Narcisisti fino all’osso

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Gli psicopatici soffrono della forma più estrema di narcisismo. I narcisisti mortificano gli altri, o li dominano, per ottenere approvazione e sentirsi superiori. Di solito questi individui sembrano esattamente quello che sono: pieni di sé, snob ed egocentrici fino al ridicolo. Il narcisismo degli psicopatici, ben più serio e pericoloso, è meglio camuffato dalla maschera che indossano, almeno all’inizio. Questi individui mettono a tacere gli altri per schiacciarli. Non importa quanto incantevoli e modesti possano sembrare di primo acchito, il loro ego è sostenuto dalla vittimizzazione degli altri, inclusi – anzi, soprattutto- familiari, mogli, amanti e figli. Non si gratificano abbastanza dimostrando la propria superiorità; hanno bisogno anche di umiliare e ferire quelli che hanno intorno per sentirsi al comando.

Parlando dal punto di vista clinico, il narcisismo costituisce quello che Hervey Cleckley chiama, nel suo libro Mask of Sanity,egocentrismo patologico e incapacità di amare”. I narcisisti sono troppo centrati su di sé per poter concepire necessità e stimoli altrui. Gli altri sono visti come specchi su cui riflettere-e amplificare- l’immagine della propria grandiosità. Gli psicopatici non sono solo narcisisti all’estremo, vanno oltre. Per lo meno questi ultimi, esclusi quelli maligni, possono conoscere l’autocritica.

Gli psicopatici incarnano un narcisismo dai contorni mostruosi. Non hanno la profondità necessaria a provare il bisogno di un particolare tipo di amore personale. Come osserva Clekley, “Lo psicopatico è sempre contraddistinto da un egocentrismo incredibile, di grado non riscontrabile nelle persone normali”. (The Mask of Sanity). Inoltre, a differenza dei semplici narcisisti, vanitosi al punto da sembrare autocaricature, gli psicopatici non appaiono arroganti, egocentrici o presuntuosi. Mascherano il proprio ego e lo gonfiano abnormemente, come del resto camuffano tutti gli aspetti perversi e pericolosi della propria personalità. Si vendono come persone devote, affettuose e altruiste.

Tuttavia, osserva Cleckley, “Un esame più attento rivelerà sempre un totale e immodificabile egocentrismo. Questo, forse, può essere spiegato meglio sostenendo che esiste un’incapacità di amore oggettuale e che questa inabilità (nel caso di psicopatia marcata) sembra essere assoluta”. Cleckley collega l’amore oggettuale, o interesse verso l’altro, alla capacità di sviluppare empatia, senza la quale non si può capire cosa prova il prossimo; gli psicopatici non hanno remore a procurare agli altri mortificazione e sofferenza e nemmeno provano stimoli a renderli più felici. L’amore, o anche la bontà, non ci possono essere senza empatia.

Questo non significa che gli psicopatici non possano avere un debole per qualcuno. Ma si tratta di un affetto egoistico, passeggero e superficiale. In alcuni casi, si manifesta come un intenso, ossessivo desiderio di possedere un’altra persona. Cleckey garantisce che “(lo psicopatico) è pienamente capace di provare affetti casuali, simpatie e antipatie, nonché di provare stimoli che, comunque, sono sempre di limitata intensità”. Semmai dovesse sembrare innamorato o manifestare genuina devozione verso figli e genitori, sta fingendo.

Continua Cleckley: “E’ raro che lo psicopatico dimostri qualcosa che possa essere interpretato come amore oggettuale, anche da chi osserva le cose dall’esterno. La sua più completa indifferenza nei confronti delle conseguenze economiche, sociali, emotive e fisiche, nonchè degli altri disagi procurati a coloro che dice di amare, conferma la valutazione che gli studi psichiatrici hanno effettuato della sua condotta. Un uomo va giudicato dai fatti e non dalle parole, non va mai dimenticato”. Non potendo amare gli altri, gli psicopatici non sono motivati a cambiare carattere e comportamento. Conclude Cleckley: “Queste lacune comportano la quasi totale impossibilità, per loro, di sviluppare solidi rapporti emotivi e possono costituire una causa importante del fallimento terapeutico che, per quanto ho potuto vedere, è stato universale”.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/02/01/the-psychopaths-absolute-narcissism/

64 thoughts on “Narcisisti fino all’osso

    1. Affidarti a un buon psicoterapeuta che, se bravo, riuscirà ad arginare e contenere gli scatti e le crisi. La psicoterapia, pur non essendo risolutiva, è comunque in grado di apportare miglioramenti.

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  1. … che ovviamente ha un padre gravemente narcisista perverso e sociopatico??? dal quale mi sono separata tantissimi anni fa, ma che ancora fa tanti danni oltre quelli già fatti irrimediabilmente…

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    1. Giorgia, questi individui fanno danni a non finire, e non smettono. Non so come gestisci questo ex marito, ma l’ideale sarebbe non avere NULLA a che fare con lui, nè con la sua cerchia. Nessuna comunicazione, nessun contatto. Se il figlio è maggiorenne non hai ostacoli per questo.

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  2. Care tutte cara Astra e da molto che non scrivo pur seguendo sempre.mi e successo un fatto gravissimo un lutto vicino che mi ha devastato. E nei giorni di disperazione stordita dal dolore ho avuto l imprudenza di rispondere ad uno dei suoi messaggi spam che da 2 anni di no contact mi spediva periodicamente. Ero così mutilata che non sapevo più come drogarmi per non sentire la sofferenza. Ci siamo visti e capitolati. Non vi dico il livello in cui l ho ritrovato. Un narcisismo elevato alla massima potenza. Senza entrare nei particolari vi dico solo che mentre faceva l amore messaggiava alla sua fidanzata di ora.riscorrevo gli articoli del blog come in una pellicola veloce. Che ho sbagliato lo so ma per favore qualcuno mi dica che sono umana che non conta nulla quello che è successo che la mia dignità e solida che ha avuto il mio corpo ma non la mia anima. Ecco questo per tutte voi e l ennesimo esempio del loro livello della loro bassa essenza. Anzi vorrei che qualcuno mi dicesse che sono io che ho usato lui per lenire il mio dolore della persona meravigliosa che ho perso strappata da una malattia veloce e spietata. Che qualcuno mi dicesse che lui ha perso l ennesima occasione di rivalutarsi anche se so che a lui non tocca minimamente il concetto. E riuscito per fino a farsi dare da ” un amico”una casa sul mare dove vivere pur non lavorando. Quella sera ero così distrutta dalla morte che ho vagato alla ricerca di vita. Non mi bastavano le persone che mi vogliono davvero bene e che sono tante. Non trovavo pace. Che qualcuno mi dica che forse il contatto con il mostro e stato come ubriacarsi o comevingerire una pastiglia di ecstasy per non sentire il dolore. Ora sono come senza un braccio senza una gamba. Lui avrà l ego stellare per avermi rivista ma tra un po ricadrà nel vuoto. Mi ricerchera tra un mese un anno chissà. Ma voi pensate che tristezza di vita non sentire nulla. Io ho visto che lui non sente nulla. Si esalta con il sesso è con il niente. Con me non è in grado di portare avanti un discorso compiuto ti tocca approfittando della forte attrazione fisica. Qualcuno mi dica che non ho perso nulla pur con questo errore che ho fatto. Che la mia anima non diventerà dura come una pietra. Che questo episodio non mi cambierà che sono la bella persona di sempre. Io ho cercato un unione lui una rivincita. Un saluto a tutte. Riprendo a riguardanti dentro come se il no contact non fosse mai stato interrotto. Non è successo nulla. Ciao a tutte

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    1. Ciao Michela. Posso tranquillamente dirti che nei momenti di stress e sofferenza pesanti, come un lutto o una malattia che ci colpisce direttamente, possiamo rifugiarci e trovare conforto in un’altra nicchia negativa per “relativizzare” e rendere meno gravosa la fonte di sofferenza primaria. È un meccanismo di difesa ricorrente e normale. Diciamo che questo incontro è stato una sorte di “distrazione” di cui avevi bisogno. Il fatto stesso che si incastra nel contesto di una sofferenza più ampia, seria e profonda deve però aiutarti a relativizzare anche la fonte secondaria di dolore: che valore può avere un uomo che mentre “dà conforto” a una ex in difficoltà si scambia messaggi con la (povera) compagna attuale?

