Lo shock della scoperta

 

Le confessioni e la rocambolesca storia di un professore di psichiatria dell’Università della California, James Fallon – riportate nel libro The Psychopath Inside: a Neuroscientist’s Personal Journey into the Dark Side of the Brain-che ho scoperto in rete alla ricerca di materiale interessante da pubblicare in Relazioni Pericolose, sono meritevoli di attenzione e lettura per farsi un quadro preciso di ciò che si nasconde dietro al bizzarro mondo della psicopatia.

Nel 2005 Fallon sta eseguendo degli studi sulle immagini neurologiche di criminali psicopatici americani e, parallelamente, una ricerca sull’Alzheimer cui prende parte, come gruppo di controllo, la sua famiglia. Una risonanza magnetica con segnali tipici della psicopatia, e cioè una limitata attività metabolica nella corteccia cerebrale, zona deputata alla regolazione delle emozioni e degli impulsi e pertanto alla moralità e all’aggressività, finisce misteriosamente nel faldone dell’Alzheimer. Le scansioni sono deliberatamente anonime per non influenzare i ricercatori e si procede alla decrittazione del codice per risalire al paziente e reinserire l’immagine nel corretto gruppo di ricerca. Il risultato è strabiliante e viene ripetuta la verifica. Non ci sono dubbi.Il cervello fotografato dalla risonanza magnetica è proprio quello di Fallon.

Dopo aver scoperto di avere le caratteristiche cerebrali di uno psicopatico, Fallon studia l’albero genealogico della sua famiglia, scopre che un antenato nel 1667 aveva compiuto matricidio e parla con colleghi e gli amici per verificare che il proprio comportamento non rispecchi le immagini che ha di fronte: sono pochi invece a rimanere colpiti dalla scoperta. Riportiamo la traduzione di brani delle interviste concesse a Judith Ohikuare e Roc Morin, rispettivamente pubblicate sui siti The Atlantic e Vice Media, nonché di passaggi dell’articolo dello stesso Fallon su The Guardian.

Professor Fallon, ha sempre ritenuto che la psicopatia fosse per l’80% riconducibile a fattori genetici e per il restante 20% all’ambiente. Dopo questa scoperta ha cambiato idea?

Sono sempre stato uno scienziato convinto che la genetica svolga un ruolo dominante in chi siamo e cosa diventeremo. La biologia, che comprende la genetica, è un fattore primario ma non mi ero mai reso conto di quanto potesse essere condizionante l’ambiente in cui si cresce.

Mentre scrivevo il libro mia madre mi raccontò cose che non aveva mai detto né a me né a mio padre. Mi parlò di quanto fossi strano in certi momenti della mia giovinezza pur essendo un ragazzino spensierato. Mentre crescevo tutti quelli che mi conoscevano dicevano che avrei potuto diventare un boss della mafia. I genitori di alcuni miei amici vietavano ai figli di uscire con me. Ancora si chiedono come abbia fatto a non finire in prigione e a diventare un padre di famiglia e un professionista di successo. C’erano segni evidenti che qualcosa non quadrava ma si finiva con il ricollegarlo a tratti caratteriali vivaci, gli stessi che mi fecero diventare il “pagliaccio” della classe. Ero atletico, simpatico e piacevole e spesso mi è stato chiesto di assumere ruoli di comando, dalla scuola di ieri all’università di oggi. Mi hanno sempre detto che c’era qualcosa di diabolico in me. Me ne sono sempre fregato. Dopo tutto, sapevo che manipolare costantemente gli altri e le situazioni mi divertiva.

Ho chiesto a chiunque mi conoscesse da tempo, psichiatri e genetisti compresi, cosa ne pensassero. Quando combinavo qualcosa dicevano: “E’ psicopatico”. Ho chiesto loro perché non me lo avessero mai detto e mi hanno risposto: “Te lo abbiamo detto, te lo diciamo tutti”. Risposi che dicevano che fossi “pazzo” e loro: “No, abbiamo sempre detto che sei psicopatico”.

Ho scoperto di avere una serie di alleli genetici, chiamiamoli geni ribelli, che hanno a che fare con la serotonina e che sono ritenuti un fattore di rischio per l’aggressività, la violenza e l’empatia emotiva e interpersonale qualora si cresca in un ambiente violento. Ma se si viene su in un ambiente sano possono neutralizzare gli effetti negativi di altri geni. Vidi specialisti della genetica e psichiatri che non mi conoscevano e riportai loro tutti i disturbi che avevo avuto nel corso della mia vita. Si trattava di forme leggere di ansia che corrispondevano alla mia genetica. Gli scienziati mi dissero che avrei potuto anche non nascere: mia madre aveva abortito diverse volte ed evidentemente c’erano in ballo disfunzioni genetiche. Dissero anche che se non fossi stato trattato bene probabilmente avrei fatto una brutta fine: mi sarei suicidato o finito ammazzato perché sarei stato sicuramente una persona violenta.

Come ha reagito sentendo tutte queste cose?

Mi sono detto: “Chissenefrega”. E loro hanno risposto: “Questo prova che i suoi livelli di psicopatia sono elevati”. Agli scienziati non piace sbagliarsi e a me, che sono narcisista, meno che meno ma quando la risposta è quella devi rassegnarti, ammetterlo e voltare pagina. Non ci puoi fare niente. Ho reagito in modo narcisistico dicendo: “Okay, scommetto che batterò anche la psicopatia. Migliorerò”. Poi ho realizzato che era il narcisismo a provocare questa reazione.

Chi mi conosce pensa: “E’ un tipo divertente, magari un pò chiacchierone, uno sbruffone narcisista”, ma credo che dica anche: “Dopotutto è una persona stimolante e sveglia”. Tutti i miei amici più stretti, anche quelli che non si conoscono tra loro, dicono che ho sempre fatto cose abbastanza irresponsabili: sin da piccolo costruivo bombe artigianali e mi divertivo a girare con gli amici a bordo di macchine rubate. Ogni volta che la polizia ci fermava ero il primo a essere rilasciato perché non mi agitavo mentre gli altri venivano trattenuti e interrogati. Sicuramente avevo qualcosa di diabolico ma si trattava di un diavolo tollerabile e amabile. Gli scherzi, le manipolazioni e i casini alle feste divennero sempre più rischiosi ma la cosa preoccupante è che iniziai a mettere in pericolo anche la vita degli altri,  risucchiandoli nel vortice dei miei giochi diabolici.

Per esempio?

Anni fa lavoravo all’Università di Nairobi e alcuni dottori, parlando del virus di Marburg, mi raccontarono che un ragazzo che perdeva sangue dal naso e dalle orecchie probabilmente aveva contratto il virus nelle grotte di Kitum sul Monte Elgon, al confine tra il Kenia e l’Uganda. Ho pensato: “E’ il posto dove vanno gli elefanti”. Dovevo andarci. Lo avrei fatto da solo ma era lì mio fratello che mi era venuto a trovare da New York. Gli dissi che si trattava di un’escursione epica nelle grotte dove gli elefanti vanno a rifornirsi di minerali e non aggiunsi altro. Arrivammo lì e quella notte ci circondammo di fuochi perché c’erano leoni e altri animali. Saltavamo nel buio e mostravamo loro i bastoni infuocati. Mio fratello stava impazzendo e io scherzavo: “Metto la testa dietro alla tua perché io ho famiglia e tu no, così se viene un leone e ci attacca al collo prende te”. La prendevo alla leggera ma eravamo davvero in pericolo. Il giorno seguente camminammo all’interno delle grotte dove si potevano vedere le rocce spostate dagli elefanti. C’era anche l’odore del letame di quegli animali e capii che fu così che il ragazzo contrasse il Marburg. I medici non sapevano se fosse stato il letame o i pipistrelli a trasmettere il virus. Qualche tempo dopo mio fratello lesse un articolo sul New Yorker che parlava del Marburg, mi chiese se lo sapessi e risposi: “Sì, non è stato eccitante? Nessuno si azzardava a fare quella gita”. Si infuriò e disse: “Proprio eccitante non direi. Potevano contrarre il virus e morire”. Non credo che si fidi più di me dopo quella vicenda.

Questi schemi di comportamento, nel corso della mia vita, sono stati dei segni rivelatori. Li giustificavo, e lo faccio tuttora, con l’argomentazione che mi è sempre piaciuto il pericolo. Dei 20 tratti di psicopatia della Checklist di Hare ho raggiunto un punteggio alto in quelli associati al narcisismo aggressivo e alla cosiddetta temerarietà. Sono caratteristiche che si riscontrano spesso negli amministratori delegati di successo e nei leader mondiali. Uno studio effettuato sui Presidenti degli Stati Uniti li ha individuati anche in Kennedy, Roosevelt e Clinton.

Dopo tutte queste ricerche ho pensato di sfruttare questa opportunità e farne qualcosa di buono: trasformare i difetti, come il narcisismo, in vantaggi.

Come ha fatto?

Ho iniziato con cose semplici, relative alle interazioni con mia moglie, mia sorella e mia madre. Anche se mi sono sempre state vicine non le ho mai trattate tanto bene. Tratto bene gli sconosciuti e la gente tende ad apprezzarmi appena mi conosce ma mi comporto con la mia famiglia come fossero persone che incontro al bar. Non riservo loro attenzioni speciali. E’ questo il problema. Mi dicono: “Ti diamo amore e tu non ricambi”. Lo dicono tutti e la cosa sicuramente non mi fa piacere.

Volevo provare a cambiare. Così, ogni volta che interagivo con qualcuno mi fermavo, riflettevo e mi chiedevo: cosa farebbe una persona per bene in questa circostanza? Notavo che il mio istinto era sempre fare la cosa più egoistica. E’ stato ciò che ho provato a fare per un anno e mezzo e mi sembrava che agli altri non dispiacesse. Mia moglie ha iniziato a notare qualcosa e dopo due mesi mi ha chiesto: “Cosa ti sta succedendo?”. Quando le dissi che stavo provando a usare il mio narcisismo per dimostrare che potevo, nonostante tutto, battere la psicopatia, disse che apprezzava lo sforzo anche se il comportamento non era spontaneo e sincero. Questa risposta mi sorprese e mi sorprende tuttora. La trovo allucinante. Non capisco come si faccia ad accettare la falsità. Evidentemente la gente vuole solo essere trattata con finto rispetto e falsa gentilezza.

