L’arte dell’inganno

 

La vita di uno psicopatico ha come scopo principale quello di farla franca, sempre e comunque. Se è molto abile è difficile che i sospetti si trasformino in prove schiaccianti e le persone, dal momento che per lui contano poco e nulla, continueranno ad essere meri strumenti di affinamento delle tecniche di inganno. L’entità della sofferenza generata nel prossimo è un chiaro indicatore delle sue capacità manipolatorie e della destrezza nelle strategie perverse che per lui sono automatiche come per noi chiudere a chiave la porta di casa quando usciamo la mattina. Più la vittima soffre e più lui si sentirà sicuro e soddisfatto di sé. Ecco perché nella relazione non c’è posto per la normalità ed è la confusione a regnare sovrana. Quando nell’altro prevalgono calma e tranquillità lo psicopatico si sentirà innocuo e insignificante e dovrà in qualche modo inventarsi qualche imbroglio, farla franca e ricaricarsi per sentirsi di nuovo a posto.

Ciò che rende questo gioco ancora più perverso è che  “cavarsela” non necessariamente ha a che fare con le nostre scoperte. L’essere sbugiardato fa parte della dinamica di sopraffazione. I nostri sospetti non lo sorprenderanno affatto. E’ riuscire nell’inganno di livello avanzato che diventa stuzzicante. Secondo lo standard di questi soggetti  “cavarsela” significa mentire, insospettirci con forzate arrampicate sugli specchi e atteggiamenti passivo-aggressivi e poi riuscire a convincerci di essere in preda al delirio solo per aver potuto ipotizzare a loro carico diavolerie così contorte. E’ nell’inganno di secondo livello e nel teatrino di menzogne dirette a coprire la bugia originaria che lo psicopatico narcisista dà il meglio di sé. E’ qui che emergono le sue indiscutibili doti di prestigiatore del cuore. Nel caso in cui il soggetto riusca a strapparci le scuse per l’invadenza ( e vi assicuro che accade spesso),  il punteggio raddoppia con tanto di bonus e la nostra autostima viene seriamente colpita.

E’ attraverso questa modalità che uno psicopatico passa la propria vita ad affinare e perfezionare le tattiche di imbroglio e manipolazione. Chiunque, voi compresi, sarà utilizzato come strumento di allenamento e di perfezionamento dell’arte dell’inganno e del farla franca.  E siccome non è tanto importante l’oggetto della menzogna quanto il riuscire a fregare l’altro, lui mentirà anche quando la verità è una storia migliore.  A un certo punto saremo talmente confusi e rintontiti per l’ansia accumulata che verità e menzogna inizieranno a sovrapporsi e confondersi rendendoci immuni alle bugie e inducendoci ad ignorare le cose che non quadrano pur di mantenere la pace. La nostra sofferenza non solo sarà in grado di rinvigorirlo ma sarà la prova dell’avvenuto perfezionamento delle sue abilità.

Quando prende il largo significa che non riesce più tanto facilmente a farla franca. Non passate le vostre giornate a chiedervi cosa non ha funzionato. A domandarvi se se si comporterà con un’altra meglio di quanto abbia fatto con voi. Non importa dove va e con chi: l’unica verità è che sin dal primo giorno,  chiunque frequenti, metterà in atto i soliti trucchetti e cercherà di ingannare la stessa persona che sta idealizzando.

Astra

 

 

 

 

17 pensieri riguardo “L’arte dell’inganno

    1. sì mente Mike! se sei su questo blog un motivo ci sarà! Loro mentono, fingono un’ empatia che non hanno, il mio ex arrivò persino a commuoversi quando mi lasciò definitivamente! peccato però che prima di piangere mi aveva distrutta con le sue pessime svalutazioni e anche minacciata di farmi del male fisico!!!

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  1. Sto facendo un “ripasso” degli articoli del blog, complice il fatto che mi sveglio prestissimo, come facevo all’università per sentirmi pronta nel sostenere un esame, per verificare che non ci fossero “falle” nella conoscenza dell’argomento.
    Spero di non ammorbarvi troppo con i miei interventi…ci sono sempre io negli ultimi commenti :D.
    Questo articolo mi ha colpito particolarmente perché una sua tipica frase era :”Io, finora, nella vita l’ho sempre fatta franca!”, allora non avevo capito cosa volesse intendere veramente, pensavo solo facesse parte del “personaggio” che a volte rappresentava, per divertimento, soprattutto sui social, ma che non lo pensasse realmente poiché non lo diceva mai a me direttamente ma in discorsi con altre persone.
    Ora è un altro tassello nel puzzle, non che ci fosse bisogno di ulteriori conferme, però vedere il quadro completo mi piacerebbe moltissimo…ma non credo che mi sarà possibile e le tessere che vedo sono già abbastanza.
    Un caro saluto a tutte/i, Penelope, Saretta, come state?

