3. Il ciclo della relazione psicopatica: idealizzazione, svalutazione e scarto

Terza parte

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Nella fase finale della relazione è come se lo psicopatico non riconosce più le qualità che lo avevano attratto a te. La disistima che percepisci non è solo riconducibile a un calo di interesse; si tratta di un’istintiva e strategica mossa del predatore: se la tua famiglia e gli amici in comune perdono la considerazione nei tuoi confronti, se non hai altre fonti di validazione e supporto emotivo- se rimani sola al mondo- il controllo su di te sarà più facile. All’inizio lo psicopatico costruisce una visione “noi due contro gli altri”, finge di considerare la relazione “privilegiata” e migliore dei comuni legami sentimentali. E’ chiaramente una messa in scena: si tratta, infatti, di un rapporto malato, distorto e a senso unico, nettamente inferiore a quelli che instaurano le persone normali, dove le parti si prendono cura l’una dell’altra. Da perfetto narcisista, invece, non ama nessuno tranne che se stesso e non ha a cuore nulla tranne che le proprie gratificazioni.

Se e quando fa qualcosa di carino, è solo un mezzo per arrivare ad altro e comunque per apparire quello che non è: l’anima del dottor Jeckyll resta sempre quella di Mister Hyde. Se sei innamorata, non lo sarai certo del fedifrago, del bugiardo, del manipolatore, del playboy, del bastardo arido e senza cuore; sei innamorata, piuttosto, di un’immagine che lui ha costruito ad arte attraverso inganno e manipolazione e che tu hai ingenuamente preservato con sacrificio e diniego.

Non è più un “noi due contro gli altri”, ma un “tu contro di me”.  Da compagno adorabile che diceva di essere si trasforma nel tuo peggior nemico. Se ti critica o, in maniera più subdola, alimenta antagonismi tra te e le persone vicine, è per buttarti ancora più giù e indebolire i tuoi legami sociali. Quando si stanca di te induce gli altri a vederti attraverso la sua stessa luce: una persona non all’altezza, da usare, ingannare e scaricare. Una volta eri meravigliosa e nessuno reggeva il confronto, ora sei semplicemente insignificante; una volta eri intelligente e colta, ora sei l’allocca di turno che cade in trappola; una volta eri dignitosa e sicura di te, ora sei sfigata e miserabile. Proprio quando credi di meritare una ricompensa per tutto quello che hai fatto, lui ti scarica.

Ne ha abbastanza di te, ha ottenuto ciò che voleva. Ti ha lentamente devastato, svuotato, strappato via dignità e felicità: pretesa dopo pretesa, concessione dopo concessione ti ha trasformato nell’ombra della persona gioiosa che eri. Il premio-devozione consiste semplicemente nell’ignorare le tue necessità ed appagare le sue.

Le tue debolezze vengono utilizzate contro di te, le tue qualità trasformate in difetti: la fedeltà è vista come pochezza, la prova che non ti vuole nessuno; se sei corretta approfitterà dell’onestà per mentire e ingannarti; la passionalità verrà utilizzata per sedurti e tenerti intrappolata nelle maglie dei tuoi stessi desideri, emozioni, speranze e sogni; se sei riservata e modesta dirà che sei asociale e fredda; se invece sei sicura ed estroversa ti vedrà come fatua e civetta; se lavori sodo ti dipingerà come una sgobbona sfruttata dal capo; se hai vene artistiche e culturali, sminuirà le tue capacità. In poche parole, devi ritenerti fortunata che ti abbia preso in considerazione. In realtà, le critiche sono persino meno attendibili dei complimenti di una volta. Terminata la fase dell’idealizzazione, non c’è modo di gratificare uno psicopatico: vince comunque lui.

L’andamento della relazione è preordinato e di una semplicità incredibile:  idealizza, svaluta e scarta. Ciascun passaggio assume logica quando si fa piena luce sul profilo psicologico di un essere (in)umano che vive per il piacere di controllare ed umiliare gli altri. 1) Idealizza: non te ma ciò che vuole da te e solo per quanto lo vuole. 2) Svaluta: una volta che ti ha in pugno, l’abitudine entra in scena e lui perde interesse: 3) Scarta: ma solo dopo che ottiene quello che si era prefissato e, con ogni probabilità, quando già sa dove altro andare.