Dan Waschbusch, un ricercatore dell’Università della Florida, ha studiato i bambini anaffettivi nella speranza di trovare una cura. Lei non crede che la gente possa migliorare?

Negli anni 70 quando ero ancora un giovane professore ho iniziato a lavorare con gli psichiatri e i neurologi che mi dicevano di essere in grado di identificare un probabile psicopatico a 2 o 3 anni di età. Chiesi loro perché non lo dicessero ai genitori e mi risposero che non si deve rivelare a nessuno:prima di tutto non puoi esserne certo. Secondo, puoi distruggere la vita del bambino, terzo: i media e la famiglia ti aspetterebbero sotto casa con bastoni e coltelli. La psicopatia può essere riconosciuta molto, molto presto, sicuramente prima dei 9 anni ma la questione di dare l’allarme è molto delicata. Il passaggio dall’essere uno psicopatico pro-sociale che non si comporta in modo violento all’essere un criminale non è chiaro.

Per quanto mi riguarda, penso di essere stato protetto dall’ambiente medio alto in cui sono cresciuto, con un’istruzione adeguata e una solida famiglia alle spalle. C’è indubbiamente convergenza tra ambiente e genetica. Ma cosa sarebbe successo se avessi perso la famiglia o il lavoro, cosa sarei diventato? Questo è il punto. Le persone che hanno la base biologica- la genetica, il cervello fatto in un certo modo- se subiscono abusi e vengono trascurati crescono con un senso di rivalsa: “Non mi importa del mondo perché io sto peggio”. Ma gli psicopatici veri e propri sono solo predatori che non hanno bisogno di essere arrabbiati. Fanno queste cose semplicemente per mancanza di connessione con la razza umana e con gli individui. Chi ha denaro, sesso, rock and roll e qualsiasi cosa voglia può essere psicopatico ma si limita a manipolare e usare le persone, non le uccide. Può ferire gli altri ma non in modo violento. Ecco perché dico a mia madre, che ha 97 anni, che il libro che ho scritto e che parla di un giovane che poteva diventare un vero pericolo per la società ma che in realtà si limita a batterti a Scrubble o a portarti in una grotta non è su di me ma su di lei.

Che tipo di psicopatico crede di essere?

Quello che ho realizzato è che per me è tutta una questione di potere. Riuscire a manipolare le persone e far loro fare cosa voglio mi dà grande soddisfazione. Mi basta sapere che posso farlo. E’ un gioco che faccio in qualsiasi stanza entri: conto sul fascino e ottengo tutto ciò che desidero. Non sono bello: sono vecchio e grasso. Ma la gente pensa che io sia speciale. E questo mi dà ciò di cui ho bisogno. A volte parlando faccio intenzionalmente delle pause per sembrare più sincero, altre faccio finta di sbagliarmi: dico qualcosa di errato solo per poter tornare indietro e rendermi più avvicinabile e credibile.

Mento per scopi precisi: ad esempio, se pesco un tonno da dieci chili, dico di averne preso uno da cinque; così poi qualcun altro dirà, “No, era molto più grosso.” Queste sono tecniche di manipolazione. Mi ricordo un libro molto divertente che ho letto negli anni Settanta, intitolato “Come Barare a Tennis”. Un campo da tennis dovrebbe essere un rettangolo perfetto, ma lo si può manipolare—ad esempio ridipingendone le linee per renderlo un parallelogramma—e fregare tutti gli altri. Poi, chiaramente, fai le cose più ovvie: ad esempio, all’inizio della partita, se la palla finisce fuori dici che era dentro. Così, potrai far sì che l’avversario faccia la stessa cosa più tardi, quando servirà. Io faccio così. È solo un gioco, in un certo senso, ma stai comunque fregando gli altri. Però non l’ho mai fatto con malizia. Sempre e solo per divertirmi.

E’ divertente anche per l’altro giocatore?

Non sempre. È un po’ come il bullismo intellettuale, come se stessi giocando con la mente degli altri. Ha i suoi lati oscuri. Negli ultimi due anni ho realizzato quanto spesso faccio cose del genere. Ma non ho mai approfittato dei miei avversari. Sono sportivo e gioco in modo leale.

È una posizione morale? È difficile immaginare che possa esistere la moralità in assenza di qualsiasi forma di empatia. Da dove viene il suo senso morale?

Dalla mia educazione cattolica, dall’essere cresciuto circondato da preti, suore e i miei genitori, non ho mai fatto niente di male. Mentire, barare, palpare il sedere delle ragazze: non ho fatto niente di tutto ciò. Ma non lo facevo perché soffrivo di un disturbo ossessivo-compulsivo. Pensavo che il mio comportamento dovesse essere impeccabile e in sintonia con l’universo. Dovevo tenere tutto in perfetto ordine.

Nel libro si parla dell’importanza del “quarto trimestre”, dei mesi cioè seguenti alla nascita quando si forma il legame di attaccamento. Quali sono gli altri periodi critici in cui ci si può accorgere del rischio e la convergenza di genetica e ambiente diventa determinante?

Ci sono alcuni periodi critici nello sviluppo dell’essere umano. Per l’epigenetica il primo momento è quello del concepimento, quando la genetica è molto vulnerabile alla metilazione e quindi agli effetti di un ambiente negativo: la madre sotto stress, che assume farmaci, fa uso di alcool e cose di questo genere. Il secondo momento delicato è quello della nascita e ovviamente ci sono il terzo e quarto trimestre. Dopo di che la curva di suscettibilità inizia ad abbassarsi. I primi due anni di vita sono critici se ci riferisce a quelli che sono definiti i comportamenti adattivi. Quando si nasce si ha una programmazione genetica naturale. Per esempio, un bambino manifesta un tipo preciso di paura verso alcune persone, come gli sconosciuti. Poi c’è l’accettazione degli altri. Persino ridere e sorridere sono comportamenti adattivi, emergono spontanei e automatici, non c’è bisogno che ci vengano insegnati. Nei primi 3 anni sono ben 350 i comportamenti adattivi che si susseguono in sequenza. Se in qualche modo questa sequenza viene interrotta sarà colpito e danneggiato il comportamento che sta per emergere. Può succedere a un anno e mezzo, a 3 mesi o a 12 mesi. Dopo di che gli effetti dell’ambiente iniziano a calare. Prima della pubertà la maggior parte del cervello ha a che fare con la corteccia orbitale e l’amigdala, deputata al controllo emotivo, al senso morale degli individui e all’apprendimento delle regole del gioco, cioè l’etica. Prima di allora l’identità di un ragazzino normale si basa su attività come mangiare, bere, anche relazionarsi ma è estremamente moralistica. Nell’adolescenza, dai 17 ai 20 anni, avviene una trasformazione. Ciò che succede è che la parte superiore del cervello, il lobo frontale e le sue connessioni, maturano. E’ un momento critico in cui possono emergere la schizofrenia, alcune forme di depressione e i disturbi psichiatrici più importanti.

I bambini psicopatici hanno la genetica predisposta già dal terzo trimestre e la cosa può essere riscontrabile molto presto, intorno ai 2 – 3 anni. Ecco perché dobbiamo prestare la massima attenzione, si tratta infatti di una minaccia per l’intera società. Uno psicopatico non sarà necessariamente pericoloso ma se riscontriamo il rischio in un bambino dobbiamo dirlo ai genitori affinchè lavorino sui suoi comportamenti e si assicurino che non venga sottoposto a episodi di bullismo a scuola, che stia lontano dalla violenza di strada e così via.

Ha scritto molto sul possibile incremento dei geni aggressivi nei luoghi di conflitto. Funziona anche al contrario? L’aggressione può essere estirpata in una società occidentale stabile? 

Penso di sì. Qui in California, non voglio chiamarla femminilizzazione, ma sembra che a forza di andare tanto d’accordo non esista più la competizione. Io la vedo come una forza molto negativa, in termini di specie. C’è sempre questa dinamica che suddivide ciò che fa bene alla specie e cosa fa bene all’individuo. Questi due concetti entrano in conflitto. In un certo senso, abbiamo bisogno della psicopatia. Non abbiamo bisogno di stronzi psicopatici in piena regola, ma la prevalenza di tratti psicopatici è da sempre associata alla leadership. Vale per i presidenti, i primi ministri e per le persone che prendono rischi. Fanno cose per proteggersi dagli aggressori. 

Quindi lo fanno per se stessi, ma finiscono per proteggere anche la società?

 È per questo che le persone come Jimmy Carter non rientrano nel discorso. Anche Obama, è un po’ bloccato.

È troppo buono?

Non è abbastanza psicopatico. Quasi tutti i più grandi leader hanno alti livelli di tratti psicopatici. Se dovessero fare il ‘Psychopatic Personality Inventory’, otterrebbero un punteggio piuttosto elevato. Comunque non sono sufficientemente qualificato per poterne parlare, ma lei sì. 

 In che senso?

Vede? L’ho manipolata. Non credo davvero che lei sia la persona più qualificata per parlare di cose del genere, ma l’ho detto comunque. 

Traduzione di passaggi delle interviste concesse a Judith Ohikuare e Roc Morin, rispettivamente pubblicate sui siti The Atlantic e Vice Media, e dell’articolo dello stesso Fallon sul The Guardian,  ad opera di Astra.

58 thoughts on “Lo shock della scoperta

  1. Astra,
    sto leggendo il libro Malignant Self Love di Sam Vaknin a cui spesso fai riferimento nei tuoi articoli. Consiglio di leggerlo perchè (sono alle prime battute) chi parla è il NP e fa vedere il mondo dal SUO punto di vista. Quello che dice, che pensa, lo “spiega” e può dare il senso dell’assurdità, della impossibilità di comunicazione con queste persone perchè vedono il mondo, concepiscono la vita in modo TOTALMENTE diverso ed inconciliabile con una mente sana. Astra esiste una versione in italiano? (io ho scaericato la versione in inglese da internet).
    Un caro saluto.

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    • Purtroppo Vaknin c’è solo in inglese, alcuni passaggi tradotti sono ripresi dagli articoli del blog. Lo considero davvero illuminante. A chi parla l’inglese consiglio anche il libro di Fallon a cui si riferisce questo articolo. Si può trovare facilmente su Amazon in formato Kindle.

