Montagne russe

 

La vita con uno psicopatico si rivela presto una folle corsa sulle montagne russe. Pur mantenendo la calma anche in situazioni di stress pesante, è un soggetto in grado di garantire ansia perenne e alti e bassi all’estremo. Vediamo perché:

  • non essendo capace di attaccamento profondo, si stufa facilmente. Di conseguenza, sentirà bisogno di litigare e inscenare drammi nella tua vita ordinaria e, a volte, professionale.
  • Essendo affamato di potere e controllo, di solito vive più storie romantiche e sessuali nello stesso momento e crea gelosie, rivalità e diatribe che lo divertono e lo fanno sentire importante.
  • Mette in scena arbitrarie manifestazioni di potere dirette a mantenere viva la sorveglianza sui propri bersagli. Qualora se la prendesse in modo ragionevole e solo per giuste ragioni, non riuscirebbe a far valere la propria supremazia né, tanto meno, a sconvolgere psicologicamente ed emotivamente la vita di quelli che stanno intorno a lui. Gli psicopatici sono tiranni della propria, piccola famiglia o di un Paese intero. Che esercitino potere su pochi o su molti, il loro comportamento è simile, come analoghe sono le tecniche di mantenimento del controllo (inganno, lavaggio del cervello, isolamento, violenza intramezzata da piccoli favori e manifestazioni arbitrarie di potere che vanno dal nulla alla violenza fisica, al gaslighting, alla violenza psicologica e, in alcuni casi, anche alla morte.
  • Tuttavia, c’è un aspetto di questa corsa sulle montagne russe-i costanti alti e bassi, l’idealizzazione folle e l’amara svalutazione- che per le vittime è anche più dura da accettare: è difficile da comprendere, infatti, come sia possibile che qualcuno che si è così dedicato a sedurti, che non finiva mai di elogiarti, che ti faceva tutti quei regali romantici, che ti diceva “ti amo, piccola” molto più spesso di “ciao”, che sembrava perdersi nei tuoi occhi, possa, di punto in bianco, considerarti niente e nessuno; schernire il tuo aspetto, offendere le tue azioni e insultare la tua intelligenza; criticare e pugnalarti alla schiena e, soprattutto, detestarti come il peggior nemico della sua vita. Credo che questo drammatico e inspiegabile voltafaccia tramortisca seriamente le vittime, che iniziamo a domandarsi cosa avranno mai fatto di sbagliato.

La risposta, di regola, è che non hai fatto nulla di sbagliato. In alcuni casi, i complimenti e i regali erano manovre per ottenere ciò che si era prefissato: denaro, sesso o una copertura di normalità; in altri le lusinghe erano vere; nel senso di veramente insignificanti. Erano un segno che la caccia, per lui, era estremamente eccitante  e promettente. Sei stata (per un periodo di tempo) una priorità molto alta, vista la gratificazione immediata che la relazione con te poteva procurargli.

Questo non vuol dire, certamente, che non ti abbia tradito, mentito o che ti abbia trattato bene. Significa solo che si è preso la briga di ingannarti e coprire le sue vite segrete in modo più attento perché  era l’unica maniera di ottenere ciò che voleva. Non si sarebbe assicurato la tua fiducia, il tuo amore, il tuo impegno o i tuoi soldi senza farti credere che sarebbe stato affidabile e in grado di amare e di impegnarsi.

Gli alti del rapporto erano quindi riferibili al tempo impiegato per sedurti, venderti un’immagine finta e farti legare a lui; i bassi, al bisogno di controllo e sopraffazione e, più avanti, alla fase di scarto, quando finalmente è caduta la maschera e si è scoperto per quello che è. Può essere lui a lasciarti o potrai essere tu a lasciare lui; di solito, comunque, uno psicopatico non lascia mai per sempre, ma torna ogni tanto a tentare di succhiare altra energia e destabilizzare la tua vita.

La sua svalutazione verso di te è contraddistinta da tale amarezza e da così elevate dosi odio e, a volte, anche violenza, che la fine della relazione non può trovare spiegazione in un normale esaurimento del rapporto, né nel sopraggiungere sulla scena di un’altra preda promettente. Le coppie che si sono amate si possono allontanare e lasciare per compagnie più compatibili e fortune migliori; le coppie che non si sono amate si lasciano quando non sono più utili l’uno all’altro. Uno psicopatico va oltre e supera ogni limite di decenza: scarta le ex con odio e vetriolo tali da lasciarle di stucco.