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    1. Stellina cara, qui nessuno ammorba nessun altro e tu meno che mai.
      Anche il mio devoto e amorevole marito era uno stratega,raffinatissimo dell’inganno e si compiaceva molto quando credeva di esserci riuscito.
      Come sto, Stellina, non molto bene. Cali di umore piuttosto intensi, complici le festività che, se hai qualche sorella e un compagno (che sia tale) trascorrono più o meno pacificamente, se sei sola,e hai solo fratelli le cose cambiano.
      Ad ogni modo, ho un bel po’ di cose,da fare e questo fa bene, ma a volte avverto una solitudine che non ha a,che fare con le comuni relazioni sociali e sono onesta, mi pesa come un macigno. Ma tant’è… devo farci l’abitudine.
      Vi mando un abbraccio, sincero e forte.
      P.

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      1. Penelope cara,
        le festività possono essere causa di malinconia, lo so bene.
        Fai come se fosse un periodo di vacanza (se le hai), il Natale è andato…ed è il giorno in cui si sentono di più le “assenze”.
        Io ho adottato la strategia mentale di dirmi che stare sola (nel senso di non avere un uomo accanto) è temporaneo e mi serve per rinforzare e “curare” la mia anima e la mia autostima.
        Dedicati a te stessa, alle tue passioni, a tutto ciò che ti fa stare bene…proviamoci!
        Un grosso abbraccio!

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  2. Ciao Stellina, Penelope, Astra …
    come state? Vi leggo e mi rincuoro. Naturalmente come tutti, le festività acuiscono le mancanze, c’è poco da fare e non parlo degli ex, ma di chi ci ha lasciati prematuramente. Diciamo che passato questo momento dovremmo tutte ritornare a vivere la quotidianità. Io sto così tra alti e bassi. Tra la consapevolezza e l’incredulità, tra il tempo che cura e quello che fa male, tra il voler dimenticare e i ricordi che riaffiorano. Non è uno stare bene certamente, è un far passare il tempo nella speranza di stare totalmente bene, di tornare ad essere felice con quel che si ha adesso. La sensazione però è quella di non avere più sentimenti. Tutto spento, tutto zitto, tutto finito, solo silenzio dentro. Un grande silenzio.

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    1. Saretta, Stellina, Rosalba (non scrive ma la chiamo), il vuoto dentro è quello che mi sembra, ma parlo per ne, soprattutto in riferimento al fatto che alla mia età è tutto più complicato, il danno più difficile da riparare. Certo riaffiorano i ricordi. Ma, Saretta, non accantoniamo i ricordi che poi hanno deciso dei nostri rapporti. Ancora mi chiedo -capisco che sembri folle ma 11 anni di vita con una persona sono un pezzo di vita importante- se e come poteva andare diversamente. Allo stato dei fatti… no.
      Per quanto riguarda chi ci ha lasciato … ahi, che nota dolentissima, a volte ci sono dolori che gli altri non possono sospettare e capire e solo noi ne comprendiamo la portata.
      Quel silenzio farà sempre parte di noi, è come il momento in cui un coro gradualmente termina un canto.
      Capisco, poi, bene il tuo sentirti distaccata, la sensazione di non provare sentimenti. manca la spinta ad affidarsi ancora. Ce l hanno rubata, Saretta. Tuttavia, ti auguro, come anche a Stellina, Rosalba, le altre che ci seguono, di superare questa difficoltà, di recuperarla quella fiducia e di ritrovare finalmente il sorriso, quello vero, spontaneo, che possa specchiarsi in uno sguardo amorevole. Ve lo auguro di cuore.

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      1. Carissime,
        Vi leggo sempre e vi penso, oltre ad ammirarvi.
        Care Penelope, Saretta, Stellina e naturalmente Astra, il momento è difficile.
        Non piango più , si, ma sono senza sentimenti, senza sensazioni, senza sorriso.
        Il personaggio non se ne va.
        È depresso, pieno di guai, mi fa anche pena e ancora talvolta riesco a provare dispiacere nel vederlo alla deriva, senza pensare al danno costante arrecato alla mia vita.
        Lavoro, torno a casa e mi rinchiudo fino al giorno dopo.
        Non so quanto durerò . Vi abbraccio.

