Strategia dello struzzo

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Capita che ci lasciamo coinvolgere da personalità disturbate in quanto indossano una convincente maschera di salute mentale in grado di nascondere, in modo adeguato, la loro natura disadattata e le disfunzioni comportamentali. Tuttavia, abbiamo già visto come gli psicopatici e gli altri individui disturbati non possano mantenere a lungo questo travestimento. Le ragioni principali sono tre:

  • Non riescono a mantenere la linearità di tutte le bugie, le mezze verità, le incongruenze e le contraddizioni di cui sono piene le storie che raccontano a noi e agli altri e che, con il tempo, iniziano a farsi palesi;
  • Non si impegnano più tanto a mantenere la “facciata di cortesia” dal momento che la nostra quotazione, ai loro occhi, diminuisce una volta evaporata l’aria di novità e quando riescono a ottenere quello che vogliono;
  • Entrano nelle relazioni per esercitare controllo sugli altri; il che, inevitabilmente, trasforma i legami in rapporti sempre più abusivi e sbilanciati.

E’ ovvio che, dopo la fase della luna di miele, qualcosa ci abbaglia e non ci mette nelle condizioni di vedere  il sempre più chiaro disturbo di personalità che si nasconde nello psicopatico: è il potere della negazione. Sigmund Freud ha coniato il termine “negazione” per descrivere una situazione in cui una persona,trovandosi ad affrontare un fatto scomodo o difficile da accettare, lo nega o lo respinge nonostante le prove evidenti che sia realmente accaduto.  Con quale frequenza le persone coinvolte con gli psicopatici chiudono un occhio davanti alla chiara evidenza delle bugie e degli inganni? Quanto spesso giustificano le malefatte di questi signori, danno la colpa agli altri, trovano delle scuse, accettano bugie, proiezioni delle colpe e (falsi) pretesti? Quanto più una vittima ha investito nello psicopatico e nella relazione, e quanto più lui è riuscito a isolarla dagli altri, tanto più forte è il potere della negazione.

Come riporta Wikipedia, la negazione può prendere varie forme, tutte riconducibili allo stesso tipo di cecità volontaria nei confronti di una realtà non piacevole:

  • Negazione semplice: non riuscire a vedere le malefatte e la cattiva indole dello psicopatico.
  • Minimizzazione: sdrammatizzare le colpe dello psicopatico (per esempio, attribuendole all’immaturità, alla mancata perfezione dell’essere umano, a un semplice errore o alla cattiva influenza di qualcun altro su di lui, ecc.).
  • Proiezione: prendere atto del cattivo comportamento ma scaricarne le responsabilità su qualcun altro o qualcos’altro.

Nel libro Men Who Hate Woman and the Women Who Love Them, la psicoterapeuta Susan Forward spiega la negazione nei termini della rilevanza assegnata a cose e a comportamenti. Quando  si sta vivendo una relazione tossica, non importa quanto si soffra di dipendenza affettiva nei confronti di una personalità disturbata, tendiamo e mettere in evidenza gli aspetti positivi dello psicopatico e della relazione relegando in secondo piano tutto quello che è in grado di porre in discussione il quadro più roseo e ottimista a cui vogliamo credere.

Quelle che finiscono per essere messe in primo piano sono  impressioni soggettive, effimere e superficiali, come il fatto che lo psicopatico, occasionalmente, è in grado di renderci felici con lusinghe o regali; che, quando vuole (qualcosa), può essere affabile; che sembra in grado di lanciare un incantesimo su noi e sugli altri; insomma, che ci riempia di entusiasmo.

Tutte queste “qualità” non hanno niente a che vedere con ciò che conta veramente in una relazione: essere di animo buono. Quelli che si impegnano a lungo con uno psicopatico spostano necessariamente questo aspetto in secondo piano, dal momento che gli individui disturbati ne sono privi. L’unico modo per sopportare le continue bugie, gli inganni, i tradimenti, le manipolazioni e il potere esercitato su di noi è negare l’importanza dei fatti in grado di dimostrare come sia veramente lo psicopatico e, al contrario, focalizzare l’attenzione sulle sensazioni superficiali ed effimere collegate alle piccole (e finte) tenerezze che mette in pratica qualche volta. L’immagine falsa diventa più importante della sostanza reale.

Gli psicopatici fanno tutto quello che è in loro potere per mantenere salda la presa sulle proprie vittime: ingannandole, isolandole dagli altri, intimidendole e rendendole fortemente dipendenti. Ad ogni modo, il potere della negazione è la catena più resistente che ci tiene legate alla relazione tossica con una persona dalla innegabile natura maligna.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2012/04/05/our-strongest-chains-the-powers-of-denial/

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