1. Riconoscere un seduttore psicopatico

Prima parte

Il principale strumento di autodifesa contro i seduttori psicopatici consiste nel riconoscere gli iniziali segnali di allarme così da poter fuggire dalla relazione in tempo utile e senza che ci si faccia troppo male. Lo psicologo Joseph Carver ha elaborato una lista, utile e istruttiva, che elenca venti  avvisaglie della relazione pericolosa con uno psicopatico, da lui definito “The Loser” (ossia Il Perdente, ma il dizionario inglese-italiano consente anche di tradurre con “lo sfigato”, ndt). Non tutti i segnali sono necessariamente negativi. Ma, come vedremo, anche quelli che sembrano positivi (come l’iniziale attaccamento, le premure esagerate, il corteggiamento e i regali) sono in realtà di cattivo auspicio. Carver fa notare che, allo stesso modo, non occorre che il perdente esibisca tutti i sintomi indicati di seguito per essere pericoloso. La presenza di almeno tre segnali indica una relazione potenzialmente nociva. Qualsiasi numero superiore a tre presagisce un danno non solo probabile, ma certo. Carver parte definendo il perdente “un tipo di compagno che crea un danno sociale, emotivo e psicologico in una relazione…La lista che segue è un tentativo di descrivere le caratteristiche del perdente e fare in modo che donne e uomini possano riconoscere relazioni potenzialmente nocive prima di essersi seriamente danneggiati dal punto di vista emotivo o anche fisico” (drjoecarver.com).

1) Offese di proposito.Se ti colpisce, ti attorciglia un braccio, ti tira i capelli, ti prende a calci, ti dà spintoni o viola la tua proprietà privata, anche un sola volta, lascialo” ammonisce Carver. E’ molto importante andarsene al più banale segnale di violenza, compresa l’aggressione verbale, dal momento che le angherie, di solito,  con il tempo aumentano di frequenza e di intensità.

2) Veloce attaccamento, anche verbale. Il perdente, sottolinea Carver, “ha emozioni e legami con gli altri molto superficiali. Una delle cose che potrebbe coinvolgerti è quanto velocemente dice che ti ama o che ti vuole sposare o impegnarsi. E’ tipico sentire, nel giro di un paio di settimane di frequentazione, che sei l’amore della sua vita, che vuole stare con te per sempre e che ti vuole sposare. Riceverai regali, un sacco di promesse e ti riempirà di attenzioni e di gesti premurosi”. Gli psicopatici, generalmente, la mettono sul romantico. All’inizio della relazione, rimpinzano le prede di lusinghe, promesse e regali. Non importa, in realtà, quanto siano promiscui; concentrano comunque le proprie energie sui bersagli più desiderabili. Carver avverte che questo segnale, apparentemente positivo, è in realtà di cattivo auspicio; dimostra infatti superficialità di emozioni più che intensità di amore: “Gli individui sani hanno bisogno di tempo per sviluppare una relazione perché in gioco c’è una posta alta… Il riscaldamento rapido è sempre un segno di leggerezza emotiva che, più tardi, porterà il perdente a staccarsi da te con la stessa velocità con cui si era attaccato”.

3) Carattere irruente. Prima o poi il suo carattere focoso esce fuori;  Carver sostiene che i perdenti spesso iniziano con violenza indiretta – come un pugno contro il muro o lanciando oggetti- prima di colpire le proprie compagne con spinte e cazzotti. La rabbia fisica contro oggetti inanimati è una forma di intimidazione. Con questo comportamento dimostrano alle  prede che sono capaci di fare la stessa cosa a loro e le fanno gradualmente abituare ad atti di violenza.

4) Indebolimento dell’autostima. I perdenti generalmente preferiscono storielle e avventure di breve durata, in grado di offrire stimoli sempre nuovi. Quando ambiscono a un controllo più durevole, su alcune prede promettenti, danno vita a relazioni più lunghe. E’ quasi impossibile dominare persone forti che hanno confini ben delineati e una solida autostima. Ecco perché gli psicopatici passano dall’iniziale fase di luna di miele alle aspre critiche. Una volta che la presa sul bersaglio è ben salda, iniziano a colpirlo per minarne l’autostima. Carver sostiene che, per esempio, i perdenti “regolarmente correggono stupidi errori, facendoti sentire sotto esame, non intelligente e lasciandoti con la sensazione che stai facendo qualcosa di sbagliato… Questo lento bombardamento della fiducia e autostima permetterà loro, più tardi, di trattarti peggio, come te lo fossi meritato”.