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      1. Astra grazie per le tue parole che come sempre arrivano puntuali. Certamente ho relativizzato all ‘istante. Io sono inclassificabile lui ignobile.
        Grazie della spiegazione psicologica mi lascia ben sperare che non sia una ricattura ma un momento mio di evasione per non pensare ad un dolore che mi segna significativamente.
        Mi è successo come hai descritto tu. Stordita dal bere con amici che mi avevano caldamente invitata ad uscire mi sono rintanata in quell inferno. Nella casa degli orrori. Ti scrivo poi a parte le ultime cose. Spero che aver condiviso questo possa essere un altro argomento di quello che può accadere a chi ha avuto un n.p. al proprio fianco. Penso sempre alla aiuto che ho ricevuto dal blog.

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  3. Cara Michela
    diversi anni fa mi sono trovata in una situazione simile alla tua. Nei momenti di fragilità a volte ci si lascia andare pur sapendo che non è quella la cosa giusta da fare.
    Questi uomini sono meschini, sono uomini da niente, pensando solo all’egoistico soddisfacimento dei loro bisogni.
    Mi spiace molto per l’altro dolore che stai vivendo, penso che sia già cosi forte questo, non farti ulteriormente del male cedendo o cercando quell’approfittatore.
    Pensa a te stessa.
    Un abbraccio

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  4. Io vorrei capire se mentre attuano queste trappole ne sono coscienti. Ovvero, il love bombinģ è tutta una farsa? Non pensano nulla di quello che dicono? Perché il “mio” durante questa fase ha ripetutamente corso rischi per vedermi e parlarmi (lui è impegnato… ovviamente), mi ha detto cose che non so come gli siano potute venire in mente se non fossero state vere.
    E la successiva svalutazione.. avviene consciamente?
    Io non ho avuto in mezzo episodi di violenza fisica per fortuna.. l’abuso sono stati i silenzi e le assenze… per 6 anni quasi.
    Mi chiedo questo non per giustificarlo, intendiamoci, ma per capire se almeno sappia cosa provoca, cosa perde… o quanto fa schifo anche. Grazie a chi vorrà rispondermi.

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    1. Gli schemi che siamo soliti usare per interpretare noi stessi e gli altri non possono e non devono essere applicati su quelli con un serio disturbo di personalità. Per esempio, i nostri “lo fa inconsciamente”, “non può dire questo se non è vero” ecc. proprio non valgono nulla quando si ha a che fare con individui che sono capaci di tutto. Davvero, sono capaci di comportamenti che per noi sono psicologicamente ed emotivamente impossibili. Vi faccio qualche piccolo esempio: a chi di voi verrebbe mai in mente che mentre state dando alla luce un bimbo, il vostro compagno e padre del bimbo (mentre finge di essere preso dall’evento) in realtà di nascosto da voi sta consumando le sue energie per organizzare incontri sessuali con una o più persone? a chi verrebbe voglia di convincere qualcuno che è la ragione della vostra vita e allo stesso identico momento convincere altre persone (una o più) che è la ragione della vostra vita? Oppure, a chi di voi verrebbe mai in mente di fare sesso promiscuo non protetto, e magari tentare il concepimento per il solo gusto del momento? Eppure questo è quello che chi ha un disturbo fa continuamente. La nostra logica emotiva, psicologica e morale NON si applica. Facciamocene una ragione.
      Dunque Firefox, questi comportamenti li fanno coscientemente? Si. Non sono frutto di rimozioni o di un problema del conscio/inconscio. Sono il frutto di un cervello che (letteralmente) non funziona come il nostro, e che li mette in una condizione molto diversa dalla nostra. Capaci di azioni abominevoli.

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    2. Il rischio di cui parli, a te sembra una prova di amore. Da un’altra prospettiva è fonte di divertimento e scarica di adrenalina. E poi la nozione stessa di rischio qui non si applica. Il rischio esiste fino a che esiste la paura di una conseguenza. Essere capaci di provare paura non è un costituente necessario degli esseri umani. Infatti in certi disturbi di personalità la paura è completamente assente. Il rischio (rischio per noi) è un gioco per chi non si cura delle conseguenze.

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    3. Giusy cara,
      sottoscrivo in pieno il tuo pensiero, non possiamo filtrare le loro azioni e le loro parole con i nostri schemi mentali che sono completamente diversi dai loro.
      E concordo col fatto che siano coscienti di mentire, punire, tradire.
      Però, a me sembra che tutto ciò che fanno sia concepito nella loro visione contorta della realtà, per la quale si creano anche degli “alibi” per uscirne puliti con loro stessi.
      Mi spiego meglio: quando effettuano uno scarto si giustificano considerando solo la nostra reazione e non il fatto che l’abbiano provocata loro, quando tradiscono si sentono in diritto di farlo perché noi abbiamo mancato in qualcosa (secondo loro), quando mentono è perché noi siamo paranoiche e non possono fare diversamente, quando dicono che siamo la donna della loro vita ci credono, magari per due ore, perché in quel momento siamo il rifornimento narcisistico di cui hanno bisogno.
      Io credo che mentano a sé stessi in primis, per questo è difficile che siano recuperabili.
      E, in ogni caso, liberarsi dalla loro influenza e presenza è indispensabile per uscirne.
      Ragionare su di loro è inutile e dannoso, però questa consapevolezza arriva col tempo, io ci ho impiegato circa un anno.
      Un caro saluto a tutti!

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    4. Pardon…mi correggo: “ragionare sui loro comportamenti, parole e azioni utilizzando i nostri schemi mentali, emotivi, morali è dannoso e porta alla dissonanza cognitiva.”
      Ragionare su di loro come facciamo è utile e salvifico.
      Perdonatemi, ho appena finito di scrivere una relazione e fare calcoli complicati…:D

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  5. “non ammette nemmeno lo scarto o la bugia, li copre con altre bugie. Lo scarto è sempre colpa di qualche fatto o persona indipendente dalla sua volontà.. e comunque non mi sta mai allontanando (!!!), le bugie sono sempre delle omissioni e in ogni caso anche quelle frutto di eventi su cui non può farci niente.” La bugia è pervasiva in questi individui. Serve a manipolare e a mantenere una maschera di normalità e di umanità. Mi dispiace molto Firefox di quello che hai dovuto vivere. Mi dispiace che tu sia stata utilizzata in modo immorale da un individuo che ha tutt’altro obiettivo che il tuo bene. Lui continuerà nel suo meccanismo, con o senza di te. Per loro tutti sono sostituibili. Ma spero proprio che continui senza di te.

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    1. Grazie Giusy, grazie di cuore. E’ la prima volta che qualcuno mi dice una cosa del genere – anche perché a parte un’amica fidata – sono l’unica depositaria di questo immenso dolore che mi sono portata e mi sto portando dietro. Lo sento come un abbraccio, e questo mi dà forza. Grazie, e ti auguro la stessa cosa.
      Ultimamente devo dire che mi sto riavendo, è stata un’iniezione di consapevolezza improvvisa questo weekend, dopo tanta debolezza: quello che ho e che non voglio perdere… me stessa in primis e gli affetti, poi il lavoro, le passioni e – perché no – la serenità anche nel silenzio o nei doveri. Non voglio che questo individuo continui a privarmi di tutto, anche con la sua assenza. Comincio a benedirla invece che a combatterla, a contare i giorni non per ricercare un contatto ma quelli della liberazione.
      C’è da dire che lui mi sta dando una mano avvallando proprio quello che dici, che tutti sono sostituibili, io, la sua donna ufficiale, un’altra… un giochetto perverso in cui siamo pedine inconsapevoli. Continua a seminare schifo… e ogni tanto ne vengo a sapere una, mio malgrado.
      Spero di riuscire ad affrontare al meglio un eventuale ricontatto (che spero non ci sarà, mai, ma tantomeno a breve), vorrei capire qual è il modo migliore di affrontarlo.
      Il no contact – che credo sia l’arma migliore per la testa – ho paura possa indispettirlo e renderlo più agguerrito nel cercarmi (l’ultima a scrivermi coi cellulari dei suoi famigliari e altre cose che non posso dire ora!!!) e che possa arrivare a qualche vendetta che potrebbe nuocermi. …spero di non dovermi più porre questa domanda ma se qualcuna di voi ha dritte, vi ascolto volentieri.
      E vi ringrazio tutte per il supporto… so che ci sarete nei giorni bui che presumo torneranno e anche se sono nuova sono anni che combatto inconsapevolmente questa cosa e spero di potervi dare una mano anche io.
      Un abbraccio.

