Se a pagare sono i figli

 

Come per le donne è difficile fare i conti con l’incurabilità e la cronicità dei disturbi della personalità dei propri mariti o compagni, altrettanto si può dire con riferimento al danno che ricade inevitabilmente sui figli che hanno con loro. Anche una volta che si riesce a riconoscere nell’altra persona la presenza di una patologia permanente e incurabile che mina, in primo luogo, le sue capacità relazionali, ci si aggrappa alla considerazione che, nonostante il disturbo, quel signore potrà essere comunque un buon padre. In realtà, la ragnatela composta da impulsi non controllabili, comunicazioni distorte, dipendenze varie, squilibrio emotivo, ansia, attacchi di panico, depressione e insoddisfazione cronica può rendere queste figure peggiori come padri di quanto non lo siano come compagni di vita.

La logica del bambino bisognoso della figura paterna porta spesso a minimizzare i rischi associati alla crescita accanto a una persona seriamente disturbata dal punto di vista sociale, morale ed emotivo. Secondo la psicologa Christine Kirkman sono numerose le confessioni di donne che accusano i padri dei propri figli di abusi verso questi ultimi attraverso menzogne, trascuratezze, assenze, negligenze, promesse non mantenute, mancato appagamento delle loro richieste e desideri. E si tratta solo della punta dell’iceberg. Perché pensare che chi è sufficientemente disturbato da ferire gli adulti non sarà in grado di arrecare danni di uguale intensità alle persone più indifese del mondo, i bambini?

Come sostenuto dalla psicologa Sara R. Jaffee, quando i padri sociopatici vivono in famiglia i figli sono sottoposti a doppio rischio. A quello genetico, visto che il comportamento antisociale è estremamente ereditabile, si aggiunge quello di contatto e di emulazione delle condotte nocive del genitore disturbato che, presentando una maturità emotiva non superiore a quella di un quattordicenne, sarà per i ragazzi più un fratello che un padre. I minorenni che crescono a contatto con persone con disfunzioni comportamentali possono sviluppare disturbi adolescenziali, che spesso anticipano il manifestarsi di vera e propria psicopatia, tra i quali ricordiamo:

il disturbo oppositivo provocatorio in cui spesso il ragazzo perde il controllo, litiga con gli adulti, si rifiuta di obbedire e rispettare le regole da loro imposte, disturba gli altri, dà loro la colpa del proprio comportamento, si innervosisce facilmente, è permaloso, astioso, risentito, dispettoso e vendicativo.

Il disturbo della condotta in cui prevarica, minaccia, intimidisce gli altri, diventa manesco, usa oggetti per colpire le persone (sassi, bottiglie rotte, ecc), manifesta crudeltà nei confronti degli animali, appicca il fuoco, distrugge oggetti e beni di altri, viola la proprietà altrui, mente per ottenere beni o favori, ruba oggetti di valore non trascurabile, torna tardi nonostante il divieto dei genitori, scappa di casa e bigia la scuola.

Il disturbo dell’attaccamento in cui è eccessivamente inibito, ipervigilante o ambiguo, fornisce risposte contraddittorie ai genitori, manifesta strani attaccamenti (per esempio, un’eccessiva familiarità con gli estranei o una mancanza di selettività nella scelta delle figure di attaccamento).

La vicinanza di un genitore patologico è, per i figli, estremamente pericolosa e dannosa. Assistere quotidianamente a manifestazioni di condotte antisociali, a comportamenti in cui è evidente la mancanza di coscienziosità, crescere con principi etici forse trasmessi a voce ma contraddetti sistematicamente da atteggiamenti e gesti di dubbia moralità non fa certo pensare a un modello di evoluzione sano e concreto. Non c’è da meravigliarsi che un ambiente del genere permetta il dilagare di idee razziste, sessiste, sessualmente perverse e l’uso di sostanze, come alcool e droghe, o, nella migliore delle ipotesi, problemi legati ad aggressività, spese compulsive e manie di seduzione del prossimo.

