Controfigura a sorpresa

 

La correlazione tra il comportamento del narcisista e i suoi sentimenti, proclamati o manifestati che siano, è molto debole. La ragione è che le emozioni sono espresse ma non sentite. Questo soggetto finge di provare sentimenti e mima in maniera magistrale le espressioni a essi correlate al fine di fare colpo sugli altri, guadagnare la loro fiducia, trarre vantaggi e perseguire i propri interessi.

In questo, come in molti altri modelli di comportamento simulato, il narcisista tenta di manipolare l’ambiente umano circostante. Dentro di sé è arido, privo di qualsiasi propensione al sentimento e sprezzante nei confronti delle emozioni genuine e della gente che è in grado di provarle. Guarda dall’alto in basso coloro che soccombono alla debolezza della sensibilità emotiva e li disprezza. Li umilia e li svaluta. E’ questo lo spietato meccanismo dell’”affetto simulato”, il cuore dell’incapacità da parte di questi soggetti di empatizzare con gli altri esseri umani.

Il narcisista mente sistematicamente a sé e agli altri. Sempre sulla difensiva, manipola i fatti e le circostanze e fornisce interpretazioni che meglio si adattano alla situazione corrente per proteggere le sue fantasticherie, le manie di grandezza e la presunzione di (immeritata) importanza. Un diabolico gioco delle tre carte, facente parte del più ampio sistema di controllo che Vaknin definisce con l’acronimo EIPMs (Emotional Involvement Prevention Measures) per indicare le misure di prevenzione del coinvolgimento emotivo.

Si tratta di uno strumento che questo soggetto mette in atto per proteggersi dal coinvolgimento e dall’impegno emotivo. Come autodifesa e attraverso meccanismi di negazione, prende le distanze dalle proprie emozioni e stipula un’assicurazione contro eventuali ferite e abbandoni, o almeno così crede. In realtà, questi meccanismi sono destinati a provocare proprio quelle conseguenze che cerca in tutti i modi di evitare.

Un’altra caratteristica della sua personalità è l’utilizzo della “delega emotiva”. Il narcisista sarebbe anche dotato di emozioni e potenziale coinvolgimento ma, nello sforzo di difendersi dal ricordo delle ferite del passato e dal timore che possano essere inferte di nuovo, “delega” le emozioni al Falso Sé, costrutto di apparenza che ricopre e protegge la sua vera personalità. E’ questa armatura a interagire con il mondo, a subire le frustrazioni, le delusioni, gli sgambetti, le paure e le umiliazioni, a interfacciarsi con gli altri, a imbrogliare, sedurre e ammaliare, persuadere e convincere. Completamente schermato da questa mostruosa costruzione, vive superprotetto in una cellula ovattata di propria creazione. E’ la delega emotiva a destabilizzare e annichilire coloro che interagiscono intimamente con un narcisista: la sensazione – o meglio la scoperta – che la parte di lui che gestiva l’intero aspetto emotivo della relazione fosse, in realtà, una semplice e losca controfigura.

Astra

4 thoughts on “Controfigura a sorpresa

  1. Ma il NP com’è veramente dentro al di là del Falso sè? Tu mi dirai : arido, incapace di provare sentimenti, non empatico ecc. Ma allora cosa succede? che questo aspetto reale viene fuori in alternanza a quello costruito in un’altalena di comportamenti opposti che confondono e disorientano chi ha a che fare con loro? E’ questa, in modo ovviamente semplicistico, la diagnosi? Il NP utilizza il Falso Sè per ottenere tutti i vantaggi che vuole ma è consapevole che è tutta una finta, tant’è che non riesce a trattenere la sua vera natura che viene comunque fuori, natura maligna e cattiva di cui comunque è CONSAPEVOLE E COMPIACENTE, perchè la sua cattiveria e la prevaricazione gli danno piacere.

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  2. Cara Astra,

    Quante verità in questo articolo! La cosa più triste, dolorosa e denigrante che ho dovuto subire dopo aver lasciato il mio ex (NP ad hoc), si sintetizza nell’ultima frase di questo testo: “E’ la delega emotiva a destabilizzare e annichilire coloro che interagiscono intimamente con un narcisista: la sensazione – o meglio la scoperta – che la parte di lui che gestiva l’intero aspetto emotivo della relazione fosse, in realtà, una semplice controfigura”. E’ stato devastante per me scoprire questa controfigura, molto diversa e contrastante dal vero sè di questa persona. Ancora cerco di capire le motivazioni che hanno questi esseri per colpire le persone che gli hanno concesso solo amore ed attenzioni, senza aver mai fatto nulla per meritarlo.
    Grazie Astra per aiutarci ad scoprire questi “mostri bianchi”.

    Cristina.

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  3. Mi sono ritrovata più volte a cercare di capire il comportamento di questi soggetti, capaci di mentire davanti alle evidenze, che girano i discorsi e poi accusano, infine scappano. Ho cercato di far capire al mio narciso che la bugia più grande la stava raccontando a se stesso e che ormai io non gli credevo più. Allora si scatena la rabbia e gli insulti, infine la fuga come sempre. E’ che poi ritorna, come se non fosse successo niente e vorrebbero ricominciare daccapo. Per lui è normale così, per me è devastante. Vorrei che capisse, che ammettesse ma è tutto inutile, è solo tempo perso. Non nego che vorrei aiutarlo ma so bene che non è possibile. A volte provo una gran rabbia, altre volte tenerezza. E’ un vero peccato che queste persone non riescano a farsi amare e non se ne accorgano.

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    • “E’ un vero peccato che queste persone non riescano a farsi amare e non se ne accorgano.”
      Si accorgono di essere amate eccome ,ma non sanno come ricambiare,non conoscono le regole di una relazione sana,hanno avuto esempi sbagliati, genitori falliti che hanno riversato su di loro ansie e paure. Loro non odiano il partner ma la proiezione del rapporto dei loro genitori .Genitori troppo assenti e per questo assillanti durante le poche presenze. La loro via d’uscita è sempre la fuga.
      Mancava poco mi chiamasse Papà e spesso mi paragonava a lui negli aspetti positivi ma poi a poco a poco è cresciuta la paura e sono diventato il padre assente e la madre oppressiva,il “Fallito” . Nei giorni scorsi Astra ha messo un link di un bravo psicologo,chiarisce in 15 minuti le dinamiche e gli stati psicologici delle vittime. E’ normale odiarli ,ma non è vero odio ,mai vorrei vederla morta o malata o che le capitasse qualcosa.Anzi vorrei che tornasse quella che ho conosciuto io e che si trovasse una brava persona come compagno,fuori da quel giro di Single a vita che disprezzano la famiglia e la stabiltà. La cosa che mi fà imbestialire è che i suoi supporter,psicologi ,teurapeti,familiari e amici stretti ,conoscono i suoi problemi d’istabilità eppure condividono il suo modo di fare,lo trovo assurdo.
      Forse un giorno si troverà un metodo per curarli ,ma spero anche che s’incominci dall’inizio, dai genitori.

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