Il costo del dolore

 

La relazione con un soggetto disturbato, psicopatico, sociopatico o narcisista maligno che sia, provoca sofferenza emotiva,psichica,morale e a volte fisica. Lo stato di dipendenza e soggezione in cui le vittime cadono comporta una sostanziale incoscienza circa gli abusi subiti,almeno in un primo tempo che,come sappiamo, può durare anni. Nella maggior parte dei casi, la relazione, ad un certo punto, esplode in manifestazioni palesemente violente e distruttive. Tuttavia la vittima, stanca, destabilizzata,colpevolizzata e isolata, non riesce a sottrarsi velocemente e continua a subire colpi via via più forti alla propria identità e persona. Quando finalmente riesce ad interrompere il rapporto ( o a dar corso alle prime interruzioni da cui sovente torna indietro nella speranza vana di un promesso miglioramento), dinanzi a sé ha un quadro desolante di macerie e ferite: i danni provocati dallo psicopatico.

Lo psicopatico o NP viola principi umani universali che la legge e la nostra Costituzione tutelano e proteggono: l’articolo 32 sancisce: ”La Repubblica tutela il diritto alla salute come fondamentale diritto dell’individuo”. Il diritto citato è l’unico che la Costituzione italiana qualifica come “inviolabile”. Esso si sostanzia nel diritto all’integrità fisica e psichica tanto che la legge dello Stato,uniformandosi a tale principio, punisce coloro i quali agiscono in modo da lederlo prevedendo la risarcibilità dei danni subiti dalla vittima. Sia nel caso in cui si denunci il soggetto abusante per reati quali la violenza privata,la violenza sessuale e gli atti persecutori, sia nel caso in cui ,in sede civile,si agisca per ottenere la separazione o il divorzio o per vedere riconosciuti i propri diritti violati, la legge italiana e la giurisprudenza riconoscono quattro tipologie di danno da cui discende il diritto ad ottenere la condanna dell’autore a pagare somme di denaro : il danno patrimoniale, il danno biologico, il danno morale e il danno esistenziale.

Lo psicopatico, è bene saperlo, ne provoca sempre almeno uno, spesso tutti, ma quasi sempre rimane impunito. Le vittime denunciano soltanto nei casi più gravi a causa, da una parte, delle difficoltà incontrate nella costruzione di quadri probatori convincenti (spesso mal diretta dai legali), dall’altra della scarsa dimostrabilità delle prove di una violenza e di un conseguente danno “invisibile”,e, infine della scarsa conoscenza del fenomeno da parte dei Tribunali. Quante vittime subiscono danni patrimoniali conseguenti alla storia con uno psicopatico? E’ probabile che la violenza fisica o psichica non solo abbia dirette conseguenze patrimoniali,quali esborsi per cure mediche, ma comporti anche conseguenze negative sulla capacità di produrre reddito. Ritengo che vi sia un’alta percentuale di persone che, a causa degli abusi subiti, abbia dovuto sostenere spese per farmaci e/o terapie ed abbia, durante il corso della relazione malata,visto diminuire la propria concentrazione e capacità nel lavoro con conseguenze negative nel guadagno e nella buona riuscita dell’attività.

Tutto questo,ove adeguatamente provato,comporterebbe il diritto ad un risarcimento.Ed ancora, quante vittime hanno subito un danno biologico,alla salute,che ha comportato l’insorgere di patologie fisiche e/o psichiche -comprese malattie psicosomatiche come gastriti,coliti,amenorrea,emicranie,malattie cardiovascolari- legate alla violenza fisica e morale agita dallo psicopatico? Il danno fisico, come il danno psichico, costituiscono una conseguenza tipica della violenza psicologica e di un evento traumatico.Accertata la patologia da parte di un medico-legale ( si ricordi che vi sono gli psicologi forensi) si potrebbe ottenere il giusto risarcimento.

