Secci e la paura di tornare a fidarsi

 

La fine di una relazione patologica provoca nella parte ferita profonda sofferenza e devastazione psicologica. Ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi del sonno e dell’alimentazione sono solo alcuni tra gli infiniti sintomi del disturbo post traumatico da stress associato alla chiusura di un rapporto con un narcisista, quello che da più parti viene definito trauma da narcisismo.

Nella sofferenza vanno distinte due fasi, cui corrispondono due differenti sintomatologie. La prima, quella contemporanea o immediatamente successiva alla relazione, è ancora legata a quella fascinazione perversa che, come sostiene lo psicoterapeuta Enrico Maria Secci in Blogtherapy,essendo composta di contraddizioni terribili e di istrioniche dimostrazioni amorose, ha il potere di attrarre e di sfidare allo stesso tempo e funziona come una caleidoscopica slot-machine sentimentale che premia e punisce a casaccio continuando a promettere un premio impossibile. Nel caso la relazione sia ancora in corso e non si riesca a staccare la spina e mantenere il no contact, la sofferenza deriva principalmente dall’intermittenza tra comportamenti marcatamente seduttivi, manipolazione, espulsione e successiva ricattura e dal gioco infinito di soggiogazione cui la vittima sembra essere condannata.

Esiste, tuttavia, un altro tipo di danno, molto più serio a carico delle vittime: quello di sentirsi profondamente “cambiate”, non più in grado di dar vita a felici relazioni di coppia e, soprattutto, insicure delle proprie capacità di giudizio e valutazione.

Come faccio a fidarmi nuovamente di qualcuno?” è un interrogativo ricorrente negli scambi di vedute tra le vittime: in questo blog, nei siti di recupero e negli studi professionali di psicoterapeuti e specialisti del settore che hanno il delicato compito di rimarginare le ferite e far sì che il trauma da narcisismo non comprometta irrimediabilmente stile di vita e salute di chi ha subito gli abusi. Le testimonianze riportate in Women who Love Psychopath di Sandra Brown sono eloquenti:

Non voglio più storie. Non mi fido di nessuno, nemmeno della mia capacità di accorgermi di essere usata o strumentalizzata”.

“Sono passati più di quattro anni dalla fine della relazione e ho ancora attacchi di ansia al pensiero di frequentare qualcuno. Sono ancora single e vivo praticamente da eremita per essere sicura di non incorrere più in pericoli di questo genere”.

“Non riesco più a fidarmi e mi aspetto sempre il peggio dalla gente. Parto con la convinzione che prima o poi mi feriranno e che evidentemente è ciò che mi merito. La cosa più importante è che questa vicenda ha compromesso la fiducia nella mia capacità di scegliere un compagno”.

“Sto subendo un lungo disturbo post traumatico da stress e sono sotto terapia da una vita. Il mio analista mi dice che non ne sono ancora fuori. Quanto durerà ancora?”.

Questi stati mentali sono sicuramente più complessi e difficili da sbrogliare. Letture e conoscenza dei disturbi della personalità sono utilissime per uscire dalla prima fase della sofferenza quando, una volta inquadrato il problema e scrollati di dosso i sensi di colpa per il fallimento di quella che pensavamo fosse la storia della vita, ci si allontana pur a fatica dal soggetto in questione. La seconda tipologia di danno non è così facile da riparare. Servono quantità non indifferenti di energia, lavoro su se stessi e aiuto esterno da parte di un buon professionista del settore. Quanto alla sfiducia nelle proprie capacità di valutazione e di scelta di un buon compagno consiglio sempre di dar retta al proprio intuito, a quelle sensazioni che spesso vengono dalla “pancia” anche se non riusciamo a dar loro una spiegazione razionale. In altre parole, a quella vocina che spesso ci parla all’orecchio avvertendoci di stare alla larga, anche senza evidenti ragioni.

