La macchinazione dei sensi di colpa

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Durante la relazione con lo psicopatico si vivono emozioni probabilmente mai provate prima: gelosia estrema, bisogno di attenzioni, rabbia, ansia, paranoia e, soprattutto, sensi di colpa conseguenti a svalutazione e scarto. Se non fossi stata così gelosa, forse non mi avrebbe lasciato…Se non fossi stata così bisognosa di attenzioni, forse non mi avrebbe abbandonato…Se non avessi fatto…

FERMATI!

Quelle non erano emozioni spontanee. Sono state costruite ad arte dallo psicopatico per far sì che tu ti metta in discussione iniziando a dubitare della bontà del tuo carattere. Le vittime spesso perdonano, capiscono e si assumono tutte le responsabilità della relazione. Razionalizzando e giustificando la totale irragionevolezza del comportamento del compagno, non fanno che darsi scacco matto da sole.

Per esempio, è probabile che non siamo mai state gelose prima di stare con lo psicopatico. Anzi, ci vantavamo di essere morbide e dotate di sufficiente apertura mentale. Lui coglie questa sottigliezza e la usa magistralmente a proprio vantaggio. Durante la fase dell’idealizzazione esalterà quei tratti e non potrà credere a quanto tu sia perfetta. Non si litiga mai. Non ci sono discussioni. Tu sei così tranquilla rispetto a quella pazza della ex.

Ma dietro alle quinte si sta muovendo qualcosa: lo psicopatico si stufa molto facilmente e la fase dell’idealizzazione è divertente solo fino a quando non si abbocca all’amo. Una volta che ciò accade, i tratti positivi tanto osannati si trasformeranno in vulnerabilità, che lui saprà ben utilizzare contro di te. Iniettando nella relazione dosi sempre crescenti di veleno, provocherà situazioni assurde e poi ti accuserà di reagire in modo esagerato.

Siamo tutti d’accordo nel ritenere la gelosia un elemento tossico della relazione. Ma c’è un’enorme differenza tra la gelosia vera e quella costruita dallo psicopatico.

Queste due conversazioni telefoniche fotografano perfettamente la situazione:

Caso 1

Lui: Una vecchia compagna di scuola viene in città e se sei d’accordo vorrei vederla.

Lei: No! Perché hai bisogno di altre amiche? Hai me.

In questo caso la donna sembra aver problemi di gelosia. E’ un comportamento fuori luogo se lui si è comportato bene in passato.

Caso 2

Lui: La mia ex viene in città. Sai, quella pazza sempre ossessionata da me.

Lei: Povero, mi dispiace!

Lui: Forse più tardi andiamo a bere una cosa insieme.  Speriamo non ci provi, quando beve lo fa sempre.

Lei: La cosa mi fa lascia un pò perplessa. Possiamo parlarne di persona?

Lui: Perché, ci sono problemi?

Lei: No, nessun problema. Il fatto che hai detto che ci prova mi disorienta un pò. Ma spero vada tutto  bene. E’ bello quando gli ex riescono a rimanere amici.

Lui: Gesù, come sei gelosa a volte.

Lei: Mi dispiace, non volevo essere gelosa. Ero solo un po’ perplessa. Ne vogliamo parlare di persona?

Lui: La tua gelosia sta rovinando la nostra relazione e creando inutili drammi.

Lei: Mi dispiace! Dai, non parliamone più. Non volevo che il discorso prendesse questa piega.

Lui: Ok, perdonata. Dobbiamo risolvere questi problemi di gelosia.

In questo caso, lo psicopatico ha fatto tre cose: 1)ha messo la vittima in una situazione assurda che avrebbe reso gelosa chiunque, specialmente sapendo che la ex è pazza; 2)ha accusato la vittima di essere gelosa, nonostante quest’ultima abbia cercato di rispondere in modo ragionevole; 3)ha giocato a fare la persona comprensiva che passa sopra a un problema che, invece, è stato lui a creare.

Più frequentemente si verifica questo tipo di violenza psicologica, più ci domanderemo se abbiamo un problema di gelosia da risolvere.

Questa dinamica non si limita alla gelosia: per farvi un altro esempio, molte di noi si sentono bisognose di attenzioni durante la relazione con lo psicopatico: anche qui è tutto macchinato. Chi ha iniziato la discussione? Lui;  e quando si sarà rotto, ci accuserà di portare avanti un discorso che era stato lui a cominciare.

Anche qui, il bisogno di premure può essere tossico in una relazione. Ma c’è una grande differenza tra semplice voglia di affetto e dipendenza creata ad arte dallo psicopatico.

Caso 1:

Lui: Scusami ma stasera non ci sarò perché sono a cena da mia nonna.

Lei: O mio Dio, non ti vedo da tre ore, mi sembra assurdo. Mi auguro di ricevere dei  messaggi mentre sei lì.