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      • Al peggio non c’è mai fine se anche un professore di psichiatria può essere uno psicopatico!
        Ho sempre ( fin da ragazzina) erroneamente associato la cultura alla sensibilità, alla bontà. Una persona colta, che legge, che ascolta musica classica o che è appassionata di antiquariato non può non avere un animo sensibile, non può non avere un animo buono perchè la cultura affina, sensibilizza, dona delicatezza ed eleganza. Non è la bellezza fisica che mi colpisce in un uomo (è chiaro che gioca la sua parte) ma la cultura. Ecco perchè tutt’ora faccio fatica ad associare la figura del NP con cui ho avuto a che fare con le caratteristiche mostruose di cui parliamo in questo blog. Non sempre è così però, evidentemente, e scoprirlo alla mia età mi fa senitre un pò ridicola.

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      • Vedi Anna, è proprio questo uno degli errori di valutazione che provocano una così grande sofferenza in alcune di noi. L’eccessivo affidamento sulla cultura, il fidarsi dell’uomo preparato e di successo in quanto dotato di validi strumenti intellettivi e la falsa credenza “con lui sono al sicuro” sono cose sbagliatissime. Purtroppo capita di scoprirlo avanti negli anni e dal momento che si tratta di un elemento base del nostro sistema di difesa l’essere cadute in questo genere di errore provoca una sensazione di insicurezza estrema e una sfiducia profonda nei nostri metri di giudizio. Mi sento di dirti però che gli strumenti intellettivi di cui ti sei tanto fidata li hai anche tu (solo per il fatto di ragionare in questo modo) e sarà proprio grazie a loro che riuscirai presto a tirarti fuori dal fango. Mi hai dato un eccellente spunto di riflessione meritevole di un approfondimento sul blog. Grazie.

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  2. Anna, sono arrivato a pensare che proprio tutta questa cultura, questi interessi siano armi di conquista .La mia ex era “esperta” di tutto e oggi credo che sia ancora più esperta .Per l’animo buono ,insomma ,forse scimiottano quello che leggono sulla bontà,ma ti assicuro che di buono non c’è nulla,nemmeno un residuo. Come scrive Astra nel momento in cui si sta con questi personaggi si ci sente al sicuro ,io credevo in lei e la vedevo veramente una persona speciale e viceversa,però il mio sentire era reale ,vero il suo finto ,un riflesso per potermi studiare meglio ,per sua ammissione lo faceva da almeno 7 mesi. E boom dopo l’esca che le ho mandato ,adesso io non ero più “adatto” alla sua vita di oggi,lo ero quando stava nella M… e non aveva niente e nessuno ,ora cerca ma forse non trova L’AMORE della sua vita,nel frattempo impara come usare nuove strategie di conquista. E da come di dissero tempo fà, ha fatto delle stragi . Mantenedo però la maschera di buona e di sani principi. Devo dire che l’ambiente in cui vive agevola… Diciamo che sono persone colte ma “alternative” .

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  3. Anch’io condivido il pensiero di Anna. Ancora tutt’oggi il pensiero che non mi permette di “sganciarmi” dal punto di vista emotivo da questo personaggio è proprio il fatto che fosse un pozzo di conoscenze e di interessi in molteplici campi.
    Per cui avevo associato il fatto che un amante dell’arte, della musica, della letteratura, esperto nella pratica di discipline orientali non potesse essere così crudele e insensibile nelle relazioni umane. Averlo scoperto a mie spese non mi sente ridicola, ma – come ha sottolineato Astra – estremamente sfiduciata nella mia capacità di capire con chi ho a che fare.

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  4. scusare se m intrometto in questa conversazione, io invece stavo con un uomo più giovane di me, che invece non era italiano, era incolto, era un bell’uomo ed era bravo nel rapporti intimi, ma sapevo sedurmi in una maniera pazzesca. Ti guardava con quegli occhi verdi a cerbiatto e ti fregava bene e io mi fidavo sempre. Lui ha imparato da me e adesso non ha più bisogno di me, adesso ha una nuova amante che userà finchè gli farà comodo….quindi vi dico che ci si può innamorare anche di uno psicopatico ignorante ed è la stessa cosa, sono seduttivi .

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  5. Ma una persona puo’ essere considerata psicopatica anche se non è violento non ci sono episodi di delinquenza? Se non ci sono reati minori, truffa e stupro a me sembrano gia’ gravi, ma solo piccole infrazioni piu’ sospetto frequentazione di prostitute?
    Se non tratta quasi mai male gli altri in loro presenza ma piuttosto li trascura, li tradisce e li inganna alle loro spalle?
    Puo’ uno psicopatico riuscire a trattenersi da azioni gravemente illegali solo perche’ vive da semiparassita in un ambiente agiato e capisce che perderebbe questi vantaggi sia in termini economici che di facciata rispettabile?
    Ho provato a rispondere alle domande del test di Hare: piu’ o meno lo riconosco in tutti i punti tranne in quelli della componente antisociale.
    Non sono psicologa, ma il suo punteggio potrebbe essere nel range tra 18 e 23. Devo preoccuparmi?

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    • Greta, uno psicopatico intelligente farà attenzione a non finire in galera. Il mio è molto intelligente, e nel periodo in cui ero con lui non è mai stato in galera (credo). Sospetto però che ci sia stato in passato, in adolescenza, ma non sono riuscita a trovare prove di questo. Anche lui faceva piccole infrazioni che io ho potuto vedere con i miei occhi, come sottrarre piccoli oggetti o cibo (in negozi, hotel, ristoranti, ecc.), violare la posta altrui (nel suo condominio, ad esempio), piccoli atti vandalici di varia natura (questi li faceva con gusto contro ignoti o anche prendendo qualcuno di mira per sue ragioni), e in generale non riconoscendo alcuna autorità.
      Piccole infrazioni sono già infrazioni, ovvero atteggiamenti anti sociali. Poi c’è tutta la vita che lo psicopatico tiene segreta. Quello che io vedevo dello psicopatico in cui sono incappata era una minima parte di quello che poi ho scoperto su di lui (che credo sia ancora solo una piccola parte delle sue malefatte). Io ho raccolto prove che questo mostro adescava ragazzine minorenni su fb e altri social networks, ma non ho prove che sia passato ad avere relazioni sessuali con loro. Potrebbe essere che prima o poi qualcuna di queste lo denunci, ma potrebbe anche passare la sua intera esistenza senza che nessuno se ne accorga.
      Tradire e ingannare gli altri è comunque un atteggiamento anti sociale.
      il parassitismo è poi tipico di questi individui. Da quello che scrivi c’è già sufficiente materiale per dirti che un personaggio del genere, psicopatico conclamato o no, deve essere immediatamente tagliato fuori dalla propria vita.

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  6. Questo articolo è impressionante, mi era sfuggito.
    Io ho avuto a che fare con una personalità di questo tipo: colto, bello, affascinante, brillante, con un tenore di vita agiato, amante del rischio e che si diverte a manipolare chiunque entri nella sua sfera d’azione per il puro piacere di farlo e avere potere sugli altri.
    Ottimamente inserito socialmente e con la “parvenza” di normalità, nessuno credo pensi ciò di cui ho preso consapevolezza…se non forse qualche altra donna che mi ha preceduto e si è posta le domande legittime che mi hanno portato a capire cosa si nasconde dietro la sua maschera.
    Io non l’ho mai più visto, da quando ho preso consapevolezza e credo che dovendolo incontrare lo vedrei per quello che è, l’importante è che lui non possa più avere potere su di me e non ho intenzione, in caso, di dirgli quello che ora so.
    Ma che spreco…una vita vissuta così, in un certo senso mi fa pena.

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  7. Stellina, mi sembra di parlare della stessa persona! Uguale in tutto e per tutto.
    Anche io credo che non parlerò mai di lui in questi termini, ho capito chi si nasconde dietro quell’uomo e, anche se non lo vedo proprio più, non riuscirei in nessun caso a guardarlo con occhi diversi. Verosimilmente lui è quello che si è mostrato alla fine.
    Uomo di valore zero. Lo vedevo io bello, affascinante, colto, accattivante, brillante, sono io ad aver erroneamente pensato che fosse tale. Ora a distanza di tempo mi rendo conto che lo era solo con me. Agli altri invece appariva per quello che era, arrogante, presuntuoso, permaloso, litigioso, guardingo … altroché colto e brillante.
    Insomma con me ha dato il meglio, ma con gli altri era se stesso e per questo erano in tanti a non sopportarlo. Stupida io che non capivo.
    Non ho pena di lui, non mi interessa neanche coltivare questo sentimento. Ho molti anni in meno e, sebbene ci vorrà ancora del tempo per rimuoverlo definitivamente dai miei pensieri, avrò altro dalla vita e, se altro non avrò, già il fatto di essermi allontanata da lui mi rende libera. Mi sentivo come il topo tenuto in scacco dalla zampa del gatto. Mi immobilizzava, mi teneva ferma, mi controllava tenendomi al telefono 12 ore al giorno quando non ci potevamo vedere … pensa che sciocca io credevo fosse amore estremo. Si rendeva disponibile anche in piena notte. Amore? Relazione Patologica! E chi ne sapeva di queste cose! Che ingenua!
    Cosa succederà nel futuro non lo so, certamente i miei sentimenti giorno dopo giorno sono cambiati e continueranno a cambiare. Vivo dando il meglio di me stessa in tutto quello che faccio. Me lo devo. Il meglio deve ancora venire! Lui porterà in scena il suo personaggio, auguri e chissenefrega.
    Mi manca la parte di me che credevo felice quando stavo con lui, ma mi accorgo che pian pianino riprendo le forze e riesco a gioire ugualmente … una cosa minima, ma a me pare già una enormità paragonandomi al rottame in cui mi aveva ridotta.

