Uscire dal tunnel

 

Con lo psicopatico arriva sempre un momento in cui l’unica possibile opzione diventa la fuga. Anche se hai tutte le ragioni di sentirti sdegnata ed emotivamente devastata- a differenza di lui hai tratti umani- devi andare avanti e voltare pagina. Ti trovi nel bel mezzo di un oceano di rabbia, risentimento e umiliazione. Come puoi aver amato quella persona in modo così profondo con l’illusione di essere ricambiata solo per scoprire, all’improvviso, che per lui eri solo un diversivo in attesa della prossima tonta di turno?

Alla domanda come se la starà spassando nel suo gelo interiore mentre sei ancora nel pieno della tempesta emotiva, la risposta sarà: sta benone. E’ difficile da accettare ma devi fare i conti con il fatto che non riuscirai mai a rendergli pan per focaccia. Rischi solo di addentrarti ulteriormente nei profondi meandri della frustrazione e dello smarrimento. Devi trovare la strada e uscire dal labirinto. Può sembrare impossibile ma, alla fine, sofferenza e introspezione ti ricompenseranno più di qualsiasi esperienza che la vita possa offrire.

Anche se fa male sentirsi rimpiazzate con la stessa facilità del cambio-batteria di un telecomando, bisogna farsene una ragione. Altrimenti, si continuerà a costituire la fonte di energia che lo mantiene vivo, vegeto e drammaticamente nocivo. Lo psicopatico vive delle attenzioni che la vittima gli riserva, se ne alimenta, le considera validazioni del proprio potere e conferme della propria, presunta grandiosità. Che consistano di manifestazioni di amore incondizionato o di sofferenza, rabbia e vendetta, la sostanza non cambia. Se cerca di mantenere spiragli aperti con la scusa dell’amicizia non è una questione si sentimento. Al contrario, è perché potresti tornare utile qualora i “nuovi progetti” non andassero in porto. Tenerti in caldo è un buon piano di ripiego, parcheggiarti nel garage delle riserve fa parte della strategia diretta a non restare mai a corto di prede.

La guarigione necessiterà di tempo ma uscirai dal tunnel più saggia, forte e migliore. Tieni sempre a mente che questi individui costituiscono solo il 4% della popolazione. Quando si passa attraverso la strettoia psicopatica e si elabora davvero quello che è capitato, è difficile che si verifichi di nuovo. E’ come se si emettesse un bip particolare in grado di tenere questi soggetti alla larga. Eppure succede che, guarite lentamente le ferite e tornate finalmente in possesso della propria vita, lui cerchi nuovamente un contatto professando amore, amicizia o complicità. Sembra che abbia un’abilità psichica, che qualificherei “aliena”, di avvertire il momento in cui la vittima sta felicemente ricomponendo quei pezzi della propria esistenza che lui era stato così bravo a disseminare.

Immagina di avere due buchi al posto di cuore e anima; di vivere in una dimensione dove dare significato a compassione ed empatia equivale a decodificare un linguaggio criptato; di trascorrere la vita al riparo da qualsiasi emozione che si prova quando si legge una poesia, si contempla un’opera d’arte, si ascolta una canzone o si scorge un arcobaleno. In uno scenario del genere il solo modo di avere la prova della propria esistenza è riuscire a provocare reazioni nel prossimo. Qualsiasi risposta, sia di amore che di odio, è in grado di far sentire uno psicopatico vivo e dare senso alla sua sostanza. Non rivelare il tuo dolore in nessun modo, fa sì che lui non sappia che parli di lui; tieni riservati i percorsi di guarigione con conseguente creazione di musica, arte e letteratura volte a esprimere la tua sofferenza. La conoscenza della devastazione che ha provocato in te contribuirebbe soltanto a gonfiare il suo ego e non certo a fargli sentire rimorso. Evita di cadere nella trappola dell’odio, forma di energia ugualmente appagante. Mentre gli altri sanno cos’è l’amore, la gioia, la tristezza, la compassione e la creatività, la sola cosa che lo psicopatico riesce a fare è manipolare le emozioni del soggetto di turno, succhiarne la linfa vitale, scartarlo come un guscio vuoto e passare al prossimo. L’unico sentimento che prova è molto vicino alla rabbia. Una rabbia pungente e infinita per qualcosa che non è nemmeno in grado di qualificare.

