Paure infondate

 

Uno dei postumi più dolorosi della relazione con un soggetto disturbato è immaginarlo felice lontano da noi e soprattutto temere che un’altra persona riesca miracolosamente a cambiarlo e ad ottenere ciò che a noi non è riuscito in settimane, mesi o anche anni di rapporto tormentato. L’interrogativo  più ricorrente tra le testimonianze che compaiono sui siti di recupero da relazioni patologiche è: in cosa ho sbagliato per farlo/a allontanare e innamorare di un’altra/o?

Una prima risposta la può fornire la modalità attraverso la quale la maggior parte di voi ha appreso dell’esistenza di problematiche relazionali di origine patologica. Quanti, grazie a Google, hanno scoperto  il narcisismo, la psicopatia e i disturbi della personalità? Ammetto di essere una dei tanti: in preda allo smarrimento, al non riuscire a darmi risposte, alla confusione tra sospetti, certezze e paranoie, sensi di colpa e di responsabilità, la digitazione di parole chiave come “manipolatore”, “bugiardo”, “violenza verbale” mi ha permesso di realizzare cosa stava accadendo nella mia vita da mesi. Il primo passo per scrollarsi di dosso colpe e responsabilità è pertanto non dimenticare di avere a che fare con una persona disturbata – narcisista, psicopatica o sociopatica che sia-. Se così non fosse, non sareste mai arrivati a questo blog. Non avreste avuto motivo di digitare sui motori di ricerca combinazioni di parole tra cui “sindrome di chi giustifica un colpevole”, “egocentrici snob”, “bugie patologiche e truffe”, “ricatti emotivi” e “subire manipolazioni, vendette e tradimenti” come invece è successo a più di 2.500 persone che Google & Company hanno indirizzato a Relazioni Pericolose.

Appurato che la storia non ha funzionato non per vostre mancanze ma per una sua disfunzione relazionale, elemento di una ben più seria e complessa patologia psicologica, bisogna prendere atto che da questi mali dell’anima, purtroppo, non si guarisce né si migliora. La coscienza non si acquisisce in età adulta. E’ una parte di noi che si forma lentamente, giorno dopo giorno sin dai primi anni di vita, insegnamento su insegnamento, premio su premio, castigo su castigo. E’ determinata da educazione, ambiente, istruzione, famiglia, esempi di vita e mille altre cose. Non sarà certo l’arrivo di una preda più sexy,benestante, intelligente,alta o minuta, magra o formosa, brillante e di successo a risvegliare la coscienza in chi non l’ha mai avuta. Uno psicopatico narcisista non cambia, indipendentemente da chi sia la sua vittima. E’ un impostore in grado di ripetere all’infinito la stessa identica farsa con finali di relazione molto simili tra loro, se non analoghi. E’ solo una  questione di tempo: quanto credete resisterà senza dire bugie? Quanto senza dar vita a una manche del gioco del gatto e del topo? Quanto senza sparire per giorni, settimane e anche mesi?

Asciugatevi gli occhi, amici miei, e ringraziate il Signore che il problema è passato nelle mani di qualcun altro. Se sentite una fitta nel cuore al vostro risveglio, fatevi forza e continuate la giornata. Tenetevi alla larga da Facebook, Twitter, Whatsapp e altri social- lontano dagli occhi,lontano dal cuore-e imponetevi di rimandare il problema al giorno successivo. Le prime settimane che seguono la rottura sono le peggiori. Questi soggetti lo sanno perfettamente, è per questo che abbandonano la scena del crimine senza una chiusura netta, senza dare spiegazioni. Sono ben consapevoli che il silenzio può essere massacrante e lo utilizzano, oltre che per trastullarsi in libertà, anche per accrescere in noi lo stato di ansia e di dipendenza al punto di farci trepidare per il loro ritorno quando dovremmo fare il contrario: e cioè utilizzare il silenzio per razionalizzare il problema, leggere tra le pieghe della relazione, fortificarci, documentarci sui disturbi di personalità, mettere un punto e finirla una volta per tutte.  Se si riuscisse a mantenere i nervi saldi durante quei delicatissimi giorni, elaborare simili percorsi mentali e prepararsi al calcio di rigore che questi signori ci metteranno sicuramente nelle condizioni di battere, ci si metterebbe al riparo da ulteriori settimane, mesi e anni di dolore. Piangendoci addosso in attesa di un loro segno di ripensamento diventiamo inavvertitamente complici di un pesante gioco al massacro invece di prendere le dovute distanze da una relazione altamente tossica, pericolosamente velenosa e, cosa ancor più importante, di valore vicino allo zero.

