La noia, ragione di tutto

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Dato che gli psicopatici sono generalmente brillanti, persone in grado di concentrarsi intensamente su ciò che vogliono, ci si chiede perché non abbiano più successo di quello che hanno in realtà. Come ha rilevato Martha Stout nel suo The Sociopath Next Door (Il sociopatico della porta accanto), infatti, è raro che gli psicopatici riescano a raggiungere traguardi significativi nella vita. Sono corridori di breve distanza; esplosivi nello sprint iniziale, perdono vigore piuttosto velocemente e cambiano di frequente direzione: il che non li porta da nessuna parte.

Molti sono ragazzi promettenti ma, una volta raggiunta l’età adulta, la maggior parte finisce con il partorire un topolino. Si lasciano dietro una scia di disastri: relazioni fallite, matrimoni che non funzionano, figli di cui gli importa poco o dei quali non si occupano, studi che non completano, lavori a cui non si dedicano abbastanza a lungo per portare a compimento. Di base, gli psicopatici finiscono per deludere le aspettative dei loro cari. Se conoscessero la  vergogna, sarebbero loro a rammaricarsi per primi. La ragione principale dei mancati successi non è la natura ambigua e manipolatoria – visto che, dopotutto, tanta gente cattiva riesce ad affermarsi – ma la noia.

Se non portano a casa i risultati sognati è perché si stancano troppo presto, non si applicano a lungo e passano ad altro con estrema facilità. Cleckley osserva “Lo psicopatico dimostra un’impressionante incapacità di impegnarsi in modo tenace al perseguimento di qualsivoglia obiettivo, bello o brutto che sia. Non conosce ostinazione verso nulla. Si tratta di un’attitudine che vale per tutti gli aspetti della sua personalità. Al contrario, sembra che si dia molto da fare per fallire nella vita”.

A volte indossa una maschera di successo. L’immagine finta sostituisce quella reale come le bugie subentrano alla realtà. Studiare medicina, fare carriera, coltivare una relazione sono attività che richiedono lavoro sporco. Gli psicopatici preferiscono gratificazioni istantanee e affermazioni senza fatica.

Come abbiamo visto, hanno voglia di novità e trasgressione. Il che spiega perché, anche quando gli riesce qualcosa, rischiano di rovinare tutto. Per esempio, possono appropriarsi indebitamente del denaro dell’azienda per cui lavorano, cimentarsi in episodi di molestia sessuale o in altri loschi comportamenti  quando sono all’apice della loro carriera. “Incomprensibili  sciocchezze e stomachevoli buffonerie” Cleckley spiega, “lo portano a mollare le attività in cui sta riuscendo, non importa se siano lavori criminosi o onesti. Schiavo dei suoi stupidi impulsi, finisce sempre in braccio alla follia”.

Questa logica si applica anche alle relazioni personali. Amore, senso di responsabilità ed empatia spingono la maggior parte di noi a prenderci cura, con onestà, della famiglia. Gli psicopatici, come sappiamo, non conoscono questi sentimenti. Il senso di orgoglio per un lavoro portato a termine egregiamente – come del resto le responsabilità economiche- ci spronano ad essere coscienziosi e affidabili. Gli psicopatici, al contrario, non sono interessati a questo genere di cose. Scrive Cleckley:

Se l’amore, un lavoro ben fatto, o la fedeltà mantenuta nonostante il sacrificio non sono gratificazioni che entrano nella sua equazione di vita, è ovvio che sarà facile annoiarlo. Strozzato dalla monotonia,  si darà ai bagordi più degli altri per risollevarsi dal tedio della sua insoddisfacente esistenza…

Non riuscendo mai a sentirsi appagato appieno, lo psicopatico è forzatamente spinto verso forme sfrenate di divertimento… Non se la prende con un gruppo ristretto, un’istituzione in particolare o un tipo di ideologia, ma con la vita stessa. In essa non trova nulla di profondo o stimolante, ma solo l’appagamento transitorio  di qualche capriccio, una serie ripetitiva di piccole delusioni, e una grande noia” (The Mask of Sanity).

