Memoria emotiva

 

Riporto un articolo scritto dal blogger Michael Pacitti che cerca di far luce su un apparente paradosso:  gli psicopatici riescono a chiudere  storie sentimentali abbandonando la propria compagna in modo molto brutale, come se i ricordi della relazione fossero cancellati e, contemporaneamente, non smettono di assillare e molestare alcune delle precedenti vittime secondo lo schema della relazione boomerang. Come funziona la loro memoria emotiva?

Recentemente mi è capitato di ascoltare alla radio la canzone degli U2 “A Man and A Woman”, tratta dall’album “How to dismantle an atomic bomb”. Riascoltarla mi ha portato con il pensiero alle prime fasi della relazione con la mia ex, quelle in cui l’idealizzazione nei miei confronti era al massimo. Era quella la canzone di quando ci siamo visti la prima volta e riascoltarla mi ha fatto vivere uno di quei momenti di dissonanza cognitiva in cui una sensazione di perdita, mista a tristezza e malinconia, prende il sopravvento.  Ho avuto un altro momento simile guardando alcune fotografie di Lake District, una delle quali mi ha ricordato un viaggio in campeggio fatto insieme a lei.

Tutti passiamo questi momenti nel corso della vita, quando alcune occasioni scatenano le nostre emozioni: possono essere brani musicali, luoghi, odori, fotografie, qualsiasi cosa in grado di risvegliare i ricordi dei giorni passati o delle persone che sono state o sono importanti. In quelle rievocazioni siamo pervasi da un’ondata di emozioni e i momenti in agrodolce riaffiorano;  possiamo provare sentimenti di gioia, felicità, contentezza, tristezza, dolore e così via: sono i nostri ricordi emotivi.

C’è una ragione fondamentalmente biologica che sta alla base del meccanismo di connessione tra  emozione da una parte e stoccaggio e recupero dei ricordi dall’altra: gli psicologi hanno effettuato ricerche sulla funzione della memoria e hanno notato che l’azione del ricordare coinvolge circuiti specifici del cervello che influiscono su particolari zone neurologiche. I circuiti che permettono all’emozione di rendersi percettibile lavorano in tandem con quelli dello stoccaggio emotivo in quanto sono con loro intrecciati;  il che spiega per quale motivo il ricordo di momenti spiacevoli produce emozioni spiacevoli e, allo stesso modo, il richiamo di esperienze gradevoli stimola emozioni positive. Siamo molto più probabilmente in grado di rievocare momenti associati a emozioni forti piuttosto che eventi emotivamente neutri o mancanti di spessore emotivo.

La cosa interessante è che i nostri ricordi, che si basano sulle esperienze, vengono stoccati nei circuiti di memoria emotiva  con altrettanti circuiti di cognizione neurologica che corrono loro accanto e con cui lavorano in simbiosi. I ricordi emotivi possono essere pensati alla stregua di un diario interiore che registra la nostra crescita e il nostro sviluppo nel corso della vita. Le esperienze emotive formano il nocciolo del resoconto interiore e di quello delle relazioni con gli altri, che siano familiari, amici o amanti che vanno e vengono. Le emozioni sono immagazzinate secondo una mappatura, un’organizzazione e una classificazione delle esperienze  che vanno a  comporre un resoconto interno in grado di dare soluzione di continuità temporale al nostro passato emotivo. Immagini il caos e l’instabilità che governerebbero le nostre esistenze se non ci fosse questa continuità?

E’ proprio la sua mancanza una delle caratteristiche principali della relazione patologica, dove le contraddizioni, le dicotomie e la mancanza di un continuum creano squilibrio. La psicopatia è fondata sui tratti che rientrano nel Cluster B dei disturbi della personalità; caratteristica  presente in tutte le varianti della patologia psicopatica è la povertà emotiva. Le neuro immagini hanno rivelato che gli psicopatici hanno differenze anatomiche nelle regioni paralimbiche del cervello che governano l’elaborazione e il trattamento del processo emotivo. Il che significa che gli psicopatici possono sentire solamente una gamma limitata, rozza e rudimentale di emozioni e, quelle che riescono a  provare, sono di breve durata. In altre parole, mancano di memoria emotiva che è una delle ragioni per cui, in loro, la capacità di ricordare è scarsa, selettiva e contraddittoria; nel cervello degli psicopatici i diversi circuiti neurologici non lavorano in tandem: i ricordi vengono immagazzinati in modalità differenti da quelle delle persone normali  proprio a causa della mancanza di qualsiasi “bloccaggio”, meccanismo necessario a costruire un proprio passato  di eventi e di persone. Si fermano, invece, allo stoccaggio dei ricordi in  quelle che Robert Hare chiama “piccole unità di pensiero” nel suo “Without Conscience”.

