Paure infondate

 

Uno dei postumi più dolorosi della relazione con un soggetto disturbato è immaginarlo felice lontano da noi e soprattutto temere che un’altra persona riesca miracolosamente a cambiarlo e ad ottenere ciò che a noi non è riuscito in settimane, mesi o anche anni di rapporto tormentato. L’interrogativo  più ricorrente tra le testimonianze che compaiono sui siti di recupero da relazioni patologiche è: in cosa ho sbagliato per farlo/a allontanare e innamorare di un’altra/o?

Una prima risposta la può fornire la modalità attraverso la quale la maggior parte di voi ha appreso dell’esistenza di problematiche relazionali di origine patologica. Quanti, grazie a Google, hanno scoperto  il narcisismo, la psicopatia e i disturbi della personalità? Ammetto di essere una dei tanti: in preda allo smarrimento, al non riuscire a darmi risposte, alla confusione tra sospetti, certezze e paranoie, sensi di colpa e di responsabilità, la digitazione di parole chiave come “manipolatore”, “bugiardo”, “violenza verbale” mi ha permesso di realizzare cosa stava accadendo nella mia vita da mesi. Il primo passo per scrollarsi di dosso colpe e responsabilità è pertanto non dimenticare di avere a che fare con una persona disturbata – narcisista, psicopatica o sociopatica che sia-. Se così non fosse, non sareste mai arrivati a questo blog. Non avreste avuto motivo di digitare sui motori di ricerca combinazioni di parole tra cui “sindrome di chi giustifica un colpevole”, “egocentrici snob”, “bugie patologiche e truffe”, “ricatti emotivi” e “subire manipolazioni, vendette e tradimenti” come invece è successo a più di 2.500 persone che Google & Company hanno indirizzato a Relazioni Pericolose.

Appurato che la storia non ha funzionato non per vostre mancanze ma per una sua disfunzione relazionale, elemento di una ben più seria e complessa patologia psicologica, bisogna prendere atto che da questi mali dell’anima, purtroppo, non si guarisce né si migliora. La coscienza non si acquisisce in età adulta. E’ una parte di noi che si forma lentamente, giorno dopo giorno sin dai primi anni di vita, insegnamento su insegnamento, premio su premio, castigo su castigo. E’ determinata da educazione, ambiente, istruzione, famiglia, esempi di vita e mille altre cose. Non sarà certo l’arrivo di una preda più sexy,benestante, intelligente,alta o minuta, magra o formosa, brillante e di successo a risvegliare la coscienza in chi non l’ha mai avuta. Uno psicopatico narcisista non cambia, indipendentemente da chi sia la sua vittima. E’ un impostore in grado di ripetere all’infinito la stessa identica farsa con finali di relazione molto simili tra loro, se non analoghi. E’ solo una  questione di tempo: quanto credete resisterà senza dire bugie? Quanto senza dar vita a una manche del gioco del gatto e del topo? Quanto senza sparire per giorni, settimane e anche mesi?

Asciugatevi gli occhi, amici miei, e ringraziate il Signore che il problema è passato nelle mani di qualcun altro. Se sentite una fitta nel cuore al vostro risveglio, fatevi forza e continuate la giornata. Tenetevi alla larga da Facebook, Twitter, Whatsapp e altri social- lontano dagli occhi,lontano dal cuore-e imponetevi di rimandare il problema al giorno successivo. Le prime settimane che seguono la rottura sono le peggiori. Questi soggetti lo sanno perfettamente, è per questo che abbandonano la scena del crimine senza una chiusura netta, senza dare spiegazioni. Sono ben consapevoli che il silenzio può essere massacrante e lo utilizzano, oltre che per trastullarsi in libertà, anche per accrescere in noi lo stato di ansia e di dipendenza al punto di farci trepidare per il loro ritorno quando dovremmo fare il contrario: e cioè utilizzare il silenzio per razionalizzare il problema, leggere tra le pieghe della relazione, fortificarci, documentarci sui disturbi di personalità, mettere un punto e finirla una volta per tutte.  Se si riuscisse a mantenere i nervi saldi durante quei delicatissimi giorni, elaborare simili percorsi mentali e prepararsi al calcio di rigore che questi signori ci metteranno sicuramente nelle condizioni di battere, ci si metterebbe al riparo da ulteriori settimane, mesi e anni di dolore. Piangendoci addosso in attesa di un loro segno di ripensamento diventiamo inavvertitamente complici di un pesante gioco al massacro invece di prendere le dovute distanze da una relazione altamente tossica, pericolosamente velenosa e, cosa ancor più importante, di valore vicino allo zero.

Astra

71 thoughts on “Paure infondate

  1. Per me le prime settimane sono state stranamente quelle in cui mi sentivo più forte. Sono ststa io a lasciare
    Poi lui è tornato a voler parlare, dire cose che ormai non aveva più senso dire.
    Nonostante abbia già un’altra donna avrebbe voluto continuare lo scambio di mail. Chiaramente per scaricare la colpa, attuare piccole vendette, mostrare un interesse senza via di sviluppo.
    Quante cattiverie velate, provocazioni, manipolazioni, falso interessamento per vedermi sempre più ferita a vulnerabile per poi dire alla fine che non avrebbe potuto stare con una donna orgogliosa e poco umile come me. E che siccome questa donna è una brava che merita….ormai…
    Allora cosa cerchi da.me?

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  2. Condivido l’articolo, interessante come tutti gli altri. Io ho attraversato due fasi differenti nelle due volte in cui sono “sparita”, scappata letteralmente.
    La prima volta è stata peggiore perchè ho sofferto le tipiche crisi di astinenza che, nonostante volessi restare salda e ferma nella mia decisione, mi hanno portato successivamente al mio riavvicinamento.
    Mentre, quest’ultima volta, come ha scritto Antonella mi sono sentita forte all’inizio. Poi ho attraversato momenti di intenso dolore per la piena e totale consapevolezza di quanto male mi era stato inflitto e di come io l’avevo permesso.
    Ho resistito. Ho bloccato tutti i canali di possibile contatto. Lui non si è più fatto vivo, per mia fortuna. E poco alla volta sto riprendendo in mano la mia vita. Mi sento indubbiamente diversa dal periodo precedente di questa terribile esperienza. Ma, lontana dall’incubo, da tutto ciò che mi ha inchiodato, destabilizzato, resa fragile, sto meglio.
    Ribadisco solo con il NO CONTACT serrato e definitivo.