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      1. Aggiungo, Giusy, “La bugia è pervasiva in questi individui. Serve a manipolare e a mantenere una maschera di normalità e di umanità”: bingo!
        Per lo scarto ha sempre avuto una scusa (ovviamente su domanda, perché penso anche che se io avessi mollato senza chiedere nulla sarebbe finita così da un giorno all’altro), e – udite udite – era sempre altruistica… Non mi addentro nei particolari ma è stato capace di mandare in clinica chiunque per malattie rare, analisi improbabili, cure impossibili. Non si dovrebbe dire, ma gli auguro che tutto quello che ha attribuito ad altri in maniera inverosimile e bugiarda gli si presenti dentro e lo faccia crepare tra atroci sofferenze.
        …e scusate ma quando ci vuole ci vuole!

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      2. La menzogna è insita nel loro DNA, la usano anche con sé stessi perché diversamente non riuscirebbero a mantenere la loro immagine grandiosa, a considerarsi degli esseri perfetti e il loro mondo artefatto imploderebbe.
        Dopo aver cominciato a pensare di aver avuto a che fare con un personaggio del genere, con grande sofferenza ho analizzato la relazione con altri occhi e, purtroppo, ho dovuto accettare che la bugia è stata usata in modo massiccio, sia nella fase del love-bombing, sia nella fase di svalutazione e poi nello scarto.
        Rendermi conto che quello che io ho vissuto come l’amore della mia vita, in realtà fosse una pantomima della quale ero un’ignara protagonista è stato devastante e tuttora, ogni tanto, ci penso.
        Però è stata la molla per farmi andare oltre, per buttare giù la statua a sua immagine che imperava in ogni situazione della mia vita ancor di più nell’assenza, e lasciarmi alle spalle questo capitolo della mia vita.
        Piano piano mi sto ricostruendo e non mi vedo più come “lo straccio vecchio” che lui ha gettato per terra, come se niente fosse.
        Un abbraccio e buona giornata!

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  6. buona sera ragazze, è da un po’ che non scrivo, non sono stata bene emotivamente …
    una ricaduta o non so cosa. Comunque pare stia passando lentamente.
    In questi giorni mi chiedevo anche io se le sue bugie fossero ascrivibili soltanto all’ultimo periodo o fossero costanti durante tutta la relazione lunga 9 anni. La mia psicologa mi ha fatto riflettere sul fatto che molto probabilmente all’inizio non sarà stato totalmente bugiardo, avrebbe dovuto mentire a se stesso e poi a me. Nove anni non sono nove mesi. Alla fine però si la sua bugia me l’ha “sputata” in faccia con grande rabbia: – ti lascio perché ho un’altra! Punto chiuso e ha messo giù il telefono.
    Né io ho provato a richiamarlo mai più. Se c’è un’altra, ho pensato, non posso fare più nulla. Non rincorro, non prego, non insisto. Ho chiuso anch’io … almeno formalmente con lui. Ho accettato il verdetto. Intimamente, poi, il mio percorso di dolore ha toccato punte devastanti con tutte le conseguenze che sappiamo, attacchi di panico, ansia, pianto, crisi isteriche, dissonanze, pensieri fissi, tranquillanti, insonnia, inappetenza … ecc. ecc. Mai più cercato, non ho neanche voluto chiarire, continuare a capire, mi sono data le spiegazioni assieme alla mia psicologa che mi ha seguita passo passo.
    Il suo filo conduttore era sempre quello di far filare tutto secondo la sua logica, solo sua … non logiche comuni, ma costantemente portate a giustificare i suoi comportamenti, tutto finalizzato a far quadrare le sue azioni, tutto subordinato al fatto che lui era il Dio, di tutte le terre emerse, e tutto quello che faceva era giusto.
    Noi comuni mortali invece sbagliamo qualsiasi cosa facciamo. Esseri imperfetti. Lui no. Giusto, probo e onesto.
    Oggi a quanto pare ha un’altra relazione oltre la povera moglie. Quando ho provato a dire alla mia psicologa che provavo gelosia, mi ha fatto un gran sorriso dicendo che invece lei vede molta insoddisfazione. Vero, altro che gelosia è insoddisfatto comunque, non vive bene, continua ad avere relazioni cosi.
    Io invece ho recuperato il rapporto con mio marito che con tanta pazienza mi sta aiutando a venire fuori da questo tunnel. Mi sento protetta e so con certezza che non vorrò mai più imbattermi in situazioni simili. E’ difficile uscirne e quello è stata un errore che mi è capitato. Figuriamoci trovarmi ancora in quel tipo di situazione. Ho sbagliato a vivere quella storia mio malgrado, ma ora so cosa è bene o male per me.
    Oggi apprezzo le cose normali, la quotidianità, il non dover avere sotterfugi, il non progettare niente, una vita normale fatta di semplicità, di mio marito, del lavoro, degli affetti, degli amici, delle passioni. Sono questa, quella che ho tenuto in ombra per nove anni. Ci penso a lui, ma so che ogni giorno è un giorno in più per la tanto attesa parola “fine” … arriverò a dire non soffro più ,.. sto bene … un anno e nove mesi e ancora non mi è passata del tutto. Aspetto.
    Scusate se mi sono dilungata .. fa cosi male che parlare con voi è l’unica alternativa.
    Un abbraccio a tutte.

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    1. Ciao Saretta cara,
      mi dispiace tanto che tu abbia avuto dei momenti difficili, capita e ti sono vicina.
      Per quanto riguarda l’uso smodato di menzogne durante la relazione, io intendevo che anche i “ti amo” giurati fossero in realtà una bugia, nel senso che per lui si intendeva : “ti amo in questo momento, dopo non lo so”.
      Sono capaci di innamoramenti anche intensi ma non passano mai alla fase successiva: amare.
      E ti assicuro che io ci ho passato sei anni (in due fasi intervallate da un anno nel quale comunque mi chiamava due volte a settimana),non pochi mesi e mi sono sentita amata, mi ha fatto passare anni da “sogno”, cose che a raccontarle non ci si crederebbe che poi si sia comportato con tanta indifferenza, freddezza e crudeltà alla fine.
      Perché l’amore può finire, però chi ti ha amato veramente non infierisce e anzi ti protegge dall’inutile dolore che lui ha provocato in me, facendomi credere di essere una donna con un equilibrio instabile, una pazza visionaria.
      Ma come ? Prima ero la perfezione fatta a donna, una Dea e poi sono diventata una squilibrata da allontanare?
      Per questo parlo di menzogne, la loro vita è una menzogna, la nostra relazione è stata una menzogna, mentono a loro stessi in prima istanza.
      E’ dura da digerire ma è così.
      Una volta metabolizzato questo concetto ho smesso di rimpiangerlo, di essere gelosa di lui e, con dolore, l’ho salutato e gli ho detto addio (dentro di me…lui non ha idea di tutto questo).
      Lui è stato un ologramma, il protagonista di un sogno che ho vissuto solo io.
      Ora ho voltato pagina e chiuso il libro…sperando di non riaprirlo mai più.
      Un caro abbraccio.

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  7. Si firefox è un piacere se Astra ci mette in contatto …

    Grazie per le vostre parole, Stellina, firefox …siete tanto care … oggi leggevo di Michelle Hunziker e quello che le è successo anni fa con una setta, in particolare con una donna che, proponendosi linda e pulita, nella realtà invece l’ha ingabbiata.
    Ecco, ho pensato che lei, come noi, sia stata vittima di plagio. La donna in questione si è presentata come “indispensabile”, poi l’ha irretita manipolandola a suo piacere, fino ad isolarla. Ebbene, io ho trovato molte analogie con quello che abbiamo vissuto con i nostri ex. Io mi sono sentita così. Con il suo love bombing, (io avevo vissuto un lutto pesantissimo) è riuscito ad insinuarsi nella mia ferita, ero debole e cercavo inconsapevolmente qualcosa per stare meglio, ero totalmente disorientata così mi sono affidata a lui che si mostrava perfetto, amorevole, completamente a mia disposizione, giorno e notte, mi lusingava, mi apprezzava, mi diceva che ero fantastica e avevo tutti i numeri per spaccare il mondo, insomma avevo trovato una stampella, io che ero devastata dal dolore del lutto profondo. Tutto calcolato probabilmente, strategia militare … riuscita. L’imbecille sono stata io a cascarci.
    Ecco provo vergogna per me stessa, che non ho capito che le sue belle parole erano un inganno. Come mi sento lo sa solo Dio e voi che siete nella mia stessa barca.
    Non riesco più a vivere senza ansia, dalla mattina alla sera sto così. Penso, ripenso e provo un fortissimo dolore, un dispiacere che non passa, nonostante il tempo trascorso. Mi ha plagiata, mi chiedo perché? Cosa avevo fatto di male? Non mi bastavano le pene che avevo attraversato? No, dovevo subire anche questo!
    Perché mi chiedo? Io che non sono capace neanche a fare male ad una mosca.
    Mi perdo davvero. Scusate ancora il mio sfogo.