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    • Cara Saretta,
      certi personaggi un po’ si assomigliano e, forse, noi abbiamo avuto a che fare con personalità simili.
      Io gli riconosco delle qualità, quali la bellezza, l’intelligenza, la cultura, la buona dialettica ma essendo anaffettivo, manipolatore e bugiardo, sono finalizzate a manipolare il prossimo per il proprio tornaconto personale e ne ridimensionano il valore della persona.
      Tra le persone che lo conoscono, alcuni lo ritengono arrogante, altri lo ammirano, di sicuro non hanno le consapevolezze che ho io riguardo la sua personalità.
      Penso anch’io che con me abbia dato il “meglio” della sua messinscena che chiama vita, se penso alle tante cose che ha fatto, detto per conquistarmi e farmi innamorare di lui, ci sarebbe da fargli una standing ovation per l’ottima interpretazione dell’uomo dei miei sogni…non fosse altro che il prezzo del “biglietto” del suo teatro è stato pagato in lacrime, disperazione e distruzione della mia identità.
      Come te, per lungo tempo io ero felice con lui, andavo in giro con gli occhi a cuoricino ma era una felicità effimera, figlia dell’inganno peggiore:
      la truffa dei sentimenti, lo stupro dell’anima.
      Sì, mi manca quella donna che vedeva tutto rosa, mi manca la sua fiducia nel mondo e la sua spontaneità.
      Non sarò mai più quella donna, qualcosa si è rotto per sempre dentro di me, però non è riuscito ad annientarmi totalmente.
      Sono sicura che ci riprenderemo e tutto questo che ora ci fa ancora male, sarà solo un brutto ricordo, anche se io non sono più giovanissima…compio 48 anni tra un mese.
      Ti abbraccio

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  8. ma va … io ne ho solo qualcuno in meno … si si è rotto qualcosa dentro, ma sai … l’altro giorno parlavo con un uomo e ovviamente ho capito che stava facendomi la corte … ma come ci si sente beneeeeeeee ….. prima era impensabile … so che posso tornare a vivere, ad amare in quel modo no, perché era un amore malato … ma vivere, flirtare è davvero fantastico … forse si esce cosi dal tunnel? Non lo so, ma ho capito che ho ripreso ad essere la me stessa che da nove anni non veniva più fuori …

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    • Sono felice che ti stia riaprendo alla vita ed essere corteggiata, fa piacere, ti riporta in contatto con la donna che sei, con le qualità che non riuscivi più a riconoscerti a causa delle ferite che ti sono state inferte.
      Sono sicura che tu sia già a buon punto e sono molto orgogliosa di te.
      Io quando ricevo un complimento mi stupisco ancora, perché mi sento ancora un po’ il “rottame” che è stato scaricato, quando un uomo ha provato a corteggiarmi, dopo essermi sentita lusingata inizialmente, mi sono chiusa a riccio.
      Non metto più la stessa attenzione quando mi vesto, mi basta essere curata e decorosa, non mi sento più quella di prima e nonostante questo ricevo complimenti lo stesso, ma finché non ritornerò a piacere a me stessa…non riesco ad apprezzarli, mi sembrano falsi.
      Probabilmente è perché lui me ne ha sempre fatto molti e avendo vissuto una farsa di relazione con uso smodato di menzogne a partire dai “ti amo”, dentro di me penso che mentisse anche quando mi riempiva di complimenti.
      Comunque grazie, continua così! Sei di ispirazione per il mio percorso di rinascita.
      Buon fine settimana a tutte.

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      • https://contattozero.com/ … leggi l’articolo sul velo nero … illuminante forse perché sono in questa fase … io ho cercato, per un anno e sette mesi ad oggi, di curarmi di più … Astra aveva ragione, si esce pian pianino. Bisogna riabituarsi alla normalità, anche il mio ex mi riempiva di “tiamo” urlati al vento, di grandiosi sentimenti, di cose mirabolanti, era il paradiso in terra. Lui il Dio incontrastato per intelligenza, fantasia, capacità di emozionare, premuroso fino allo spasimo … io una regina che, alla fine ha vilmente ucciso. TUTTE FESSERIE. NOVE LUNGHI ANNI DI SCENEGGIATA! Ritornare alla normalità è una impresa bestiale, ho finito le lacrime … Non dico di essere totalmente fuori dal dolore. Alcuni giorni fa ho usato la metafora della cima della montagna, sono in cima, ma non ho ancora piantato la bandiera …

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      • “I tuoi occhi non perdono più lacrime, il dolore non ferisce più come una lama, non ti manca più il respiro per l’astinenza dal narcisista, tutto questo è terminato e nell’istante in cui è successo hai varcato la soglia dell’inferno e sei uscita.
        Tutto tace, tutto è lento, fermo. E tu non sei più quella persona che eri.
        Il velo che indossi è il segno del lutto che hai iniziato a vivere ora che puoi viverlo, ora che hai imparato di nuovo a respirare.”

        E’ proprio così che mi sento.
        Grazie Saretta per avermi segnalato questo articolo che offre una visione molto reale e nella quale, credo, ci rivediamo tutte.
        Proprio ieri parlando con una cara amica che mi vuole bene e mi è vicina, mi sono resa conto che non può capire il perché mi ci stia volendo tempo per riprendermi, è inutile: solo chi ci è passato lo può comprendere.

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  9. Anche io mi sentivo incompresa, ma perché non si tratta di una banale chiusura di una storia d’amore normale, abbiamo avuto a che fare con mostri, vampiri energetici, manipolatori, controllori … il mio ex non era l’uomo semplice che ti fa vivere una storia … lui si è mostrato per tutto il tempo come il meglio del meglio delle terre emerse. Mica uno qualunque! Per questi motivi, ho/abbiamo idealizzato tutto e sopravvalutato “l’elemento”, gli ho dato fiducia e lui, forte di tutto il potere che io gli davo, agiva ingannandomi. Nove anni così. Come potevo riprendermi in tre o sei mesi? Impossibile, la relazione è durata tanto … quindi ora indugio a riprendermi, è solo questione di tempi duratata-tempi ripresa … proporzionale suppongo, almeno per me. Pazienza convivo col dolore, si vive anche così con questa palla al piede.
    Non ho più tanta voglia di vendetta nei suoi confronti non mi interessa, ma se una occasione vivendo mi capiterà tra le mani … forse, se ne avrò ancora voglia, magari la userò … ma non è nel mio carattere. Penso che il male è un boomerang, prima o poi torna … spero che quello che ha fatto a me torni al suo indirizzo.
    E poi che ti importa se gli altri non ti capiscono? L’importante è che tu sia lucida e sappia bene cosa ti è accaduto … l’importante è superare questo periodo non che gli altri ti capiscano …e poi dai ci siamo noi qui …più capita di così!!!
    Ti abbraccio.

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    • “…lui si è mostrato per tutto il tempo come il meglio del meglio delle terre emerse. Mica uno qualunque!”

      Saretta, è una descrizione bellissima e ironica…abbiamo trovato lo stesso “prototipo” di personaggio, mi hai regalato una risata di cuore con questa frase.
      In questo blog mi sento compresa e supportata e non ne faccio una colpa alle persone a me vicine se non riescono a capire come ci sentiamo, è così e lo accetto, vorrebbero aiutarci ma partono da un presupposto sbagliato, come hai sottolineato tu.
      Ma ce la faremo, con i nostri tempi…già di passi in avanti ne abbiamo fatti, ognuna a suo modo.
      Un abbraccio.

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    • Una curiosità, visto che ci sono molte analogie nel carattere dei “personaggi” con i quali abbiamo avuto a che fare.
      Il mio esaltava spesso la superiorità della nostra coppia rispetto alle altre, sia esteticamente facendomi notare quando andavamo a cena fuori che quando passavamo la gente si voltava, sia per la perfezione del nostro rapporto dicendomi che noi non ci annoiavamo mai e stavamo benissimo sempre in qualsiasi situazione e contesto.
      Anche il tuo diceva cose simili?
      A me faceva sorridere, ora capisco tante cose…

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      • Stellina anche il mio esattamente cosi..diceva che noi eravamo una coppia unica..belli esteriormente e capaci di avere un.legame che nessun altro ha..un.legame ultraterreno diceva.
        Nonostante i tradimenti che ho scoperto ci sono sempre stati dal primo giorno, nonostante le infinite donne , le bugie , le triangolazioni e per chiudere in.bellezza negli ultimi sette mesi mi ha lasciata sette volte con veri e propri traslochi salvo poi tornare quando vedeva che mi.rassegnavo a stare senza di lui..e ad ogni mio rifiuto di ricominciare mi tormentava con queste frasi..” ma hai dimenticato chi siamo noi? Noi siamo unici, non potremo essere felici con nessun altro, siamo noi l esempio di coppia perfetta ecc..”
        È mai successo a qualcuna di voi che abbia chiesto una foto nuda? Ovviamente non ho mai accettato..ma a cosa gli poteva servire?? Noi vivevamo insieme..
        Dal 14 agosto che è stata l ultima volta non ho più ceduto..lui mi ha tormentata con mess x un mese..due gg fa ho risposto all unica domanda sensata che ha scritto..se sono sicura di volerlo perdere..ho risposto..”si sicurissima e ho scritto un messaggio chilometrico ricordarndogli le prostitute, le chat erotiche, le colleghe con.cui mi tradiva, mi criticava e mi triangolava..sono stata molto dura e offensiva…
        Mi ha risposto dicendo che era molto offeso dalle mie parole e che non.intende giustificarsi per cose che nn fa..da due gg sparito..non era mai successo..di solito scriveva ogni giorno. Ora mi.sento come svuotata, deprivata, come se avessi perso con.lui lq mia parte più bella.
        Cosa mi devo aspettare?
        Grazie a tutti in particolare ad Astra e Giusi..un abbraccio a tutte voi

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      • Cara Mary,
        mi verrebbe da pensare che conosciuto uno, conosciuti tutti…talmente si somigliano sia nella fase del love-bombing che nella svalutazione e il successivo scarto, che sia indotto o agito.
        Tranne un tradimento (perdonato) del quale sono venuta a conoscenza, perché me lo ha confessato lui dicendosi pentito “per aver buttato via un diamante per una volgare pietra” (parole sue), dopo l’unico periodo in sette anni in cui siamo stati separati perché lui sparì e io non capivo il motivo, considerato che andava tutto bene…di altri non ho certezza ma ci metterei la mano sul fuoco.
        Mi ha lasciato perché a me non tornavano alcune cose, tipo dimenticarsi il telefono per un giorno intero, sapendo che dorme con lo smartphone sul cuscino, e alla terza volta gli dissi se pensava che fossi una cretina a credere alle sue scuse banali in merito.
        Lui ha voluto vedere fin dove poteva arrivare con me, nel farmi credere alle sue menzogne e togliendomi attenzioni, io ho reagito e gli ho chiesto spiegazioni, lui ha fatto la vittima offesa e mi ha punito inizialmente col silenzio che mi lasciava destabilizzata fino a chiedergli scusa per aver dubitato di lui e tornava pensando di avermi “domato” e si spingeva sempre un po’ più in là…finché gli ho detto quello che pensavo in modo crudo e in quel momento ha agito lo scarto in maniera crudele.
        Purtroppo non ho prove di altri tradimenti ma ne sono sicura da mettere la mano sul fuoco, ormai leggo i suoi atteggiamenti e le sue modalità e quando si dimenticava il telefono a casa o in macchina mi stava tradendo, questo è sicuro.
        Poi considera che non vivevamo insieme e abitiamo a circa 200 chilometri di distanza, dunque non era facile avere certe indicazioni che una convivenza ti rende più semplici.
        Ora mi sembra tanto banale e scontato che con me non potrebbe più barare, non provo nessun interesse per qualcuno che so già come si comporterà…che noia!
        Buonanotte .

