Come riconoscere la violenza psicologica

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La violenza fisica è facilmente riscontrabile perché lascia segni visibili: contusioni, ossa rotte e sfregi. Essendo questo tipo di abuso così identificabile, siamo portati a solidarizzare subito con le vittime. Importanti romanzi della letteratura moderna e contemporanea hanno come protagoniste vittime di stupri, aggressioni e altre forme di violenza fisica. Mi riferisco, soprattutto, alla impareggiabile Lolita di Nabokov che, dipingendo un ritratto multidimensionale della vittima senza cadere in sentimentalismi o moralismi, rende altresì la precisa immagine del pedofilo senza rimorso. Se i lettori simpatizzano facilmente con i personaggi di questi romanzi, è per l’innocenza della vittima e per l’evidenza della violenza subita. Ma ci sono situazioni nella vita reale in cui chi subisce l’abuso non è proprio immacolato (perché comunque collude con chi lo commette) e la stessa violenza non è necessariamente evidente (perché può essere più emotiva che fisica). Alcuni psicopatici, specialmente i borderline, possono perdere il controllo, passare ai fatti e diventare violenti fisicamente. Ma molti sono più subdoli nel danneggiare gli altri.

Gli psicopatici si presentano al mondo, compresi i propri partner, come esseri in pieno autocontrollo e dotati di equilibrio mentale, amabilità e fascino. Si tratta di soggetti talvolta più pericolosi di quelli che passano alle mani in quanto il loro disturbo di personalità, e con esso i segni dell’abuso, sono sofisticamente mascherati. Talmente cammuffati che a non accorgersi della violenza non sono solo gli estranei, in quanto si tratta di abuso psicologico e non fisico, ma persino le vittime. Gli psicopatici accrescono il controllo in modo graduale: sentono quando possono farla franca e capiscono al volo quando è il momento di stringere le viti ed essere più incisivi nella manipolazione e nell’inganno. La vittima si abitua poco a poco e finisce per essere avvelenata dolcemente, mentre lo psicopatico finge di amarla e di fare tutto per il suo bene. In realtà, piccole dosi di veleno emotivo vengono iniettate giorno dopo giorno nella vita del partner.

La relazione con soggetti del genere può trasformarsi in un perenne stato di ansietà e incertezza. Possono svilupparsi disordini psichici e alimentari, nonchè depressione. L’abuso può essere così sottile e sofisticato da non permetterci di realizzare che a mettere in atto provocazioni del genere sia il proprio compagno. La salvezza parte proprio da qui: riconoscere innanzitutto che il supposto amore della nostra vita sta operando, verso di noi, una vera e propria violenza psicologica. Dopotutto, un problema può essere risolto solo dopo averne accertato la causa.

Definizione: la violenza psicologica costituisce un modello di comportamento protratto nel tempo e diretto a controllare un’altra persona attraverso l’uso della manipolazione, dell’inganno, delle minacce, dell’intimidazione, del ricatto emotivo, dell’abuso verbale, degli insulti, del gaslighting, della coercizione e dell’umiliazione. Questi vengono utilizzati talvolta anche dalla gente normale. Ma qui si tratta di un MODELLO di comportamento protratto nel tempo. L’abuso emotivo funziona come una forma di lavaggio del cervello. Le strategie che descriverò di seguito sono comunemente adottate in carcere, nei campi di lavoro, dalla polizia segreta dei regimi totalitari e dai capi delle sette religiose. Sono stramaledettamente efficaci, distruttive e in grado di trasformare una persona sana e forte nell’ombra di se stessa.