Parliamo poi del danno esistenziale che ,si badi bene, è stato riconosciuto anche nell’ambito dei rapporti familiari tra partner e tra genitore-figlio. Questo tipo di danno si verifica quando il soggetto abusato subisce, a causa delle aggressioni, un cambiamento negativo e duraturo del proprio stile di vita,una perdita di chance, uno sconvolgimento stabile e non transitorio delle proprie abitudini, del modus di avere relazioni interpersonali, un’alterazione definitiva a livello comportamentale.

Per ultimo, il danno morale, qualificato come patimento,dolore di durata transitoria (e non stabile come il danno psichico-biologico),che si sostanzia in seguito ad un evento lesivo chiaramente ravvisabile nella violenza morale e fisica e negli abusi quotidiani come la denigrazione,il tradimento,i silenzi e gli insulti. Il danno morale viene chiamato,infatti,“pretium doloris”, il costo del dolore.

QUANDO C’E’ VIOLENZA CARNALE?

Meritevole di esame, a mio avviso, è il delicato e grave argomento della violenza sessuale e degli elementi che ne integrano gli estremi. Le modalità violente dello psicopatico,lo schema ricattatorio e dominatore della sua personalità ,l’uso dell’induzione subdola,la considerazione del sesso quale strumento di potere fanno sì che gli abusi agiti entrino anche nella sfera sessuale. La violenza sessuale dal 1996 è considerato reato contro la persona (sino ad allora,ahimè,era solo un reato contro la morale). Disciplinato dagli art.. 609 bis e ss. del codice penale , è punito con una pena che va dai 5 ai 10 anni di reclusione.

La violenza sessuale non scatta solo quando la vittima, con uso delle armi o della forza,viene costretta a subire un rapporto intimo. Perché vi sia violenza carnale non occorre che si verifichi necessariamente un rapporto intimo. Tutti gli atti che sono riconducibili alla sfera sessuale, non solo coinvolgenti le parti genitali ma anche le c.d. parti erogene,possono costituire elementi del reato. Per la Corte di Cassazione integrano il reato: “una toccatina veloce ed insidiosa” (Cass. 22840/07), accarezzare la schiena fin sotto l’ascella contro il volere del soggetto passivo” (Cass. 4538/08), un “bacio sulle labbra “ (Cass. 124257/07). Il consenso al rapporto o agli atti sessuali, secondo l’accezione su esposta,deve essere pacifico e non deve subire interruzioni .Pertanto, può accadere che un soggetto sia d’accordo in un primo momento,ma ci ripensi successivamente e manifesti il suo dissenso: il reato di violenza sessuale si verificherebbe a tal punto anche tra le mura domestiche.

La Corte di Cassazione ha stabilito che può sussistere violenza sessuale anche nel caso in cui la moglie rifiuti silenziosamente il rapporto per evitare scenate. Nel 2015 (sentenza n. 42993) ha stabilito la sussistenza della violenza carnale anche nelle ipotesi in cui la donna,a fronte di pregresse intimidazioni di natura psicologica, si trova in uno stato di soggezione mentale e disagio ed accetti le avances del partner. Gli ermellini, sempre nel 2015,hanno ravvisato il reato di violenza carnale laddove anche vi sia stato un RIFIUTO IMPLICITO al rapporto derivante dalla conflittualità della coppia causata da mortificazioni,insulti,prevaricazioni morali,ritenendo che ,per valutare la commissione del reato ,debba guardarsi non solo al momento di consumazione dell’atto ma al contesto generale pregresso e complessivo dei maltrattamenti anche morali. Direi che si tratta di una vittoria delle vittime e di un invito a riflettere.

L’essere umano, in quanto persona, ha l’irrinunciabile diritto a veder trattare il proprio corpo , la propria mente e la propria emotività con rispetto assoluti. La ripetizione seriale e sistematica di atti che sono diretti a colpire uno o tutti e tre gli aspetti deve farci reagire e deve comportare una conseguenza nella vita degli abusanti, anche solo quale pretium doloris .

