Secci: “Abbandonate la rabbia, è il guinzaglio psicologico del narcisista”

 

Abbiamo rivolto alcune domande al dottor Enrico Maria Secci, uno degli psicoterapeuti più esperti in tema di narcisismo e relazioni patologiche, nonché autore di volumi importanti in grado di illuminare le vittime e indicare loro metodologie di pensiero e strade da percorrere nel caso si fossero smarrite a causa di rapporti tossici con soggetti disturbati.

Dottor Secci, in Italia si parla soprattutto di narcisismo patologico. Il termine “psicopatia” è solo sfiorato dalle discussioni che ruotano intorno alle relazioni patologiche. Eppure, negli Stati Uniti, sin dal lontano 1940, sono stati scritti fior di libri che descrivono lo psicopatico proprio come il narcisista perverso. Ci aiuta a fare un po’ di chiarezza?

In Italia lo studio sul narcisismo patologico e sulle dipendenze affettive è senza dubbio più recente rispetto agli Stati Uniti innanzitutto, credo, per ragioni culturali. Mi sembra che la società americana sia storicamente propensa ai valori della competizione, della popolarità, del denaro, dell’estetica, dell’auto-realizzazione e dell’aggressività relazionale che, in un certo senso, ricalcano modalità narcisistiche e sono accettate e considerate socialmente desiderabili. Autentiche chiavi del successo. Basti pensare al mito americano del “self-made man“, che è un modello iper-competitivo improntato all’esaltazione di sé. Possiamo sovrapporlo al concetto di “narcisismo sano” e capire così come, a livello culturale, uno standard simile abbia favorito distorsioni affettive e relazioni molto marcate, sconfinanti nella psicopatologia. Quelle che hanno suscitato negli intellettuali americani, sociologi e psicologici soprattutto, l’esigenza di esplicitare gli aspetti problematici del narcisismo e le sue conseguenze affettive e relazionali. Ho parlato di questo sul mio blog, nell’articolo “La Sindrome di Dorian Gray e la cultura del narcisismo” (http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/2015/11/05/la-sindrome-di-dorian-gray-e-la-cultura-del-narcisismo/).

In Italia questa urgenza è arrivata molto più tardi e credo non sia un caso, ma sia correlata all’emancipazione delle donne e al cambiamento culturale che lo ha accompagnato. Infatti, a differenza degli Usa, le donne in Italia sono state a lungo educate alla subordinazione e alla dipendenza, cosa che ha reso quasi invisibili le dinamiche di sopraffazione legate al narcisismo perverso. Questo fattore, unito alla diffusione in ambito psicologico e psichiatrico degli approcci sistemi e relazionali, che considera le psicopatologie all’interno delle relazioni e non si limita alla definizione individuale di un disturbo, ha favorito anche nel nostro Paese lo studio del narcisismo perverso e delle dipendenze affettive.

Parliamo di prevenzione: la violenza fisica e quella psicologica, per non parlare dei femminicidi di cui sono piene le cronache, sono espressione di un preciso disturbo della personalità da parte dell’abusante che, se si presta attenzione, può essere identificabile, ravvisabile e smascherabile. Non crede che lavorare sulla diffusione della conoscenza e della consapevolezza del fenomeno possa ridurre il numero delle violenze e quali sarebbero, secondo lei gli strumenti più idonei a fare una buona prevenzione?

La responsabilità sociale di psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, medici e, in generale, dei professionisti della salute è cruciale. Riconoscere sin dai primi segnali una relazione patologica, in particolare quando è coinvolto un narcisista manipolatore, può aiutare le vittime a mettersi in salvo prima che la loro salute mentale e, talvolta, la loro stessa sopravvivenza siano compromesse. Eppure, troppo spesso, ci si ferma alla diagnosi: depressione, attacchi di panico, disturbo di personalità (della vittima!), col rischio di scambiare le conseguenze per le cause ed etichettare sbrigativamente come psicopatologico qualcuno che, invece, è invischiato nel “mal d’amore” e subisce quotidiani abusi emotivi. Una corretta e capillare informazione può prevenire efficacemente lo sviluppo di certe patologie ed evitare le tragedie di cui, purtroppo, ogni giorno abbiamo notizia. Se i media e i social, la stampa e il giornalismo online dedicassero lo stesso spazio che destinano abitualmente a speculare su i delitti a sfondo affettivo a divulgare consapevolezza e nozioni di base sull’affettività sana, saremmo già a un punto di svolta nella prevenzione psico-sociale.

C’è ancora molto da fare a livello istituzionale e nell’ambito dell’istruzione, dove i programmi di “alfabetizzazione emotiva” incontrano ancora molte resistenze e i progetti sul tema sono sporadici. Pare per mancanza di fondi, io credo per mancanza di sensibilità e di coscienza. L’impatto sulla società della diseducazione sentimentale è ancora sottovalutato, a dispetto dei reali bisogni dei cittadini. Mi basta pensare ai milioni di visitatori sul mio blog, Blog Therapy (http://www.enricomariasecci.blog.tiscali.it) e al riscontro della pagina Facebook Blog Therapy, arrivati senza indicizzazioni e pubblicità, o al riscontro del libro “I narcisisti perversi e le unioni impossibili. Sopravvivere alla dipendenza affettiva e ritrovare se stessi”, best-seller da oltre 11 mesi nel settore psicologia di Amazon, Internet Book Shop e Kobobooks, per capire quanto sia forte in Italia il bisogno di riferimenti e di informazioni sulle dipendenze affettive e sulle forme di narcisismo patologico.

Ricerche e studi clinici ravvisano ragioni genetiche e fisiologiche oltre che di crescita nei disturbi della personalità. Entriamo nel vecchio dibattito “natura contro cultura”: narcisismo, psicopatia e sociopatia quanto sono riconducibili a cause genetiche e quanto, invece, a traumi infantili e condizioni ambientali?

Neuroscienze e neurobiologia, grazie all’integrazione di medicina, fisica, biologia, antropologia, matematica, psichiatria, psicologia e psicoterapia stanno indagando con crescente efficienza sulle modificazioni anatomiche e funzionali del cervello causate da esperienze traumatiche di trascuratezza e/o di abuso psicologico, in età infantile e non solo.  Quello che vediamo ormai con chiarezza è che la comunicazione e la relazione influenzano significativamente lo sviluppo psicologico, incidono fisicamente sull’architettura e sull’organizzazione dinamica del sistema nervoso. Le variabili ambientali rivestono un ruolo decisivo sulla salute mentale. L’ambiente, il “curriculum emotivo”, lo stile di attaccamento marcano nella maggior parte dei casi  la differenza tra il narcisismo sano e quello perverso. Spesso questi pazienti sono stati a propria volta manipolati, utilizzati o abusati in famiglia e hanno trovato nelle modalità narcisistiche un modo per reagire al dolore in contesti di abbandono o di superficialità relazionale successive ai traumi primari nella scuola, tra i pari, sul lavoro.

Se non si può affermare con certezza che la società li crei, penso di possa dire che la società non li aiuti a correggere la gravità del trauma iniziale, che li lasci a se stessi. Per questo, anche in età adulta, rimangono pressoché pazienti invisibili. E gran parte delle osservazioni cliniche sul narcisismo perverso avviene quando le vittime chiedono aiuto o denunciano, o, peggio ancora, quando rimangono violentate e uccise.

Ha fatto riferimento allo stile di attaccamento, a eventuali traumi infantili e al curriculum emotivo: in poche parole, a tutto ciò che è pregresso a livello emozionale. Vorrei soffermarmi sul ruolo della famiglia di origine e in particolare su quello dei genitori. Persone che hanno rapporti distorti con i propri genitori finiscono inevitabilmente con il far pagare le conseguenze alle proprie compagne/i. Quanto conta nel narcisismo e negli altri disturbi della personalità il rapporto madre-figlio?

Di frequente chi sviluppa tratti disfunzionali di narcisismo ha vissuto nell’infanzia la fragilità di una madre che non è riuscita a compensare le mancanze dell’altro genitore, spesso distante e rigido. Non ha saputo difendere se stessa, né il bambino dalla freddezza e dagli atteggiamenti rigidamente normativi e soverchianti del proprio partner. Ne “I narcisisti perversi” indago sulle analogie del mito di Narciso con la storia reale dei narcisisti e ho trovato somiglianze illuminanti tra la famiglia raccontata nel mito e le configurazioni familiari correlate, nella realtà, al disturbo narcisistico. Nella formazione dei disturbi di personalità in genere, il fallimento della relazione genitore-figlio è un fattore patogeno molto forte su cui autori di impostazioni anche molto diverse sono unanimi. Anch’io sono convinto che il passato del narcisista perverso sia certamente esplicativo, ma, come terapeuta, credo fortemente che “spiegazione” non significhi automaticamente “soluzione”. E lo stesso vale per le vittime. Soffermarsi lungamente in terapia sulle distorsioni dei legami pregressi con le figure genitoriali a scapito delle difficoltà e degli schemi attivi nel presente, sino ad intessere intricate trame di memorie traumatiche infantili, rischia di convalidare il vittimismo grandioso tipico in questo disturbo, anziché focalizzare il trattamento sulle dinamiche perverse con i/le partner dell’età adulta.

Nella mia impostazione, il “qui ed ora” è la sola e reale possibilità di cambiamento. Nessuno può cambiare il passato, ma tutti possiamo cambiare il presente. Vale per ognuno di noi, tanto per le vittime, quanto per i carnefici. Perché se c’è una possibilità di cambiamento, questa si coniuga nel tempo presente e, soprattutto in terapia, è importantissimo accompagnare i/le narcisisti/e disfunzionali nell’acquisizione di un’identità adulta salda, maggiormente empatica e consapevolmente responsabile.  Al di là della scoperta e della narrazione delle mancanze subite da bambini, penso sia cruciale sollecitare il tema della responsabilità con cui, come uomini o donne fatti e finiti, i narcisisti (e, talvolta,  le loro vittime) continuano a ripetere nel loro presente, al di là della propria consapevolezza e illudendosi di sentirsi nel “giusto”, schemi mentali di sfiducia e di abuso, di abbandono e di impulsività estrema.

Il trauma da narcisismo è una delle più grandi sofferenze relazionali in cui si possa incorrere. Quali sono i comportamenti da evitare e quelli invece da mettere in atto per uscire dal dolore nel minor tempo possibile e far sì che i danni non siano permanenti?

La sofferenza inferta dalle relazioni patologiche in età adulta anche su persone che, prima del narcisista perverso, non sapevano cosa fossero la depressione, l’ansia, l’angoscia o l’ossessione, deve far riflettere sul fatto che il traumatismo psichico non è necessariamente un’eredità infantile, ma può colpire anche soggetti complessivamente sani e ben adattati. C’è molto lavoro da fare sul trauma affettivo in età adulta. La prima cosa che le vittime fanno è colpevolizzarsi, chiedere chiarimenti, accettare compromessi sconvenienti, umiliarsi, cercare di cambiare se stesse, distruggere la propria autostima. Cercano di “adattarsi” al mondo del narcisista, sino a interiorizzarlo insieme ai suoi disvalori. A volte, diventano a propria volta machiavelliche, manipolatrici e perdono così il contatto con le proprie emozioni. Perdono dignità, si isolano, si annullano. E il manipolatore le aiuta, demolendo le loro famiglie, il loro passato e il loro presente, gli amici, il loro senso morale. Tutto.  Così, si convincono di essere perdute e si consegnano all’amante perverso, come fosse un “salvatore”, quel principe azzurro che le solleverà dalla loro pochezza ed inutilità, che lui stesso ha determinato.

Per quanto riguarda i comportamenti da attuare quando si ha il dubbio di essersi “ammalati d’amore”, la cosa più facile è certamente documentarsi, leggere. Può servire a ridefinire il dolore in una cornice relazionale, cosa che le vittime di solito non fanno, o che fanno molto tardi. Ma la cosa più importante è chiedere una consulenza psicologica, specie quando in corrispondenza all’inizio e all’evoluzione della relazione emergono sintomi significativi: insonnia, irritabilità, tristezza, impulsività, aggressività, pianti improvvisi, esplosioni di rabbia e così via.

Una volta scoperta la causa del problema, se si decide di rimanere con il narcisista/psicopatico/sociopatico vuol dire che anche nella vittima c’è una patologia da curare. Di che patologia si tratta e come si può curare per non ricadere nello stesso errore?

In generale, nei casi in cui la vittima non trova il modo di sottrarsi a una relazione trascurante e/o abusante, il quadro diagnostico di riferimento è la dipendenza affettiva, che non è codificato dai manuali diagnostici, pur essendo molto reale e frequente nella pratica clinica. A questo proposito, è importante fare una diagnosi differenziale, che serve a comprendere se e in che misura la “vittima” possa soffrire di disturbi sottostanti dell’umore o della personalità. In questo caso, la dipendenza affettiva si configura come un disturbo secondario e “reattivo” a nodi, lutti e traumi pregressi che, comunque, a mio avviso devono essere affrontati in terapia parallelamente alla “dipendenza affettiva”. Sarebbe un grave errore aiutare una persona depressa a superare la depressione, senza aiutarla allo stesso tempo a comprendere quanto la relazione con un narcisista patologico amplifichi, alimenti e mantenga il suo problema. Sarebbe come prendersi cura di un bosco infragilito dal terreno arido senza, da prima, metterlo al riparo da un piromane seriale. Per questo ne “I narcisisti perversi” dedico interi capitoli alla spiegazione degli “schemi” dei narcisisti patologici e alle strategie per neutralizzarli. Come dire, mi soffermo sul piromane, più che sulla (eventuale) malattia dell’albero. E credo che questo faccia la differenza rispetto alla gran parte della letteratura sul tema e sia alla base del successo del mio libro.

Rabbia e desiderio di vendetta sono due tra i sentimenti più intensi da parte  della vittima. Si tratta però di forze distruttive che non fanno altro che rallentare il processo di recupero e di guarigione. Come combatterle?