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    • Io ho deciso di cambiare numero, acquistato ieri sera. Non ci sono altre vie di uscita….Non riuscirei più a sopportare altro….è troppo….e lui è sempre tornato. Ora spero che il no contact mi porti davvero in una nuova direzione, consapevole del dolore che ancora sto provando…

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  3. Voglio raccontarvi anche la mia di esperienza… l’aria che letteralmente ti manca… potrà sembrarvi pazzesco ma non riuscivo proprio più a respirare era molto difficoltoso… un fastidio continuo, un peso gigantesco che mi sforzavo molto di ignorare… ma non che dire piangevo sempre e in realtà mi faceva anche bene… non so ma una ferita è un po’ come un lutto di cui ci dobbiamo prendere cura per riuscire a stare bene… nel mio caso sono stata lasciata io. Mi ero appena laureata e avevamo appena preso casa e comprato i mobili… mi ha lasciato la sera che siamo andati a cena dei suoi per festeggiare la mia laurea… (xD fa un po’ ridere infondo) ovviamente non mi ha proprio lasciata… mi ha detto di aver “bisogno di tempo per riflettere” mi ha anche fatto notare quanto io sia stata terribilmente trascurante nell ultimo periodo in cui mi stavo laureando (e nel mentre lavoravo pure)… non ci capivo più niente… mi sentivo responsabile… e infondo, chissà perché, lo amavo veramente… non abbiamo smesso di sentirci e ci vedavamo ogni tanto… non vi dico quanto sono dimagrita in quel periodo ma mi sono anche aperta a tante cose che.prima quando stavo con lui non mi.permettevo di fare… come.partire per viaggi improvvisati con amici!! …che dire…. dopo tante tante frottole alla fine ho scoperto che stava frequentando due donne… (o che almeno sperava di frenquentare…) di cui una altamente… altamente disturbata… di cui solo un.mostro si potrebbe approfittare e lì direi che un po’ ho realizzato chi lui fosse veramente e ha smesso di.importarmi… non lo odio… perché anche l’odio è un sentimento che ti tiene.legato ad una persona… adesso sono libera e questa è un grande occasione.

    Grazie Astra per i tuoi articoli e pensieri è un piacere leggerli e poterci riflettere sopra.

    Anto

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  4. Confermo e condivido tutto…parola per parola…fase per fase… le prime settimane sono devastanti : mille dubbi, astinenza, insonnia, un vuoto devastante, rabbia, angoscia…. ero arrivata a pensare che lasciarlo era stato l’errore piu’ grande della mia vita … pianti senza fine…e una solitudine insopportabile.

    E ho cominciato a leggere libri , qs pagine …. credo che la conoscenza e la consapevolezza mi abbiano reso piu’ resistente e piu’ convinta … e finalmente non ho piu’ ceduto alla tentazione di contattarlo.

    La lontananza da loro è l’unica via che permette di ritrovare la lucidità necessaria per comprendere tutto fino infondo e iniziare a ritrovare se stessi

    ogni giorno ringrazio …perché …sembra assurdo …ma con il senno di poi posso chiaramente affermare ” poteva andare peggio ” e ringrazio sempre il “destino” di avermi indirizzato su qs pagine …

    Ora… se mi volto indietro….vedo un fiume di fango …devastante… e poi là al centro …vedo me stessa ….un fiorellino sopravvissuto … ancora fragile , ma splendido.

    grazie

    Dani

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  5. questo articolo mi era sfuggito…forse per il titolo …. ma è grandioso il contenuto … i primi giorni di disintossicazione sono i più terribili…

    cara Astra … tu non hai idea di quanto bene e di quante possibilità di “salvezza” tu stia offrendo …

    G R A Z I E

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    • E’ proprio così….il dolore dell’assenza è devastante, perchè ti rendi conti di quanto male è stato fatto a te stessa e non ti capaciti del fatto che continuerebbe a ferire, senza tregua. Colpevolizzare per lui era all’ordine del giorno, per non parlare di quando tentavo un confronto per “riallinearci” o capire che direzione prendere…..e mi sentivo dire le peggio cose, colpe su colpe, e ciliegina sulla torta, ci stava sempre un “proprio oggi, che è successo questo…che è morto quest’altro…che ricorre l’anniversario della morte di mio papà…” etc etc……vittimismo aggiunto a sadismo puro. Diabolico.

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  6. Non è la prima volta che tento di uscirne e di ribellarmi a questo gioco al massacro, e lui ha sempre reagito inizialmente con il silenzio…per punirmi, per prendere distanza senza compromettersi verbalmente… Fatto sta che anche io so che significa avere crisi di astinenza che te lo fanno idealizzare e desiderare ancora di più.
    Stavolta è diverso perché mi sto fortificando e sto cercando di pensare a me stessa e solo a me stessa stavolta! Alla mia salute mentale e fisica… Perché la sua violenza psicologica era sfociata in quella sessuale…
    Ora ho paura,mi ha sempre ripetuto che comanda lui,che io non posso decidere, che sono finita senza di lui…
    E temo che la mia reazione di no contact possa farlo diventare ancora più violento e vendicativo… Posso sperare che sia finita così, senza grosse conseguenze a parte quelle mie emotive,oppure devo temere ancora lui?
    In questi casi va tenuta sempre la guardia alta,vero?

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  7. Che dire? Magnifica ! Dopo 3 anni con un esemplare patologico di questo tipo ero distrutta e cosa peggiore mi incolpaVo di tutto ! Sto divorando il tuo blog e ti giuro adesso sto proprio bene! Son passata dal perché lho lasciato? A che fortuna essermi liberata di un tale squilibrato. La cosa che mi rende più felice che mai anzi raggiante e sapere che come hai scritto è destinato a fallire ancora per l’eternità in una LOTTA a vuoto in cui si troverà sempre più solo ed essere quello che è: un FALLITO e un MITOMANE! Mi spiace solo per le vittime. Ci vorrebbe una legge che ci tutela contro queste violenze e manipolazioni psicologiche! Allora vedi che con un po di carcere il nostro perverso forse avrebbe giustizia! Grazie di esserci!

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    • Grazie a te Rosy per i tuoi complimenti. È complicato inquadrare una fattispecie di reato per la violenza psicologica in quanto è difficilmente dimostrabile. Si presta purtroppo a rigiramenti di frittata e ad accuse di paranoia. Sforziamoci di guarire senza leggi a nostro favore. Attraverso la lettura ce la possiamo fare.

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  8. Che bella l’immagine del fiorellino, a tutte dico che ho ancora tanto bisogno di farmi forza e grazie a relazionipericolose Astra e tutte voi ! Belle e buone persone con testa cuore e anima. no contact sempre

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  9. Grazie. Lo stamperò e leggerò nei momenti di maggiore sconforto.
    In certi giorni penso che lui e l’altra siano belli e felici insieme, che stiano facendo progetti, magari gli stessi che aveva con me, e crollo.
    Ieri ho potuto verificare che in effetti non è così. Lui dopo più di 2 settimane che l’avevo cacciato ha bussato alla porta (non può contattarmi in nessun modo perché l’ho bloccato ovunque). Dalle sue parole ho capito che non è cambiato, che non è felice. Non dobbiamo immaginarceli felici perché non lo saranno mai. A volte la mente ci fa questi scherzi ma la realtà ci fa vedere di nuovo le cose nella giusta dimensione.
    E per la prima volta ho potuto affrontarlo consapevole del suo problema, vedendolo per quello che è, una persona disturbata.
    Ho analizzato, mentre era qui, ho verificato in lui le caratteristiche del narcisista, contro cui so come difendermi. Ha cercato di farmi sentire in colpa per la fine della relazione, ha mandato segnali sul fatto che con l’altra già si sta stufando e ovviamente è colpa dell’altra. Mi ha detto che mi amava ancora e per lui il matrimonio con me è stato importante. Non gli ho creduto. Ho cercato di spiegargli che probabilmente ha questo disturbo ma non ne ha voluto sapere, ma già lo immaginavo.
    Sempre lo stesso schema, sempre lo stesso circolo, non ci sarà mai donna che possa cambiarlo. E quando ho dubbi devo ricordarmi dell’esperienza che ho avuto ieri. Rivivono sempre le stesse storie.