5)Isolamento. Nelle regioni selvagge i predatori isolano le prede dal resto del branco per meglio attaccarle e divorarle. E’ precisamente ciò che fanno gli psicopatici con i loro bersagli. I perdenti isolano le loro compagne dagli amici, colleghi e familiari. Possono farlo con critiche dirette oppure pretendendo di accompagnarle quando si vedono con gli altri. Talvolta optano per manipolazioni più sottili, come mettendo la vittima contro la propria famiglia/amici e viceversa. Come osserva Carver, “il perdente sente che i tuoi amici o la tua famiglia potrebbero influenzarti o esprimere opinioni negative su di lui…Alla fine, piuttosto che affrontare punizioni verbali, domande e violenza, preferirai non parlare con la tua famiglia e con i tuoi amici. Ti allontanerai provocando in loro irritazione e risentimento”.

6)Bastone e carota. Se fossero sempre cattivi e violenti, gli psicopatici non sarebbero in grado di tenersi le loro compagne. Ecco perché, osserva Carver, “il perdente alterna in continuazione momenti di dolcezza a quelli di inclemenza. Il ciclo inizia quando è intenzionalmente sgarbato e offensivo: potresti venir maltrattata verbalmente, insultata e minacciata per qualcosa di banale. Il giorno dopo è invece dolce e premuroso come all’inizio”. Il periodo di dolcezza ti porta ad attaccarti alla relazione nella infondata speranza di trovare quella che la psicologa Susan Forward chiama “ la chiave magica” in grado di stabilizzare, in lui, la modalità morbida. La chiave magica, però, non esiste e inevitabilmente lo psicopatico tornerà alla sua detestabile natura. Con il tempo il ciclo di inclemenza aumenterà in severità e durata. Sarà intramezzato da sempre più rari momenti di dolcezza, sufficienti comunque a intrappolare la vittima in pie illusioni. Come osserva Carver “sei sempre in bilico e speri che ogni ciclo agrodolce sia l‘ultimo”.

7) E’ sempre colpa tua.  Gli psicopatici non si prendono mai la responsabilità di aver fatto qualcosa di sbagliato. Negano l’evidenza e accusano le vittime di comportarsi male. La loro logica pretestuosa funziona così: non ho fatto niente, ma anche se avessi fatto qualcosa, te lo saresti meritato. Carver osserva “mai, ripeto mai, il perdente si assume la responsabilità del suo comportamento; è sempre colpa di qualcun altro”.

8) Paura della rottura. Gli psicopatici hanno bisogno di mantenere il controllo di qualsiasi cosa nella loro vita, specialmente delle relazioni sentimentali. Quando si stufano di qualcuna o trovano una sostituzione, possono abbandonare la vittima nella zuffa del momento, in modo spietato, spesso senza nemmeno preoccuparsi di dare una spiegazione. Ma se la prendono molto quando a essere lasciati sono loro. Come evidenzia Carver, “il perdente panica all’idea che una relazione venga interrotta a meno che non sia una sua idea e, in quel caso, verrai mollata come una patata bollente. Queste persone spesso scoppiano a piangere, implorano, promettono di cambiare, propongono matrimoni/viaggi/regali quando minacci la rottura…Una volta che si torna sotto la loro presa, liberarsene sarà tre volte difficile”.

9) Nessun interesse esterno. Per mantenere ulteriormente il controllo delle vittime, gli psicopatici non solo le isolano dalle altre persone, ma si preoccupano anche di stringere il raggio dei loro interessi e attività, facendo in modo che si concentrino esclusivamente su di loro. Carver sostiene, “se hai un’attività individuale pretendono di accompagnarti, facendoti sentire in disagio per tutto il tempo. L’idea di base è non farti godere nulla e impedirti di avere interessi fuori dal loro controllo”.

10) Controllo paranoico. Notoriamente le vittime principali sono marcate strette: gli psicopatici sospettano che gli altri, compagne incluse, siano manipolatori, ingannevoli e insensibili come loro. Sebbene tradiscano le loro donne regolarmente, spesso con un numero imprecisato di partner sessuali, sono terrorizzati all’idea che anche le loro vittime possano fare la stessa cosa. Il che spiega perché, osserva Carver, “il perdente ti controlla e vuole sapere dove sei e con chi sei. Se parli con una persona di sesso opposto, riceverai venti domande su come la conosci; se non rispondi al cellulare, ti chiederà dov’eri, cosa stavi facendo, con chi stavi parlando ecc”. SEGUE

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/04/01/red-flags-how-to-identify-a-psychopathic-bond/

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