Una tipica reazione della vittima è quella di interiorizzare l’aggressore e diventare a propria volta persecutoria, indaginosa, violenta. Questi sono sintomi di una dipendenza, sono il corrispettivo relazionale dell’astinenza dalla droga dell’affezione perversa. La rimuginazione e la rivalsa vanno intesi come parte stessa della patologia, e trattati delicatamente in terapia.  Può servire comprendere che la rabbia, da sempre, è il guinzaglio psicologico del narcisista, uno dei meccanismi elettivi della dipendenza. Tanto più che quando la vittima si svincola dalla rabbia, il narcisista perverso soffre (a proprio modo) enormemente, avverte una perdita e si equipaggia per sferrare un nuovo attacco. Spesso, paradossalmente, ricorre alla seduzione e al vittimismo e riesce quasi sempre a riconquistare la vittima (a volte dopo mesi o anni), soprattutto quella che non ha maturato strumenti attraverso una psicoterapia mirata e letture specifiche.

Parliamo della terapia: da psicoterapeuta, è più facile trattare un paziente-vittima o un paziente-carnefice?

I pazienti-carnefici non vengono in terapia, meno che mai se sono narcisisti. È una conseguenza della grandiosità implicata dal disturbo: dato che si sentono perfetti, non ammettono che uno “strizzacervelli” possa aiutarli, anzi. Una frase tipica del narcisista è “Io analizzo il mio psicoterapeuta!”.  Quindi se richiedono un aiuto, lo fanno per altri sintomi e solo se molto gravi,per esempio insonnia cronica, abuso di sostanze, dipendenza sessuale, o per stress lavorativo.Ho parlato di recente della terapia con i narcisisti in un post intitolato “Narciso in terapia. Lo specchio spezzato (http://enricomariasecci.blog.tiscali.it/2015/10/07/narciso-in-psicoterapia-lo-specchio-spezzato/), sul mio Blog Therapy.

Lavorare sulle “vittime” è comunque molto più complesso di quanto si creda. Prima di tutto perché, un po’ come i loro partner, chiedono un aiuto per sintomi secondari ormai molto marcati, depressione e attacchi di panico, disturbi alimentari o altro, e di rado sono consapevoli della correlazione tra questi disturbi e la situazione relazione in cui sono invischiate.Rispetto ai narcisisti, però, con le vittime è più agevole creare un ambiente terapeutico autentico e collaborativo. Al di là delle resistenze alla terapia, i/le dipendenti affettivi/e sembrano nutrire nel/la psicoterapia un’aspettativa inconscia di salvezza, quale poi realmente si rivela essere nella maggior parte dei casi.

Non bisogna immaginare necessariamente lunghi anni di sedute, a volte lo svincolo è molto rapido e può richiedere pochi incontri. Ricevo quasi ogni giorno ormai commenti sul blog e email di persone che raccontano di aver mosso passi decisivi solo dopo la lettura del libro, e questo mi convince che siano tantissime le situazioni che grazie a un’informazione incisiva e chiara possano evolvere positivamente, prima che si renda necessaria la psicoterapia.

237 thoughts on “Secci: “Abbandonate la rabbia, è il guinzaglio psicologico del narcisista”

  1. Ciao ,
    è la prima volta che ho avuto voglia di scrivere , solitamente mi limitavo a leggere le vostre esperienze con un narcisista per avere una conferma riguardo la mia .
    Anche io ho avuto una relazione con un narcisista che è durata in tutto sei anni , in due fasi tra le quali c’è stato uno stop di due anni . In sostanza quattro anni di relazione vera e propria .
    E’ finita da settembre del 2016 e io sono distrutta , ho capito solo due mesi fa di aver avuto a che fare con un narcisista ed è stato devastante psicologicamente .
    Preciso : una relazione da amante di un uomo sposato ma separato in casa , per non perdere il tenore di vita al quale era abituato e al quale non voleva rinunciare .
    Ve la faccio breve , nella prima fase un corteggiamento perfetto nel quale mi sono sentita la donna più amata e desiderata di questa terra , camminavo sulle nuvole e andavo in giro con gli occhi a cuoricino e lo sguardo da ebete , dopo avermi fatto innamorare perdutamente comincia a farmi mancare attenzioni piano piano fino a mollarmi e sparire , dandomi la colpa ( una banale scusa : la moglie gli aveva scoperto i miei messaggi e gli stava rendendo la vita un inferno).
    Io , per la prima volta in vita mia , mi trovo destabilizzata e non riesco a capire dove ho mancato e come sia stato possibile che un uomo che diceva di amarmi e con il quale c’era un’intesa sessuale pazzesca mi facesse questo . Mi blocca su fb e io passo un periodo bruttissimo . Comincio a riprendermi e mi ricontatta per farmi una confessione : era tornato con la sua ex amante ( della quale mi aveva parlato come di una storia chiusa ) e si scusa dicendosi pentito e che io ero stata molto importante per lui ma che la storia precedente gli aveva lasciato degli strascichi e , sbagliando , era tornato da lei . Per me è stata peggio di una coltellata ma faccio la “superiore” e ci sentiamo periodicamente per parlare del più e del meno , in questo modo resto inconsapevolmente agganciata a lui .
    Finché nella primavera del 2016 comincia a chiedermi di riprendere da dove avevamo lasciato , io ero titubante e non mi fidavo ma lui è stato un abilissimo corteggiatore e , alla fine ricomincio una storia con lui .
    Tutto bellissimo all’inizio , mi sembra di vivere una favola e di aver trovato l’uomo dei miei sogni .
    Quando la vita ti offre un’occasione del genere ti senti una privilegiata , questo idillio dura quasi due anni , nei quali alla fine comincia a farmi mancare attenzioni , ad allontanarsi . Comincio a sentire i campanelli d’allarme , qualcosa non torna . La terza volta che sparisce per un giorno intero con la solita scusa del cellulare dimenticato , sbrocco . La paura che mi tradisca di nuovo è lì , gli scrivo messaggi nei quali lo accuso di prendermi in giro e lui non gradisce .
    Mi risponde che sono tutte mie fantasie e che non si deve sentire accusato anche da me , mi fa sentire una pazza .
    Mi punisce con il silenzio , io arrivo pure a scusarmi ma lui imperterrito nel colpevolizzarmi , dopo due mesi mi perdona e io mi sento di nuovo felice ma lui alterna bastone e carota , pensa di avermi fatto accettare le sue condizioni .
    Dopo due mesi , all’ennesima situazione ambigua sbotto .
    E qui , dopo il solito silenzio punitivo e i miei tentativi di farmi perdonare , mi scrive che non vuole stare con una persona che “sclera” periodicamente e che sta bene solo , in modo da non sentirsi più accusare da nessuno e non dover più rendere conto a nessuno , che se io non fossi stata così lui mi avrebbe amato fino alla fine dei suoi giorni . Di dimenticarlo perché lui non c’era più e non voleva aver nessun contatto con me . Tutto condito con considerazioni tipo: tu sei la peggior nemica di te stessa .
    Ora sono consapevole di aver avuto una relazione tossica , con un uomo che mi voleva solo alle sue condizioni , per buttarmi via appena io sgarravo o provava interesse per un’altra .
    Non credo assolutamente sia solo ma questo è poco importante .
    Sto riuscendo a non cercarlo più e spero di riprendere presto la mia vita che ora è congelata , non ho più emozioni e non ho voglia di niente e nessuno .
    Grazie per questo forum e dei consigli che mi darete , se vi andrà .

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    • O mio Dio, io sono appena uscito da una situazione simile e sto leggendo un sacco di articoli che hanno moltissimo senso… ma quello che hai appena detto mi ha colpito come un pugno in faccia… lui trovava sempre un sacco di scuse e quando confrontato spariva per non reagire additandomi ad un pazzo e dicendo cheuna persona che non ha controllo delle sue emozioni… e io pensavo di essere pazzo perche non mi sono mai comportato cosi e pensavo di avere rovinato tutto con le mie paranoie.. poi praticamente rivelate non essere cosi paranoie ma veritiere…

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    • Caro David,
      purtroppo, come avrai letto negli articoli sull’argomento, sono fatti così.
      Vivono in una realtà distorta, nella quale loro sono perfetti e gli altri “mancanti”, sono sempre gli altri a sbagliare, non si prendono mai una responsabilità perché la loro immagine deve rimanere “immacolata”.
      Io credo anche che la persona con la quale ho avuto a che fare, ne sia tuttora convinto che sia stata io a rovinare la relazione, non perché fosse inconsapevole di trascurarmi e tradirmi ma perché nella sua visione distorta della realtà io avevo fatto qualcosa per meritarmelo e non ero più degna del suo presunto e tanto decantato amore.
      Io volevo solo sincerità ma lui non riesce ad essere sincero neanche con sé stesso.
      Spero che le consapevolezze acquisite ti aiutino a scrollarti di dosso i sensi di colpa ingiusti che ci vengono gettati addosso e che ci impediscono la ripresa.

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      • Con me nella fase abbandonica è sempre stato ambiguo.. è riuscito a dare la colpa – volta per volta – a qualsiasi cosa o persona… sensi di colpa, genitori malati, situazioni difficili.. potrei scrivere un romanzo delle scuse.
        Ma anche se non mi ha mai dato direttamente la colpa la fase iniziava dopo un mio sclero che lui scientificamente provocava.
        Se non pensassi che è così stupido lo definirei intelligente.
        Ma sono solo dei demoni calcolatori da cui stare alla larga. È questo pensiero che mi dà la forza di reagire e di non ricascarci quando mi manca: una persona che PREMEDITA A TAVOLINO di farti del male non si merita nulla, tantomeno di rovinarmi la vita.
        Forza David, e forza tutti noi.

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    • Stellina, mi dispiace molto. Come oramai sai il tuo è un caso da manuale. Ma fino a che eri la sua vittima non potevi accorgertene, perchè è davvero difficile mettere insieme i pezzi. Non è che ti tradiva perchè sgarravi tu o perché incontrava chissà quale interesse. No. Tradiva perchè non fa altro che dedicarsi a se stesso. E prende dove puó e gli fa piu comodo. Purtroppo è riuscito a fare tutto questo con uso massiccio di menzogne (a partire da ‘ti amo’). La loro intensitá sessuale si scambia facilmente per ‘intesa speciale’ o grande amore, ma è solo il loro eccesso di testosterone, abbinato a tratti compulsivi e spesso parafilie. Punto. Quello che ha parassitato la mia vita, ho scoperto alla fine, non faceva altro che occuparsi di sesso coperto dietro ad una facciata di persona normale. Vorrei di nuovo scrivere un consiglio che non mi stancheró mai di ripetere. Ora che per fortuna ne sei fuori, fai controlli per qualunque malattia venerea ti venga in mente. Devi proteggere la tua salute che lui ha messo in pericolo in molti modi.

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      • Grazie Giusy , la consapevolezza di aver avuto a che fare con un narcisista , acquisita casualmente su internet , mi ha dato la forza per non scrivergli più .
        C’è da dire che è lui che mi ha lasciato e mi ha chiesto di non cercarlo , non so se lo farà in futuro come è già successo in passato .
        Vorrei essere forte in caso lo facesse , perché una parte di me rimpiange la parte bella che ha vissuto e devo essere determinata a scacciare i bei ricordi in favore delle umiliazioni e sofferenze vissute .
        Io l’ho amato come non ho mai amato nessuno e la scoperta che sono stata solo io a vivere una storia tanto intensa è stato come prendere un cazzotto in pieno viso .
        Cerco di pensare a questi anni come se fosse stato un sogno , in modo da non sentirmi una cretina totale , cosa che non sono .
        Sono considerata una donna in gamba , intelligente , lavoro e mi mantengo da sola .
        Eppure ci sono caduta con tutte le scarpe , purtroppo .
        Farò tesoro del tuo consiglio e spero che almeno questa mi sia risparmiata .
        Mi auguro solo di ricostruire la mia autostima e di ritrovare la mia gioia di vivere .
        Ora sono spenta e immersa nell’inevitabile dolore che mi ha provocato .
        Vorrei che passasse , ho 47 anni e non voglio sprecare altri anni della mia vita .
        Nessuno se lo merita , neanche io .

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      • Giusi cara
        mi ha fregato proprio per quella intensità sessuale di cui parli tu! io credevo dipendesse dalla nostra intesa speciale..non so descrivere quante volte e come lo facevamo all inizio..era pazzesco!mi sembrava così dedito e generoso anche se certi atteggiamenti ,pur se fonte di eccitazione ,mi lasciavano a volte una sensazione strana addosso.. sin da subito, nonostante i modi estremamente garbati e gentili che mostrava in pubblico, iniziò a usare in intimità epiteti molto spinti nei miei confronti senza inibizioni..una volta cercò di filmarmi a mia insaputa e mi arrabbiai tantissimo,lui diceva ma dai sono cose che rimangono tra noi! la mattina appena svegli più che un bacio mi appoggiava la mano sul suo pene e chiedeva sesso orale..sembrava insaziabile o interessato più a mantenere erezione costante che al suo stesso orgasmo..ovviamente pensava pure al mio piacere ma a volte sembrava una sorta di auto ..compiacimento! Ora quando ci penso mi sento defraudata e provo sensazioni conflittuali ..è riuscito a farmi fare quello che voleva lui e a farmi raggiungere gradi di abbandono mai provati con nessuno,perché mi fidavo..
        non potrebbe essere così bello se non ti amassi..con quella di prima non facevo tutto questo sesso diceva.
        Il fatto che non fosse concentrato tanto sul suo orgasmo mi sembrava generoso ma anche strano rispetto ad altri partner che avevo avuto. Mi ha mollato con una freddezza allucinante dopo un ultimo periodo in cui nemmeno mi baciava più..provo un senso di profonda umiliazione e fragilità a pensare come mi sono abbandonata con lui..sembrava impazzisse per me..e io ora, anche se da una parte provo disgusto, rimpiango in parte quella intensità sessuale, e penso che non riuscirò a crearla più con nessuno , tanto era ineguagliabile..questi pensieri mi bloccano e mi fanno sentire in trappola perché non riesco ad approcciarmi intimamente a altri uomini mentre lui ha già voltato allegramente pagina !Qualcuno ha provato qualcosa di simile e può dirmi qualcosa?

