Miti del narcisismo

 

Ci sono tre miti da sfatare quando si parla di narcisismo. Il primo è che esista uno stereotipo unico. Secondo Sam Vaknin vanno distinte almeno 4 tipologie di narcisista e si tratta di differenze non di poco conto: c’è quello cerebrale, che per ottenere energia usa intelligenza, intelletto e cultura, quello somatico, che punta sull’aspetto fisico, sul look e sulla sensualità, quello classico (overt) e quello nascosto (covert). Inevitabilmente, ciascun tipo reagisce in modo molto diverso alla vita e alla versatilità di circostanze.

I narcisisti somatici costituiscono una variante degli istrionici: sono seducenti, provocanti e ossessivo-compulsivi quando a essere tirati in ballo sono il fisico, le prodezze sessuali e la salute (sono ipocondriaci). In ogni caso alcuni tratti caratteriali e comportamentali sono comuni a tutti.

La bugia patologica sembra essere uno di questi. Persino il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) nel definire il disturbo narcisistico di personalità ricorre al sostantivo fantasia, all’aggettivo grandioso e al verbo sfruttare. Terminologia che implica l’utilizzo regolare di mezze verità, inesattezze e menzogne. Kernberg, Winnicott e altri hanno coniato il termine Falso sé non a caso.

I narcisisti non sono socievoli. In verità molti sono eremiti e paranoici. Se amano avere un pubblico è solo perché questo è in grado di fornire loro energia narcisistica. Altrimenti non sono interessati alla gente. Tutti i narcisisti sono carenti di empatia, il che rende gli altri molto meno affascinanti di quanto possano risultare alle persone empatiche.

Questi soggetti sono terrorizzati dall’introspezione. Qui non si parla di intellettualizzare o razionalizzare alcunché, né di far funzionare le proprie capacità o la propria intelligenza: la vera introspezione comporta una penetrazione emotiva e profonda e l’abilità di integrare l’analisi con quest’ultima coinvolgendo il comportamento. Alcuni sono narcisisti e lo sanno. Di tanto in tanto ci pensano pure. Ma questo non implica una vera introspezione.

Il secondo mito da sfatare è che il narcisismo patologico sia un fenomeno puro. In verità, il disturbo narcisistico di personalità compare il più delle volte in tandem con qualche altro disturbo del Cluster B (come l’antisociale, l’istrionico e, più spesso, il borderline) e la diagnosi è spesso multipla (comorbidità).

La terza falsa credenza è che questi soggetti siano inclini al suicidio, soprattutto a seguito una crisi esistenziale dovuta a una grave ferita narcisistica. E’ raro che i narcisisti commettano suicidio. Non è da loro. Suicidio e automutilazione sono comportamenti che appartengono più al disturbo borderline. E’ sicuramente un elemento differenziale nella diagnosi delle due patologie.

In caso di crisi severa (divorzio, disgrazia, detenzione, incidente, crack finanziario, malattia mortale o deturpante) il narcisista reagirà probabilmente in uno di questi due modi:

  • ricorrerà alla terapia capendo che in lui c’è qualcosa che non quadra. Le statistiche dimostrano che la terapia è piuttosto inefficace con il narcisismo. L’analista finirà con l’averne abbastanza di lui, si stuferà o addirittura sarà disgustato dalle sue fantasie di grandiosità e dal suo disprezzo sfacciato. L’alleanza terapeutica si frantumerà e il narcisista emergerà trionfante avendo prosciugato l’analista delle proprie risorse;
  • in modo frenetico andrà in cerca di fonti alternative di energia. I narcisisti sono creativi e fantasiosi. Quando tutto crolla riescono a sfruttare persino la propria miseria. Possono mentire. Creare una fantomatica psicosi condivisa. Approfittarsi delle emozioni degli altri (ricatto emotivo). Confabulare. Inventarsi una malattia. Fare una bravata. Compiere una mossa azzardata. Convincersi di essere innamorati o semplicemente commettere un crimine. Sono capaci di qualsiasi cosa pur di estrarre energia narcisistica da un mondo inadeguato, ostile e meschino.

