Rapida guarigione

 

Nel dare a tutti voi il bentrovato e nel farvi i nostri migliori auguri per un 2016 pieno di serenità, apriamo il nuovo anno inaugurando la rubrica della nostra psicoterapeuta di fiducia, dott.ssa Viviana Conti, che il primo giovedì di ciascun mese risponderà alle domande pervenute al blog Relazioni Pericolose. I primi quesiti che le abbiamo rivolto riguardano le perplessità più rilevanti manifestate dalla generalità  delle vittime delle relazioni patologiche. Qualora abbiate domande da formulare alla dott.ssa Conti potete farlo inviando una mail a relazionipericoloseblog@gmail.com entro il 20 di ciascun mese.

Dottoressa Conti, si fa spesso confusione tra i vari disturbi di personalità: si tende cioè a parlare di narcisisti patologici, sociopatici e psicopatici senza operare profonde distinzioni dal momento che le caratteristiche di queste patologie sono molto simili.

E’ vero, a volte si fa confusione tra questi tre tipi di personalità, che hanno alcune caratteristiche simili. Secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il c.d. DSM, il narcisista presenta un senso grandioso di importanza o di unicità, ha fantasie di successo illimitato, di potere, prestigio, bellezza ed amore ideale. E’ esibizionista e freddo dal punto di vista emotivo ma capace di covare rabbia, di provare inferiorità, vergogna, umiliazione o vuoto in risposta alla critica, all’indifferenza degli altri o alla sconfitta. La mentalità tipica di questi individui è quella del “tutto é dovuto”. Sono spesso frequenti lo sfruttamento del prossimo e la mancanza di empatia e le relazioni interpersonali sono marchiate da esagerata idealizzazione e svalutazione. Lo psicopatico, che è assimilabile a quello che il DSM  definisce  “antisociale”, prima dei 15 anni di età manifesta comportamenti particolari: problemi scolastici, fughe da casa, menzogne frequenti, furti e vandalismi e violazioni croniche. In età adulta dimostra difficoltà a mantenere un lavoro costante, a funzionare come genitore responsabile, a mantenere un attaccamento duraturo ad un partner, ad onorare gli impegni finanziari ed a pianificare il futuro.

Anche se in Italia si parla di psicopatia quasi esclusivamente con riferimento ai serial killer, lo “psicopatico della porta accanto”, quello che sembra essere il compagno e il marito ideale, esiste realmente?

Purtroppo sì, gli psicopatici possono vivere una vita apparentemente normale, che maschera la loro vera identità.

Perché lo psicopatico cerca la terapia?

Lo psicopatico raramente cerca la psicoterapia e lo fa quando prova un disagio spesso dovuto ad un fallimento nei suoi progetti di manipolazione e/o ad un abbandono affettivo da parte di chi l’ha scoperto ed ha chiuso la relazione.

Si dice che la terapia non è facile in quanto questi soggetti tentano di manipolare anche il proprio analista. Si ripetono in pratica le stesse dinamiche relazionali anche nel rapporto psicoterapeuta/paziente?

Assolutamente sì, questi personaggi tentano sempre di manipolare il terapeuta con forme seduttive e bugie. Inoltre é tipico che interrompano spesso gli incontri per poi ripresentarsi dopo un po’ di tempo, in quanto hanno paura dell’attaccamento che desiderano ma, al tempo stesso, vivono come pericoloso.

La persona a cui viene diagnosticato un disturbo della personalità si rende conto che il fallimento delle sue relazioni dipende in primo luogo da una propria disfunzione?

Non c’é consapevolezza delle proprie responsabilità, le colpe sono sempre degli altri. In questi tipi di personalità, inoltre, é tipico ritrovare il vanto e la soddisfazione di essere riusciti a “fregare” l’altro. Purtroppo è assente il senso di vergogna. Esiste invece la rabbia se si viene scoperti.

Esiste una tipologia ricorrente di vittima?

La vittima ha di solito una personalità fragile, dipendente, bisognosa di simbiosi. Si annulla e si sottomette in tutto e per tutto al proprio partner che percepisce come essere perfetto. Vive una confusione totale. Ricordo, comunque, che gli individui psicopatici amano le sfide e prediligono piegare le resistenze: non di rado le vittime sono personalità  forti, autonome e indipendenti che, indebolite dalla manipolazione, si ritrovano ad accettare situazioni e compromessi estranei alla propria natura.

Quali sono i tempi di guarigione dal trauma da narcisismo?

I tempi di guarigione dipendono dalla capacità di razionalizzazione  e dal tipo di danno subito (fisico e/o mentale). Una volta aiutata a vedere il meccanismo diabolico nel quale era incappata, la vittima trova la forza di liberarsi in tempi relativamente rapidi.