Tieni sempre a mente che sei tutto ciò che lui non potrà mai essere e che hai la fortuna di disporre di intelligenza emotiva, che lui non avrà mai. Perdonati. Non avercela con te per aver abboccato all’amo. Se sei stata presa di mira è proprio perché sei tutto quello che lui non può essere. Contribuisci a diffondere informazioni su questa peste e aiuta gli altri a venirne fuori: l’unica cosa che spaventa a morte uno psicopatico è non riuscire a nascondersi, a mascherarsi, a girare indisturbato. La ragione di fondo per cui non ama frequentare i propri simili è proprio perchè sarebbe riconosciuto all’istante.

Astra

L’articolo contiene parti tradotte e rielaborate di Puzzling People di Thomas Sheridan.

26 thoughts on “Uscire dal tunnel

  1. Grazie, come sempre. Hai descritto perfettamente gli stati d’animo di chi, come me, è fuggita per garantire la propria salvezza psico-fisica. E’ davvero difficile accettare che ho fatto entrare nella mia vita una persona simile e come possa essere stato tutto un teatrino. Spero ardentemente che avvenga anche il distacco emotivo e che il pensiero mi conduca sempre più lontano non disturbando più neppure le notti.

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  2. Uscire dal tunnel si può, è vero, ma è molto difficile perchè lui torna sempre e non si può mai abbassare la guardia. Perchè il no contact è necessario per sgangiarsi dalla manipolazione ma più che altro è necessario lavorare su se stessi. Eliminare la dipendenza, riconoscere i meccanismi, restare fermi anche quando vorremmo urlare tutto il nostro odio e il nostro risentimento. Documentarsi, leggere, farsi aiutare se necessario, non mollare mai. Abbiamo diritto al rispetto della nostra persona e dei nostri sentimentimi ma per primi noi, portiamo rispetto a noi stessi allontanando queste persone tossiche. Lasciamo che l’ indifferenza diventi la nostra vendetta.

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  3. Aiuta rileggere gli articoli. Nonostante sia passato un bel po’ di tempo e l’osservanza del no contact , a volte la nostalgia mi attacca e la governo con la lettura. L’ultima volta che gli parlai con la mia consapevolezza riconobbi molto bene tutte le dinamiche descritte nel blog, precise. Forse lasciai trapelare ancora qualche mia sensazione, il mio sentire verso il mondo, e lui avrà goduto – ma da buon animale predatorio ha capito. Infatti non si è mai più fatto vivo. Ringrazio Dio che non mi cerchi più, perché sa come fare davvero molto bene per me resistere è stata un’impresa durissima, una vera prova.

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    • Quando si ringrazia il Signore di non essere più cercate ( anche se una piccola parte di noi continua a desiderarlo perchè la dissonanza cognitiva è l’ultima a sparire) significa che la consapevolezza è ben radicata. Michela, continua così e nei momenti di fragilità – che vedrai si faranno sempre più diradati- vai sul blog e consultalo come fosse un manuale.