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    1. Grazie Saretta… Astra, se puoi… grazie anche a te.
      Ho appena letto le tue parole e mi sono sentita un nodo allo stomaco… io la vergogna e i sensi di colpa li ho anche per l’ultima fase, quella in cui mi illudevo di aver capito e di poter essere razionale.. povera illusa! Mi ha manovrato come una marionetta fino alla fine.
      Oggi però è successa una cosa.. una incredibile coincidenza che non posso spiegare in “pubblico”. Sto assistendo dal di fuori allo svolgimento del “misfatto” e non posso astenermi dal provare un profondo compiacimento per essere ormai solo spettatrice del teatrino.
      Ho pena.. solo pena. Per l’essere che è e per le persone che sta ancora manipolando.
      Ma io sono fuori. Noi siamo fuori, Saretta!
      Dovremo fare i conti in eterno coi sensi di colpa per il male che abbiamo fatto a noi e a chi ci è stato sempre e onestamente accanto… ma possiamo svoltare. Non ricascandoci più, giurandolo a noi stesse… e recuperare… la vita è lunga… io ho tanti rimorsi e rimpianti legati al periodo buio ma non servono… serve rimboccarsi le maniche e ridiventare al 100% le belle persone che eravamo.
      Perché essere belle persone è il denominatore comune di tutte quelle che hanno vissuto questo orrore. Lo schifo sono loro. Vade retro.
      Ce la faremo, Saretta e le altre.. piano piano..
      Un abbraccio

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  8. Ce la faremo … spero, speriamo.
    Io di lui non voglio sapere niente, cosa fa, con chi sta … niente, tutte le volte che per mia sfortuna ho indirettamente sue notizie sto male per giorni. Figuriamoci se dovessi sapere pedissequamente i fatti della sua vita. Vade retro! Come dici tu!!!
    Non si tratta di chissà che, è solo una questione di autoprotezione, so per certissimo che tutto ciò che lo riguarda è negativo e dannoso per la mia esistenza, quindi sto lontana da tutto quello che potrebbe ricondurmi a lui, fosse anche solo notizia.
    Rinnovo i miei grazie ad Astra e a tutte voi.

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    1. Anche io non voglio avere nessuna notizia e da quando evito accuratamente un luogo in particolare, in cui sono sempre andata per fare uno sport che amo, nel quale so che lo incontrerei…sono riuscita ad evitare di avere sue notizie anche casualmente da amici in comune.
      Mi sono anche cancellata da facebook e a tal proposito mi è venuto in mente un episodio significativo: esattamente un anno fa, dopo un paio di settimane che era finita e io ero devastata, nella fase del dolore più acuto, quella che ti impedisce anche di respirare, lui è partito per il viaggio che avevamo progettato insieme, sostituendomi con un suo amico.
      E su fb mi sono trovata un post del suo amico(contatto in comune) con tanto di foto del viaggio…è stata una coltellata e la consapevolezza che mentre io passavo le pene dell’inferno, lui era tranquillo e sereno come se io non fossi mai esistita.
      Infatti, per lui, non sono mai esistita nel vero senso della parola ma io non potevo saperlo, ancora non avevo consapevolezza di aver avuto a che fare con un narcisista.
      Per quanto riguarda i sensi di colpa, io sono campionessa mondiale, però in questo caso, me li sono piano piano scrollati di dosso perché non credo che ci si possa imputare la colpa nell’essere state truffate nei sentimenti.
      Il loro modus operandi è dare la colpa agli altri per deresponsabilizzarsi, accollando a noi un fardello talmente pesante che ci impedisce ogni movimento.
      Eh no, io quel fardello lo sto alleggerendo e mi muovo sempre meglio, non mi guardo più con la sua lente distorta, sto cominciando a rivedere la mia vera immagine, la mia essenza.
      Non lo odio, non potrei mai e, tra l’altro, sarebbe dannoso perché il rancore non mi appartiene ed in un certo senso mi terrebbe legata al suo ricordo.
      Una cosa è certa, la mia rivalsa sarà semplicemente ritornare la donna che sono sempre stata, sarà sorridere alla vita, essere perlomeno serena se non felice, permettergli mai più di tornare e non dargli la soddisfazione di avermi distrutto e, soprattutto, non fargli pensare che sono in attesa di un suo cenno struggendomi d’amore per lui.
      E che quando mi capiterà di incontrarlo, gli basterà guardarmi negli occhi per rendersi conto che non ha più alcun potere su di me.
      Vi auguro un buon fine settimana!

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      1. Buongiorno Saretta e Stellina,
        ognuno di noi ha il suo modo di affrontare le cose e il suo vissuto.
        Io adesso come adesso non mi priverei mai di fare qualcosa che amo per paura di incontrarlo, ma ci sono sicuramente state situazioni in passato in cui l’ho fatto… e nelle quali lui invece si è presentato spavaldo – anche se avrebbe avuto più senso la sua assenza che la mia – e visto che non si faceva da parte, l’ho fatto io. Anche quegli episodi rientrano nei campanelli d’allarme che non ho voluto sentire… non si è mai sacrificato per me, mai.
        Ora a quegli eventi ci andrei, al massimo della forma e con gli occhi che gli dicono “non vali niente”. Ora li ho… quelle volte passate purtroppo no.
        Io lo odio, sì. E nemmeno di me fa parte l’odio… non provo rancore né ho cattivi rapporti con nessuno, ma a lui non gliela perdono. Non so se questo sia positivo o negativo, se riuscirò mai a scivolare nell’indifferenza… non lo so e adesso non ci penso. L’importante è che non abbia il desiderio di averci ancora a che fare… l’idea che mi parli mi infastidisce, che mi tocchi mi ripugna, così come che mi guardi con i suoi occhi vuoti e falsi… e per ora mi basta così.
        I sensi di colpa li ho per la mia persona, che ho svalutato io per prima prestandomi ai suoi giochetti, non riuscendo – soprattutto nell’ultimo periodo in cui bene o male avevo capito con chi avevo a che fare – a staccarmi in tempo. E soprattutto li ho per le persone a cui più o meno consapevolmente ho fatto subire questo rapporto… il discorso sarebbe lungo ma mi sono detta chr oramai quello che è fatto è fatto. Gli errori non si possono cancellare, ma si può porre rimedio ridiventando quella che ero in primis, conscia pra di tante cose e quindi anche migliore, per me e per tutti gli altri.. uno escluso.
        È bello confrontarsi con voi, ragazze, mi siete di grande supporto.
        Unabbraccio a tutte.

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      2. E’ vero, ognuno ha le sue modalità per affrontare questo trauma, il suo vissuto e non esiste una ricetta universale, tutte noi troviamo il “nostro” modo.
        Per quello che mi riguarda, a differenza di molte di voi, ho preso consapevolezza solo tre mesi dopo la fine della relazione…perché c’erano cose che non mi tornavano.
        Volendo sono stata la più “cretina” dell’Universo, mi sono talmente colpevolizzata per questo che inconsciamente ho punito me stessa per mesi e mesi.
        Dopo ho fatto un percorso più costruttivo anche se doloroso, ho rivissuto tutta la relazione analizzandola con gli occhi della consapevolezza razionale e nel tempo ho acquisito anche la consapevolezza emotiva.
        Dopodiché – non ridete – gli ho scritto una lettera di Addio che, ovviamente, non gli ho mai spedito e ho cancellato il suo numero dalla mia rubrica ( ancora lo conservavo anche se non lo usavo), da lì ho cominciato a staccarmi dal pensiero ossessivo, dai ricordi e da tutto ciò che riguardava “noi”.
        E non odiarlo, superare la rabbia che provavo, perdonandolo è stato un dono che ho fatto a me stessa, perché perdonando lui, sono riuscita a perdonare anche me stessa.
        Io sono molto rigida nei miei confronti, me lo disse una psicologa, che mi devo perdonare più spesso ed accettare che posso fare degli errori senza per questo giudicarmi troppo severamente.
        Una precisazione: ho perdonato ma non ho dimenticato!
        Baci Firefox, Saretta e a tutte voi care amiche!