Astra

29 thoughts on “Paure infondate

  1. Per me le prime settimane sono state stranamente quelle in cui mi sentivo più forte. Sono ststa io a lasciare
    Poi lui è tornato a voler parlare, dire cose che ormai non aveva più senso dire.
    Nonostante abbia già un’altra donna avrebbe voluto continuare lo scambio di mail. Chiaramente per scaricare la colpa, attuare piccole vendette, mostrare un interesse senza via di sviluppo.
    Quante cattiverie velate, provocazioni, manipolazioni, falso interessamento per vedermi sempre più ferita a vulnerabile per poi dire alla fine che non avrebbe potuto stare con una donna orgogliosa e poco umile come me. E che siccome questa donna è una brava che merita….ormai…
    Allora cosa cerchi da.me?

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  2. Condivido l’articolo, interessante come tutti gli altri. Io ho attraversato due fasi differenti nelle due volte in cui sono “sparita”, scappata letteralmente.
    La prima volta è stata peggiore perchè ho sofferto le tipiche crisi di astinenza che, nonostante volessi restare salda e ferma nella mia decisione, mi hanno portato successivamente al mio riavvicinamento.
    Mentre, quest’ultima volta, come ha scritto Antonella mi sono sentita forte all’inizio. Poi ho attraversato momenti di intenso dolore per la piena e totale consapevolezza di quanto male mi era stato inflitto e di come io l’avevo permesso.
    Ho resistito. Ho bloccato tutti i canali di possibile contatto. Lui non si è più fatto vivo, per mia fortuna. E poco alla volta sto riprendendo in mano la mia vita. Mi sento indubbiamente diversa dal periodo precedente di questa terribile esperienza. Ma, lontana dall’incubo, da tutto ciò che mi ha inchiodato, destabilizzato, resa fragile, sto meglio.
    Ribadisco solo con il NO CONTACT serrato e definitivo.

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    • Io ho deciso di cambiare numero, acquistato ieri sera. Non ci sono altre vie di uscita….Non riuscirei più a sopportare altro….è troppo….e lui è sempre tornato. Ora spero che il no contact mi porti davvero in una nuova direzione, consapevole del dolore che ancora sto provando…

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  3. Voglio raccontarvi anche la mia di esperienza… l’aria che letteralmente ti manca… potrà sembrarvi pazzesco ma non riuscivo proprio più a respirare era molto difficoltoso… un fastidio continuo, un peso gigantesco che mi sforzavo molto di ignorare… ma non che dire piangevo sempre e in realtà mi faceva anche bene… non so ma una ferita è un po’ come un lutto di cui ci dobbiamo prendere cura per riuscire a stare bene… nel mio caso sono stata lasciata io. Mi ero appena laureata e avevamo appena preso casa e comprato i mobili… mi ha lasciato la sera che siamo andati a cena dei suoi per festeggiare la mia laurea… (xD fa un po’ ridere infondo) ovviamente non mi ha proprio lasciata… mi ha detto di aver “bisogno di tempo per riflettere” mi ha anche fatto notare quanto io sia stata terribilmente trascurante nell ultimo periodo in cui mi stavo laureando (e nel mentre lavoravo pure)… non ci capivo più niente… mi sentivo responsabile… e infondo, chissà perché, lo amavo veramente… non abbiamo smesso di sentirci e ci vedavamo ogni tanto… non vi dico quanto sono dimagrita in quel periodo ma mi sono anche aperta a tante cose che.prima quando stavo con lui non mi.permettevo di fare… come.partire per viaggi improvvisati con amici!! …che dire…. dopo tante tante frottole alla fine ho scoperto che stava frequentando due donne… (o che almeno sperava di frenquentare…) di cui una altamente… altamente disturbata… di cui solo un.mostro si potrebbe approfittare e lì direi che un po’ ho realizzato chi lui fosse veramente e ha smesso di.importarmi… non lo odio… perché anche l’odio è un sentimento che ti tiene.legato ad una persona… adesso sono libera e questa è un grande occasione.

    Grazie Astra per i tuoi articoli e pensieri è un piacere leggerli e poterci riflettere sopra.

    Anto

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  4. Confermo e condivido tutto…parola per parola…fase per fase… le prime settimane sono devastanti : mille dubbi, astinenza, insonnia, un vuoto devastante, rabbia, angoscia…. ero arrivata a pensare che lasciarlo era stato l’errore piu’ grande della mia vita … pianti senza fine…e una solitudine insopportabile.

    E ho cominciato a leggere libri , qs pagine …. credo che la conoscenza e la consapevolezza mi abbiano reso piu’ resistente e piu’ convinta … e finalmente non ho piu’ ceduto alla tentazione di contattarlo.