    Spero di essere un po’ d’aiuto con queste parole e nel frattempo di farmi forza.

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    • Stesso schema. Sempre. Con qualche variabile non rilevante. Vorrei dire, a tutti voi che state vivendo le prime fasi del no contact, che è davvero importante, come dice Astra, usare questo tempo per capire. Capire che cosa si è vissuto, e l’esasperata anormalità dell’esperienza. Per questo la ‘fine’ non va affrontata come l’atto finale di una relazione. Non lo è. È l’atto finale di una truffa. Quando questo è consolidato nella nostra mente, cominciamo ad accorgerci di come la truffa quotidiana ci toglieva energie vitali e persino la capacità di goderci la vita (che per noi ruotava solo attorno allo psicopatico, alle sue azioni/reazioni, e ai suoi innumerevoli problemi). Io, dopo qualche mese, sto ora provando la sensazione di una piccola resurrezione!

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      • Grazie Giusi per contribuire sempre a rafforzare queste convinzioni. Più che una fine considero la chiusura della relazione con un individuo del genere una vera e propria liberazione da una trappola. E’ difficile comprendere che a questa conclusione si arriva solo attraverso il no contact ma è così. Il no contact serve soprattutto ad entrare nell’ordine di idee che perderli è stata una grande fortuna ed è per questo che non si fa che raccomandarlo. Una volta scattato questo meccanismo mentale la guarigione è a portata di mano.

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      • Anche a me come sono tornate utili le letture quando busso alla mia porto visto blocco ovunque.non credevo più ad una parola e decodificare tutte le strategie.che grande cosa liBerardi da questi soggetti. Forza a tutti.

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  10. Io non immaginavo che il NO CONTACT potesse essere così illuminante. Invece dopo alcuni mesi, ogni giorno di più leggo con lucidità la non-relazione e mi rendo conto di quanto possa essere piacevole vivere senza ansia, senza gli attacchi di colite, senza l’insicurezza emotiva continua e costante, senza la paura che possa finire da un momento all’altro e non sai bene perchè, senza le continue elucubrazioni sui perché e per come. Non saperne più nulla di nulla, è l’unica strada per riprendere una vita altrimenti non degna di essere vissuta.

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    • E’ esattamente così. Quando finisce una storia del genere nel panico più totale e in completa dissonanza cognitiva non si riescono a cogliere in pieno le capacità terapeutiche del no contact e si fa molta fatica ad attuarlo. In realtà è l’unica, vera salvezza. A coloro che non sono ancora riuscite ad instaurarlo consiglio di sforzarsi e provare. E se fallite una volta continuate a provare. Prima si entra in no contact, prima si esce dal delirio.

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      • Cara Astra, grazie per i tuoi utilissimi articoli ed il tuo prezioso lavoro: attingo sempre ai tuoi articoli per cercare forza. Anche se sto praticando il no contact , sto cercando di distrarmi e mi dedico a tantissime altre attività, il mio ex , narcisista patologico maligno (è durata 5 anni), continua ed essere un pensiero fisso, un chiodo piantato nella testa che non mi molla dal mattino alla sera. E questa sensazione mi condiziona anche nei nuovi contatti. Ma quando passa? Svanirà? Che altro si può fare?

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      • Angelina, certo che passa! Ciascuno ha i suoi tempi e le proprie modalità ma prima o poi si esce dalla trappola. E soprattutto con una maggiore consapevolezza. Tutta questa sofferenza non è gratuita e un giorno non lontano lo scoprirai. Ti sentirai forte come una roccia e padrona delle situazioni. Buon percorso cara.

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  11. Credo che aver avuto a che fare con questi essere ci abbia fatto conoscere (in anticipo) il Gelo della Morte. Se la loro temperatura corporea fosse pari a quella psichica proveremmo ribrezzo anche a toccarli, altro che passione amorosa!
    Nella scala dell’orrido umano i naricisisti perversi sono preceduti solo dai pedofili e dalle madri che non proteggono i propri figli.

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    • Io credo che quando si prende piena coscienza della disumana amoralità che caratterizza questi individui, arrivare al no contact è del tutto naturale. Voglio dire che invece che ‘cercare’ di stabilire e mantenere il NC, la presa di coscienza porta automaticamente all’evitamento di questi individui in ogni forma e modo. Sospetto che chi fa fatica a mantenere solidamente il NC ancora pensi che esista una manciata di amore (magari in potenza, se non in atto) in loro, una briciola di onestà, un granello di coscienza morale. Insomma, ancora si spera che qualcosa in loro, e dunque nella vita che abbiamo dato a loro, possa essere salvato. Si chiama wishful thinking, ed è un bias cognitivo che di solito accompagna clamorosi errori di ragionamento. Ma supponendo che nulla possa essere salvato (cioè facendo una supposizione realistica), davvero vi andrebbe di scambiare ancora due parole con questi individui?

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      • Io vorrei tanto, tanto, tanto essere salda e smetterla di tormentarmi con tutti i “forse avrei potuto”. Non ce la faccio proprio a liquidare i pensieri con l’ammissione di psicopatia. Non riesco a crederci fino in fondo, non riesco a venirne fuori. Questo dolore non riesco a gestirlo. Come faccio a non fare più errori di ragionamento che mi devastino la vita? Perché continuo a incontrare sentimentalnente persone abusanti? Esiste la normalità al di fuori degli incubi? Che colore ha? Perché io non sono mai riuscita a venir fuori dal nero del male?

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  12. Cara Mina comprendo il tuo tormento e le tue domande. mi appartengono. Dopo tanti mesi di no contact e di lavoro su me stessa, di letture, di confronti, con la volontà e l’impegno di imparare passioni nuove, devo oggi riconoscere di esserci ancora caduta.
    Ho in questo periodo conosciuto una persona, con la quale nel tempo si era instaurata una positiva simpatia, ma non ho colto in tempo dei segnali che dovevano mettermi in allarme. Nel giro di qualche settimana sono rimasta intrappolata in un coinvolgimento sentimentale che si è rivelato foriero di schemi già vissuti.
    Ora sto malissimo, perché non sono riuscita a riconoscere in tempo i meccanismi di seduzione (non c’è che dire: sono abili), e decodificare immediatamente i comportamenti, a leggere tra le righe…Eppure c’erano tutti gli ingredienti!! Sono ingenua? Cosa devo capire ancora di me stessa? Cosa devo imparare? Sto molto male. Provo rabbia soprattutto nei miei confronti. Ma esistono persone sane? Che sanno amare? In questo momento non ci credo più