Abbiamo imparato che gli psicopatici cercano sollievo dalla noia nella continua ricerca di conferme fugaci: passano da una relazione all’altra, da un posto all’altro, da un lavoro all’altro, da un’iniziativa all’altra, da un passatempo all’altro e da una vacanza all’altra. La vita, per loro, rappresenta una catena di cose effimere che qualsiasi persona considererebbe balorde, molte delle quali dirette all’inganno, all’imbroglio e all’umiliazione degli altri. Martha Stout sottolinea che in questa visione della vita come un gioco, gli psicopatici spesso danneggiano se stessi lasciando alle proprie spalle, come gli uragani, una scia di devastazione.

Al college si dedicano più alle conquiste femminili che al percorso scolastico; i matrimoni di solito durano poco o sono a senso unico perché si stufano. Quando durano, è unicamente dovuto agli sforzi enormi e autodistruttivi compiuti delle loro mogli. Non hanno voglia di impegnarsi per migliorare le relazioni e sono carenti di un autentico spirito di sacrificio. Preferiscono gestire i problemi del rapporto gettando colpe sulle proprie compagne di vita e svincolarsi dalle responsabilità attraverso la manipolazione, la menzogna e il tradimento. Infine, non possono avere successo nel senso positivo del termine in quanto sono gli stessi obiettivi ad essere rovinosi.

Per esempio, uno psicopatico può lavorare anni per convincere la propria moglie a trasferirsi lontano dalla propria famiglia, a lasciare il lavoro e la casa, con il pretesto che la vita che lui le sta offrendo altrove sia felice e migliore. Poi, appena si trasferisce, la lascia per un’altra o comunque perde interesse. Il suo obiettivo non è mai stato quello di costruire una vita insieme, come farebbe qualsiasi persona sana che desidera un matrimonio solido. Al contrario, lo psicopatico vuole allontanare la propria compagna dalla famiglia e dal lavoro per tenerla più saldamente in pugno. Una volta che l’obiettivo è raggiunto, sente di aver portato a casa la partita e passa alla prossima sfida.

Secondo esempio: uno psicopatico coinvolto in una relazione extraconiugale chiede all’amante di divorziare dal marito per vivere finalmente insieme. Una volta che lei cede alle pressioni e ne parla in casa, lo psicopatico improvvisamente perde interesse; la maschera di amore cade e la  relazione va a pezzi in un baleno. Per una persona normale un rapporto che non riesce a funzionare è anche il proprio fallimento; nella testa dello psicopatico, invece, lui ha vinto perché è riuscito a isolare l’amante, l’ha fatta capitolare alla sua volontà, l’ha strappata a suo marito e forse è riuscito anche a distruggerle il matrimonio. Sin dall’inizio erano questi i suoi obiettivi.

Tutto ciò che una persona normale considera di successo, e cioè una stabile, romantica e duratura relazione, l’amore per i propri figli e nipoti, l’amicizia profonda e i risultati ottenuti con il proprio lavoro, non sono in grado di appagare a lungo uno psicopatico. Quando il gioco si fa duro, in qualsiasi aspetto della vita, gli psicopatici iniziano a giocare. E, di solito, scelgono la via più facile e di maggior godimento a spese degli altri.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/03/04/psychopaths-and-boredom/

3 thoughts on “La noia, ragione di tutto

  1. Una volta, in un momento “down”, è arrivato ad affermare che era perfino annoiato di sé stesso.
    Ricostruendo tutta la storia con questo individuo, penso proprio che questo aspetto della noia sia proprio – come dice l’articolo – la ragione di tutto.
    La sua continua ricerca di novità, di situazioni, di relazioni (virtuali o reali), di iniziative che inevitabilmente non portava mai fino in fondo a termine, erano all’origine della sua noia nei confronti della vita.
    La mia storia a distanza andava bene, per lui, perchè così dosava il rapporto con elementi che rappresentassero “freschezza”. Nessun impegno continuativo, ma sottraendosi con silenzi, per poi riapparire quando forse annoiato dalla sua quotidianità.
    Anche lui mi aveva sempre proposto di trasferirmi nella sua città, così le problematiche legate alla relazione sarebbero state superate. Quando ho solo accennato alla reale possibilità che questo potesse avvenire, di è dissolto come neve al sole.
    Grazie sempre per gli articoli.

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