Amore tossico

 

 

Abili prestigiatori in grado di camuffare la propria diabolica identità, gli psicopatici sembrano individui non solo normali e affidabili, ma anche migliori di quelli sani. A chi non è passato attraverso un’esperienza del genere può sembrare sorprendente cosa spinga le vittime a restare nella rete di questi soggetti una volta che lo specchietto per le allodole fa il suo dovere e il dottor Jeckyll si trasforma in Mister Hyde. A questa domanda non c’è risposta immediata perché le ragioni e le personalità non sono sempre le stesse: alcune rimangono per paura, altre per estrema dipendenza affettiva e altre ancora perchè soffrono di ulteriori disturbi di personalità. Ci si domanda perché le donne sane e normali rimangono con lo psicopatico anche a fase di seduzione conclusa quando, cioè, la relazione diventa chiaramente tossica.

Lo psicopatico è molto bravo non solo a fare finta di essere un uomo per bene, ma anche a dosare le giuste quantità di finto affetto e abuso effettivo. Come quando, nella fase della seduzione, sembra essere un compagno adorabile e con la scusa di essere innamorato pazzo fa strane pretese: per esempio, isola la compagna da amici e familiari gettando su questi veleno perché ritenuti critici nei confronti della relazione; oppure le chiede di trascorrere più tempoinsieme perché non può stare lontano da lei.

Stando le cose in questi termini, molte donne permettono alle altre relazioni sociali, che sono sane, di deteriorarsi lentamente. Meno supporto trovano negli altri, più investono emotivamente nella relazione malata; più gli psicopatici sentono di avere potere, più diventano possessivi e controllanti. Un barometro di precisione, che misura gli stati emotivi della relazione e che è insito nella loro personalità, gli suggerisce quando hanno raggiunto il dominio sull’altra parte. E’ quello il momento di alzare il tiro e chiedere di più.

In quel momento cioè potrebbero essere avanzate richieste “devianti”: siccome gli psicopatici fanno facilmente l’abitudine a tutto e hanno sempre bisogno di nuovi stimoli, potrebbero chiedere alle loro prede di cedere alla passione in posti impensati, con la scusa che l’attrazione è troppo forte e non riescono a tenere le mani a posto. In realtà, non è questione di attrazione, nemmeno nella fase iniziale, ma sono puri brividi di trasgressione e superamento dei limiti. Bisogna tener presente che gli psicopatici sono di un narcisismo estremo e traggono immenso piacere nel dominio e nella vittimizzazione degli altri.

Come si acconsente a una richiesta perversa, tale devianza non costituirà più l’eccezione ma diventerà la regola: lo psicopatico pretenderà azioni ancora più spinte mascherandole come prove di una legittima, travolgente e speciale passione. Molto presto, la vittima si riscopre complice e sempre più dipendente. Non a caso è questa una tecnica usata dai protettori per creare sottomissione e dipendenza nelle donne spinte alla prostituzione. Ciò che inizia con la scusa dell’amore romantico e della passione, il sogno della maggior parte delle donne, finisce con l’essere quello era sempre stato in realtà il disegno diabolico dello psicopatico: una forma di schiavitù sessuale.

Persino quelle che rifiutano di cedere alle sue richieste trasgressive sono ugualmente avvelenate dalla relazione tossica se continuano a rimanere con lui. Il modo più comune con cui uno psicopatico avvelena la propria vittima è portarla a considerare il comportamento abusivo come normale. Questo non avviene necessariamente sotto forma di violenza fisica, anche se non mi sento di escluderla. Più frequentemente, si rimane con lo psicopatico facendo l’abitudine a dosi sempre crescenti di violenza psicologica. Quando si scopre il primo tradimento, si può avere una reazione normale e lasciarlo. Ma se non si ha la forza di farlo definitivamente e si ritorna con lui (dopo le scappatelle si fa vedere pentito, romantico e con la coda in mezzo alle gambe per recuperare la situazione) si finirà con il tollerare le prossime infedeltà e far finta di non sapere.

