Fanatismi seriali

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La psicopatia è la radice psicologica del male. Capire cosa spinge gli psicopatici a entrare in azione offre un’inestimabile protezione emotiva contro quelli che vogliono procurarci un danno. Ci può anche aiutare a capire meglio questo sistema e mistificare il fenomeno storico. Destinato a un pubblico generale, il libro dello psicoterapeuta Steve Becker, The Inner World of the Psychopath: A definitive Primer on the Psychopathic Personality (Il mondo Interiore dello Psicopatico: Il Manuale della Personalità Psicopatica), decifra la psiche dello psicopatico e offre un contributo significativo non solo alla psicologia e al self help, ma anche alla storia e alla sociologia.

Gli psicopatici, sostiene Becker, costituiscono solo l’1% della popolazione umana. Nonostante la percentuale relativamente bassa, sono comunque in grado di provocare un danno enorme. Quando assumono la guida di dittature e regimi totalitari possono devastare intere popolazioni. Hitler, Stalin e Mao erano senza dubbio individui psicopatici. E’ difficile stabilire quale, tra loro, sia stato più nocivo all’umanità; quale il più malvagio. Tutti e tre hanno assassinato decine di milioni di persone. Eppure, come lo storico Timothy Snyder fa giustamente notare in Bloodlands (Terre di sangue, 2012), “Parlare di numeri può mitigare il nostro senso di orrore nei confronti dell’autore di ciascuna uccisione e verso l’irriducibile tragedia di ciascuna morte”. Mentre i numeri non riescono a cogliere la portata della sofferenza emotiva, ci forniscono comunque il sentore della dimensione del danno che gli psicopatici possono provocare.

Hitler era determinato a far sparire la razza ebrea dalla faccia della terra. Aveva anche programmato -e quasi vi riuscì – di assoggettare intere nazioni slave e baltiche attraverso l’occupazione nazista dei paesi dell’Est (Polonia, Ucraina, Lituania, ecc.). Snyder evidenzia che i civili uccisi dai nazisti sotto il regime di Hitler sono stati più di undici milioni, dei quali circa sei milioni sono stati gli ebrei sterminati nell’Olocausto. Anche se Stalin non ha preso di mira una razza particolare come ha fatto in modo scientifico Hitler, ha comunque provocato la morte per fame di cinque milioni di persone durante la carestia del 1930-1933, che iniziò nel Kazakhstan sovietico e si diffuse alla Russia sovietica e all’Ucraina. Pochi anni dopo, durante il Grande Terrore, Stalin colse un pretesto (l’uccisione di Kirov, nell’Agosto 1937), per spedire nei Gulag, con falsi addebiti, milioni di individui innocenti. Vennero assassinate 680 mila persone. La Rivoluzione Culturale di Mao -campagna culturale e agricola che non aveva alcun riguardo per la vita e la sofferenza umana- portò alla morte di trenta milioni di cinesi.

Stalin, Hitler e Mao: sono alcuni tra i più rinomati psicopatici che riempiono le pagine dei libri di storia. Quotidiani, telegiornali, riviste e news online ci informano sulle vicende dei serial killer psicopatici, come Ted Bundy, Charles Ng, Charles Mason o, molto recentemente, dei terroristi dell’ISIS: sadici che provano grande piacere a fare del male o a spingere i loro discepoli a distruggere esistenze.

Sono loro gli psicopatici dei quali si viene a conoscenza attraverso i media, ma Steve Becker ricorda che non è questa la tipologia che con ogni probabilità incontriamo nel corso della nostra vita. La maggior parte degli psicopatici non è costituita da dittatori influenti o serial killer. In realtà, fa notare, non sono nemmeno dietro alle sbarre in quanto non vengono sorpresi in atti criminali o violenti. Ma per certi versi gli psicopatici “ordinari” che facilmente si incontrano sono quelli più pericolosi. Possiamo trovarli nel vicinato o al lavoro; possiamo frequentarli intimamente o sposarli. Ci danneggeranno puntualmente, almeno dal punto di vista emotivo, ma spesso anche da quello finanziario e fisico e altrettanto puntualmente ci sfrutteranno. Leggere The Inner World of the Psychopath– un libro psicologicamente penetrante, succinto e scritto in modo magistrale- può aiutarci a identificare non solo i tratti psicologici degli psicopatici ma anche le tecniche di seduzione utilizzate nei confronti delle potenziali vittime.

Chi sono questi esseri umani senza cuore? Gli psicopatici, scrive Becker, sono “trasgressori consapevoli”. Tutti possiamo, a un certo punto delle nostre vite, far male agli altri: a volte in uno scatto momentaneo di rabbia, altre volte senza nemmeno un motivo. Di solito ci rammarichiamo. Gli psicopatici, al contrario, provano grande piacere a provocare sofferenza negli altri. Tutti abbiamo lati egoistici; ma l’egoismo, nello psicopatico, è la caratteristica principale. Questo attributo diventa più pericoloso quando è combinato al carisma e all’ascendente sessuale. Mentre professano amore, considerano le proprie compagne sessuali come oggetti da depredare. Spiega Becker, “Lo psicopatico mosso dal sesso usa quest’ultimo in modo manipolatorio e seducente. Naturalmente, il rovescio della medaglia è molto più inquietante; lo psicopatico può essere sessualmente degradante e abusivo perché, in fondo, ti considera un oggetto sessuale”. Lo stupro e l’omicidio costituiscono le manifestazioni estreme dell’oggettivazione di un altro essere umano. Mentre sono in pochi a stuprare e ancora di meno a uccidere, tutti gli psicopatici usano e manipolano gli altri senza avere considerazione dei loro sentimenti e bisogni.