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      3. Cara,
        ti capisco e se lo perdonerai o meno sarà una cosa intima tua.
        C’è chi preferisce il perdono e chi no.
        L’importante è che li abbiamo visti sotto la loro vera luce e non permetteremo loro mai più di farci del male, di riavvicinarsi a noi.
        Questo prescinde dal perdono.
        Anche io sarei potuta finire male se non avessi una forza interiore che neanche io immaginavo di avere.
        Questa è una consapevolezza importante, sono una donna forte!
        Siamo donne forti!
        Mi concentrerei su quello e non sulla pochezza della persona che ci ha stuprato l’anima.
        Un abbraccio.

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      4. Ah, un piccolo particolare insignificante: mi ha ricoperto di regali bellissimi, di valore e azzeccati (cosa che difficilmente appartiene al sesso maschile).
        Non li ho buttati e li porto con me, senza nessun legame con lui.
        Anche in questo sono diversa.
        Ma non per il valore economico, solo perché sono stati parte di me e non li ricollego più a lui.

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      5. Fino a poco tempo fa cercavo in vari modi di avere sue notizie. Sapere come stesse, fondamentalmente. Finchè una persona non mi ha risposto “a me sembra che lui stia bene. Sei tu che devi cercare di stare bene”. E aveva ragione.
        Ora ancora un briciolo di curiosità ce l’ho ma la prendo per quella che è.
        Gli ho scritto varie lettere che – per fortuna!!! non ho spedito. Ora so per certo che non sarebbero servite a nulla. Come quelle che gli scrivevo nella prima fase della separazione, quando ancora nutrivo la inutile, ingenua, sciocca speranza, che le cose potessero riaccomodarsi. Le prendeva, le leggeva, me le restituiva subito: non c’era nulla da dire.
        Alla fine mi resta solo una faccenda sulla quale provo una forte rabbia nei suoi confronti e questa ancora non mi passa. Per il resto gli auguro sempre di stare bene.
        Non voglio più neanche sapere se quello che faceva lo faceva consapevolmente, con cattiveria, semplicemente perché indifferente.. credo solo egoismo allo stato puro, io prima e sopra tutti, “io sono io e voi non siete…. ” (il resto lo sapete).
        Ora sto meglio, non sono felice, non credo riuscirò ad esserlo mai più, ma sto meglio. Mi sembra ancora una cosa strana quando parlo con le persone e riesco ad intavolare un dialogo “normale”, rispettoso, piacevole, uno scambio costruttivo.
        Vi abbraccio tutte, ma consentitemi… ROSALBA! batti un colpo!

        a presto

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      6. Cara Penelope,
        mi ha colpito molto la frase che hai citato: “Io sono io e voi non siete un….”, il personaggio con cui ho avuto a che fare, la menzionava spesso quando mi raccontava di situazioni che lo riguardavano ed era riferita ad altri uomini, amici etc.. rispetto ai quali si sentiva superiore.
        Hanno dei cliché abbastanza simili, spesso ritrovo nei vostri racconti analogie pazzesche con la mia relazione.
        E’ bello confrontarsi e vi ringrazio per questo.
        Dimenticavo, la persona che ti ha dato quel saggio consiglio è sicuramente una grande risorsa per la tua vita, mi fa piacere perché non sempre le persone attorno a noi riescono a darci i consigli giusti e a vedere la situazione per quello che è.
        Ti mando un abbraccio e buona giornata a tutte!

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    2. Cara Giusy,
      io l’avevo interpretato come un consiglio di una persona amica che avesse compreso la situazione e stesse spronando Penelope a pensare a sé stessa e a disinteressarsi del benessere di lui, in senso positivo.
      Però è possibile, anzi probabile, la lettura che hai dato tu…non ci avevo proprio pensato.
      Magari Penelope ci illuminerà in merito.
      E’ tutto vero quello che hai descritto per quanto riguarda l’immagine distorta che ci appiccicano addosso dopo la fine: pazze, gelose, instabili etc…, per quello io ho tagliato i ponti con una situazione, seppur a malincuore, che faceva parte della mia vita e frequentavo anche prima di conoscere lui, perché era quello lo “spazio” comune in cui ci siamo conosciuti e abbiamo condiviso con altre persone.
      E’ stato difficile rinunciare a qualcosa a cui tenevo e tengo, però l’ho fatto per tutelarmi e potermi riprendere senza dover anche avere “voci esterne” che mi avrebbero potuto (ipoteticamente) destabilizzare ulteriormente, rallentare o bloccare il mio recupero.
      Perché il silenzio, lo stesso che inizialmente è stata un’arma che lui ha usato per controllarmi, manipolarmi, punirmi e distruggere la mia identità, alla fine si è rivelato uno strumento di salvezza per me, non sentirlo, non sapere più niente, non frequentare più nessuno che mi potesse parlare di lui, cancellarmi da fb…è stata la cosa migliore che abbia fatto per me stessa negli ultimi anni.
      Buona giornata a tutte.

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  9. Io ho una lettura diversa di quello che Penelope si è sentita rispondere dall’amica. Non dimentichiamoci l’assunzione che occorre sempre tenere in conto quando si ha a che fare con un individuo disturbato: c’è sempre in atto una massiccia campagna denigratoria contro la vittima, durante e soprattutto dopo la fine della relazione. La vittima viene SEMPRE rappresentata in modo estremamente distorto, di solito come una pazza ossessiva gelosa apatica depressa incapace di amare avara perennemente insoddisfatta ecc. La vera vittima è lui. Lui è quello normale e sano, la vittima vera è invece quella anormale e ‘malata’. Non conosco la situazione specifica in cui Penelope ha raccolto quella frase, ma nel caso fosse capitato a me lo avrei interpretato non come un saggio consiglio ma come una frase piuttosto tossica, alla quale i sopravvissuti non dovrebbero mai esporsi. E questo non perché chi la dice ci vuole offendere (anzi magari è qualcuno che ci vuole bene), ma perché è una frase che mostra come chi la dice non abbia la più pallida idea di quello che la vittima sta passando (nella migliore delle ipotesi) o addirittura rappresenta il buon esito della campagna denigratoria di cui siamo oggetto. Lui sta bene tu no, lui è ok, tu sei quella che ha un problema (victim blaming?). Il no contact è una strategia necessaria e autoprotettiva che include anche tutte le persone in qualche modo relazionate a lui. Chiedere a chi lo conosce notizie di lui è una mossa che ci si ritorce contro, perché non fa altro che radicalizzare negli altri tutte le voci su di noi che lui mette in circolazione.

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    1. Cara Giusy,
      io l’avevo interpretato come un consiglio di una persona amica che avesse compreso la situazione e stesse spronando Penelope a pensare a sé stessa e a disinteressarsi del benessere di lui, in senso positivo.
      Però è possibile, anzi probabile, la lettura che hai dato tu…non ci avevo proprio pensato.
      Magari Penelope ci illuminerà in merito.
      E’ tutto vero quello che hai descritto per quanto riguarda l’immagine distorta che ci appiccicano addosso dopo la fine: pazze, gelose, instabili etc…, per quello io ho tagliato i ponti con una situazione, seppur a malincuore, che faceva parte della mia vita e frequentavo anche prima di conoscere lui, perché era quello lo “spazio” comune in cui ci siamo conosciuti e abbiamo condiviso con altre persone.
      E’ stato difficile rinunciare a qualcosa a cui tenevo e tengo, però l’ho fatto per tutelarmi e potermi riprendere senza dover anche avere “voci esterne” che mi avrebbero potuto (ipoteticamente) destabilizzare ulteriormente, rallentare o bloccare il mio recupero.
      Perché il silenzio, lo stesso che inizialmente è stata un’arma che lui ha usato per controllarmi, manipolarmi, punirmi e distruggere la mia identità, alla fine si è rivelato uno strumento di salvezza per me, non sentirlo, non sapere più niente, non frequentare più nessuno che mi potesse parlare di lui, cancellarmi da fb…è stata la cosa migliore che abbia fatto per me stessa negli ultimi anni.
      Buona giornata a tutte.