    La lontananza da loro è l’unica via che permette di ritrovare la lucidità necessaria per comprendere tutto fino infondo e iniziare a ritrovare se stessi

    ogni giorno ringrazio …perché …sembra assurdo …ma con il senno di poi posso chiaramente affermare ” poteva andare peggio ” e ringrazio sempre il “destino” di avermi indirizzato su qs pagine …

    Ora… se mi volto indietro….vedo un fiume di fango …devastante… e poi là al centro …vedo me stessa ….un fiorellino sopravvissuto … ancora fragile , ma splendido.

    grazie

    Dani

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  5. questo articolo mi era sfuggito…forse per il titolo …. ma è grandioso il contenuto … i primi giorni di disintossicazione sono i più terribili…

    cara Astra … tu non hai idea di quanto bene e di quante possibilità di “salvezza” tu stia offrendo …

    G R A Z I E

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    • E’ proprio così….il dolore dell’assenza è devastante, perchè ti rendi conti di quanto male è stato fatto a te stessa e non ti capaciti del fatto che continuerebbe a ferire, senza tregua. Colpevolizzare per lui era all’ordine del giorno, per non parlare di quando tentavo un confronto per “riallinearci” o capire che direzione prendere…..e mi sentivo dire le peggio cose, colpe su colpe, e ciliegina sulla torta, ci stava sempre un “proprio oggi, che è successo questo…che è morto quest’altro…che ricorre l’anniversario della morte di mio papà…” etc etc……vittimismo aggiunto a sadismo puro. Diabolico.

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  6. Non è la prima volta che tento di uscirne e di ribellarmi a questo gioco al massacro, e lui ha sempre reagito inizialmente con il silenzio…per punirmi, per prendere distanza senza compromettersi verbalmente… Fatto sta che anche io so che significa avere crisi di astinenza che te lo fanno idealizzare e desiderare ancora di più.
    Stavolta è diverso perché mi sto fortificando e sto cercando di pensare a me stessa e solo a me stessa stavolta! Alla mia salute mentale e fisica… Perché la sua violenza psicologica era sfociata in quella sessuale…
    Ora ho paura,mi ha sempre ripetuto che comanda lui,che io non posso decidere, che sono finita senza di lui…
    E temo che la mia reazione di no contact possa farlo diventare ancora più violento e vendicativo… Posso sperare che sia finita così, senza grosse conseguenze a parte quelle mie emotive,oppure devo temere ancora lui?
    In questi casi va tenuta sempre la guardia alta,vero?

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  7. Che dire? Magnifica ! Dopo 3 anni con un esemplare patologico di questo tipo ero distrutta e cosa peggiore mi incolpaVo di tutto ! Sto divorando il tuo blog e ti giuro adesso sto proprio bene! Son passata dal perché lho lasciato? A che fortuna essermi liberata di un tale squilibrato. La cosa che mi rende più felice che mai anzi raggiante e sapere che come hai scritto è destinato a fallire ancora per l’eternità in una LOTTA a vuoto in cui si troverà sempre più solo ed essere quello che è: un FALLITO e un MITOMANE! Mi spiace solo per le vittime. Ci vorrebbe una legge che ci tutela contro queste violenze e manipolazioni psicologiche! Allora vedi che con un po di carcere il nostro perverso forse avrebbe giustizia! Grazie di esserci!

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    • Grazie a te Rosy per i tuoi complimenti. È complicato inquadrare una fattispecie di reato per la violenza psicologica in quanto è difficilmente dimostrabile. Si presta purtroppo a rigiramenti di frittata e ad accuse di paranoia. Sforziamoci di guarire senza leggi a nostro favore. Attraverso la lettura ce la possiamo fare.

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  8. Che bella l’immagine del fiorellino, a tutte dico che ho ancora tanto bisogno di farmi forza e grazie a relazionipericolose Astra e tutte voi ! Belle e buone persone con testa cuore e anima. no contact sempre