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    • storia identica alla mia (tranne per il fatto che non era sposato). stesso svolgimento, stessi comportamenti, stesse sparizioni, stesse accuse. Dio mio. ti capisco alla perfezione, solo da poco ho capito che non ero pazza io ma malato lui…ma intanto non mangiavo piu, ho perso 13 kg e attacchi di panico a manetta. ti sono vicina. Barby

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      • Cara Barbara,
        scoprire di aver avuto a che fare con un narcisista solo dopo la fine del rapporto è stata la mia salvezza, nonostante sia stata una realtà difficile da accettare e dolorosa.
        Se no sarei ancora convinta di essere una pazza che aveva mandato all’aria una relazione d’amore per colpe proprie, starei peggio di come sto adesso e, sopratutto, non avrei capito con chi ho avuto a che fare.
        Sarei ancora esposta a futuri tentativi di ricattura da parte sua.
        Ti capisco anch’io per quanto riguarda gli attacchi di panico, anche per me erano diventati frequenti e devastanti.
        Spero che tu stia meglio.
        Io sono in una fase nella quale sto cercando di ricostruire la persona che ero “prima di lui”, è un po’ come dover imparare di nuovo a camminare e a parlare.
        Grazie per la comprensione e un abbraccio.

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  2. Laura un uomo che continua a vivere con la ex moglie per conservare il tenore di vita, è già un indizio di problema seri da parte sua…. Una donna che lo tiene in casa, pur sapendo che non la ama, è una donna che sicuramente è oggetto di manipolazione da anni. Quando pensa di lasciarla? Quando troverà una donna che gli garantirà lo stesso tenore? Non quando troverà una donna che amerà davvero? Quando siamo coinvolte sentimentalmente tolleriamo e arriviamo a considerare accettabili situazioni davvero paradossali…. Parlavate di futuro? Avevate dei progetti? Una relazione senza mete, obiettivi futuri è destinata a fallire … Come ti dimostrava di amarti e voler esserci per sempre per te? Sai cosa noto? Che in queste relazioni anzichè chiederci, ma cosa mi offre lui che non mi potrebbe offrire un qualsiasi uomo della terra, ci impuntiamo a voler analizzare in cosa noi abbiamo mancato. Se facessimo il lavoro inverso, ci staccheremo presto. Ci offrono parole e intimità … Ma parole e intimità le possiamo ricevere da qualsiasi altro essere umano… solo che con una persona sana occorre tempo, occorre impegno anche da parte nostra, mentre questi narcisisti danno tutto l’amore del mondo subito, per togliertelo alttrettanto subito quando sbagliamo o c’è un altra….

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      • E’ verissimo tutto quello che dici , cara tristezza , razionalmente è così .
        Io sono caduta nella sua rete di corteggiamento e dichiarazioni d’amore , non ero razionale e mi sentivo felice e una privilegiata a vivere un amore che consideravo puro .
        Io accettavo la sua situazione familiare da separato in casa , accettavo anche la motivazione . Non mi sono mai sentita la sua amante ma il suo amore , è stato bravissimo a farmelo credere .
        I progetti non erano di una vita insieme ma di godere insieme della vita , sostenendoci ed amandoci . Godendo dei momenti in cui potevamo stare insieme , mi ha legato a lui anche una passione che condividevamo e lui era il mio mentore .
        Non so come spiegarvelo ma in quel momento mi sembrava tutto fantastico , nel mio caso il cosiddetto love bombing era molto lungo .
        Solo dopo ho capito e ho sentito i campanelli d’allarme . Ho cominciato a fargli domande e da lì ho iniziato ad aprire gli occhi .
        Ora lo so che la moglie e le altre donne che ha avuto sono state sue vittime quanto me . Lui le disprezzava con me e ora disprezzerà me con l’attuale .
        Ora lo so , prima non me ne rendevo conto .
        Ho un lungo percorso davanti e spero solo di farcela .

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      • Penelope tutto quello che scrivi potrei averlo scritto io, parola per parola. Non c’è nulla da rimpiangere peró. Eri solo uno dei modi in cui soddisfava il suo desiderio di potere e controllo. Immagino che a parole ti convinceva che i suoi desideri sessuali originavano non dalle sue perversioni mentali (legate all’umiliazione, potere e controllo) ma da te (eri tu, con la tua speciale capacità di attrarlo che gli generavi certi desideri). Purtroppo cara, tutte balle. Quando riesci a chiartirti questo vedi che ti rimane solo il disgusto. Vero che una intensità sessuale come quella di questi individui non la si trova in persone sane. Ma francamente proprio per questo mi auguro di non incontrarla mai più. ora riconosco che sono stata abusata sessualmente dal primo giorno all’ultimo.

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    • In effetti costruiscono prospettive future con grande abilità. Nel mio caso, non avevo ‘accanto’ uno con moglie, ma ero la sua compagna. Voleva una famiglia con me (abbiamo dunque figli). Faceva finta di essere un compagno normale, se non con un eccesso di amore e intensità. Erano tutte balle ovviamente. Ma sono certa che mentre eravamo insieme quando e con chi serviva raccontava di noi come di ‘separati in casa’ (ovviamente perché io sono una pazza, ecc). E penso che chi ascoltava le sue storie le trovava ragionevolmente convincenti. Tutto puó andare, persino il poliamore mi sembra plausibile. Ma quello che caratterizza queste storie é l’inganno. Il fingere una storia d’amore solo perchè strumentale a scopi puramente egoistici. Hai ragione Tristezza: non c’è proprio da pensare a cosa o dove abbiamo sbagliato. Occorre riprendere in mano la nostra vita e viverla al riparo da queste creature completamente amorali e pericolose.

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      • Infatti è l’inganno il denominatore comune in tutte queste storie .
        Nel mio caso che fosse separato in casa e che dormisse in un’altra camera è certo , non è quello il punto . Ora so che lei è stata una sua vittima e non la donna che descriveva lui .
        Che ci si sia sposati ,si sia convissuto o vissuto una relazione fuori dagli schemi non è il fulcro del discorso , se le si vive in modo sano possono essere tutte relazioni soddisfacenti .
        E’ la menzogna , la manipolazione che rendono qualsiasi rapporto insano e che ci hanno lasciato questo cumulo di dolore , difficile da superare .
        E’ la fiducia tradita e l’innocenza persa che fanno male .
        E’ quella la parte difficile da superare per ritornare a credere in noi stesse e , parlo per me , a tornare la persona solare e positiva che sono sempre stata .
        Non vi conosco ma mi fa piacere parlare con voi .

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      • Giusi grazie per la tua risposta
        mi fa uno strano piacevole effetto sentire che quelle cose potresti averle scritte pure tu..perché è la prima volta che ho avuto coraggio di tirarle fuori e mi fanno sentire così ingenua e ridicola..
        nonostante suonino abominevoli anche a me rileggendole, sono ancora più disperata e arrabbiata per il fatto di averlo cercato settimane fa di nuovo..nonostante tutte mie razionalizzazioni e quel disgusto che a tratti sento mentalmente sono ancora in suo potere..e qui il problema non è tanto lui che non mi cerca più..ma io che vivo col suo ricordo ossessivo.
        anche provare a uscire con un altro, una brava persona interessata a me, mi ha fatto stare peggio..sono tornata a casa disperata che volevo solo lui.. e questo mi crea conflitti..come si fa a volere ancora un uomo così? chiedo aiuto

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      • Penelope ti rispondo qua. Quello che ti manca non è lui come è, ma lui come ti ha fatto credere che sia. Focalizzati su ciò che ha fatto di disgustoso. Quello è.

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    • Il mostriciattolo che ho trovato io, ricostruendo il quadro in due lunghi anni, aveva tutte le “disgrazie” di questa terra. Oltre un passato orrendo e “no limits” di cui più o meno ero al corrente, e per cui mi ha ovviamente convinto di esser cambiato, ho scoperto una bella impotenza (dopo pochi mesi di idilliaco rapporto), una pesantissima sterilità (per cui accusò la moglie) ed ora una sclerosi multipla di cui io sarei la causa.
      Me ne sono in definitiva andata io da uno strazio del genere. Il copione narcisistico oltre questi ulteriori mali è stato lo stesso, compresa la svalutazione dell ultimo periodo delirante. Quando me ne sono andata mi ha controllato varie volte e mi fermava in maniera compulsiva per strada. Dopo uno o due caffè ho deciso di chiudere definitivamente anche questo incontri lampo (il mio corpo non gli resisteva vicino e avevo la nausea ogni volta). Allora ha iniziato a venire ogni giorno al bar che frequento abitualmente per colazione…ha “sfilato” con tutti i suoi amici, e con una in particolare si mostrava solo e in intimità. Io li ho incrociati poche volte (è ci ridevo perché lui senz’altro veniva a palesare la sua felicità ) ma la mia amica (con cui ha cercato di triangolare) che lavora dietro il banco mi ha detto che si presentava anche 4 volte per mattina.
      Se non son pazzi questi.
      Comunque alla fine, disgustata dal gioco, un giorno che mi ha fermata per salutarmi ho fatto chiarezza e gli ho detto di fare i suoi giochi altrove altrimenti la pazza l avrei fatta io dentro il bar (gli amici sani scapperebbero inoridditi quindi mi torna utile questo modus).
      Me ne ha fatto di tutti i colori.
      Ora BASTA.
      Io non voglio dover cambiare bar nel mio luogo di vita per questo che fa pure km per venire li.
      Sono degli spostati cronici.
      Ma l incontro, una volta guarite, ti aprirà per sempre gli occhi su un mondo sommerso ma reale che prima non credevi esistesse, ma dal quale ora puoi difenderti.

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  3. Leggendo un blog del Dott. Secci ho trovato questa lettera di una sua paziente che lui ha pubblicato .
    Avrei potuto scriverla io , come credo ognuno di voi .
    Magari l’avrete già letta , in caso contrario leggetela perché merita .
    Io credo la incornicerò ed appenderò a imperitura memoria .

    “Lettera a me stessa”

    Sai devo chiederti scusa anima mia per tutte le volte in cui ti ho mancato di rispetto , per tutte quelle volte in cui non ti ho amato .
    Ti chiedo scusa per quella volta in cui ho permesso che qualcuno ti offendesse senza motivo e perché non ti ho portato lontano da lui ma anzi me ne sono presa cura , dimenticandomi di te che soffrivi in un angolo e ti lamentavi .Ma io ero sorda e non ti udivo . Ti chiedo scusa per quella volta in cui all’ennesima bugia non ho detto ” basta , via di qua ” ed ho continuato a rimanere mentre qualcuno allargava con le menzogne quelle vecchie nostre ferite che solo noi conosciamo . Ti chiedo scusa per quando lui ti ha lasciato improvvisamente nel silenzio che ti dilaniava e risuonava dentro , impaurendoti, terrorizzandoti ,come fossi una bambina lasciata nel vuoto ed al freddo .
    Ti chiedo scusa per quando costui è poi tornato ed ha ricominciato a prenderti in giro ed io , ancora una volta , non ti ho condotto via da lui ma ti ho tenuta incastrata nella sala delle torture . Ti chiedo scusa per quando ti sei persa , vinta da violenze che non meritavi e non capivi , inascoltata da me che avevo il dovere di salvarti , e sei crollata , senza più forze , senza più sogni , senza più niente . Ti chiedo scusa per quando ti ho condannato a vestirti di calze e pizzi per compiacere chi ti violentava nella tua delicatezza , con un ghigno nascosto dietro a vacue parole d’amore . Ti chiedo scusa per quando non ti ho protetto dai tradimenti e dalle illusioni a cui tu , più sana di me , non credevi più ma a cui io ero agganciata.
    Ti chiedo scusa perché ho consentito al buio di spegnere la tua luce , sottoponendoti a torture che un giorno ti hanno fatto desiderare la morte . Tu che la vita la amavi tanto , forse più di me . E ti ringrazio anima mia perché tu non ti sei arrabbiata con me , tu non mi hai tradita come ho fatto io con te , ma hai racimolato tutta quella poca forza che avevi e mi hai condotto tu via , tu mi hai portata in salvo , lontano da quel mostro a cui avevo consegnato entrambe .
    Ora ti amo anche io come mi ami tu e ti prometto che non accadrà più . Ti prometto che nessuno si avvicinerà a noi per farci del male e che se si avvicinerà , stavolta lo saprò riconoscere e mandare via.

