Le colpe di Hollywood

 

Una diagnosi certa di psicopatia può essere fatta solo attraverso un’attenta valutazione psicologica, avvalorata eventualmente dall’ausilio delle immagini neurologiche. Gli schemi comportamentali adottati nel corso delle interazioni sociali e personali sono invece gli strumenti a nostra disposizione per identificare un possibile psicopatico e prendere le dovute precauzioni. Fortunatamente, quando si sviluppa l’abilità a riconoscere tratti e caratteristiche di un disturbo di personalità, l’individuazione di un soggetto pericoloso diventa immediata. Perfezionare l’arte dello smascheramento può essere utile a evitare una vita stressante e tormentata dall’ansia.

Superata l’adolescenza, gli psicopatici diventano consapevoli di non essere persone “normali” in termini di profondità emotiva e varietà di sentimenti. Possono allora decidere, coscientemente o incoscientemente, di processare questo vuoto dentro di sé oppure utilizzarlo per sfruttare e manipolare gli altri. Non solo lo considerano come mezzo di sopravvivenza sociale, ma anche un’opportunità di “salire a bordo” di esistenze altrui utilizzandone risorse, capacità e valori. Gli psicopatici sono parassiti umani per eccellenza: non provano vergogna e rimorso, né sentono il peso della propria patologia. Anzi, la considerano un dono inestimabile, un formidabile vantaggio rispetto agli altri. Si sentono spietati e liberi.

Non solo non ritengono importante informare il resto dell’umanità della propria vuotezza emotiva e dell’intento predatorio ma sono anche consapevoli delle conseguenze che una simile ammissione potrebbe comportare. E qui soggiace il grande imbroglio: quando una persona empatica incontra uno psicopatico non esiste parità di regole. Quest’ultimo partirà con un enorme vantaggio: quello di saper spolpare senza scrupoli e in totale malafede il senso di umanità e di empatia della controparte.

Viviamo in un mondo che si è fondamentalmente allineato a schemi di comportamento spregiudicati che sono spesso considerati normali e accettabili. Distorta da Hollywood e dalla potenza dei media, l’immagine dello psicopatico è diventata quasi un modello cui ispirarsi nella vita di tutti i giorni. Bisognerebbe andare oltre questa disarmante superficialità e sottolineare, piuttosto, quanto frequentemente i danni inflitti alle persone e alla società in generale restino impuniti. Gli psicopatici potranno anche non essere posseduti dal demonio ma sicuramente sono privi di coscienza.

Sono individui troppo pericolosi per essere ignorati o stereotipati banalmente in episodi di fiction. Trascurare fenomeni di devastazione psicologica a opera di questi signori è pregiudizievole quanto o più di loro. Non si vuole fare qui una crociata contro gli psicopatici, presenti in tutti gli strati della società. Né, tantomeno, incitare alla violenza e, meno che mai, alla vendetta. Si può anche morire aspettando il giorno della rivalsa ma a loro non importerà una virgola. Si rischia solo di rimanere impantanati nel tossico fango del risentimento e aggrappati a esili fuscelli di rivincita, mentre loro, con grande spavalderia e leggerezza, passano allo spolpamento della preda di turno come se non fossimo mai esistite. A loro non importa. Non ammetteranno mai di aver sbagliato. Non diranno mai che abbiamo ragione. Non saranno mai le persone di cui pensavamo di esserci innamorate e con cui condividere obiettivi personali e professionali. Non si assumeranno mai la responsabilità del nostro benessere, della nostra felicità o serenità interiore. A loro non importa. Quindi, devi smettere di interessarti a lui.

Bisogna solo acquisire consapevolezza e, se vittimizzate, vedere la cosa dalla giusta prospettiva, tutto qui. Capire, allontanarsi e ritrovare se stesse con saggezza e maturità. In altre parole, diventare migliori. La natura predatoria dello psicopatico non cambierà mai e rimarrà con lui fino alla fine dei suoi giorni. Non può essere curata, aggiustata, guarita, capita o riabilitata e, cosa più importante, loro non vedono ragioni perché ciò debba accadere. A volte, il solo modo per vincere è non giocare.

Astra

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