Il potere della triangolazione

 

La triangolazione è uno strumento passivo-aggressivo di manipolazione usata da psicopatici, narcisisti e sociopatici e diretta ad instillare nelle vittime gelosia e insicurezza. E’ una tattica con cui questi soggetti creano un’esagerata ed irrealistica immagine di desiderabilità  sociale facendo credere di essere più ricercati ed ambiti di quanto non siano in realtà. L’effetto di questo tipo di strategia narcisistica viene rilasciato lentamente e a piccole dosi fino a che l’altra parte, persa la lucidità, non riesce più a rendersi conto di cosa stia accadendo nella relazione.

A seguito della triangolazione ci si ritrova ad essere gelosi anche se non lo si è di natura e, cosa più allarmante, a sentirsi colpevoli e inadeguati a causa dei sospetti nutriti al punto di mettere in dubbio la ragionevolezza della propria gelosia. Qualora vi confrontiate con il soggetto disturbato verrete accusati di paranoia, esagerazione, eccessiva necessità di rassicurazione. Vi guarderà con gli occhi sbarrati e vi dirà che non ha la minima idea di cosa stiate parlando e la triangolazione continuerà implacabile fino a che non verrà infranta quella sicurezza e fiducia in voi che lo aveva attratto all’inizio.

Una delle triangolazioni più diffuse è quella con il telefono cellulare. In ogni preciso istante il suo cellulare sarà al sicuro: quando è con voi, lontano dalla vostra portata, ben nascosto in tasca, rigorosamente in vibrazione, occasionalmente in modalità aerea e comunque sempre vicino a lui. Quando non è con voi il cellulare sarà spesso fuori copertura o non ricevente chiamate vocali, dimenticato in macchina, a casa, in ufficio, ecc. Che il telefono contenga o meno i numeri di mille fidanzate segrete non ha importanza: è ciò comunque che vuole farvi credere. Questa situazione vi ricorda qualcosa? Credetemi, il gioco del cellulare è triangolazione allo stato puro.

Un narcisista ricorre alla triangolazione per far perdere tranquillità alla propria preda. Che lo faccia utilizzando un’altra donna, un altro uomo, sua madre o qualche altro parente, il proprietario di casa, un vicino, un collega o il proprio capo poco importa. Potrebbe triangolare con una persona e tradirvi con un’altra, spesso la persona utilizzata non ha la minima idea di servire a quel fine. L’intenzione è sempre quella di tenervi in uno stato di ansia permanente e non permettere mai, dico MAI, che viviate la relazione in modo rilassato.

Per quelli che non sono passati attraverso una relazione del genere è praticamente impossibile capire le dinamiche della strategia della triangolazione. Dal momento che non è facile trovare prove a favore delle vittime e che è difficile persino spiegare  in cosa consista questa tattica, si passa spesso per gelosi paranoici. La triangolazione finisce con il divenire un altro ingrediente essenziale dell’assurda relazione di cui si è completamente dipendenti. Quando è evidente che l’unica via di uscita è il rapido allontanamento dal carnefice succede l’esatto contrario e la sopravvivenza del rapporto malato diventa una vera e propria ossessione. Perdere di vista le regole base di qualsiasi interazione romantica e subire, giorno dopo giorno,  ambiguità ed abusi di tal portata cambia la personalità della vittima e provoca in lei una profonda ferita emotiva molto lenta da rimarginare.

Astra

31 thoughts on “Il potere della triangolazione

  1. Non posso che confermare. Il suo cellulare era un suo arto, con lui perfino nella doccia. È stato uno dei miei tormentoni, anche perché quelle rare volte che riuscii a beccarlo fuori custodia era sempre pieno di sgradevoli sorprese. Più di una volta gli chiesi di lasciarlo in giro perché potessi riacquistare fiducia. Non mi ha mai detto di no ma non lo fece mai. E per me è sempre stata una fonte di ansia. Grazie Astra

