Lezioni di contromanipolazione

Il no contact e il definitivo allontanamento del soggetto patologico, sebbene costituiscano la strada più facile per leggere con lucidità i segnali di una relazione tossica e dannosa per il proprio benessere psicofisico, non sono sempre realizzabili. A volte si è costretti a interagire con l’ex partner psicopatico/narcisista/borderline, come nel caso di figli in comune o di professioni svolte nello stesso ufficio o ambiente di lavoro o, peggio ancora, di rapporti professionali gerarchici. In questi casi bisogna stringere i denti e andare avanti, proteggersi, difendersi e mettere in atto tutte le possibili strategie per arginare la sua malvagità e non permettergli di annientarci.

Tra queste la più importante è la contromanipolazione. Abbiamo chiesto alla psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale Francesca Saccà, esperta in problematiche di dipendenza affettiva (http://www.francescasacca.it http://www.dipendenzaffettivaroma.it), in cosa consista questa tattica.

La contromanipolazione è quella strategia verbale e non verbale di autoprotezione adottata per difendersi. E’ un meccanismo di tutela e difesa che possiamo utilizzare al fine di proteggere la nostra persona e non permettere al manipolatore di attaccare la nostra autostima e denigrarci. Rendersi insensibili al suo potere di creare emozioni destabilizzanti, infatti, è il modo migliore per indurlo a interrompere il processo di manipolazione.

Si può imparare a contromanipolare?  E se sì, come?

Non è di certo facile esercitare la contromanipolazione ma si può imparare. C’è una serie di tecniche che si possono acquisire ma l’aspetto fondamentale su cui lavorare è quello di sviluppare la capacità di vedersi come persone che meritano rispetto, recuperare la propria dignità e curare l’autostima danneggiata. Soprattutto, di fronte a casi gravi, è fondamentale fare un buon percorso di psicoterapia che rafforzi l’individuo e gli insegni i concetti di ‘tutela’ e ‘rispetto’ per la propria persona. Chi è già a buon punto o ha già fatto un percorso di terapia e vuole allenarsi ad imparare le tecniche di contromanipolazione può leggere qualche buon testo al riguardo come I serial Killer dell’anima di Cinzia Mammoliti, L’arte di non lasciarsi manipolare di Isabelle Nazare-Aga e Non mi puoi manipolare di Stern Robin. Consiglio altresì di frequentare gruppi di aiuto dove ci si esercita su questi temi. Nell’esperienza con i gruppi che conduco ho notato quanto è importante l’allenamento pratico.

Può fornirci alcuni suggerimenti pratici?

La contromanipolazione richiede fermezza, calma e capacità di autocontrollo. Le frasi devono essere brevi, non dobbiamo dare troppe spiegazioni né tantomeno giustificarci quando non necessario. Vanno usate frasi semplici, è bene utilizzare la forma impersonale “si” (Es: Lo si può pensare, lo si può credere…). Se ne siamo capaci è utile fare dell’umorismo ed essere autoironici. Dobbiamo assolutamente evitare l’aggressività ed essere educati. E’ fondamentale lavorare sulla capacità di gestire la rabbia e mantenere l’autocontrollo quando le emozioni negative prendono il sopravvento. Una buona contromanipolazione prevede anche un comportamento non verbale e paraverbale adeguato: ad esempio, lo sguardo deve incontrare quello del manipolatore, senza essere di sfida, e dobbiamo cercare di evitare di guardare in basso o da altre parti.  La posizione del corpo deve essere eretta, piedi a terra, schiena dritta. Il tono della voce va tenuto alto ma senza esagerare. Bisogna evitare assolutamente gesti aggressivi come sbattere i pugni, puntare il dito o lanciare oggetti. E’ fondamentale praticare l’autocontrollo sulle proprie emozioni negative prima di iniziare a contromanipolare. Dobbiamo esercitarci a fare in modo che il nostro comportamento sia quello di una persona ‘indifferente’. Il fine della contromanipolazione, infatti, è rispondere ‘come se’ foste indifferenti. Quando il manipolatore non sa più come convincervi e si rende conto che non ha potere su di voi, lascia perdere.

Adottando la contromanipolazione chi abbiamo di fronte cambierà il suo comportamento nei nostri confronti?