    (Marina Marcorato)

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  4. Ciao a tutti non so nemmeno  da dove iniziare… praticamente io conoscevo questa persona  da quando facevo la 5 elementare ero una ragazza normale sempre positiva sorridente che dava un po'  di gioia a tutti .
    Comincio a crescere e a diventare adulta e già dalla 5 elementare conoscevo questo Padre di famiglia che stranamente  ha un figlio adottato e una moglie che non bada affatto ci parlavo spesso e poi ci siamo ritrovati quando avevo 12 anni nello stesso ambiente , quando ho cominciato ad avere 16 anni mi cominciava a scrivere tutti i giorni mi chiamava 4 volte o anche di più al giorno e poi voleva uscire sempre con me e inizialmente a me sembrava solamente un semplice  e buon amico … poi amdando avanti dopo aver compiuto i 18 anni mi trattava come se fossi la sua ragazza nonostante avesse già una moglie e un figlio diceva di volermi bene come una figlia anche se i suoi comportamenti erano tutti tranne che da padre …. una signora molto gentile ha cominciato a capire che qualcosa non andava in me e in lui e cercava di capire finché  a 20 anni mi ha detto che era un manipolatore le prime volte non ci credevo ma andando avanti ho cominciato a capire che fosse così.. una volta dopo 4 giorni che non gli ho scritto lui mi ha chiesto se poteva chiamarmi e dove stavo appena ho risposto mi ha detto mi manchi e mi ha fatto stare malissimo , mi faceva sentire in colpa lui era quello bello e intelligente e io no cominciava a prendermi il cellulare con la forza e a salvarsi tutte le conversazioni con whats app entrava sul mio account su facebook nonostante ho provato a cambiare la password 3 volte senza alcun risultato … lui faceva con me le 4 o le 5 di notte e nonostante ciò la moglie aveva gli occhi foderati di prosciutto,  mi aveva tolto tutte le amicizie strette e non parlavo più con nessuno  io ero il suo cagnolino ogni cosa mi diceva che dovevo fare io la facevo senza dire mai di no e quando ci provavo si inalterava tantissimo e non voleva neanche che uscivo con il mio ragazzo dovevo stare solo e unicamente con lui.
    Io non so spiegare questa cosa però  e come se mi dava una dose giorno per giorno e io ero la vittima che aveva sempre bisogno di lui mentre lui no mi diceva che ero la sua figlia preferita mi voleva bene  mi baciava sulla guancia mi abbracciava  mi accarezzava mi portava al lavoro da lui andavo in piscina con lui andavamo ai concerti era un rapporto ossessivo  e morboso , io lo idolatravo credevo che fosse un supereroe ma alla fine era solamente un mostro .
    La cosa che mi incuriosiva di più  e che lui un giorno in macchina si diceva da solo ma quanto sono bello quanto sono bello oppure mi parlava che da piccolo i genitori non se lo filavano e che la sua famiglia era perfetta quella del "MULINO BIANCO " .
    Per concludere la moglie ha scoperto tutto e ha fatto finta di nulla dando la colpa a me e non so cosa si sia sinceramente inventato il marito fatto sta io alla moglie gli ho detto tutta la verità  ma lei non mi ha creduto io e da gennaio che non parlo più con lui ma questa cosa ancora non mi è passata mi manca

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  5. Ciao Elenora,
    dal tuo intervento non riesco a comprendere se tra voi ci sono state anche relazioni intime. La vostra è stata solo una relazione platonica di amicizia?

    Chiedo poi il parere di tutte voi sulla mia situazione, m è venuta in mente una cosa dal racconto di eleonora…Il mio ex aveva diverse amiche minorenni, con 10 e più anni meno di lui. Mi diceva che condivideva con loro interessi culturali… Non ho mai voluto controllare il suo telefono, ma mi diceva che magari una ragazzina, gli aveva chiesto aiuto in qualche materia, o che gli piaceva un ragazzo e si confidava con lui. Mi diceva ” la adottiamo?” Mi sembrava strano ma volevo fidarmi… Lui ci sapeva fare, sapeva conquistare la loro fiducia, scherzare come loro. Sapeva entrare benissimo nel loro mondo, prendendole in giro, ridendoci,Mi disse che in passato diversi hanno visto di cattivo occhi i suoi rapporti con queste minori, accusandolo di provarci e che si era sentito offeso… Ecco perchè forse non ho mai detto nulla di come la cosa mi disturbasse… manipolazione pura. Lui aveva sempre tante amiche, un solo amico, il resto erano donne… gli chiedevo se si fosse mai innamorato di un’amica e lui rispondeva sempre di no, senza dare però tante spiegazioni… Mi chiedevo perchè stava con me, con le altre condivideva molti più interessi che con me, non ero neanche il suo ideale fisico di donna…. il mio istinto mi diceva che le basi del nostro rapporto erano scivolose… ma poi c’erano le sue dichiarazioni di amore eterno, sparite poi da un giorno all’altro… buttate giù come se non fossero mai state pronunciate. forse quelle amiche erano più che amiche, o forse una di loro ha preso il mio posto? Non lo sò. Ho preferito il no contact, non ho voluto fare la detective, non voglio apparire pure per pazza paranoica che non accetta che è stata mollata… eppure, i punti di domanda sono tanti…Sono io la gelosa, pazza, paranoica, che pensa male di lui? Finche non mi ha lasciata mi attribuivo molte colpe per le mie sensazioni… Pensavo che ero troppo insicura, aveva mille amiche ma aveva detto a me che ero la sua donna, era me che aveva presentato in famiglia, a me diceva ti amo… a me prometteva un matriomonio…. C’erano tutte queste parole, e c’era il mio non riuscire a crederci… mi sentivo sbagliata, al punto che quando ero gelosa, nascondevo, e se facevo qualche commento che trapelasse gelosia, gli chiedevo subito scusa, promettendo che avrei smesso di esserlo. Poi mi ha lasciata di punto in bianco… e arriva il pensiero “non sarà che il mio istinto mi stava avvertendo da tempo?” Leggo poi di triangolazione, di gelosia indotta, e poi colpevolizzata… Dei sensi di colpa che ti lasciano quando ti lasciano, per non essere dimenticati…. mi si apre un mondo, eppure ancora non ho tutti i pezzi del puzzle.. Vorrei non essere interessata a collegare tutto… eppure è difficile…

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    • Eleonora mi dispiace molto per quello che ti è successo. Mi sembra ovvio che nessuna ragazzina debba finire tra le grinfie (anche solo mentali) di un adulto senza scrupoli. Direi, in questa fase almeno, che tu debba focalizzarti solo su una cosa: proteggere te stessa. Tieni questo individuo alla larga. Possibilmente parla di quello che ti è successo con chi puó aiutarti (un professionista).
      A ‘è difficile’ vorrei dire: se ti sembrava strano che lui si occupasse tanto di bambine è perchè davvero è strano. Anzi, molto più seriamente, è altamente preoccupante.

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    • Purtroppo, cara, a pensar male con questi individui non si sbaglia mai… perché al 99.9% le nostre senazioni sono giuste.
      Io ho avuto anche la sensazione, un periodo, che fosse invaghito della cugina sedicenne…
      E se il tuo faceva “sfoggio” di queste ragazzine é possibile, non dico che ci sia andato, ma che le abbia approcciate. Vengono gratificati anche dal parlarne con l’antagonista… è una sorta di triangolazione anche questa.
      La parola d’ordine è via i sensi di colpa, quelli sbagliati sono loro, non noi. E vanno evitati, a ogni costo. Te lo dice una che ci è cascata e ricascata e ricascata ancora. Una volta anche dopo aver scoperto questa cosa del narcisismo… pensavo di poter avere il controllo. Non è vero. Il no contact è la sola salvezza… perlomeno per i primi mesi in cui siamo più fragili. Un abbraccio

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  6. Ciao a tutti e a tutte. Ho letto con attenzione l’articolo e con empatia i commenti. Ho tentato proprio di recente di scrivere, come redattrice della rivista letteraria Nazione Indiana, un articolo sul narcisismo patologico e sulla violenza psicologica. https://www.nazioneindiana.com/2017/03/20/la-violenza-fantasma/
    L’ho scritto non solo perché vorrei se ne parlasse di più, ma perché vorrei che – come a margine di quest’intervista – ci fossero persone disposte a parlarne, al confronto. Vorrei davvero che si cominciasse a prendere sul serio la questione: che si facesse un po’ di luce, che ci fosse uno spazio di confronto, Invito anche voi a leggerlo e a lasciare testimonianze. So che è poco, ma vorrei fosse un inizio. Anche per ricucire le ferite che porto io stessa e di cui ancora non riesco a dire.

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    • Grazie Mariasole, mi fa tanto piacere leggere questo tuo pezzo su Nazione Indiana. Occorre parlarne, sensibilizzare tutti all’argomento. Pensare non solo alla cura ma anche alla prevenzione dei ‘cattivi incontri’.

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      • Grazie a te, Giusy, di leggere e condividere l’attenzione su questo problema. Purtroppo – e me ne sto accorgendo sempre di più – anche in ambito specialistico e tra “gli addetti ai lavori” il problema è spesso sottovalutato o addirittura negato. E questo è triste. Fa rabbia, aumenta il senso di solitudine.

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  7. L’ illusione del narcisista. La malattia nella grande vita
    Giancarlo Dimaggio Questo l ho letto da poco,ve lo consiglio,si capiscono un sacco di cose…

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  8. Vorrei porre la questione sotto un’altra ottica .
    Senza perdere di vista il dolore che si prova e che paralizza la nostra vita , dopo la consapevolezza di aver perso tanto tempo nell’illusione di un amore condiviso , cosa che era solo nella nostra mente .
    Per quanto mi riguarda ho capito cosa significasse amare solo con lui , il mio narciso :
    Prima di lui ho avuto altri uomini ma nessuno mi ha mai fatto battere il cuore in quel modo , alcuni li ho mollati io e altri hanno lasciato me ma senza grandi sconvolgimenti .
    Quello che mi resta è la consapevolezza che IO HO AMATO E SONO STATA FELICE COME MAI MI ERA CAPITATO , in quel momento ( molto lungo ) la mia vita era felice .
    Poi , di contro , sono ancora ora in una fase di stallo , appena superata la fase del dolore acuto .
    Non provo rancore , non ci riesco e penso sia meglio per me ,nonostante mi abbia fatto molto male .
    Credo che il rancore e l’odio si rivolgano contro chi lo prova come un boomerang ,sinceramente non ci tengo .
    Non mi fiderei mai più di lui , non gli darei mai più nessuna possibilità di ricominciare ma gli riconosco il merito di avermi fatto capire cosa fosse amare una persona , mi ha fatto conoscere una parte di me che non conoscevo .
    Io , però , non ho mai subito violenze fisiche da parte sua .
    Mi ha solo manipolata .
    Io cerco di perdonare me stessa per averglielo permesso , senza il mio inconsapevole consenso non avrebbe potuto farmi niente .
    So che vi sembrerà strano ma un merito glielo riconosco .
    Buona domenica a tutti voi .

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    • tutto vero…narcisismo maschile a frotte, presumo anche femminile …etc etc…letto\vissuto\osservato da lustri…Bene..una domanda.. anche se esco fuori dal coro (ovviamente non è rivolta a chi ci convive assieme o a chi subisce violenza psico-fisica da parte degli stessi) MA IMPARARE A PRENDERSI IL MEGLIO DI TALI UOMINI FARNE BUON USO PER IL TEMPO CHE tutti loro…e sottolineo tutti…per un certo periodo danno e FINIRLA DI FARE LE PENELOPI-CROCEROSSINE vittime POI delle situazioni no? avete fatto buon sesso? emozioni ve ne hanno date? poi la vuole finire? e vabbbbbbbene! tutte adulte vaccinate…meno romanzi rosa e meno investimenti emotivi a lunga scadenza care signore…e niente ritorni con gli stessi soprattutto…tenetevi il meglio che vi hanno potuto dare e fine romanzo di appendice.

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      • Cristina il tuo contributo potrebbe essere scritto da un uno di loro… Se si fosse in grado di ragionare con tale lucidità, direi crudeltà se me lo consenti, tanta gente non morirebbe, non si ammalerebbe e non soffrirebbe. Onestamente non cambierei una virgola di una personalità sana e pulita pur di sopravvivere e galleggiare nel letame che offrono certi individui. E lascia che ti dica che non potrei apprezzare nemmeno un minuto di sesso con qualcuno così arido, finto, promiscuo e vuoto come un narcisista o uno psicopatico. Non riesco davvero ad apprezzare nulla di loro. Apprezzeresti un week end finto romantico con uno che come ti giri telefona a un’altra? Ti godresti il sesso con uno che come vai in cucina a preparargli qualcosa da bere controlla Facebook, Twitter, Whatsapp, le mail e gli account di sesso online per organizzarsi la prossima serata? Davvero? Scusa Cristina ma prendersi il meglio di cosa? Un individuo così è in grado di dare qualcosa di buono? Io dico che se cadi nelle grinfie di uno di questi e non ti prendi una malattia a trasmissione sessuale devi andare in Chiesa e accendere 1000 ceri alla Madonna. Anzi, ti dirò di più: loro vivono nella speranza di incontrare sulla loro strada qualcuno che ragiona come te, non aspettano altro. Quale situazione migliore per farsi i fatti propri senza rotture di scatole, senza dover ascoltare domande e senza dare senza spiegazioni, per poter predare e fuggire, succhiare tutto ciò che c’è da prendere e non dare niente in cambio?

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      • Cristina, forse non ti è chiaro che non stiamo parlando di donne/uomini sessualmente attivi (o superattivi) che poi ad un certo punto se ne vanno lasciando un vuoto nel letto. Questi qua si presentano per quello che non sono, fingono futuri, mantengono la finzione anche molto a lungo, mentendo ogni istante, su sentimenti e identitá, ottenendo cosí pieno potere e controllo dell’esistenza altrui. Chi cade nelle loro mani è frodato quotidianamente. Non può fare scelte informate per la propria vita, perchè il soggetto disturbato fa disinformazione e omette la verità. i più sfortunati hanno contratto matrimoni e fatto figli scegliendo sulla base della montagna di menzogne presentata loro. Altri vengono ammazzati Senza troppo sforzo, jdato che sono stati manipolati a pensare che il proprio assassino li ama e mai farebbe loro del male. Altri ancora vengono distrutti lavorativamente ed economicamente. E tu sostieni che non dovrebbero essere considerati vittime perchè in fondo fino a che erano con quei mostri hanno goduto a letto? Dice bene Astra. Questo ragionamento lo fanno proprio gli psicopatici, per i quali principio e fine delle relazioni è prendere quello che é buono per loro, senza preoccuparsi di alcuna conseguenza, e senza sviluppare nessun normale attaccamento con gli esseri viventi.

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      • E’ il commento , presumo in buona fede , di una persona che confonde il dolore che si può provare alla fine di un rapporto sano con la devastazione in cui ci si trova alla fine di un rapporto con un narcisista .
        Purtroppo l’ho sentito troppe volte e mi fa piacere che Cristina non abbia dovuto vivere questa esperienza .
        Cara Cristina , ci si ritrova con un fardello di sensi di colpa , con l’autostima distrutta , svuotate , non ci si riconosce più .
        Ti ritrovi a guardarti allo specchio e non riconoscerti più , non sorridi più e non capisci come sei potuta arrivare a quel punto .
        Io non lo odio , odio me stessa o meglio ” questa” me stessa .
        Posso anche ringraziarlo per quello che ho provato e anche per il buon sesso ma il prezzo è stato altissimo : essere ingannata , manipolata , tradita e abbandonata .
        Il dolore più grande non è stato perdere lui ma tutti i pezzi di me stessa che mi ha portato via nel corso degli anni .
        Con affetto .