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      • Per quanto riguarda quello che devi aspettarti, sono sicura che Astra e Giusy sapranno darti i consigli giusti.
        Io ti posso solo dire, in base alla mia esperienza, che se gli hai sbattuto in faccia la realtà dei fatti, invece di credere alla sua favola, non te lo perdonerà e in caso lo facesse, sarebbe solo per vedere fin dove si può spingere nel farti accettare le sue condizioni.
        Starai male e molto, all’inizio, ma il dolore passa e la consapevolezza di esserti liberata da un rapporto malato ti darà forza.
        Sarai svuotata, senza nessun interesse ed entusiasmo per tutto quello che prima ti piaceva…ma passerà, ci vuole tempo.
        Ricordati che la parte migliore di te è solo parte del tuo essere e non dipende da lui, la ritroverai.
        Questo è quello che ti auguro e che auguro a me stessa.
        Hai fatto la cosa giusta!

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  10. Cara Stellina so di aver fatto la cosa giusta..ma quanto dolore.
    Anche perché lui emotivamente mi ha fatto terra bruciata intorno. La mia famiglia e altre persone mi compatiscono e alle spalle gli danno ragione..passano sopra il fatto che mi tradiva,mi umiliava, mi lasciava continuamente, mi alzava le mani..non so come fa a farsi credere e ricevere immediatamente l assoluzione ai crimini che commette e ammette. ( li ammette perché scoperto e ci sono le prove).
    Sono sgomenta..
    Come fa a raggirare tutti??
    Risultato: oltre ad aver perso tutto e tutta me stessa devo sobarcarmi anche il dolore di essere giudicata cattiva perché non cedo x la decima volta.
    Poi ci si chiede perché tanta gente preferisce morire…per grazia di Dio ho la fede altrimenti nn so…
    Quindi cara Stellina e carissimi tutti..
    Questi esseri purtroppo si sono infilati nella nostra vita, nel nostro cuore , nella nostra mente e nella nostra anima..ma se siamo qui a parlarne è già via di guarigione..ci vorra tempo ma voglio credere che ne usciremo migliori, e più belle dentro.
    Astra la primq volta che mi lasciò tu e Giusy mi avete salvatq dalla disperazione e oian piano leggendo voi tutti e gli articoli mi sono rafforzata e ho aperto gli occhi..sono riuscita così dopo tante risalite sulla giostra a scendere definitivamente.
    Grazie..infinitamente GRAZIE

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  11. Cara Saretta,
    ringrazio anche io Astra per aver creato questo blog che in rete non ha eguali e mi ha aiutato enormemente in questo percorso di recupero che sto affrontando, è impagabile quello in cui si è impegnata per aiutarci ad acquisire consapevolezza e forza.
    Ringrazio Giusy che con le sue risposte lucide e illuminanti fa un lavoro notevole nello stesso senso, il parere di una persona intelligente che ha già affrontato l’inferno e ti da consigli è importantissimo.
    Poi ci siete voi, che come me state vivendo l’incubo e il fatto di condividerlo e supportarci a vicenda è d’aiuto per me, mi arricchisce a livello personale e confrontare le nostre esperienze ci fa sentire meno sole.
    Non meravigliarti del fatto che ti abbia fatto terra bruciata intorno e appaia come la “vittima” agli occhi delle persone che dovrebbero stare dalla tua parte, loro sono ciechi e manipolati, non tu.
    E’ difficile ma accettalo e come dico sempre: “Quando hai bisogno di una mano guarda alla fine del tuo braccio!”
    Noi ci siamo per supportarti ma nel tuo quotidiano devi fregartene del giudizio di chi non capisce ed andare dritta per la tua strada, prima o poi capiranno e se non dovesse accadere, non è importante, la cosa fondamentale è che tu stia meglio e ti riprenda.
    Lontano, molto lontano da lui.
    Un abbraccio.

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  12. Certo che esaltava la nostra coppia, diceva che noi eravamo speciali, che il nostro legame era unico e prezioso e poi diceva che gli altri erano invidiosi di noi. Esaltava si eccome!!! Io ero la più bella dell’universo, la più intelligente e tutti erano solo invidiosi.
    Insomma il mio ex era il classico … Ora che ci penso, mi do della stupida per non aver capito che razza di essere ignobile mi ero messa a fianco.
    Per fortuna non lo vedo più … ha ragione la mia psicologa … devo brindare per essermi liberata di un tipo del genere, mi avrebbe distrutta. Io so solo che mi ero isolata da tutti, ma ora pian pianino ho recuperato tutte le amicizie e sono molto più socievole, certo l’eredità che mi ha lasciato è quella di essere guardinga e non fidarmi di nessuno, ma credo che questo l’avrei ugualmente acquisito con l’età, maturando.
    Vado avanti consapevole di quello che mi è accaduto e sicuramente molto più forte di prima. La nostalgia che provavo i primi tempi adesso è accompagnata dai ricordi brutti e riesco anche a non pensarci alle finte giornate di serenità che mi regalava. All’inizio mi mancava la me stessa che credevo felice, adesso so che posso esserlo anche senza di lui … posso tornare al “naturale” e lascio l’artefatto al passato.
    Via via … sciò …

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    • Anche a me capita di pensare a quanto sono stata stupida a non accorgermi di chi avevo al mio fianco, ora leggo tutto in modo molto chiaro e, per certi versi, è anche prevedibile e ripetitivo nei suoi schemi comportamentali ma poi mi rendo conto che allora fosse impossibile capirlo, è stata una messinscena da oscar, era credibilissimo per molti anni.
      La sua vita è una recita continua, io ora sono tornata al mondo reale…meglio la verità dell’illusione.
      Sono felice che tu stia meglio e la tua ripresa sia a buon punto, continua così.
      Io sto meglio dell’inizio, non provo più quel dolore straziante dovuto alla sua mancanza ma ancora ne devo fare di strada.
      Una cosa che mi è rimasta è il fastidio quasi fisico, la repulsione nei confronti degli uomini se cominciano a corteggiarmi .
      Forse è presto o magari è una ferita che tarda a rimarginarsi.

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  13. Ieri il fatidico giorno. Lui completamente chiuso in se stesso, l’ho visto che stava male. E’ andato via senza dirmi neanche ciao. Penso che fino alla fine abbia pensato che non saremmo andati fino in fondo.
    Sto malissimo, per me e per lui. Lo so che dovrei pensare alle ragioni che mi hanno portata a questa scelta, ma come ho detto altrove, io l’ho lasciato continuando ad amarlo, amando e comprendendo i suoi lati più oscuri, ma non ce l’ho fatta a sostenere. Continuo a domandarmi se avrei potuto corazzarmi di più, cercare di impermeabilizzarmi di fronte ai suoi attacchi. Lui si era attaccato cosi a me perché sperava che io avrei resistito, che lo avrei amato nonostante tutto.
    Poi penso che quando gli ho proposto tra un prosieguo del rapporto con un po’ di buona volontà da parte di entrambi, per non perderci completamente, per salvare quello di buono che potevamo salvare, lui ha scelto di no.
    Forse l’estremo tentativo di legarmi a sé, forse la scelta precisa di chiudere, Ma in questo caso perché gli occhi umidi ieri?
    E’ un dolore enorme. Anni fianco a fianco, che svaniscono cosi, nel pianto.
    E’ una ferita che non potrà rimarginarsi mai, non è un lutto,, è una agonia continua, perché sei continuamente a dirti che forse qualcosa si poteva fare e non lo hai fatto, lo non lo hai capito, o non sei stata capace.

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    • Cara Penelope,
      mi dispiace tantissimo, io non ho vissuto il dramma della separazione legale, che credo sia una bella prova…sono sicura che chi , come te, c’è passato sappia darti i consigli giusti e condividere con te le sensazioni, la tristezza e i dubbi che ne derivano.
      Posso solo darti un umile consiglio: quando pensi di non aver fatto tutto il possibile, di non essere stata capace di sostenere la situazione, pensa a cosa ha fatto lui nello stesso senso.
      In una relazione ci si deve impegnare in due, non può funzionare se è solo una persona a voler far andare bene le cose.
      Questa è una delle cose che ho capito dalla mia esperienza: ero solo io a impegnarmi e a “prendermi cura” del rapporto…per poi vedermi addossate tutte le colpe per la fine dello stesso.
      Spero che la tristezza che provi, passi il più in fretta possibile.
      Ti abbraccio

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    • Cara Penelope,
      Capisco la tua tristezza e il tuo dolore. Mi immedesimo in quello che stai passando e che vivo anch’io, con altre modalità.
      Credo che le ferite di cui parli abbiano bisogno di affetto e calore per rimarginarsi, ma che al momento non si riesca neppure ad immaginare come e quando questo potrà accadere. Mi dispiace tanto per te. Trovo che sia durissima affrontare questo deserto da soli. Un abbraccio.