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    • Lucia, è terribile, è successo di nuovo anche a me. Vivo con la paranoia di incontrare mostri, dopo quello che mi è successo, e puntualmente ne incontro. È paradossale. Mi accorgo pure dei segnali, che qualcosa non quadra, ma mi sento in colpa, penso di essere un’esagerata, sospettosa, esigente, egoista e aspetto, aspetto fino alle ferite. Che si sommano sempre di più, sempre più profonde. E divento più sospettosa al giro successivo e mi aumentano i sensi di colpa. Sono così bisognosa di amore che sogno, passo sopra agli sgarbi, agli sfregi, alle umiliazioni, sempre convinta di sbagliare io, di non sapermi meritare l’amore che mi manca da sempre. Devo uscire da questo tunnel prima di morirne

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      • Mina… che dolore leggere quanto scrivi. Un dolore acuto, che riconosco, lettera per lettera. È il mio, è lui, senza dubbio. Quanto le parole usate da tutte siano simili, descrivano gli stessi tormenti. Non è un caso, non può essere un caso. Me lo ripeto. Ma l’astinenza e soprattutto il pensiero che costantemente vola ai cosiddetti “periodi belli” mi bloccano. È un’illusione, lo so. Ma c’è stato un periodo davvero magico… o è solo frutto del dolore e della lacerante solitudine che provo?

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  13. Cara Francesca, il periodo magico era frutto di giochi di prestigio da illusionista. Tutto funziona finché ci si vuole credere e non ci si pone domande. L’incubo inizia appena ti affacci dietro le quinte. Potevamo continuare a credere davvero che uscissero magicamente fiori e conigli dal cilindro? Capisco benissimo la tua solitudine, la vivo minuto dopo minuto. Ti abbraccio

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  14. Uff….. Astra, ho sbagliato a digitare il nick nel precedente invio.. colpa del vino rosso….

    Io mi sono fatta un’idea diversa, ma è soggettiva ovviamente e riguarda la mia situazione, non intendo certo generalizzare.
    Il personaggio in questione ha reificato la sottoscritta per meccanismi che già conosciamo. Quindi i ricatti morali, materiali, economici, sentimentali, la prepotenza, l’arroganza, la manipolazione, probabilmente una doppia vita.
    Con la precedente consorte le cose, da quanto ho capito, sono andate più o meno nello stesso modo. Lei era più reattiva, probabilmente, litigava di più.
    Da quanto ho visto nel tempo però, e dagli apprezzamenti da lui espressi verso quella che penso sia la potenziale eventuale futura donna (con cui sospetto una relazione da tempo, Dio mi perdoni se sbaglio) sono giunta alla conclusione che potrebbe invece trovare un equilibrio con una donna diversa, più … simile a lui, ma non nel comportamento manipolatorio, ma in un certo modo di vedere le cose e la vita. Intendiamoci, se cosi fosse, sarebbe in contraddizione stridentissima con il tipo di moralità e rigore integralista professato nei suoi anni (anni!!!!!! e di doppiezza) con me…. Quindi, diciamo, proprio “regolare” non è…. nel suo fingersi agli antipodi da ciò che è…
    Ma non sono convinta che proverà ancora a sottomettere qualcuna. Io penso che si facciano furbi, a un certo punto, e cerchino qualcuna con cui condividere la loro immoralità…
    Se non fossi ancora così dolente

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    • Cara Rosalba,
      io credo che quello che l’ha tenuto legato a me per tanti anni sia stato un mix di cose: in primis l’attrazione fisica molto forte, la chimica tra due persone o c’è o non c’è e neanche loro la possono fingere, da quel punto di vista “funzionavamo” molto bene e lui mi disse più di una volta, anche quando aveva messo in atto la svalutazione con successivo scarto, che era ossessionato da me “da quel punto di vista”.
      Nel periodo buono parlavamo dei problemi l’uno con l’altra e ci aiutavamo, ci confortavamo…non dovevo fingere allegria se ero preoccupata per qualcosa e faceva anche gesti e azioni per aiutarmi.
      E il fatto che io sia una persona che, tendenzialmente, si fida ed è poco sospettosa è stata la ciliegina sulla torta, per lui.
      Infatti i problemi tra di noi sono nati quando io ho iniziato a dubitare di lui e del suo amore per me, lì si è stancato e mi ha colpevolizzato dandomi della paranoica, insicura…etc.
      Anche io pensavo che lui avesse bisogno di una donna diversa da me,
      infatti prima di me aveva una relazione con una donna fidanzatissima, con la quale è stato per anni e gli andava bene non dover avere troppi impegni, poi questa donna è stata lasciata dal fidanzato due mesi prima del matrimonio (il karma!) e dunque, per lui, è diventata una palla al piede perché chiedeva di più.
      Nella prima fase del nostro rapporto (2011 e 2012), sono stata triangolata con lei, infatti sparì per tornare da lei all’improvviso (io non capivo), per poi stancarsi, come ho scritto sopra, e tornare da me che lo accolsi a braccia aperte e gli perdonai il tradimento, mi giurava che avrebbe passato il resto della vita a farsi perdonare e rendermi felice.
      Ho sempre pensato di essere troppo “pura” dentro per lui, che avesse più stima di donne di quel genere, che a me fanno orrore, che stanno con un uomo per ottenere vantaggi a livello economico e sociale e nel frattempo si divertono con l’amante.
      Ma dalla mia esperienza ho visto che non le tratteranno in modo diverso, ripeteranno la stessa danza con tutte.
      Il problema non siamo noi, i nostri principi, la nostra personalità, dobbiamo metterci in testa che il loro essere anaffettivi li porta ad agire sempre così per avere un rifornimento narcisistico vitale al loro Ego.
      Per questo, cara Rosalba e cara Penelope, non esiste sulla faccia della terra una donna che li farà cambiare o legare maggiormente, sono degli eterni insoddisfatti.
      Pensiamo a noi e non occupiamoci di come vivano loro senza di noi.
      Un abbraccio e buona giornata.

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  15. Cara Penelope,
    Per quello che riguarda la mia situazione sono convinta , e l’ho spesso sostenuto anche con lui, che gli serva un altro tipo di donna rispetto a me.
    L’identikit è facile: già impegnata , allegra e disinvolta, con un marito che garantisca dei privilegi ai quali non rinuncerà mai per lui (uno degli uomini più avari della terra oltre che uno sfruttatore di anime e risorse e un ‘triangolatore’ da premio Oscar) e magari dei figli dei quali occuparsi. In tal modo potrebbero giocare agli amanti per un po’, lei non darebbe fastidio con richieste assurde come me (uscire insieme di casa una volta in 4 anni, ma sono proprio una pazza pretenziosa e incontentabile) e prenderebbe solo quello che lui definisce ‘il buono’ che può offrire.
    Mi domando ancora cosa invece lo abbia tenuto vicino a me, che ho caratteristiche diverse e che l’ho solo aiutato in tutti i modi e amato più di me stessa senza chiedere niente in cambio, e creduto di costruire non un futuro ( per carità, che orrore l’impegno con una donna !!) ma almeno un affetto.

