Geni della truffa

 

Ogni tanto la natura stimola l’evoluzione biologica e gli organismi, per sopravvivere, devono adattarsi alle mutazioni che questa impone. Una buona filosofia di vita potrebbe considerare la natura assegnataria, nei confronti degli psicopatici, del delicatissimo ruolo di rielaborazione e riadattamento della nostra evoluzione personale, sociale, psicologica e spirituale. Vista in questo modo, gli psyco sarebbero stati inventati dalla natura per rispondere alle nostre esigenze di evoluzione e miglioramento; in altre parole, per servirci.

La gente che è entrata in contatto con gli psicopatici spesso sostiene che essi hanno qualità “rettiliane”, dal nome di quella  parte del cervello, fredda e guidata da impulsi egoistici, che è legata alla sopravvivenza genetica attraverso l’attività sessuale. Fortunatamente, nel resto degli esseri umani, c’è anche qualcosa di non materiale, chiamato “compassione”, che ha la precedenza. Il sistema di onde cerebrali degli psicopatici è completamente diverso da quello degli altri, anche se i primi conoscono perfettamente la distinzione tra bene e male:  scelgono il male semplicemente perché è in grado di eccitarli e dare loro potere. Se si è sprovvisti di empatia e senso di rimorso scegliere il male può essere la strada più veloce per ottenere ciò che si vuole, semplicemente togliendolo a qualcun altro.

Anche se le personalità psicopatiche possono sembrare perfettamente normali con un lavoro, una famiglia e dei figli, va ricordato che si tratta soltanto di equilibri temporanei e di facciata: le loro vite sono continuamente in bilico, segnate da ripetizioni continue di raggiri e dalla ricerca spasmodica di coperture in grado di nascondere le innumerevoli falle che le contraddistinguono. Verità delle quali anche le persone più intime sono spesso ignare fino al momento in cui il velo si solleva e la cruda realtà si fa evidente.

John List uccise sua moglie, sua madre e i suoi tre figli nel 1971 per ricominciare una nuova vita. Prima di uccidere, per mesi interi, usciva tutte le mattine dalla sua casa del New Jersey facendo finta di recarsi al lavoro, dal quale invece era stato licenziato tempo addietro.  Nel caos che contraddistingueva la sua vita niente di ciò era noto ai familiari, vista la regolare pendolarità delle sue abitudini giornaliere. Quando non fu più possibile nascondere le stranezze della sua routine,si scoprirono i conti non pagati e  il denaro necessario a sanare i debiti non venne fuori, List decise che la cosa più facile fosse uccidere i familiari e iniziare una nuova vita con una diversa identità.

Un giorno rincasò presto dal lavoro immaginario e sparò un colpo alla nuca della moglie e un altro all’occhio della madre. I due figli più giovani, Patricia e Frederick, tornarono a casa da scuola e vennero entrambi freddati alla nuca. Quello  più grande, John Jr, era fuori per una partita di football.  List si cucinò il pranzo e poi andò a prenderlo. Lo riportò a casa e sparò contro di lui ben dieci colpi per assicurarsi che fosse morto. Con calma e come se niente fosse, sistemò i corpi nella cantina della casa e iniziò la sua nuova vita dall’altra parte del Paese fino a quando, grazie allo show televisivo America’s Most Wanted, non venne arrestato nel 1989. La sua nuova famiglia non aveva la minima idea dei crimini del passato e di chi lui fosse in realtà.

Di versioni non violente di John List, sia uomini che donne, in grado di abbandonare dall’oggi a domani la propria famiglia e ricominciare da capo una nuova esistenza, con la stessa facilità con cui si cambia un lavoro, è pieno il mondo. A loro non importa lasciare gli altri nel dolore, nella disperazione, nella rovina economica e nella devastazione psicologica. Gli psicopatici passano la propria vita a cercare l’approvazione delle altre persone. Ma una volta conficcati gli artigli nella preda, il brivido della caccia sfuma e le unghie vengono affilate e lucidate in vista della prossima vittima. E’ un ciclo senza fine.

C’è una curiosa analogia tra la mania di collezionare esseri umani e l’interesse ossessivo per la passione o il passatempo di turno. Senza ragioni particolari e all’improvviso uno psicopatico può sviluppare la mania, per esempio,  dei libri antichi o può fissarsi con l’arte animata o con qualsiasi cosa sia in grado di catturare la sua fantasia per un paio di mesi, giusto il tempo di prosciugare i propri risparmi (o i vostri) e poi perdere tutto l’interesse e dimenticarsi della nuova passione come non fosse mai esistita. La facilità di prendere e mollare oggetti inanimati è la stessa che adotta con gli esseri umani. Non vi è differenza tra una collezione di piatti, una di ex, per quanto possano essere devote, e una di vecchi colleghi. Per lo psicopatico le vite degli altri non hanno significato emotivo e non sono meritevoli di rispetto più di quanto possa esserne una saliera o una pepiera.

Può sembrare inconcepibile, eppure è una delle realtà della psicopatologia: questi soggetti non vedono altro valore degli altri se non quello legato all’utilità personale, sociale, sessuale, professionale e economica. Un’altra realtà è che gli psicopatici non pensano mai che, alla fine, si raccoglie ciò che si semina. Finiranno isolati e in rovina, in un campo di battaglia loro giornate proveranno a truffare chiunque sia a portata di mano.

Astra

L’articolo contiene parti tradotte di Puzzling People di Thomas Sheridan.

 

One thought on “Geni della truffa

  1. Non sono certa che finiranno in rovina. A meno che qualcosa non vada storto e abbiano problemi con la giustizia. Gli psicopatici meno intelligenti di solito non fanno una bella fine. Poi ci sono gli altri, come quello che ha devastato la mia vita. Non ho dubbi che, a meno che non faccia passi falsi, non avrà problemi a continuare fino a che ne avrà la forza a seminare caos e dolore intorno a se. Il mostro che ho avuto la sfortuna di far entrare nella mia vita è ancora giovane ed ha già distrutto due ‘famiglie’. Penso che abbia seminato figli a destra e a manca, e sia poi scappato. Penso che continuerà così, indisturbato. In fondo, convince tutti che il problema non è lui, ma le pazze che incontra. Sono molto bravi ad usare parole ed argomentazioni. Pianificano tutto e preparano trappole, mettono in scena crisi ad hoc, per dimostrare agli altri quanto siano pazze le loro vittime, che loro chiamano i loro carnefici.
    Molto illuminante il punto della collezione: la serie, la numerosità, l’accumulo, di cose come di persone (amanti, ex, e persino figli).

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