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  14. Penelope cara, in realtà ero preoccupata dalla tua assenza, seppur temporanea, dal blog, ho intuito quello che ora racconti.
    Non scavare dentro di te, se hai fatto tutto quello che si poteva, se non lo hai fatto, se c’era un tentativo estremo, no … non lasciarti ingabbiare da queste domande.
    Né tanto meno pensare ai suoi occhi umidi, guarda che è lo stesso uomo che ti ha devastata, umiliata, isolata e danneggiata sotto tutti i profili! Non staremmo qui a parlarne?!? Renditi conto, con la logica, di chi avevi al tuo fianco, hai scoperto delle cose su di lui che naturalmente ti hanno portata a reagire. Non guardare ora la tua reazione, è normale, guarda invece chi l’ha provocata, come, perché?
    Ristruttura i tuoi pensieri e trova l’equilibrio di donna, con una dignità e con una sua personalità. Nessun essere umano può essere svilito in questo modo. Evidentemente lui ha un disturbo profondo che non gli permette di trovare e provare ad osservare da un’altra prospettiva. La mia psicologa mi disse un giorno “non si muore per amore” e io sinceramente in quel momento pensai … io sono morta, ma mi sbagliavo, non sono morta affatto … piano piano col tempo i ricordi sfumano, fanno meno male. Tempo, ci vuole tempo, pazienza e tanta tanta forza di volontà a resistere alla mancanza, al dolore ai sensi di colpa e a tutto quello che lasciano questi elementi.
    Anche io, lo sai, penso agli anni e anni che sono stati cancellati, ma a che serve piangere su una cosa che non possiamo cambiare, i soggetti non li possiamo cambiare, sono fatti così, sono diversi da noi esseri umani dotati di sensibilità. Il mio ex aveva una logica militare, o bianco o nero, mai una volta provare a calarsi nei panni delle persone, non prova pietà, non sente il dolore, non ha mai colpe, trova sempre delle “ragioni” personali per cui lui non sbaglia mai, dietro i suoi discorsi contorti c’era solo il desiderio di confondere la mente degli altri per poi dimostrare sempre di essere nel giusto. Dio in terra. Ma davvero vuoi addossarti colpe? Lascia stare, invece prova a dirti che hai fatto il possibile e che è inutile bussare su una porta che non si lascia aprire. Tu vali mettitelo in testa, a prescindere da come ti ha trattata demolendo la tua autostima, tu vali devi solo tirare fuori il meglio di te stessa … non cadere nel falso tranello del pietismo.
    Ti abbraccio …

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    • Grazie a tutte voi. Devo dire che è dura. Ma stasera, in uno scambio di mail, lui mi ha dato una risposta che ha ripristinato gli equilibri…. Ancora una volta, potendo scegliere tra il bene e il male, ha scelto il ribaltamento di tutto… contento di poter confermare la diagnosi, cioè che “io non sto bene”. e dicendosi disgustato per quanto leggeva, sostenendo che ho scritto “contro” di lui.
      tenete presente il fatto che io ogni volta gli ho scritto, e lo penso, che, nonostante tutto, gli auguro sempre il bene per la sua vita futura.
      Ciò detto, è evidente che se non gli auguro il male, perché non potrei farlo mai con nessuno, finanche con chi ha fatto del male a me, non posso consentirgli di continuare a farmene.
      Cosi mi ha intimato di non scrivergli più.
      Per non ferire il suo nobile animo, povero caro.
      Gli ho risposto che il disgusto è tutto mio, che con quanto diceva mi confermava di aver fatto la cosa giusta. E che attribuire della “squilibrata” rientra, evidentemente, nel suo stile, dal momento che lo ha fatto anche con la donna che mi ha preceduta.
      Sono ammaccata, si, ferita, molto, destabilizzata? meno di quando stavo con lui.
      No, non mi chiedo più nulla. Vado avanti, lui forse coccolerà la sua parte fragile, forse la sua maschera di respingente gli consente di stare bene.
      se cosi deve essere, cosi sia. Certo provo molta pena, non posso cancellare la parte di me che vuole bene al suo essere fragile. Ma, appunto, non posso permettergli di ferirmi ancora.
      Non saprà mai quanto amore ho provato per lui, non è stato in grado di capirlo, forse perchè non lo ha mai provato. Questo terrà sempre aperta la mia ferita. E in questo forse in qualche modo ci somigliamo.
      Il non essersi mai sentiti davvero amati, pur sbagliando, porta a non riconoscere l’Amore.
      Il dolore che proviene da questa consapevolezza è insanabile.
      Si va avanti, certamente, ma è come la follia, non ci si rassegna mai, a una mente che perde l’orientamento, che non ti riconosce, che ti chiede “chi sei?”.
      Grazie a tutte voi che mi siete vicine, vi sento, e adesso che mi riprendo organizziamo l’incontro. Vi va?
      scrivetemi via mail, se ci state. Vi abbraccio.

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      • Penelope, sfilati dalla manipolazione di questa persona. Prova a leggere questi ultimi eventi così: tutto quello che hai visto e letto di lui non è altro che frutto della sua lucidissima manipolazione e unicamente diretto a farti vedere le cose nel modo che gli risulta più utile (per sue ragioni, spesso incomprensibili agli altri moralmente ed emotivamente sani, te inclusa). Secondo questa lettura lui non era addolorato e distrutto quando l’hai incontrato, ma voleva indurre te (e altri?) a credere che così fosse. Inoltre, non è vero che lui pensa di non essere stato amato da te. Al contrario lo sapeva benissimo, e proprio questo gli permetteva di muovere i tuoi fili come si fa con un burattino. Ora, ammetto che questa chiave di lettura è inquietante, ma non farti spaventare. Prova ad applicarla e vedi se tutte le sue azioni, con questa chiave, diventano consistenti, chiare e persino prevedibili.

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      • Si Giusy grazie, proverò a vederla così. Ho toccato con mano anche cosa comporti il fatto di averlo smascherato. Ora sono anche squallida e non so cos’altro.
        Va bene, me ne faccio una ragione.
        Guardiano avanti, che ancora non è finita e come tu giustamente mi hai anticipato, chissà quante ne dovrò sentire.
        Inizio a pensare al mio nuovo progetto, piano, perché ora sono stanca distrutta, anche fisicamente mi sento così.
        Qualche giorno per “resettare” e ripartire.
        Grazie.

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      • Penelope cara, ascolta le parole sagge di Giusy, perché fa un’analisi molto lucida.
        Da parte mia ti dico che finché non attuerai il no contact, ogni volta che avrai un contatto con lui, farà in modo di farti dubitare delle tue certezze e consapevolezze acquisite. Incontralo solo se strettamente necessario per le questioni pratiche della separazione.
        Te lo dico perché io ho ritardato di tre mesi di attuarlo alla fine del nostro rapporto e sono stati mesi di agonia quotidiana, nei quali aveva completato l’opera di distruzione della mia identità.
        Anche io ero instabile, insicura, come quella che mi aveva preceduto, anche io qualsiasi domanda gli ponessi o sensazione gli descrivessi venivo tacciata di accusarlo di “assurde nefandezze che lui non aveva compiuto”(mi rileggevo i messaggi e mi domandavo che cosa ci fosse scritto di male per farlo reagire in quel modo), che lui non si doveva difendere dalla donna che amava, che lo ferivo in un modo che neanche immaginavo…tutte menzogne e distorsioni della realtà atte a colpevolizzarmi per agire lo scarto con la sua immagine immacolata.
        Solo dopo aver attuato il no contact e attraversato il dolore che mi provocava la sua assenza totale dalla mia vita, sono riuscita a vedere le cose lucidamente e a mettere insieme i tasselli, ora ho un quadro chiaro anche se penso ci siano innumerevoli cose che non so, quello che ho scoperto e la “ricostruzione” di quella che è stata la nostra relazione, mi sono bastate a non farmi entrare in dissonanza.
        Come sai mi sto ancora riprendendo, ci vuole tempo.
        Sii fiera di te, un abbraccio.

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      • Stellina, davvero quanto ti assomigliano, questi personaggi… e nel momento in cui li smascheri, vacillano e qualche errore lo compiono anche loro… cosi, il “tuo” ti ha detto di accusarlo di “nefandezze”, il “mio” ha detto che ho una immaginazione contorta, senza sapere di cosa stessi parlando e quindi il “contorto” è nella SUA mente e non nella mia, ed evidentemente qualcosa di oscuro c’è (chiamasi “coda di paglia”….).
        Credo con le mie affermazioni, e credimi mai volgari o aggressive, di aver messo il dito in più piaghe della sua personalità. Quindi ora sono da abbattere.
        Indubbiamente ora non avrò più contatti con lui e per quello che devo fare ci penserà il mio avvocato, una giovane e in gambissima donna.
        Oggi per la prima volta inizio a sentirmi LIBERA.

        Ragazze vi voglio bene, grazie di esserci.

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      • Anche io ti voglio bene, vi voglio bene…ci aiutiamo e ci supportiamo in questo percorso difficile.
        Quando nessuno intorno lo può capire, la comprensione vera e profonda che ho trovato in questo blog è stata la mano che mi ha tirato su, quando ero a terra senza forze.
        Grazie di cuore!

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  15. Cara Stellina, la tua repulsione è normale. Io non provavo repulsione nei confronti degli altri uomini, provavo indifferenza totale, inesistenti.Io ho continuato a frequentare un amico “particolare”, ma niente di speciale che avevo conosciuto anni prima e che lui mi aveva fatto allontanare. Non provo niente per lui, ma mi ha accompagnata in questo periodo di autoguarigione, autoriparazione … senza mai chiedermi niente di più. Amicizia stretta. Mi ha aiutata sicuramente, mi ha sollevato l’autostima, ma l’amore è un’altra cosa. Oggi a distanza di un anno e mezzo invece riesco a guardare al mondo in maniera più lucida e i corteggiamenti da parte di altri uomini non mancano, sono io che sono cambiata e non ho intenzione di cominciare relazioni, non mi va, non ho più questa esigenza, non mi interessa. I miei obiettivi sono centrati più sul professionale e crescita personale che imbarcarmi in storie senza futuro. Chi lo sa perché? Forse è l’età della maturazione, forse si tratta di un passaggio obbligato, non ti so dire … vado avanti con quel velo, ma si dissolverà … lo so.
    Mi fa piacere di essere apprezzata dal genere maschile … sorrido e vado avanti. Lui, il mio ex decerebrato, si è perso me che non sarò la migliore del mondo, ma sono me stessa, fiera e sicura che anche nella mia imperfezione posso andare avanti … tranquillamente … un caro saluto.
    Ps. Forty-five … me too 😉 … portati orgogliosamente … anche se ammaccata dentro … ma fuori non si vede … per fortuna!