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      • Assolutamente d’accordo con Astra e Giusy. Per le attività ‘fisiche’ ci sono palestre e centri ricreativi. Troppe volte mi sono sentita dire ‘prendi quello che posso offrire di buono, non fare progetti e non farti problemi, non ti chiedo niente ma anche tu non devi chiedermi nulla!’. Occorre uno stomaco forte per stare con loro. Perché i problemi ci sono , invece. In cambio di qualche momento (finto)positivo, questi personaggi vogliono la tua vita. Questa si chiama schiavitù.

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      • ma a che serve tutto sto vittimismo ? io potrei capire delle adolescenti sprovvedute…che poi..ci siete state no? e di niente vi siete accorte fino…alla tragedia esistenziale? perchè avete continuato? …il fatto è che i narcisisti esistono da sempre e se la loro è unapersonalità malata possiamodire che chi persevera “soffrendo” con questi ….tanto meglio non sta? prendetevi le vs. responsabilità e basta piangere..per fare le cose bisogna essere in due e io francamente a donne over 40 cappuccetto rosso nn ci credo…x nulla.

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      • Cristina , se si parte da presupposti sbagliati si arriva ad una conclusione errata .
        Nessuna fa la vittima , anzi ci siamo assunte responsabilità che non avevamo schiacciate dai sensi di colpa che ci venivano inflitti ad arte .
        Hai presente “il principio della rana bollita di Chomsky” secondo il quale una rana sguazza nell’acqua fredda , la temperatura sale piano piano e quando la rana la trova sgradevole , è talmente indebolita che non riesce più a saltare .
        Tutte le donne che scrivono in questo blog e tu tratti con sarcasmo sono riuscite a saltare dalla pentola , anche se indebolite , prima di finire bollite .
        Accetto il tuo giudizio ma è quello di una persona che parla senza conoscere l’argomento .
        Buona domenica .

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    • Mi sorgono spontanee alcune domande .
      Come mai stai leggendo questo blog ?
      Cosa ti spinge a commentare ?
      Avresti voglia di raccontarci qualcosa di te ?
      Sono molto curiosa di conoscere qualcosa di più di questa donna che ha espresso il suo giudizio su persone che si sono raccontate senza , però , parlare di sé .

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  9. P.S. : Trovare uno psicoterapeuta in grado di comprendere come si senta una vittima che ha subito un trauma da narcisismo è complicato .
    Io sono sarda e ho scritto al Dott. Secci per avere un appuntamento ma per i suoi impegni non ho ricevuto risposta .
    Ho provato a rivolgermi ad altri ma ho capito che non avevano cognizione di causa e non sarebbero stati d’aiuto .
    E’ difficile trovare uno/a psicoterapeuta preparato in merito .
    Mi sono sentita dire : ” Ah , la hanno mollata ed è un pò giù !”
    Ok…appuntamento disdetto .
    Faccio da me.

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    • Stellina, sono assolutamente d’accordo con te. Purtroppo non esiste preparazione specializzata. La colpa è anche del sistema didattico e universitario. Gli psicologi non sanno trattare questi disturbi perchè nessuno insegna loro a riconoscerli. Bisogna fare da sè, hai detto bene. Visto che sei sarda insisti con Secci: è un gentiluomo e ottimo professionista. Sono sicura che potrà aiutarti.
      Sarò a Cagliari in giugno/luglio a presentare Relazioni Pericolose: conto sulla tua presenza!

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      • Cara Astra ,
        grazie per questo blog che ci aiuta nel confrontare le nostre situazioni .
        Io ne ho avuto beneficio , come credo tutte le persone che scrivono e si raccontano .
        Sento anche il bisogno di fare un percorso di psicoterapia , non per la mancanza di consapevolezza ma per riuscire a riprendere la mia vita che ora è congelata .
        Il Dott. Secci sarebbe la mia prima scelta ma mi rendo conto che sia super impegnato , gli ho scritto due mesi fa ma non ho ricevuto risposta .
        Se lui per i suoi impegni non potesse , mi farebbe piacere che mi consigliasse a chi rivolgermi .
        Quando sarai a Cagliari , io ci sarò .
        Facci sapere questa data e il luogo .
        Un abbraccio .

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    • Stellina quando avrai recuperato equilibrio e autostima, credimi, non troverai nulla di cui ringraziarlo. Quel giorno smetterai di indirizzare le emozioni negative contro te stessa e le orienterai verso chi ti ha intenzionalmente ferita ed ingannata. Ti consiglio di farti aiutare da un terapeuta a fare questi passaggi.

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      • Grazie Giusy , spero di trovarne uno competente e in grado di aiutarmi in tal senso . Al momento la ricerca è stata infruttuosa .

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      • Ringrazio comunque questo blog , ringrazio Astra e te per il confronto e il dialogo riguardo questo argomento e le nostre dolorose esperienze .
        Io ho una “consapevolezza” giovane , me ne sono resa conto solo dopo la fine del rapporto e sto attuando il no contact da poco più di due mesi .
        Nonostante la luce in fondo al tunnel sia ancora lontana , in termini di qualità della mia vita , ho raggiunto due traguardi che non ritenevo possibili fino a poco tempo fa .
        1) Non mi interessa più contattarlo e avere un dialogo con lui , non porterebbe a niente . Anzi mi causerebbe solo dolore . Non credo più alle sue parole .
        2) Non sono più gelosa di lui . Non è capace di amare , come non ha amato me non amerà nessuna donna con cui intratterrà relazioni o le intrattiene attualmente , le tratterà da regine per poi far vivere loro l’Inferno .
        Io non voglio odiarlo , come dice il Dott. Secci : la rabbia è il guinzaglio del narcisista .
        Vorrei provare indifferenza nei suoi confronti, questo è il mio obiettivo finale .
        Solo quel giorno sarò guarita .
        Io sono capace di amare , lui no .
        Credo che non essere capace di amare sia la condanna peggiore , significa non vivere .
        Buon fine settimana a tutte/i .

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    • Cristina i tuoi post sono tra l’aggressivo e il sadico. Evidentemente ti diverti a svilire e insultare noi vittime di soggetti disturbati, distruttivi e pericolosi. Vai a postare nei blog di psicopatici. Ce ne sono molti. Qui perdi tempo.

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      • Cara Giusy , sai cosa penso riguardo la simpatica Cristina65 ? Che sia entrata in questo blog perché ha dei campanelli d’allarme riguardo la relazione che sta vivendo , ma ancora non ha consapevolezza di quello a cui andrà incontro . Non ci si ritrova perché non le è stato neanche dedicato il periodo di idealizzazione, neanche degna di fare da specchio narcisistico . Quella da trombarsi quando gli pare e che deve pure ringraziare se la chiama cinque minuti prima , quando ha litigato con la donna alla quale almeno si prodiga di spergiurare il suo amore .
        Ma lei è pronta e disponibile e ha la presunzione di essere superiore, nonostante venga trattata come un oggetto di poco conto, lo sforzo per sedurla è minimo .
        Un giorno la sua sicumera sarà pari a zero .
        Ora Cristina65 parla attraverso l’auricolare del suo narcisista.
        Chiedo perdono alle altre persone che scrivono in questo blog per il mio giudizio su costei ma se lo è cercato.

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      • Sono sempre io Stellina , oggi ho scritto solo dallo smartphone e probabilmente risulto come un nuovo accesso al blog. 😊

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    • Stellina, una importantissima parte del nostro percorso di guarigione è imparare a riconoscere gli abusi, quando ci sono, e non permetterlo più. Per questo, le nostre energie NON devono andare all’interpretazione del motivo per cui qualcuno ci aggredisce in modo più o meno aperto. Piuttosto occorre immediatamente sfilarsi da ogni interazione.

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  10. Pingback: relazionipericoloseblog.com secci-abbandonate-la-rabbia-e-il-guinzaglio-psicologico-del-narcisista – consapevolmente67

  11. Ho letto l’articolo, ho appena effettuatp un’azione d’urto contro/per il mio compagno che soffre di questa patologia ( praticamente l’ho buttato fuori di casa)
    Ho fatto quasi 2 anni di terapia e ci son riuscita con grande sforzo e facendomi aiutare
    Ora siamo nella fase appena successiva e da vittima è molto difficile mantenere una posizione
    Leggerò sicuramente il suo libro che credo mi aiuterà a capire

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  12. Non sapevo esistesse il narcisista patologico quindi, quando si è presentato pieno di attenzioni e di regali alla porta del mio cuore, mi ha letteralmente travolto. Mi chiamava amore, diceva di volere un figlio da me, diceva che lui per me ci sarebbe stato sempre. E poi? Poi in alcune situazioni ho iniziato a fargli presente che si comportava male e che mi stava ferendo, cosa che non comprendeva. E mi rinfacciava piccoli miei comportamenti che non andavano bene quando lui ne aveva tenuti altri molto più gravi. Paradossale ma io molto confusa. Mi colpevolizzavo. Gli ho mandato sms di chiusura (indotta) ma prima che partisse x vacanze estive non ce l’ho fatta e gli ho detto che ci tenevo… e lui che gli mancavo. Be’ da qui è letteralmente sparito. Non posso spiegare il dolore che ho provato. Ferita, continuavo a piangere. E a sentirmi in colpa. E a sentirmi perduta. E a sentirmi una nullità. Come poteva essere quella persona egoista e crudele la stessa dei primi tempi in cui mi faceva sentire una principessa amata? Son crollata. Incredulità, delusione, depressione e rabbia si alternavano in me. Poi ho iniziato a leggere articoli come questo, a farmi supportare da psicologa e pian piano ho capito. Il suo non era amore per me. Era amore per sé stesso e per come io lo facevo stare fino a quando non gli ho fatto presente che c’erano anche i miei bisogni. Facile all’innamoramento, corteggiatore ma incapace di amare realmente gli altri. Non l’ho più sentito e non l’ho più cercato, il che per una persona come me che ha bisogno di confrontarsi è stato molto difficile. Sono sicura si stia concentrando su un’altra preda, penso non sia capace di stare da solo con sé stesso. Ed anche se quest’idea mi fa stare male perché io gli volevo veramente bene, so che x me è meglio così. A tutti/e coloro che vivono o hanno vissuto un’esperienza simile dico che dal buio si esce e che non siamo noi quelli sbagliati…

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    • Cara Peschina,
      mi sembri consapevole, informata e la psicoterapia ti sarà di enorme aiuto, dunque ti dico solo che ti comprendo e che per riprenderti devi darti tempo e non colpevolizzarti.
      Una sola cosa: quando provi gelosia nel pensarlo con un’altra, considera che, essendo anaffettivo, si comporterà con lei nello stesso modo nel quale si è comportato con te e con le altre prima di te.
      Prova dispiacere per quello che è destinata a passare, è una vittima anche lei.
      A me è bastata questa consapevolezza per non essere più gelosa di qualsiasi donna lo accompagni…e ti assicuro che fino a qualche mese fa la sola idea mi straziava.
      Benvenuta tra di noi, avrai sempre una parola di conforto e ti sentirai compresa, come è successo a me.

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      • Ciao Stellina,
        leggo questo blog da tanto ma mi sono decisa a scrivere solo pochi gg fa. Sono all’inizio del no contact (attuato per la seconda volta dopo diversi prendi / lascia negli anni). Volevo chiederti sia come stai sia la tua opinione sulla terapia. Più volte, fin dall’inizio mi sono detta di averne bisogno. Il mio inizio non era da donna libera e stando con lui contro tutti i miei principi, già dall’inizio sentivo che qualcosa non andava. Poi però sono passati gli anni e ho lasciato perdere. Ora, dopo gli ultimi due eclatanti ritorni e abbandoni (ovviamente) sto valutando la cosa. Il mio più grande timore è di non trovare quello giusto… ho provato anche a contattare una psicologa online ma le sue risposte fredde e sbrigative mi hanno fatto desistere… E poi non vorrei che parlandone e riparlandone il problema sia sempre presente nella mia vita. Tu che tipo di esperienza hai? Da soli o comunque con un supporto che può essere questo blog o un amica fidata, possiamo farcela?
        Grazie.