Avv. Marina Marconato–avv.marinamarconato@libero.it

11 thoughts on “Il costo del dolore

    • La paura è uno dei sintomi o delle conseguenze tipiche nell’interazione con gli psicopatici . Tuttavia, credo sia importante aiutare le vittime a vincerla e ad agire per tutelare la propria dignità ed ottenere giustizia . Gli psicopatici ed i narcisisti perversi si muovono senza scrupoli convinti di poterla sempre fare franca, si sentono sopra la legge , sopra gli altri esseri umani , semidei senza anima.

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      • Anche io ho paura. Una parte di paura me la tengo, perchè aiuta a proteggermi da chi è potenzialmente pericolosissimo. Sto bene alla larga da quell’uomo proprio grazie alla paura. Peró bisogna lavorare sulla paura che ci paralizza e che non ci fa agire ‘CONTRO’ l’individuo disturbato, anche se sappiamo bene che quell’agire ‘contro’ è parte essenziale dell’autoprotezione o della protezione dei nostri figli. Bisogna capire che quella paura paralizzante è stata in larga parte indotta da chi ci ha abusato, appunto allo scopo di tenerci fermi, di non esporre l’abusante, di non metterlo in difficoltá o nei guai. Quella paura crea un vantaggio all’abusante e svantaggia l’abusato, tenendolo ancora in pericolo. Bisogna lavorarci su.

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  1. Sono d’accordo Giusy.Inoltre , ritengo fondamentale per chi ha figli , vincere la paura che funge da bavaglio anche per tutelarli ed insieme insegnar loro che mai bisogna soggiacere alla prevaricazione , bisogna tentare di insegnare che le leggi esistono a nostra tutela , bisogna soltanto accenderne il motore ed avere costanza ( e pazienza ahimè ) nell’attesa che dia i frutti e le giuste conseguenze a chi nuoce

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  2. Gentile Astra ,
    chiedo a te e a coloro che già ci sono passati, se sulla base della vostra esperienza e conoscenze ritenete sia possibile uscire da questo vortice senza l’aiuto della psicoterapia , se riescano ad un certo punto a scattare l’orgoglio , la rabbia o la disperazione salvifiche … Quest’uomo mi ha già così depauperata e sfruttata , che adesso affrontare anche l’impegno economico e temporale (un anno o più, mi è stato prospettato) di analisi del profondo non mi è possibile , e mi costringerebbe ad una vita ulteriormente povera di ogni piccola soddisfazione, non avendo grossi mezzi economici.
    Grazie per tutte le letture che ci proponi e per la competenza che metti a disposizione di noi tutti.

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    • Dunque Rosalba, ne parlavo proprio poco fa con uno psichiatra. Il tema della psicoterapia, a mio avviso, è molto complesso. Mi spiego meglio. Come ogni forma di conoscenza, anche la psicologia è superspecializzata e frammentata in mille campi di applicazione. Purtroppo per aiutare con efficacia le vittime ad uscire da questo tipo di sofferenza ci vuole una preparazione adeguata. Purtroppo non tutti gli psicoterapeuti dai quale si finisce ce l’hanno. E allora guarire diventa molto lungo e difficile. Pertanto raccomando di affidarsi ad operatori specializzati nelle dinamiche relazionali e di affiancare la terapia alla lettura di testi salvifici come Relazioni Pericolose, nelle librerie dalla fine di febbraio. Orgoglio, rabbia e disperazione escono con il tempo, il lavoro su di sé, la terapia e la lettura. Sono tutti elementi necessari al rapido superamento della sofferenza.

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      • Grazie , Astra, per la risposta.
        La persona che ho contattato tende a ricercare le cause di tale legame nella propria storia personale (in realtà io sono ‘solo’ capitata tra le grinfie di un ‘mascalzone’, come avrebbe detto mia madre ), ha esperienza con donne maltrattate, ma come sappiamo il lavoro potrebbe andare parecchio in la’ nel tempo…
        Non vedo spiragli , in realtà, in quella direzione, né ho sentito empatia durante il colloquio (forse è giusto così?) , sicuramente tanta professionalità ma non sintonia.
        Piuttosto , la lettura del tuo blog mi ha aperto gli occhi e portato a capire chi avessi di fronte; ora attendo il tuo lavoro in libreria (o lo troverò anche on line?).
        Grazie ancora.