  • ASPIRAZIONI ABUSIVE. La violenza psicologica è presente nelle relazioni asimmetriche, quelle in cui una parte si sforza di andare incontro ad un’altra che, al contrario, alza il tiro. Nei rapporti sani le aspirazioni sono sensate, oneste e bilanciate. Entrambi i partner cercano di fare piacere all’altro e si rispettano.
  • MINACCE .Uno psicopatico mantiene il controllo di una relazione attraverso l’uso di minacce implicite o esplicite e la trasmissione di ansia e paura. Può far capire alla moglie che è il caso di dimagrire, trasferirsi in qualche posto con lui, cambiare interessi o abitudini o lasciare il lavoro; e velatamente minaccia che, in caso contrario, potrebbe tradirla o chiedere il divorzio. Una vera e propria spada è puntata sulla testa della vittima che si sente costretta ad andare incontro alle incessanti ed assurde richieste dello psicopatico. Altre menzogne, ulteriori tradimenti e la ricerca spasmodica di nuove occasioni sono comunque garantite anche nel caso lei lo accontenti. Andare incontro alle esigenze di uno psicopatico non porta a niente di buono, indebolisce solo la vittima e la sottopone ad un controllo ancora maggiore.
  • AGGRESSIONE VERBALE. Essa include insulti, critiche ed imposizioni. Tutti frequentemente utilizzati per stabilire il dominio. L’abuso verbale trasforma quella che dovrebbe essere una relazione paritaria e fondata sul rispetto reciproco in una dove lo psicopatico ha il controllo di tutto e il partner ha paura di contraddirlo e farlo infuriare.
  • ATTEGGIAMENTI DI SUFFICIENZA. L’aggressività degli psicopatici spesso prende la forma di atteggiamenti altezzosi e di sufficienza nei confronti del partner. Per esempio, può comportarsi come una guida di vita e far finta di aiutare l’altro a risolvere i problemi psicologici che è lui stesso a causare. Se l’inganno costante, la manipolazione e i giochetti psicologici provocano in lei attacchi di ansia, insonnia o disturbi alimentari lui si improvviserà suo mentore per aiutarla a superare tali disturbi, partendo dall’assunzione di fondo che, essendo lui più sano ed equilibrato, lei dovrebbe prendere esempio dalla sua stabilità mentale, fisica ed emotiva. Il che fa accrescere dipendenza e senso di impotenza e, cosa ancora più importante, nasconde la vera origine di siffatti problemi psicologici, che sono riconducibili esclusivamente a lui e al suo comportamento nocivo. Mi ricorda la storiella del marito che mette il veleno nella minestra della moglie facendo finta di essere amorevole e preoccupato per lei. Quando ti liberi dello psicopatico, che sta avvelenando la tua esistenza, risolvi anche qualsiasi problema psicologico e fisico sviluppato nel corso della relazione con lui.
  • STATO DI INCERTEZZA/CAOS EMOTIVO. Uno psicopatico depista la compagna tenendola in uno stato continuo di incertezza e precarietà. Non sapendo cosa fare per gratificarlo, siamo portate ad evitare eventuali screzi che possano allontanarlo. Questa tipologia di soggetto, soprattutto se è anche borderline, trasforma la propria vita in un campo di battaglia con tregue occasionali. Pur avendo le sembianze di un compagno calmo, equilibrato ed amorevole, in modo molto sottile è in grado di far tremare la terra sotto la sedia della propria fiamma facendole credere che la relazione per la quale lei si sta sbattendo così tanto è, in realtà, assolutamente precaria. Qualsiasi cosa lei faccia o non faccia potrebbe distruggere tutto. In realtà, nulla di quello che viene fatto o non fatto influirà mai sul suo comportamento. Non ho mai conosciuto uno psicopatico che non faccia esattamente quello che vuole.
  • NEGAZIONE DEI TUOI BISOGNI. Essendo completamente narcisista, non metterà mai i tuoi bisogni davanti ai suoi, a meno che essi non combacino o siano in grado di accrescere la tua dipendenza da lui. Conseguentemente, scoraggerà qualsiasi tua mossa diretta a cementare i rapporti con gli altri o a renderti più forte, più di successo e più indipendente. La ragione è chiara: meno riponi fiducia in te stessa e più sei isolata dagli altri, più è solido il controllo su di te. Se poi ti permetti di lamentarti delle sue mancanze, lo metterai nelle condizioni di divenire scostante, sarcastico, dissacrante o persino aggressivo. Nella sua testa, chiunque e ogni cosa dovrebbero girare intorno a lui.
  • DOMINIO. Finchè non  gli vengono mosse contestazioni tutto fila liscio. Quando, invece, ci permettiamo di dire qualcosa possono anche scendere a compromessi e sembrare corretti ma questa sembianza di parità è assolutamente ingannevole. Se si guarda la relazione nel suo complesso, è evidente che tutto è centrato sulle necessità dello psicopatico. Un’asimmetria del genere costituisce una forma di dominio che dovrebbe essere inaccettabile per qualsiasi donna che si consideri alla pari al partner e in diritto di avere uguale considerazione e rispetto.
  • INVALIDAZIONE. Per gli psicopatici cosa la gente pensa, dice e vuole è di scarsissima rilevanza. Se non gli si dà ragione, smonteranno i ragionamenti dell’altro, uno ad uno, e lo insulteranno. Si tratta di persone testarde e tenaci. Anche quando sembrano andare in ritirata, alla lunga faranno quello che vogliono. Se il tuo compagno ha la cattiva abitudine di mettersi di traverso a quello che dici, sai, senti, vuoi o credi, è un pessimo segno: significa che non ha alcun rispetto genuino o amore per te.
  • MINIMALIZZAZIONE E GASLIGHTING. Se dici a uno psicopatico che il suo comportamento non ti piace, come le bugie costanti e i tradimenti, lui lo negherà (mentendoti ancora) o lo minimizzerà sostenendo che sei esagerata, troppo sensibile e paranoica. Ti dirà che non hai capito bene le cose, che stai esagerando, che c’è stato un misunderstanding o che sei la regina delle tragedie. Quando lo accusi di cose non belle che lui ha effettivamente fatto, dirà che sei pazza e che ti stai immaginando tutto: è gaslighting all’ennesima potenza.
  • REAZIONI ARBITRARIE. Psicopatici e narcisisti comunemente reagiscono in modo arbitrario per stabilire il controllo sugli altri. Se non giochi d’anticipo sarai tenuta sempre sul filo, cercando di capire cosa fare o dire per accontentarlo. Inoltre, se a te importa quello che lui pensa e dipenderai dalla sua approvazione, umore ed autostima oscilleranno come uno yo-yo. Lo psicopatico, giocando con le emozioni dell’altra persona, riesce sempre a tenerla concentrata solo sui propri bisogni. Si tratta di un comportamento dispotico che porta l’altro a sentirsi pazzo, ansioso, depresso e impotente.
  • SARCASMO, IRONIA E UMILIAZIONE. Siccome preferiscono dare di sé un’immagine positiva, gli psicopatici possono non ricorrere all’abuso verbale in maniera sfacciata. Al contrario, possono optare per tecniche più sottili- come il sarcasmo, l’ironia e l’umiliazione- per far rimanere male le loro vittime. Ed è facile notare che mentre si prendono gioco di te e degli altri, lo stesso non si può fare con loro. La regola dei due pesi e due misure regna sovrana in tutti gli aspetti della loro vita: fedeltà, onestà, libertà e persino per quanto riguarda sarcasmo e ironia. Mentre umiliano giornalmente i propri partner per minarne l’autostima, gli psicopatici pretendono verso di sé le più alte forme di rispetto.

Il solo modo per riappropriarti della dignità quando hai subìto la violenza psicologica qui descritta è andare dritta alla sua causa primaria: estirpa lo psicopatico dalla tua vita. Se resti con lui  continuerà a trattarti male e ad indebolire la tua autostima come ha fatto finora.

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/03/

Traduzione Astra

44 thoughts on “Come riconoscere la violenza psicologica

  1. Wow! Lista esaustiva di tecniche di brainwashing, manipolazione mentale, controllo finalizzato all’abuso. Tutto provato sulla mia pelle quotidianamente e per tutto il tempo che sono stata intrappolata nelle fauci del mostro.