L’esperienza dimostra che la maggior parte dei narcisisti tenta invano la prima strada per poi imboccare la seconda.

Lo smascheramento del Falso Sé per quello che è – falso– è una ferita seria. E’ presumibile che il narcisista reagirà con severo autolesionismo e autoflagellazione anche arrivando al punto di pensare al suicidio (che comunque non commetterà). Da fuori sembrerà comunque assertivo e sicuro di sé. E’ il suo modo di incanalare il pericoloso attacco verso se stesso. Ma cambierà presto la direzione della propria aggressività, la trasformerà e la lancerà contro gli altri.

E’ pressoché impossibile prevedere in quale modo si svilupperà questa conversione se non si conosce intimamente il narcisista in questione. Potrebbe essere una battuta sprezzante, una manifestazione brutale, un insulto per poi passare all’abuso verbale, a comportamenti mortificanti passivo-aggressivi fino ad arrivare alla violenza fisica.

Astra

16 thoughts on “Miti del narcisismo

  1. E’ vero che attraverso internet si può scrivere e pubblicare di tutto ma la decenza dovrebbe essere rispettata. Ecco cosa ho trovato su un sito dove si parla di un Centro dove vengono curati vari disagi psicologici (con annessi curricula dei componenti: psicologi e psichiatri) . A proposito del disturbo narcisistico di personalità si dice :

    “La terapia familiare e quella di coppia rappresentano un importante contesto all’interno del quale gli individui con disturbo narcisistico di personalità hanno l’opportunità, da una parte, di prendere consapevolezza delle reazioni che il loro modo di essere e di comportarsi produce negli altri, dall’altra di sviluppare atteggiamenti empatici e cooperativi nei confronti di persone significative, così da generalizzarli successivamente alle relazioni abituali”.
    La/il partner che ci crederà oltre ad allungare smisuratamente le proprie sofferenze, spenderà anche inutilmente il proprio denaro.
    “Pubblicità ingannevole” del genere dovrebbe essere in qualche modo vietata.

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    • Spillano soldi. Per mia “esperienza”, questi teurapeti alle fine tendono a stare dalla parte dell’Np.
      Ho letto storie allucinanti nei gruppi.Una signora con marito bipolare in fase maniacale era andato via di testa ,facendo debiti a destra e manca per spenderli in alcool,gioco e donne e lo psichiatra disse alla moglie di tenere di più alla felicità del marito.Mah. Dopo denucia ai carabinieri però al marito è toccato il TSO !
      Quando lo psichiatra della mia ex le disse che lei aveva tratti narcisistici ,esaltò questa cosa perchè cosi sarebbe uscita dalla depressione. Cose da matti….

      “da una parte, di prendere consapevolezza delle reazioni che il loro modo di essere e di comportarsi produce negli altri, dall’altra di sviluppare atteggiamenti empatici e cooperativi nei confronti di persone significative, così da generalizzarli successivamente alle relazioni abituali”. Questa parte è stupenda ,in pratica questo corso dà un arma in più allo psicopatico per distruggere le persone.

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  2. State sbagliando su una cosa. Il narcisista potrebbe veramente essere in grado di smussare qualche lato del proprio carattere ma solo ed esclusivamente se lo vuole lui, il cambiamento deve partire dalla volontá del narcisista ed unicamente in questo caso ce la si fa. Dovrebbero precisare questo, non é completamente impossibile uscirne.

