Terroristi emotivi

 

Quella di “terrorista emotivo” è tra le definizioni più azzeccate che si possano affibbiare a uomini di cui si parla in questo sito. Trovo l’articolo che Secci ha postato recentemente in Blog Therapy talmente chirurgico, preciso ed efficace che non posso non riportarne il testo in Relazioni Pericolose.

Ci sono uomini che entrano nella vita delle donne e le distruggono. Non importa quanto esse siano forti e quanto intenso sia il loro amore, né che impegnino tutte se stesse nella relazione: quando l’altro mette in gioco meccanismi psicologici incentrati sul controllo e sulla svalutazione non ci sono strategie per salvarsi diverse dalla fuga.

Questi uomini trascinano le loro vittime in una guerriglia psicologica che a volte dura anni e che causa la progressiva demolizione dell’autostima e della capacità di comprendere ciò che sta accadendo al di là del codice malato della relazione. Sono donne rudere, donne relitto, donne sfiancate e terrorizzate dalle continue esplosioni del partner, dalle sue sparizioni mimetiche e dai suoi assalti che sembrano non seguire uno schema mentre perseguono una precisa strategia bellica. 

I terroristi emotivi non sanno quello che fanno perché governati da movimenti interiori per lo più inconsci, tuttavia agiscono attraverso copioni psicologici relativamente invarianti.

Controllo e svalutazione. Controllo e svalutazione sono i circuiti che armano uomini affettivamente immaturi, incapaci di investire sulla coppia ma decisi a vivere comunque qualcosa che somigli all’amore spinti dall’impulso sessuale e dal conformismo sociale.

Il controllo consiste nel mantenere al di sotto di una soglia minima il coinvolgimento emotivo nei confronti della partner e, allo stesso tempo, tenerla in scacco, sentimentalmente bloccata nella relazione. L’obiettivo è quello di imprimerle un marchio di proprietà narcisisticamente gratificante, un sigillo che le impedisca di intraprendere altre relazioni.
La svalutazione è il guinzaglio comunicativo che questi uomini stringono stretto al collo della partner: la criticano, la accusano, la maltrattano, la condannano al silenzio più cinico o all’insulto più sfrontato e irrispettoso inducendola così a dipendere dalla loro approvazione e a maturare la convinzione di essere indesiderabile.

La donna diventa in un vero e proprio “ostaggio di guerra” per cui l’unica forma di sollievo è data dalla sospensione, di solito breve, delle torture. Una telefonata un po’ gentile, un sms neutrale o il minimo gesto “umano” da parte del terrorista diventano le “prove” che c’è amore in fondo, e che si può sperare di ricostruire nonostante la desolazione.

Amori low-cost. Il terrorista emotivo si garantisce a costo bassissimo l’adorazione dell’ostaggio. Ottiene dedizione e fedeltà con i pochi centesimi di un messaggino, con una parola o una carezza appena affettuosa e, soprattutto, gode della percezione del potere. Le donne sotto assedio, vivono sentimenti opposti: la totale insicurezza e l’incubo del tradimento. Immaginano che il partner trami alle loro spalle, cerchi altre storie e sono terrificate dalla possibilità dell’abbandono.

Le condotte gelide e anaffettive del terrorista intervallate da ambigui messaggi d’amore e di tregua, fanno sì che la partner si senta un mero oggetto di possesso, come tale intercambiabile con altre. In realtà, scelto il bersaglio da devastare, il guerrigliero gli rimane fedele e di rado intraprende battaglie su più campi. A proprio modo è vittima del suo schema distruttivo ed è in qualche misura consapevole che trovata una donna che si presta al massacro convenga tenersela finché il gioco regge, perché trovarne un’altra altrettanto partecipe risulterebbe costoso e impegnativo.

Congelare la relazione. Una relazione affettiva si evolve fisiologicamente verso un aumento dell’impegno tra i partner e la costruzione congiunta di spazi di coppia progressivamente più ampi e più solidi che prevedono la condivisione di valori, progetti, amici, tempo e via dicendo. Un rapporto all’inizio, in genere, si caratterizza per il basso livello di coinvolgimento personale e l’elevato grado di libertà dei partner. Nelle fasi iniziali i sentimenti reciproci, per quanto intensi, non autorizzano ancora a proiettarsi in un futuro insieme, ma garantiscono indubbi vantaggi sessuali uniti alla sensazione di “poter avere un amore”. Il terrorista emotivo agisce in modo da congelare la relazione in un perenne stadio iniziale, azzerando ogni eventuale progresso mediante il conflitto. Ci sono coppie che si inseguono per anni, rimanendo cristallizzate al punto zero del rapporto: quello della conoscenza iniziale, delle prime cene a due e di qualche focoso scambio sessuale.