Molte persone vogliono imparare a contromanipolare nella speranza di essere capite da colui/colei che esercita la manipolazione. Questo è un errore dal momento che un manipolatore professionista non possiede sane abilità relazionali e comunicative. Per prima cosa dobbiamo capire che imparare a contromanipolare serve non a far cambiare l’altro ma a tutelare noi stessi. Dobbiamo smettere di illuderci che sia possibile una comunicazione sana con un manipolatore/manipolatrice. Questo ci aiuterà a non aspettarci più alcun tipo di cambiamento e a finirla di alimentare false illusioni-la speranza profonda, ricordiamolo, è sempre quella di riuscire a far ammettere al manipolatore che sbaglia e che deve cambiare-che, alla lunga, generano unicamente sofferenza, stress e gravi sintomi a carattere fisico e psicologico.

Ci può fare un esempio di contromanipolazione?

Certo. Posso farvi un esempio di tipico ‘ricatto affettivo’: alla frase “Non posso vivere senza di te! Se mi lasci morirò!”, un’ottima risposta contromanipolativa potrebbe essere: “Capisco di sembrarti indispensabile, ma tu sei perfettamente in grado di sbrigartela senza di me. Infatti prima di conoscermi te la cavavi benissimo!”. Notiamo che la risposta è educata, non aggressiva né passiva. La persona che ha subito il ricatto affettivo non è rimasta schiacciata dai sensi di colpa, tipici nei ricatti emotivi, e si è tutelata.

Ricordo che il ricorso a tattiche di contromanipolazione è un rimedio estremo e dettato da situazioni di necessità. L’unica via percorribile per uscire definitivamente da una relazione tossica e devastante è quella di dar fine alla mano di poker, chiudere le carte e abbandonare il tavolo. E’ il sistema più efficace per uscire definitivamente dalla sofferenza, dall’umiliazione, dal gioco dei tradimenti e delle menzogne, dalla serie infinita di sparizioni e riavvicinamenti e di riacquistare autostima, fiducia e rispetto di sé.

Astra

9 thoughts on “Lezioni di contromanipolazione

  1. Sono un avvocato, madre di tre figli, donna carina, sono stata amata ed in relazioni sane finchè…ne ho incontrati tre ,l’ultimo dei quali, amico fraterno del penultimo ,per un anno dai miei tentativi di fuga mi ha trattenuta con ogni sorta di mezzo:stalking, minacce pianti, false promesse, colpevolizzazioni (mi uccido senza di te) …tutto ovviamente falso. Ore, mesi anni a confortarlo, rassicuralo metre lui mi dilaniava con silenzi, fughe,tradimenti,e clamorosi quanto vacui ritorni.Dopo tre anni inizio a capire e a ricomporre i pezzi del puzzle, leggo mi informo, allora comincio a registrare sms, mail a predisporre il mio no contact.Le ferite sono immense ,devastanti, così come la sensazione di aver perduto la mia innocenza e visto una bruttezza che non pensavo potesse esistere .E’ durissimo accettarlo, così come accettare che non c’è cambiamento, pentimento, empatia, affetto, amore. Il nulla,solo dolore e distruzione.Il no contact se possibile o una indifferenza fatta di frasi corte e( apparente) assenza di emozioni verso di loro è l’unica via per sottrarsi al massacro .

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    • Ciao Marina, ogni volta che leggo una testimonianza non riesco a rimanere esterrefatta dalla similitudine di comportamenti che questi individui adottano.
      Il percorso è quello indicato più volte. Contatto zero assoluto, informazione e comprensione di ciò che è accaduto, ma soprattutto rivolgere lo sguardo a noi.
      Anche se, come hai sottolineato, la perdita di innocenza e di una identità che mi ha accompagnato fino alla conoscenza di questo personaggio è la fase che richiede maggiore impegno e lavoro.