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  2. Sono vittima di abusi psicologici da 5 anni . Ho sviluppato ansia d’ abbandono, agorafobia, ho le gambe devastate per il continuo grattarmi, ho perso i capelli, ho un un’ulcera. Questa gente ammazza ,questa gente rovina. Sto cercando di uscirne da 5 mesi ad alti e bassi, ora è un mese che sono riuscita a dire basta dopo l’ennesima situazione paradossale al limite dello schifo. Ho 32 anni, ho perso 5 anni dietro a lui, ma grazie a Dio non ci sono andata a convivere . E’ stato devastante. Ero una persona colta, preparata, una ragazza piacente, sempre sorridente e solare. Al contrario delle sue ex io invece che chiudermi in me stessa ho sviluppato problemi di gestione della rabbia, vomitandogli addosso insulti e molto altro, ma purtroppo tutto si ritorceva contro di me, cercavo di sfogare lo schifo che mi faceva insultandolo, prima di lui non ho mai conosciuto un linguaggio così volgare, delle volte sembravo posseduta per quanta rabbia svuotavo. Ora ho aperto un’attività, nonostante lui mi dicesse che non ero buona a fare nulla, che senza di lui non sarei andata da nessuna parte, quando ero io ad aiutare lui e lui non ha mai mosso un dito. Sono stata vittima di stalking da parte sua, telefonate ad ogni ora del giorno e della notte quando cercavo di lasciarlo. E’ stato un incubo. Adesso è difficile affrontare la solitudine ma ragionando sul fatto che l’alternativa sarebbe essere maltrattata psicologicamente sto meglio a casa mia. E’ un inferno. L’unica cosa che posso dire è che nel momento in cui si incontra una persona che non si prende cura dei nostri bisogni e non è disposta a scendere a compromessi bisogna scappare a gambe levate.

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    • Esatto! È proprio come dici. Sei giovanissima e hai tutta la vita davanti, stavolta senza mostro tra i piedi. Ha provato in tutti i modi a distruggere la tua sicurezza per renderti docile al suo abuso. Ora per te la vita comincia davvero!! 🙂 forza, circondati di persone positive. Sei stata all’inferno ma ne sei uscita!!

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      • È’ una guerra al massacro la loro…come le scelgono bene le prede…che astuti !!! Ma perché vogliono farti impazzire perché stanno male loro ?

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      • Mah.. Non stanno male, a volte fanno finta di stare male per sembrare normali ma soprattutto per far sentire in colpa e responsabilizzare le persone normali loro vittime. Alcuni (i sadici) si divertono a fare del male, altri semplicemente se ne fregano anche di questo.

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      • Passano i giorni e purtroppo mi rendo conto che avere persone che ti vogliono bene vicino non é sufficiente.Siamo noi…siamo solo ed esclusivamente noi.
        Sono certo che nel mio caso,oltre alla storia insieme,abbia giocato un ruolo determinante un passato fatto di splendida amicizia.D’accordo,tutto falso,ma sembravamo amici per la pelle.Stare insieme appariva come un coronamento alle nostre condivisioni.
        Seppur mi abbia devastato per poi andarsene dalla mia vita in men che non si dica,ho oggi,a distanza di mesi,la stessa sensazione di odio-amore che ho vissuto durante tutta la relazione.Pur essendo venuto a conoscenza di episodi a dir poco schifosi perpetrati ai danni di ex mariti e amanti sono ancora qui a pensarla e a soffrire solo al pensiero di non vederla mai piú nella mia vita.E,paradossalmente,vederla mi farebbe tanto,tanto male.
        Scusate lo sfogo ma questo é l’unico posto dove credo di essere capito…

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      • Ecco che comincio a stare male da domenica che dopo il mio voler mangiare dai miei dopo settimane di freddezza e continui giochi psicologici mi sono allontanata come ti ho detto ci siamo sentiti e non ho replicato anzi gli dicevo se non ti sto bene basta ma a lui no non va bene perché lo sente come un rifiuto il fatto di non pregarlo mi sta odiando perché pensa che ormai per me è’ finita…certo so già che lui gioca solo a farmi male mi tende tranelli giochi psicologici sono stata un anno l’anno scorso già so tutto se gli chiedo spiegazioni si arrabbia se gli chiedo più attenzioni lo devo lasciare libero ma se vede che mi stanco chiude subito la paura che lo faccio io…da due giorni che mi ha detto basta non capisci io ti amo di più tu fai questo quello etc ed io ma se ti vado male come sono basta non è’ il caso che continuiamo e lui ah sì allora ciao buon Natale buona vita chiude ho trascorso questi giorni non ti dico a loro piace quando sono le feste crearti queste cose brutte appena stai bene dopo un mal di testa etc ogni scusa è buona per la guerra al massacro…ho visto che aveva ancora la foto nostra non mi sembra il caso la tenessi ancora anche io e l’ho tolta per prima ma per un fatto di stima non ti dico l’ha tolta anche lui e immagino che furia per lui questo è’ un affronto…forza stella sta per finire…ho riniziato di nuovo la via di fuga…immagino quanto lo far stare male che ho tolto quella foto lo vede come una minaccia e allora mi chiedo è tutto il male che mi fai ???? Quello non lo vedi ??? ma che razza di uomini sono questi ???

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      • Franco, la persona che ami e che ti manca purtroppo non esiste e non è mai esistita. Hai capito che era tutto finto, amicizia inclusa. Dunque la nostalgia che hai è legata ad un fantasma che è stato creato appositamente per agganciarti. Sei solo, ma lo eri anche con lei, nonostante tu non lo credevi.