Interpellato da Relazioni Pericolose riguardo al timore delle relazioni future, Secci  ha confidato che in terapia, la paura di intraprendere altri rapporti è tipica nelle ex-vittime e incontra molte resistenze: alcuni pazienti si impegnano, al di là della propria consapevolezza, in una fase di celebrazione del lutto, una sorta di “vedovanza bianca” e per un certo periodo rifiutano le attenzioni di altre persone; a volte sabotano sul nascere l’interesse sincero di uomini o donne sani e la proposta più inoffensiva di una conoscenza sentimentale. Nei casi più difficili, le “vittime” giocano per un po’ a fare i “carnefici” perché hanno interiorizzato uno schema rigido e asimmetrico di relazione e lo ripropongono, anche se a proprio svantaggio, per rinnovare il dolore della dipendenza, che ancora scambiano per amore. E’ doloroso, ma è molto frequente.

Circa la  natura della sospettosità nei confronti di chiunque Secci sostiene che “il timore di non potersi più fidare di nessuno, elemento costante nella fase post-traumatica di una dipendenza affettiva, segna lo svincolo cosciente dal partner perché implica un ampliamento della sensibilità affettiva verso l’esterno ed il futuro, una speranza d’amore dopo il trauma. Ma lo svincolo più profondo necessita di altri passi. I sentimenti ambivalenti di sospettosità e di sfiducia verso nuovi partner delimitano un ultimo confine da superare nell’elaborazione del traumatismo affettivo in quanto, nella forma e nella sostanza, mantengono la vittima in una situazione di stallo troppo simile al limbo in cui tesseva la tela di Penelope per il proprio eroe nel pieno della relazione patogena.

E’ molto interessante un ulteriore significato che Secci dà a questo timore: “Interpreto la paura delle ex-vittime di un narcisista patologico di intessere nuovi rapporti come il tentativo inconscio di non “tradire” il loro persecutore e, quindi, di tenersi sempre libere nel caso l’altro ritorni, che poi è un’ipotesi terribilmente probabile. Lo spiego nel mio libro  I narcisisti perversi e le unioni impossibili (http://www.amazon.it/I-Narcisisti-Perversi-unioni-impossibili-ebook/dp/B00QBBQO98).

La seconda fase dell’uscita dal tunnel, anche se caratterizzata da una sofferenza inferiore a quella della presa di coscienza e dell’acquisizione della consapevolezza, non deve essere comunque sottovalutata. Avverte Secci: “In definitiva, la paura di non riuscire a fidarsi più di nessuno può essere paragonata una sorta di convalescenza post-traumatica, che merita attenzione e cure, tante quante richieste dalle fasi di consapevolezza e di distacco dal narcisista. Ho scritto di recente del trauma da narcisismo su Blog Therapy nel post  Narcisismo e Trauma (http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/2016/02/18/narcisismo-e-trauma-il-trauma-da-narcisismo-e-la-dipendenza-affettiva/). Purtroppo, a volte, le vittime credono troppo presto di essersi svincolate. Potrebbero allentare l’attenzione o abbandonare la psicoterapia, perché non riconoscono negli schemi di sfiducia e di inibizione emotiva che le accompagnano  elementi ancora patologici: non vedono con chiarezza l’eredità del trauma lasciato dal partner come “segnaposto”. Così alcune persone reduci da una dipendenza affettiva sospendono praticamente “in quota” il loro cambiamento e rischiano la ricaduta. Avviene perché la sfiducia e la sospettosità verso gli altri sono dimensioni a-sintomatiche, che sono già tantissimo rispetto alla disperazione, alla depressione e all’ossessione della dipendenza affettiva. Ma non bisogna fermarsi alla separazione dal soggetto/oggetto narcisistico. Occorre superare le proprie paura ed andare oltre. Serve sperimentare nuove relazioni, ma con uno sguardo aperto al futuro”.