La cosa si fa evidente quando gli psicopatici uccidono le ex e si liberano dei loro corpi come se fossero sacchi dell’immondizia. Per fortuna questo accade di rado e ne danno notizia stampa e tv. Ma senza arrivare a tanto, è comune che manifestino un astio inspiegabilmente forte nei confronti delle vecchie compagne, soprattutto quando sono loro a lasciarli.

E’ come se si sentissero doppiamente traditi: per essere stati respinti e per il fatto che non si risponde più all’irrealistico ideale della fase della luna di miele.  Proiettano sulle compagne la colpa del proprio calo di interesse. Cosa hai fatto di male per non piacergli più come all’inizio? Non sei bella abbastanza? O intelligente ? O ricca? O sufficientemente sexy? Dove hai sbagliato? Come hai potuto non capire come accontentarlo?

Non riuscendo ad assumersi alcuna responsabilità nella vita, uno psicopatico non darà mai la colpa a se stesso del malfunzionamento di una relazione. I colpevoli sono sempre gli altri o le circostanze. Come un bambino si stufa di una macchinina vecchia e la sbatte per terra quando non funziona più, così lo psicopatico distrugge le vecchie relazioni quando si stanca delle compagne. Mettere un punto a una relazione che non funziona non è sufficiente: è necessario distruggere quella persona e ciò che ha rappresentato per lui. Più si è idealizzate all’inizio, più in basso si cadrà ai suoi occhi quando, immancabilmente, la relazione si spegnerà. Odio e disprezzo riempiranno i buchi del suo cuore, che erano stati solo temporaneamente tamponati da desiderio poco profondo e da entusiasmo superficiale.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/07/14/a-crazy-roller-coaster-ride-life-with-a-psychopath-from-idealization-to-devaluation/

6 thoughts on “Montagne russe

  1. E’ tutto così complicato. Bisogna non cedere al bisogno di capire e andare avanti. Quando l’ emotività arriva forte e prepotente bisogna stare ferme. Aspettare che passi. Quello che è stato è stato, conta solo il momento, ora, e ora lui non conta più niente. No contact, assolutamente.