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  3. Lily,quello che dici mi pare impossibile da realzizzare.Primo perchè mai ammetterà di avere qualche patalogia,secondo perchè si trovano bene nella posizione in cui stanno, spesso i Narcisisti ,sono di bell’aspetto e con una buona posizione sociale: Al limite può passare da Overt a Covert ,ma cambiare proprio no. Non cambiano ,loro si “Migliorano” ma sempre uguali rimangono. Non è un lato del carattere ,ma una patologia della personalità e pure molto grave perchè spesso è associata in comorbilità ad altre: Bipolarismo.borderline,disturbi alimentari,ossessivo compulsivi,schizzofrenia ,disturbo evitante ,insomma a quasi tutti.
    Guarda che 3 anni fà ,mai e poi mai avrei pensato che potessero esistere persone cosi,ho conosciuto persone vanitose e piene di se ma erano sempre alla luce del sole.Invece in Narcisista recita una parte a seconda di quello che vuole . Quale volontà? Stanno benissimo finchè ottengono quello che vogliono cosa che avviene quasi sempre.

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  4. Il NP non può cambiare perché le dinamiche distruttive l’invidia che lo anima la rabbia furiosa che esplode all’improvviso in parole insulti minacce violenza tradimento non sono esterne a sé sono esse stesse la sua essenza.egli non si riconosce nel nostro che è se lo potesse fare sarebbe un uomo che agisce da mostro e potrebbe cambiare.il sulsito vero sé è un vuoto che per reggersi utilizza le dinamiche malvagie.lui è un morto ormai,il cambiamento c’è solo dove c’è vita.dire che possa cambiare vuol dire non aver compreso la sua vera natura.attenti a quando dice :ho sbagliato voglio cambiare…è una valida tattica per avvicinare vittime fiducioso mosse a compassione che forti si avvicinano,mentre ha il capo chino tira fuori gli artigli celati sotto il manto bianco della bugia e scatta veloce vi afferra e sbrana per l’ennesima volta. L’idea del cambiamento è una delle sue carte migliori.

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    • “attenti a quando dice :ho sbagliato voglio cambiare…” in bocca ad un NP ha sempre un suono sinistro :-). Cambiare cosa?Loro si “migliorano” non cambiano ,in molti casi perfezionano le maschere che usano.
      Si cambia solo quando si riesce a vedere le azioni malvage che si compiono,quando abbiamo capito il male fatto a noi ma sopratutto a gli altri.Che volete ne capisca un narcisista di se stesso?

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  5. Sto cercando di superare la fine di un matrimonio con uno psicopatico grazie a questo blog, che mi anche rassicurata sul fatto che non sono io la pazza ingestibile e depressa… probabilmente sto guarendo così lentamente da avere ancora l’idea che spero che anche lui soffra, non per la rottura, non per avermi fatto pignorare un quinto dello stipendio come garante, non per i due figli adolescenti che adesso ho paura a crescere, ma che soffra almeno per la sua patologia… invece mi sembra di capire che neanche questa misera e squallida soddisfazione posso avere… Astra, ringrazio il cielo e le stelle di averti incontrata, me lo puoi spiegare tu come si sentono loro dopo? Stanno davvero così bene, circondati da nuove vittime e pronti a brindare come se nulla fosse?

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    • Loredana cara, purtroppo la vedo dura che uno psicopatico soffra per la sua patologia. Prima di tutto nella sua testa marcia non esiste alcuna patologia. Le caratteristiche di quello che noi chiamiamo “disturbo” per lui costituiscono semplicemente una marcia in più, un modo di galleggiare in questo mondo crudele, un’applicazione della legge di selezione naturale dove chi riesce a sopravvivere è il più forte, il più figo e il più furbo. Quindi dimentica che lui soffra per questo. Ai suoi occhi sei tu carente di qualcosa, non lui. La battaglia emotiva con questi diavoli è persa in partenza. Imparerai a fregartene e la sua sofferenza prima o poi non farà più parte delle tue priorità. E allora potrai dirti guarita. È un percorso lungo e difficile ma prima si inizia prima si arriva al traguardo.