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    • Volevo solo aggiungere che un sentimento che fatico a gestire in questo momento è la vergogna, pensando a come ho prestato il fianco a denigrazioni, umiliazioni, bugie. Cosa che come donna abituata ad essere rispettata non ho mai subito.
      Grazie

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      • Lucia…con il terzo ed ultimo di loro ho vissuto un anno tra rabbia furiosa e vergogna intensa, ma anche il precedente ,che mi ha mosso come un burattinaio d’eccezione, ho dovuto fare i conti con la vergogna.Sai qual’è la strada per far passare vergogna e rabbia?che se non si hanno infomazioni, se non si comprende con chi, o meglio con cosa si ha a che fare ,chiunque ,per amore e confusione e pietà e senso di accudimento e speranza ci cadrebbe.Solo il ripetersi nel tempo dei loro gesti sempre ugualmente distruttivi, delle bugie sempre uguali, unito alla infomazione che rimette insieme i pezzi del puzzle…si può far tacere la vergogna.Simao state violentate a volte nel corpo e sempre nell’anima da loro …solo che non potevamo saperlo allora…!la psicopatia è un modo di essere o una malattia grave resa ancor più grave dalla scarsa informazione.
        Non devi vergognarti per aver conosciuto il male ed ogni pensiero su di loro ti fa perdere tempo dietro al nulla. Sii fiera di te perchè sai amare e dare e perchè li hai riconosciuti e sei VIVA, tu non loro.
        Un abbraccio

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  2. Cara Lucia, questo sentimento di “Vergogna” è comune a tutti quelli che hanno avuto a che fare con questi malati di mente . Ho provato prima vergogna perchè credevo di essere il cattivo e poi rabbia verso di me. Grazie all’aiuto di altre persone che sono incappate in questi tipi la rabbia l’ho rivolta verso di lei ma ho provato la tua stessa vergogna. Come ho potuto passare sopra a certe provocazioni? Figurati che gli “scappavano” telefonate mentre stava in giro e sentivo lei che chiaccherava con altri uomini, si faceva abbordare da chiuque e me lo faceva sentire. E poi ? Mi diceva di essere stata a casa o aver lavorato tutto il giorno. Come dice Marina nel primo intervento ,mi sono bevuto :minacce pianti, false promesse, colpevolizzazioni (senza di te non potrei vivere più).Nel frattempo si creava un altro giro .Le relazioni funzionano solo quando ci si sta al 50% ,se qualcuno prevale ,si finisce per essere zerbini. Si è presa tutto il mio spazio,non potevo parlare,pensare e addirittura non potevo manco respirare,non scherzo, anche il mio modo di respirare era di distrurbo per lei. Ho provato vergogna dopo aver saputo che mi aveva distrutto con calunnie ,assolutamente false ,pure del drogato mi sono preso,così sulla fiducia,tanto per essere ancora più mostro. Il colmo è che peer tutta la relazione mi raccontava di quanto sua madre sia manipolatrice e bugiarda e che abbia sempre trattato gli uomini con disprezzo solo per ottenere delle cose.
    Ero ignorante purtroppo e dopo la fine della relazione anzi dopo che ero scoppiato ,perhè è finita sopratutto perchè non ne avevo più. Completamente prono a i suoi bisogni ,io che nella mia vita mai ero stato cosi e mai avevo avuto “bisogno” di qualcuno ero diventato un bimbetto stupido.Quando mi sono guardato sono esploso,quando ho capito che ero stato manipolato fin dall’inzio ,dal primo giorno quasi ,tutto quello che diceva aveva uno scopo indurmi a farmi perdere la testa e dimostrare che io non fossi una persona onesta e di buon cuore.I Borderline putroppo hanno questo difetto devono dimostrare che il partner è un mostro e che non li ama.
    Tutta la comunicazione umana è di per sé sempre manipolazione. Il nostro comportamento è indotto dall’indole e dal comportamento altrui. E’ normale. Però quando si ha a che fare con degli eccessi il comportamento di un individuo può degenerare.
    E subentra la mania di controllo ossessivo indotta ,i.Vi giuro che mai in vita mia ,abbia in qualche modo controllato qualcuno ,anzi lei stessa mi rimproverava di essere poco geloso e di cercarla poco.In verità rispettavo i suoi spazi ma lei non capiva infatti quando mi azzardai a cercarla ,di botto divetanti il “controllore” ,esempio:Ciao,amore che fai? La frasi tipica che tutti diciamo ,diventava motivo di litigio,perchè partiva con la tirata sul controllo ed io mi scusavo e mi vergognavo perchè convinto di essere nel torto.
    La mania di controllo ossessivo può essere indotta ,da comportamenti ambigui
    o incoerenti (si dice una cosa e si fa un’altra), contraddittori si dicono più versioni in più momenti (Non avete idea di quante versioni della stessa storia ho sentito), assurdi negando l’evidenza(tipo aver detto quello li me lo farei all’istante per poi dire :io gli uomini manco li guardo), subliminali quando si induce l’altro a credere qualcosa aiutandosi con indizi e mezze verità, esagerazioni.
    Quando si è “vittima” di un comportamento del genere si tende a sviluppare una diffidenza e una paura che a loro volta inducono alla difesa e per difendersi dall’incoerenza e dall’assurdo, dal “nascosto” è necessario *sapere*. Per sapere bisogna vedere, controllare con i propri occhi per capire se è tutto vero ,se è la nostra mente che ci fà vedere le cose brutte. Invece è la realtà delle cose che prima non vedevamo.
    Questo comportamento ossessivo indotto diventa un punto di forza di chi lo induce(il manipolatore), poiché può essere utilizzato come accusa di molestie. E lo può essere davvero, perché a tutti gli effetti una molestia.