Si farà fronte a questo pericolo in modo serio soltanto attraverso una profonda rivisitazione dei modelli educativi. Le donne non possono evitare ciò che non sanno. Gli psicoterapeuti non possono diagnosticare patologie che non conoscono. Il Parlamento non può offrire una disciplina legislativa a un fenomeno del quale non è nemmeno a conoscenza e il Governo, la magistratura e le forze dell’ordine non possono intervenire senza le leggi adeguate. I giovani non possono saper scegliere il partner giusto se non sono in grado di distinguere le persone disturbate da quelle sane e di riconoscere i segni di narcisismo e psicopatia. Infine, le vittime non possono guarire se i professionisti di settore non vengono preparati, istruiti ed addestrati a dovere.

Il nostro Paese dovrebbe investire in tutto questo e, prima ancora, sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso adeguate campagne di comunicazione volte ad insegnare come mettersi al riparo da pericoli del genere. Se vogliamo arginare il fenomeno della psicopatia, far diminuire il numero dei femminicidi, dei suicidi, delle violenze fisiche, di quelle psicologiche e dei seri problemi di salute che spesso ne conseguono, in altre parole se vogliamo dare ai nostri figli un futuro più consapevole, sano e sicuro, dobbiamo porre le basi perché ciò accada.

Astra

 

 

 

15 thoughts on “Se a pagare sono i figli

  1. Articolo interessantissimo come sempre.
    Il problema è che i narcisisti/psicopatici/borderline , per chi non vive la situazione direttamente , hanno agli occhi di tutti una marcia in più .
    Sono brillanti, generosi, sempre al centro dell’attenzione, l’anima delle feste o delle serate tra amici .
    La compagna che lo vive quotidianamente ha capito da tempo che qualcosa non torna, vive di insicurezze, lui spesso la paragona ad altre donne, o fa commenti imbarazzanti su altre donne in sua presenza ….lui ha flirt o storie in ogni contesto ….lei percepisce ma non indaga …ha paura di sapere ….
    Vive in un altalena di emozioni, perennemente sulle montagne russe …cammina sulle uova ….le giornate sono scandite dal l’umore di lui …se gli gira bene …saranno delle belle giornate , serene, se gli gira male deve difendersi dallo scontro che l’altro cerca in continuazione .
    E’perennemente sotto esame ….sotto gli occhi di un giudice implacabile, incorruttibile, che ti fa sentire una nullità …sulle cose più futili ….
    Tu che non sai cucinare bene , che ti vesti come a lui non piace , che fai un lavoro che tu adori , ma che lui sminuisce in continuazione .
    Uomini che non prendono mai una posizione netta ….non dicono mai NO ….ma temporeggiano ….su ogni cosa …anche semplicemente sull’organizzare il week end successivo .
    Ho vissuto anni in attesa ….alternandomi negli ultimi due ad un altra donna….
    Oggi devo dire grazie …a lei ….per essere una sopravvissuta ….e devo dire GRAZIE al figlio che questa donna , pur sapendo della mia costante presenza, ha voluto da lui …ad ogni costo .
    Mi sono chiesta quindi in questi mesi , come questa persona potesse rapportarsi con suo figlio ….ad oggi , dopo la sorpresa e la felicità iniziale , lui sta cominciando a dare segni di insofferenza , mancando nuovamente di rispetto alla sua attuale compagna.
    Immaginavo quanto avete scritto ….questo bimbo …non sarà un bambino felice ….
    E se un giorno …spero non troppo lontano …io tornerò ad essere felice ….sarà grazie a lui …., ad un bimbo che mi ha salvata ….dall’avere accanto una persona tanto tossica e dannosa .

