Tornare a vivere

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Hai imparato a identificare i tratti psicopatici e i modelli di comportamento , nonché a individuare cosa sia stato ad attrarre lo psicopatico a te – e viceversa-. Abbiamo affrontato anche la questione dell’importanza del no contact di qualsiasi tipo, passivo o attivo, per essere in grado di guarire dalla relazione tossica. Diciamo che ora puoi riconoscere le caratteristiche della psicopatia e del narcisismo; stai mantenendo il no contact ma rimugini in modo ossessivo sulla relazione e in qualche modo ti senti ancora intrappolata. E, allora, cosa fare?

La mia risposta potrebbe sembrare circolare: devi fare tutto il possibile per andare avanti e voltare pagina. Più che pensare all’ex psicopatico, rendi la tua vita traboccante di interessi e attività; concentrati sulle relazioni con le persone che davvero tengono a te e ti sostengono; cerca di fare nuove, autentiche amicizie; ritrova l’energia di una volta e riversala nel lavoro o negli obiettivi di vita, anche quelli che puoi aver abbandonato durante la relazione tossica. Prendere atto della verità sullo psicopatico e sulla storia con lui è essenziale per poter lasciare alle spalle quella persona e i momenti trascorsi insieme. Tuttavia, rimanere ancorata al  passato e continuare a ruminare– alle spese di altre relazioni o altri obiettivi di vita- diventa un’altra prigione.

Anzi, potrebbe favorire lo sviluppo di tratti della personalità non desiderati , come la paranoia e la sfiducia estrema nei riguardi degli altri esseri umani. Vorrei citare, come esempio, il clima di sfiducia reciproca che si respirava sotto la dittatura di Stalin, in cui la gente accusava i componenti della propria famiglia e gli amici di dissidenza- o di tradimento verso la società comunista e i suoi  principi-mettendo l’uno contro l’altro. Questo fenomeno può verificarsi sempre e ovunque, anche se è più accentuato nelle dittature guidate da tiranni psicopatici.

Sì, è importante essere prudenti; prestare attenzione ai campanelli di allarme nelle nuove relazioni, o anche nelle vecchie;essere a conoscenza dei sintomi dei disturbi della personalità; allontanare tutti gli individui disturbati dalla nostra vita. Ma, quello che si deve evitare, è diventare patologici e vivere in un’atmosfera di paranoia puntando il dito versi gli altri a destra e sinistra e consumarsi nel sottostante disprezzo e nella sfiducia che caratterizzavano la relazione con lo psicopatico.

Voltare pagina vuol dire, come esortavano a fare Aristotele e gli altri filosofi greci, condurre una vita a tutto tondo; significa trovare supporto e documentazione su quello che ti ha riguardato, su questo blog o anche altrove, senza trascurare gli altri aspetti della tua vita- famiglia, amici, lavoro, obiettivi, sport, divertimento. Sono anche questi a liberarti dal passato doloroso e aiutarti a fuggire dalla prigione mentale. Perché tu possa tornare finalmente a vivere.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/07/07/moving-on-life-after-the-psychopath/

10 thoughts on “Tornare a vivere

  1. Ultimamente ho smesso di rimuginare sul rapporto, su di lui, ho anche smesso di cercare delle risposte e , sopratutto, di anelare alla conferma di ciò che credo sia successo alla fine, coperta dalle sue menzogne atte a colpevolizzare la sottoscritta e uscirne “pulito” .
    Però non riesco a ritrovare il mio entusiasmo e la mia vitalità, sono svuotata e non ho più desideri.
    Si è portato via la mia parte vitale, ciò che mi appassionava, la mia risata, la mia voglia di vivere.
    Vorrei solo ritrovare tutto ciò che ho perso di me stessa.

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  2. Stellina ti capisco, solo che io invece ancora non riesco a non pensarci di continuo. Non riesco a dare un taglio netto, a voltare pagina, continuo ancora a non perdonarmi di non aver parlato di più, di non aver detto, quest’ultima volta, quello che avevo capito. Forse non sarebbe servito, forse si, resterò per sempre con questo dubbio e questa incertezza è insostenibile. Resta il tarlo del “forse si poteva salvare la situazione” e ho la sensazione che non riuscirò a sopravvivere a questa storia, ma nel vero senso della parola.
    Anch’io non riesco più a trovare alcun senso e alcuna gratificazione in ciò che faccio.
    Per quanto mi riguarda penso non succederà più.
    A te auguro invece non solo di riuscirci, ma di ritrovare un senso ancora migliore e più importante. Della vita, dell’amore, del rispetto.

