne fregherò altamente di incontrarlo.
      Spero accadrà presto.

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  30. Posso dirti anche che, aver chiuso così è stato solo un caso.
    Mi spiego: a fine luglio io ero dai miei per lavoro, e succede la goccia che fa traboccare il (mio) vaso. al che lui comincia a scrivermi cose cattive via sms e whatsapp, io comincio a difendermi, ma poi decido di difendermi dagli sms rispondendogli via email e non ritornando da lui per non ferire anche madre e figlio che, nel frattempo, lo avevano raggiunto per fare le vacanze insieme. finisce che lui va in ferie – dove normalmente conviviamo nel weekend, a 40km dai miei – e io rimango dai miei. per evitare scenate (come l’altr’anno), continuiamo i botta-risposta via email. lui è logorroico e sarebbe stato impensabile essere decisa e ferma e chiara in sua presenza, ciò non toglie che, inizialmente (quando ancora non era in ferie e ha subodorato che fossi veramente decisa) mi avesse scritto che avrebbe chiuso la storia con me anche con quella email che stava scrivendo. a ciò non ho fatto caso e ho risposto per difendermi. ho fatto tutta una serie di discorsi e richieste (perchè fondamentalmente, fino ad allora, non volevo scoprire che la nostra storia di 13 anni non stava andando da nessuna parte e io stavo perdendo ulteriore tempo con lui) cui lui letteralmente ha detto NO. detto ciò, io gli ho comunicato che (proprio in virtù del fatto che poco dopo sarebbe stato coi suoi in ferie) sarebbe stato meglio vedersi. lui ha tergiversato e mi ha negato la cosa, per cui, prendendo piede la discussione, ho preso anche la mia decisione: a tutti i suoi NO, e alle sue condizioni stringenti (altri 2 anni di convivenza per vedere se sarebbe stato il caso di fare famiglia ecc….????!!!) io ho risposto, sempre via email, che le nostre strade si sarebbero necessariamente dovute dividere, perchè fondamentalmente io non avevo più tempo da perdere, neanche un mese. Lui cosa ha risposto? ha risposto semplicemente che sarebbe stata anche la sua decisione, seppure l’avrebbe presa in modo più sofferto, e non come me che l’ho presa, secondo lui, velocemente.
    Ora mi rinfaccia che è brutto lasciarsi così, ma io gli ho ricordato già che sarebbe stato più brutto affrontare un chiarimento con una persona che non ti permette di parlare liberamente e che, nel suo difendersi, non fa altro che attaccare.
    E’ per quello che, forse, avrei dovuto veramente sforzarmi di vederlo e dirgli che l’avrei lasciato all’istante, ma sono sicura che tutto ciò che avevo da dire, non sarei riuscita a dirglielo.. lui ha la capacità di farti perdere il discorso dei tuoi pensieri.. tanto è invadente e prevaricatore.

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    • Hai fatto quello che LUI è abituato a fare: “l’hai lasciato”.
      Questi soggetti la considerano un’onta, vuole riprenderti per poter essere lui a lasciarti…il suo EGO smisurato non ammette la sconfitta.
      La loro immagine deve essere sempre vincente, devono sempre essere dalla parte della ragione, devono avere sempre l’ultima parola, devono lasciarci in una valle di lacrime a rimpiangerli in eterno, gli unici che possano renderci felici, i soli che possiamo amare, l’ideale di uomo con il quale paragoneremo gli eventuali nuovi corteggiatori che ne usciranno irrimediabilmente sconfitti.
      Io ti applaudo, brava!
      Io non avevo consapevolezza di tutto questo e gli ho permesso di distruggermi e lasciarmi in una condizione di fragilità e debolezza che non mi appartiene e dalla quale sto faticosamente cercando di uscire.
      Tu non permetterglielo, tira dritta per la tua strada a testa alta e non voltarti!
      Buona domenica a te e a tutte!

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      • esattamente. io però c’ho messo 13 anni e, credimi.. rimanere con un pugno di mosche in mano, senza figli, un lavoro che mi renda indipendente (anche a causa dei boicottaggi ai miei più importanti colloqui), beh.. è veramente dura. non so come rispondere alla email. perchè da quella dipende, probabilmente, la modalità con cui andrò a riprendermi le cose. ma non risponderò ora, nè domani nè dopodomani. buona domenica anche a te e alle altre che hanno letto questi papiri di messaggi! 😉

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      • Ti capisco, è dura !
        Vedere che tutto ciò che hai vissuto, cercato di costruire, provato sulla tua pelle sia crollato come un castello di carta, lascia l’amaro in bocca e una tristezza nel cuore.
        Pensa che ora potrai ricominciare e con la dura lezione imparata non potrai che incontrare una persona degna di stare al tuo fianco .
        Te lo auguro di cuore.

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  31. Sì, Stellina, è anche dura dover contrattare il ritiro delle mie cose!!! e dover ricevere queste email perchè lui, con la scusa delle mie cose, vuole che ritorni sui miei passi alle sue condizioni, e così non mi permette di buttarmi tutto alle spalle! che periodo mi troverò davanti!