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      • Che in noi ci sia qualcosa che “non va” per il solo fatto di aver permesso a quella chiave (la persona tossica) di entrare nella serratura (la nostra anima, con spazi seppur infinitesimali di ingresso e di manovra) è poco ma sicuro. Tutti hanno delle debolezze. Non viviamo in una bolla. Bisogna solo cercare di diventare un pò più impermeabili e inattaccabili e fare in modo che la chiave non riesca più a infilarsi nella serratura. E’ su questo che lavorano gli psicoterapeuti. Ma chi soffre è alla ricerca di risposte. Ha bisogno di capire. Ecco che la lettura può fare la differenza. Troverai Relazioni pericolose anche online, certo.

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    • Rosalba, Astra è stata molto precisa e sento che la mia esperienza conferma le sue parole. Ogni esperienza ha comunque caratteristiche peculiari. Nel mio caso non ho avuto difficoltà a trocare (quello che avevo scoperto era davvero spaventoso, ed é stata la paura la mia più grande alleata). Peró ero talmente a pezzi in quei mesi, letteralmente ai limiti della sopravvivenza, che ho avuto bisogno di aiuti. L’aiuto mi è venuto anche da colloqui con professionisti specializzati in vittime di psicopatici, e con psicologi che mi hanno aiutata mentre cercavo di ritornare alla normalità. Per il resto, il contributo più grande mi è venuto dallo studio e dalle letture, e dai gruppi (come in questo blog) dove si trovano persone che hanno esperienze simili. Che cosa ti trattiene ancora in quella relazione? Pensi che in fondo in fondo ti ami? Pensi che valga la pena accettare tutto il male che ti fa per quelle poche giornate in cui ti fa sentire la donna più felice del mondo? Speri che le cose cambieranno in futuro? Ti faccio queste domande non tanto per avere una risposta, ma perchè sono state per me cruciali. Io avrei risposto positivamente mentre ero nella relazione. Sono scappata quando non avevo più dubbi che mi sbagliavo di grosso. Anche se mascherato, in realtá ho capito che lui era un nemico. Non uno tra i tanti, ma proprio l’unico.

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      • Grazie Giusy. Forse, in qualche momento, ad alcune delle domande cui facevi riferimento risponderei ancora di si . Ma le umiliazioni e la solitudine in cui mi lascia prendono ormai il sopravvento. Anche grazie ai vostri interventi ed alle letture sto imparando a dire dei ‘no’. Ma il mio rammarico è che vado troppo a rilento …

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      • Cara Rosalba ti porto la mia esperienza. io mi sono rivolta ad una psicologa. Stavo così male ma malissimo che da sola nonostante i miei sforzi, la mia volontà e le mie risorse non ce la facevo.ho dovuto prendere anche dei farmaci e poi lavorare su di me.a pensare che sono una persona solare aperta positiva estroversa….avrei voluto la bacchetta magica invece ho dovuto versare tutte le lacrime per il dolore e la indignazione.la fatica di uscire è tutta la nostra. Mi è costato soldi e sofferenza.ma non potevo fare diversamente. Dovevo liberarmi a qualsiasi costo da lui dalla sua meschinità che mi aveva avvelenata.ho lavorato sul piano chiave e serratura….molto. Ce l ho quasi fatta. Leggo spesso gli articoli del blog li ho ritrovato tutto quello che mi era accaduto sono stati molto utili.mi sono rivolta prima ad uno psichiatra famoso e bravo che ha dato la prima botta e mi ha aperto gli occhi poi una psicologa direi normale. Ci vado ancora da due anni.ti auguro ogni bene.naturalmente prendero’ il libro!

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