In questo caso, qualcosa non quadra. Se lui si è comportato bene in passato non c’è motivo di  essere così appiccicosa.

 Caso 2:

Lei: Non ho tue notizie da tre giorni. Tutto ok?

Lui: Gesù, ho una vita anche al di fuori di te.

Lei:  Lo so ma mi sono un pò preoccupata perché sono abituata a sentirti tutti i giorni.

Lui: Sei troppo dipendente da me. Ho altre cose importanti da fare, non posso mica mollare tutto per starti dietro.

Lei: Mi dispiace, non volevo infastidirti. E’ stato il primo messaggio che ti ho mandato in tre giorni.

Lui: Così diventa pesante.  Non ho mai incontrato nessuna così bisognosa di attenzioni  nella mia vita.

Lei: Mi dispiace tanto. Non ti disturberò più.

Lui: Ok, perdonata, ma dobbiamo superare questo problema.

Si ripete lo schema precedente. In questo caso, lo psicopatico ha fatto tre cose: 1) ha messo la vittima in una situazione assurda che avrebbe reso chiunque bisognoso di attenzioni,  specialmente dopo le premure costanti della fase dell’idealizzazione; 2) ha accusato la vittima di essere eccessivamente dipendente da lui, nonostante quest’ultima abbia cercato di rispondere in modo ragionevole; 3) ha giocato a fare la persona comprensiva che passa sopra a un problema che, invece, è stato lui a creare.

Più frequentemente si verifica questo tipo di violenza psicologica, più  ci domanderemo se abbiamo problemi di dipendenza e di bisogno di affetto.

Dobbiamo capire che nelle relazioni sane e che funzionano, nessuno metterebbe mai l’altro in situazioni simili. I nostri limiti sono stati messi alla prova e abbiamo fatto il possibile, date le circostanze. Impariamo a non permettere a nessuno, nel futuro, di dirci chi siamo e cosa sentiamo.

Questo articolo è stato scritto da un’amica dallo pseudonimo “Peace”.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2012/03/21/how-the-psychopath-manufactures-our-emotions-by-peace/

12 thoughts on “La macchinazione dei sensi di colpa

  1. Già. Credo che chiunque abbia avuto a che fare con uno psicopatico abbia grande familiarità con questo meccanismo. La strategia è complessa, ma lo psicopatico la mette in atto in modo automatico, perchè quando lo incontriamo ha già testato più volte la sua strategia sul numerosissime altre vittime. Di solito, la prima parte del lavoro viene svolta dalla triangolazione ‘Ah come sono stato sfortunato con quella pazza della mia ex. Era gelosa, e non mi lasciava il mio spazio, per me vitale. Per fortuna che persone come te esistono.’ Prima lezione per la preda: ‘Meno chiedi, meno trasparenza pretendi, più sei desiderabile’. Poi lo psicopatico comincia a lasciare segnali di qualche contatto femminile (un contatto skype strano lasciato in bellavista, un email da una donna che apre nel momento in cui noi stiamo guardando, oppure una frase esplicita che ci mette in allarme). La vittima cerca timidamente di capire cosa sta succedendo – ancora non è neppure gelosa – e lo psicopatico ha una overreaction che allarma ancora di più la vittima. A quel punto cominciano gli attacchi diretti e le minacce alla vittima, che viene insultata con frasi di questo tipo ‘sei una pazza gelosa paranoica che vedi fantasmi ovunque’, ‘sei la donna più instabile che abbia mai conosciuto’, ‘sei gelosa perchè non hai nessuna autostima’, fino a ‘pensi che cerco altre donne solo perchè ti sei ingrassata, ma guarda che mi piaci lo stesso’ (due piccioni con una fava).

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  2. Cara Astra, per fortuna ho ritrovato un briciolo di lucidità dopo anni di buio. E’ stato l’attimo in cui ho capito che stava giocando con me come un gatto fa con un topo moribondo. Una volta che ho ricomposto il puzzle, tutto mi si è chiarito. Ho capito l’estrema pericolosità di questi individui, la profondità del loro disturbo mentale e comportamentale, la gravità dei traumi che infliggono alle loro vittime. Non avevo idea, fino a poco tempo fa, che persone così potessero davvero esistere. Ora so che non solo esistono, ma sono tra noi e socialmente nascoste (‘quasi’ del tutto). Il mio attuale obiettivo è proteggere me e mio figlio, riprendermi la mia vita il più in fretta possibile, ma anche, nel mio piccolo, fare qualcosa per aumentare la sensibilità delle persone alla psicopatia. Questo è l’unico blog in italiano che ho trovato, e ti ringrazio per il grande lavoro che stai facendo per tutti noi.