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    • Penelope cara, è passato troppo poco tempo ed è normale che tu ci pensi di continuo.
      Io all’inizio non riuscivo neanche a respirare senza di lui, ero uno zombie vivente, alzarmi dal letto era una fatica immane perché significava iniziare una nuova giornata senza di lui.
      Vedrai che il tempo ti toglierà ogni dubbio e tutti i sensi di colpa che ti senti addosso e starai meglio.
      Non pensare che non ti riprenderai, perché io sono certa del contrario.
      Sono “loro” che ci fanno sentire così, se indugiamo nel pensiero delle parole e delle dinamiche manipolatorie che hanno messo in atto durante il rapporto, credimi lo so bene.
      Sei una donna forte, intelligente e con tante risorse, starai meglio e sorriderai di nuovo alla vita.
      Ti mando un abbraccio.

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  3. E’ proprio così, sono loro che con gli atteggiamenti manipolatori ci hanno indotte a pensare che tutti i mali del mondo sono causa nostra. No!!!
    Non farti imprigionare da queste trappole mentali, le colpe, se mai ci sono vere colpe se una relazione si tronca, sono di entrambi. Punto!
    Il fatto è che ci lasciano nel limbo della disperazione a causa di una comunicazione squilibrata, fatta di silenzi e di cose non dette e quindi, noi che siamo persone normali, avremmo avuto voglia di parlare normalmente … anche fino all’esaurimento, ma parlare parlare parlare … loro invece smettono di farlo e spostano il dialogo sul non detto, li ovviamente siamo perdenti … ma chi non lo sarebbe? Non vogliono parlare e preferiscono evitarci, almeno il mio ha fatto così, è fuggito davanti agli ostacoli.
    Non è normale. Bello, facile e conveniente non discutere?!
    I codardi sanno perfettamente che così facendo ne usciranno vittoriosi … e no! Qui sta il bello di noi … resistere e sforzarsi di andare oltre anche se è tutto difficile, anche respirare lo era per me … senza di lui … Chi ti ama, non fugge davanti ai problemi, li affronta, cerca di trovare una soluzione e, se ci sono delle ragioni forti, ci si sforza di contrattare … “io ho sbagliato, ma anche tu”, “tu hai sbagliato, ma anche io” …. insomma si trova un compromesso se ci si ama, se si vuole mantenere in vita un legame … l’abuso psicologico, perché di questo si tratta, ci piega irrazionalmente e fa leva sul nostro sistema, compromesso, di dipendenza. E’ una trappola.
    Tu vorresti sottomettere l’altra persona con un “trucchetto” del genere?
    Io no, perché mi chiederei sempre se l’altro è rimasto con me per amore, per un desiderio profondo oppure perché l’ho deliberatamente condizionato.
    Se una persona rimane con me, il rapporto deve essere limpido, chiaro … nessun dubbio deve lambire la storia. Per questo è fondamentale parlare e chiarire. Ammettere gli sbagli e superarli insieme … come si può portare avanti una storia se alla base non c’è un dialogo sano ed equilibrato?
    Lo squilibrio ci rende ancora più deboli! Io voglio trovare la forza per essere forte, mi fa un male da morire il no contact, (da un anno e mezzo che non lo sento) … ma resisto a tutte le tentazioni di chiamarlo e provare a stabilire un contatto, resisto per me stessa e perché so che non ragionerebbe neanche dopo un anno, è fatto così e non posso cambiarlo, non guariscono queste “personalità”.
    Io mi auguro che viva di rimpianti per tutta la vita … si è perso me … che non sono affatto da buttare via … lui dice che è felice, ma non ci credo … faccia come vuole. Non ha capito che la vita è una e non ne abbiamo un’altra di ricambio … se per lui va bene così, va bene anche per me … pazienza … io mi lecco le ferite, porto a spasso per i negozi e per dove mi pare il mio dolore … lo tengo li, perché non va via, ma faccio altro … vivo con questa pena … ma vivo … forza penelope sei tutti noi e noi siamo tutte te … un abbraccio affettuoso.
    ps. io ho la sensazione di avere messo la chiave nella serratura e non saperla girare dentro … rosicavo per questa cosa … ora ho capito che l’importante non è girare la chiave, ma avere una chiave … il resto verrà da se …
    ps2. anche se sembro forte e appaio come una che l’ha superata non è così, combatto una guerra interna senza armi.