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  4. Si,forse questa dissonanza cognitiva rimane un pò dentro di noi ma forse anche dentro di loro. Vi dico una cosa da non credere, dopo tanto tempo di no contact da parte sua (anche se lancia frecciate per interposta persona),ho saputo che mi spia sui social e sul mio sito personale.Ho un mio “metodo” per saperlo… Per me questo è assurdo .Ma come io sono una M…da e poi si và a leggere le mie cose e guarda le mie foto.
    Come dice Michela ,resistere è stato durissimo per me,malgrado lei mi abbia chiamato pure stalker ,smisi di telefonare un mese dopo e pure d’inviare SmS,quando seppi del suo tradimento.Però sono caduto nel tranello della vendetta con le mail,tanto per ricambiare le sue migliaia tra mail,post,sms e telefonate che mi fece durante la “relazione”, capì tramite siti come questo e con l’aiuto di una mia amica psicologa che mi aveva usato ,scaricandomi un bastimento di responsabilità,sensi di colpa e schifezze varie della sua vita per poi mollarmi perchè in vedeva il suo passato.L’avrei presa a sputi ,ma cosi facendo l’avrei valorizzata.(pardon ma questo provavo)
    Tutto ciò mi fece imbestialire,le continue prese per i fondelli su Fb,le accuse delle sue amiche che non sapevano un cavolo ma straparlavano e anche della madre (Np schizzofrenica accertata da uno psichiatra ) che faceva il doppio gioco ,ma mi trattenni da andare da lei e di sputtanarla in pubblico come lei ha fatto con me .
    Oggi non le scrivo più e ho dimenticato anche da quanto non lo faccio.Però,sono bastardello ;-), un paio di settimane fà le ho tirato un’ esca con un post (avevo saputo da una amica che abita vicino casa sua che ancora sparla di me)e l’idiota c’è cascata in pieno,mi ha “risposto” a modo suo ,anzi a modo nostro su FB.Inutile dire che mi sono fatto una risata ripensando a tutto quello che ho letto qui e altrove e a quello che mi disse una mia conoscente Borderline. Gli psicopatici vivono in un mondo tutto loro,fatto di personaggi non persone e se entri in questo mondo dopo un dopo ne fai parte .Eroe,salvatore,principe,mostro,pazzo,gentil’uomo,fallito,etc.Insomma un attore da teatro.
    Gli psicopatici ,più pericolosi sono quelli che sembrano belle persone ma sono talmente marcie dentro che riescono a guastare chiunque ,entrando come in risonanza con le persone trasmettendo il loro vuoto e le loro immondizie.

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    • Cara Astra,
      mi spieghi cosa significa dissonanza cognitiva? Già che ci sono , ti chiedo un’altra cosa. Nell’ultima telefonata (quella in cui mi ha malamente scaricata) mi ha sbraitato tra tante cose (la maggior parte non le ricordo) che io “lo dovevo proteggere”. E’ una espressione da lui utilizzata qualche altra volta che mi ha colpita. Come mai ha potuto dire una cosa del genere visto che si è sempre vantato di non aver bisogno di nessuno. E’ mera curiosità, Astra, non ti preoccupare non penso affatto che abbia avuto o possa avere bisogno di me. E’ solo per capirne un pò di più di questa, fino a poco tempo fa, sconosciuta malattia da parte mia.
      Grazie e cari saluti autti voi.

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      • Alla dissonanza cognitiva è di dedicato uno dei primi articoli del blog. Si verifica quando proviamo sensazioni contrastanti, contraddittorie, quando pensiamo di stare con un uomo fantastico e subito dopo pensiamo che sia un boia, quando proviamo disprezzo ma al tempo stesso troviamo le giustificazioni più assurde. Per quanto riguarda le sue frasi, non dargli tanto peso. Sono frasi illogiche e senza tante spiegazioni. Può dire una cosa e pensarne un’altra. Non puoi trovare logicità in questi individui.

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  5. che io “lo dovevo proteggere”….. Caspita,ho una mail sua con la stessa frase. Mi ringraziava per averlo sempre fatto ma poi ha smentito tutto.
    Ahhh,mi sembrano pazzi O__o.
    Buona Pasqua a tutti .Up,up e galoppare lontano.