“Sei inadeguata e pazza”. Non appena il terrorista del cuore intercetta dall’altra parte aspettative di relazione più mature, riceve la richiesta di condividere più tempo o ascolta l’ingenua esigenza di frequentare amicizie in comune, intraprende la sua crudele rappresaglia.

Demolisce tutto, rade al suolo quanto sembrava accennare alla costruzione di un rapporto più maturo e lo fa mettendo in discussione la validità della partner non solo come compagna, ma come persona. Così facendo, raggiunge due obiettivi: la costringe alla dipendenza dal proprio giudizio e la illude che, se cambiasse, le cose andrebbero per il verso giusto. Classicamente, dopo una fase di disperazione, la vittima ritorna a dare quanto e più di prima spinta dalla triste utopia che il proprio miglioramento produrrà amore. E invece, genererà soltanto nuovi e più efferati assedi.

Enrico Maria Secci

http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/2016/04/28/terroristi-emotivi-riconoscerli-e-combatterli/?doing_wp_cron

50 thoughts on “Terroristi emotivi

  1. Splendido e inquietante ritratto del narcisista perverso! Direi veramente azzeccato dipinto di un malato di mente ci vorrebbe solo una legge x rinchiuderli. ..ma forse la migliore condanna loro sarà proprio un eterno girovagare di fiore in fiore per rimanere poi alla fine soli e abbandonati vittime del loro stesso delirio!

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    • All’inizio Dicevi che avebo ormai la chiave della tua vita.non era vero.dopo iniziasti a dire “ho bisogno di tempo”.non era vero.passavano i mesi ed il tempo , il mio, non arrivava mai .dicevi ti amo, sei la mia vita.non era vero. Hai usato bugie per ferirmi e confondermi e mi dicevi :dammi fiducia , voglio cambiare.non era vero.una piccola bugia nel tempo si è moltiplicata in una moltitudine di bugie tali per cui la non -verità è diventata la verità e viceversa. Mi dicevi sono depresso .ma andavi in barca con amici.non era vero.non una vacanza, non una gita, non un natale hai avuto per me.mi dicevi che non ti capivo.era vero. Non ti capivo ma ti ho atteso.poi ho detto basta a quel nulla di carte false e fumo nero.mi hai detto che ti saresti ucciso. Non era vero. Il mio posto era già pieno, come in un bus affollato di ciechi che non si vedono ma percepiscono la presenza dell’altro.mi hai detto che ero pazza.non era vero. Iniziavo a ragionare.allora in ginocchio hai pianto come un bambino distrutto, hai implorato il perdono e una nuova possibilità. Di nuovo, non era vero.mi hai detto che mi avresti sposata, che mi avresti uccisa, mi hai perseguitata, offesa, spaventata.non eri chi amavo io. mi hai detto che ero diventata rigida .non era vero.eri e sei tu rigido. Rigido nel tuo copione recitato in vari teatri.rigido nelle frasi sempre uguali, nelle scuse identiche, rigido nelle bugie via via più inverosimili e patetiche.rigido nella tua incapacità di voler bene, di cambiare. No, nulla era vero.tu non eri vero.eri , sei e sarai solo e sempre l’immagine di ciò che saresti potuto essere e che non sarai mai.

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      • Il commento di Marina avrei potuto scriverlo io e questo mi lascia perplessa. Queste persone sono tra noi e abbiamo avuto la sfortuna di incontrarle lungo la nostra strada e di innamorarsi di loro. Per mia fortuna sono riuscita ad uscire dalla dipendenza e a fuggire il più lontano possibile. Lo auguro a tutti quelli che vivono situazioni simili.

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      • Storia inquietante ma vera. Solo chi l’ha vissuta può capire realmente il dolore, la rabbia, l’impossibilità a reagire contro il torturatore poiché costui contestualmente ti ricatta. Quale soluzione?Ancora sto combattendo, ma penso che l’unica strada per salvarsi è scomparire per sempre eliminando ogni rapporto co tutti anche quelli buoni perché lo stalking è pronto a cercarti e rovinerà anche i tuoi cari. Tiziana

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    • Me ne sto liberando di un narcisista e dentro di me lui fare la fine che se lo merita proprio descrita con queste parole , non c’è dubbio che chi semina raccoglierà prima o poi i suoi frutti ma nel suo caso sarà una dura raccolta dopo tutto il male psicologico che mi ha causato .