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  3. E quindi Giusy significa che il suo atteggiamento durante la nostra amicizia durata quasi tre anni prima della relazione era esclusivamente volto al tentativo di annoverarmi nel suo album delle figurine?
    Era particolarmente gentile con me e i miei figli… La sera che la conobbi addirittura fu imbarazzante avere gli occhi addosso nonostante la presenza al mio fianco del suo convivente storico.Tra l’altro una persona che conoscevo… Quando iniziammo a chattare mi io mi feci dei problemi in relazione al fatto che conoscessi lui,addirittura le chiedevo di cancellare la cronologia su MSN..I nostri discorsi erano assolutamente superficiali ma lei mi disse che non dovevo ASSOLUTAMENTE preoccuparmi.Altro indizio…a pensarci.Saró stato uno dei 100 in chat…

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    • Quale persona moralmente sana aggancia uno con a fianco il convivente storico? Una chiara triangolazione in classico stile narcisista. E quale persona che sviluppa un reale attaccamento emotivo al proprio partner si comporta come ha fatto lei? Avere in te una persona a lei devota (in amicizia o altro) era già utile. Credo che tu gli abbia dato molto, in termini di tempo, energie, e tutto quello che le serviva in quel momento. Anche quello che ti diceva, di non farti scrupoli morali insomma, è tipico. E infatti lei non se ne faceva. Non perchè aveva trovato la persona speciale a cui poteva sacrificare tutto, ma perchè il gioco le piaceva. Salvo fare lo stesso con chiunque. Quel poveretto del convivente storico…(e poi tu e chiunque altro). Ma chi si merita di essere trattato così?

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      • Esatto Giusy.Ho incontrato qualche tempo fa quest’uomo.Una persona splendida,pulita.Le pagava mutuo,spesa e badava ai suoi figli.Ho avuto con lui un confronto,un dialogo dove é venuto fuori uno schifo indicibile,fatto di tradimenti ripetuti,bugie clamorose.Una pena vedere quest’uomo demolito nell’anima.Nel cellulare della n/p un mondo marcio…marcissimo.
        No,non mi merito di essere trattato cosí,nessuno se lo merita…

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      • Franco, questi qua fanno davvero del male. Sono dei parassiti, in ogni senso. Si cibano degli altri per tutto quello che serve loro, di qualunque cosa si tratti. Usano il sesso come mezzo per tenere le persone agganciate e cominciare il lavoro di controllo e dominio fisico e mentale. Le vittime dopo un po’ sono mezze tramortite dai traumi e dal caos che provocano ciclicamente. E’ dura per chi ci sta dentro uscirne, e a volte è il parassita stesso che se ne salta da una vittima all’altra, quando capisce che è già stato tutto succhiato o che la vittima da allarmanti segni di attività mentale indipendente. Siamo sopravvissuti. Io, personalmente, mi sento una miracolata. Non ho più la dissonanza cognitiva che avevo prima, per cui non c’è neppure un grammo di quel mostro che rimpiango o che salverei. Spero che anche tu presto riesca a vedere nella stessa prospettiva, che non è una prospettiva di difesa, da persona ferita, ma proprio quella di chi ha finalmente capito che aveva un individuo PROFONDAMENTE MALINTENZIONATO nella sua vita e nella sua casa.

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  4. Vero Giusy…dei parassiti veri e propri.Non chiedeva le cose esplicitamente ma faceva in modo di farsele comprare.Vestiti e oggetti per la casa.Vacanze e cene fuori.Naturalmente locali sempre scelti da lei.Per questi elementi dovrebbe esistere un data base… Gli indizi quando si dirada la nebbia e si delineano i contorni sono assolutamente inconfutabili.
    Aldilá del male psicologico che personalmente ho subíto,il mio pensiero va ai suoi figli,due adolescenti innocenti e incomunicanti,con giá a loro volta una connotazione narcisistica.Andrebbe tolta la prole a questi veri e propri stupratori dell’anima,ma purtroppo,come nel mio caso,i padri dei ragazzi non esistono,sarebbero stati forse l’unica fonte di salvezza,e quindi gli stessi figli vivono nell’abbandono piú totale… Poi questi disgraziati fanno in modo di apparire genitori responsabili e premurosi.Ricordo in quella casa di non aver mai visto nessuno dico nessuno.Tristezza mista a tensione si sentivano distintamente nell’aria.Zero amore.

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  5. Davvero interessante questo articolo e la mia ansia aumenta nel vedere molti di questi tratti nel mio rapporto con mio marito. Però ho un dubbio che non mi fa razionalizzare e capire realmente cosa o chi ho difronte…
    Se questi atteggiamenti nascono dopo.la.scoperta di una relazione extraconiugale possiamo parlare di violenza psicologica o psicopatico?o sono di fronte a reazioni normali che non dovrebbero spaventare?
    Io vivo le stesse identiche dinamiche e forse anche prima vivevo questa sorta di inquietudine ma molto blanda…
    Io mi sento davvero come la vittima di un psicopatico e quando provo a parlarne so definita ritardata e falsa che cambio le carte in tavola stravolgendo la realtà…oggi nega anche Le botte ricevute ed i lividi in questi ultimi due anni.
    Ho sempre più crisi di panico e disperazione…Ho due bambini e vorrei crescerli in modo sano perché io non mi sento più tale…vi chiedo di consigliarmi.

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    • Valentina, penso che tu debba al più presto cercare aiuto e supporto. Ho subito anche io violenze fisiche, e anche io provavo di ragionare con chi mi abusava cercando giustificazioni al auo comportamento e anche colpevolizzandomi, in parte. mi sento di dirti che c’è una sola cosa da fare. Ed è mettere te e i figli al riparo. Cerca supporto e continua a leggere. Non ne parlare piu con lui, perchè rende la tua situazione ancora peggiore e aumenta la dose di manipolazione, menzogne e violenza.