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      • Cara Firefox, ti rispondo con piacere ma prendila come un’esperienza personale…io non sono una psicologa ma solo una donna che sta passando attraverso quell’inferno che conosci bene.
        Posso dirti che mi sento meglio rispetto a qualche mese fa, nel senso che è passata la fase del dolore acuto, quello paralizzante che è stato causato dalla sua mancanza…avevo crisi di panico ogni tre per due, non avevo voglia di alzarmi dal letto la mattina, facevo fatica a lavorare con la mia solita passione e determinazione.
        Ero spenta, morta dentro, disperata.
        In quel momento ho provato a cercare uno psicoterapeuta che potesse aiutarmi ma ho avuto il tuo stesso tipo di esperienza, parlando al telefono e ho disdetto l’appuntamento con una scusa.
        Però credo che sia molto positivo fare terapia con il professionista “giusto”, credo che se lo avessi trovato, avrei impiegato meno tempo a riprendermi, anche ora che devo un po’ ricostruire la donna che ero, dimenticandomi di quella che, alla fine, lui mi ha fatto credere che fossi…destabilizzandomi completamente.
        Per cui posso dirti che io, per ora, ce la sto facendo da sola e il confronto avuto con molte di voi, con Giusy, con Astra, è stato di grande aiuto ma non ti nego che una terapia l’avrei voluta fare e non è escluso che trovando un professionista preparato sull’argomento, non la cominci anche adesso.
        Un caro saluto

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      • “crisi di panico ogni tre per due, non avevo voglia di alzarmi dal letto la mattina, facevo fatica a lavorare con la mia solita passione e determinazione” identica, a metà e anche alla fine dell’anno scorso. Dopo due abbandoni. Questa volta mi sento diversa, più determinata. Non lo so… forse è il periodo immediatamente dopo la fase acuta(che comunque c’è stata, ma è durata meno, molto meno delle altre volte), quello in cui ti senti forte di non ricascarci. Io ho avuto tanti tanti prendi / lascia in questi ultimi anni… non avevo idea che fosse narcisista fino all’inizio del 2017 quando cercando un modo per riconquistarlo mi sono imbattuta in questo blog e altri articoli… e ho cominciato a capire. Quando dopo pochi mesi mi ha riapprocciato e siamo andati avanti fino ad oggi la consapevolezza di chi avevo di fronte c’era, pensavo di tenerlo sotto controllo… non avevo ancora capito che anche il dover gestire la propria vita e le proprie emozioni per anticipare le sue mosse era comunque un abuso. L’ho tenuto sulla corda tantissimo tempo pensando di avere il coltello dalla parte del manico, di fare il suo stesso gioco… non era vero. Io sono “normale”, lui no.
        Sto però affrontando questa cosa con più consapevolezza… ho provato a parlarci eh… e per un attimo dopo ore di telefono ho anche pensato che fosse la volta buona. Poi mi è bastata una sua minima reazione a un mio messaggio per chiudere i ponti. Ho trovato la forza nella sua indifferenza palese, ho trovato la forza nello sdegno, nello schifo di non essere considerata non tanto come affetto ma proprio come persona.
        … E lui ha cavalcato l’onda, fermo e zitto da quella risposta stupida. Figuriiamoci.
        Ora come ora non sento voglia né necessità di vederlo, parlarci, stabilire un contatto… nemmeno nei social lo guardo QUASI più (a parte che in alcuni l’ho bloccato da mesi e nonostante tutto ho mantenuto sempre la cosa per fortuna).
        …tutto questo perché sì, ho bisogno di parlare.. lo sento e si vede penso…
        ma ho paura che iniziando la psicoterapia in questo momento sia costretta a buttare fuori ciò che voglio sopprimere, ciò che con forza sto cercando di dimenticare, di rimettere in discussione consapevolezze che per me oramai ci sono… forse non è il momento giusto… ma ho anche paura che tra qualche tempo possa essere troppo tardi.
        Un bacio e grazie a tutte di essere qui.

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      • A me è servito attraversare il dolore, guardare in faccia alla realtà che non vedevo prima della consapevolezza, sezionare il vissuto nella relazione, accettare veramente che non mi amasse come mi giurava, rendermi conto che non avevo un posto speciale nel suo cuore o come amava dire lui: “solo tu hai le chiavi del mio cuore!”, piangere tutte le mie lacrime per la truffa emotiva subita.
        Perché se no non sarei mai riuscita a distaccarmi emotivamente e sarei rimasta legata a lui, all’idea di lui, al sogno di noi due insieme.
        Invece mi sono sbattuta in faccia da sola la realtà, ho riletto in modo consapevole ogni suo gesto, parola, momento condiviso, i silenzi punitivi, l’abbandono crudele e giurato.
        Ho letto tanto, ho scritto molto in questo blog, mi sono confrontata con voi.
        Poi ognuno ha i suoi metodi e le sue soluzioni per uscirne, l’importante è farlo senza guardarsi indietro, senza rimpiangere quell’amore che era solo una grande menzogna.
        Buon fine settimana a tutte !

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  13. Grazie mille Stellina, so che bisogna dare tempo al tempo, purtroppo razionalizzare in un momento in cui si è ancora emotivamente presi è molto complicato. Ed hai perfettamente ragione a dire che è una persona anaffettiva e che pertanto non dovrei essere gelosa perché non farà altro che ripetere con altre gli stessi schemi… sono sicura che pian piano capirò anche questo.
    Il mio sentirmi ferita, la delusione, la rabbia, la depressione e l’insonnia pian piano passeranno ma so che questa breve esperienza con questa persona mi ha comunque segnato in modo profondo.
    Sono contenta che tu, dopo qualche mese, sia diventata più forte ed abbia piena coscienza di quello che hai passato.
    Un saluto a tutti/e ed un forte in bocca al lupo!

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  14. Ciao,
    leggo i vostri racconti, le vostre esperienze e sensazioni e mi ci ritrovo anche io. Stessa sofferenza, stessa impotenza, stessa voglia di rinascere.
    Sono caduta nella rete circa 6 anni fa quando le cose col mio compagno non andavano bene… è partito come amico, aggancio fatale nel giro di pochissimi giorni capendo il mio bisogno di sentirmi desiderata, di avere attenzioni. Un uomo finto.. che “non aveva mai provato un’esperienza del genere” (avendo anche lui una compagna) “ma io ero così speciale e travolgente che avrebbe messo in discussione tutto per me”. Il mio rapporto di vecchia data sbanda, sono presa, completamente. Perdo di vista tutto e tutti e sono disposta a mollare la mia vita seduta stante. Vengo scoperta. Lui si ritira non ritirandosi, è ancora troppo presto, dice. Taglio i ponti, con difficoltà riacquisto la fiducia del mio compagno e parte del controllo della mia vita. Vado avanti, faccio cose ma il pensiero rimane lì.
    Dopo un paio di anni ci rincontriamo per caso, ci guardiamo e il giorno dopo è subito a scrivermi… ci ricado come una pera, per quel qualcosa di incompiuto, di magico se dopo anni ancora c’era in entrambi. Non succede niente tra noi… non volevo nè ce n’è stato il tempo… dopo un mese si fa distante, non può andare avanti. Panico, sofferenza, strazio… gli dico di tutto. Non funziona niente.
    A distanza di un altro paio di mesi si ripresenta.. ancora.. stessa storia, dura un po’ di più e dopo un mese di silenzio assoluto gli chiedo di incontrarlo perchè mi sento pronta (falso!) a dirgli che non ne voglio più sapere. Tenta di baciarmi per tutto il tempo della conversazione, gli resisto. Dal giorno dopo non mi molla, mesi e mesi di corteggiamento finchè cedo, di nuovo. E di nuovo ancora, a “sessioni” di 6 mesi intervallati da pause di 2. Come un orologio.
    Sempre accanto alla sua compagna e – sono certa – minimo a un’altra amante.
    Prima della penultima “pausa”, disperata e in cerca di una risposta, capisco che è un narcisista. Applico il no contact assoluto, mi riesce per 3 mesi, mi riaggancia con una scusa. Forte della mia condizione, mi dico, gliela faccio pagare. Lo tengo sulla corda… convinta di farlo. Falso. Falso. Falso. Ha sempre avuto lui tutto il potere. Stavolta inizia il silenzio con un’altra banalissima scusa… una delle tante. Promette di provare a modifcare il suo comportamento, che non vuole farmi soffrire. Regala qualche buongiorno, poi solo silenzi. Gli mando il testo di una poesia in cui gli dico che mi ha fatto male… faccina sorridente immediatamente. Nemmeno ha aperto il link.
    “non vuole farmi soffrire”, appunto.
    Schifo. Profondo e immenso schifo.
    E’ difficile ogni volta rialzarsi, ce la sto mettendo tutta per non cadere di nuovo. Con la consapevolezza acquisita vorrei solo farlo fuori dalla mia vita. Ma mi trovo a sperare che soffra, per qualsiasi motivo nei modi più altroci e dolorosi. Come ha fatto soffrire me e chi mi sta intorno a vedere me così. Ha la capacità di ammaliarmi ma anche di spegnermi. Le cose più belle degli ultimi anni le ho realizzate nei periodi della sua assenza… qualcosa vorrà dire, no?
    Scusate la lungaggine, spero che qualcuna di voi avrà voglia e modo di confrontarsi con me… vorrei scrivere tanti particolari ma ho timore…
    Un abbraccio a tutte.

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  15. io vorrei una casa con te, vorrei. Non voglio. l condizionale impera, sempre, per 10 anni.
    Mi comporto malissimo, ma vorrei una casa con te. Sono qui e appena entri nella stanza in cui mi trovo, faccio il gesto plateale di mettere via il telefono. per insinuare il dubbio che stavo facendo qualcosa.
    poi, secondo me, non stava facendo nulla, a parte rischiare il posto di lavoro per aver sedotto due colleghe e l’insegnante di inglese pagata dall’azienda, e casualmente anche la nipote di un suo amico. ma non è il tradimento in sè, è compiere ogni giorno il gesto vile di farti vedere che sta chattando e appena tu entri lui smette di scatto. in realtà vuole farti vedere che lo fa. e smettere subito, così se chiedi cosa faceva è perché lo stai spiando.
    ma poteva chiudersi in bagno e poi ci si vede la sera alle nove, ha avuto 14 ore per fare quello che voleva. prova proprio il gusto di vedere il tuo sorriso che si spegne. perché che problema c’è? e il volto soddisfatto di uno cattivo che sfotte, non vuole chiarirti dubbi, vuole farteli venire. che male c’è? che ho fatto? sei pazza? mi sono dimenticato del tuo compleanno anche se tu me lo hai ricordato tre giorni e due giorni e un giorno prima. che angoscia, e scusa tanto, e che ti ho fatto? ti ho pure regalato un MP3 comprato su internet. lui invece ha avuto uno scooter per il suo compleanno. ti porto gli avanzi del cibo che non ho consumato, se un regalo non mi piace te lo lascio a casa, quello che mi piace me lo porto via. non sei brava, non so dirti perchè o cosa è che vorrei, è solo che non sei brava. perché mi chiedi cosa devi fare? le altre donne lo sanno, tu no. non sono io che te lo devo dire. e altre lo sanno come si fa. ad un certo punto avevo pensato di andare dai miei vicini d casa, che mi vogliono tanto bene e chiedergli se per favore, moglie presente, lui poteva spiegarmi perché io non capivo proprio cosa sbagliavo. per fortuna non l’ho fatto, ma ero disperata

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    • Sai quanti gesti disperati mi sono forzata a non fare, Flavia?
      Dal prendere un cacciavite e rigargli tutti i lati della macchina, a una sparata davanti al mondo, a un colloquio a tu per tu con la sua lei… a tanto tanto altro.
      Mi sono convinta che noi abbiamo da perdere, cara. In dignità, se non altro. E anche se fa male ricacciare dentro anche questa sete di rivalsa credo che sia una delle tante prove che dobbiamo superare.
      Non staremmo meglio, temo. E poi loro sono vendicativi, troppo.
      Paura? Forse… per me e per quello che potrebbe essere la sua contromossa, perché di cavolate ne ho fatte tante, in quei periodi. Azioni di cui mi pento, dalla prima all’ultima… ma ero cieca e guidata solo da quello che diceva e dimostrava di provare, e tutt’ora rileggendo a volte alcune cose mi chiedo come possa essere stato falso fino a quel punto… sì, me lo chiedo ancora.
      Al contrario del tuo, questo a mezzanotte di ogni singolo compleanno era lì per gli auguri, che erano sempre più sentiti e sorprendenti.
      Ma a quanto pare vuoti di ogni significato, così come le “ricorrenze” o altro. Dobbiamo farci forza, Flavia, e trasformare l’energia negativa verso di loro in energia positiva per noi stesse.
      Te lo dico oggi che è proprio una giornata dura e solo la razionalità mi fa andare avanti. Un abbraccio cara.

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    • …un giorno siamo stati via insieme, una delle pochissime volte che accadeva. Qualche ora, in un luogo pubblico. Mi diceva delle cose per cui mi ha fatto sentire speciale, amata fuori misura.
      …ma ogni tanto doveva andare in bagno…
      Tanto tempo fa, non avevo idea né di che cosa fosse il narcisismo né di averne uno tanto vicino.
      Poi ho messo insieme i pezzi.
      Al bagno… sì.

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  16. Sorrido, perché ridere non è possibile ricordando il passato, sorrido leggendo le storie uguali, nove anni di i messaggi a mezzanotte per i compleanni, le corse folli la vigilia di Natale, il farti sentire compagna e mai amante, l’attrazione potente e … per arrivare alla fine della storia … ad insinuare il dubbio con telefonate strane, telefoni occupati, chiamate senza risposta, silenzi …
    Perfino oggi il desiderio di rivalsa e di rigargli la macchina … ahahha uguale tutto uguale.
    Il no-contact con questi Dei incontrastati dell’Olimpo è l’unico modo per liberarsi perfino dei ricordi che, oramai, piacevoli non sono più. Ho sbagliato, non ho capito (e come potevo?), non mi sento in colpa, ma soltanto ingenua … sono stata ingenua. Un cane rabbioso questo è stato lui nei miei confronti. Mi ha punita lasciandomi. Ha ricostruito nella sua mente cose mai esistite sul di me, impossibile fargli cambiare prospettiva. La sua logica superava la verità dei miei vissuti, della realtà. Avevo peccato “via mail” con un altro e quindi dovevo essere punita.
    Lui però non sa che col tempo e capito cosa fosse la sua patologia è stato tutto una discesa anche se sembrava una difficilissima salita. E’ una discesa, per liberarsi da questo legame malato. Viva come vuole … io sono giovane e lui oramai si avvicina ai 60 … io avrò altre chances …. lui? La vita lo ha già punito così … ci rincontreremo un giorno in un’altra vita, se esiste, e li riderò …
    Io mi sono assegnata il “Daspo” … mai più nel suo perimetro, se so che posso incontrarlo evito e neanche mi pesa … vederlo mi peserebbe. Per me è morto nell’istante in cui mi ha lasciata. Ho pianto un morto, oggi ogni tanto verso una lacrima non per il morto, ma per me … per il dolore.

    Oggi sono davvero sconnessa.

    Ps. un saluto speciale a Penelope che da giorni non leggo, a Stellina e Giusy.

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    • Sì, Saretta… un riso amaro.
      Anche io dopo quest’ultima volta mi sono data delle regole, è ancora presto… sono pochissimi giorni di no contact ma l’essere riuscita a diminuire il periodo di agonia dell’abbandono è già qualcosa… prima durava mesi. Sono arrivata a un paio di settimane… la penultima volta mi sono trovata in giardino, di notte, in mezzo alla nebbia, a piedi nudi in preda a una crisi isterica. Stavolta qualche ansiolitico le prime notti…
      No… non mi freghi più. Almeno spero.
      E’ morto, Saretta, hai ragione.