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  2. Descrizione perfetta! Tendono a mantenere il rapporto nella fase iniziale …e quando dopo mesi …anni nel mio caso …si chiede di più …tipo una convivenza o un matrimonio…vieni accusata di volere tutto e subito! Io con il mio ex lo frequentavo da 15 anni ! Non solo ora che la storia è finita grazie a Dio ….ma solo perché ha messo incinta un altra persona ….ha alternato mesi di silenzio …a mesi in cui è tornato nella mia vita ….senza neanche la minima scusa ….mi ha detto che se IO fossi stata più paziente e comprensiva …lui non avrebbe mai rinunciato a me ….
    Tantissime volte mi sono chiesta ….ma se mi ritieni una così brutta persona ….perché non mi molli una volta per tutte? Perché questo lì rende potenti ….farsi la loro vita …ma ogni tanto fare capolino nella tua …con messaggi di una dolcezza disarmante !
    Questi non sono uomini ….sono mostri ….che non sanno di esserlo …e distruggono tutto quello che toccano ….
    Io sono andata avanti …e mi sono rifatta una vita ….ma mi si gela ancora il sangue quando penso a quanto questa persona sia stata destabilizzante nella mia vita ….passando oggi a fare la vittima ….e sopratutto provo immensa pena per la nuova compagna , che si trova , o si troverà ben presto sulle montagne russe …dove le sue giornate saranno scandite da insicurezze quotidiane ….e provo pena …per i figli che uomini così mettono al mondo …figli che avranno una vita piena di sofferenza , gestiti da un genitore che deve tenere e mantenere tutto sotto controllo …ma alla continua ricerca di emozioni …perché a uomini così …un rapporto sereno …maturo …ed equilibrato …rappresenta la loro morte …

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  3. Tutto assolutamente vero! In questi giorni che la nostalgia e la tristezza stanno facendo di nuovo capolino…purtroppo anche se sono oramai passati vari mesi..leggervi mi da una grandissima forza! Stringo i denti e vado avanti…non mollo! Grazie per gli articoli e le testimonianze mi fanno sentire meno sola!

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  4. Anche a me oggi mi si raggela il sangue a pensarci…vi tralascio i miei particolari sono copia e incolla. Non mollare cara Rosy. a volte io guardo anche le foto e i disegni del blog molto significativi più di tante parole. Il mio n.p. ha una vita così in passivo che arraffa tutto, si dice tutto fa brodo.

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  5. Rosy, guarda che sei una miracolata ad esserti liberata di un mostro. Davvero non c’è nulla di cui avere nostalgia. L’immagine che ti eri formata di lui era una finzione abilmente costruita a tavolino. Quella persona non esiste! Capisco bene il dolore per avere amato una finzione, ma davvero non è altro che quello. Forse può aiutarti nel distacco emotivo capire che quella finzione era costruita per ‘arraffare’ tutto quello che poteva. Unicamente a tuo danno e a suo beneficio.

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    • Buon giorno a tutti voi compagne di una vita vissuta nella menzogna, una vita in cui si è coprotagonista e non lo si sa… Io che della verità ne ho fatto sempre un baluardo pagando in prima persona sono stata violentata nella mia scelta di essere vera e coerente . Mi ha distrutto la vita volendolo fare e alla mia domanda ( dopo un anno di no contact) sul perché … Mi si risponde : per egoismo! Incurante di tre figli che stavano soffrendo e di mio marito che voleva che io tornassi da lui. Non lo odio, ne ho tanta pena però la pena la ho anche le me che ora conto le briciole di ciò che mi è rimasto ma vado avanti con la schiena dritta! Già non essere nelle sue grinfie e nel sua vita per me è una salvezza e poverina chi ora siede al suo fianco…

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      • Mah, non credo meriti la tua pena. Risparmiatela per altri. E pensa che è per lui un grande piacere vedere la tua reazione quando cerchi (come è umano fare) di capire il motivo delle sue finzioni e dei suoi comportamenti che hanno devastato tante vite. Devastare vite e vedere l’effetto che fa è poi per questi mostri un fenomeno così interessante da osservare! Li fa sentire onnipotenti pensare che siano riusciti nella devastazione, approfittandosi della tua fiducia e amore, e grazie alle diaboliche capacità manipolatorie di cui vanno tanto fieri. Voilà!

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  6. oggi sono in vena di elementi…a proposito di finzione vi racconto questo solo come spunto di riflessione: l’ultima volta che incontrai il mio n.p. 1) mi sono schiaffata in faccia il suo stesso ghigno in modo che lui non potesse più specchiarsi in me 2) quando gli dissi che me lo ero immaginato diverso e che rimaneva poco poco di come me lo ero immaginato, lui era molto interessato a chiedermi : ma come mi hai immaginato dai racconta ( era più interessato a come lo avevo immaginato più che alla realtà delle cose).Tristissimo…

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  7. Vorrei tanto conoscere al testimonianza di una donna che attualmente sta con uno dei nostri ex n.p. …. perché sicuramente diranno che sono uomini meravigliosi e siamo noi ad aver sbagliato….scusate l’ironia

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    • Quella donna Iris pensa esattamente quello che il mostro le fa credere, cioè che lui (fantastica e sensibile persona) è la vittima di una pazza. Che poi è quello che credevo io di lui e della sua ex finchè stavo nelle sue grinfie, ed é quello che l’attuale preda pensa di lui e di me ora che è lei nelle sue grinfie. Il ciclo si ripete a meno che la preda di turno non rimanga annebbiata fino alla sua morte. In quel caso i cicli e sottocicli si applicano alle varie amanti, compagne di gioco, prede per pasto fugace, che usa in parallelo tra loro e alla preda stabile.