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      • Io credo di essere in depressione…mi sta vicino quando mi vede star mAle ma un attimo dopo continua per la sua strada…mortificandomi e usando comportamenti e atteggiamenti aggressivi…mi dice che sono solo una ritardata e una persona cattiva…una prostituta e la peggior mamma che possa esistere. Mi fa senTore in obbligo di continuare a stargli vicino perché solo così posso tutelare i miei figli e questo aumenta i miei sensi di colpa…lui sempre giusto ed equilibrato ed io una insana di mente…incapace di fare tutto…e alla fine ho smesso di sentirmi e di ascoltare solo lui. Sono allontanata da chi mi vuole bene perché ho paura di parlare anche con loro…quando l’ho fatto hanno reagito contro mio marito con il risultato che oggi sono sempre più sola perché quelle persone Non possono più venire in casa mia…e parlo dei.miei genitori e delle mie sorelle…di un amica fidata con cui sono cresciuta. Non sento più parole di conforto e d affetto la solo lui che prima mi massacra con ciò che dice e poi la notte piange e vuole che dormi abbracciata a lui. Mi sono rivolta ad un centro antiviolenza ma.Non sono riuscita ancora a parlAre con la psicologa che mi sta aspettando da mesi. Ogni volta che provo a parlAre con lui mi mancano le parole ed i pensieri sono confusi…perché ogni cosa che dirò sarà solo una cosa in più per schiacciarmi. Mi ripete che posso andar via ma i bambini non me li farà portare e così vivo le mie giornAte nel terrore non riuscendo più nemmeno a badare ai piccoli che mi vedono solo piangere e avere crisi di nervi…e poi penso che questo sarà un motivo per lui per impedirmi di farmi star con loro più le mie crisi aumentano. Scrivo a voi perché non posso più sfogarmi con nessuno…

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  6. Poiché ho compreso che non sono in grado di uscirne da sola ne’ con l’aiuto della terapeuta che mi ha seguito fin qui, e che ormai sono disperata e disposta a qualsiasi gesto pur di uscire da questo continuo lavaggio del cervello, volevo chiedere se a vostro parere possono essere utili i gruppi di autoaiuto, o che tipo di terapeuta dovrei cercare. Non vivo più così, sto troppo male. Davanti a lui mi blocco e tutta la ragionevolezza e le argomentazioni validissime che avrei, le ingoio (non certo per amore) . Grazie.

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    • Stamattina ho fissato appuntamento con una psicologica di un.centro antiviolenza e la cosa peggiore è sentirmi peggio ogni volta che provo a fare qualcosa che mi porti ad avere il coraggio di andare via…è qualcosa di orrendo…è come se ci fosse una corda invisibile che appena provi a spezzata senti che ti stringe ancora più alla gola…e poi penso che lo stai abbandonando che in fondo lui ti ama e sta solo soffrendo tanto eppure inizi a venirmi l ansia appena si avvicina l.Ora del suo ritorno a casa…eppure anche se non ti mette più le mani addosso senti ogni suo sguardo come se lo stesse facendo e ormai sono così condizionata dai suoi pensieri che non sento più i miei e prego che io possa smettere di provare pena e averne un Po per me…
      Rosalba io non posso consigliarti ma posso.dire di capire ciò che provi…Non so quanto serva un sostegno esterno…Ma se non hai figli come me scappa…inventa una scusa e non tornare più…Io andai via di casa senza i bambini ed il giorno dopo quando andai a casa dei suoi per prendermela mi costrinse a parlAre con.lui e così mi rifece lavaggio sell cervello e mi riporto a casa con lui. E da quel giorno sono morta…Ogni minuto grido a mia.madre in silenzio “perché mi.hai fatto andar via”???…ma nessuno più mi ascolta ed oggi mi sento.dire che fa comodo anche a a me….
      Chiedo oggi conforto a voi…

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      • Sei stata isolata non a caso. Così poteva controllarti meglio. Capisco che ti fa star male organizzare qualcosa (un incontro con un professionista per rimetterti in piedi) che tu sai lo manderebbe su tutte le furie. Sei condozionata. Lo sono stata anche io a lungo. Anche io ho figli, piccolissimi. Non ci sono ragioni per rimanere con questi individui. Anzi, chi ha figli ha ancora piu ragioni per riprendersi la propria vita, il proprio tempo, il proprio corpo e la propria mente. I tuoi figli hanno bisogno di una mamma serena, e non ho dubbi che anche per loro le cose andranno meglio quando tu sarai in salvo. Ho la mia esperienza, e quella indiretta di tante altre vittime che ne sono uscite, con figli di tutte le età. Tutte dicono che prima se ne esce meglio è per tutti, ma soprattutto per i figli. Chi rimane molto a lungo si ritrova persino con i propri figli alienati, o che non hanno più rispetto per la loro mamma (o papà). Dunque sii orgogliosa del tuo appuntamento.

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      • Grazie per le vostre risposte che mi aiutano a capirci meglio o ancora più a guardare da fuori ma come me sapete che quando sei dentro ogni minimo spunto di forza che si trae nel parlAre con altri o anche prendere un caffè da sola dopo ti gettano ancora più nello sconforto perché senti le sue parole, i suoi ragionamenti il suo dimostrarti con fatti e parole che sei una persona inutile, che non merita nemmeno di vivere e così smetti di sperare smetti di sentire quella leggera brezza di libertà che senti quando sei sola…e ti ritrovi ad inghiottire ancora e credere che meriti tutto questo…che agire senza pensare ha delle conseguenze e queste sono le tue e devi stare zitta e accettare tutto.
        Ma il corpo cede ed anche i nervi e finisci per togliere i tuoi sorrisi ai bambini..i tuoi abbracci ai tuoi genitori…le tue parole agli amici e ti chiedi perché…
        La cosa che mi fa più male è avere pena per il suo.dolore e la sha sofferenza e non per me.
        Mi dicono…devi uscirne…ma è come dire che non ce la.fai a camminare e ti dicono cammina…questo aumenta ansia e rabbia verso te che non ci riesci.
        Non voglio morire così e davvero ho paura che invece sarà così….
        Scusatemi per lo sfogo ma vi sento.vicino…

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  7. Valentina, forza e non mollare!
    Ora tutto sembra difficile e la sofferenza oscura il tuo giudizio e le tue capacità di risollevarti da questo dolore che ti blocca.
    Ma stai facendo dei passi importanti, ed ora non sei più sola.
    E sopratutto hai capito che devi intraprendere un percorso per uscire emotivamente da tutto quello che ti è successo..Questa è la conquista più grande,.
    Presto starai meglio, anche se ora ti sembra impossibile e cosi’ credici.
    Piano piano le cose prenderanno una nuova forma e ti sembreranno sempre più lievi.. La paura è normale, ed anche sana, ma non deve vincere sulla tua voglia di uscire da questa situazione.
    Coraggio!