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  3. Sensibilizzare le altre persone è esattamente cosa mi sono sentita IN DOVERE di fare una volta realizzato cosa mi era capitato. Mi rendo conto che in italiano c’è poco e niente, devo dire grazie alla conoscenza dell’inglese per aver potuto leggere, capire,scrivere e dar vita a questo blog che reputo una forma importante di sensibilizzazione. Prima ancora di mettere in piedi il blog ho contattato diverse case editrici al fine di rendere fruibili questi contenuti nelle librerie ma evidentemente in Italia sono altri gli argomenti che interessano. Accontentiamoci di questo piccolo spazio sul web. Sono sicura che farà bene a molti. Relazioni Pericolose sta registrando centinaia e centinaia di visite giornaliere solo grazie ai motori di ricerca. L’opera di sensibilizzazione è in pieno svolgimento e sono orgogliosissima di ciò che sono riuscita a fare. Grazie, Giusi. Davvero.

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    • Ti sono davvero grata per questo tuo grande inpegno. Sono anche io orgogliosissima di te. Anche io mi sono presto resa conto che le risorse in italiano erano quasi nulle. Questo blog è una eccezione alla totale mancanza di informazioni su un problema che è molto piu sociale che individuale. Hai tutto il mio supporto. Spero che questo blog riesca ad aprire la strada anche ad altro. Temo che ci siano molte vittime di psicopatici (o personalità cluster B) là fuori che continuano a pensare che la loro è una relazione finita male come ce ne sono altre. Ancora di piu sono le vittime che non fuggono dalla relazione perchè non sono riuscite a capire qual è il problema reale. Questa è la strada per la sensibilizzazione. Se pensi che possa esserti utile in qualche modo nel tuo lavoro io ci sono. A tutti quelli che capitano in questo blog: se siete arrivati fin qui c’e la seria possibilità che abbiate un ENORME problema nella vostra relazione. Continuate a leggere, chiedere, tenere traccia dei danni e del dolore che vi è stato causato. Smettete di trovare delle giustificazioni per le cattive azioni altrui e mettetevi in salvo.

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  4. Mi rendo conto leggendo alcuni dei vostri commenti che io rispetto ad alcune di voi sono stata appena “sfiorata” dal problema. Eppure tanto e’ stato il dolore. Ho letto delle tue esperienze, cara Marina, su un altro blog (credo fossi tu) e sono rimasta sconvolta. Ieri sono stata davvero male. il tutto per dirvi che se in qualche modo posso aiutarvi nella divulgazione, ci sono anch’io. Astra vorrei suggerire, se posso, di pubblicare articoli in cui si intervistano, si riportano pareri di psichiatri ( come hai gia’ fatto con Secci e la Mammoliti). leggere le parole dirette degli specialisti colpisce chi legge ancora di piu’ e risulta molto efficace. un caro saluto

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    • Italia abbiamo la psicoterapeuta di Relazioni Pericolose Conti che interviene tutti i mesi con articoli appositi. C’è la rubrica fissa di Secci e ci sono gli interventi di Pedrazzi, oltre alle recensioni dei libri migliori sul mercato italiano e straniero.

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  5. Astra fai un gran lavoro in questo è con questo blog esauriente.Vorrei se credi possa essere utile darti una mano sia professionalmente (sono un avvocato)ma soprattutto in quanto vittima che ha vissuto l’inferno e che per uscirne ha dovuto capire leggere libri articoli e trovare motivi e forze per fuggire e salvarsi.detto ciò se credi fammi sapere come posso contattarti.in ogni caso :grazie e brava ,con tutto ilcuore

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  6. Grazie Marina. Tutti gli aiuti ovviamente sono ben accetti. Mandami pure il tuo indirizzo in posta privata. Nel caso si riuscisse un giorno a fare un team di professionisti ed esperti nella varie discipline per far fronte al fenomeno, più siamo, più validi siamo, meglio è. Grazie ancora cara.

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  7. articoli e testimonianze utilissime vi sono davvero grata. ogni giorno mi rafforzo recupero dignità. penso di poter dare un contributo positivo a chi sta vacillando e ho pensato che presto farò anche un bel discorsetto a mio figlio sul fenomeno. Io purtroppo non avevo idea dell’esistenza di queste persone, credo che puoi imparare davvero solo dopo esserti scottata, forse se avessi letto tutto prima non mi sarei resa conto veramente.in questo senso sì siamo delle sopravvissute. Mando a tutte/i un abbraccio (vero).

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    • Cara Michela, può capitare di non rendersi conto di cominciare (e mantenere) una relazione con una persona profondamente disturbata anche nel caso in cui si sia bene a conoscenza delle caratteristiche di questi disordini mentali e comportamentali. La cosa importante è che tu sia riuscita ad allontanare questo individuo pericoloso dalla tua vita. Hare, riconosciuto come l’attuale maggior esperto di psicopatia al mondo, racconta che più volte gli capita di non riuscire a riconoscerne uno. Essere capitati nelle loro grinfie ed esserci fatti spolpare non è affatto un indice di una nostra scarsa intelligenza o debolezza.

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