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      • Che lui sia stato vittima di pazze scriteriate e paranoiche è quello che fa credere qualunque di questi soggetti a qualunque sua compagna di qualunque sua ex. E’ una legge universale del mondo occidentale quando si parla di psicopatia.

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  8. d’altra parte lo psicopatico tiene su la sua struttura vuota attraverso il rovesciamento sistematico della verità,di ogni verità. costui E’ la bugia anzi ,direi, costui è la negazione della verità:si atteggiano a vittime ed invece vittimizzano chiunque voglia loro bene,dicono di soffrire se li mettiamo davanti alle loro nefandezze ed invece ne godono, dicono di sentirsi in colpa quando compiono atti vessatori o inganni ed invece sono soliti farli di nuovo nel gioro di pochi giorni,ore,addirittura minuti.Dicono di voler cambiare ma in realtà cambiano le vittime,riducendo la loro autostima,rendendole ansiose,controllanti,riducendo all’osso la loro identità.icono di voler cambiare ma non cambiano mai nemmeno le frasi,sempre le stesse ripetute ad ex, alle attuali, alle future.sono il rovesciamento totale della verità e della realtà .Per difendersi,sotto tutti i punti di vista, basta cambiare prospettiva,guardare in quale modalità agiscono e capire così che,grazie alla loro prevedibilità ,possono essere allontanati o resi meno pericolosi.

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  9. Care tutte,
    devo confessare che fino a qualche tempo fa non ero convinta di essere capitata nelle grinfie di un mostro di tale portata.
    Ora che ho preso le distanze vedo tutto quello che mi ha fatto e che sta continuando a fare. Solo ora lo fa con uno stile e uno spirito diverso: quello deliberato di vendicarsi, di affondare definitivamente, di minacciare, ricattare, mettere all’angolo più di quanto non avesse già fatto.
    Tempo fa, nel cercare letture sull’argomento, trovai un articolo sulla grande illusione del “lato buono” del manipolatore perverso.
    Non è una grande illusione, è un immenso “Truman show” con lui che tira i fili e si diverte a guardare quello che fai….
    L’altro giorno l’ho incontrato. Un florilegio di ricatti camuffati da logica degna del più raffinato avvocato del Male.
    A fronte di una mia legittima (e non perché lo dica io ma perché lo dicono avvocati che ho consultato) richiesta, ha sciorinato una serie di falsità (relative ad aspetti morali e comportamenti con logica capovolta) da rabbrividire. Dal fatto di averlo trascurato con comportamenti adolescenziali (perché scambiavo sms con le mie amiche, mentre lui era ormai preso da una dipendenza di videogioco che non ammetterebbe neanche sotto tortura),,, al fatto di aver finto vari comportamenti ai quali egli stesso mi aveva indotta cercando di modificare alcune mie convinzioni e principi (ma io non avevo finto, avevo solo provato a vivere l’esperienza che mi consigliava e nel momento in cui non ci sono riuscita fino in fondo, ha addebitato a me il suo fallimento):
    Per terminare, con la più classica delle conclusioni: che è evidente che IO “non sto bene”, non ho ancora trovato il mio equilibrio… D’altra parte, della donna che mi ha preceduta, diceva che era pazza e squilibrata.
    Sono annichilita, sono distrutta.
    Ma non sono più incredula, ora si, comprendo le parole di Giusy che mi chiedeva come posso non accettare il fatto che vi siano individui immorali, malvagi.
    E’ vero. Non lo accettavo. Ora lo accetto, e mi sento libera, e felice di essere stata capace di sottrarmi a quella prigione.
    Sono uomini pericolosi. Molto pericolosi.
    Lui è un uomo pericoloso.

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    • Se tu non gli rimandi più l’immagine del “Sé grandioso” ma un’immagine reale e difettosa che non può accettare, in primis con sé stesso, perché dovrebbe fare i conti con le sue insicurezze di fondo, con le quali non vuole fare i conti e che lo hanno reso il manipolatore perverso che è, ti ripagherà in un solo modo: distruggendo lo specchio, capovolgendo la realtà e accusandoti di qualsiasi cosa per fare in modo che la “colpa” sia tua, in modo da assolversi e preservare la propria Immagine intatta.
      Sprofonderebbe nella depressione se ammettesse con sé stesso chi in realtà è, preferisce distruggere chiunque metta in pericolo questa sua convinzione.
      Lo farà sempre e con chiunque.
      Lo fanno tutti questi personaggi, io lo so bene e l’ho accettato con dolore.
      Datti una pacca sulla spalla, fatti una carezza, festeggia per aver avuto la forza e il coraggio di scappare da lui, di liberartene.
      Lo so come ti senti ora: distrutta, svuotata, non ti riconosci più…passerà, è solo una fase che dobbiamo passare per rinascere.
      Non permettiamo loro di avere l’ulteriore soddisfazione di vederci a pezzi, sarebbe un altro rifornimento narcisistico a distanza, saprebbero di avere ancora il controllo su di noi, anche lontani.
      Da oggi in poi, via dalla mente e dal cuore!
      Cancelliamoli.
      Cara Penelope, lo dico a te per dirlo a me stessa.
      Un abbraccio a tutte.