vivianacontic@gmail.com

4 thoughts on “Rapida guarigione

  1. Il mio ex è un politico. un educatore, uno che va in chiesa tutte le domeniche. Tutti lo amano e lo conoscono, lo ammirano e si fidano di lui. lo adorano e lo elogiano.il bravo ragazzo. L’esempio della dedizione agli altri. il volontario ideale . A me invece è toccata solo la sua violenza una volta chiuse le porte di casa. Uno schiaffo. Uno spintone. Qualche livido. Poi insulti. Poi la derisione quando piangevo. Poi l’umiliazione di non essere abbastanza brava o spinta a letto. Poi lallontanamento dalla mia famiglia che era troppo invadente secondo lui. Poi il mio lavoro: troppa indipendenza. lui va in terapia e ci ha portato anche me perché potessi testimoniare e aiutarlo a guarire. Ma alla fine la pazza disadattata pesante triste e incapace di crescere ero io. Io volevo essere il centro del mondo secondo lui. Per anni mi sono allontanata e poi sono sempre tornata indietro pensando di avere un carattere troppo forte e di aver urtato la sua sensibilità visto il suo passato doloroso fatto di botte da bambino.Per anni ho pensato che sarebbe cambiato. Ho vissuto il dubbio la dissociazione la negazione….Ho fatto di tutto. Finché alla fine mi ha lasciato lui per un’altra più brava a letto di me nel giro di due settimane. Lo psicologo gli è servito per arricchire le sue informazioni sulla comunicazione il narcisismo e la dipendenza affettiva.. Per affinare le sue tecniche di manipolazione. Per freddare meglio con le parole le persone che vuole ferire. Ha capito come fare per perdonare il suo ego. E mi ha distrutto. Credo che non abbiano speranza di cambiare. neanche in terapia. E io mi sento annullata perché nessuno mi crederà mai. Ero una donna viva e solare. Ora devo lavorare sodo per recuperare l’autostima e un sorriso solido. Grazie per quello che fate. Ci farte sentire meno sole.

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    1. Cara Ili, la tua storia è il classico esempio di sopraffazione e devastazione psicologica di cui sono capaci questi personaggi. Credo che l’arrivo di una “più brava a letto” sia stata la tua fortuna. Purtroppo per lei il tornado distruttore è passato a minacciare la sua di esistenza. Ormai anche tu avrai acquisito la consapevolezza necessaria per sapere come andranno a finire tutte le sue storie, non solo con la malcapitata di turno. Riguardo gli effetti non sempre positivi della terapia, mi trovi d’accordo. Anche io credo che ci siano casi in cui l’analista, involontariamente, insegna ad affinare ulteriormente le tecniche di manipolazione e a rendere meno riconoscibile all’esterno il disturbo di personalità di questi criminali emotivi. Ili cara, con un po’ di lavoro tornerai ad essere la donna viva e solare che eri. Il tempo e la distanza ti faranno mettere a fuoco aspetti del rapporto che la sua presenza rendeva annebbiati e confusi. Arriverai a ringraziare la “neopantera”di essere arrivata ed avertelo tolto di torno. E magari metterai a punto quello che c’era da aggiustare anche in te per diventare più tosta e saggia e dare una più corretta valutazione ai comportamenti di chi ti sta intorno. In bocca al lupo.

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    2. Ciao ti capisco benissimo invece. Ho chiuso una relazione da due settimane con un psicopatico e ti capisco benissimo. Io all’inizio non capivo chi avevo davanti, pensavo fossi io quella pazza, i sensi di colpa. Ma la mancanza di rispetto ed il suo agire di distruggermi mi ha fatto capire sempre di più che è lui che ha dei problemi. Ho provato di tutto, a fare finta di niente, a mettermi allo stesso suo livello e con l’amore che pensavo fosse il rimedio più potente. Invece nulla. L’ho lasciato tante volte e sono sempre tornata indietro, perché ci credevo ci speravo. Ora penso di avere capito che non cambierà mai e che se continuo vado finire in psichiatria, perciò ti capisco benissimo. Anche se lui ora mi cerca, si scusa, ecc. Io sarei tornata solamente se lui avesse accettato di fare una terapia……….ma come capisco dal tuo racconto……….non serve a nulla!! Peccato.
      Ti auguro il meglio e di avere fiducia in te stessa e vedrai che la vita migliora e ti fara capire che hai imparato a non stare più con una persona del genere.
      Un abbraccio.
      Renate

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  2. Io sono riuscita finalmente a lasciare mio marito e andare in affitto in un ‘altro appartamento, sarei serena se lui non continuasse ad assillarmi chiedendomi se sono convinta di quello che ho fatto…, ci incontriamo perchè abbiamo figlie in comune e poi io ho un negozio dove lui prima veniva ad aiutarmi e quindi spesso me lo vedo arrivare con una scusa o con un’altra, io cerco di non incontrare il suo sguardo perchè riesce a mettermi in soggezione anche solo con quello….poi con le mie figlie fa la vittima e anche stamattina mia figlia più piccola mi ha detto che lo ha visto giù ed io non potevo dirgli che la stava “manipolando” perchè non mi avrebbe creduto come in alcuni momenti anche a me viene il dubbio che lui stia male davvero e che io sia quella che ha esagerato…. Ma di contro so che sono stata troppo male specie negli ultimi anni per il suo comportamento arrogante prepotente egoista e indifferente alle mie richieste di chiarimenti …quando si iniziava ad affrontare un discorso importante lui era capace di mettersi a fare altro o di andare addirittura via scocciato che “rompevo”….non accettava opinioni diverse dalle sue e alzava la voce spesso sia con me che con le mie figlie….lui fa uso di cannabis giornalmente ed io in tutti questi lunghi anni trenta per la precisione avevo cercato di convincerlo a smettere anche perchè educavamo le nostre figlie a stare attente alle insidie della droga qualunque essa fosse e quindi speravo che prima che loro fossero in età adolescenziale riuscisse a smettere, ma non solo non smise ma addirittura due anni fa le nostre figlie lo scoprirono da sole e lui anche in quell’occasione non si mise a sedere al tavolo a parlare con loro spiegando il perchè lo facesse ecc ecc no, lui pretendeva di intortarle ancora dicendo che erano sigarette normali, le mie figlie due anni fa avevano 26 e 19 anni…..sono molto in crisi ma cerco di andare avanti.

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