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    • Si dice che “se è troppo bello per essere vero…state tranquille che non è vero!”
      Cara Saretta, care tutte voi che scrivete in questo blog, io ho pianto la morte dell’idea della persona che pensavo fosse, di un amore che sembrava meraviglioso ma in realtà era una farsa da parte sua.
      Piango quella donna che si fidava ciecamente, si affidava al suo uomo certa che lui l’avrebbe amata, protetta, rispettata, stimata, desiderata, piango la perdita dell’innocenza, la capacità di vedere l’incanto.
      Ora sto meglio, non ancora bene ma non c’è paragone con il periodo iniziale nel quale la sua mancanza mi impediva anche di respirare, una condizione invalidante e terribile.
      Si è affacciato un po’ di cinismo in me, mai avuto prima, mi auguro che sia solo una fase…perché io vorrei ancora emozionarmi, stupirmi e credere che, quando sarò pronta, potrò fidarmi di nuovo di un’altra persona.

      Vi abbraccio tutte…e buona giornata !

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    • Saretta! eccomi… Non mi leggi perché non so riesco a chiarire neanche a me stessa in che fase sono. Nel senso… ci sono momenti in cui sono orgogliosa e contenta perché sto cercando di ritrovare progettualità e rapporti umani che negli anni del matrimonio non esistevano praticamente più. Ci sono momenti in cui vorrei mettermi sotto le coperte e restare lì per giorni. Momenti in cui ancora mi mancano le cose belle che ho fatto con lui e i suoi abbracci. Momenti in cui mi chiedo “come diavolo ho fatto a non dare il giusto peso a tante cose” e non sono quelle belle.
      Oscillo, così, ancora oscillo e c’è tutta una zona della mia anima che visualizzo come un fiume di magma, scura e in agguato, quella del pessimismo e della tentazione di arrendersi all’angoscia alimentata dall’assenza di amore.
      Io ho abbandonato la rabbia, tranne che per alcune cose che ancora non digerisco, ma per lui non ho mai provato odio e rancore nonostante lui dica il contrario. Ora ho un’altra prova da affrontare che mi pesa ma lo farò.
      Certo va meglio rispetto anche solo a poche settimane fa… e fidandomi di quanto mi dite e mi dicono coloro che hanno attraversato questo dolore, ricordo a me stessa che passerà… cercando di arginare quel fiume di tristezza.
      E in segno di buona volontà…. vi saluto con un sorriso e vi auguro un buon fine settimana. Dedichiamolo a noi stesse… quanto più possibile

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      • Anche io oscillo… il weekend è terribile. Quando tutto si ferma i vuoti pesano, le assenze sono strette allo stomaco e il tempo infinito. Primo weekend del no contact. Sono a pezzi. Penso alle cose belle… anche con la consapevolezza di quanto false erano le ho vissute… e stavo bene. Ora è baratro.

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  17. E’ un piacere ritrovarvi qui …
    stiamo combattendo una battaglia ardua ragazze, abbiamo perso, come dice stellina, l’ingenuità di vedere pulito, oscilliamo tra sentimenti contrastanti aggiunge penelope e io dico che siamo state abusate e ora uscirne è difficile, ma ce la facciamo!
    Credere, fidarsi sono cose che pian pianino spero ritorneranno in noi.
    Oggi ho pensato una cosa, mi sa che il mio ex fosse anche invidioso di me … per via del mio carattere troppo socievole, tant’è che alla fine mi ero trasformata a sua immagine e somiglianza. Mi ero ridotta a scartare tutti, mentre prima me ne sbattevo altamente e andavo comunque diritta per le mie cose. Mi aveva insegnato a cancellare le persone, mentre per mio carattere, senza il suo condizionamento, mi sarei limitata a non dare peso e fregarmene. Per questa ragione penso fosse invidioso, forse per mia innata capacità di non irrigidirmi nei contrasti. Lui diceva che chi osava fargli un torto lo cancellava per sempre e giudicava debole chi invece, come me, soprassedeva formalmente, anche se intimamente anch’io quando qualcuno mi danneggiava lo mettevo da parte, ma senza platealità, riuscivo a mantenere una facciata seppur minima di educazione. Ecco, lui è il classico tipo invece che per dimostrare la sua potenza doveva proprio per dna eliminarlo soprattutto dalla facciata e poi anche intimamente. Dimostrare superiorità in questo modo! E lo ha fatto anche con me. Che tipo!
    Non ho rabbia, non provo niente, sono solo mortificata per me stessa, per questa brutta parentesi che mi è capitata … e spero che il tempo gli restituisca tutto il dolore che mi ha provocato.

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  18. Ciao ragazze care,
    oggi ho avuto dopo parecchi mesi un attacco di panico e ansia ma questo è dovuto ad una situazione lavorativa che devo affrontare domani e per la quale ho bisogno di tutta la mia determinazione e sicurezza come professionista.
    Però mi è successo di avere questa reazione perché non sono ancora al cento per cento del recupero della mia autostima e della persona che sono sempre stata, e questo è uno strascico della situazione vissuta, non ancora completamente superata.
    Cercherò di vedere il bicchiere mezzo pieno: se avessi dovuto affrontare questa cosa mesi fa, prima dell’estate, sarebbe stato molto peggio, ora qualcosa ho recuperato.
    E quando mi sono sentita così avrei avuto essere abbracciata e tranquillizzata ma ho dovuto tranquillizzarmi da sola, facendo dei bei respiri e incoraggiandomi.
    E’ un giorno un po’ così…

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    • Ciao Stellina,
      Spero che a quest’ora tu stia dormendo.. se domani è una giornata importante ti meriti tutto il riposo possibile.
      Ho appena letto le tue parole e mi rendo conto, anche in base al passato oltre a quello che sto vivendo, quanto sia difficile.
      Ci sono giorni veramente veramente duri, farsi forza e non cedere è un’impresa.. resistere e non abbandonarsi all’idea di non alzarsi nemmeno dal letto…
      Non sai quanto ti sia vicina… da quanto ho letto sei una donna forte e che sta combattendo per vincere le sue battaglie.
      Forza, Stellina… ce la farai anche stavolta. In abbraccio e un grande in bocca al lupo.

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    • Leggo solo oggi e spero che tutto stia andando per il meglio.
      Facciamo una cosa… attribuiamo tutto al cambio di stagione… io pure nei giorni scorsi sono stata uno straccio.
      E come disse un caro amico che ha vissuto una tragedia terribile, “nei momenti in cui affoghi ti ritrovi solo e devi tornare a galla da te”.
      Purtroppo spesso è così e io mi ritrovo a immaginare che una mano pietosa mi afferra dalla giacca e mi tira su.
      Dai, va meglio, deve andare meglio, vieni qui e scrivi, racconta. Le nostre mani sono tese, dobbiamo solo afferrarle.
      Forza Stellina! Un abbraccio grande

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    • Cara Penelope e cara Firefox,
      vi ringrazio per il conforto che mi avete dato.
      Ho superato la giornata e l’ho fatto in modo egregio, credo…anche se mi è costato tanta fatica.
      Siete una risorsa immensa e vi ringrazio dal profondo del mio cuore.

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      • Siamo tutte una spalla l’una per l’altra cara… sono contenta che sia andato tutto bene nonostante le difficoltà. Un grande passo è fatto. …anche per me non sono giorni facili… sto vacillando. Sono sola. Tiro avanti non so come… ma tiro avanti. Buonanotte, un abbraccio

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  19. Giorni difficili anche per me, nonostante il tempo che oramai è passato dalla rottura definitiva con il “Dio dell’Olimpo”.
    Il tempo è vero aiuta a lenire i dolori, ma in ugual modo mi dà la certezza che tutto è stato un inganno e una truffa. Riprendo i pezzi dei fatti accaduti e li metto insieme, come se fossero tessere di un mosaico, do una lettura ad ognuna di loro e non mi lasciano mai il minimo dubbio … di aver amato un uomo profondamente disturbato, io lo credevo difficile e cercavo di avere pazienza con i suoi comportamenti spesso strani.
    All’inizio, dopo avere preso i pezzi isolatamente, provo sempre un senso di colpa per essere stata io la causa del fallimento, poi, a mosaico finito, mi rendo conto che non solo la colpa non è mia, ma che lui, a causa del suo grave disturbo, non è riuscito a provare nessun sentimento anche vagamente somigliante alla bontà, alla pietà (anche se questa non sarebbe stata un bene), al perdono, alla comprensione. Un uomo freddo e anaffettivo. Un essere vuoto. Una mente a binario unico.
    Stamattina pensavo alla sua rabbia finale, che ha continuato a manifestarmi anche dopo un anno e mezzo, rabbia nei miei confronti assurda. Ho sentito a pelle la sua voglia di farmela pagare ancora …la volontà precisa di ferirmi e farmi male, farmi soffrire. Purtroppo gli è andata buca, quell’ultima volta mi sono mostrata serena, come se lo avessi perdonato, come se non fossi stata per nulla scalfita dal suo distacco,
    sono stata tranquilla, anzi con dolcezza ero anche disposta a discutere amichevolmente … risultato? Non potendo farmi male a parole è fuggito … forse sperando di darmi un dolore con la sua assenza?
    Non lo so, certo è che io a quel punto c’ero già abituata a stare senza di lui … nulla mi tocca più e nulla mi ferisce … mi lecco le ferite in privato, con voi.
    Grazie ragazze, anche per me la risalita è difficoltosa … un abbraccio.

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    • Cara Saretta,
      capisco perfettamente il tuo discorso…anche io ho avuto le tue stesse sensazioni, i tuoi stessi dubbi e infine il puzzle si è composto.
      Credevo fosse un capolavoro ed invece era un dipinto dozzinale.
      Per questo dobbiamo perdonarci, noi ci abbiamo creduto perché hanno espresso tutto il meglio del loro repertorio perché ciò accadesse.
      A volte leggo, in articoli sull’argomento, che in un certo senso siamo state complici della cosa, che a causa del fatto che saremmo delle dipendenti affettive, abbiamo anche noi una colpa nella dinamica della relazione.
      Sai che c’è, io non sono una dipendente affettiva, non lo sono mai stata…ho solo subito una truffa, sono stata illusa, ingannata da un uomo che mi giurava amore e me lo dimostrava pure, prima di svelare il suo vero volto.
      Se mi dicono che ho peccato d’ingenuità perché mi sono fidata di lui ci sto, che debba sentirmi una poveretta che ha bisogno di un uomo accanto per stare bene, mi scappa da ridere.
      Io sto benissimo da sola, non ho questa necessità e non ce l’ho mai avuta.
      Hai ragione, sono anaffettivi e non riescono a provare amore…pensa che vita triste e vuota!
      Comunque le tue definizioni mi fanno morire dal ridere, sarà perché lo definirei anch’io così.
      Un abbraccio grande

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  20. Come non bastasse tutto il resto ( che non posso raccontare ma è degno di un’enciclopedia sui NP) oggi scopro anche che una donna che credevo amica da decenni e con la quale mi confidavo da anni ci ha pure provato con lui , e mi ha ampiamente criticata con tutti. Sono davvero a pezzi. Non ho più sogni. Sono stanca di sopportare persone cattive e malate.
    Scusate lo sfogo,sto veramente male. Mi sento tradita due volte.

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    • Quella donna che credevi amica, cancellala e allontanala.
      Cara Rosalba, sii felice di essere una persona migliore di lei e di loro.
      Capisco il tuo dolore ma cerca di fregartene di persone che abusano della tua fiducia.
      Tu sei 10 spanne sopra di loro, i sogni torneranno…io ne sono sicura.
      Forza!
      Un grande abbraccio.

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    • Rosalba, quello che dice Stellina è giustissimo. E’ capitato anche a me di scoprire che persone di cui mi fidavo e persino mi sostenevano poi cambiavano versione nel riferire ad altri. Si chiama ipocrisia, è purtroppo una qualità, triste dirlo, diffusa. Io sono abbastanza sola, sotto il profilo amicale, forse perché molto selettiva, ma valuto (non giudico, questo mai) le persone osservando bene il loro comportamento verso gli altri prima che con me, il loro stile di vita. Chi finge appoggio e poi pugnala alle spalle è a sua volta un manipolatore.
      Ma ci sono persone migliori e tu ne sei la prova, e altre persone che frequentano questo blog, ne sono certa, ne sono la prova.
      Io sto attraversando un altro periodo di scoramento. Ma so che devo resistere. So che deve passare. Non chiuderti Rosalba. E quello che dico a te lo dico a me stessa.
      Occupati di te, occupiamoci di noi. Di ciò che ci fa stare bene. Per riabituarci a quello che non avevamo più, che avevamo perduto, fosse anche per amore. Ma l’amore non imprigiona, non soffoca, non tradisce.
      Il nostro amore era dedizione, attenzione, comprensione, accoglimento… quanto abbiamo ricevuto noi, di tutto ciò?
      Io personalmente, proprio poco poco.
      Allora…. andiamo avanti…!
      un abbraccio grande

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      • Sottoscrivo in pieno il pensiero di Penelope.
        Rosalba cara, guarda la situazione da un altro punto di vista: tu sei talmente superiore a loro che li devi lasciar strisciare in un livello al quale tu non ti abbasserai mai!
        Dacci notizie, noi siamo al tuo fianco.

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  21. Grazie , Penelope e Stellina.
    Sono così disgustata da non avere più parole. Mi sento solo un grande buco allo stomaco e faccio fatica ad andare avanti. Tutto questo per me è troppo.

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    • Ciao ragazze, sebbene sia entrata da poco ufficialmente nel gruppo (perché lo seguo da tanto, in silenzio), sento la vostra vicinanza a tutte quelle che stanno vivendo questo incubo.
      Personalmente, questa è stata ed è ancora una settimana difficilissima. La mattina mi alzo e faccio una gran fatica a non mettermi a piangere… ci provo, resisto, vado avanti. Ma mi sento sola, tantissimo. Mi mancano le cose “due metri sopra il cielo” che mi dava… che sto pagando a caro prezzo ma che ho comunque vissuto e che mi hanno resa felice… solo io so quanto. Devo e voglio resistere.. ma sto male.
      Un abbraccio a tutte.