Per te questo processo è drammaticamente personale: può esserti costato tempo, sofferenza, amici, familiari, autostima e denaro; hai investito tutto ciò che avevi, vita compresa, in questa relazione. Per lui, invece, non c’è niente di personale: può aver combinato la stessa cosa a chiunque lo abbia fatto entrare nella propria intimità; lo farà ancora a coloro che riuscirà a sedurre. Non sei tu il problema e non lo sono nemmeno le altre che volevano soffiartelo, quelle che validavano il suo ego, gli davano piacere e cedevano ai suoi stupidi desideri. Non se la spassava con loro perché erano superiori a te ma per la stessa ragione per cui se la spassava con te: per usarle, forse con fini diversi, ma con lo stesso devastante effetto. Tratterà le altre nello stesso, identico modo. Lo psicopatico idealizza, svaluta e scarta; è questo l’andamento di tutte le sue relazioni. Passate, presenti e future. FINE

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2010/12/22/the-psychopaths-relationship-cycle-idealize-devalue-and-discard/

4 thoughts on “3. Il ciclo della relazione psicopatica: idealizzazione, svalutazione e scarto

  1. Ho vissuto dentro una bolla per 8 anni. I primi magnifici. Tutto cio’ che si poteva desiderare. Viaggi in luoghi lontani, abiti, regali, attenzioni e promesse di una vita insieme e per sempre. Poi si e’ rivelato il mostro. Violenza verbale, inganni, bugie e tradimenti malcelati. Manipolazione. Io ero incredula. Una trasformazione di difficile comprensione. Inarrestabile. Molto il mio impegno per restare nella relazione. Tanta energia sottratta alla mia giornata invece destinata a lui. Al suo pensiero. Capire in che modo non irritarlo ma compiacerlo. Ero diventata una complementare. L’altro era il dominante. Lui disponeva e io mi accontentavo di poche briciole di attenzioni. Poi inizia la sua non sopportazione. Sempre piu’aggressivo e iroso. Ho temuto per me molte volte. Fino al gesto estremo della vilenza fisica. Non botte ma lo strappo dei capelli. Riesco ad arrivare al pronto soccorso. Decisa alla denuncia. Riesce a far intervenire il cappellano dell’ospedale perche’ io non proceda….e’ un chirurgo….la carriera sarebbe stata rovinata…io stupida non procedo. Torna dopo implorando perdono. Io in preda alla dipendenza affettiva lo riaccolgo. Si fa seguire da uno psichiatra ma il mostro non cambia. Non piu’ violenze fisiche ma verbali. Alla fine? Lui scarica me perche’ seduttivo e affascinante come solo sa essere lui ha messo nel suo mirino una donna con una alta carica appartenente alla nostra struttura ospedaliera

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    1. Costanza, è terribile quello che hai passato. Mi è capitata la stessa cosa, con qualche ulteriore complicazione. Sei stata davvero fortunata che ti abbia lasciata per un’altra vittima che aveva nel mirino chissa da quando. Poteva andare anche peggio, ma sono certa che ti ha devastata. Andrà meglio, stanne sicura. Arriverà il giorno in cui la prima cosa al risveglio sarà una sensazione intensa di gratitudine per l’universo che ti ha liberata da quel mostro. Anche con me è arrivato alla violenza fisica, e piu di una volta. Ho provato a raggiungere qualcuno per un soccorso, ma il mostro me lo ha impedito con la forza. E poi ha fatto in tempo persino a farmi cambiare idea per la denuncia. Errore che sto pagando a caro prezzo. Non ho parole per il cappellano… Andrebbe denunciato.

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  2. Ciao a tutte. In ogni storia che leggo mi ci rivedo.! Ma cosa sono gli uomini?…riusciremo a trovarne uno onesto, serio e innamorato?…io ci voglio ancora credere…mai perdere le speranze…un caro abbraccio a tutte voi.

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