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    • Valentina mentre sei sotto il suo dominio (basta il fatto di vivere con lui) è difficilissimo trovare la lucidità e la forza. Stai già facendo tantissimo scrivendo qui e contattando una psicologa. Mi permetto di lanciarti un’idea, che puoi considerare. Organizza una vacanza per te (magari anche con i bambini). Dunque non una fuga, nè nulla che faccia a lui pensare che è un tuo tentativo di uscire dal suo controllo. Organizzala bene, insieme a persone che possono aiutarti. Utilizza quei giorni per fare il punto della situazione, ritrovare un po’ di lucidità e fare una piano. Non è semplice svincolarsi da questa rete! L’uscita dalla relazione va pianificata con cura, con l’aiuto di amici, familiari, psicologi e avvocati.

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      • Si è una fantastica idea ma pensa che oggi io non vado a casa dei miei con cui lui non vuole avere più rapporti perché inizia dopo a chiedermi cosa ci siamo detti per paura che altri possano farmi il lavaggio del cervello essendo io stupida e non capendo la grande opportunità che mi da a permettergli i stargli vicino e poi perché fare qual cosa senza di lui aumenta la sua rabbia perché io preferisco stare sola con i bambini piuttosto che stargli vicino ogni secondo…il minimo dopo avergli distrutto la vita…
        Un avvocato mi disse di andar via alla prima mano addosso e denunciarlo ma non ce l’ho fatta…una psicologa mi disse che solo un percorso psicologico lo avrebbe aiutato ma non posso avere il lusso di poterglielo dire e quando ci ho provato ha avuto delle crisi enormi urlandomi che lui non aveva nessun problema…Io gli ho distrutto la vita ed io gliela devo riparare…
        Mi genera una serie di emozioni opposte…a volte mi abbraccia e mi chiede scusa altre..la maggior parte mi mortifica e umilia…ed io sono sempre più chiusa e resto in silenZio. Oltretutto ha un.calo brusco delle delle sue prestazioni sessuali e per un uomo che era davvero un guerriero in quel campo ritrovarsi a non avere alcun tipo di stimolo e desiderio sessuale è la fine di tutto e l innesco ogni vita della sua rabbia verso di me…Ho di fronte in uomo che mi fa paura e che vorrei tanto aiutare ma non so come…

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      • Valentina sei tu ad avere bisogno di aiuto, non lui!. Rivolgi la compassione verso di te. L’avvocato ha detto benissimo. Ma ti capisco, neppure io ce l’ho fatta quando è capitato (non solo una volta). Ora, con la forza che ho ora, è facile parlare. Ma capisco che quando si è dentro non si riesce. Anche io non ero piu in grado di parlare con la mia amata famiglia. Anche qui, ti capisco. E pure non potevo fare nulla senza di lui, o me l’avrebbe fatta pagare. Però su una cosa cara devi lavorare: i suoi sono abusi orribili e violenze che non hanno alcuna giustificazione! Smetti di scusarlo dentro di te, e fai leva sulla paura che hai di lui. Ascolta quella paura. Ti dice che devi metterti in salvo. Fai qualcosa. Ricontatta i tuoi. Ti accoglieranno a braccia aperte, come é successo a me, anche se gli hai tenuto la porta chiusa per anni. Ti conoscono per come eri prima di aver incontrato il mostro, ti vorranno aiutare. Verrei io ad aiutarti, se solo potessi. Perchè sentire quello che dici mi riporta a quello che ho vissuto sulla mia pelle. Guarda avanti, pensa a te a ai
        Tuoi figli e liberati da quella morsa.

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    • Grazie Peppe…le tue parole mi danno speranza…Non voglio il suo male gli voglio bene e so quanto ne ha voluto lui a me…anzi sono convinta che non potrò più incontrare una persona che abbia per me tanta devozione…centrando tutto.il suo mondo su dime…ma oggi sento che è tutto patologico e la nostra unione inutile e senza senso…solo una.grande falsa per i bambini…

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      • Valentina ma stai parlando dell’uomo che usa violenza, pure fisica, su di te. Che ti isola dagli affetti e che ti umilia (parole tue). l’amore devoto non ha questa faccia. Ma neppure un tiepido sentimento di amicizia.

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  8. Vaentina,

    La devozione che tu pensi ti abbia mostrato è solo una delle trappole più subdole ed inquinanti che il narcisista utilizza per poter in qualche modo farti poi accettare le violenze emotive, e nel tuo caso anche fisiche.. Devi affidarti ad uno specialista che possa aiutarti a rielaborare dentro di te tutti questi comportamenti lesivi subiti, e che possa guidarti anche ad avere un approccio low contact con lui, con il giusto distacco emotivo. Ora stai aprendo gli occhi, ma sei ancora troppo coinvolta emotivamente per dare il giusto nome alle cose che racconti.
    Lui è il padre dei tuoi figli, e solo tu puoi sapere davvero se e come lui possa comunque essere un genitore migliore, che come marito.
    Ti consiglio anche di consultare un centro ani-violenza od un legale, poichè non puoi sapere come lui reagirà quando tu comincerai a distaccarti sempre più da lui.
    Devi tutelati ed essere forte per il tuo bene, ma anche per difendere la salute emotiva dei tuoi figli.