Gli psicopatici non hanno profondità emotiva costante in grado di formare una sufficiente storia interiore; sono, in pratica, buchi neri vuoti. Possono essere capaci di complessità cognitiva, ma è sicuro che se sono disturbati il segnale di intelligenza emotiva è debole o assente è non è possibile conservare traccia di trascorsi emotivi.  Il loro è un copione che cambia in continuazione , viene spesso riscritto  e si contraddice nelle diverse versioni, lasciando la vittima disarmata e sconcertata.

Quando in ballo c’è una relazione, un legame, un attaccamento o l’intimità, gli psicopatici sono carenti di qualsiasi storia personale. Da loro compagni, ovviamene, abbiamo creduto che stessimo vivendo una relazione. Quello che non riusciamo a comprendere è come tutto ciò che abbiamo diviso con loro, o che pensavamo di aver diviso, non abbia in realtà alcun valore. Ho trovato sollievo nel vederla così: immagina di aver sete, di prendere un bicchiere,di metterlo sotto il rubinetto e di riempirlo d’acqua; quando lo porti alle labbra realizzi che è vuoto; eppure potresti giurare di averlo riempito. In modalità imprevedibili e teatrali, le loro storie cambiano in continuazione e non lasciano segni marcati di passaggio dallo stato emotivo A allo stato B, del tutto diverso e contraddittorio. I copioni, persistentemente mutevoli, ci assegnano un ruolo centrale di una particolare trama che però, improvvisamente ed arbitrariamente, cambia senza che veniamo consultati. Il nostro ruolo finisce e dall’oggi al domani il copione che stavamo leggendo non è più valido.  

Uno dei segni distintivi della relazione patologica è la dissonanza provocata dalla  improvvisa cancellazione di tutto il contesto precedente. Benvenuto nel mondo dello specchietto per le allodole. I comportamenti che hanno devastato il rapporto non fanno parte della storia degli psicopatici che arrivano, addirittura, a  parlare in terza persona come se avessero operato una separazione da se stessi.  Questi individui non sono in grado di sostenere alcuna posizione oltre un periodo di tempo; sono essenzialmente instabili nei sentimenti, nelle emozioni e nelle opinioni.  Mentre hanno una visione incisiva per tutto ciò che è  “qui e adesso”, sono incapaci di mantenerla se il quadro di riferimento si allarga e non si rendono conto delle conseguenze che il proprio comportamento può generare. Si tratta di uno degli enigmi nascosti e sconcertanti di queste personalità disturbate, in grado di far uscire di testa chiunque.  Come fanno a sembrare così genialoidi nel “qui e adesso”  e perdersi nella più totale incoerenza sulla lunga distanza?

Il passato sembra sparire in un attimo, come per magia, insieme ai dichiarati sentimenti per noi che, alla fine, realizziamo essere stati niente più che emozioni primordiali dirette a soddisfare i bisogni del “qui e adesso”. Una volta che hanno finito con noi e hanno messo le mai su qualcun altro, ci cancellano come se non fossimo mai esistiti. Di tanto in tanto, tuttavia, possono tornare a infastidire qualche vecchia vittima, non perché  sentono la loro mancanza, ma perché hanno bisogno di legami di dominio per sentirsi vivi e potenti.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/10/20/erased-but-not-forgotten-psychopaths-and-emotional-memory/