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  6. astra….un anno e mezzo di no contact da parte mia,non ho ceduto a nulla;ho studio,letto tanto ma ora sto crollando,mi basta vedere la sua macchina al lavoro e cado nella disperazione per ciò che mi ha fatto;distrutta la mia famiglia e la mia carriera solo per avere un posto dove dormire.Ci sono giorni in cui non ce la faccio…troppe energie spese per salvarmi

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    • Pina non c’è dubbio che hai subito un trauma di proporzioni gigantesche. La tua disperazione è normale, visto il caso. Non significa che tu sia ancora nelle sue mani. Significa che devi ancora recuperare le tue energie mentali ed emotive. Considera anche di farti aiutare da tutti i professionisti che credi. Guarda che ci vogliono anni per superare un trauma di questa portata! Il fatto che sei fuori dalla relazione e in no contact è il segno che sei sopraviassuta!!! Brava! Non è affatto scontato. Celebra la forza che dimostri di avere e accogli con compassione la disperazione che a volte arriva. Quando la senti non sentirti sconfitta. È solo la conseguenza della tua umanità.

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  7. Dopo quasi due anni faccio un piccolo passo in avanti e decido di raccontarmi a qualcuno che ha vissuto la mia stessa esperienza e che può capire a 360 gradi quello che si può passare in relazioni di questo genere. È davvero sconcertante per me come praticamente tutti i titoli degli articoli che trovo sulla destra di questo sito abbiamo a che fare con quello che ho passato, all’inizio mi sembrava impossibile eppure nell’incoscienza del momento ho agito come tutte le vittime fanno dopo la fine di queste relazioni…la cosa che mi ha colpito di più è stato vedere come prerogativa diffusissima e come azione in cima alla lista da parte delle vittime l’immediato bisogno /necessità/ istinto di avvertire la successiva potenziale vittima.. Credevo fosse un tentativo disperato di salvare qualcuno dall’orrore che avevo appena passato.. Fortunatamente non l’ho fatto e ho avuto modo di documentarmi parecchio (anche se a mio avviso mai abbastanza perché ancora adesso mi trascino dietro alcuni fantasmi e leggere articoli e fare ricerche mi aiuta molto… Diverse volte ho seriamente dubitato di me stessa e della mia stabilità mentale..) e scoprire che è sconsigliato farlo… Sto ancora cercando di applicare i consigli per uscirne definitivamente.. E ogni tanto mi abbatto perché da quando la storia è finita ho sempre il terrore che la mia testa ingigantisca le cose o le trasformi in qualcosa che non sono (esattamente quello che mi faceva credere lui per tutta la durata della storia) e anche perché vorrei stare bene di nuovo, davvero.. E talvolta me la prendo con me stessa in quanto incapace di cercare di coltivare la giusta quantità d’amor proprio..
    Del resto Che dire.. Dà forza leggere tutti questi articoli, esperienze, pezzi di vita che sembrano i tuoi e sentirsi capiti.. Che nel periodo successivo alla chiusura di queste relazioni diventa un bisogno e una necessità quasi ossessiva.. Perché essere capita significava avere la conferma che la pazza non eri tu.. Andavo in cerca di sguardi sinceri che mi dicessero ” tranquilla non sei stata tu a sbagliare..”.
    Invece il più delle volte (e spesso con il giro di amici che comprendeva anche lui) mi sentivo dire frasi di circostanza o a mio avviso superficiali e ripiombavo nella disperazione più assoluta perche mi sentivo sola e abbandonata mentre vedevo lui nonostante tutto trionfante e menefreghista dopo tutto quello che aveva fatto.. Mi chiedevo come fosse possibile che la gente che aveva assistito a determinati suoi comportamenti potesse ancora rivolgergli la parola.. Stava diventando straziante per me.. Perché risultava come se volessi a vincere a tutti costi o che volessi giocare a chi era più bravo dell’altro.. Ma in realtà volevo solo essere capita.. È stato difficile per me e lo è tuttora, non lo nascondo.. Non saprei descrivere con esattezza gli stadi che ho affrontato e quelli che devo ancora superare.. Certo è che è un cammino lungo ma credo che mi porterà tanta forza.. Grazie a chiunque ha lasciato e lascerà un pensiero che leggerò con cura e tanta attenzione.. Grazie a chi ha ideato questo blog e a chiunque abbia voglia di confrontarsi o rispondere! Grazie

