Il potere del no

Gloria Steinem, la famosa attivista dei diritti delle donne, una volta disse: “La verità vi renderà liberi. Ma prima vi farà arrabbiare”. Nulla si adatta meglio alle donne che amano gli psicopatici. E’ difficile accettare che una verità così triste riguardi la persona verso la quale abbiamo investito tanto tempo, energia ed emozioni;  è duro digerire che non si è mai state amate perché gli psicopatici non possono amare nessuno; che quella che si pensava una relazione vera, basata sull’affetto reciproco, non è altro che una truffa costruita su una montagna di bugie che si può anche non aver scoperto nella sua interezza. Infine, è difficile accettare che il male puro esiste, perché si vuole credere che tutti gli esseri umani siano capaci di provare rimorso, affetto, attaccamento, senso di miglioramento personale e riscatto.

Purtroppo, con uno psicopatico, tutto quello che è difficile da mandar giù è reale. Solo quando si affronta questa realtà si può iniziare a raccogliere i pezzi della propria esistenza e a guarire dal dolore. Tutti i meccanismi di difesa psicologici che ci hanno fatto adattare alla vita anormale con lui – negazione, autoinganno, doppio-pensiero, senso di colpa, soffocamento, illusione, idealismo, paura, solitudine, apparenza e fantasia-  devono esseri presi di petto e affrontati con coraggio. La maggior parte di questi predatori sceglie vittime che collaborano. Questo non significa che hai meritato il maltrattamento ricevuto, ma che hai la facoltà di mettere un punto. La battaglia contro lo psicopatico è, soprattutto, una battaglia contro tutto quello che, dentro di te, è stato investito nella vita con lui.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2010/12/10/the-truth-will-set-you-free-but-first-it-will-piss-you-off/

9 thoughts on “Il potere del no

  1. Come si fa con uno psicopatico che insiste a riagganciarti dopo anni? Non è assillante e quindi non posso denunciarlo, ma persevera anche dopo tanto tempo. Per favore consigliatemi.

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  2. Ciao a tutti, mi fa piacere leggere nei commenti e articoli che in qualche modo sia possibile riemergere. Ho passato un anno e mezzo con il sig. Perfido Narciso. Ho cercato di chiudere moltissime volte la relazione. Le colpe che mi riversava addosso e la paura della solitudine mi hanno fatto tornare sui miei passi troppe volte. Ho conosciuto la sua rabbia e la sua violenza che ripagavo con altrettanta rabbia. Ho concluso che le reazioni che riusciva a indurre in me devono averlo parecchio divertito. Mi ha tenuto costantemente sotto pressione, mi ha isolata, umiliata e offesa. Gliel’ho permesso purtroppo. In dicembre sono riuscita parzialmente a sottrarmi al suo dominio. Dico parzialmente perché la chiusura della relazione non ha fermato gli atti persecutori già presenti durante la stessa. Ovviamente in maniera più minacciosa. In febbraio ho denunciato il sig. Perfido Narciso per stalking e mi sono affidata ai servizi di sostegno per le vittime di reato. Faccio molta fatica. I miei sentimenti sono un mare in burrasca e i sensi di colpa che razionalmente vedo come incongrui si presentano comunque ad altri livelli. Leggere questo ed altri blog mi aiuta a uscire dalla confusione mentale e a capire quello che mi è successo. Grazie. A presto

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  3. Il mio incubo…un figlio in comune. Stalking, molestie, persecuzioni mascherate..la legge non e’ ancora in grado di tutelare le donne vittima. Il pregiudizio nasce dal fatto che c’abbiamo fatto un figlio, quindi siamo colpevoli. La legge tutela il diritto alla bigenitorialita’ ma il male che ha fatto a me e che indirettamente fa ancora con la scusa del bimbo…nessuno lo riconosce.

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  4. Silvia, capisco che avere un figlio con una persona disturbata e pericolosa è un incubo. Visto che però è quello il contesto in cui devi muoverti, devi cercare di capire meglio possibile come funziona il tuo ex. La legge non potrà aiutarti gran che nel caso della gestione del figlio, perchè ci sono troppi limiti e parlare ad un giudice di un padre disturbato, se non ci sono prove solidissime, ti si ritorce contro e potresti persino peggiorare la situazione (alla fine passerai tu da pazza, e verrai accusata di alienargli la prole). Ma il vantaggio che hai nei confronti di queste creature, è che a queste dei figli in sè non gliene frega un piffero. Anzi, meno se li trovano tra i piedi meglio è. Ma devono avere la sensazione di avere controllo ed adorazione da loro. A volte, una buona strategia comunicativa ed alcune tattiche possono dare più risultati di una battaglia legale. E’ chiaro (ma è chiaro anche a molti avvocati) che un uomo/donna che si comporta in modo DISUMANO e profondamente AMORALE (e non parliamo di chiusura della relazione per, ad es, innamoramento con un altra/o donna/uomo) nella relazione con il proprio partner e genitore dei propri figli solitamente è un genitore nocivo. Però gli strumenti legali per tenere questi individui lontani dai figli non ci sono. Con questo bisogna fare i conti. Infatti, persino se ottenessi l’affido esclusivo, mai riusciresti ad evitare che tua figlia viva con il padre durante le visite e vacanze. E il problema è proprio quello, perchè anche tua figlia sarà invischiata nell’abuso. Mi sembra che più il genitore sano provi ad allontanare la prole dal genitore disturbato, più il disturbato voglia avvicinarsi alla prole (perchè? deve vincere!). In alcuni casi funziona la tecnica del darglieli il più possibile, di far loro capire che se volessero potrebbero persino tenerseli in casa loro come affidatari principali. A quel punto verrai accusata di farti i fatti tuoi, di essere una cattiva madre, di sfruttarlo come baby sitter, di non capire che lui ha da fare, deve lavorare e tu non collabori, ecc., e ti ritroverai con la figlia rispedita a casa tua il prima possibile. E’ una mossa rischiosa, per questo devi prima capire con chi hai a che fare. Fatti aiutare da qualche esperto in materia.

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