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    • E , dimenticavo: BRAVA!
      Lui è pericoloso, loro sono pericolosi.
      La violenza psicologica dovrebbe diventare reato penale, non ringrazierò mai abbastanza Astra per il suo impegno nel sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema.

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    • Cara, hai fatto un enorme passo avanti che ti aiuterà moltissimo ad accorciare i tempi della ripresa, del ritorno a te. Ora vai con il no contact, non farti abusare ancora.

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  10. Grazie, e sicuramente sempre grazie ad Astra e a Giusy e a voi che mi supportate. Sto iniziando a lavorare sull’ipotesi di un seminario in loco. Inizio a mettere giù una scaletta… a individuare le persone… gli argomenti… Una giornata non basterebbe, ma si dovrà farla bastare.
    Vediamo. Per l’autunno…

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  11. Accettare con dolore … di avere avuto una relazione con un manipolatore è di una difficoltà incredibile, io ancora oggi non riesco ad accettarlo. Razionalmente a volte mi pare di capirlo, emotivamente non ci riesco. Il dubbio che si insinua è sempre lo stesso: era buono? Sono io che non capisco? Forse mi sbaglio? Come posso non aver intuito che fosse un prevaricatore? Insomma queste sono le domande che mi impediscono di relegarlo definitivamente lontano dal mio cuore.
    Intanto i giorni passano e lui è sparito … io invece ancora qui a tentare di alleviare il dolore. E’ vero … mi faceva sentire “mai abbastanza”, non ero mai nella condizione di fare del mio meglio, mi diceva “gentilmente” che non sapevo fare di più per lui, per la nostra relazione. Io invece tentavo di fare il meglio di quanto potessi.
    Ho le mani legate … devo soltanto accettare questo disastro.
    A volte penso ai suoi giudizi su di me ed ho come la sensazione di sentirmi sbagliata … ancora … poi penso che il suo sguardo è limitato dalla sue logiche differenti, alle sue logiche solo sue … e un poco riesco a respirare, ma quanto è difficile! Mi ha subdolamente riversato tutta la colpa della fine del rapporto, anche se volutamente maldestramente (scusate il bisticcio di parole) … accampando la scusa di avere un’altra donna per rompere. L’immagine del sé grandioso così è rimasta intatta … ma come si fa ad interpretare così male la realtà? Come si fa a rimanere bloccati ad un errore? Come si possono ribaltare tutti e dico tutti gli avvenimenti? Me lo posso spiegare solo leggendo qui e sulla psicopatia. Grande dolore.

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    • Saretta, comprendo il tuo dolore, credimi.
      Non potevi capire che fosse un manipolatore semplicemente per il fatto che recitano molto bene, recitando anche con sé stessi sono molto convincenti.
      Hanno una parvenza di normalità per il mondo intero, il mio è autorevole, brillante, affascinante, colto, elegante, tutte qualità che mi hanno attratto e fatto innamorare.
      Peccato che tutto venga vanificato dal suo essere anaffettivo, bugiardo, manipolatore e traditore.
      Come accorgersene quando recita da Dio il ruolo dell’uomo ideale, quello che ti manifesta il suo amore, che ti capisce, che anticipa i tuoi desideri prima che tu li esprima, che ti desidera, che ti fa sentire la donna più fortunata della terra, che ti fa ridere e che ti fa pensare che prima di lui non avessi mai amato?
      Mentre ti fa vivere la “favola” non puoi accorgertene, i dubbi arrivano dopo, quando è già tardi e lì comincia la danza nella quale ti disorienta.
      Ma tu non ci puoi credere, cerchi di capire cosa puoi fare per far tornare le cose come prima, quando era tutto perfetto.
      Io mi sono dannata, ho fatto l’impossibile, mi sono persino adattata a comportamenti inaccettabili per la donna che sono sempre stata.
      Poi i dubbi che mi creava con i suoi comportamenti ambigui e la sua comunicazione manipolatoria sono diventati troppi e ho “osato” chiedergli spiegazioni, mettere in dubbio il suo amore e , apriti cielo, mi ha riversato addosso la sua rabbia, accusandomi di essere insicura, paranoica, di volerlo controllare etc.
      Punizione del silenzio e minaccia dell’abbandono…che alla terza discussione ha messo in atto dando a me la colpa per la fine della relazione.
      Io non gli rimandavo più l’immagine che lo gratificava e quindi meritavo di essere cancellata e distrutta.
      Avrei preferito che ammettesse che il suo interesse era rivolto altrove, invece delle menzogne che ha continuato a dirmi alla fine, per uscirne con l’immagine immacolata.
      Io ero la pazza, insicura e lui non poteva più stare con me.
      Certo…
      Non ci si può fare niente, tranne dimenticare e rinascere a nuova vita.
      Non farti domande alle quali non c’è risposta, distrai la mente con qualsiasi espediente.
      La mia rivincita sarà l’indifferenza.
      Un abbraccio