    Volevo chiedere se altre tra voi hanno mai avuto mia stessa tremenda sensazione: le storie con questi personaggi possono reggere finché da parte loro c’è desiderio fisico. Io per anni mi sono sentita sul filo di lana di dover essere sempre attraente, allegra e non mostrare alcun problema o dispiacere che pure avevo, perché gli dava fastidio e faceva crollare il desiderio, mettendolo in fuga e cercando subito una sostituta , meglio se sotto i miei occhi. Tutto ciò mi ha esaurita e lasciata come sono adesso, senza nemmeno più la forza di contrastarlo o meglio di andarmene.
    Sarò una povera illusa, ma immaginavo che in un contesto normale le persone avessero anche altro da scambiarsi … adesso sono spaventata che tutto il genere maschile sia così, quindi non vorrei comunque niente di nuovo…

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  16. Rosalba, la prima parte del tuo messaggio è identica per me (l’avarizia, le “pretese”:… un minimo di vita sociale… poi io mi sono fatta un’idea sul motivo per cui lui non volesse frequentare e uscire ma è un’altra storia), ma credo che lui se la scelga, anzi probabilmente lo ha già fatto, separata con figlio, in modo tale da essere libero di continuare a difendere la sua “sfera privata”, una bella fetta di vita che a me nascondeva, e avere al tempo stesso compagnia, sesso e una parvenza di famiglia, senza però impegnarsi di nuovo, perché dubito che si sposerà ancora.
    credo anche che lui con me abbia continuato finchè io sono stata abbastanza docile e l’ho assecondato, giustificato, non ho fatto domande, non ho insistito su certi dubbi… e finchè forse non ha intravisto un’alternativa, e mi abbia praticamente indotta a lasciarlo. Ci pensavo proprio stamane, non potrò mai dimenticare la frase dell’inizio della fine: “prendi tu la decisione”. In quel momento aveva detto tutto, senza dirlo.
    Inoltre credo che il suo disaffezionamento si sia consolidato quando ha capito che finanziariamente non sarebbe più riuscito a togliermi molto (io sono rimasta senza una lira a causa sua).

    Stellina, probabilmente hai ragione tu e io sbaglio, ma forse se trovano una donna che risponda alle loro esigenze egoistiche (perché magari anche lei ha determinate esigenze) trovino un equilibrio.
    E comunque… si, pensiamo a noi.

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  17. Ciao Penelope,
    io non ho la certezza assoluta, parlo solo per esperienza e per quello che ho letto negli articoli di questo blog e in quello del Dott. Secci.
    Credo che ciò che Astra ha scritto in questo articolo che stiamo commentando sia molto vero.
    Un abbraccio

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    • Si assolutamente, ma come qualcuno mi ha fatto notare, forse ancora non riesco ad accettare il fatto che una persona sia così fatta punto e basta. In fondo la vera chiusura, nonostante questa situazione di separazione duri da un anno, con qualche intervallo, è avvenuta pochi mesi fa e la reale e lucida consapevolezza anche.
      Abbraccio ricambiato 🙂

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      • Ciao cara,
        ho scritto due volte la risposta e non sono riuscita ad inoltrarla per problemi di connessione, credo.
        Ora invio questo e se riesco mi cimento nuovamente nella risposta.

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  18. Purtroppo oggi mi sono anche sentita dire: ‘ Sono fatto così. Non è che non voglia manifestarti i miei sentimenti, è che proprio non sento niente per te e per nessuno’. Consolante , no? Dopo averlo aiutato e sorretto in tutto per tanti anni, avere speso tempo e denaro, avere rinunciato a tanto…questa è la nuova maschera: quella della ‘falsa sincerità ‘ (scusate l’ossimoro). E comunque la sua offerta ‘indecente’ resta sempre valida. Che squallido. Scusate lo sfogo. Vi abbraccio.

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    • Scusa Rosalba, ma mi perdo pezzi di memoria mi sa, tra l’altro ricordo di aver letto altri tuoi post.. ma sei ancora con lui? Perché?Ma di buono, ha mai fatto qualcosa?
      Il “mio” disse che mi amava “come era capace di fare” e pure che “è fatto così”.

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    • Non puoi prenderti un bel periodo di ferie o quello che puoi e lasciarlo senza notizie messaggi e nel frattempo riflettere su come saltare fuori da quella pentola? (v. msg Stellina).

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  19. Sai Penelope, non saprei proprio come definire questa situazione. Un part – time coi suoi tempi e suoi modi? Forse. Sono anni che non c’è un gesto positivo verso di me….

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    • Rosalba ma …Non capisco perché rimani con lui. Sembra quasi che tu abbia deciso di accettare la situazione e se è così…. Ok…
      Se non ti fa soffrire.
      Ma se ti fa soffrire …… ???

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      • Mi fa soffrire da morirne.
        Purtroppo lavoriamo a stretto contatto, ed ogni volta che provo ad allontanarlo, torna e fa leva sulle mie debolezze.

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      • Cara Rosalba,
        lo so che è difficile e doloroso ma non accettare che ti ponga le sue condizioni e non adattarti ad un rapporto che non è quello iniziale e quello che vorresti.
        Ogni paletto che mette non sarà l’ultimo, cercherà di farti accettare condizioni sempre più svilenti e ogni volta che riuscirà a farlo ne gioirà.
        Io gli dissi, prima di prendere consapevolezza e poco prima che finisse, che mi sentivo come se mi avesse fatto entrare in una bellissima casa, con tante stanze e poi pretendesse che vivessi nello sgabuzzino dal quale potevo uscire solo quando lo decideva lui.
        Se non sei felice, allontanati da lui.
        Buona giornata

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    • Effettivamente standoci a stretto contatto tutti i giorni è difficile ma Stellina ha ragione e l’immagine che richiama di una casa grande con tante stanze in cui si viene relegate in un angolo mi fa amaramente sorridere perché è più o meno la condizione in cui io effettivamente ho vissuto per tanto tempo, in nome del “sorvoliamo” per amore….: una bella casa con tante stanze. Tutte occupate dal lui e dalle sue cose che non si potevano spostare e mettere da parte perché “preziosissime” e a me una parete e mezzo per il guardaroba. La riserva indiana, praticamente.
      Come ho fatto….!??????

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      • Penelope, non colpevolizzarti…è successo a tutte.
        Come il principio della rana bollita di Chomsky, all’inizio la rana quando si scalda l’acqua la trova gradevole ma la temperatura continua a salire piano piano finché diventa troppo calda e la rana vorrebbe saltar fuori ma è troppo indebolita per farlo e non ha la forza di reagire.
        Noi siamo saltate fuori dalla pentola…ma siamo ancora un po’ “bollite” !
        Ma l’importante è stato non essere rimaste a “cuocere” nella pentola.
        Ridiamoci su…

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      • si, Stellina. E le “zampette”… usiamole per saltellare in giro per il mondo, a vedere tutto ciò che costoro ci hanno precluso.