      P.S.: Scusate la ripetizione del commento, lo avevo inserito nel posto sbagliato! 🙂

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      1. Certo Stellina, il mio non voleva essere un commento per mettere in dubbio la buona fede di chi ha detto quella frase. Volevo solo sottolineare come l’unico efficace modo per proteggersi è proprio il silenzio di cui parli tu. poichè queste persone sono ‘socialmente nascoste’, ovvero mostrano solo ciò che vogliono e con enorme controllo, useranno di volta in volta la maschera più appropriata per vincere. di solito, quando vengono smascherati da un partner ufficiale, mettono la maschera della vittima ‘sana’ di un/a pazzo/a. Fanno vedere che sopportano il dolore causato dal/la pazzo/a con grande dignità e cosí si sentiranno anche lodare per essersi rifatti presto una vita (poverini, era proprio ora che trovassero qualcuno capace di apprezzare il loro grande valore). Più o meno questo è il copione che Può ripetersi più volte. L’unico modo per difendersi dalla campagna denigratoria e per far venire dei dubbi a chi lo conosce che le pazze non siete voi è non parlare MAI di lui con chi è entrato in contatto con lui. Non reagire mai a chi viene a parlarci di lui e anzi evitare ogni contatto con personaggi della sua cerchia.

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      2. Sono d’accordo con te, cara Giusy.
        Per mia esperienza, all’inizio avevo il desiderio di sapere come stesse e ringrazio la vocina interiore che mi diceva di non farlo, di non chiedere a nessuno di lui.
        E’ stata la consapevolezza e l’accettazione di aver avuto a che fare con un personaggio del genere che mi ha portato a non sentire nessuna necessità di avere sue notizie e a disinteressarmi della sua vita, di eventuali sue nuove relazioni, etc.
        Però ci sono voluti parecchi mesi, quasi un parto! 🙂
        Succede a tutte, ad un certo punto…credo!

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    2. Cara Giusy,
      devo dire che non avevo pensato alla lettura che tu hai dato e spiego il motivo, anche se è plausibilissima. Ricordo che già a me direttamente lui ha detto più di una volta di ritenere che io non stia bene, lasciando intendere nel senso di equilibrio personale.
      La persona in questione non è una persona con cui lui sia (credo) in grande confidenza ma va anche detto che lui di tanto in tanto con il suo grande “humor” usava fare battute anche in presenza di questa persona (la donna di servizio, per farla breve, che continua a lavorare per lui adesso).
      Sicuramente lui farà operazione di denigrazione nei miei confronti, questo l’ho messo in conto. Questa signora tuttavia mi ha sempre dimostrato grande vicinanza ed io l’ho letto come un consiglio per farmi notare che lui se la sta cavando alla grande e che io devo smettere di preoccuparmi.
      Detto questo sono d’accordissimo sul fatto che si debbano interrompere tutti i rapporti con le persone circostanti e con questa signora in realtà ho mantenuto i rapporti anche per questioni di lavoro perché ha continuato a fare delle cose per me e ritengo che finora sia sempre stata leale. Ma indubbiamente è uno stillicidio che non fa bene e oltretutto, stante la umana variabilità, non si sa mai divenga, suo malgrado, una fonte di informazioni per lui, cosa che intendo evitare accuratamente.
      Avete pienamente ragione… il taglio deve essere netto e completo.
      Grazie

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      1. Magari questa Signora è davvero fidata e meno manipolabile di tanti altri “amici”.
        Te lo dico perché io ho visto e ascoltato una persona che magari, non aveva una laurea, il master e le abilitazioni che ho io, però è stata molto più “sveglia” di me dal punto di vista di quella che io chiamo “intelligenza emotiva”.
        Io sono sempre stata (fino a poco tempo fa) estremamente ingenua e bendisposta nei confronti del prossimo.
        Ho sempre pensato bene e mi sono fidata di chiunque, fino a prova contraria.
        Ho alle spalle una famiglia molto unita, dei genitori meravigliosi, non ho avuto traumi infantili…a differenza di quello che si dice delle “vittime” dei narcisisti.
        Per cui, diffida se è il caso, non a prescindere.
        Certo, magari evita di raccontarle cose che ti riguardano ed esclusivamente per il tuo bene: smetti di preoccuparti di lui e di chiedere come sta…anche se capisco che tu lo faccia perché sei una persona empatica e vorresti che stesse bene.
        Un caro abbraccio

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      2. Certo Penelope. Ricordati sempre che la vittima sei tu, non lui. E ovvio che sta bene, e se non stesse bene non sarebbe di certo perché non ci sei più tu. Se questa donna vi ha visto interagire può anche darsi che lei lo abbia chiaro molto più di te (e che lo abbia capito molto prima di te, anche).

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    1. Ciao Rosalba,
      voglio mandarti un incoraggiamento per superare questo momento difficile.
      Noi ci siamo.
      Penelope ti ha teso una mano…rimani con noi!
      Stiamo combattendo tutte la stessa battaglia e ci supportiamo.
      Un caro saluto

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    2. Rosalba ci tengo molto che tu legga questo messaggio. Oggi ho pensato di pubblicare quello che pensavo in un’altra sezione “padroni del mondo” ma credo che vada bene anche qui. Questo è ciò che voglio dire: dopo circa due anni di crisi gravissima, un anno e mesi di separazione di fatto e due mesi di separazione legale, solo adesso inizio a essere più lucida e a non essere dolente a causa sua. È un periodo doloroso in cui rimettiamo in discussione tutto. MA… da qualche settimana io non trascorro più tutti i giorni in lagrime pensando a lui. Ora inizio finalmente a capire il male che mi ha fatto, che devo pensare a me e che devo farlo partendo da quello che sono e da quello che ho.
      Sai qual’è la cosa sorprendente? Che mi scopro a meravigliarmi di cose che per gli altri sono normali e per me non lo erano più…. Dialogare con gli altri, parlare senza la paura che se non uso il tono giusto o le parole giuste l’ altro non si IRRITA, il che mi fa capire che non ero IO che non comunicavo nel modo giusto!!!! Ritrovarmi a sorprendermi perché gli altri hanno piacere a parlare con me. Non ero più abituata, capisci, Rosalba, a che livello ero arrivata?
      Ora… Lo so che sei esausta. Credimi, lo so come ci si sente. Un’onda che ti travolge e ti abbandona sulla spiaggia e tu sei lì, senza forze. Io, almeno, mi sono sentita così.
      Ok. MA.. proprio per questo, bisogna permettere che qualcuno ci dia una mano.
      Io ho chiesto aiuto quando mi sentivo impazzire. Impazzire per la confusione mentale, per il dolore, per i sensi di colpa. Ma erano eccessi dettati dalla situazione.
      Se ne esce Rosalba, lo hanno detto è fatto altre qui prima di me e ora lo dico anch’io e lo dico a te. Hanno cercato di modellarci per come piaceva a loro. Nn a noi andiamo benissimo così come siamo.
      Forza Ro, e scrivi!!!!! Un abbraccio forte

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    3. Anni di prendi / lascia sfinenti, lo smarrimento, il vuoto, le menzogne. Le cattive parole, gli sguardi taglienti, il silenzio, l’indifferenza. Troppo, Rosalba, Penelope, Stellina… ma anche Anna, Sara, Paola, Maria… per tutte noi, per le donne annientate nel corpo e nell’anima che siamo. Troppo. Qualsiasi cosa ci sia stata data in cambio… abbiamo sopportato troppo. Se ora siamo qui probabilmente ci stiamo staccando. Non è facile, non lo è stato e non lo sarà, ma è NECESSARIO. Per rinascere, per vivere una vita che non è monotona, é solo vera e preziosa. Per riprenderci il tempo che non abbiamo più dedicato a noi, per riscoprire il piacere di una risata fine a se stessa.
      Anche io dopo anni in cui sia che andasse “bene” sia che andasse “male” lo avevo come primo e ultimo pensiero della giornata mi sto rendendo conto che forse non è più così, che forse comincia a farmi ribrezzo veramente, che forse è la volta buona. Forse. Spero. E nel frattempo vivo. Grazie anche a tutte voi.
      Forza Rosalba, noi ci siamo. Ci siamo.

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    4. Rosalba, riprendi in mano la tua vita, ad ogni costo. Se non riesci a farlo per te (come è stato nel mio caso) devi farlo per chi ti è più vicino e ti ama.