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  12. Grazie Stellina, hai dipinto perfettamente il tuo/mio uomo. Che tristezza. Hai ragione, la sua immagine immacolata … mi sento uno schifo e tu sai cosa si prova. Rinascere a nuova vita? Non ci sono riuscita, è da un anno e mezzo che ci provo. Niente il suo fantasma mi perseguita e dire che nella relazione lui sembrava quello più innamorato e io la sdegnosa. Invece alla fine si è capovolto tutto. Io lasciata per “colpa” grave … anzi gravissima … tentavo di capire me stessa. Qualsiasi espediente … esco, frequento di nuovo gli amici che avevo lasciato, non erano buoni per lui, shopping, lavoro, ma niente ha il sapore intenso di allora. Come se mi avesse anestetizzata alla
    gioia, alla felicità. Non ci sono domande, non ci sono risposte, ma davvero la vita è così? Vorrei svegliarmi e aver dimenticato gli anni passati insieme!
    Vorrei svegliarmi e non avere questo fardello pesante sulle spalle. Leggerezza, ho bisogno di leggerezza e vivere dignitosamente e non ci riesco e mi danno.
    Grazie per le tue parole, leggendoti e trovandoti qui il tuo dolore non sarà da meno.
    Grazie di cuore.

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    • Neanche io ci sono ancora riuscita, però ho smesso di “colpevolizzarmi” anche per questo. Ci vuole tempo, bisogna avere pazienza con la nostra anima ferita, darle tempo di guarire da questa ferita sanguinante, non basta un cerotto.
      Però mi rendo conto che il ricordo lentamente sbiadisce e la consapevolezza che annientarmi come persona, congelarmi in uno stato di immobilità significherebbe dargli una grandissima soddisfazione e dargli ancora potere su di me, anche alla fine del rapporto.
      Farò di tutto per riprendermi, mi sto convincendo che ce la posso fare.
      Se non ci credo io per prima, non accadrà mai.
      Prendiamoci del tempo, non mettiamoci fretta e riprendiamoci la nostra vita, la nostra gioia e il nostro sorriso!
      Grazie anche a te, parlare con voi è un aiuto impagabile e mi da coraggio.

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      • Saretta e Stellina,
        Passo la mia ennesima serata estiva da sola. Quel disgraziato continua a tenermi in scacco e a vivere la sua vita senza scrupoli, triangolando sotto gli occhi miei e di tutti. Mi sto allontanando almeno emotivamente, ma con grande fatica. Ad esempio ho vissuto un paio di giorni di vera contentezza e liberazione perché lo percepisco distante dalla mente; oggi invece mi sembra di non avere forze e che mi manchi il pensiero seppure terribile e negativo che ormai continuamente gira intorno a lui, per il condizionamento e lavaggio del cervello di anni. Pazzesco, può mancare il dolore… accade anche a voi? Grazie

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      • Ciao Rosalba,
        capita anche a me di avere dei momenti in cui mi manca, nonostante la consapevolezza che ho acquisito in questi mesi.
        Però mi rendo conto che, ultimamente, quando mi vengono in mente i ricordi belli, li leggo attraverso il filtro degli inganni e delle menzogne subite successivamente e questo mi permette un distacco emotivo che spero aumenterà sempre di più.
        Non credo che manchi il “dolore” ma la “gioia” vissuta insieme, quei momenti meravigliosi, io li chiamavo le nostre “giornate perfette”.
        La cosa più difficile è scindere l’uomo dei sogni, quello che ha recitato per tanto tempo, dall’uomo reale, colui che abbiamo scoperto essere veramente.
        Non si meritano un solo pensiero, una sola lacrima, niente di noi.
        Si meritano ciò che più temono: l’oblio.
        Ce la faremo: FORZA!

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  13. Cara Rosalba, mi capita si! Mi capita di sentire la mancanza del dolore e non capisco perché. Il mio cervello mi condiziona? Forse mi sono abituata a stare male, visto che è da tanto tempo che sto in questa pietosa condizione?
    Non lo so, fatto sta che mi capita eccome! Mi sento prigioniera di me stessa … allucinante! Cerco di darmi spiegazioni … forse proprio perché non ho trovato spiegazioni veramente plausibili per la rottura della relazione, forse perché in fondo non sapevo esistessero delle persone così disturbate … si va avanti e basta.