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    • Mi spiego meglio: i complimenti mi fanno piacere, è nel momento in cui il corteggiamento diventa finalizzato ad una conoscenza più approfondita, quando mi rendo conto che si vuole arrivare ad entrare nella mia sfera personale, ora inaccessibile, che provo fastidio quasi fisico e repulsione.
      Ho molti amici uomini che adoro e per lavoro mi trovo spesso in ambiti prettamente maschili, la galanteria la trovo piacevole.
      Non provo interesse per nessun uomo, già ero selettiva prima di incontrarlo, ora è anche peggio.
      Sicuramente è presto e non sento la necessità di avere un uomo in questo momento, anzi l’idea mi è intollerabile.
      E’ stata solo strana questa sensazione di fastidio provata l’altro giorno, senza che io stessi né flirtando e neanche incoraggiando l’uomo in questione, in un pranzo di lavoro…dunque inaspettata.
      Grazie…

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  16. Il no contact è l’unica via che ci porta, nonostante il gelo della morte che si prova, ad allontanarci completamente. Da quando non so più cosa, dove, come, perché, quando … insomma non so niente, riesco a lasciare andare. Oggi ho visto la sua macchina, l’aveva la consorte, mi è venuta voglia di rigargliela, ma poi ho pensato che non sono una teppista e il tempo anche a lui restituirà tutti i conti. Prima del no contact definitivo io stavo malissimo ero sempre in bilico … ora sto meglio … sono con il velo del lutto.

    “tutte menzogne e distorsioni della realtà atte a colpevolizzarmi per agire lo scarto” … sono tutti uguali, il mio ex è stato ancora più subdolo, alla fine ha voluto devastarmi dicendomi che aveva un’altra … era felice, mi ha voluta punire con crudeltà e con una rabbia nei miei confronti assurda. Mi lascia ed è arrabbiato con me. Ha un’altra e mi evita fino al punto di trasferirsi … impossibile da decifrare neanche a prendere tutti i manuali di psicopatia. Se fosse vero, ma non lo credo, la poverina avrebbe il triste compito di avere a che fare con un soggetto davvero “fantastico”. Non la invidio.
    Vado avanti nel mio lento processo di ricostruzione.
    Comunque domani posteggio di nuovo li …. così mi abituo e a furia di sbattere contro al muro mi passa …

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    • Io non ho desiderio di vendetta nei suoi confronti, forse di rivalsa sì, non riesco a volergli male…credo di averlo perdonato dentro di me, per poterlo lasciare andare, per dimenticarlo.
      Ovviamente lui è rimasto alla fase, appena dopo lo scarto, nella quale mi aveva convinto che la fine della relazione fosse mia, che avessi tutte le colpe, e destabilizzata gli chiesi perfino scusa…mi ha trattato con una crudeltà e una freddezza inaudite.
      Credo che la miglior cosa che possa fare per me stessa sia riprendermi completamente e riuscire ad essere di nuovo felice, non avergli permesso di rendermi l’ombra della donna che sono è una grande soddisfazione.
      Saretta cara, se ragioniamo sul fatto che attueranno sempre gli stessi schemi con l’attuale donna, perché sono così, passa anche l’eventuale gelosia, a me è capitato così…e ti assicuro che prima l’idea che avesse un’altra mi era intollerabile e mi faceva soffrire.

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    • “alla fine ha voluto devastarmi dicendomi che aveva un’altra … era felice, mi ha voluta punire con crudeltà e con una rabbia nei miei confronti assurda. Mi lascia ed è arrabbiato con me. Ha un’altra e mi evita fino al punto di trasferirsi … impossibile da decifrare neanche a prendere tutti i manuali di psicopatia. ” E’ invece del tutto tipico. Un comportamento che viene descritto come il più comune nei testi che parlano di psicopatia (incluso il trasferimento). Non ti consiglio di posteggiare lì, il tuo obiettivo non è abituarti ma sradicarlo completamente dalla tua esistenza, come si fa con un cancro.

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  17. Sradicarlo … penso di averlo proprio estirpato, reciso … dal mio cuore e se provo ad immaginare di riprendere con lui, una sorta di repellenza mi dice mai più … troppo dolore, troppa crudeltà.
    Il mio ex è stato di una violenza inaudita, di una cattiveria abnorme, di una mostruoseria mai vista, ed era quello che mi amava alla follia! E meno male che mi aveva amata … e come diceva lui “io non solo ti amo, ma ti voglio anche bene!” Alla faccia … se mi avesse odiata cosa avrebbe fatto? Mi avrebbe uccisa?
    Non so cosa la vita mi riserverà, non lo so davvero, spero che l’aver trovato un poco di luce in fondo al tunnel mi darà la speranza di una vita, se non felice, quantomeno tranquilla. Io vado avanti con i miei obiettivi professionali e mi ritrovo tutti i pomeriggi a pianificare con amiche, colleghe … insomma altre cose stanno intervenendo nella mia vita. Mi trovo ad una distanza siderale con la vecchia vita, non vivevo più ero in una sorta di immobilismo, senza forze … cercavo di vivere la sua vita, come la voleva lui.
    Oggi vivo la mia, non sono più nella bolla ovattata, ma sono libera di essere me stessa senza condizionamenti di sorta.
    Manipolata e non lo capivo. Gli davo anche ragione nei suoi discorsi illogici e sempre cattivi nei confronti di tutti. Mi sembrava davvero furbo quando mi faceva vedere le cose dal suo punto di vista. Chissà che goduria che aveva a tenere in pugno questo trofeo!
    La rivalsa quale potrebbe essere? Dimostrargli quanto valgo? Non credo.
    Questi soggetti non riuscirebbero ad ammettere mai che qualcuno sia meglio, troveranno sempre dei difetti. L’invidia è nel loro dna. Accecati dai loro disturbi incurabili.
    Mi ha abbattuta lasciandomi crudelmente, ma lui non lo sa che i semi se li sotterri … ricrescono … anche più forti.
    A volte vorrei sentire di storie così come le nostre, se qualcuna poi alla fine ha avuto qualche soddisfazione. Visto che si somigliano tutte … anche i finali … almeno mi tiro su pensando che avremo una speranza di rivalsa, di risarcimento morale … o qualcosa anche lontanamente di somigliante … un abbraccio ragazze … meno male che ci siamo!
    Grazie ad Astra per lo spazio che ci da … anche se a volte siamo, come diceva la Mannoia “dolcemente complicate” …

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    • Saretta cara,
      io ti posso dire che una mia conoscente ce l’ha fatta!
      Un mesetto fa, casualmente, abbiamo parlato perché mi ha chiesto come stavo e le ho parlato (non so perché, non lo faccio con nessuno per paura che non capiscano) della fine della mia storia e di quello che avevo scoperto di lui…e lei mi ha capito perfettamente perché l’ha vissuta anche lei.
      Sapevo che era divorziata e che aveva lasciato il marito perché la tradiva regolarmente, non le avevo mai chiesto altro in passato.
      Ebbene mi ha raccontato la sua storia: ha lasciato il marito andandosene da casa con tre figli (uno alle superiori e due alle elementari), ha ceduto la sua attività ben avviata a una parente sua dipendente e ne ha aperto un’altra a 20 chilometri di distanza, dove ha preso una casa in affitto.
      Ha sofferto molto, lui l’ha ostacolata in mille modi durante la separazione anche centellinando gli alimenti per i figli (per lei non ha chiesto niente),
      però ora ha un compagno da un paio d’anni che la tratta come merita, i figli sono educatissimi, il più grande ha 20 anni e ha già un lavoro a tempo indeterminato.
      E’ stata molto forte, ha tenuto duro, ha superato l’inferno e ora sta bene.
      I figli vedono regolarmente il padre ma anche i più piccoli hanno cominciato a capire tante cose, senza che lei dicesse niente.
      La sua psicoterapeuta, quando stava male e si è rivolta a lei le ha detto che il marito è un narcisista patologico e l’ha supportata nel percorso di consapevolezza che l’ha portata a separarsi e a fare le scelte che ha fatto.
      A volte le persone non le conosciamo bene, sapevo che era una donna in gamba…ora mi rendo conto che è una donna con una forza enorme e che è RINATA!
      Per cui io voglio credere che ce la faremo tutte noi!
      Un abbraccio a tutte

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    • Saretta, quanto mi ritrovo in quello che dici… in più, anche quello che ho fatto assecondandolo mi si è ritorto contro.
      IN questi giorni cercavo di dare un senso, anche se tutti dicono che non si dovrebbe cercare questo senso, che dovremmo finirla di porci domande, che sono fatti cosi punto e basta, alla contraddittorietà di quel comportamento: da un lato “non posso vivere senza di te, sei tutta la mia vita” dall’altro l’arroganza, la prepotenza e tutto quello che sappiamo.
      Alla fine sono riaffiorati alla mente vari paragoni: più volte ho sentito dire che certi mafiosi possono essere gentilissimi in certe circostanze e mi è tornato in mente un parente acquisito che alla sua famiglia, a partire dalla moglie, fece di tutto e di più, ma a volte riusciva ad apparire commosso di gioia nel guardare i figli… che poi maltrattava in vario modo.
      C’ì una vignetta meravigliosa, che richiama proprio l’immagine che descrivi, Saretta: un germoglio verde e bellissimo con una scritta: “mi hanno sepolto. Quello che non sapevano, è che io sono un seme”.
      Ecco…
      Tra alti e bassi con picchi molto marcati, sto cercando di riprendere in mano la mia vita. Non come dicono tutti “esci, frequenta persone, vai in palestra.. fai questo o quell’altro” come palliativo per il dolore, ma selezionando ciò che a ME piace.. ciiò che a ME interessa, senza chiudere il cuore agli altri, ma aprendolo a chi lo merita o, comunque, non permettendo di farmi ancora del male.
      Un abbraccio.