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      2. Rosalba cara,
        capisco che tu ti possa preoccupare per lui ma ti consiglio di non farlo, che se li risolva da solo i suoi guai…tu hai bisogno di convogliare le tue energie per te stessa e per il tuo benessere e finché lui farà incursioni nella tua vita farà di tutto per evitare che Rosalba si riprenda la sua vita e la sua gioia.

        Te lo dico perché io ci sono cascata in pieno in questa pantomima dell’uomo in crisi e sofferente che mi apparì sempre nell’ultima fase della relazione, quando aveva altre donne in circolazione e con questa scusa poteva essere meno presente e dedicarsi ad altro…tanto c’era Stellina che lo capiva e aspettava pazientemente, cercando di confortarlo e portandosi addosso tutto quel dolore, finto che le buttava addosso.
        Poi non ce l’ho fatta più e mi sono tolta le vesti della crocerossina, qualcosa non mi tornava e sono diventata una donna instabile ed insicura che lo accusava di cose inesistenti…certo!
        Da lì è finita, ho sofferto moltissimo ma so che mi avrebbe distrutto ancora di più rimanere in una relazione con un personaggio del genere.
        Ti auguro un nuovo anno lontana da lui e ti abbraccio.

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      3. Rosalba, concordo pienamente con Stellina. Sapessi quanto tempo ho perso, si! PERSO! a preoccuparmi per lui. Valuta, però, una cosa: a meno che lui non sia incapace di intendere e di volere, o in uno stato di prostrazione assoluta, e solo tu lo sai, non merita la tua compassione. Aggiungo che è tutto ciò che puoi provare, perché ti posso garantire che, comunque, NON SI PUO’ aiutare qualcuno se non è lui a chiedercelo. Mi permetto di parlare in questo modo perché ho vissuto sia la vita di colei che era fortemente prostrata, in certi periodi della mia vita, che quella di colei che presumeva di immaginare come lui stesse e di poterlo aiutare. Ora…. a meno che lui non si trovi in una di quelle condizioni o non ti chieda di aiutarlo, ri stai preoccupando inutilmente come io ho fatto per tanto tempo. Perdona la brutalità, ma ricorda che siamo tutti adulti, in grado di discernere il bene dal male, in grado di capire se abbiamo bisogno di aiuto e di chiederlo ma soprattutto è una persona che ti ha fatto del male e se anche ha bisogno di aiuto non sei tu la persona che può aiutarlo.
        Tu devi aiutare te stessa, sei tu ora che hai bisogno di aiuto. Non farti travolgere, Rosalba, non lo meritano, credimi, pensa a te. Noi siamo qui. Anche per te.
        Un abbraccio forte forte
        P.

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      4. Sottoscrivo tutto quello che ti ha detto Penelope e aggiungo una riflessione che ho fatto tempo fa : a parti invertite, lui si preoccuperebbe della tua sofferenza? Cercherebbe di aiutarti?
        Non lo conosco, solo tu lo sai.
        Il personaggio col quale ho avuto a che fare io, sai cosa ha fatto quindici giorni dopo avermi lasciato distrutta, incapace persino di respirare senza provare dolore?
        E’ partito per una vacanza che dovevamo fare insieme sostituendomi con un amico, divertendosi e fregandosene altamente che io stessi soffrendo.
        Non esistevo più, cancellata.
        Noi siamo presenti, accudenti perché siamo empatiche, siamo capaci di amare veramente…loro no, sono anaffettivi, fingono e mentono persino a se stessi.
        Per quanto mi riguarda non si meritano niente, Rosalba pensaci!
        Un abbraccio a tutte.

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  3. Saretta cara,
    tu scrivi:”Tutto spento, tutto zitto, tutto finito, solo silenzio dentro. Un grande silenzio.”, questa sensazione ce l’ho anche io, solo che mi sembra di averne bisogno…dopo tutto il “rumore” che ha prodotto la relazione con lui, dai momenti di felicità estrema alla sofferenza dei silenzi punitivi al dolore insopportabile dell’abbandono.
    Era tutto troppo, mi sembrava di non riuscire a contenere i miei sentimenti, sia quelli belli che quelli brutti.
    Ora ci vuole un po’ di silenzio, di pace, di tempo lento…non so se mi illudo che sia una fase o lo sia veramente.
    Ci vuole tempo per fidarsi di nuovo e di incontrare un altro sguardo che faccia battere il cuore.
    Auguro a tutte voi, amiche, un nuovo anno che sia felice e sorprendente…un abbraccio grande.

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