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  10. Buongiorno a tutte voi.
    Mi sembra di capire da quello che scrivete che voi non avete figli o sbaglio? e che voi tutte avete chiuso questo rapporto malato e vi siete distaccate almeno fisicamente. Mi piacerebbe sapere se tra di voi c’è qualcuna che ha dei figli e che ancora vive in casa con questo soggetto disturbato così da potermi confrontare e discutere sulle modalità con cii si relazionano con i figli.
    Un messaggio a Rosalba: riprenditi la tua vita, fai qualcosa che ti piace fare, che ti da gioia ed energia. Io ho ripreso ad andare in palestra, avevo smesso perchè lui mi prendeva in giro e metteva il muso quando rientravo a casa facendomi sentire in colpa. Ora me ne frego dei suoi commenti, vado in palestra e mi diverto e della sua faccia, dei suoi commenti sterili e delle sue espressioni stupide non me ne frega più niente. Di vita ne abbiamo una sola, cerchiamo dove è possibile di non farcela togliere da questi esseri crudeli senza scrupoli, succhia sangue e anima. Ho ancora molta strada da fare perchè 20 anni di vita con questo individuo mi ha ridotta una larva depressa, ma ora che ho preso coscienza di chi è lui, non ho più intenzione di cadere nelle sue trappole. Quando parlo con altre persone mi sento una stupida, ho l’impressione che gli altri non abbiamo interesse per quello che dico e che faccio e tutto questo perchè lui mi ha plasmata così per anni, denigrandomi e facendomi sentire una persona vuota, facendo commenti denigratori ad ogni mia parola o ad ogni mia scelta fatta. Ora basta! Rivoglio la persona che ero un tempo e che nel mio profondo sono ancora. Avevo un lavoro di prestigio dove mi sentivo gratificata, lui mi ha tolto anche questo! Però io ho una cosa che lui non ha, la dignità e questa non me l’ha ancora tolta.
    Un abbraccio a tutte voi
    Michela

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    1. Io ho figli con il disturbato. Ma non vivo con lui. Una volta capito con chi avevo a che fare sono scappata a gambe levate. non c’è cosa migliore per il tuo bene e quello dei tuoi figli che allontanare chi ti abusa dalla tua vita.

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  11. Ciao ragazze, purtroppo anche il mio morale è sotto terra, sono così stanca di sentirmi così! Il tempo passa e io faccio tre passi avanti e 15 indietro. Chissà, forse perché penso e ripenso e non trovo mai logiche plausibili, o meglio, trovo sempre e solo cose negative in quella storia. Penso a lui e alla sua donna e a come, penso, stia bene adesso. Penso a come ha cercato di farmi vivere nei sensi di colpa per la fine della storia, quando invece lui aveva conosciuto quest’altra. Insomma mi sento male ed è come se io fossi da buttare. Mi frantumo e mi schianto con questi pensieri devastanti e non riesco ad andare oltre. Come si fa? E’ così difficile … qual è il segreto per voltare davvero pagina? Immergermi nel lavoro? Sfinirmi a chiacchierare con le amiche? Cercare di risolvere i problemi degli altri, visto che i miei non hanno soluzione? Annaspo e so di annaspare. Mi sento una debole, una vinta e non ho più risorse per andare avanti.
    E’ vero, anche io mi ero ridotta ad essere quello che lui voleva, condizionandomi, avevo adottato anche io quell’atteggiamento guardingo e permaloso e mi aveva isolata da tutti. Trasformata a sua immagine ero quella che somigliava a lui e io non lo capivo, pensavo di essere nel giusto e meno male che lui mi consigliava … grande errore. Avevo perso la mia spontaneità. E ora che vivo senza la sua “ala protettiva” come vivo? Non lo so, faccio tante cose e non so chi sono. Devo andare troppo indietro nel tempo per riconoscermi … che dolore!
    Oggi non va affatto. Vorrei trovare un modo per gioire, ma è difficilissimo. Se ne esce, ma quando? Sembra un dolore senza fine …

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    1. Ciao Saretta,
      Mi spiace davvero sentirti così, sentire ognuna di noi così…
      Quello che posso dirti è che ti capisco, che per quanto qualcuno possa dirti di guardare avanti, non essere gelosa, lasciarti il mostro alle spalle… finché non lo sentirai tu dentro non ci riuscirai. Io anni fa, sospettando la presenza di un’altra ed essendo lei per un periodo in vacanza dall’altra parte del mondo, mi svegliavo di notte per controllare se eta online su whatsapp con lei viste le ore di fuso…
      Ecco dove ci portano, Saretta, in una dimensione in cui nessuno meriterebbe mai di stare. A soffrire, a dilaniarsi… l’amore non è questo. L’amore non ti fa stare male a questi livelli. Ed è da come ti fa diventare, che devi fuggire. Devi cambiare obiettivo e non voler non pensare a lui… ma a pensare a te.
      Ricostruirti. Per “fuggire” io ho creato tante cose belle per la mia vita e adesso mi appoggio e mi godo quelle.
      A me basta pensare a quanto profondamente sono stata male le ultime volte… alla sensazione di vuoto, al panico, alla mancanza di ossigeno… a come ha pianificato – perché lo ha fatto – di farmi stare su una nuvola oggi e di scendere all’inferno domani.
      E mi basta, per reagire. Ma ripeto… è dura. Mi ci è voluta l’ultima e forse più grande batosta… e non ero poi nemmeno convinta di mollare, sai. Poi è arrivata naturalmente una spevie di consapevolezza: senza di lui… respiro, non boccheggio. Lavoro, non mi barcameno. Cammino, non corro. Guardo avanti, non indietro. Senza di lui sono migliore.

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    2. Cara Saretta,
      mi dispiace tanto per il dolore che stai provando, credo – da quello che hai scritto – che la notizia che lui abbia un’altra ti abbia inferto un colpo molto forte e fatto ritornare nell’incubo.
      Voglio dirti che è normale che tu ti ponga tutte queste domande alle quali non si può dare una risposta utilizzando degli schemi mentali sani, loro agiscono secondo la loro visione della vita distorta, perseguendo il loro esclusivo benessere, manipolando, truffando, tradendo e nel farlo non provano vergogna perché credono di averne il diritto.
      Hanno un grande “vantaggio”: non sono capaci di provare AMORE, rimangono sempre in superficie nel rapporto con gli altri.
      Per quello non li capiamo e ci destabilizzano.
      Arriverà un momento in cui dentro di te sentirai un click, da quel momento vedrai la relazione per quello che è stata (per lui), ti renderai conto che anche con l’attuale donna si comporterà nello stesso modo e che non è che lei ha qualcosa in più di te, la ama ed ora è felice, è solo una novità, è esclusivamente nuova fonte di rifornimento narcisistico, uno specchio che gli rimanda un’immagine di sé più bella, e non sarai più gelosa.
      E, soprattutto, non ti vedrai più con la sua lente distorta, perché rivedrai la donna che sei e ricomincerai ad apprezzarti.
      Io sono certa che accadrà, ci vuole solo tempo.
      Un abbraccio forte

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    3. La ricetta universale non credo esista, ognuna trova il suo modo.
      Io ho avuto bisogno di “silenzio” nel senso più ampio del termine, di accettare anche di non aver voglia di fare niente senza colpevolizzarmi per questo, essendo sempre stata molto attiva e socievole.
      Stare in mezzo alla gente non mi faceva bene perché avevo l’autostima talmente bassa che mi sentivo inadeguata in ogni contesto e, quando ci ho provato, ne uscivo peggio di prima.
      Però magari per altre persone è positivo e distrae.
      Ora sento il bisogno di ritornare a fare attività fisica, essendo sempre stata una grande sportiva, di ributtarmi in mare con la mia tavola ed entrare in sintonia con l’energia che mi ha sempre trasmesso.
      Cose che ho messo da parte perché ero diventata uno zombie che camminava, una larva, l’ombra di me stessa.
      Le nostre passioni ci salvano, qualsiasi esse siano.
      Un caro saluto a tutte!

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  12. Grazie a tutte.
    Sento il vostro affetto ed energia. Provo a fare qualcosa che mi piaccia, ho chiesto aiuto ad una persona professionista della quale ho fiducia, cerco di aggrapparmi per non sprofondare e per non compromettere almeno il lavoro, ma le umiliazioni pubbliche, la triangolazione sotto i miei occhi con qualsiasi donna appena passabile – meglio se sposata – la distanza totale, l’isolamento, il non conoscere da anni un sorriso, un ‘come stai’, sono troppo forti. Mi sembra di essermi dovuta adattare a tutto , non mi interessa più della mia vita. Sono sotto ad ogni soglia di affetto. Se una amica mi abbraccia, mi metto a piangere.
    Non riesco ancora a reagire. Riesco a scrivervi in un momento di distacco emotivo da tutto. Come se vedessi da fuori lo squallore al quale mi costringe, senza diritto di parola.
    Vi abbraccio, grazie, spero di trovare ancora il vostro sostegno.