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  2. La mia relazione è durata 4 mesi effettivi, gli ultimi due sono stati di allontanamento. Non sono ancora in grado di capire che personalità fosse davvero: mi aveva aggiunto su Facebook è da lì ci siamo poi conosciuti. Già dopo il primo incontro, fui bombardato, tramite messaggio, di complimenti sulla mia bellezza che, per quanto piacevoli, mi spiazzavano un po’ ( sono tendenzialmente timido). È stato così per tutto il primo mese anche se nelle sue parlate intravedevo un certo bisogno di ammirazione quando mi raccontava di tutti i ragazzi che chiedevano di uscire con lei. Quando ci siamo conosciuti erano 2 mesi e mezzo che il suo ragazzo, di punto in bianco, era sparito ( pur vivendo nel suo stesso paesino di 7000 anime) e non aveva avuto neanche la forza di aprirle la porta quando lei (a suo dire) andò da lui per chiedere spiegazioni. Nel mio piccolo mi chiedevo, perché un’individuo che è stato al tuo fianco fino al giorno prima, dovrebbe fare una cosa del genere? È impazzito? Lei giustificava il tutto dicendo che aveva altre e che non volesse più interagire con lei perché altrimenti l’attrazione fisica lo avrebbe fatto capitolare di nuovo….avrò passato decine di ore a compatirla mentre mi raccontava di quanto questa esperienza le avesse fatto male, soprattutto nel momento in cui lei scopriva che un suo diretto familiare era stato colpito da un grave male e quindi sicuramente bisognosa di affetto. Ma sotto sotto mi chiedevo anche: se l’hai amato così tanto, come fai dopo 2 mesi a voler già cercare un altro? In non ce la farei…. Dopo il primo mese, però ho iniziato ad infastidirmi delle sue continue foto (semivestita o in palestra) sui vari social network, ho cercato di non darci troppo peso, ma sapevo anche delle tante persone che su Facebook la contattavano perché era proprio lei a dirmelo. Sembrava volermi stuzzicare a cercarla. Poi piano piano sono salito sulle MONTAGNE RUSSE, mi ritrovavo a dover discutere neanche io so di cosa, spesso e volentieri qualunque cosa dicessi c’era lei a mettere i puntini sulle ” i “. E se provavo ad esprimere in maniera pacata, come sempre,un punto di vista differente dal suo rispetto ad un argomento di cui si sentiva padrona (di solito tutti) partiva con critiche o “maniere” che non ci si sarebbe aspettati per così poco. Alla fine mi ritrovavo a camminare sempre in punta di piedi in sua presenza, per non scatenare la sua ira. Ho smesso di cercarla fisicamente, non riuscivo nel mio piccolo a fidarmi, soprattutto dopo quel che mi diceva…. più volte mi ha fatto presente che tale assenza di attenzioni fisiche da parte mia la mortificava ma non ha mai capito il perché all’inizio ci fossero e poi sono venute meno strada facendo. Alla fine, negli ultimi due mesi, ho compreso che qualcosa non andava, usciva sempre con “gli amici” per portare il cane e sui social postava le foto, io però vedevo solo un altro cane e sempre lo stesso amico. Da lì ho capito che forse dovevo ancor di più stare attento e alla fine, in un ultimo messaggio le ho detto tutto e ci siamo allontanati (ma non ho fatto menzione di questo tipo). Dopo un mese, si sono fidanzati😏. In lui, credo, avesse trovato un’altra fonte di compassione incondizionata ( io ero diventato troppo sospettoso e non ero più così aperto a darle l’attenzione che voleva). L’avevo già allontanata una volta, ma in quel periodo non aveva altri e torno da me con le lacrime, ed io mi sono fatto fregare. Questa volta non è più tornata, poiché aveva trovato il sostituto. Alla fine tramite conoscenze in comune mi è stata detta la giustificazione con cui l’ex l’aveva lasciata: “aveva un carattere bruttissimo e voleva organizzarmi la vita”. Per di più ho saputo che anche lui, come me, era un tipo molto silenzioso e pacato. Ad oggi mi chiedo che persona ho conosciuto davvero…Si è presentata a me come la Vittima candida, e poi l’ho vista avere atteggiamenti e dire cose che mi lasciavano sempre più perplesso. Sembrava dirmele con l’intenzione di “punzecchiarmi” con lo scopo forse di controllarmi, ma io più ne sentivo è più mi allontanavo.Non sono mai riuscito a capire fra l’altro, quanto fosse verità e quanto fosse bugia. Credo tuttavia che questo nuovo “fidanzato” (con me ci andava cauta a dare questo nome alla relazione) un giorno lo vedrò come il mio salvatore. Adesso sono ancora molto confuso nel tentativo di capire chi fosse davvero la donna che ho conosciuto…

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    • Si Mario, ed è grazie alla mia famiglia e agli amici (nonostante non la conoscessero di persona) se mi sono salvato. Un po’ però lo devo alla mia testa dura, che di fronte alla violenza verbale e alle critiche si impuntava invece di cedere al suo volere, tacevo ma mi legano le cose al dito e così quando lei mi chiedeva più “trasporto fisico” verso di lei, io non battevo ciglio. Alla fine lei si arrabbiava ancora di più ma non otteneva mai ciò che voleva ottenere, anzi, l’esatto contrario, mi allontanavo ancor di più. Tuttavia ho avuto comunque ripercussioni. Come puoi notare, sono qui a scrivere in cerca di risposte, di comprensione, perché lo stato di confusione in cui mi ritrovo, non me lo sarei mai aspettato. Un saluto.

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  3. La rabbia che esplode alla fine della relazione… qualcuno dice che è “normale” (ovviamente non parlo di chi si macchia di un delitto e sopprime l’ex partner o il “quasi ex” partner.
    Lui ora sta agendo così, con rabbia, poi noto che lo esaspera l’idea che gli altri sappiano cosa è accaduto (cioè che ci stiamo separando) e soprattutto sta davvero reagendo con fare rabbioso. Sto cercando di non incontrarlo.
    Io forse sono malata, psicologicamente parlando, ma invece di irritarmi, questa reazione mi intristisce, mi amareggia.
    Ma appunto mi chiedevo e vi chiedo, conoscete molte persone che reagiscano con britannico self control ad un abbandono?

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