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  6. Buongiorno Astra.
    Vivo con mia moglie e 2 figli. La mia relazione con lei non ha mai raggiunto alcun livello di vera intimità. Credo che non sia riuscita nemmeno una volta a mettersi nei miei panni. Ho maturato nel tempo che quasi lei volesse qualcosa di diverso accanto a lei, sebbene non abbia esitato un solo istante alla mia proposta di matrimonio. Dopo la nascita della nostra primogenita il distacco emotivo, le pretese, la svalutazione di qualunque cosa fossi o facessi è stata terribile e tale che non avevo alcun desiderio di avere un altro bambino con lei, che è arrivato perché improvvisamente mi ha dato l’impressione di essere più presente, partecipativa e attiva sia nella vita di coppia che come madre della nostra prima figlia. Con la nascita del nostro secondo figlio tutte le “cattiverie” nei miei confronti sono arrivate al culmine. Ho cercato sempre di convincermi a pensare che dando amore un giorno se ne sarebbe accorta e sarebbe “cambiata” e soprattutto ho fatto il massimo per essere un buon padre e per sopperire alle mancanze di affetto anche verso i figli (soprattutto per la prima femmina). Mi pento di averla assecondata centinaia di volte, mettendo sempre in discussione me stesso e correggendo i miei comportamenti anche per farmi apprezzare di più. Ma il risultato è sempre stato negativo. Anche la nostra vita sessuale è stata altalenante… spesso vuota. Fino al punto che senza rendermene conto mi è diventata del tutto “indifferente”. Un processo che è durato credo un paio di anni. Sono certo che ha avvertito questo mio distacco fisico/emotivo e ha pensato bene di puntare qualcun altro… e lì è scattato il tradimento… non mi sono accorto di nulla pur lavorando nello stesso luogo… anzi la verità è che ho fatto finta di non accorgermene. Non so perché la sua relazione clandestina ha cominciato a incuriosirmi solo quando mi ha palesato il suo distacco dicendo cose del genere “facciamoci altre vite”, “continuiamo a fare solo i genitori sotto lo stesso tetto”, “trovati qualcuna”… ecc.. ecc. Di li a poco ho scoperto tutto. Abbiamo fatto terapia di coppia con sua scarsa partecipazione… sembrava veramente ci si andasse solo per me e lei me lo ha fatto notare un paio di volte, fino a quando ho contattato il dottore per chiudere con la terapia stessa… non ne capivo il senso.
    Dopo poco ho capito che l’interesse per il suo amante era ancora vivido e c’erano promesse scambiate di riavvicinarsi se avessero capito quale importanza avessero l’uno per l’altra… lei ci ha provato… perché ha lei è mancato ogni giorno.. ne sono più che sicuro.. anche se non ci sono stati contatti fisici né interlocutori e lui ho motivo di credere che ne abbia preso le distanze. Ora è in questa fase di “dolore” per questa storia e tra l’altro finge che le cose tra di noi vadano pian piano meglio. Fortunatamente piano piano rinsavisco e mi rendo conto di essere solo sfruttato.
    Mi ha detto chiaramente che si sarebbe fatta seguire personalmente da uno specialista… ma le cose a distanza di un altro mese… sono sempre uguali… mi sembra di vivere in uno schema ciclico i suoi comportamenti sono quasi sempre questi… non parla mai di sé… cerco di creare conversazioni più intime (ma non funziona mai, sebbene avverta che dal mio canto le cose non vanno) e poi lei adotta la solita “tattica”… avvicinamento… seduzione… allontanamento… ricerca di “amici” che possano rigenerare la sua bassissima autostima… e poi di nuovo non si riavvicina se non riprendo “qualche discorso”…
    Ho due figli da crescere 12 e 9 anni. Non è così facile chiudere questa storia, per quanto non so spiegarmi perché credo di provare un amore sincero verso di lei. E ho una paura terribile per i bambini a lasciarli “prevalentemente” con una madre anaffettiva piena solo del suo senso del “devo”, “devo”, “devo”, incapace di creare armonia e rapporti di empatia e una vera condivisione.
    lo cosa strana è che con gli altri da sempre l’impressione di brillantezza… poi con me o si parla di futilità (che possono anche andare bene) oppure niente… altri argomenti “più di crescita” non si toccano… non vi partecipa.
    Non so nemmeno se ha davvero qualche buon amico… perché le sue amicizie mi sembrano solo di superficie… non è in grado di mettere se stessa al centro di qualunque conversazione privata.. è brava ad ascoltare… infatti mi dice se tu hai qualcosa da dire… dillo, io non ho nulla da dire quando si toccano tasti relativi al se stessi e al nostro rapporto.
    Mi trovo in una situazione di stallo. E con la paura di commettere un imperdonabile errore per i bambini… mi sembra di essere arrivato al centro di una fune sospesa tra due pali… e…
    Astra mi daresti il tuo punto di vista?
    Grazie