Il controllo sugli altri – che prenda la forma dell’incantesimo lanciato su alcune vittime o della minaccia e della violenza- dà loro un senso molto simile all’onnipotenza e- semplicemente- li diverte. “Non dimentichiamo”, ricorda Becker, “che tu esisti per soddisfarlo. Quindi potrebbe scegliere di farti stare bene, nel qual caso darà il massimo per farti sentire in estasi. Al contrario, potrebbe preferire degradarti, abusarti e farti sentire umiliata. Indipendentemente da quello che sceglierà, sarà il suo divertimento ad aver la meglio su tutto”. Spesso lo psicopatico comincia con l’idealizzare una vittima. Durante la fase della seduzione, probabilmente, si divertirà a simulare e infondere amore romantico. Nel corso della relazione, tuttavia, spesso accade che si stufi e passi alle successive. Poi, passa a esercitare controllo in modo più negativo e minaccioso. Perché gli psicopatici oggettivano gli altri?

Gli psicopatici, spiega Becker, mancano di empatia, forse la qualità più idonea a renderci umani. Conseguentemente, non sono in grado di mettersi nei panni degli altri, elaborare l’altrui sofferenza come qualcosa di negativo che dovrebbe essere evitato, preoccuparsi in modo consistente del loro benessere.

C’è un dibattito aperto nel campo della psicopatologia se gli psicopatici nascano così o ci diventino. Becker crede che la risposta dipenda dai casi. A volte può essere una combinazione di entrambi i fattori. Purtroppo, ciò che è indubbio è che la psicopatia è incurabile, particolarmente nella fase post adolescenziale. Tentare di far sentire a uno psicopatico il tuo dolore attraverso la terapia, i farmaci o qualsiasi altro metodo sarebbe come voler far sentire la tua voce a una persona completamente sorda. La psicopatia è, per definizione, una profonda deficienza emotiva che ha implicazioni molto più serie di qualsiasi altra deficienza umana. La mancanza di empatia dello psicopatico si traduce nell’incapacità di amare e, ancora peggio, nella propensione a fare del male agli altri.

Sicuramente, garantisce Becker, gli psicopatici possono agire come se a loro importasse di alcune persone. Possono inscenare manifestazioni di devozione. Tuttavia, quello che sentono è sempre superficiale e rivolto a se stessi. Possono sembrare pentiti quando ti feriscono ma in realtà non si sentono rammaricati e, a parte quello che trasmettono al momento, la cosa non ha per loro un grande significato e, comunque, il comportamento non cambierà sulla lunga distanza.

Dal momento che alcuni psicopatici sono molto bravi a compartimentalizzare le proprie vite, possono prendere di mira qualcuno e comportarsi in modo amorevole con gli altri: per esempio, lo stupratore seriale che aggredisce sconosciute di notte ma poi torna a casa dalla famiglia e la mattina seguente si comporta in modo assolutamente “normale”. Becker trae la sola conclusione logica proprio dalla capacità di compartimentalizzazione: “Non tutti gli psicopatici manifestano la propria patologia con quelli più vicini. Ciò non significa, tuttavia, che lo psicopatico è tale verso le vittime e non psicopatico verso le non vittime. Lo psicopatico è uno psicopatico sempre, anche quando non manifesta la propria patologia. E’ psicopatico in quanto (stiamo ancora lavorando su questo tipo di mentalità) vittimizza e sfrutta qualcuno, non perché non lo fa con tutti. Quest’ultima asserzione è importante. Un rapinatore di banca è un rapinatore di banca anche se ne rapina una, non occorre che le rapini tutte”. Becker ricorre a questa analogia per spiegare che, come il rapinatore di banca può scegliere agenzie particolarmente vulnerabili, lo stesso il soggetto in questione fa con le sue vittime. Tuttavia, qualsiasi essere umano può essere vulnerabile in certi momenti della vita e per svariate ragioni. In realtà, nessuno è al sicuro se intorno c’è uno psicopatico.

A causa della loro mancanza di coscienza e inibizioni, gli psicopatici possono essere bugiardi molto convincenti. Spesso mentono senza alcun imbarazzo. Per loro, prendere in giro le vittime è una sfida eccitante. Queste ultime confessano che una delle caratteristiche chiave di questi personaggi è il carisma, almeno nella frequentazione iniziale, quando cercano di sedurre la preda. Becker evidenzia che non tutti gli psicopatici sono particolarmente carismatici, ma quelli che lo sono possono procurare un danno molto più grande. Anche quelli che non dispongono di particolare fascino, comunque, giocano la carta della seduzione con le lusinghe e il love bombing e cercano di far perdere la testa alle proprie vittime: qualsiasi espressione si utilizzi, gli psicopatici usano tutti i mezzi a loro disposizione per guadagnare influenza e controllo per poi usarli all’occorrenza contro le prede. Come spiega Becker “Studiano minuziosamente le persone, per valutare la loro propensione a essere vittimizzate”. Gli psicopatici sono, quindi, veri e pericolosi predatori sociali. Possono acquisire significato storico – con effetti devastanti sull’umanità- o, molto più comunemente, essere predatori che si approfittano delle loro vittime dal punto di vista materiale ed emotivo.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2015/07/22/review-of-the-inner-world-of-the-psychopath-by-steve-becker-lcsw/

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