Anche se accade che“chi viene da un forte trauma emotivo si senta a disagio con chi dimostri interesse autentico, empatia ed amore nei suoi confronti”in quanto “senza un’adeguata consapevolezza le vittime rischiano di diventare carnefici di se stesse di altri” Secci comunque sostiene che la paura di fidarsi degli altri dopo il narcisista può“funzionare come “sentinella”, come un protettore buono, se accostata alla curiosità autentica di cambiare. Mette al riparo da altri brutti incontri e può indirizzare verso esperienze positive. Quindi la paura non è univocamente negativa, purché integrata in un percorso di apertura e di ricerca emozionale, fuori dagli schemi della dipendenza affettiva”.

In conclusione, prestare più attenzione è consigliabile ma chiudersi a riccio “per paura” può essere controproducente. Dedicatevi alle cose che vi riescono meglio, circondatevi di persone genuine, autentiche e di cuore. Cercate di ristabilire un rapporto di fiducia con voi stesse e, soprattutto, siate più indulgenti e perdonatevi. Uno scivolone deve restare uno scivolone e non mettervi ko. Anzi, il recupero e la guarigione possono rendervi più forti e selettive. In altre parole, persone migliori.

Astra

26 thoughts on “Secci e la paura di tornare a fidarsi

  1. Già,triste,doloroso ma vero. Come fare a fidarsi?Poi oggi con l’egoismo che circola.Tutti danno tutto per scontato. Ho commesso gravissimi errori con la mia ex,ma proprio gravi. Dare,dare e ricevere promesse come assegni.E poi? E’ difficile e credo che difficilmente potrò mai fidarmi di qualcun altra.Mi aspetterei dopo i primi tempi sempre il “cambiamento” e la frase :sono cosi sei tu che sei sbagliato,non c’è nulla di male ad uscire con altri uomini ,etc etc .E poi gli scleri da matta ..
    A malincuore mi adatterò pure io ,solo storie leggere senza convolgimento alcuno. Insomma sono stato con una persona che mi ha fagocitato e poi sputato ,non vorrei ne che mi ricapitasse ne farlo io con qualcuna.
    Grazie Astra per gli articoli sono sempre graditi.

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  2. Riconosco i passaggi descritti. Mi sembra “assurdo” continuare a stare male dopo la prima fase di distacco, nella quale letture e consapevolezza mi avevano aiutato a riappropriarmi della mia dignità calpestata e di un po’ di amor proprio. Ma, sto vivendo in pieno questa seconda fase. Non cerco relazioni, anzi, le temo. Gli uomini che si sono avvicinati a me nell’ultimo periodo li tengo a distanza di sicurezza. Non mi sento ancora così bene e il rischio che temo è di confondere il bisogno con una reale disponibilità nei confronti di un’altra persona. Altra cosa che sto notando è che gli altri uomini non mi sembrano così “interessanti” come lo era lo psicopatico, elemento che mi porta a non voler intraprendere nessuna ulteriore conoscenza. Ammetto che sto generalizzando un giudizio abbastanza negativo sul genere maschile.

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  3. Grazie Astra, ma come ha scritto Shakespeare “Quando non c’è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso.”

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  4. Lucia scrive “Non mi sento ancora così bene e il rischio che temo è di confondere il bisogno con una reale disponibilità nei confronti di un’altra persona. Altra cosa che sto notando è che gli altri uomini non mi sembrano così “interessanti” come lo era lo psicopatico, elemento che mi porta a non voler intraprendere nessuna ulteriore conoscenza. Ammetto che sto generalizzando un giudizio abbastanza negativo sul genere maschile”. E’ la stessa sensazione che ho io …mi sento come svuotata da qualsiasi interesse verso gli uomini, di tipo sessuale o culturale come se il confronto fosse sempre penalizzante rispetto allo psicopatico. Di contro noto che anche gli uomini che si avvicinano, sentono questa mia impermeabilità e non osano andare oltre una semplice conversazione. Una sorta di corazza che mi protegge da tutte le emozioni, comprese quelle positive . Come se fossi sopravvissuta ad un disastro e mi aggiro nel mondo da sola. So che è un passaggio importante, sicuramente di salvezza, spero solo di recuperare la fiducia e la speranza nel prossimo e di non idealizzare una persona che nella realtà più che affascinata mi ha soggiogata con le sue menzogne. Sto attuando la strategia del NO CONTACT e per la prima volta non soffro del fatto di non rispondere ai suoi sms, anzi mi sento finalmente in grado di gestire le mie emozioni una cosa che mi spaventava moltissimo perchè mi metteva in balia dei suoi umori. Quando riuscirò ancora a ridere e sorridere di gusto allora mi sentirò fuori dal tunnel. Continuo a leggervi e insieme mi sento più forte. Grazie a tutte.

