Bullismo e psicopatia

 

Uno dei luoghi comuni più diffusi è che gli psicopatici siano pieni di disgusto verso di sé e che proiettino sulle vittime l’odio che nutrono per se stessi. Niente è più sbagliato: se fosse vero, sarebbero persone riflessive in grado di accorgersi che qualcosa in loro non funziona e di fare autocritica. In realtà,  non si sentono inferiori a quelli che vivono serenamente le relazioni e che conducono una buona vita sociale e professionale; semplicemente vogliono togliere queste cose alla vittima di turno per un bisogno malato di sopraffazione e di imposizione di una condizione di inferiorità.

Questo risentimento si fa molto evidente negli episodi di bullismo che nascono a scuola e continuano nella vita adulta contribuendo ad appagare le sfrenate ambizioni sociali e professionali dello psicopatico. Le campagne di denigrazione da lui orchestrate contro la vittima  non sono tanto dirette a legittimare la propria superiorità nei suoi confronti quanto a provocare un risultato negativo, che consista nelle sue dimissioni dal posto di lavoro, in una richiesta di trasferimento o nell’entrare in uno stato di profonda depressione al punto di tentare il suicidio.

Le neuroscienze hanno svelato che il cervello umano continua a crescere e ad evolversi anche oltre la fase dello sviluppo rapido della prima adolescenza. Ricerche scientifiche hanno stabilito che chi è stato prevaricato e sottomesso durante l’infanzia e l’adolescenza ad opera di un genitore psicopatico o  da un compagno di scuola o, nell’età adulta, da un collega di lavoro è molto probabile che sviluppi depressione, ansia o propositi  di suicidio. Il tormento psicologico subito dalle vittime di bullismo è viscerale ed emotivamente devastante. E’ stato dimostrato che questa forma di abuso può avere effetti molto complessi se messa in opera durante la fase di crescita, quando il cervello è ancora in evoluzione, dal momento che è in grado di ridurre la connettività elettrica cerebrale e ostacolare la nascita e lo sviluppo dei nuovi neuroni. Si tratta di un danno neurologico simile a quello provocato dalle violenze sessuali durante l’infanzia. Un articolo apparso nel luglio 2010 sull’American Journal of Psychiatry a firma del neuroscienziato Martin Teicher ha riportato i risultati di uno studio effettuato su bambini che avevano subito violenze verbali da parte dei genitori e dei fratelli. L’analisi dei dati raccolti ha dato legittimità scientifica ai danni del bullismo. Nello studio su più di 1000 giovani è stato scoperto che le parole sono dannose esattamente come le pietre e le bastonate: i partecipanti che erano stati scherniti, ridicolizzati, criticati, sgridati e offesi nel passato presentavano una più alta incidenza di depressione, ansia e altri disturbi psichiatrici rispetto a quelli che non avevano subito episodi di bullismo. Coloro che avevano confessato di aver subito abusi da parte dei fratelli presentavano anomalie in una parte del cervello conosciuta come corpo calloso , che collega l’emisfero destro al sinistro , entrambi  vitali per i processi visivi e per la memoria. Le vittime di rapporti psicopatici hanno sempre qualche difficoltà a ricordare l’inizio della relazione. Alla domanda “Ti ricordi quando hai fatto o detto…?”, la vittima spesso risponderà che non ricorda di aver fatto o detto alcune cose che lo psicopatico sostiene siano state  fatte o dette. I ricordi della vittima risultano compromessi e ciò permette allo psicopatico di fantasticare su eventi del passato che la vittima non può contestare. Con ciò si spiega perché sia frequente che gli psicopatici puntino vittime di abusi infantili e di bullismo.

In un altro studio, Tracy Vaillancourt, una psicologa dell’università di Ottawa, evidenzia che essere sottoposti a bullismo nel corso dell’infanzia può provocare alterazioni nei livelli di cortisolo, un ormone prodotto nei periodi di stress. Secondo i dati della Vaillancourt i ragazzi che hanno subito episodi di bullismo hanno livelli più alti di cortisolo rispetto a quelli che non li hanno subiti mentre le ragazze hanno valori sotto la media. Le violenze verbali e comportamentali indeboliscono il sistema immunologico distruggendo i neuroni e provocando problemi di memoria. Ulteriori studi  stanno dimostrando che l’abuso verbale è più assimilabile a quello fisico e sessuale di quanto non si credesse in precedenza. Dal momento che gli psicopatici mettono in atto sulle proprie vittime tutti e tre i tipi di violenza risulta evidente come siano in grado di distruggere anche la persona più razionale ed equilibrata del pianeta.  Se la vittima ha subito episodi di bullismo da piccola o da giovane è probabile che questi soggetti avranno la possibilità di riuscire più efficacemente a implementare tecniche sofisticate di manipolazione come il gaslighting.

Astra

L’articolo contiene parti tradotte di Puzzling People di Thomas Sheridan.

3 thoughts on “Bullismo e psicopatia

  1. Mi sono resa conto degli effetti devastanti degli abusi verbali ed emotivi quotidiani a cui sono stata sottoposta solo ora, dopo alcuni mesi di NC. Il mio cervello, la mia memoria, il mio corpo, stanno ritornando lentamentr a funzionare come si deve!!! Evviva!!!!

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    1. Infatti il no contact serve soprattutto a recuperare la lucidità e a farsi largo nella nebbia che questi criminali ti avvolgono intorno a forza di gaslighting, manipolazioni e menzogne.

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  2. ho trovato molto giovamento dal no contact, un processo lentissimo per recuperare terreno, per ritrovare me stessa i miei valori e sentimenti, come ho già scritto la strada è intrapresa e devo dire grazie ad Astra e il suo blog ai professionisti che mi stanno seguendo, ad una sola amica e a me stessa al mio cervello, Sono una persona e non potrei mai accettare di essere usata come una cosa.

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