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    • Il cellulare, un incubo! Quando i dubbi hanno incominciato a susseguirsi a ritmo incalzante, sono riuscita più volte a leggere messaggi e anche a trovare mille attenuanti. Quando poi, dopo un controllo serrato di un paio di mesi, le telefonate erano all’80% ad uno stesso numero ed il restante 20% a me….la risposta è giunta da sè.
      Aveva e presumo abbia tutt’ora, lo stesso approccio con tutte. L’inizio è esaltante, ti senti al centro del mondo, esisti solo tu; poi pian piano la “passione” si affievolisce perché un’altra si è affacciata all’orizzonte o é stata riesumata dallo stand by.
      Lui è un tipo da antipasti, da inizio fidanzamento, da progetti a lunga scadenza. Nulla che si trasformi in un pasto decente o nella costruzione di un magrissimo 1% di quanto la sua mente malata gli faccia promettere….

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  2. la mia invece era gelosa del cellulare, se ce l’aveva in mano, bastava che io lo guardassi anche da lontano per farle dire “ma che guardi?” “non puoi guardare” (con un sorriso perfido) lo faceva apposta per farmi ingelosire, anche perchè a me non interessava guardarle il cellulare. faceva così sempre, come prendeva il cell in mano. poi in giro all’improvviso diceva “hai visto quello come mi ha guardato?” e se io mi arrabbiavo lei mi derideva, sembrava goderne.
    poi mi parlava sempre molto bene del suo titolare.
    mi raccontava che la collega le faceva notare che il ragazzo del bar la guardava sempre…
    e poi ogni tanto mi raccontava che sentiva i suoi tanti amici maschi..
    QUESTE SONO TRIANGOLAZIONI? GRAZIE

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  3. Parlare spesso dell’ex marito e delle colpe di costui nella sua relazione… parlare spesso dell’ex di 4 anni prima che la tradiva e la ricercava (in mia presenza) e quindi dare colpe anche a costui… Parlare di altri ex tutti colpevoli dei suoi fallimenti sentimentali…parlare spesso e con angoscia del genitore maschile maltrattante, incurante, menefreghista da sempre.. questa è triangolazione??? Per un anno… sempre così almeno una volta la settimana…. Durante la sua prima fuga dopo 5 mesi poiché terrorizzata dal mio volergli bene, dichiarare il parere positivo della sua amica del cuore in merito a tanti errori del sottoscritto… questa è triangolazione?? Mettere di mezzo suo figlio e dire: io non posso + stare con te e condividere alcuni progetti iniziali con te poiché devo occuparmi solo di mio figlio… questa è triangolazione??

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  4. Parlare in continuazione degli ex è triangolazione. Qualsiasi paragone, implicito o esplicito, con persone del passato ha l’effetto di aumentare in noi la dipendenza. Tutte le argomentazioni utilizzate per creare nell’altra parte gelosia gratuita rientrano in un comportamento manipolatorio e nocivo. Da cui stare alla larghissima.

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    • Cara astra quindi anche parlare continuamente delle ex e triangolazione?io so nomi cognomi dove abitano per quanto me ne parlava e durante la relazione neanche me ne accorgevo anche se sentivo che erano sempre tra noi.. Me ne parlava continuamente facendo tanti paragoni, all’inizio io spiccavo tra tutte e loro erano tutte gelose di me ,dopo ero la peggiore… Poi aveva l’ex che lo chiamava per consigli perche’ a detta sua nessuno era in grado di ascoltarla come lui….sono manipolazioni?grazie per i tuoi articoli mi stanno aiutando tanto

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    • Francesca, non capisco veramente come si possa ignorare questo problema e non fare prevenzione. Mi sembra talmente facile fare luce e togliere dall’oscurità tante persone come te. Sono orgogliosa di quanto ho fatto per tutte voi ma mi domando in che razza di Stato viviamo. Perché le istituzioni, in primo luogo ,con ci mettono a disposizione gli strumenti adeguati? Non mi sembra un’impresa pubblicare informazioni come queste contenute nel blog e fare una buona campagna di comunicazione.