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    • Luce, il fatto che nessuno ti sembri interessante come lo era lo psicopatico credo sia un pó per il fascino che generalmente esercita il male. Di interessante, in realtà, questi personaggi non hanno proprio nulla se non il senso di sfida che sono in grado di accendere nel prossimo. Ma si tratta solo di meccanismi inconsci derivanti da nostre disfunzioni.

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  5. Cara Astra, è proprio questo ciò che mi preoccupa. La “disfunzione” che – non solo mi porta a fidarmi poco degli uomini in generale, perché temo che il gioco seduttivo in realtà possa nascondere ancora meccanismi manipolativi e opportunistici – ma, soprattutto, di non fidarmi di me stessa. Alla fine della storia con lo psicopatico mi sto chiedendo dove è finita la mia percezione della realtà. L’inganno non l’ha compiuto solo il mostro con le sue infinite ambiguità, ma anch’io mi sono autoingannata, prestandomi con le mie ambivalenze alla danza perversa.
    Attualmente è come se vivessi in un mondo privo di emozioni.

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    • Il mondo privo di sentimenti è il loro. Per te è un passaggio, perchè sei sana. Per loro è una condanna a vita perchè non possono guarire. Secondo me stai meglio tu.

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  6. Leggo che ci troviamo nella stessa situazione. Difficile uscirne,ma non impossibile spero. Una cosa ho capito ,mai più con qualcuna che mi fà vivere un sogno,meglio vivere la realtà. Sull’autoingannamento credo che sia parte della “truffa” ,se nn ci fosse stato non sarebbe mai partita una storia con una persona disturbata. Tonnellate di menzongne,mi sono sorbito, come tutte voi, perchè volevo crederci.Eppure il bastardo ingannatore per lei e la sua truppa sono io,malgrado sia evidente chi sia la bugiarda. Ho imparato tante cose anche a non fidarmi della prima principessa in pericolo. Era stata una alcolizzata e drogata ,caso strano il suo nuovo Amore è un alcolizzato e spinellato oltre che evidente narciso,almeno cosi dice la ex di lui e crededemi basta guardare il suo profilo Fb per capire cosa sia.Un narciso di tipo gentile, finto umile e finto sofferente. La cosa che mi lascia perplesso è lo stuolo di ammiratrici che ha, uomo carino per carità ,rimango basito come donne sposate o impegnate possano fargli proposte indecenti in pubblico. I narcisi saranno maligni ,però …
    Oggi la paura mia più grande è di ritrovarmi un’altra cosi,cosa non tanto difficile ,magari non con tutti i suoi problemi e malignità ma simile è probabile. Il Narcisismo è troppo diffuso e se permettete il diffondersi di certe teorie sulla “libertà” assoluta promulgate da santoni psicoteurapeti e guro alla Osho non mi dà stare tranquillo.La mia ex fervente religiosa(sisi) è una fanatica di queste cose new age sula crescita personale e notai che utilizzava queste teorie per giustificare le sue bugie e il suo egoismo . Ci stanno tanti psyco in giro e tanti cattivi maestri.

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    • Come dice Anolli in “Mentire”, l’autoinganno deriva dalla debolezza del controllo cognitivo perchè chi si autoinganna non prende in considerazione le ragioni più valide ma quelle più funzionali per raggiungere i suoi scopi e i suoi desideri. In altre parole, a volte fa comodo autoingannarsi.