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      • Penelope, purtroppo non c’è un senso.
        Anch’io mi sono arrovellata a cercare delle risposte alle mie domande, non riuscivo a capire come quell’uomo meraviglioso che mi aveva fatto perdutamente innamorare di lui, che mi giurava amore eterno, che mi trattava come una Regina si fosse trasformato in un’altra persona: insensibile, crudele,
        un uomo di ghiaccio.
        Le avvisaglie ci sono state, quando dopo una discussione mi “punì” con il silenzio, che durò parecchio prima che tornasse…anche lì era freddo e, come ora so, era solo per ristabilire il controllo su di me.
        L’unica risposta che mi sono data, leggendo tanti articoli, è che ho vissuto una truffa emotiva e uno stupro dell’anima e che la relazione d’amore era vera solo per me e tutto il resto che tristemente ognuna di noi conosce e ha vissuto.
        E’ difficile da accettare, è come se avessi vissuto una realtà surreale per sei anni, come se lui muovesse i fili della mia esistenza in un teatro dove io ero il burattino e tutto intorno a me fosse una scenografia di cartapesta.
        Ora si divertirà con un altro burattino e io ho dovuto, con fatica enorme, alzarmi da terra, senza “il sostegno” di quei fili invisibili che mi erano diventati indispensabili e correre fuori da quella finzione di vita che era il suo teatro.
        Un abbraccio

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  18. “E’ difficile da accettare, è come se avessi vissuto una realtà surreale per sei anni, come se lui muovesse i fili della mia esistenza in un teatro dove io ero il burattino e tutto intorno a me fosse una scenografia di cartapesta.
    Ora si divertirà con un altro burattino e io ho dovuto, con fatica enorme, alzarmi da terra, senza “il sostegno” di quei fili invisibili che mi erano diventati indispensabili e correre fuori da quella finzione di vita che era il suo teatro”.
    Perfetta descrizione della mia storia, io ci sono stata quasi nove anni … che fatica rialzarsi senza la stampella che era lui per me! Una faticaccia davvero a suon di lacrime di sangue. Un mostro, un essere insensibile.
    Bello sapere la storia della tua amica RINATA, io in verità mi sento rinata anche se non del tutto ancora, non so perché ma sento ancora che ci sia un fil rouge … un qualcosa che mi tiene legata al suo ricordo, non so spiegare, non è una cosa che fa male perché dopo aver toccato il fondo del fondo non ho più dolore. Questo qualcosa è più imputabile al futuro ad un pensiero di incontrarlo anche per caso e forse sentirmi risarcita dal non provare nessun sentimento. Lo zero più assoluto. Insomma una prova del nove per concludere definitivamente questo oscuro capitolo della mia vita. Girare i tacchi contenta della fine. Questo vorrei. La chiusura narrativa è dentro di me, mi manca questo tassellino che, seppur minimo, mi darebbe l’opportunità di relegarlo per sempre … a quel paese.
    Un forte abbraccio penelope, stellina, giusy, astra … siete parte della mia guarigione!

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    • Saretta, ci credi se ti dico che anche io ho bisogno di quella “prova del nove?”
      Per avere la certezza di ciò che provo e che ho elaborato in questi lunghi mesi in cui non ho avuto nessun contatto, nessuna notizia e che mi hanno permesso di prendere coscienza della situazione, di smettere di piangere e di rimpiangerlo, di ricominciare a respirare, di riprendermi in parte, ancora non sono la stessa donna di prima ma sto facendo passi enormi e non sono più “immobile” come mesi fa.
      E, soprattutto, perché il fil rouge della mia vita è sempre stato il mare, sotto molti aspetti, io l’ho conosciuto perché condividiamo la stessa passione e ho accuratamente evitato di frequentare un posto nel quale potrei incontrarlo.
      Per la mia ripresa completa della mia identità ci dovrò tornare, in caso contrario mi starei limitando, dunque vederlo, sperare che la sensazione che proverò sarà quella che credo e che le consapevolezze acquisite mi permettano di regalargli l’indifferenza che si merita.
      Perché io abbia la certezza di avergli detto Addio, che posso continuare la mia vita tranquillamente, anche incontrandolo.

      E tutte voi, quelle che hai nominato, siete state la mia ancora di salvezza dal baratro!
      Grazie, mille volte grazie…

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      • Saretta, Stellina, Rosalba (dove sei?) … Non credo che sarà mai possibile, ma parlo intanto per me, riuscire a dimenticare, raggiungere l’ indifferenza. Per quanto l’ ho amato, resterà sempre una ferita per quel naufragio di una parte di me. Non si rigenera, è inutile illudersi. Perche’ lui, o la nostra illusione su di lui, non c’è più. E non è solo un aspetto emotivo. È anche l’ aspetto materiale, fisico, di una presenza che spesso ci faceva male ma c’era. Me lo ricordano tante cose. E sarà sempre così. Quello che possiamo fare è concentrarci sui nostri bisogni, desideri, inclinazioni, e seguirli. La vita prenderà una strada diversa.
        Voi siete più giovani, siete belle e intelligenti. Avrete tempo e modo per recuperare e riscattarvi, ne sono certa.
        Io non mi aspetto più nulla dalla vita. Vivo cercando di fare quello che posso per stare meno peggio.

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  19. Penelope, cosa sono questi discorsi pessimistici. No! E te lo dico con forza. Non c’entrano l’età, la bellezza, l’intelligenza, si dimentica invece … eccome.
    Ti dico, come ha anche scritto stellina nel post precedente, che il no contact, il non sapere niente di lui, fa sbiadire i ricordi, sia belli che brutti. Fidati è così!
    La vita scorre e tu non potrai fermarla in uno o milioni di ricordi. Sarai costretta, con le nuove cose che interverranno a dimenticare, ci vuole tempo, tantissimo, ma si dimentica. Adesso sei nel pieno del disgusto e tutto ti appare insuperabile, vedrai però che passerà anche questa tempesta e sarai di nuovo libera di sentirti bene, di respirare l’aria a pieni polmoni, di afferrare tutto a piene mani … io lo sto provando e non sai che sensazione bellissima. Naturalmente non sono del tutto guarita, aspetto la prova del nove, ma sono sicura che appena il destino me la porgerà dovrò ammettere che ho sprecato anche troppo tempo ad amare lo sgorbio. So che è impensabile, anche per me lo era, ma ti dico, “prova provata” che la vita è più forte delle tenebre che stiamo affrontando adesso.
    Stellina, anche io ho evitato luoghi, posti che mi ricordavano Terminator e ancora oggi se posso li evito. Mi sa che è un fenomeno normale, per tutte. Io ho perfino buttato tutti i vestiti che in qualche modo mi riportavano alla vecchia vita! Buttati nella spazzatura!!! Non so se più avanti mi passerà, ma credo proprio di si. Oggi per esempio pensavo di andare a comprare delle cose in un negozio dove non sono mai più andata … sai che non ci avevo neanche riflettuto??? Poi mi è scocciato uscire, ma credo di essere sulla giusta via … se neanche mi pongo più il problema.
    Buona domenica ragazze …

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  20. Penelope cara,
    non ti voglio sentire parlare così, hai tutte le qualità che ti permetteranno di avere la vita che vuoi, non guardarti con la sua lente distorta come ho fatto io per tanto tempo!
    Ancora non sto benissimo ma sto un po’ meglio, faccio un passo alla volta e ci vuole tempo.
    Ricominciamo a volerci bene e dai retta a Saretta, concordo con tutto quello che ti ha scritto.
    Forza e sappi che ci siamo sempre!
    Un abbraccio

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    • Penelope cara, vi leggo e seguo sempre, e vi ammiro. Sono in un gorgo depressivo spaventoso, un vero Saltstraumen. Non penso di farcela a cambiare le cose. Cerco di resistere, ma il mostro l’ho sotto gli occhi tutti i giorni per ore e in questa fase lui si mostra anche gentile e innamorato davanti a tutti, complicando non poco le cose.
      Non mi sono mai sentita così disperata, nel senso etimologico del termine: senza nessuna speranza. E senza vie di uscita. Non ero così, ve lo assicuro, ma adesso non vedo nessuna scappatoia dalla tela che quel ragno maledetto mi ha tessuto intorno. In questo stato d’animo tutto è possibile.
      Un abbraccio.

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      • Ciao Rosalba,
        ero rimasta al tuo diniego per una sua proposta di incontro, hai avuto molto coraggio e forza, ricordatelo sempre.
        Si va avanti per piccoli passi che ci porteranno sempre più lontano, parlo emotivamente…il fatto che tu ci debba avere a che fare per lavoro rende più difficile la cosa.
        Il dolore immenso che provi si attenuerà, anche se ora ti sembra impensabile.
        Le persone attorno non capiscono, non hanno gli strumenti per farlo, tu fregatene e tira dritta per la tua strada…la cosa importante è che il suo atteggiamento gentile ed innamorato non ti facciano entrare in dissonanza cognitiva ma non mi sembra dalle tue parole.
        Sei più forte di quanto pensi, anche attraversare il dolore è significativo, perché una persona fragile cercherebbe di tornare con lui per attenuare quella sofferenza immensa che si prova.
        Un abbraccio cara, siamo qui quando hai voglia di parlare e sfogarti!

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      • Rosalba, puoi immaginare quanto ti capisco. Io non l’ho vicino eppure penso continuamente a lui. Nel cercare di recuperare la mia passione, quella per la coltivazione della terra (orto, giardino…) non posso fare a meno di pensare a tutto ciò che ho costruito con lui e, a questo punto devo dire, per lui, visto che ora lui ne può godere, volendo, e io no. E ovviamente era l’aspetto che ci univa di più, che ci permetteva di godere dei momenti più belli insieme. Poi quel mio sogno divenne una prigione… e allora cerco di ripensare al suo sarcasmo, ai suoi insulti più e meno recenti, al suo modo di condizionarmi, di cercare di convertirmi a sua immagine e somiglianza, anche negli aspetti peggiori.
        E tra i dubbi (ma l’ho giudicato troppo severamente? troppo poco? avrei dovuto fare così o cosà), mi dico che devo stringere i denti e tirare dritto, perché un’altra strada non c’era, evidentemente.
        La dignità non si può barattare per alcuni momenti di gentilezza e una forte attrazione fisica.
        Quanto abbiamo dato a questi uomini? quanto ci hanno dimostrato di apprezzare? come ci hanno trattate?
        Anch’io mi sento senza speranza, ma al momento l’obiettivo è restare a galla con questo guscio di noce, cercando di non affondare. Però remiamo un po’, non lasciamoci trascinare, altrimenti andremo a finire di nuovo dove qualcuno o qualcosa altro ci porta. Invece dobbiamo andare dove vogliamo noi. Almeno provarci.
        Un abbraccio

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      • Rosalba se ne esce eliminando concretamente queste presenze altamente tossiche e dannose dalla propria vita. Completamente. A volte vengono richieste misure estreme (cambiare lavoro, persino cambiare città), ma a queste di solito si ricorre quando i danni sono già ingenti e si capisce che sradicare se stessi in modo drastico dall’ambiente in cui si trova l’abusante è il male minore.

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