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      • Buongiorno.
        “Tutto questo per me è troppo”. Rosalba, questa espressione è stato il mio mantra per lungo tempo, mi sentivo sopraffatta, non vedevo via di uscita.
        Ora SO che era il mantra sbagliato. Non è una colpa, mi sentivo così. Come così ti senti tu adesso, come così si sente firefox.
        Insisto…. se da sole non ce la facciamo, se sentiamo che quel “tutto questo è troppo per me” sta prendendo il sopravvento, oltre all’aiuto che possiamo reciprocamente darci sul blog, dobbiamo cercare un aiuto qualificato.
        Io non ne sono ancora uscita, la mia psicologa sta facendo i salti mortali per riportarmi alla ragionevolezza, perché per assurdo che possa apparire, ci sono momenti in cui ho una voglia quasi (ma “quasi”, per fortuna) di mandare una mail a lui per dirgli ancora quanto l’ho amato e quanto vorrei che potessimo conservare un rapporto civile. Proprio per via di quelle cose che mi hanno resa felice, come dice Firefox. Ma dopo tutto il resto e dopo le ultime cose che mi ha detto questo è veramente patologico e finirei per dargli ragione quando dice che io “non sto bene.
        NO. Scegliamo la nostra vita. Sfoghiamo pure il nostro dolore. Io piango, quando il pianto arriva, non lo trattengo. Poi aspetto che passi l’onda e torno a camminare, a pensare a quello che posso fare.
        Rosalba forza!

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      • Ci sono alcuni momenti, Penelope, in cui devo trattenerlo per forza. Altri in cui mi sfogo, ma non basta… sento comunque un vuoto cosmico dentro.
        Noi non ci siamo lasciati “male”… non mi ha mai insultata o ferito a parole. Ma i fatti, tutti i fatti negli anni mi portano a consuderarlo fermamente un narcisista. E so bene che ricontattarlo mi farebbe male. Perché lui “adesso” non mi vuole. È stupido, lo so, ma oggi è l’unica cosa che mi trattiene dal chiamarlo.
        Sono veramente giù.

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      • Ciao care,
        lo capisco perfettamente quello che provate.
        Se ripenso al passato e alla mia relazione, posso affermare che non sono mai stata così bene con un uomo in tutti i sensi e l’ho amato come non avevo mai amato nessun altro, IO!
        Quando mi scartò, dandomi la colpa della fine e usando una crudeltà incredibile, avrei fatto di tutto per farmi “perdonare” e farlo tornare da me…ero lacerata, distrutta, uno straccio sporco gettato sul pavimento.
        Mi mancava il respiro per la sua assenza, ero immobile e incapace di muovere un passo.
        Ho capito solo dopo, con chi avevo avuto a che fare e lì altro dolore per accettare che non era un amore finito ma che , per lui, non c’era mai stato.
        Non voglio farvela lunga e ripetermi ma davvero ci vuole tempo, non è facile e io ho sempre paura di poter avere una ricaduta…nel senso che, ora, non provo più quel dolore e non ho più la tentazione di cercarlo per parlare con lui, anche se non sono ancora totalmente “recuperata”.
        Penelope ha ragione, se si sente di non farcela è il momento di farsi aiutare da un professionista, non c’è niente di male.
        Io ci ho provato ma senza trovare la persona giusta, però ultimamente ne sento il bisogno perché sto affrontando un periodo molto pesante sotto altri punti di vista e mi rendo conto che sono ancora al 40% delle mie forze e, invece, avrei bisogno di recuperarle.tutte e, come vi ho raccontato, ho riavuto episodi di attacchi di panico e ansia.
        Stiamo scalando una montagna, come aveva detto Saretta, non è facile ma ci si può riuscire.
        Vi abbraccio

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  22. Ho chiesto aiuto ad una psicoterapeuta cognitivo-comportamentale già alla fine della relazione, quando annaspavo nella nebbia, quando lui mi puniva con i suoi silenzi, con i suoi allontanamenti, con le sue misteriose telefonate, con i suoi “non lo so”, con i suoi discorsi illogici, con tutto quello che poi ha lo ha portato a dirmi basta, che aveva già un’altra, non so se sia vero, lui probabilmente mi disse così per evitare di discutere e spiegare ancora. Ero io ad averlo tradito via mail con un altro quindi dovevo pagare. Mi ha evitata per un anno e mezzo fino ad arrivare al trasferimento della sua sede lavorativa. Benissimo ora non lo vedo più e non so niente di lui.
    All’inizio è stata durissima, adesso posso solo dire che ho tirato fuori un’energia che prima non mostravo, assertiva e battagliera, non c’è più niente che possa scalfirmi dopo il gelo della morte che ho provato. Attacchi di panico, attacchi di ansia, orrore, paura dei luoghi, rigetto perfino dei vestiti che mi ricordavano lui, paura anche nel sentire pronunciare il suo nome o avere sue notizie anche per caso.
    La mia psicologa subito mi ha detto di ravvisare nei suoi comportamenti qualcosa di anomalo e abbiamo letto assieme i requisiti per classificarlo, ebbene oltre il narcisismo patologico, sembrerebbe avere anche una sorta di paranoia.
    Mi ha aiutata a capire che io lo avevo messo sul piedistallo e vedevo virtù che tutto il resto del mondo non vedeva, tant’è che il soggetto era praticamente solitario e poco incline ai rapporti a meno che non trovava una sorta di convenienza o platea per gli applausi. Mente contorta pensavo io, ma invece era proprio un arrogante, presuntuoso insomma un classico.
    Non lo vedo più e mi fa ogni giorno meno male, ho buttato 9 anni della mia vita per un essere che vale come il bidone della spazzatura, mi ha ingannata e manipolata fino a lasciarmi con rabbia e pensare che volevo togliermi la vita … per uno così, ma il cervello va in loop e non si capisce davvero niente. Arriverò a brindare per aver chiuso definitivamente questa inutile storia. Ancora oggi vado dalla psyco, mi sostiene nelle cadute. Un anno e otto mesi di calvario.

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    • Iniziavo a pensare di essere completamente anomala…. anch’io sono da tanto in psicoterapia e ora inizio a pensare che posso un po’ emanciparmi.
      Purtroppo mi resta un sentimento pervasivo di infelicità che non mi abbandona.
      Oggi un’amica straniera mi ha detto che sua madre pensa che “si sta male con il male ma senza è peggio”.
      Ci ho pensato. Non è senza di LUI il peggio, è evidente che non si poteva stare insieme. Il peggio è stare senza, sentirmi infelice perché non ho un complice, un amore, una persona che mi abbracci che io ami riamata. E questa sensazione di infelicità ineluttabile non potrà passare mai più, non perché sono catastrofista ma perché la mia realtà dei fatti è questa.
      E’ un vivere, pure grata tutti i giorni per quello che, ma senza sapore, senza gioia, senza sapere più cosa è la felicità.
      E quando guardo alcune foto del passato e ricordo che in quei momenti ero , almeno un po’, felice, mi chiedo che senso ha vivere cosi.
      Ognuna di noi è un mondo a se stante, non si può generalizzare sostenendo che non c’è bisogno di un partner al proprio fianco.
      Qualcuna non ne ha bisogno, ma chi invece lo desidera soffre immensamente.
      Scusate lo sfogo.

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      • Penelope2… proprio così “ricordo che in quei momenti ero, almeno un po’, felice”. Mi ha fatto provare ciò che nessuno aveva mai fatto, perlomeno in quel modo: stare su un piedistallo, venerata, sempre bella, sempre giusta… e poi ridere, averlo sempre a fianco se non fisicamente almeno emotivamente… sono passate settimane e quei buongiorno mi mancano così tanto..
        Poi dal piedistallo mi ha tirato giù, violentemente.. mi ha strappato i vestiti, sfatto il trucco e abbandonato lì.
        Così mi sento.. e il “troppo bello per essere vero” vuol solo dire che non sarà mai vero. Mai e con nessuno.
        Positività a mille stasera, ragazze. Scusate… un abbraccio

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      • Penelope cara,
        lo capisco il sentimento di “infelicità” che provi nel ripensare ai momenti felici passati con lui, alla condivisione della vita insieme, alla bellezza di vivere l’amore.
        Anche a me capita di indugiare in questi pensieri e mi manca l’idea che avevo della nostra relazione, di quell’amore che provavo e che consideravo unico e assolutamente corrisposto.
        Poi ho dovuto fare i conti con la realtà: era finzione, una recita perfetta, per lui non ero né più né meno di un oggetto pregiato della sua collezione, del quale si è stancato e ha riposto in un angolo buio e freddo, disinteressandosene completamente, dimenticandosi della sua esistenza.
        Perché si può anche vivere con l’illusione della felicità, però loro dopo te la tolgono e ciò che era un sogno diventa un incubo terribile e la persona che credevi ti amasse e che non ti avrebbe fatto mai del male ( anche se l’amore fosse finito), ti ferisce nel profondo, getta la maschera e quel viso che ti guardava con amore si trasforma in un ghigno beffardo sconosciuto.
        L’amore mi manca ma quello era tutto ma non era amore.
        Ora è troppo presto, però Penelope, la vita potrebbe farti incontrare una persona con la quale potrai vivere l’amore quello vero, sincero…e non parlare di età perché non conta niente, la vita è una sorpresa.
        Mi ripeto ma credo ci voglia proprio tempo e forza.
        Cara Firefox, mi rivolgevo anche a te…datti tempo e quel dolore che Saretta ha descritto così bene ( sottoscrivo ogni parola), si affievolisce ed è lì che ci vuole un’ulteriore forza per riprenderci noi stesse.
        Vi abbraccio…

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      • Ebbene dopo giorni di stare meglio ho avuto una ricaduta, ho saputo che lui ha davvero una storia con una donna. Due giorni di malessere sapendo che lui se la sta spassando in vacanza con la tipa. Si vede che dovevo arrivare a questa consapevolezza che posso farci? Ho rivalutato tutto per arrivare alla conclusione che fa malissimo e che chissa quali piani ha quel Dio, quello vero, per me, lo scoprirò e lo capirò. Non vorrei fare vittimismo … ma cosa avevo fatto per meritarmi tutto questo gran dolore? Mi perdo oggi … mi perdo … ciao ragazze oggi mi sento davvero uno straccio.

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      • Saretta,
        devi fregartene altamente e pensare che la “poveretta” passerà le pene dell’inferno se non le sta già passando.
        Mi sembri una donna con una personalità notevole e voglio chiederti una cosa : “Davvero pensavi che quando ti disse che aveva un’altra, fosse una scusa per non rispondere alle tue legittime domande?”
        Per quello te lo chiedo.
        Le due cose possono essere collegate o consequenziali, di sicuro se tu non avessi “scalciato” (perdonami il termine ma lo associo anche a me), saresti ancora invischiata con lui…però magari l’altra ci sarebbe comunque a tua insaputa.
        Sono anaffettivi, per loro la nuova conquista e il relativo rifornimento narcisistico sono fondamentali alla loro sopravvivenza e, purtroppo, noi per loro siamo state solo quello, anche se è durato anni.
        Capolavori prima e ciarpame dopo.
        E così accadrà alla prossima.
        Rendiamocene conto, in modo che , perlomeno, non gli daremo più la possibilità di tornare.
        Perché anche dopo anni, cercano di farlo.
        Il dolore è normale ma deve passare, lo dobbiamo superare pensando a quello che sono.
        Di sicuro, parlo per me, non è la persona che vorrei al mio fianco e in caso se lo prenda un’altra…mi dispiaccio per lei e di sicuro non ne soffro.
        Un bacio grande e scusa se sono stata così diretta.

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      • Cara Penelope,
        Purtroppo anch’io soffro tanto per la mancanza di una persona al mio fianco. Nonostante non sia ancora riuscita a liberarmi della persona dalla quale mi lascio tormentare da anni, mi sento una solitudine ed un dolore senza fine addosso.
        Purtroppo faccio parte di coloro che credono che la vita sia più bella se condivisa. Tanta desolazione non so francamente dove mi porterà .
        Non disprezzo le amicizie, ma sono stanca e demotivata di uscire sempre e solo con quelle poche amiche che hanno tutte la loro vita. Mi mancano un abbraccio, un sorriso, un gesto fatto per me, un ‘come stai’.
        Non ho nulla e sono nelle mani di un pazzo.
        Ho iniziato una terapia psicologica poiché sento di stare per crollare e spezzarmi. Sonno e fame se ne sono andati,insieme al gusto di uscire di casa. Anche oggi, anche adesso.
        Mentre in questo preciso momento il burattinaio chissà dove si trova e con chi. Per poi riprendermi domani.

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      • Saretta… non sai quanto ti capisco. L’idea che un’altra abbia preso il tuo posto e che tu lo abbia perso per sempre è l’unica che in questo momento ti attraversa la mente e ti dilania. Oltre a tutto l’attaccamento e l’amore che abbiamo provato qui entra in gioco anche il sentimento del possesso, che è insito in tutti noi.. se ci tolgono una cosa noi la vogliamo.
        Non ti ripeterò tutto quello che hanno già detto le altre.. che sottoscrivo a pieno ma che capisco anche che in questo momento è difficile da razionalizzare.
        Ti dirò quello che ho provato a pensare io la volta che credevo avesse un’altra: non è mio ma non è neanche suo. Lei è solo una fase, lui non è di nessuno, solo di se stesso. Se io volessi e mi facessi sentire lei verrebbe scartata in un minuto.
        Certo, non è un pensiero sano e fotse non consola tantissumo, ma forse dilania di meno vederla in questo modo.
        Anche perché nel mio caso è vero.
        Ma, Saretta.. SIAMO NOI CHE NON LI VOGLIAMO PIÙ.. e loro ripiegano come possono. Cerca di concentrarti su questo per ora.
        Ti abbraccio forte tesoro

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