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  2. Surprise, mi sembra che la tua sia una storia tipica e simile a quelle che trattiamo ogni giorno su questo blog.Ti sei salvata, per fortuna. La sua attuale compagna non è stata fortunata come te. 🙂

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  3. Si Astra , vi ho letto per mesi …ogni sera …avevo bisogno di capire ….
    Ogni sera leggendovi ….era una sera in più che prendevo consapevolezza ….ogni sera ero sempre più motivata al NO CONTACT .
    E’stata dura ….tanto ….ma non tanto per come e’finita , si sa le storie possono finire .
    Ma lui ha smosso nodi dentro di me che non sapevo neanche di possedere.
    Chi cade nelle mani di questi individui ….non solo deve fare i conti con il fallimento di una storia, come tutti , ma deve fare una analisi molto più profonda e dolorosa con se stessa.
    La mia era una dipendenza affettiva , che mi ha fatto bruciare con lui i miei anni migliori ….eppure purtroppo i campanelli di allarme c’erano da subito .
    Oggi sto cercando di perdonarmi ….ed e’il secondo step ….il primo e’stato quello di realizzare che ho avuto a che fare con una persona “malata”.
    Continuate così ….continuate a darmi la forza , giorno dopo giorno a non voltarmi indietro ….

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    1. La sofferenza più grande provocata da questi individui è quella dell’analisi che ci costringono a fare delle nostre capacità di valutazione e di scelta, del nostro valore e conseguentemente delle nostre esistenze. Tutto sotto controllo Surprise, tutto secondo le regole. Alla fine di questo tunnel c’è la luce e la ritrovata consapevolezza. Non temere.

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      1. Già, e forse è anche peggio. Sono d’accordo con la conclusione del tuo ottimo articolo: tutto ciò andrebbe insegnato a scuola.
        Se avessi avuto prima la conoscenza di questo problema, adesso vivrei da solo con le mie figlie come già è successo per 6 mesi nel 2014, prima che ricadessi nella trappola della manipolatrice.

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    1. Marco, mi dispiace molto della tua situazione. Credo che tu abbia ragione quando dici che è anche peggio se è la madre ad essere disturbata. Infatti solitamente i figli quando una coppia si separa vivono principalmente con le madri. Cosí è piu difficile arginare gli effetti negativi, anche perchè è tipico che un genitore sociopatico cerchi di distruggere l’immagine dell’altro genitore anche davanti ai figli. Magari in modo subdolo, ma questo fa. Tu più di altri padri dovrai fare il possibile per passare quanto più tempo puoi con le tue figlie, e offrire un modello di emotività, moralità e comportamento sano ed equilibrato. Purtroppo non si può abbassare la guardia. In bocca al lupo!

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  4. Oggi sono andata a rivedere alcuni video con scene di vita familiare: io, i bimbi, e lo psicopatico. Sono rimasta sconvolta da ciò che vi ho trovato e che avevo completamente rimosso. L’abuso, l’umiliazione, la triangolazione, sono visibilissimi anche dai piccoli video clip che riprendevano momenti random di ordinaria vita familiare. Tre stati d’animo convivono: la disperazione per aver scelto un padre del genere (degenere) per quelle dolci creature, la profonda tristezza e nostalgia per l’assenza di un padre responsabile attento ed amorevole nella vita dei miei figli, e il sollievo che allontanandomi dallo psicopatico potrò meglio limitare i danni su di loro di questa ruspa umana.

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    1. Vi chiedo aiuto. …….e se in una coppia a venire a mancare è la mamma più dolce e affettuosa del mondo ed il suo amatissimo bambino rimane nella trappola di un padre narcisista perverso, manipolatore emotivo come nessun altro, come fare per salvarlo? Come fare per fargli capire che lui è un bambino speciale come ciascun bambino, come fare per fargli sentire l’amore che lo circonda e che non sarà mai abbastanza per quello che comunque non potrà mai più avere dalla sua mamma? Una zia senza speranze, distrutta dal dolore e dall’impotenza di aver capito che il narcisista non conosce limiti neanche difronte alle tragedie che colpiscono le persone care. Grazie

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      1. Cerca di fare il massimo come zia per neutralizzare o almeno contenere gli effetti malefici del padre. Ricordale in ogni momento la mamma e cerca per quanto possibile di trasmettergli la genuinità e dolcezza di tua sorella. Un abbraccio.