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  9. Grazie. Lo stamperò e leggerò nei momenti di maggiore sconforto.
    In certi giorni penso che lui e l’altra siano belli e felici insieme, che stiano facendo progetti, magari gli stessi che aveva con me, e crollo.
    Ieri ho potuto verificare che in effetti non è così. Lui dopo più di 2 settimane che l’avevo cacciato ha bussato alla porta (non può contattarmi in nessun modo perché l’ho bloccato ovunque). Dalle sue parole ho capito che non è cambiato, che non è felice. Non dobbiamo immaginarceli felici perché non lo saranno mai. A volte la mente ci fa questi scherzi ma la realtà ci fa vedere di nuovo le cose nella giusta dimensione.
    E per la prima volta ho potuto affrontarlo consapevole del suo problema, vedendolo per quello che è, una persona disturbata.
    Ho analizzato, mentre era qui, ho verificato in lui le caratteristiche del narcisista, contro cui so come difendermi. Ha cercato di farmi sentire in colpa per la fine della relazione, ha mandato segnali sul fatto che con l’altra già si sta stufando e ovviamente è colpa dell’altra. Mi ha detto che mi amava ancora e per lui il matrimonio con me è stato importante. Non gli ho creduto. Ho cercato di spiegargli che probabilmente ha questo disturbo ma non ne ha voluto sapere, ma già lo immaginavo.
    Sempre lo stesso schema, sempre lo stesso circolo, non ci sarà mai donna che possa cambiarlo. E quando ho dubbi devo ricordarmi dell’esperienza che ho avuto ieri. Rivivono sempre le stesse storie.

    Spero di essere un po’ d’aiuto con queste parole e nel frattempo di farmi forza.

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    • Stesso schema. Sempre. Con qualche variabile non rilevante. Vorrei dire, a tutti voi che state vivendo le prime fasi del no contact, che è davvero importante, come dice Astra, usare questo tempo per capire. Capire che cosa si è vissuto, e l’esasperata anormalità dell’esperienza. Per questo la ‘fine’ non va affrontata come l’atto finale di una relazione. Non lo è. È l’atto finale di una truffa. Quando questo è consolidato nella nostra mente, cominciamo ad accorgerci di come la truffa quotidiana ci toglieva energie vitali e persino la capacità di goderci la vita (che per noi ruotava solo attorno allo psicopatico, alle sue azioni/reazioni, e ai suoi innumerevoli problemi). Io, dopo qualche mese, sto ora provando la sensazione di una piccola resurrezione!

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      • Grazie Giusi per contribuire sempre a rafforzare queste convinzioni. Più che una fine considero la chiusura della relazione con un individuo del genere una vera e propria liberazione da una trappola. E’ difficile comprendere che a questa conclusione si arriva solo attraverso il no contact ma è così. Il no contact serve soprattutto ad entrare nell’ordine di idee che perderli è stata una grande fortuna ed è per questo che non si fa che raccomandarlo. Una volta scattato questo meccanismo mentale la guarigione è a portata di mano.

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      • Anche a me come sono tornate utili le letture quando busso alla mia porto visto blocco ovunque.non credevo più ad una parola e decodificare tutte le strategie.che grande cosa liBerardi da questi soggetti. Forza a tutti.

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  10. Io non immaginavo che il NO CONTACT potesse essere così illuminante. Invece dopo alcuni mesi, ogni giorno di più leggo con lucidità la non-relazione e mi rendo conto di quanto possa essere piacevole vivere senza ansia, senza gli attacchi di colite, senza l’insicurezza emotiva continua e costante, senza la paura che possa finire da un momento all’altro e non sai bene perchè, senza le continue elucubrazioni sui perché e per come. Non saperne più nulla di nulla, è l’unica strada per riprendere una vita altrimenti non degna di essere vissuta.

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    • E’ esattamente così. Quando finisce una storia del genere nel panico più totale e in completa dissonanza cognitiva non si riescono a cogliere in pieno le capacità terapeutiche del no contact e si fa molta fatica ad attuarlo. In realtà è l’unica, vera salvezza. A coloro che non sono ancora riuscite ad instaurarlo consiglio di sforzarsi e provare. E se fallite una volta continuate a provare. Prima si entra in no contact, prima si esce dal delirio.

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      • Cara Astra, grazie per i tuoi utilissimi articoli ed il tuo prezioso lavoro: attingo sempre ai tuoi articoli per cercare forza. Anche se sto praticando il no contact , sto cercando di distrarmi e mi dedico a tantissime altre attività, il mio ex , narcisista patologico maligno (è durata 5 anni), continua ed essere un pensiero fisso, un chiodo piantato nella testa che non mi molla dal mattino alla sera. E questa sensazione mi condiziona anche nei nuovi contatti. Ma quando passa? Svanirà? Che altro si può fare?

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      • Angelina, certo che passa! Ciascuno ha i suoi tempi e le proprie modalità ma prima o poi si esce dalla trappola. E soprattutto con una maggiore consapevolezza. Tutta questa sofferenza non è gratuita e un giorno non lontano lo scoprirai. Ti sentirai forte come una roccia e padrona delle situazioni. Buon percorso cara.