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  5. Ciao Astra, ho cominciato a leggere questo blog solo oggi. Anche io, come te, sono furibonda perchè le vittime di psicopatici e di altri disturbati al di là di ogni possibilità di redenzione, possono distruggere completamente la vita di persone che hanno solo la sfortuna di essere capitate nelle loro fauci e rimanere completamente indenni. Chiaramente, con mostri come gli psicopatici, non ci sono perizie psicologiche che possano venire in aiuto. La bugia compulsiva, per esempio, non viene affatto considerata un elemento da valutare in un tribunale. Che un individuo si prenda la libertà di prendere la vita di una o più persone, bambini inclusi, e gettarla da un dirupo senza neppure preavviso con la spinta della menzogna, sembra un fatto irrilevante da un punto di vista legale. A meno che il dirupo sia quello reale, e non quello psicologico ed emotivo. Per avere giustizia i mostri dovrebbero ucciderci, insomma.

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    • Il problema mia cara Giusi è che spesso ci uccidono ma non si riesce ad avere giustizia nemmeno in quel caso. Come dimostri a un giudice di esserti ammalata di cancro per tutte le umiliazioni e le sofferenze psicologiche cui il mostro ti ha sottoposta per anni? Di donne che muoiono in questo modo ce ne sono milioni.

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      • Enorme, ahimè. Ho formulato una domanda esplicita in tal senso alla Matone nell’intervista del mese scorso che è uscita sul blog . Ha fatto finta di non capire . Evidentemente non si è voluta mettere contro le istituzioni. O non aveva voglia di rispondere.

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  6. 3000000 di globuli rossi presi per un’iniezione che mi portò a casa dopo venti giorni di allontanamento, lupus, colonoscopia, diagnosi di artrite reumatoide , i pianti di mio figlio, mesi e mesi a fare il conto delle piastrine… Chi mi risarcirà mai di quello che ho subito? Ematomi grandi quanto l’intera coscia e io sempre a giustificarlo…. La colpa è mia per non averlo buttato fuori dalle prime avvisaglie ed essermelo tenuto per nove anni dentro più uno di no contact ma ora credo di esserne fuori e lo ha capito anche lui è non si fa più vivo! Grazie a blog come questi e libri mirati mi sono salvata . Grazie anche a te!!

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  7. A leggere tutti questi articoli rimango esterefatta. Anche lui sempre col cellulare in mano, persino in bagno se lo portava!…ed io che non ero gelosa all’inizio perchè lui mi aveva presentato a tutti come la sua girlfriend, credevo ciecamente alle sue parole al punto che quando gli dicevo che non ero gelosa, mi guardava perplesso…ma dagli sguardi della sorella ho iniziato a percepire qualche cosa. Piccole sfumature….quando poi lo sono diventata per giusti motivi, mi aggrediva in continuazione accusandomi di essere pazza e malata. Ma poi , …tutti i nodi sono venuti al pettine….hahaha…è solo un povero uomo…..che insultava la mia intelligenza.
    Grazie Astra per esserci!

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    • Barbara cara, anche io ringrazio ancora Claudia Moscovici. Lo faccio ogni giorno, a distanza di anni. E quando la sento, le scrivo e parlo con lei, le sono grata come farei con un medico che mi ha salvato la vita. Buona guarigione cara.

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    • cara Barbara hai usato le mie stesse parole ho definito la mia relazione con il n.p. un insulto alla mia intelligenza. Sono tutti uguali fatti con lo stampino una volta scoperti i meccanismi sono ridicoli. Devo dire un Grazie grande al blog mi aiuta ancora oggi rileggendo gli articoli a distanza di anni dalla fine di quel rapporto.