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      • Sarebbe bello poter saltellare in giro per il mondo, negli ultimi anni non l’ho mai fatto a causa di una situazione familiare difficile nella quale c’era bisogno della mia presenza.
        Ora voglio prima sentirmi meglio, se no non me lo godrei.
        Però a fine settembre andrò un giorno a Bologna per un corso di aggiornamento di lavoro e l’idea, fino a pochi mesi fa, mi sarebbe costata fatica mentale…come ogni volta che uscivo di casa per qualsiasi cosa.
        Ora ne sono felice, mi sembra di cambiare aria e questo mi fa piacere.
        Se non fosse che è periodo di fiere e i prezzi degli alberghi sono proibitivi, mi sarei fermata un giorno in più per fare la turista!

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      • Grazie, Stellina e Penelope.
        Avete assolutamente ragione.
        È un percorso difficile ma sono sempre stata una combattente , e se finora ho messo le mie energie per migliorare inutilmente la situazione e per sopportare dolore , umiliazioni nonché evitare scenate in pubblico (che il personaggio farà di sicuro) adesso voglio impegnarmi nel liberarmi di lui. Spero di trovarvi qui per una parola di sostegno: tutto lo psicodramma con questi soggetti si svolge in un clima di solitudine , incomprensione da parte di chi ci è vicino e abbandono, che sono un pericoloso richiamo alle sirene del NP.
        Un abbraccio.

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      • Certo Rosalba,
        ci saremo per darti una parola di conforto, per ascoltare un tuo sfogo e anche per cercare di tirarti su di morale.
        Hai ragione, intorno non si trova comprensione neanche da parte delle persone care, il motivo è semplice : non capiscono la gravità di quello che abbiamo vissuto e la considerano solo la fine di una relazione normale.
        Professionisti competenti in materia possono consigliarti per il meglio e aiutarti, noi che abbiamo vissuto lo stesso tipo di esperienza possiamo comprenderti e supportarti.
        Sono certa che tu sia forte e che ce la farai.
        Un abbraccio

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      • Va bene Stellina, intendevo fare tutte quelle cose che prima non riuscivamo a fare o per indisponibilità dei nostri “compagni” o perché ormai sfiancate e depresse dai loro comportamenti….

        Rosalba! SIAMO QUI! un abbraccio.

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      • Sì Penelope, vorrei tanto riuscire ad essere di nuovo la “donna” di prima e ogni volta che sto un po’ meglio ho paura che ritorni il down che ha contraddistinto questi ultimi mesi.
        Ma hai perfettamente ragione!

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  20. Buonasera ragazze, è bello leggervi sempre e mi da conforto, io in questi giorni sono stata impossibilitata a scrivere, ma vi ho letto tutte. Penelope, Stellina … sono sempre con voi in questa battaglia. La mia psyco mi ha fatto riflettere con una frase che detta così … potrebbe essere banale, ma per me non lo è stata … mi ha detto che io ho commesso un errore di sopravvalutazione. E’ vero. Gli ho dato fiducia, perché mi si è presentato come il migliore, gli davo credito, perché lo ritenevo di intelligenza superiore, lo ascoltavo perché mi sembrava che le cose le anticipasse prima che io le chiedessi … insomma io gli ho dato potere fino a metterlo sul piedistallo. Poi la catastrofe, lui si è mostrato per quello che è: un uomo mediocre e con disturbo di personalità.
    Non è che io mi senta in colpa … no, mi ha truffata presentandosi con un volto falso di sé … gli ho creduto, ma la sua vera natura alla fine è venuta fuori.
    Errore di sopravvalutazione … indotto io aggiungo.
    Mi da sollievo pensarla così, a volte mi aggrappo a delle parole semplici per mettere i cerotti sulla ferita … reggono e tengono.
    Vi abbraccio.

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    • Cara Saretta,
      è esattamente così ed è giusto provare sollievo nel comprenderlo.
      Lo stesso sollievo (dopo il dolore nell’accettare che non mi abbia mai amato ma solo desiderato, voluto conquistare e manipolare per anni) che ho provato io nel comprendere che non sono capaci di amare nessuno e dunque non sono io “mancante” o inadeguata e non è che la loro futura donna sia meglio di me.
      Ho smesso di colpo di essere gelosa di lui, cosa impensabile.
      Non mi sento più il “cassonetto” abbandonato, questa consapevolezza mi aiuta a riprendermi.
      Questo articolo è veritiero, dimenticatevi di chi è, di quello che fa e della donna alla quale si accompagna…sarà uguale a quello che abbiamo vissuto noi.
      Scontati e prevedibili.

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      • Io sono intrisa di una grande curiosità di sapere cosa succede…. la psic che incontro mi chiede cosa me ne importi. Ah guardate, vi assicuro che è una specie di curiosità antropologica, voglio vedere se la successiva lo inquadra prima di me e se lui avrà lo stesso comportamento.
        Io continuo a pensare di no, soprattutto se trova la parvenza di famiglia che forse lo fa sentire bene, con un figlio non figlio (col quale non ha la responsabilità del padre ma che può “corrompere” per assicurarsi un sostegno in futuro, è brutto da dire ma alla fine è il fine egoistico che prevale).
        Sono in un momento di calo, mi sembra che tutto vada storto. Poi però il gesto di un’amica, una di quelle che in questo tempo mi hanno fatto da amabili “stalker”, mi ha scritto un biglietto meraviglioso e prezioso.
        Ecco, questo mi ripaga di tanta sofferenza. Quella più cruda, più cruenta, più atroce, tessuta di nostalgie, di illusioni, di disillusioni, di delusione, tradimento, confusione e pazzia, dei capogiri, del “non capisco”, dell’assoggettamento, del ricatto, della menzogna… quella resterà sempre dentro di me. Ma il gesto disinteressato di chi ti viene incontro perché lo vuole fare per te, senza un motivo, senza un interesse, senza un perché… è impagabile e balsamo ineguagliabile.
        Saretta il loro vero essere viene sempre fuori, soprattutto quando non cediamo alle loro provocazioni…. “lui” ha provato in tutti i modi a provocarmi, ha cercato in tutti i modi di stimolare una mia reazione aggressiva e stizzosa. Credo sia molto irritato perché non ci è riuscito.
        L’importante è che metabolizziamo questa rivelazione, questa illuminazione folgorante.
        E voltiamo pagina.
        Cosa che io sto cercando di fare lottando con le unghie e con i denti…
        Ce la DOBBIAMO fare.
        Un abbraccio a voi.

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      • Penelope,
        è normale che provi tutto questo…è passato troppo poco tempo, io stavo messa pure peggio fino a poco tempo fa e, ora, non è che stia benissimo ma mi sembra che l’indifferenza si stia facendo largo nella mia mente, la consapevolezza mi porta a ricordare più i momenti brutti che i tanti belli.
        Fatti un applauso per non aver ceduto alle sue provocazioni, io, invece, gli ho prestato il fianco e ci sono caduta, permettendogli di usare le mie parole disperate come un’arma contro di me.
        Mi sono sentita tradita da me stessa, mi dicevo come avessi potuto avere quelle reazioni che non mi appartengono, come avessi potuto perdere la mia dignità supplicandolo di perdonarmi per quello che “non” avevo fatto, permettergli di umiliarmi e ferirmi con parole crudeli.
        Ora comincio a non vedermi più con la sua lente, a non vivere con la sua ombra che incombe su ogni mio momento della giornata, a sentirlo lontano e non soffrire per questo.
        Io l’ho perdonato e lasciato andare (metaforicamente), solo così potrò riprendermi la mia vera identità.
        Buona giornata a tutte!