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      2. Grazie Astra per avermi risposto, sai non ci credevo molto. Forse perché ormai non credo più in niente, non credo neanche in me stessa da quando, purtroppo, sono nella trappola di un narcisista. Questo perché ho promesso a mia sorella di prendermi cura del suo adorato bambino e di aiutarlo a “difendersi ” dal padre. E per questo mi ritrovo a prendermi cura in tutto e per tutto del bambino e a giustificare con lui l’odio che suo padre nutre nei miei confronti , visto che io non sono stata mai disposta a nutrire il suo narcisismo. Ho preso in considerazione l ‘ipotesi di non mantenere fede alla mia promessa se questo potesse far vivere più serenamente il bambino, ma poi penso che la darei vinta a lui che considera il bambino un oggetto di sua proprietà e che, una volta raggiunto lo scopo di allontanarlo dalla famiglia della sua mamma, lo potrebbe affidare alla prima persona che gli capita . Non so davvero cosa fare e ho sempre la sensazione che ogni cosa faccia sia sbagliata. Grazie della tua attenzione

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      3. Ante non mollare. La cosa migliore che puoi fare per tuo nipote è stargli il più vicino possibile. Offrigli un modello di amore sano e cerca di metterlo al riparo il più possibile dai danni che puó fare il padre. Credo proprio che tu abbia capito perfettamente quale meccanismo ‘paterno’ quell’individuo mette in atto. Isolare il bambino da te è uno dei suoi obiettivi per poterlo manipolare meglio. Non glielo permettere.

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  5. Ciao Astra e ciao a tutti. Vi seguo da pochissimo e sto “divorando” in pratica tutti i tuoi articoli. Mi succede che:da una parte,più lego e più resto sbalordita da ciò che scrivi , poiché è tutto quello che ho vissuto per 17 anni e sembra che tu sia stata con noi e conosci tutto, dal altra la paura di cosa succederà mi tiene incollata a leggere ancora di più per saper reagire con lui nel caso si ripresenta in un futuro. Ho un figlio di 17 anni e mezzo con lui….di qui frequenta pochissimo e il dovere genitoriale è nullo.Mai un insegnamento giusto, mai una conversazione costruttiva e una presa di posizione qualora il ragazzo sbaglia o non si impegna a scuola. Io sono sempre stata sola in famiglia e sola adesso che siamo separati…..spera solo che io sbaglio qualcosa per poi farmi sentire sbagliata e purtroppo per lui,accade poco questo perché quando le cose di fanno con amore e responsabilità, si sbaglia poco.Sono andata da una psicologa ma,nei nostri incontri non centrava il mio bisogno vero e serio , visto che sono sola con il figlio e vorrei proteggerlo (premetto che gli ho raccontato tutto di lui )evidenziando così i suoi comportamenti, dandomi le istruzioni di come comportarmi con il mio figlio, visto che cerca di manipolare anche il figlio…La psicologa si sofferma di trovare delle lacune in me.Certo ammetto che sicuramente io ho della responsabilità per non essere stata capace ad allontanare e fermare questo individuo, farmi rispettare di più ma,ci tenevo a questa famiglia e volevo che il ragazzo avesse due genitori insieme e non divisi….pensavo di fare il giusto migliorando il mio comportamento sempre e ormai ero diventata “perfetta”,ho dato troppo, tutto. Ma adesso io vorrei capire come tutelare il figlio, visto che con il suo modo egoista, superficiale e manipolatorio in qualche modo lo influenza. Ho cominciato a diventare la psicologa di me stessa….parlo spesso con il ragazzo facendolo riflettere, gli insegno infinitamente i valori,le conseguenze delle azioni,i principi della vita,soprattutto l’onestà.Il lavoro è tanto e me ne rendo conto, ma ho fiducia e continuerò da sola a questo punto. Vi seguo con una fame per saperne sempre di più. Hai sollevato proprio la mia domanda e ti sono proprio grata.Sono pienamente d’accordo con te. Più ‘ informazioni ci sono e più cultura c’è….più i psicologi studiano questo campo e più vittime si salvano.Grazie Astra.

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