1. Uomini che odiano le donne

 

Prima parte

Una delle contraddizioni tipiche di esseri così diabolicamente complessi come gli psicopatici è il profondo disprezzo per quello che è il carburante più sofisticato che permette al loro motore di funzionare: le donne. Pur ricollegandosi a tutto ciò da cui rifuggono e che reputano mediocrità, come impegno, intimità e legame, il sesso femminile costituisce per loro un indispensabile erogatore di conferme della propria unicità e grandiosità. Si tratta anche qui di una forma di dipendenza, con aspetti simili a quella affettiva di cui soffrono le vittime di relazioni patologiche ma, a differenza di questa, non è necessariamente legata a un soggetto in particolare ed è soprattutto priva del coinvolgimento emotivo e sentimentale che caratterizza l’assuefazione della vittima al proprio carnefice. La dipendenza dalla conquista, dalla conferma, dalla riprova di essere unici e speciali è una forma di assuefazione all’altro sesso verso il quale l’odio e la crudeltà trovano giustificazione solo se inquadrati nell’ottica di una seria patologia psicologica.

La modalità più semplice per non rimanere a secco di carburante è assicurarsi costantemente la presenza di una,due,dieci donne nella propria vita a seconda della promiscuità dei soggetti. Donne che i narcisisti non amano, perché non sono capaci di amare e che non desiderano più di tanto ma che sono in grado comunque di soddisfare i loro bisogni primari, primo tra tutti quello di validazione e conferma. Se, da una parte, questi soggetti sono così dipendenti e bisognosi delle donne allo stesso tempo sono intimoriti dall’intimità la cui manifestazione principale è il sesso. Ecco perché tentano in tutti i modi di spersonalizzarlo e oggettualizzare la partner. Una mentalità che richiama quella del maschio europeo del 18mo secolo che considerava donne e bambini mere proprietà. Allo stesso modo i narcisisti attribuiscono alle donne il compito principale di soddisfare i loro desideri e bisogni.

Si tratta di individui misogini che temono e detestano le donne. Nel migliore dei casi, come osserva Sam Vaknin in Malignant Self Love, le ignorano. Sono misogini in quanto riversano su chi li ha fatti nascere la responsabilità delle proprie disfunzioni, il disadattamento sociale e la superficialità delle emozioni. Non perdonano alla propria madre di non averli fatti sentire speciali e trascorreranno tutta la loro vita a cercare di dimostrare il contrario. Proprio qui risiede la ragione del costante bisogno di conferma della propria superiorità e unicità. E sempre qui risiedono le ragioni del disprezzo delle donne. E’ la costante ricerca di intimità, di emozioni, di profondità da parte del genere femminile che il narcisista sente come minacciosa. Ha paura di non riuscire ad emergere. Non sono sesso ed intimità a farlo sentire superiore agli altri. Ecco perché crede che tutte le donne siano la continuazione della madre e nutre risentimento per il genere femminile.

Secondo l’analisi di Vaknin il narcisista divide le donne in sante e puttane. Considera il sesso degradante, proibito, punibile e sporco. In poche parole, roba adatta alle puttane. Al contrario, ha difficoltà a viverlo in modo libero con la persona per lui significativa. Questa visione ben si adatta ai cicli di idealizzazione/svalutazione: le donne idealizzate sono asessuate, quelle svalutate si meritano la degradazione e quindi il sesso e l’inevitabile disprezzo che segue. Nel 1912 Sigmund Freud scriveva del narcisista: “Quando ama non desidera e quando desidera non può amare…Come la degradazione è messa in atto, la sessualità può essere espressa liberamente e può svilupparsi un intenso piacere” (On the Universal Tendency to Debasement in the Sphere of Love). SEGUE.

Astra

5 thoughts on “1. Uomini che odiano le donne

  1. Che immensa tristezza…condannati al nulla. Faranno anche del male alle donne ma la loro vita è vuota. Che andassero a farsi f*****. Tolta la maschera sono dei poveretti.

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  2. questo articolo è illuminante.

    mi chiedo come mi veda lui ora, visto che porto in grembo suo figlio.

    forse tutto questo ha un senso…. prima stava con me perchè poteva trattarmi come una **ttana ora invece che ho in grembo suo figlio non vuole stare con me perchè mi deve idealizzare? non so.

    tutto molto malato

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  3. Mia madre purtroppo non si è salvata. Ha trascorso una vita da solitudine ed offese accanto ad un uomo, mio padre, che risponde in toto alla descrizione dell articolo. È morta di un raro tumore allo stomaco nell arco di sei mesi. Ho capito solo dopo la sua perdita, chi fosse mio padre e cosa avesse seminato in famiglia. Famiglia che oggi non esiste più mentre ĺui, ormai anziano, sta raccogliendo tutto il vuoto esìstenziale che lo rappresenta.

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