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    • Saretta, io credo che una volta ripreso il proprio equilibrio e recuperata la propria identitá occorra riflettere su di noi e anche capire gli errori fatti. Ma in prima battuta, mi viene da dire, non mi focalizzerei troppo sul tuo errore di sopravvalutazione quanto sul fatto che sei stata ignara vittima di una ignobile frode. Essersi dati a chi si faceva intenzionalmente e falsamente credere responsabile, moralmente sano, e capace di amore solo per sfruttare il proprio ‘ospite’ puó essere solo in parte liquidato con un ‘errore di sopravvalutazione’. C’è molto di più, credo. C’è un abbaglio di tipo qualitativo che riguarda l’identità del soggetto più che quantitativo (è molto meglio/peggio di ciò che credevo). con soggetti disturbati è facile cadere in questi errori però, perchè la loro maschera è quasi ‘normale’, o comunque sufficientemente convincente, mentre dietro si cela una psicologia aliena che si stenta a credere sia reale, tanto devia dalla normalitá.

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      • Molte volte mi sono interrogata proprio su questo Giusy e cioè quanto bene lui abbia recitato e quanto io abbia preso un abbaglio o abbia voluto credere nella favola. Sicuramente io ho preso una cantonata ma lui ha saputo fingere molto bene. So esattamente il momento in cui ha calato la maschera me lo ricordo benissimo. Sono sensazioni che solo chi ci passa può capire. Da lì e’ iniziata la mia dissonanza cognitiva.

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      • Cara Giusy,
        approfitto di questa tua risposta a Saretta per chiederti alcune cose, naturalmente se non sono indiscreta e puoi rispondere.
        Dai tuoi interventi mi sembra di capire che tu ti sia ripresa, quanto tempo ti ci è voluto per recuperare te stessa e sentirti di nuovo bene?
        Puoi darci qualche consiglio che possa aiutarci?
        Perché anche dopo aver preso consapevolezza, attuato il no contact, ci si ritrova in una fase difficilissima, nella quale dobbiamo recuperare noi stesse, la nostra identità, come ovviamente sai.
        Ti ringrazio e ti mando un caro saluto.

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      • Ecco, tendete una liana anche a me perché la settimana prossima ho l’appuntamento definitivo per la separazione e non riesco a liberarmi dal pensiero ossessivo e dal rimuginio…e dalla tristezza infinita.

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      • Cara Penelope,
        sappi che ti siamo vicine e ti supportiamo.
        Il rimuginio e la tristezza conseguente sono normali, credo.
        Sei una persona che ha dei sentimenti e che è passata in quell’inferno che ci lascia tutte in uno stato quasi catatonico, ci chiediamo come possa essere la stessa persona che, inizialmente, ci trattava da Regine e con la quale abbiamo pensato di condividere momenti speciali e un grande amore.
        Però ci siamo dovute svegliare e quello che è nato come un bel sogno si è trasformato in un incubo.
        Niente di quello che abbiamo vissuto era vero.
        Stai facendo grandi passi in avanti e vedrai che il pensiero di lui, di voi insieme, piano piano ti abbandonerà.
        Forza e facci sapere.
        Un abbraccio.

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  21. Ciao ragazze, purtroppo sono ancora un po’ latitante, ma il lavoro … per fortuna mi devia e mi impegna molto …
    Ringrazio Giusy per la sua risposta e per le sue lucide deduzioni. Si, hai perfettamente ragione che non si può liquidare il tutto in un semplice errore di sopravvalutazione. Il danno emotivo che ho/abbiamo subito è devastate e la truffa perpetrata nei nostri confronti ce l’abbiamo ancora tatuata sulla pelle … non so se il mio ex era consapevole dell’opera di demolizione o se era maligno … su questo non avrò mai la certezza. Che mi ha demolita è sicuro che l’abbia fatto intenzionalmente non lo so davvero, ma poco importa il risultato è ahimè quello ugualmente.
    Cara Stellina, tu chiedi circa i tempi di ripresa, io posso dirti che soffro da un anno e sette mesi … un anno di no-contact e non lo vedo più, non so cosa fa, con chi esce non so niente … come dice Astra ognuno di noi ha tempi diversi … io posso dirti che ho scalato la montagna, non l’ho mai più cercato, salvo un giorno a giugno in cui l’ho rivisto, ma gli ho parlato serenamente … non facendo trapelare il mio dolore. Ho soltanto mostrato un po di amarezza e niente più. Ora nel mio intimo è sempre presente, alterno giorni tristi a giorni allegri. Come quando si ha un lutto e ti porti appresso il dolore. Ecco convivo col dolore che si fa sempre meno tagliente.
    Mi sono prefissata nuovi obiettivi, non ho più desiderio di vendetta, ristrutturo i pensieri in caso di gelosia e penso che se non è andata … il destino ha qualcosa di meglio da offrirmi … prima tutto questo era impossibile pensarlo … voglio impegnarmi ed avere successo professionalmente perché penso che non ci sia cosa peggiore per lui di vedermi felice e realizzata … questa è la mia vendetta. Lui è un pover’uomo che si avvia ai 60 anni con gravi problemi di personalità … io sono più giovane e ancora carina e penso che avrò altre soddisfazioni … quindi datti tempo e sii fiduciosa come dice Astra che dalla strettoia si esce … tranquilla.
    La mia amica Penelope … cara … più che una liana vorrei davvero avere la bacchetta magica e fare un casino … mettere a posto tutto. Vai dall’avvocato serena, vedilo come un passo affinché tu possa realizzare al meglio la tua vita … e con lui non era più vita … il pensiero ossessivo fa parte del percorso … accettalo, si può vivere anche così … hai inciampato su una pietra dura e fredda e ti sei ammaccata … è vero sei dolorante, ma passerà stanne certa … come tutti i dolori. Vivi questo momento, se puoi, pensando che arriverai in cima alla montagna e anche tu metterai la tua bandiera di arrivo … credimi si esce.
    Io sono sulla montagna aspetto voi tutte per mettere la bandiera … vi abbraccio con tanta stima ed affetto.
    Grazie di cuore ad Astra per tutto quanto … non finirò mai di dirlo.