    Per Stellina:
    Mi manca la “gioia” di come mi sentivo io con lui … di come stavo quando ero assieme a lui … questo mi manca da morire, la simbiosi del sentire … ero felice … credevo di essere felice e anche lui lo era … lo sembrava. Che dolore ragazze … indicibile. Non credo più di essere in grado di amare in quel modo … come si può, come si fa? Dopo che si è amato tanto?

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    • Si Saretta,
      Anch’io sento di avere perso la gioia di vivere; soprattutto credo che sarò (sarei) incapace di amare qualcun altro.
      Sono svuotata e sfiduciato, ed un eventuale futuro incontro dovrebbe essere con qualcuno che si prenda almeno un po’ cura di me. E mi sembra impossibile che questo possa accadere, se non sei più tanto giovane le possibilità si assottigliano.
      Non ho più niente da dare, chi vorrebbe una persona così?

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    • Care mie,
      la gioia che abbiamo provato stando con lui, l’amore che abbiamo pensato fosse condiviso, l’intimità perfetta, la complicità…sono le catene con le quali ci ha legato, indossando la maschera dell’uomo dei nostri sogni.
      Siamo state truffate emotivamente da una persona che non è capace di provare sentimenti, che ci ha trattate come un oggetto, che inizialmente ha considerato di pregio e ha sfoggiato come uno “status symbol”, dopo si è stancato e lo ha buttato nella spazzatura.
      E, pazienza se sono passati anni e noi ne siamo uscite distrutte.
      Per loro non esistiamo, non siamo mai esistite in quanto persone ma solo come rifornimento narcisistico, come un serbatoio a cui attingere avidamente finché non si è svuotato.
      Dobbiamo pensare che la relazione era un imbroglio.
      E’ doloroso ma è così, è difficile da accettare ma è l’unico modo per ricominciare.
      Io sto cominciando da qui, per farcela mi sto convincendo che ce la farò.
      Non so come, non so quando ma voglio riprendermi la mia identità, la mia autostima, il mio modo passionale di vivere la vita.
      Rosalba, ho 47 anni e neanche io sono giovane ma neanche da buttare via come “lui” mi ha indotto a pensare dopo l’abbandono.
      Rinascerò a nuova vita, lo devo a me stessa.
      Un abbraccio a tutte.

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  14. Io mi sento uno straccio e dentro straziata, mi guardo allo specchio e vedo una donna carina. L’abbandono mi ha lasciata a terra martoriata nell’anima, priva di forze e voglia di vivere. Non so quante volte ho pensato di voler smettere di vivere, ero in preda al terrore, alla paura, allo sgomento. Notti in cui non c’era niente che mi facesse stare un poco meglio, tranquillanti, tisane, psicofarmaci, erbe rilassanti, psicoterapia … Un anno e mezzo di terrore, piangere era l’unica cosa che sapevo fare.
    Oggi a distanza sono ancora dolorante, ma con una sorta di “consapevolezza” (?) … lui è disturbato! Non vede, non sente, non parla, non ha voluto discutere o spiegare.
    Sparito. Mi chiedo come ho potuto, ancora oggi, amarlo e non accorgermi di niente.
    Il suo controllo non era amore, era patologico. Il suo cercarmi era ossessione per il trofeo, lo status symbol da esibire, il suo affetto era approvvigionamento per il suo smisurato ego. La sua gelosia era possesso. La sua logica era maligna e mi ha isolata da tutti. Cosa aggiungere? Come sto ricominciando, come ho ricominciato non lo so neanche io, non c’è più lui e faccio di testa mia, usando il cuore e le mie emozioni, i miei sentimenti nei confronti del mondo che mi circonda. Non era furbo, né io ingenua, lui era permaloso e pensava che gli altri fossero tutti invidiosi o volessero danneggiarlo. Un inferno. Oggi vivo le cose che mi succedono naturalmente senza pensare troppo, sono me stessa … se penso a quanta fatica facevo per allontanare chi mi diceva o faceva un piccolo torto … oggi sono tornata me stessa. Tutte le relazioni le vivo spontaneamente, normalmente … non sto sulla difensiva perennemente. Attenta, questo si … l’eredità lasciata è questa, ma senza farmene una malattia. Mi sento reduce del Vietnam …

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    • Grazie ragazze.
      Mi sento più serena solo qui, tra coloro che capiscono di cosa parlo e ne portano i segni con l’orgoglio di essere sopravvissute.
      Anch’io all’apparenza non sono da buttare, ma lui mi ha convinta che sono vecchia (50 anni??) e senza futuro.
      Mi fanno male i muscoli del viso a sorridere.
      Ho indossato il velo della tristezza , e sto cercando di ripartire dalle piccole cose