    Le persone che si comportano in modo instabile, illogico, incoerente, irrispettoso, con scarsa empatia, specie se intelligenti: possono generare negli altri comportamenti di controllo per via del loro comportamento ambiguo. Si arriva all’ossessione vera e propria. Il regalo dei narcisisti è questo ,la loro pazzia.
    Per i border-Narcisisti noi non siamo assolutamente indispensabili, quando s’ innamorano di una persona, hanno aspettative molto alte, per loro sei il suo salvatore e principe azzurro e ti idealizzano al livelli quasi divini; ma siamo essseri umani non perfertti e prima o poi finisci per tradire queste aspettative dopo che hai dato anima e corpo e in quel momento non avrai più valore, verrai dipinto di nero, come il cattivo e il carnefice. E dopo pochissimo ti sostituiscono, proprio come un oggetto. Tutto quello che dicono ,che predicano sono falsità. Mi diceva che mai avrebbe voluto farmi del male,infatti capiti i miei punti deboli ,lo ha fatto. . La cosa che mi stupisce è la facciata perbene che riesce a mantenere malgrado le azioni non propriamente da educanda. Credo sia anche questa una sorta di manipolazione.E’ riuscita a farla a me che eravamo intimi ,figurati agli altri.
    Mi ha fatto desiderare di morire per la vergogna delle mie azioni.Ma non avevo fatto nulla di male,anzi,è riuscita a manipolarmi a questo punto.
    Come ho scritto in altri interventi ,lei è un mostro che sta nel passato,ancora vivo ,non lo nego, vive per via della mia salute non buona che mi fà ricordare quello che ho vissuto.Prima di lei stavo bene ,poi una discesa costante e lei la “buona” non poteva stare con una persona dalla salute incerta ,non vedeva futuro. Capite?Pure della mia malattia mi fece vergognare sta bella persona.

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  3. Grazie delle vostre risposte.
    Tutto ciò che scrivete sono l’ennesima dimostrazione che questa violenza “psicologica” viene perpetrata a danno di persone che sono inconsapevoli di come possa funzionare il Male.
    Ma ora noi sappiamo, non dobbiamo più farci cogliere impreparati quando conosciamo altre persone, anche se sento che questa esperienza ha minato la mia capacità critica e di giudizio.
    Penso che tutti noi abbiamo sperimentato nell’incontro con questi individui, una sensazione di allerta e di pericolo, alla quale non abbiamo voluto dare retta.
    Ebbene bisogna ritrovare fiducia in quell’intuizione e saperla ascoltare.
    Altra lezione che ho imparato è che solo i fatti, le azioni mi danno la cifra delle persone con le quali mi relaziono e non le parole.
    Non finirò mai di ringraziare blog come questo che mi consente non solo di tenere sempre gli occhi aperti, con la documentazione e le analisi lucide che vengono proposte, ma tutti voi che intervenite con il vostro personale percorso. Siete la dimostrazione che esistono delle belle persone con spessore morale, interiore, capaci di veri sentimenti.
    Questi vampiri non scelgono a caso le loro prede.