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    • Laura descrivi benissimo quello che ho passato. È vitale sentirsi compresi, e purtroppo anche chi ci vuole molto bene spesso stenta a comprendere fino in fondo. Persino i nostri familiari non riescono a vedere tutto quello che oramai a noi è chiaro. ma appena ci confidiamo con una vittima ci rendiamo conto che non dobbiamo neppure sforzarci di spiegare. E abbiamo tanto bisogno delle conferme che le altre vittime possono darci proprio perchè dobbiamo rimanere ben salde alla realtà. Anche io, come te, ho dovuto lavorare molto per smettere di mettermi in dubbio. E se avessi esagerato? E se in fondo lui, con i suoi difetti, in fondo mi ama molto? E se faccio tanto rumore per nulla? E se fossi io la responsabile di quello che è successo? Difficile mantenersi saldi anche perchè l’ex che ci ha frodato mantiene la sua facciata di normalità, per cui gli altri generalmente pensano (al massimo dell’empatia verso di noi) che magari era la ‘coppia’ ad avere problemi (e forse anche noi, dato che buttiamo tutta la responsabilità all’altro). Giochi di prestigio e manipolazione. Questi sanno perfettamente che la gente non Sospetta neppure l’esistenza di individui come loro. E lavorano dal primo giorno a dipingerci come persone con qualche problema, fino ad arrivare a chiudere il quadro etichettandoci come pazze, vendicative e paranoiche. tieniti salda nella verità.

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  8. Grazie mille per le tue parole Giusy, è la prima volta che mi confronto con qualcuno che ha provato e vissuto una situazione analoga di questo tipo ed è vero, sentirsi comprese è fondamentale e fonte di grande forza. Nonostante all’epoca mi fosse stato suggerito di provare a parlare con qualcuno che fosse esperto in materia, siccome non trovavo pace e lo si vedeva chiaramente, non ho mai preso la decisione di affrontare il discorso e confrontarmi con nessuno fuorchè le persone a me piu care.. Che sí si sono dimostrate molto comprensive e chi ha vissuto al mio fianco dall’inizio alla fine questa vicenda è stato un elemento di grande forza per me. Però queste sono storie che solo chi prova sulla propria pelle può capire fino in fondo. I pensieri, le umiliazioni, i giochetti psicologici ai quali si scopre solamente a posteriori di essere stati sottoposti, gli stadi del dolore, della follia che abbiamo passato sono troppo personali, soggettivi e talvolta impossibili da spiegare a chi non l’ha provato, proprio perché non sono “normali” in una relazione sana. Tante volte rischiano di passare anche appunto come “esagerazioni” della nostra prospettiva di cosa dovrebbe essere giusto e cosa no in una relazione. Posso dire solo che sono felice e sollevata di aver trovato questo blog e di aver potuto finalmente tirare fuori ciò che tenevo dentro da un po’ e ricevere in cambio comprensione e condivisione. Grazie Giusy!

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    • Laura il blog é un grande aiuto anche per me, e sono davvero grata a tutti quelli che vi scrivono. Poichè queste devastazioni sono per fortuna non troppo comuni, una piattaforma di supporto e autoaiuto come questa è preziosa. grazie anche a te di condividere qui. E tu ora come stai? Ci vuole moltissimo a riprendersi dopo questi abissi.