6 thoughts on “Memoria emotiva

  1. Hai risposto ad un altro mio interrogativo. Ne ebbi una labile consapevolezza quando, ancora in relazione/interazione con lui, capitava di parlare delle sue ex (come già scrissi io con lui feci una lunga terapia di coppia e la psicologa di tanto in tanto gli chiedeva delle sue ex. Non riusciva neanche a ricordare cosa di loro lo avesse attratto e nella sua distorsione di realtà erano descritte come demoni o streghe Io, per quanto ne restassi colpita, giustificavo il tutto con la spiegazione, da lui stesso fornita, che non le amava e che io ero un’altra storia. Adesso anche io entro nel novero delle ex e sebbene mi risulti assai difficile pensare che tutto quel profondo sentimento dichiarato a gran voce per sette anno sia svanito nel nulla, sento di essere stata brutalmente cancellata dopo aver subito una revisione totale nella sua percezione della mia persona. A distanza di un anno l’ho rincontrato e mi è venuto incontro come a dire:”mi vedi? Sono io”, io l’ho trapassato come fosse un fantasma. Poi l’ho contattato per invitarlo a mettere da parte i rancori e mi ha risposto, parandosi dietro al figlio (cioè facendo finta che il messaggio fosse stato intercettato dal ragazzino, concentrando in poche righe parole che se mi avessero colta in un altro momento mi avrebbero deflagrato. Perché questo bisogno di essere spietati, se veniamo cancellate? Perché non salvare almeno la forma? Se puoi rispondermi. Grazie

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    • Valeria ne sarai completamente fuori quando queste questioni non ti riguarderanno più. Mi chiedo perchè ti interessa salvare la forma con una specie di alieno. Per lui la forma non esiste come non esiste la sostanza. Non puoi pretendere che un sordo ti ascolti o che un muto si avventuri in un’orazione. Ringrazia il Signore che ora sia lontano dalla tua vita e prega per quelle che lo hanno nella loro.

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      • Intanto ti ringrazio per l’immediata risposta. Quando l’ho contattato c’era ancora uno scampolo in me che credeva non fosse completamente malato. Oggi non mi interessa più salvare la forma. Ancora è vero mi pongo delle domande, questo perché per una mente sana è incomprensibile il loro modo di vivere. Ringrazio sì per esserne scampata ma non prego per chi è nelle sue mani perché nella fattispecie questa si è finta amica mia pur mirando a lui. È probabilmente una vittima anche lei, ma con me è stata scorretta. Lei è stata accolta nell’accoppiata diabolica, nel senso che la ex moglie è una sua (finta) sostenitrice.

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  2. Grazie anzitutto, Astra, per il tuo testo, che aiuta a comprendere ed organizzare le informazioni su questi squallidi individui. Mi piace molto e mi sta aiutando a prendere le distanze.
    Leggendo l’ultimo commento di Valeria, ho ritrovato un aspetto che anch’io vivo: il ruolo della ex moglie. Anch’essa psicopatica, è l’unica che lo tiene al laccio costantemente anche dopo anni e anni di separazione. È lei che , onnipresente, approva o disapprova la prossima vittima (lo ha fatto anche con me, trovando una scusa per conoscermi e valutando probabilmente che la cosa sarebbe presto finita). Quando , purtroppo per me, la cosa si è protratta e si è creato un legame (anche se malato), ha deciso di eliminarmi dal gioco con tutti i mezzi.
    La cosa che mi domando è : perché da parte di questo individuo con me sempre tanta cattiveria, astio, risposte odiose e scenate che mi tengono sotto scacco per paura, mentre con questa donna abbassa la testa e accetta tutto, per quante gliene abbia fatte e ne continui a fare? All’inizio credevo per un residuo amore, ma ormai mi è chiaro che questo soggetto non sa amare nessuno se non se stesso, quindi non è questa la chiave.
    Forse tra psicopatici si capiscono e sostengono, creando un doppio legame che è sinceramente diabolico; forse lui , a dispetto di tanta finta spavalderia, ha bisogno di essere dominato e guidato come un bambino.
    Chiedo a te cosa ne pensi. Grazie.

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    • Ti invito a riflettere sull’esistenza di qualche vantaggio, Rosalba. Se continua a sentirsi legato a lei per qualcos’altro che non sia un vantaggio personale, temo che non sia uno psicopatico.

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      • Purtroppo tutti i comportamenti di questa persona sono una fotocopia di quanto tutte le altre donne che hanno incontrato soggetti di questo tipo riferiscono . Non ha nemmeno il privilegio di essere originale … Anaffettivo, vuoto, incapace di autocontrollo , di un sorriso o di un abbraccio, disinteressato alle persone vicine eppure incapace di lasciarle andare . Ho riflettuto sulla tua osservazione ma non mi risulta che lui tragga vantaggi (economici o sociali o altro) da questo contatto. Anzi, semmai è proprio il contrario, spesso appare contrariato e stanco dalle pretese della ex. Non so come interpretare.

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