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    • Danilo, è bene tenere distinte le problematiche relative a coppie che non funzionano da quelle derivanti da patologie psicologiche del partner. Acquisire consapevolezza del limite del rapporto che si sta vivendo, vuoi per sana incompatibilità, vuoi per innamoramento di qualcun altro o per disordini psicologici è il primo passo. Pensare alla propria salute psicofisica e decidere cosa è meglio per sè e i propri figli è il passo successivo. Forza Danilo.

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      • Ciao Astra, non credo che la persona descritta da Danilo sia priva di patologie, anzi dalla descrizione credo rientri perfettamente nel quadro di una Narcisista Covert. Saluti.

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  7. Infatti chissà perche Astra quando si riferisc3 agli uomini parla di teste Marce e malati ,quando invece si tratta della moglie di Danilo quandi una donna dice che non ha nulla ,due pesi e due misure .La solita femminista stronza

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    • Ambrogio, ho approvato il tuo commento, con tanto di insulto e parolaccia che ti prego di non usare più su questo blog, solo per risponderti.
      E cerco di farlo con la massima educazione. Alle centinaia di mail che arrivano al blog da parte di donne che mi raccontano la loro storia di rapporti che non funzionano rispondo allo stesso modo che a Danilo. Non sono affatto femminista, anzi credo che sia stato il femminismo che ha ridotto le donne così male. Una volta gli uomini ci portavano molto più rispetto, ci trattavano meglio, si sentivano maggiormente responsabili, si prendevano cura della famiglia, si addossavano tutte le spese di casa, vacanze,pranzi e cene, preferivano che la moglie stesse in casa a crescere i figli e non le facevano mancare nulla. Oggi le cose non stanno più così. Ci sono donne che lavorano, si ammazzano dalla mattina alla sera, sgobbano, puliscono, cucinano e portano a casa i soldi con cui pagare bollette e rette della scuola. Abbiamo voluto la bicicletta -anzi hanno- perchè personalmente tornerei a prima del 68, e ora pedaliamo. Siamo state noi donne a forzare le cose e ora ci ritroviamo a protestare. Sono la prima a dire che siamo delle grandi rompiscatole, gelose, a volte soffocanti per il troppo amore.E sono la prima a riconoscere che ci sono tante donne menefreghiste, arriviste, superficiali, leggere, egoiste e spietate. Ma nella vita ci si può anche disamorare del proprio compagno o del proprio marito e non trovarsi più bene. Non per questo si è psicopatiche. Idem per gli uomini. Qui non si tratta di fare la femminista. A tutti, donne comprese, dico di stare attenti a etichettare il proprio partner. A me non sembra di aver ravvisato strategie perverse, triangolazioni, manipolazioni, violenze e soprusi nel racconto di Danilo. Un matrimonio può finire senza essere psicopatici. Una coppia può entrare in crisi senza bisogno di ricorrere a spiegazioni psicopatologiche. Un tradimento si può perdonare. Qui si parla d’altro.

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    • Ambrogio, questa tua è violenza. E violenza gratuita. Astra è stata molto civile a risponderti, ma fammi dire che il tuo intervento abusante non lo merita affatto. Nè tantomeno occorre che alcuno si metta a ribadire l’ovvio. Il blog e ciò che contiene è molto chiaro e non si presta a commenti come il tuo.

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