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  7. Si ,Astra, ci si autoinganna per vivere una realtà fittizia,in fin dei conti era chiarissimo tutto ,chi fosse e cosa volesse e cosa io non potevo dare, una vita da ricchi eppure credevo nella bugia sua e mia.Ho creduto che una volta che lei fosse guarita dai suoi malanni si potesse costruire qualcosa,quando era evidente che fosse una persona leggera ed egoista e pure proffrittatrice, nella sua vita qualsiasi cosa le servisse le è stato regalato e parlo di cose costossissime. Anche i sentimenti più puri sono stati un regalo ma quelli sono senza prezzo e non credo che riesca a capire. Boh,tante chiacchiere ma sò solo che se non fossi stato cosi ignorante e cosi credulone non ci cascavo. Troppe volte “la storia” si era ripetuta con altri. Moroso,tanto amore e poi sparito e chiamato bastardo psicopatico. 1,2,3 ma quando sono tanti c’è qualcosa di marcio.
    Ho visto un film di recente “Loro chi?” cito a memoria : La vittima deve vivere un sogno per essere truffato per bene e deve essere complice della truffa .

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    • Ciao Jerez, avevo letto tempo fa un articolo che parlava di “vantaggi secondari” (ne parlava anche Freud), nel senso che quando ci si imbatte in persone sbagliate in qualche modo queste offrono dei “benefici secondari” che impediscono che si sviluppi una relazione sana. Perchè, diciamolo chiaramente, l’avevamo capito quasi subito che la cosa non poteva funzionare, ma abbiamo voluto andare avanti lo stesso. Quella persona non poteva incastrarsi con noi, per realizzare un rapporto sereno e soddisfacente. Dobbiamo indagare su noi stessi per capire quali sono i reali bisogni funzionali al nostro benessere. Altrimenti il rischio di coazioni a ripetere sono dietro all’angolo.

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      • Ciao Lucia,ho capito da tempo cosa mi faceva restare in una situazione più che relazione insana. Lo spirito cavalleresco o da croceressina. Lei diceva di non stare bene di salute e anche psicologicamente per via di numerosi problemi suoi e solo suoi. Ho imparato che è meglio essere egoisti,come ho letto la gentilezza deve essere compesata da una sana ferocia per evitare di essere svalutati. Da UOMO unico ,nel giro di nemmeno 24 ore sono passato ad essere un rifiuto umano .Questo perchè?Oltre al suo stato bordeline ,(lo è senza dubbio ,l’identikit le calza a pennello),credo che sarebbe successo comunque ,se si dà tanto e in cambio si ricevono promesse.Non è stata capace di rispettare uno impegno con me ,e quando faceva qualcosa rinfacciava sempre anche se poi la faceva per lei .
        Io non ho avuto nulla da lei ,manco un bacio spontaneo . Se non partivo io per primo… Assurda proprio,era tutto nella sua testa .
        Insomma era tutto segnato fin dall’inizio e pochi giorni prima che lei scatenasse la sua furia,avevo confidato ad una mia amica che volevo rompere ,non ne potevo più. Tutto può essere magari che mi ricapiti con un altra ,ma starò attento alle principesse in pericolo ,voglio una persona vera al mio Fianco ,ne davanti (come faceva lei ) nè dietro. Sopratutto non mi và più di sbrogliare matasse non mie e di fare lo psicologo,il sessuologo,il mediatore familiare o il motivatore e poi essere ridicolizzato per i miei problemi(tipico dei narcisi).
        Il colmo :lei dice di essersi autoingannata con me. Se sapeste come è andata la storia in realtà … Non sò cosa volesse ancora di più.Io solo respirare un pò.