Il diniego diventa la schermatura d’ordine. Quando non è più possibile portarlo avanti, perché i misfatti diventano troppo frequenti ed evidenti, si registrano scoppi d’ira e risentimento verso l’altra donna, ritenuta colpevole del tradimento, al fine di salvaguardare l’integrità della relazione con lo psicopatico. Anche coloro che si erano dimostrati critici nei confronti del rapporto non verranno risparmiati: al contrario, saranno visti come uccelli del malaugurio, lucidi identificatori di una realtà che la vittima, una volta diventata così dipendente, non può più affrontare. A un certo punto si è più prese dalla forza immaginaria del rapporto che dal dover fare i conti con la triste realtà, andare avanti e costruire una relazione sentimentale sana e non patologica.

Alla fine di una lunga serie di scoperte su tradimenti e altri misfatti, capita che la vittima si abitui e trovi una forma di sollievo nella convinzione che queste avventure per lui non significhino nulla, che la ami e che sia lei la donna più importante della sua vita. L’infedeltà diventa aperta e costante: quello che una volta lo psicopatico faceva di nascosto, ora lo fa davanti ai suoi occhi e, peggio ancora, dal momento che è sadico, la sofferenza in lei generata da un misto di gelosia e orgoglio ferito non farà che gratificarlo.

Come Sandra L.Brown spiega in Women Who Love Psycopaths, qualsiasi persona coinvolta con uno psicopatico è destinata a soffrire. Per fare un’analogia, le cellule cancerogene più pericolose sono quelle di velocissima duplicazione e che resistono alla chemioterapia. Psicologicamente, le reazioni più autodistruttive delle vittime di relazioni psicopatiche sono quelle che resistono e si adattano al comportamento malsano. Una volta che ci si abitua alla bugia costante, alla violenza verbale e al tradimento si permette che i vizi si moltiplichino e prendano il sopravvento.

Proprio come gli individui più malvagi di una società acquisiscono potere nei regimi totalitari e i soggetti più marci eccellono nel mondo del crimine, così lo psicopatico riesce a insinuarsi negli angoli più vulnerabili  della donna che dice di amare allenandola gradualmente alla sottomissione e all’accettazione del suo serio disturbo di personalità. Nel far questo, rilascia un potente veleno psicologico in grado di atrofizzare tutte le parti sane della personalità della vittima trasformandola nell’ombra della persona forte e sana che era una volta.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/01/28/poisoned-love-how-a-psychopath-conditions-his-victims/

3 thoughts on “Amore tossico

  1. Astra, ma è possibile che un narcisista/psicopatico non faccia assurde richieste sessuali e non sia un sex addict? Il mio non lo era, anzi sembrava quasi che il sesso per lui fosse una cosa secondaria

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    • Dipende dal soggetto. Molti sono fissati con il sesso, molti lo considerano solo una manifestazione di potere, altri non gli danno tanta importanza. Il sesso è un indice ma non l’unico.

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  2. Dessert, dipende non solo dal soggetto ma anche da come impostato la relazione ,se fà il santo allora il sesso passa in secondo piano ,pur se sempre presente come ossessione . La mia psyco ,mi raccontava che il suo ex era fissato con il sesso ed era un mezzo pazzo,quasi tutti gli uomini che avevano a che fare con lei volevo solo sesso e lei… Con me fece la santa all’inzio ma poi stava sempre a parlare di quello finchè si stancò e il sesso non fù più una cosa importante. Ma con me però…. Da quello che ho saputo qualche mese fà ,adesso la Santa ha messo la maschera della disinibita donna di mondo e non disdegna affato il sesso ,anzi è una cosa basilare nella relazione ,anche di relazione fissa lei non ne aveva ,insomma la dava e come mi fù riferito è normale per lei uscire con 4 o più uomini e passare la notte con loro ,da amici ;-).
    Questo mondo di perversione è vario e variabile ,quindi è bene sapere a cosa si và incontro ,siti come questo devono servire a capire e come evitare di avere problemi con gente simile senza però etichettare subito le persone ma stando attenti alle AZIONI più che alle parole.

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