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    • …davvero mi sento in un abisso…continua a mostrarmi tutto ciò che ha fatto e avrebbe fatto per me…eppure sento una solitudine enorme perché io quando le cose andavano bene cercavo sempre qualcosa che mi facesse sentire in contatto con me stessa…come una sigaretta in solitudine senza che lui lo sapesse o un.bagno caldo ascoltando musica ed il mio cuore…E lui non c’era…Ed ora mi sento in colpa e attaccata anche per quei momenti che erano salutari per me ma non per lui che non si spiega come sia possibile amare e riuscire a fare delle cose da solo…e allora mi sento sbagliata, insana…e abbasso la testa e accetto tutto ciò che mi dice…
      Mi rifugio nelle vostre risposte, spesso piango leggendovi perché vi sento vicino anche se non so chi siete…
      Ho paura di ogni pensiero o parola che vuole uscire perché una volta fuori viene utilizzato solo per ridicolizzarmi e rendermi più fragile…e allora sprofondo sempre di più e sono diventata l ombra di me stessa…ho smesso di guardarmi allo specchio…peso appena 52 kili…ho gli occhi stanchi e scavati…ho sempre i capelli legati perché non voglio prendermi cura di me…e piango e mi maledico…che ci faccio qui…e poi i miei figli mi vedono giocare e ridere sempre di meno…e questo scatena in me delle crisi di nervi assurde…Sono stanca e riesce sempre ad inpietosirmi…Mi maltratta mi mortifica.Mi urla addosso e poi la notte non.vuole che dorma.lontano da lui…perché dice che ha paura….e questo mi spegne lentamente sempre più.
      Voglio leggervi e seguire i vostri consigli e se dai miei racconti capite che chi ho di fronte è una persona che mi fa violenza psicologica vi chiedo di farmelo notare…perché io non noto più nulla.
      Oggi siamo andati in giro con i.bambini e lui continua a dirmi anche mentre camminiamo tra le.persone che sono una mamma e donna schifosa…che sono ritardata e che una p….e poi mi compra una.borsa ed io se rifiuto inizia ad innervosirsi…Io non capisco perché non lasciarmi andare e se chi fa questo si rende conto di ciò che fa o è premeditato…
      Grazie…Grazie per il vostro scrivermi…

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      • Cara Valentina,
        io sono forse l’ultima arrivata, fino a pochissimo tempo fa non sapevo neppure chi fosse uno psicopatico, nonostante ci abbia convissuto per tanti anni. Ma non c’è bisogno di un esperto: se tuo marito ti picchia è violenza fisica, se ti insulta a quel modo è violenza psicologica e pure palese.
        Ancora meno so rispondere se è sempre stato così o lo è diventato, ma credo che più niente possa riportare la vostra relazione a una sana “normalità” (ammesso che lo sia stata).
        In più sono coinvolti dei bambini che non devono e non possono crescere in una situazione così. Chiedi aiuto ai tuoi o a un terapista, lascia che ti aiutino a venirne fuori.

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  9. Ciao Valentina,

    Ascolta i nostri consigli. Devi farti aiutare da uno specialista.
    Molto probabilmente in questo momento non hai la necessaria lucidità e consapevolezza per accettare cose cosi’ evidenti ma allo stesso tempo dolorose, che sono difficili da ammettere a te stessa.. Rivolgendoti ad un terapista, che potra’ guidarti verso un percorso che ti farà sentire meglio,molto meglio
    Devi crederci e devi farlo subito, senza starci a pensare su tanto o arrovellarti facendoti mille altre domande a cui ora da sola non riusciresti a cavarne fuori nulla.

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    • Valentina, sono stata anche io nel posto dove sei tu. Anche io ero lacerata tra l’amore che provavo per lui e l’amore che (ne ero certa!) provava lui per me, e la sua incapacità ad evitare di umiliarmi, farmi soffrire, usare violenza (emotiva, fisica, psicologica, e sessuale ho poi capito). Insomma, pensavo che il problema era il suo brutto carattere, che peró a volte lasciava il posto all’uomo piu adorabile del mondo, in cicli sempre piú stretti. In pochi anni la mia autonomia psicologica, la mia energia, la mia fiducia in me stessa, e tanto altro, se ne sono andate. Ero come costantemente in apnea. La mia capacita di vivere e funzionare dipendevano da lui. É probabile valentina, che tra qualche giorno ti ristordirà con una fase di ‘luna di miele’. Tu ti sentirai temporaneamente bene, e penserai che sei stata una pazza a scrivere qui, perche in fondo le cose tra voi funzionano. Ma poi ricadrai. Io ho cominciato ad avere strani sintomi. Svenimenti, attacchi d’ansia, dolori. Il mio sistema immunitario stava saltando. Piu volte sono stata da vari medici. Penso di essere stata fortunata ad aver capito con chi avevo a che fare, perchè lontana da lui sto lentamente recuperando me stessa, il rapporto con famiglia e amici, e ti assicuro che ho bambini molto molto piu sereni. Ma come ti dicevo, so cosa si prova a stare al tuo posto. Anche io ero stata isolata, ed era difficile avere aiuti da amici o famiglia. In più, non riuscivo a parlare a nessuno di quello che davvero succedeva nella relazione. Ma forse dovevo sforzarmi. Con il senno di poi ti dico che devi immediatamente cercare aiuto. E continuare a cercarlo anche nel caso lui ti ritorni in modalitá luna di miele. Come ti scrivevo, non si esce da queste relazioni semplicemente uscendo dalla porta. Hai figli, e poi ci sono altre questioni pratiche (conti correnti, casa, lavoro). É importante che lui non capisca che stai acquistando consapevolezza, o fara di tutto per distruggerti. Cerca di muoverti con grande discrezione e fatti
      Immediatamente aiutare da persone fidatissime (tua famiglia per esempio), professionisti specislizzati in casi di abuso, e un avvocato. Non sei sola.

