La maschera di ferro

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Il primo libro autorevole sulla psicopatia è stato il rivoluzionario The Mask of Sanity (La Maschera di Salute Mentale) di Hervey Cleckley in cui vengono esaminati i sintomi principali di questo pericoloso disturbo di personalità. L’aspetto più impressionante degli psicopatici, non riscontrato nella altre tipologie di squilibrio mentale, è l’abilità di confondersi nella società usando, ingannando e umiliando gli altri. Verve e fascino, come la strabiliante disinvoltura a mentire in modo convincente, fanno di questi signori i perfetti lupi travestiti da agnelli. Cleckley osserva: “E molto frequente che lo psicopatico faccia un’ottima impressione quando lo si incontra la prima volta: è piacevole, sveglio, amichevole, dalla conversazione brillante e sembra avere interessi e tratti genuini. Non c’è niente di strano o bizzarro in lui, sembra la classica persona serena ed equilibrata. Né, tantomeno, dà l’immagine di un individuo che vuole mascherarsi o vendere qualcosa. E’ raro che venga scambiato per l’ipocrita di turno che si dipinge bello per un fine nascosto. Non sono evidenti tratti di falsità o eccessiva affabilità. Sembra proprio una persona autentica” (The Mask of Sanity).

Individui apparentemente alla mano, amichevoli e autentici, gli psicopatici attraggono un sacco di donne; sono grandi conversatori e sanno concentrare l’argomento di discussione sugli interessi personali di chi hanno deciso di sedurre. Alcuni tra i killer psicopatici più crudeli degli Stati Uniti come Scott Peterson, Mark Hacking e Neil Entwistle sembravano veri gentiluomini e persone adorabili non solo alle mogli, ma anche a parenti acquisiti e amici; prima che commettessero gli efferati omicidi di cui si sono resi colpevoli il loro comportamento era stato impeccabile: sapevano come aprire la portiera della macchina alle loro signore, come conversare amabilmente con i suoceri e come scherzare con gli amici.

Non solo gli psicopatici sanno essere straordinariamente carismatici, ma possono anche sembrare persone con la testa sulle spalle e razionali. Di solito esprimono buonsenso e facoltà di giudizio. Continua Checkley: “Molto spesso si denotano segni di ragionevolezza e solide argomentazioni; quando si fa la conoscenza di uno psicopatico non solo si è portati a considerarlo normale e piacevole, ma gli vanno anche riconosciute capacità di livello”.

Gli psicopatici si presentano generalmente come uomini responsabili, in grado di prendersi carico della propria vita e di quella della famiglia. Per diversi anni Mark Hacking ha fatto credere alla moglie e alla famiglia di lei di essersi diplomato al college e di studiare medicina. Solo i parenti di lui sapevano, e nascondevano, la verità. Allo stesso modo, Neil Entwistle aveva fatto credere a tutta la famiglia che lui fosse un imprenditore di successo nel settore informatico; in realtà era un bancarottiere e aveva convinto la moglie che lui fosse un marito fedele mentre era sempre in cerca di incontri promiscui su Internet.

Se gli psicopatici falliscono nelle proprie ambizioni non è certo per mancanza di intelligenza. Cleckley osserva: “Test psicometrici molto spesso dimostrano che lo psicopatico è dotato di un’intelligenza superiore; sembra più disinvolto degli altri a gestire situazioni di difficoltà sociale o emotiva, imbarazzi e impacci normali che si verificano anche tra la gente di successo”. Questi individui riescono molto bene a ingannare gli altri non solo per cosa dicono ma anche per come lo dicono: sono sicuri di sé, freddi, calmi e composti. Possono essere considerati più disturbati delle persone con serie patologie mentali– come gli psicotici e gli schizofrenici- ma, in loro, il disturbo della personalità esiste senza essere visibile.

Il fatto che lo psicopatico sia coperto da una sembianza di normalità lo rende ancora più pericoloso. Scrive Cleckley: “Anche se le devianze emotive e le mancanze possono essere paragonate a quelle dello schizofrenico, lo psicopatico non sembra fragile e strano ma, al contrario, dotato di qualità umane rispettabili e superiori, nonché di una salute mentale di ferro”.