        Beh, ti dirò,lei è passata da me ad un semi alcolizzato ,come quello prima di me. Coazione a ripetere pure questa mi sà.
        Io non ero adatto a lei perchè troppo serio e privo di quella finta Euforia che hanno gli psyco. Lucia ,ti dico che rideva per nulla ,faceva paura anche perchè come rideva piangeva e come ti amava ti odiava.Tutto senza senso. L’amore,non può essere questo . Spero stia bene e che raggiunga un vero equilibrio ,ma che sopratutto non faccia danni con altri uomini.Lo dico per loro ;-).

        Con lei è andata cosi ,male ma è ANDATA!! Spero di rimmetermi presto in salute e liberarmi cosi del suo ultimo dono.

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  8. come descrivete bene gli stati d’animo. Sto lavorando solo su me stessa, lui non esiste più, se non nella mia proiezione. Credo di aver fatto tutto il meglio per allontanarmi e dopo tante letture e percorso con la mia dottoressa sono arrivata alla conclusione che mi sono autoingannata. Ho creato una proiezione dei miei desideri e bisogni. Naturalmente lui si presta alle proiezioni, acchiappa tutto. Sto lavorando sul perchè di questo mio bisogno di creare questa figura “quasi perfetta”. Sulla fiducia negli altri ho imparato moltissimo e senza snaturarmi mi guarderò molto bene dalle adulazioni. Staccarmi da questa figura è stato uno sforzo grandissimo, sono stata davvero molto male.

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    • Ciao Michela, mi ritrovo anch’io a lavorare sodo su me stessa, anche perché è l’unica strada che possiamo percorrere. Il film è finito. E’ fondamentale, a questo punto, comprendere cosa ci ha portato ad infilarci in quella storia, per non rischiare di ricadere ancora in meccanismi simili. E’ vero, come dice Astra, che l’esperienza che abbiamo vissuto ci vuole insegnare qualcosa di noi stessi ed evolverci, anche se tutti ne avremmo fatto volentieri a meno. Troppa sofferenza!
      Anche per me il No Contact totale è stato necessario e doloroso.
      Ciò che mi auguro, da adesso in poi, è anche il distacco emotivo e la riappropriazione della mia vita. Senza più fantasmi.

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      • Emiliana,se hai bisogno di aiuto ,cercalo .Non avere vergogna a chiedere aiuto. Un buon medico aiuta. Il mio come le raccontai i fatti mi disse :”E’ malata di mente e tu non puoi farci nulla,rassegnati! Pensa a non diventarlo tu!”.
        A poco a poco ne uscirai puoi starne sicura e vedrai la realtà delle cose.

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      • Sopravvissuto su 1luglio 2016
        Alle22:55

        Forza Emiliana ce la puoi fare, non demordere! Io ne sto venendo fuori con le mie sole forze dopo 5 anni di convivenza con una donna borderline . So che è dura ma bisogna farsi coraggio e ritrovare se stessi . Coraggio

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  9. Michela la propensione ad autoingannarsi dipende unicamente da squilibri e disfunzioni tutte nostre che evidentemente dovevano essere affrontate in un modo o nell’altro perchè continuassimo ad evolvere. Questa è la crescita. Si evolve solo affrontando una difficoltà e passando al livello successivo, come nei videogames. Tutti avremmo evitato volentieri questa strettoia ma alla fine ci sono anche risvolti positivi: abbiamo imparato a difenderci.

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  10. Uscire da queste situazioni si può. Basta acquistare nuovamente fiducia in se stessi e avere tanta buona volontà di dimenticare il passato . Dopo 5 anni d inferno, passo dopo passo, mi sembra di riuscire nell ardua impresa . Speriamo in bene.

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  11. Desidero solo che lui esca dalla mia mente …. non mi pongo il problema per ora di fidarmi perché so che alla fine del mio percorso sarò una persona nuova e più forte e più attenta a chi farà parte della mia vita. …per ora la strada è lunga e tortuosa alterno rabbia perché penso lui sia speciale a vergogna per i suoi tradimenti a angoscia per aver giustificato troppe cose a vendetta per in qualke modo combattere l umiliazione subita a mille discorsi immaginari che avvengono nella mia testa.

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