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  11. Credo che aver avuto a che fare con questi essere ci abbia fatto conoscere (in anticipo) il Gelo della Morte. Se la loro temperatura corporea fosse pari a quella psichica proveremmo ribrezzo anche a toccarli, altro che passione amorosa!
    Nella scala dell’orrido umano i naricisisti perversi sono preceduti solo dai pedofili e dalle madri che non proteggono i propri figli.

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    • Io credo che quando si prende piena coscienza della disumana amoralità che caratterizza questi individui, arrivare al no contact è del tutto naturale. Voglio dire che invece che ‘cercare’ di stabilire e mantenere il NC, la presa di coscienza porta automaticamente all’evitamento di questi individui in ogni forma e modo. Sospetto che chi fa fatica a mantenere solidamente il NC ancora pensi che esista una manciata di amore (magari in potenza, se non in atto) in loro, una briciola di onestà, un granello di coscienza morale. Insomma, ancora si spera che qualcosa in loro, e dunque nella vita che abbiamo dato a loro, possa essere salvato. Si chiama wishful thinking, ed è un bias cognitivo che di solito accompagna clamorosi errori di ragionamento. Ma supponendo che nulla possa essere salvato (cioè facendo una supposizione realistica), davvero vi andrebbe di scambiare ancora due parole con questi individui?

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      • Io vorrei tanto, tanto, tanto essere salda e smetterla di tormentarmi con tutti i “forse avrei potuto”. Non ce la faccio proprio a liquidare i pensieri con l’ammissione di psicopatia. Non riesco a crederci fino in fondo, non riesco a venirne fuori. Questo dolore non riesco a gestirlo. Come faccio a non fare più errori di ragionamento che mi devastino la vita? Perché continuo a incontrare sentimentalnente persone abusanti? Esiste la normalità al di fuori degli incubi? Che colore ha? Perché io non sono mai riuscita a venir fuori dal nero del male?

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  12. Cara Mina comprendo il tuo tormento e le tue domande. mi appartengono. Dopo tanti mesi di no contact e di lavoro su me stessa, di letture, di confronti, con la volontà e l’impegno di imparare passioni nuove, devo oggi riconoscere di esserci ancora caduta.
    Ho in questo periodo conosciuto una persona, con la quale nel tempo si era instaurata una positiva simpatia, ma non ho colto in tempo dei segnali che dovevano mettermi in allarme. Nel giro di qualche settimana sono rimasta intrappolata in un coinvolgimento sentimentale che si è rivelato foriero di schemi già vissuti.
    Ora sto malissimo, perché non sono riuscita a riconoscere in tempo i meccanismi di seduzione (non c’è che dire: sono abili), e decodificare immediatamente i comportamenti, a leggere tra le righe…Eppure c’erano tutti gli ingredienti!! Sono ingenua? Cosa devo capire ancora di me stessa? Cosa devo imparare? Sto molto male. Provo rabbia soprattutto nei miei confronti. Ma esistono persone sane? Che sanno amare? In questo momento non ci credo più

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    • Lucia, è terribile, è successo di nuovo anche a me. Vivo con la paranoia di incontrare mostri, dopo quello che mi è successo, e puntualmente ne incontro. È paradossale. Mi accorgo pure dei segnali, che qualcosa non quadra, ma mi sento in colpa, penso di essere un’esagerata, sospettosa, esigente, egoista e aspetto, aspetto fino alle ferite. Che si sommano sempre di più, sempre più profonde. E divento più sospettosa al giro successivo e mi aumentano i sensi di colpa. Sono così bisognosa di amore che sogno, passo sopra agli sgarbi, agli sfregi, alle umiliazioni, sempre convinta di sbagliare io, di non sapermi meritare l’amore che mi manca da sempre. Devo uscire da questo tunnel prima di morirne

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      • Mina… che dolore leggere quanto scrivi. Un dolore acuto, che riconosco, lettera per lettera. È il mio, è lui, senza dubbio. Quanto le parole usate da tutte siano simili, descrivano gli stessi tormenti. Non è un caso, non può essere un caso. Me lo ripeto. Ma l’astinenza e soprattutto il pensiero che costantemente vola ai cosiddetti “periodi belli” mi bloccano. È un’illusione, lo so. Ma c’è stato un periodo davvero magico… o è solo frutto del dolore e della lacerante solitudine che provo?

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  13. Cara Francesca, il periodo magico era frutto di giochi di prestigio da illusionista. Tutto funziona finché ci si vuole credere e non ci si pone domande. L’incubo inizia appena ti affacci dietro le quinte. Potevamo continuare a credere davvero che uscissero magicamente fiori e conigli dal cilindro? Capisco benissimo la tua solitudine, la vivo minuto dopo minuto. Ti abbraccio

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