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    1. Bongiorno,
      sono circa 3 mesi che leggo e rileggo blog di ogni tipo riguardanti questo argomento. Ed è purtroppo l’unica spiegazione plausibile che riesco a darmi alla fine della mia storia d’amore. La mia storia sarebbe interminabile se la scrivessi per intero ma alla fine purtroppo la sola cosa che riesco a ricordarmi e che continua a martellarmi nel cervello è stato lo scarto con la quale dopo 5 anni di fidanzamento, 3 di convivenza e 13 di matrimonio sono stata liquidata come una scarpa vecchia. Purtroppo passando dalla donna della vita, madre di suo figlio e luce dei suoi occhi fino al giorno prima a quella che gli ha fatto patire le pene dell’inferno per tutti questi anni e che quindi lo ha portato ad innamorarsi di un’altra. Tutto questo da un giorno all’altro … anzi nemmeno perchè tutt’ora nonostante se ne sia andato da casa continua a dire che io sono la donna della sua vita ma si è innamorato…
      che assurdità…. Poi a questo punto ho cominciato a ripensare a molte cose e a molti atteggiamenti da me reputati non dico normali ma in sintonia con l’infanzia difficile che ha vissuto e che ho sempre scusato e difeso in quanto ho sempre pensato fosse il minimo che uno possa avere dopo avere passato cià che ha vissuto lui. il mio spirito da crocerossina evidentemente mi ha ingannato… Scucsate ho un milione di pensieri che mi frullano per il cervello perchè da un lato, anche per mio figlio, vorrei che fossero tutte scuse di egoista con crisi di mezz’eta per godersi la sua nuova fiamma ma dall’altra temo che una persona che riesce a bombardare d’amore fino all’ultimo e poi scartare senza il minimo riguardo facendomi sentire in colpa del fatto di essersi innamorato di un’altra…Scusate l’inconcludenza ma ho talmente tanti pensieri e fatti e opinioni e cose da capire che mi frullano in testa che faccio fatica a sintetizzare ciò che mi attanaglia. Grazie anche solo per leggermi.

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      1. Beths cara,
        credo che tu sia finita nel posto giusto per lo meno al fine di poterti dare sommarie risposte agli infiniti quesiti che ti passano per la testa. Il fatto che un uomo possa scartare una compagna per un’altra, e anche con pochi scrupoli, fa parte del gioco della relazione e non è detto che per forza vi sia qualcosa di patologico. Sta a te vedere e rintracciare elementi nel corso della tua storia con lui che avrebbero potuto presagire la modalità barbara e malvagia con cui se ne è andato.
        Hai molta strada da fare per poter dare concrete risposte alle domande. Sono percorsi lunghi e dolorosi che però – ti assicuro – danno grandi risultati. Queste introspezioni profonde, accompagnate dal confronto con altre persone che condividono sventure simili, trasformano e rendono più forti e saggi. E, soprattutto, insegnano a riconoscere i segnali di una relazione capace di concludersi dall’oggi al domani solo per l’arrivo di qualcuno in grado di infilarsi in anni e anni di vita condivisa. Ci sono tante persone che non hanno il coraggio di chiudere parentesi di vita ed abbandonare la madre dei propri figli con questi tempi e modalità. Questo non dimenticarlo mai.

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    2. Bravissima Rosalba cara,
      hai fatto bene a rivolgerti ad un professionista, è un passo nella direzione giusta.
      L’azione di distruzione della persona che attuano è terribile e ti capisco,
      ricordati che tu sei esattamente il contrario di ciò che ti ha fatto credere lui, un giorno ti sentirai di nuovo te stessa e ti sorriderai soddisfatta.
      Noi siamo qui, ci supportiamo a vicenda…siamo un po’ ammaccate ma ce la faremo!
      Un abbraccio

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  13. Ciao, ne sono cosciente di non essere nè la prima nè l’ultima, ma chiamare parentesi di vita 22 anni (dai 20 ai 42) mi sembra un po’ poco esaustivo… sono la mia vita di adulta …. e quello di cui non mi riesco a capacitare purtroppo… e lo so benissimo che è un problema mio e solo mio… che una relazione che aveva apparentemente e specifico apparentemente un andamento di un matrimonio felice con appagamenti sotto tutti i punti di vista… possa essersi stata trasformata dall’oggi al domani in una tragedia…. posso accettare un innamoramento posso accettare che dopo tanti anni lui possa avere incontrato una donna che gli ha fatto battere il cuore come nell’adolescenza ma non posso accettare che per scaricare i propri sensi di colpa nei miei confronti e nei confronti di suo figlio si sia comportato cosi come ha fatto. Mi ha fatto credere per un periodo di essere depresso e tutt’ora lo fa e minaccia di togliersi la vita… poi alla prima occasione non esita a portare mio figlio dalla nuova fiamma….chiamandola collega…e collega non è…ma cosa ha in testa….i bruchi…
    Scusa lo sfogo… ma oggi è una brutta giornata… forse sono in quella fase del mese di noi donne in cui forse sarebbe meglio non elargire nessun commento o nessuna opinione…. o forse è quel periodo del mese in cui vengono fuori le cosiddette p….. che a volte dovremmo ricordarci di avere…

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    1. Beth ora il termine “parentesi” ti sembra riduttivo ma quando elaborerai questo lutto, perchè comunque di un lutto si tratta, vedrai che tutto sarà relativizzato , compresi i tempi infiniti dedicati a lui. Queste vicende sono spartiacque tra un prima e un dopo e un giorno di ritroverai a considerarla una “parentesi” o “fase di vita” come ora consideri il tempo della scuola e dell’università, o dell’infanzia e dell’adolescenza, che sono durati più o meno lo stesso. Fìdati.

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  14. lo spero.. e ne sono sicura…. ma ora fa veramente male ma molto male… realizzare di essere stata meno di niente per la persona alla quale tenevo di piu al mondo insieme a mio figlio e per la quale ho fatto e pensato tutto il bene del mondo … sicuramente arriverò a questo… non so… o mi farò aiutare da qualcuno per comprenderlo… al momento mi sembra veramente tutto un incubo nel quale sono immersa e dal quale non riesco ad uscire… e per me è veramente una cosa alla quale non ero abituata, io sono sempre stata una persona assulatamente realistica e dotata di buon senso e di una solida autostima.. non mi riconosco veramente piu.e forse è anche perchè non riconosco nemmeno piu mio marito… mi sembra veramente un estraneo! Da un giorno all’altro un mostro ha preso il posto di chi mi ha accompagnato negli ultimi vent’anni.
    Non posso pensare che sia la stessa persona che mi scriveva bellissime lettere sdolcinate o messaggi strappaladrime a infliggermi quest’orrore! E purtroppo senza soluazione di continuità!Finito l’idillio incominciato l’orrore….

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      1. Ci sto provando … grazie della comprensione…e dell’ascolto del mio sfogo…sto cercando di imparare e di capire come fare ad attuare il no contact nonostante io debba avere a che fare con lui quotidianamente…e di come non fare patire tutto o comunque il meno possiblie a mio figlio che è in una fase per cui suo padre è veramente importante come figura di attaccamento… devo mettere da parte il mio orgoglio e far finta con mio figlio che il fatto che gli faccia frequentare già un’altra donnna dopo un mese da che è andato via di casa sia una cosa normale? Dopo che ha visto i genitori innamorati e attaccati fino ad un mese fa e non solo? Mi domando a parte i miei problemi di gelosia e di dissonanza cognitiva, quale insegnamento sta dando a nostro figlio? Io naturalmente non posso dire nulla perchè se lui ha ritenuto giusto così cosi deve essere… altrimenti minaccia…

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    1. Scusate, ho sbagliato qualcosa nel copiare il link.
      Chiedo scusa ad Astra, non era mia intenzione attaccare questo.
      Mi riferivo all’articolo che faceva un parallelismo tra la sindrome di Stoccolma e il trauma da narcisismo.
      Pardon.

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