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    • E’ vero che ho riacquistato la lucidità abbastanza velocemente. In questo sono stata facilitata dalle scoperte eclatanti sulle molteplici vite segrete e perverse di quello che pensavo essere un uomo moralmente retto e responsabile, seppure con delle grandi debolezze nel comportamento (ah! altro che debolezze! erano segni di psicopatia da manuale). Questo primo passaggio è molto importante, perché significa superare la dissonanza cognitiva e aprire finalmente gli occhi, riconoscendo ciò che si è vissuto per quello che è, ovvero una frode, una parvenza di relazione, un inganno. Purtroppo anche la lucidità non è sufficiente per sanare tutte le ferite e i danni di tipo emotivo, psicologico, economico, e spesso anche fisico che queste esperienze necessariamente comportano. Dico questo per chiarire che anche io, a distanza di più di un anno e mezzo dalla presa di coscienza, lotto quotidianamente con mille fantasmi, paure, insicurezze. Certo, riuscire a scappare da quel thriller psicologico che era la ‘mia’ ‘presunta’ ‘relazione’ con uno psicopatico mi ha fatta rinascere, e di questo mi sento grata ad ogni risveglio. Ma combatto quotidianamente anche con la scia dei danni, anche se con il tempo la sensazione di pericolo (questo è il tratto dominante del mio post trauma) si allenta e affievolisce. Ho ricominciato a far funzionare gli aspetti più urgenti della mia vita, come il lavoro, la famiglia e le amicizie. Ma mi rendo conto che ancora ne ho di strada da fare.
      Per Penelope, incontrare questi tizi in tribunali è una esperienza molto forte. Preparati bene psicologicamente e possibilmente fatti accompagnare (anche se non può entrare in aula) da una persona di cui puoi fidarti e che ti darà forza. Inoltre, istruisci il tuo avvocato a non lasciarti mai e per nessuna ragione da sola; questo ti aiuterà ad affrontare l’incontro con meno ansia. Preparati alle possibili sorprese, per esempio falsità plateali che ascolterai da lui o dal suo avvocato. E ricordati sempre che NON devi reagire emotivamente, né scaldarti (come è umano fare) quando senti le sue storie false. Ricordati che vorrà dipingerti come una pazza, e il modo migliore per riuscirci è ottenere una tua reazione in tribunale. C’è molto materiale su questo argomento (in inglese) sul web. Preparati bene.

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      • Grazie Stellina, Saretta, Giusy, vi sento vicine e empatiche.
        Giusy, per questa volta l’incontro è in Municipio, è quello definitivo della separazione e saremo solo io, lui e il funzionario addetto.
        Il giudice verrà dopo, quando finiremo in tribunale per altre questioni (economiche), salvo che lui non scelga di collaborare e non credo proprio.
        Che sono squilibrata me l’ha già detto di persona, ha già iniziato a sciorinare l’elenco delle mie mancanze e dei “chiari” segni di mia inaffidabilità. Più volte ha cercato di provocare una reazione rabbiosa da parte mia, senza riuscirci, per poi dire che sono una “che dove la metti sta” e non è un complimento, una debole, in pratica, confondendo l’autocontrollo per debolezza.
        Dei suoi possibili attacchi (già sferrati a tu per tu e davanti alla psic nei pochi incontri che abbiamo fatto) io sono consapevole.
        Mi sento tutta rotta, al momento, proprio come una bambola a cui un bambino ha torto gli arti, tirato i capelli, e buttato via.
        Intanto mi attendono giorni spinosi. Verranno tempi migliori. Speriamo.
        Grazie a tutte voi che mi supportate e sempre grazie ad Astra, ovviamente.

        A presto

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      • Penelope cara,
        sono sicura che sarai forte e non cadrai nelle trappole che, inevitabilmente, ti tenderà.
        Verranno giorni migliori e superare questi ti darà forza e consapevolezza che ce la farai.
        Siamo tutte con te!
        Un abbraccio

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    • Buongiorno a tutte,
      grazie Giusy e Saretta per aver risposto alla mia domanda per quanto riguarda la tempistica per il recupero psicoemotivo dopo una esperienza del genere, mi aiuta a capire.
      Io sono a nove mesi di no contact preceduti da due nei quali, nonostante ci fosse già stata la rottura ci sentivamo e c’era ancora il contatto e la ricerca da parte mia di riprendere la relazione con risposte ambigue da parte sua, fino agli ultimi messaggi a fine gennaio 2017 nei quali mi ha stroncato con una crudeltà disumana, colpevolizzandomi e trattandomi da pazza.
      E’ lì che ho cercato in rete e sono riuscita a capire con chi avevo avuto a che fare, ho preso consapevolezza e da allora non ho più avuto contatti, ho accuratamente evitato alcuni posti in cui sapevo di poterlo incontrare, per proteggere me stessa da eventuali ricadute, è molto abile.
      Saretta, capisco benissimo il discorso del “lutto” anche io mi sento così, all’inizio mi sentivo addirittura come amputata di una parte di me, provavo il dolore dell’arto fantasma.
      Ora penso di essere in lutto, non perché mi manchi lui ma perché mi manca una parte di me stessa, quella che lui ha distrutto in questi anni.
      Però esiste dentro di me, devo solo ridarle fiducia e forza per uscire fuori, più forte e temprata.
      L’incanto però è perso per sempre, credo.

      P.S: Saretta, anche il personaggio con cui ho avuto a che fare io, a breve, compirà 60 anni e io ne ho 12 di meno. 🙂

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      • Certo che verranno tempi migliori! Andate fiere ed orgogliose di esservi liberate. Apprezzatevi per questo, che da solo mostra la vostra forza, amore di sè e voglia di vivere bene. Anzi, il tempo migliore è già arrivato, solo che ancora dovete rimettere insieme i pezzi e faticate a vederlo. Ma lo vedrete presto!

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  22. Oggi ho detto un NO. Ad un ‘incontro ‘ con le solite modalità umilianti e l’orologio sott’occhio… non so cosa abbia capito, se abbia creduto alla scusa che ho inventato, l’ennesima ormai, o se sia così sicuro di se’ da non dubitare mai della sua preda o ancora se attende che passi questa fase.
    So solo che sto malissimo. Continuo a piangere, mi sento cattiva e non so dove troverò la forza per proseguire nel diniego. Se avete un consiglio per superare questa fase di disperazione, ve ne sarei grata.
    Grazie

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    • Rosalba, incollati al blog e confrontati con le altre. Ma non mollare. Nei momenti come questi pensa sempre a come stavi e ai passaggi umilianti e frustranti che hai dovuto attraversare. Liberarsi dalla morsa di un rapporto tossico e disturbato e come uscire dal tunnel della dipendenza da sostanze. Si sta malissimo. Forza e coraggio.

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  23. Cara Rosalba, resisti!
    Io ho resistito e continuo a farlo da un anno e sette mesi, non l’ho più cercato in nessun modo … resisti. Esci vai per i negozi, trova un’amica per passare tempo, fai la maglia 🙂 … tutto ma non cedere, la tua dignità non la devi barattare per nessuno. Attaccati al blog e leggi. Io nei giorni di sconforto leggevo tutto qui, articoli, commenti tutto … e così mi passava, riuscivo a lenire il dolore. Andavo a letto pensando … un giorno in meno, un giorno in più per raggiungere la serenità. Forza forza … non demordere.

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  24. Rosalba cara,
    comincia col dirti un “BRAVA” per aver detto no, è un grande passo.
    Poi continua su questa strada, dolorosa ma necessaria per uscire dall’incubo.
    Sfogati e parla con noi quando non stai bene, io “ammorbo” sempre tutte voi quando ho bisogno di parlare e confrontarmi.
    Un abbraccio

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