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  15. Beh rivendico il mio diritto di anziana del gruppo, tra pochi giorni è il mio compleanno e ho qualche anno più di voi. E sapete che cosa ho deciso?
    di partire da sola, per qualche giorno, per un luogo non lontanissimo ma che non conosco affatto e farò cose che prima non mi sarei mai sognata di fare.
    Nel frattempo, nel riordinare casa (per molto tempo ho vissuto in una specie di confusione anche degli oggetti, come se non fosse questa la soluzione definitiva ma ancora qualcosa potesse cambiare), ho deciso di sfrondare e sfoltire, togliendo tante cose, soprattutto quelle che mi col-legano a lui. Ripongo tutto in uno scatolone e via nel garage. Non li butto via, perché non ha senso, fanno parte di un pezzo della vita.
    Indubbiamente sono più lucida, il suo ricattarmi e di nuovo ferirmi dell’ultimo incontro hanno segnato la fine dello spirito crocerossino che è in me, degli scrupoli sul suo stato d’animo (ma perché, lui del mio quando mai si è preoccupato?),
    Non attenua il dolore, sono due cose diverse, ma pensare a se stesse, ripartendo anche da piccole cose, è fondamentale. Riportiamo le cose in equilibrio, poi si può ripartire. La gioia di vivere… deve tornare. Fino a pochi giorni fa ero nella totale sfiducia e indifferenza rispetto a tutto.
    Ora si affaccia qualche sprazzo di capacità di godere di una nuotata, di un luogo bello… con le persone sarà diverso. La sensazione è quella che non riuscirò più ad affidarmi del tutto.
    Terrorista emotivo è una definizione forte ma centrata. Quello ha fatto lui con me, sia quando stavamo “bene”, ma in modo subdolo e strisciante (come un verme…) che, in modo esplicito e aperto come in questi utlimi tempi.
    Coraggio a tutte noi, il dolore che abbiamo dentro non lo capiranno in tanti, solo chi l’ha provato sa cosa vuol dire. Ma noi sappiamo che deve trasformarsi, da insidioso veleno che ci attraversa l’anima e la contorce nel dolore, deve consolidarsi sotto i nostri piedi e calpestandolo risaliremo dal pozzo.
    Auguri a tutte voi.

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      • Per la cronaca… dopo avermi detto di tutto e di più mi ha mandato un sms con gli auguri per il compleanno.
        Lo so che non devo cercare un senso. Ma giuro che non mi capacito.

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  16. Hola penelope … auguri e buon viaggio. Ti auguro tutto il bene che meriti. Cerca di non pensare e viviti il viaggio pensando a te stessa … coccolati …
    ps. io ne ho 45 … diciamo anche io non sono giovanissima … ma neanche uno straccio da buttare … Io mi sto sforzando di trovare nuovi stimoli, nuove passioni che mi facciano innamorare della vita … voglio ritrovare quell’entusiasmo che quell’essere si è portato via … Che bel gruppo eh? Sorrido a questo pensiero!

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    • E sicuramente.. perché… ci sono veri Uomini, in giro? ( a parte quelli che scrivono su questo forum perché hanno subito a loro volta dei comportamenti ingiusti….)
      Battutacce a parte, io ci sto.. iniziamo a pensarci, però direi Settembre (magari entro la prima metà, cosi non rinviamo troppo che in genere si traduce in un rinvio perenne) compatibilmente con le distanze e le esigenze di tutte.
      I dettagli magari li definiamo via mail, e intanto iniziamo ad acquisire le adesioni… che dite…

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      • Mi permetto di suggerirvi un gruppo WhatsApp da creare da chi è già in contatto e-mail. Credo si possa fare anche attraverso la pagina Relazioni pericolose di Facebook.

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    • Astra io ho ind mail di tre partecipanti.. se sono disposte facciamo gruppo whap. Da facebook non so, io ho una specie di allergia a facebook, perdonatemi ma sono quelle cose che uno non riesce prorpio a fare, se le dimentica.

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      • Non tutte siamo d’accordo sul gruppo whap. Chi lo desidera può scrivermi (sempre con il consueto gentile intervento di Astra nel fornire l’indirizzo di posta) e nelle prossime settimane ci sentiamo per l’organizzazione.
        Forza Donne!
        Domani ho il primo incontro della separazione. diciamo che non mi sento proprio al massimo della forma, né fisica né psicologica.
        Ma dato che ho rinviato già una volta tempo fa.. ora … tocca a me….
        un abbraccio a voi.

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      • Penelope tramite Astra puoi avere il mio indirizzo e contatto. Se ho inteso bene fate giusto così. Naturalmente buona fortuna per tutto.

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      • Ciao Penelope,
        io sono d’accordo nel contattarci nelle modalità che preferite (neanche io sono su fb), non so se a settembre potrò…pero’ ne possiamo parlare.
        Un grosso in bocca al lupo per l’incontro della separazione, sei forte e , pensa, al coraggio che hai già dimostrato.
        Un abbraccio

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