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  4. Non so se faccia parte del tornare a vivere, degli strumenti di salvezza, dei danni dello psicopatico, o di cosa, ma io mi sento molto indurita.
    Nel senso che provo pietà= 0 per i comportamenti “non coerenti”.
    Insomma alla fine, se non ci si può fidare di chi ti dimostra interesse, perché poi potrebbe rivelarsi diverso, quando noi cerchiamo appunto qualcuno che ci dimostri interesse…
    allora è un mettersi in difesa con i guantoni in guardia….
    Io non ci conto più ma non posso negare che sarei felice di trovare un’anima affine e non dico gemella, ma affine.
    Ma mi sono indurita, non credo più a nulla e nessuno.

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    • Ciao Penelope,
      non posso darti una risposta competente ma ti posso raccontare che a me succede più o meno lo stesso.
      Mi spiego meglio: io nei rapporti sentimentali mi sono sempre fidata dell’uomo con cui stavo, non concepisco l’idea di controllare o dubitare del mio uomo, non avrebbe senso il rapporto per come sono fatta.
      Dopo la truffa emotiva subita, essendomi fidata ciecamente di lui e avendo vissuto la relazione senza porre barriere salvifiche, farei fatica a fidarmi di nuovo di un uomo ma , al momento, il problema non si pone perché non provo interesse per nessuno.
      Ero abbastanza selettiva e poco incline all’innamoramento prima di incontrare lui, figurati ora.
      Non ti sei indurita, ti stai solo proteggendo.
      Non so se sarà così, questo potrebbe affermarlo solo uno psicologo, ma credo che un minimo di diffidenza ci rimarrà, come eredità lasciata dal narcisista.
      L’innocenza è perduta per sempre, per quanto mi riguarda.
      Un abbraccio

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    • Prima di incontrare lui ero due anni e mezzo single, dopo la fine di una relazione di tre anni “sana” e finita senza strascichi, stavo benissimo ed ero felice, avevo una vita piena.
      Non ho mai avuto la necessità di avere un uomo al fianco per essere felice.
      Lui è stata la mia “illusione” di amore assoluto, quello che non avevo mai provato in 40 anni di vita e nell’inganno sono stata felice davvero, il prezzo pagato è stato altissimo, però.
      Non lo so…penso che credere di nuovo in un rapporto d’amore mi sarà difficilissimo.

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  5. Stellina, grazie per la tua risposta . il concetto di perdita dell’innocenza nel nostro caso è davvero emblematico ed elevato all’ennesima potenza.
    Avere un uomo a fianco può non essere “necessario”, ma come ho già detto in altro post, io penso che davvero “la felicità è reale solo se è condivisa”.
    Il punto è che dovremmo, meglio dire vi auguro di -io mi sento fuori età oramai- incontrare un uomo che DIMOSTRI l’amore che dice di provare, un uomo che voglia “voler bene” e lo manifesti tanto da farci superare la diffidenza che non potrà più essere dissolta solo da promesse o abbracci.
    Buona domenica.

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    • Cara Penelope,
      se sei fuori età tu, lo sono anche io.
      L’amore non ha età e segue strade strane di incroci casuali del destino, questo lo credo ancora.
      Vorrei spiegarmi meglio riguardo al concetto che ho espresso stamane sull’avere un uomo accanto, la “necessità” era riferita al fatto che se l’uomo in questione non mi faceva stare meglio di quanto stessi da sola, ho sempre pensato:”meglio sola”!
      La vera felicità, come dici tu, è condivisa.
      Peccato che l’unico che mi abbia fatto provare una vera condivisione sia stato LUI, che poi mi ha pugnalato alle spalle e mi ha ingannato come sai e nelle modalità che tutte noi conosciamo.
      E ti assicuro che non è che non abbia avuto relazioni prima di lui, la mia vita è stata vissuta molto intensamente sempre, posso dire, però, che ho “amato” veramente solo lui.
      La cosa assurda è che io mi sono sentita “donna” in tutti i sensi (non pensiate solo dal punto di vista sessuale) solo con lui.
      Ma io sono quella donna a prescindere da lui, questo è il punto di partenza.
      E come lo sono io, lo siete voi e lo siamo tutte.
      Comincerei col fidarci di noi stesse e solo dopo, almeno parlo per me, si potrà pensare a condividere con un’altra persona la nostra bellezza interiore, sarebbe un peccato che andasse sprecata per aver incontrato quei personaggi aridi e anaffettivi.
      Ti abbraccio

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