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  8. Salve, sentirsi dire spesso e volentieri che una volta c’era uno che la invitava a cena, uno che le aveva fatto un regalo, uno che la voleva portare alla SPA, il suo lontano ex bravissimo nel sesso e adesso suo unico e vero confidente di fiducia, di un altro che voleva incontrarla dovendo venire in zona per lavoro e di un certo tizio del quale faceva menzione nei momenti di intimità con frasi del tipo: lo devo “accontentare” ? Oppure dirmi che sarebbe potuta stare altrove invece che con me perché c’era sempre qualcuno che la desiderava ealtri casi di cui non ho più memoria. Per voi, che comportamento è ? Grazie

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  9. Ciao vorrei raccontarvi un po’ della mia esperienza, forse qualcuno saprà darmi qualche spiegazione perché mi sto attorcigliando nei miei pensieri cercando di capire: Ho conosciuto e frequentato (intensamente) una ragazza per circa 5 mesi. Ci siamo conosciuti, per suo volere, a circa 3 mesi dalla sua rottura con il fidanzato (relazione di 3 anni) che un giorno aveva deciso di non rivolgerle più neanche la parola🤔. Nei cinque mesi di frequentazione ho dovuto fare i conti con il suo carattere continuamente altalenante (lei diceva per problemi in famiglia) e con quel continuo senso di aver a che fare con un’insegnante che ti deve guidare. Le correzioni ai alle mie azioni e ai miei modi di pensare erano ormai sempre più frequenti e talvolta diventavano critiche più o meno velate. Mi ritrovavo a dover spiegare il perché di azioni e scelte semplici che un’altra persona non avrebbe neanche preso in considerazione. In più a tutto questo, lei ci teneva ad aggiornarmi ogni tanto di qualcuno che voleva uscire con lei o che ci aveva provato (spesso in maniera compiaciuta, ma so tirava indietro quando vedeva che non avevo apprezzato la notizia). A corollario di quanto scritto, si aggiungeva la sua passione di apparire in foto sui social network e non di rado in tenute da palestra o in costume e (raramente) in biancheria. Tutto ciò, pian piano, mi ha fatto percepire una certa mancanza di rispetto nei miei confronti che, pur non facendogliela notare volontariamente, iniziava a farsi sentire nei miei atteggiamenti. Poi volte mi ha fatto notare che non sentiva da parte mia quel trasporto fisico coinvolgente a cui era abituata….correggetemi se sbaglio: ma dopo tutte le cose che continuava a dirmi e a farmi vedere io credo di aver sviluppato una certa sfiducia nei suoi confronti, che si tramutava in un distacco anche fisico. Non sono il tipo che va con le donne solo per il sesso, stavo costruendo una possibile relazione ma poi proseguivo e poi vedevo e sentivo cose che non mi piacevano e questo mi bloccava totalmente. Sottolineo che vive quotidianamente con una sensazione di ansia da dover sapere dove e con chi era….io, che di gelosia non ho mai visto l’ombra in me stesso, stavo iniziando a prendere un’ossessione, la quale più incrementava e più ci stavo male. Alla fine, quando ormai la relazione fisica era svanita già da almeno un mese e mezzo e io sospettavo che stesse cercando “altrove” le ho detto quali atteggiamenti mi avevano inibito molto nei suoi confronti e consapevole che la discussione avrebbe condotto alla fine di questa frequentazione, il tutto è finito li. Mai più contatti. Dopo 3 settimane si è fidanzata e ne ha fatto bella mostra sui social network. Ora, ciò che mi martella giorno è notte è l’idea di aver sbagliato qualcosa, di non esser stato adeguato nei suoi confronti, ma sopratutto le domande che mi pongo sono due:
    1)come può una persona passare così facilmente da una persona all’altra? E lo dico oggi, pensando a quando ha approcciato con me dopo appena 3 mesi dalla fine della sua precedente relazione. Forse avrei dovuto pensarci prima.
    2) dopo aver fatto bella mostra del nuovo “fidanzato”(la nostra “relazione” per lei dopo 4 mesi era ancora allo stato di “frequentazione”) sui social network, ha cancellato tutti i suoi profili, bloccando me su WhatsApp e “sparendo” (non viviamo vicini). Ma perché si è cancellata se amava tanto starci e a me ha fatto patire le pene dell’inferno per ogni foto che metteva con conseguenti (e pubblicizzate) chat con chiunque a me sconosciuto (lei voleva “tenermi al corrente” mi diceva). Datemi un punto di vista sensato, perché io non capisco più se sono diventato strano tutto d’un tratto o forse le stranezze erano dall’altra parte. Grazie a chiunque voglia condividere il suo pensiero con me.

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