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    • Sai cosa penso quando mi trovo ad affrontare qualcosa che mi pesa e mi fa un po’ paura?
      Penso che il tempo sia galantuomo, come passa inesorabile quando passiamo dei bei momenti e vorremmo fermarlo, così passa anche quando ci troviamo in una situazione che non ci piace.
      Per cui, sarà pesante e difficile il momento in cui andrai a riprenderti le tue cose, compresi i suoi tentativi di colpevolizzarti e farti fare marcia indietro, però te li lascerai alle spalle.
      E’ tipico che voglia porre le sue condizioni per un suo ritorno, è successo anche a me e a tante altre, le loro sparizioni, i loro silenzi punitivi, le loro svalutazioni servono a fare in modo che piano piano ti fanno accettare qualsiasi loro abuso e comportamento ambiguo.
      All’inizio sono fantastici e poi si trasformano e noi rimaniamo ancorate alla fase iniziale e speriamo che torni ad essere l’uomo del quale ci siamo innamorate.
      Ma non succederà mai, quell’uomo non esiste era solo una recita.
      Buona giornata, cara!

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  32. ho parlato con un’amica avvocato penalista, e m’ha confermato che purtroppo devo entrare in casa da sola se lui non vuole che entri anche la mia amica, che devo fare la lista delle cose che mi riprendo e fargliela firmare, e se proprio lui si opponesse a farmi entrare, chiamare i carabinieri. io, l’idea di sentirmi questo tizio dietro le mie spalle che parla parla e scongiura ecc. senza la mia amica presente, mi viene il voltastomaco al solo pensarci…. è tutto il giorno che non penso ad altro. io non penso a lui, mi fa tanta pena e in parte anche rabbia (ma ancora in parte minore), e mi spiace che sia davvero quel guscio vuoto con cui ho avuto a che fare per tanto tempo… spero che si rifaccia presto un’altra vita, o che si accorga presto che avevo ragione e si faccia seguire da uno bravo (ma dubito), un’altra come me non la trova, perchè le altre si daranno presto a gambe levate, non come me…

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    • Per diminuire le probabilità che non faccia entrare chi ti accompagna (cosa che fa più facilmente se chi accompagna è amico/parente), ti consiglio di utilizzare una ditta di traslochi. Anche se non hai che effetti personali da prendere. Puoi comunicargli via email che verrai con il personale della ditta x. Se al giorno dell’appuntamento concordato, dove ti presenterai con questo signore della ditta ‘x’ (di cui sia lui che i vicini vedranno il van) non lo fa entrare, allora non entri neppure tu. Ma credo proprio che di fronte ad estranei si comporterà in modo da non far vedere chi è. Io ho usato questa strategia, e nonostante mi abbia sempre scritto che non avrebbe fatto entrare nessuno, quando mi sono presentata (nel giorno stabilito) con il traslocatore ci ha fatto entrare. Un’ora ed è tutto finito!

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  33. Monentourage, sto seguendo a spizzichi però la tua situazione ha qualche analogia con la mia. Il “mio” acconsenti che prendessi le mie cose dalla casa coniugale e non ebbe da ridire perché andai con persone non di famiglia pagate per aiutarmi…..
    Quando sono andata all’altra casa con una persona di famiglia ovviamente lo avvisai e non ebbe da dire salvo poi dopo rinfacciare a me e a chi mi accompagnò di averlo fatto e ora lo usa pure come arma di ricatto quale prova, secondo lui, della mia inaffidabiltà, che userebbe nel caso io intendessi far valere il mio diritto, ancora, di accedere alla seconda casa (costruita per l’80% da me!). Per fortuna io gli dicevo tutto quello che avrei fatto per iscritto con mail o messaggi.
    L’ultima volta, siccome non volevo vederlo, mandai una persona non di famiglia a prendere le ultime (che ultime non sono perché gli ho pure lasciato delle cose) dopo avergli comunque fatto avere l’elenco.
    Quindi…. se non è la casa coniugale e non siete sposati, purtroppo può porre la condizione (il “mio” ha posto condizioni fino alla fine comunque, pure quando non poteva farlo, sapendo che io i carabinieri non li chiamerei).
    Mi sembra di capire però che lui non abbia ancora detto che non vuole che la tua amica entri, quindi non fasciamoci la testa prima…
    Tu con calma gli spieghi che la tua amica di deve aiutare e ne hai bisogno.
    E se hai qualche timore… insisti.
    Facci sapere….

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    • grazie, sì, è simile alla tua. Io nel tempo mi sono ripresa molte cose (non so se lui se ne sia accorto), ma quelle più evidenti (libri, vestiti, alcune scatole) no. io vorrei che lui lasciasse aperto il portone di casa (la mia amica può rimanere sul pianerottolo, ha detto l’avvocato), non che lo chiuda. Se lo chiudesse, devo chiamare i carabinieri… e la cosa lo farebbe anche incavolare di più. è un vendicativo, un ex hacker capace di entrare nei miei profili, se vuole, nelle email (l’ha già fatto anni fa, impendendomi di accedervi).. io lavoro col computer, che faccio, poi? ha il controllo remoto dei miei pc (glielo posso negare, sì, è facile, addirittura io pensavo di accedere al suo profilo – che è aperto – di accesso remoto e cancellare i miei pc), ma può entrarci, se vuole e ci si dovesse impegnare. cosa mi suggerisci?

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  34. no, non gliel’ho ancora detto, e non siamo sposati, nè ho, nel tempo, mai cambiato residenza a favore suo… per una serie di motivazioni che non mi convincevano. quindi teoricamente non risulto da lui, anche se tutti, nel palazzo abitato solo d’estate, sanno che io convivo lì con lui…

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