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      • Diciamo che da quando ho scelto di lasciarlo ormai sono passati due anni.. non immaginavo quanto lungo potesse essere il percorso per riprendere in mano appieno la propria vita. Soprattutto mentre scrivo queste parole mi rendo conto che sono ancora un po’ coinvolta.. purtroppo due mesi fa ho avuto un “cedimento” e ho lasciato che si riavvicinasse.. condizionata da alcuni suoi amici che continuavano a ripetermi ‘non portare rancore’ o ‘tutti hanno dei problemi nelle storie d’amore’, o ancora ‘lui è così, vuol dire che tu non eri la persona giusta per amarlo’
        ..da subito ho capito di aver fatto un grosso errore e mi sento terribilmente in colpa, si per me stessa, ma provo un tremendo senso di colpa soprattutto verso le persone a me care che con me hanno sofferto.. sono una persona che non accetta l’ipocrisia e ora mi ritrovo a sentirmi l’ipocrita per eccellenza ai miei e agli occhi di chi mi vuole bene, anche se loro mi hanno fatto capire con tutto il cuore che non è così, ma è uno stato d’animo che non riesco a scacciare. Sicuramente il riavvicinamento ha influito molto perché prima di incontrarlo dopo un po’ di tempo cercavo di riprendermi al meglio possibile.. dopo averlo lasciato mi sono trasferita per gli studi universitari in un’altra città, sia perché credevo potesse essere un cambiamento positivo per me ma anche perché dentro di me sapevo che stavo fuggendo da lui e dalla gente che ci accomunava.. non sopportavo più di sentirmi a disagio a frequentare un posto sapendo che poteva esserci lui (i primi tempi dopo la fine della relazione lo trovavo ovunque) o suoi ancora attuali amici a ricordarmi che lui stava fingendo palesemente di essere la vittima della situazione, lasciato da una ragazza senza cuore ed insensibile e soprattutto pazza per essersi inventata determinate cose. Io ero addirittura arrivata al punto di trasferire tutti i messaggi minatori, con giochetti malvagi e psicologici sulla mia mail per paura che un giorno andassero perduti, assieme alla mia controriprova che non ero io la pazza in questione.. eppure ancora adesso non riesco a capacitarmi di quanta abilità possano avere nel convincere le persone.. sicuramente non posso dire di esserne uscita, ma voglio farlo.. solo che mi rendo conto che essendo una persona estremamente riflessiva, a volte decisamente troppo, tendo a rimuginare e rimuginare tra un rompicapo e l’altro cercando di trovare una spiegazione.. quando in realtà dovrei accettarlo e basta e andare avanti

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      • Anche io ho bisogno di capire per poter accettare. E da capire c’é solo che questi non sono come noi, dunque non vanno interpretati con i nostri criteri di individui emotivamente e moralmente sani. Quanto alla sua cerchia: è molto importante stare alla larga non solo da lui ma anche da quelli in qualche modo legati a lui.

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      • Ciaoooo …Sono tre mesi ormai di no contac..se potessi tornare indietro a quando mi ero ripresa dopo 4 mesi di lontananza non farei nuovamente la pazzia di ritornare..mi è’ costata cara credevo di farcela di non stare male ed in realtà ci ero riuscita ma non avevo fatto i conti con la sua cattiveria è’ ritornato per ben 3 mesi solo per fare vendetta..ha seminato terrore con i suoi brutti comportamenti, questi individui non vanno sottovalutati ed io ho fatto questo errore adesso che sono tre mesi che sono fuori sono più che convinta che mi sono salvata… il problema è’ che ho lottato comunque con la paura di ritrovarmelo davanti con i suoi soliti adescamenti anche da lontano…tutto questo deve avermi portato ad indebolirmi tanto è’ vero che sono due mesi che non riesco a guarire ho una fragilità capillare, problemi e fastidi al naso, raffreddori e continui dolori nevralgici insomma spero non sia nulla di grave ma credetemi il consiglio che posso darvi è’ quello di sbarazzarsi presto di questi individui non ricascate che loro non hanno pietà e danno il colpo di grazia…non ritentate non ritornate..baciiiii

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