Assenza di manie e di altri segni d’irrazionalità

Nonostante siano capaci di azioni che saremmo portati ad associare a follia – come uccidere i propri familiari a sangue freddo per poi andare a una festa- dal punto di vista clinico gli psicopatici sono sani. Ma cosa vuol dire essere “sani” alla luce di un comportamento così disturbato? Significa semplicemente essere coscienti, in contatto con la realtà e consapevoli delle regole giuridiche, sociali e morali che governano una società. Secondo Checkley,

di solito lo psicopatico non accusa la sintomatologia classica della psicosi. Non sente voci strane, non registra quelle che chiamiamo allucinazioni, non è presente una depressione profonda, né ci sono squilibri dell’umore consistenti e patologici o un’irresistibile iperattività. La percezione della realtà è intatta; la capacità di ragionamento è eccellente e, in teoria, il paziente può prevedere le conseguenze di comportamenti avventati e antisociali, fare programmi di vita accettabili o ammirabili ed essere critico nei confronti degli errori commessi”.

Lo psicopatico costruisce la sua maschera di sanità mentale imitando gli altri, mimando cioè le nostre emozioni; a parole condivide i nostri principi morali; fa finta di rispettare i nostri obiettivi di vita. Si differenzia dalle persone normali per non riuscire a credere e a sentire tutto questo in modo profondo. La simulazione di normalità funziona come un travestimento che gli permette di ingannare gli altri e di appagare i suoi bisogni perversi. Fascino e portamento, davvero straordinari, fanno sì che le perversioni non siano facilmente inquadrabili.

Fino a quando riesce a nascondere la sua natura, i veri impulsi e gli aspetti più squallidi del suo essere, lo psicopatico offre una perfetta immagine di integrità mentale, quella del cittadino modello, dell’amico sincero, del marito e del padre affettuoso. “Non solo lo psicopatico è razionale e il suo pensiero è regolare” sostiene Cleckley, “ma sembra anche interagire con emozioni normali. L’intraprendenza è scambiata con quello che appare sano entusiasmo. Le sue certezze fanno colpo anche sull’osservatore più scettico. Sembra ricambiare l’interesse manifestato da altri con sentimento adeguato e, quando è alle prese con discussioni con moglie, figli e genitori, molto probabilmente verrà considerato un uomo che replica in modo sentito e capace di piena devozione e fedeltà”.

Assenza di nervosismo o di manifestazioni psiconevrotiche

Lo psicopatico dimostra immobilità e freddezza simili a quelle dei rettili. La paradossale combinazione di tranquillità e comportamento compulsivo alla ricerca costante di stimoli puo’ renderlo, almeno all’inizio, più intrigante degli altri. Promettendo una solida e durevole relazione, può dare l’impressione di essere una roccia cui potersi aggrappare. Osserva Cleckley, “e’ tipico di lui non solo sfuggire ad ansia e tensioni che sono caratteristiche ricorrenti in questo intero gruppo diagnostico, ma anche dimostrare una certa impermeabilità all’agitazione e alla preoccupazione di venir giudicato nella gestione di situazioni difficili”. Anche se la loro aura di freddezza e calma può essere rassicurante, gli psicopatici possono dimostrare eccessiva tranquillità nelle circostanze sbagliate. A un’attenta osservazione, la loro maschera di sanità mentale presenta fenditure e cioè strani comportamenti che mal si adattano all’immagine che vogliono vendere.

Per esempio, possono ridere quando, o perché, gli altri piangono, restare eccessivamente sereni in circostanze drammatiche o apparire teatrali e falsi nelle manifestazioni emotive. Nei momenti in cui si comportano in modo inappropriato, gli psicopatici rivelano le anormalità sottostanti. Ciò traspare non solo prima che commettano qualche crimine ma anche dopo, nella totale mancanza di rimorso autentico, pentimento o dolore.

I nevrotici sentono una grande ansia. Al contrario, gli psicopatici ne provano troppo poca. Se accusano dispiacere o dolore, sarà per essere stati sbugiardati o perché sono seccati momentaneamente di qualcosa, non certo per aver umiliato gli altri. Quando sentono la frustrazione, è perché sono assaliti dalla noia, non perché sono turbati da quello che hanno fatto di sbagliato. Come evidenzia Cleckley “persino in circostanze che in una persona normale provocherebbero imbarazzo, confusione, forte insicurezza o evidente agitazione, la sua impassibile tranquillità è strabiliante… Qualsiasi tensione o inquietudine possa manifestare, essa è provocata solo da circostanze esterne, mai da sensi di colpa, rimorso, o insicurezze relazionali. Sembra quasi incapace di provare ansia o profondo rimorso”. L’empatia, la paura della punizione, l’angoscia e il rimorso costituiscono, per la gente normale, importanti deterrenti contro comportamenti pericolosi e dannosi. Gli psicopatici non dispongono di freni di questo genere. Indipendentemente da quanto siano bravi a mascherarsi, il comportamento pericoloso e dannoso è tutto ciò che desiderano perseguire nella vita.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/01/19/how-do-psychopaths-construct-their-mask-of-sanity/

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