Il teatrino del Vero e del Falso Sè

 

La vita di narcisisti e psicopatici è una grande rappresentazione teatrale, una piece permanente, in scena 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, con libero accesso al pubblico che, tuttavia, è destinato a pagare un prezzo molto salato se decide di salire sul palco e prendere parte alla commedia. Il costume d’ordinanza è il Falso Sé, un elaboratissimo e sofisticato travestimento indossato dal protagonista che, drogato di un profondo senso di onnipotenza, si sentirà al sicuro da eventuali guai e sofferenze emotive. Lo spettacolo consiste nel persuadere il pubblico, compresi gli attori non protagonisti, che il Falso Sé sia reale e nel riuscire a galleggiare in questo mondo di illusioni, inganni e false credenze.

La costruzione di un Falso Sé duro come la pietra si è resa necessaria nell’infanzia del narcisista per proteggersi dall’indifferenza, dalla manipolazione, dalle sensazioni di soffocamento e di sfruttamento: in breve, dall’abuso inflitto dai genitori. Vendendosi come diverso e migliore di quello che è in realtà, spera di rendersi accettabile, evitando i disagi subiti da piccolo, e influenza inevitabilmente il comportamento degli altri e le loro reazioni. Il messaggio che fa arrivare astutamente all’interlocutore è “Sono migliore di quello che credi: non merito diffidenza e indifferenza. Fidati di me”. Una volta costruitosi, il Falso Sé soffoca la crescita del Vero Sé, lo paralizza. In realtà non c’è conflitto tra i due: il primo aiuta il secondo a sopravvivere alle difficoltà dell’esistenza; il secondo è troppo debole contro la prepotenza del primo, senza il suo aiuto si disintegrerebbe in mille pezzi, proprio come accade durante le crisi esistenziali del narcisista, quando la parte costruita non funziona alla perfezione e un senso di smarrimento e di annullamento invade la sua vita.

I frammenti di Vero Sé sono talmente sbriciolati e infiltrati nel suo rivestimento che è praticamente impossibile isolarli, ricomporli e guarirli. Lo psicoterapeuta che ha in cura questi soggetti preferisce tentare di costruire una nuova personalità, sana, piuttosto che lavorare sulle macerie disseminate nella loro psiche disturbata. I meccanismi di “coabitazione” delle due personalità sono principalmente quelli di re-interpretazione e di emulazione: con il primo alcuni comportamenti sono visti sotto una luce diversa da quella reale. Per esempio, se offende qualcuno che teme, il narcisista interpreterà il disagio conseguente all’offesa come dispiacere per aver procurato un danno invece che ricollegarlo alla paura. Aver paura, infatti, è umiliante mentre l’empatia è lodevole e fa guadagnare consensi e acclamazione. Con l’emulazione esprime le abili doti di imitatore: grazie alla sua perspicace capacità di penetrazione psicologica, riesce a registrare qualsiasi azione, reazione, espressione, elemento che faccia trapelare lo stato d’animo e mentale dell’interlocutore. L’esame dei dati porta alla costruzione di formule, che si traducono in accurati comportamenti, apparentemente impeccabili e di alto impatto emotivo, ma estremamente ingannevoli. Falso e Vero Sé hanno bisogno entrambi del consenso e dell’approvazione degli altri per mantenere in funzione un personaggio così complessamente costruito. Senza conferme esterne la psiche del narcisista crolla come un castello di sabbia e fa scattare meccanismi di difesa che trovano espressione in comportamenti disfunzionali, controproducenti e autodistruttivi.

Astra

14 thoughts on “Il teatrino del Vero e del Falso Sè

  1. Grazie davvero per queste spiegazioni illuminanti …
    Mi vien da pensare che anche chi è obbligatoriamente a contatto con queste persone (ex coniuge nel mio caso) deve costruire anch’esso un nuovo Sé per difendersi?

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  2. Permettetemi di dubitare sulla fondatezza dell’affermazione che il rischio di contagio/ereditarietà per le donne sia basso! Difatti, da ciò che mi ha insegnato l’esperienza personale (e le letture fatte) è gli uomini narcisisti sono stati e sono figli di donne anaffettive e narcisiste a loro volta. Forse le donne, però, si “applicano” nel manipolare e ferire i propri figli piuttosto che i partners, generando in essi enorme sofferenza e dando vita a nuovi bei maschietti narcisisti!!

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  3. Madre narcisista ,figli narcisisti o con qualche altra psicopatia questa è la prassi .
    Se il padre è narcisista ,le figlie possono avere problemi relazionali con gli uomini dato l’esempio negativo genitoriale e alcune prendere dal padre caratteristiche narcisistiche. Insomma questa patologia è responsabilità dei genitori è scritto ovunque e la realtà dice questo .

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    • Voglio credere che non sia sempre così, in particolare in coppie di genitori separati in cui la madre sana e consapevole del disturbo narcisistico del padre si adoperera’ per “proteggere” la figlia il piu possibile anche trasmettendole i giusti valori e i giusti comportamenti specie se contrari a quelli messi in atto dal padre, mi crederà? Spero di sì se prima mi sarò adoperata per ottenere la sua fiducia con la coerenza.

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  4. Kate, tu sei consapevole che questo disturbo esiste. Per molti questa non è una malattia ma un pregio. La mia ex è figlia di una narcisista patologica ed è uguale a lei non ha perso una foglia dell’albero. Bugiarda come pochi e approfittatrice,sessualmente perversa e promiscua. Vuoi protegere tua figlia? Dai il buone esempio e i giusti valori.

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  5. Della famiglia del mio ex so poco, perché siamo di regioni diverse e lontane, la relazione è durata non moltissimo e all inizio un genitore è mancato, ma del poco ho tratto le mie conclusioni … famiglia disfunzionale! Inizialmente pensavo a causa del padre e che la madre fosse vittima ma ora sto ritrattando quest’ultima … anche lei come madre egocentrica e manipolatrice.

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    • Provengono tutti da famiglie disfunzionali e portano gli schemi appresi nelle relazioni affettive. Sono tutti “vittime” di se stessi in primis. La madre era fissata che plaggiavo la figlia,la figlia era fissata di essere plaggiata dalla madre e che io la stessi liberando .Alla fine il plaggiato sono stato io. La madre ,contraria che la figlia stesse con me fin dall’inizio malgrado lei migliorasse di salute è una tipa tutta casa e chiesa come la figlia diceva di essere. Ebbene, dalla chiesa alla discoteca e che discoteca! Avete presente Cocoricò e simili? Quel tipo di gente che poi si fà fotograre mezza sballata?Ecco la suorina frequenta questi posti e non ce ne uno dei suoi nuovi amici che non sia un alcolizzato cronico. Feste alcoliche yeah!
      Sono del parere che ognuno possa e debba fare della sua vita quello che vuole,ma mi schifano le persone che si vantano di essere casti ,puri e pieni di principi morali e poi sono la feccia assoluta.Non puoi stare con una persona e fare la suora o il pretino e poi passare le notti con compagnie degenarate.
      Purtroppo la società facilita l’emergere di queste persone come modello vincente .
      Io non ero adatto a lei perchè un brav’uomo e con dei limiti ,perchè credo che per essere liberi veramente sia neccessario conoscere la libertà e le sue regole. Senza nessuna regola come pensano i narcisisti non ci può essere libertà perchè essa diventa una droga.
      Se i figli crescono con l’idea che si possa e si debba fare qualsiasi cosa senza tenere conto degli altri ,sono destinati a diventare esseri malvagi anche se poi mettono su la maschera da buoni e dei moralisti.

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