    @Marina: ricambio l’abbraccio

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  4. Grazie per l’articolo, molto interessante.
    Io sono un uomo di 43 anni che è stato sposato con una donna capace di mettere in atto tutta una serie di tecniche manipolatorie così sottili da disintegrarmi totalmente davanti ai miei occhi e a quelli del suo “fan club”, oltre a tradimenti, fughe, ecc…
    Ho avuto l’intuizione giusta appena dopo la separazione e gli elementi di psicopatia relazionale della mia ex moglie sono talmente sconcertanti nella loro precisione che sono rimasto sconvolto. Lavorando con una terapista esperta in disturbi comportamentali ed io stesso occupandomi di effetti psicologici da trauma (essenzialmente post traumatic stress da eventi criminali nella mia professione) abbiamo potuto dare una formulazione piuttosto chiara del problema della mia ex moglie. Sfortunatamente questo non lenisce il dolore. Almeno mette le cose nella prospettiva giusta: l’altra persona NON prova alcun sentimento reale nei nostri confronti. Purtroppo il nostro amore è vero e destinato al ciclo vitale dello psicopatico.
    Ai tre momenti standard (idealizzazione, svalutazione, abbandono-distruzione) del rapporto con lo psicopatico, tutto nella mia storia aderisce come una muta da sub.
    Lo stesso con l’ex marito precedente e gli altri compagni che purtroppo non possono sapere le ragioni reali del suo comportamento e probabilmente ancora sono in dubbio di avere qualcosa che non va.
    Disgraziatamente, la cosa più difficile da accettare è che non c’è speranza per questi soggetti. Sono normali in apparenza, per cui il mondo (con poche eccezioni) non può capire il livello di devianza; ne tantomeno loro si sentono di avere qualche problema, normalmente usano l’ultimo partner come leva per quello successivo (dandogli del matto/a ecc…). La ripetitività dei comportamenti che ho verificato con mano e con testimonianze (nel mio caso personale) è sconcertante. Siccome sono sicuro che tornerà quando ne avrà bisogno, sapere come non farmi manipolare può aiutarmi molto nell’affrontare quel momento. Questo articolo è un’ottima base di partenza e vi ringrazio.

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    • Ciao Giovanni, per fortuna tu sei riuscito a capire. Non è scontato, e credo che il più grande aiuto venga dato dalla scoperta delle loro colossali menzogne. Senza vista di ció che fanno dietro la loro facciata di normalità è molto improbabile che si capisca. Anche la mia esperienza conferma quello che dici sulla ‘leva’. Come in un ciclo che ripete se stesso, l’inizio del suo parassitarmi faceva leva sulle sue sfortune e dolori della ‘pazza’ ex (ma anche stupida, avida, superficiale, ossessiva, gelosa, vendicativa, ecc.). Ora che sono scappata chiaramente mi ‘usa’ allo stesso modo con le attuali malcapitate. Una volta che hai accettato che tutto quello che esce dalla sua bocca é menzogna, sarà molto semplice non farsi manipolare. Se non hai figli poi basta non permetterle alcun canale di comunicazione. Tornano solo se lasciamo loro la possibilità di farlo. Altrimenti volgono verso altri pascoli che richiedono meno energie.

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  5. Questo articolo mi è molto utile. Io lavoro con il “mio” np. Ormai sono un po’ di mesi che mi sono distaccata dalla relazione e proprio per questo lui ha cominciato a inseguirmi. Ovviamente con tecniche subdole e ambigue. Cerco di resistere ogni giorno, ma adesso che ha capito che non c’è più molto da fare e i suoi mezzucci non funzionano, è passato alla cattiveria usando nuovamente la triangolazione con una persona per cui in passato avevo sofferto molto. Non sto passando un periodo facile per via di problemi familiari, quindi all’ultima “battuta” nonostante abbia reagito con indifferenza la mia espressione deve avermi tradito. Infatti subito dopo ha ripreso a non calcolarmi. Non soffro più come prima, ma cavoli quanto è difficile andare avanti e staccarsi completamente da questo schifo…

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