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      • Cara Giusy, ti leggo e rileggo per capire se davvero quello che leggo l’ho hai scritto tu od io…descrivi quello che provo e vivo come se lo stessi facendo io…è proprio così,appena inizio a prendere consapevolezza della situazione lui sembra attanagliarmi di più dicendo che mi sente lontana e quando riesco a dire qualcosa mi ripete se ho sentito qualcuno che mi abbia fatto il lavaggio del cervello o che sto avendo una delle mie solite crisi che non mi fanno ragionare e capire che lui è la mia vita e che io devo sacrificare la mia per farlo star bene.
        Ho toccato il fondo quando ho aperto lo sportello della macchina in corsa per buttarmi giù,pianse,mi disse che aveva capito che non stavo bene e che mi avrebbe aiutato lui senza capire che è proprio lui a farmi del male…ma io per paura nego nego e nego.
        Sono andata dal medico perché vomitavo in continuazione…Sto bene è la testa che non ci sta.
        Stamattina sono andata a messa con mio figlio(lui non.vuole perché dice che non merito di entrare in chiesa)mi ha telefonato mio padre che con.voce Serena mi ha detto:mi basta uno squillo in qualsiasi momento e corro da te…sono scoppiata in lacrime.
        Ho un account inventato una mail che lui non conosce, la psicologa del centro per qualsiasi cosa chiama una mia cara amica con cui parlo di tutto questo solo a 4 occhi perché controlla mail…cellulare…telefonate…per paura che io parli con qualcuno umiliandolo ulteriormente. Ora sono chiusa in bagno ma lui mi calcola il tempo. Ho paura di tutto…

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    • Grazie Peppe…sto cercando di prendere tempo per fare queste cose ma è davvero difficile e spesso penso che possa accadere l.inferno da un.momento alle altro

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      • Valentina, stai facendo molti passi avanti. Se ti riconosci in quello che ho vissuto é perché anche tu, come è stato per me, sei rimasta intrappolata in una relazione con un individuo profondamente disturbato. Anche io non potevo avere libertà neppure quando andavo in bagno, e mi vietava persono di chiudere la porta a chiave. Le poche volte che l’ho fatto erano scenate e crisi enormi. Giustificate da lui con un amore viscerale, per cui non sopportava perdere controllo e accesso su di me. Cara, io ci credevo! Ora per me é semplice dirti che mi aveva plagiata, e unicamente per i suoi sporchi scopi, ma questo non lo vedevo prima. Fai benissimo a usare un indirizzo a lui sconosciuto. A me lui controllava (di nascosto) tutto. E se per caso scrivevo ad una amica che stavo male per come mi trattava, al momento per lui comodo usava quel fatto per devastarmi e esigere una devozione estrema, necessaria per poter solo sperare in un suo sguardo o parola. Quelle che vivi sono violenze orribili, e la paura che provi (temi il peggio) è la tua intuizione che ti mette giustamente in guardia. Mi è spesso capitato di chiudere a chiave (di nascosto) la porta della mia camera per paura che venisse ad ammazzarmi nel sonno. Capitava quando, dopo ore o giorni estenuanti di attacchi e crisi epiche originate da nulla ma indotte da lui (con la scusa che non si sentiva sicuro del mio amore, per esempio), mi negava la sua vicinanza. Un’altra forma di abuso orribile é quella dell’interrogatorio, che di solito arriva nei momenti più scomodi per la vittima. E spesso la priva del sonno perché la vittima non è neppure libera di decidere di continuare la ‘discussione’ (in realtá è una violentissima forma di tortura) il giorno successivo, andando prima a dormire. Se ti succede tutto questo non è perche ti ama troppo o perchè sei sbagliata, ma perchè devi fargli comodo per alcune ragioni, dunque deve tenerti completamente sotto il suo controllo. Continua a scrivere qui, continua ad appoggiarti alla psicologa e all’amica che ti sta supportando, di nascosto da lui parla con i tuoi familiari e fatti aiutare a costruire un piano per uscire da quella situazione. Ora devi anche contattare un avvocato. È importantissimo, perche ti devi assicurare su come va organizzato tutto per limitare i danni. Ti servono anche risorse economiche. Inoltre, non sarebbe una cattiva idea fare una indagine con un investigatore (è costoso ma in questi casi è anche un buon investimento). É piuttosto comune in individui di questo tipo avere vite parallele o segrete (io l’avrei escluso, visto che non usciva mai la sera, ma non puoi immaginare cosa è venuto fuori). Documentarlo fa la differenza nel percorso legale successivo.

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      • Continua a giustificare le sue azioni come sane e logiche perché è costretto a controllarmi, perché se abbiamo una discussione o meglio se improvvisamente il mio istinto di sopravvivenza mi fa dire basta la prima cosa che fa è impossessarsi del telefono per evitare che chiami qualcuno e possa chiedere aiuto perché sto male e non mi rendo conto di quanto le mie azioni possano portare. Ogni sera mi metto nel letto vicino ai Bambini per farli dormire e lui continua a scrivermi e se non lo rispondo entro pochi secondi arriva come un pazzo in stanza per vedere se sto dormendo, e ahimè spesso capita che crollo e quando succede inveisce contro di me perché non posso addormentarmi se lui sta male perché non posso pensare a dormire mentre ho distrutto la sua vita, invece di abbandonare tutto e tutti per fargli sentire il mio amore smisurato penso a dormire e così è iniziato il terrore del sonno. Tante volte con la scusa dei mal di pancia mi chiudo in.bagno, stendo gli ad asciugamani a terra e mi ranicchio per riposare ma dopo 15 minuti inizia a bussare alla porta se per caso ho il cellulare con me perché ha paura che io mi stai sfogando con qualcuno.a sua insaputa, l unica persona a cui devo spiegare i miei stati d animo è solo lui perché lui fa questo e devo farlo anche io,ma attenzione, non perché lo pretende ma perché deve essere qualcosa di ovvio per me se lui è tutto il mio mondo.
        Ho iniziato a credergli e a sentirmi sempre più sbagliata e questo mi ha indebolita al punto da dipendere dall unica persona da cui vorrei scappare.
        Poi mi tratta come una schiava,tanto di rispetto per quelle persone che sono “schiave”perche solo ora comprendo, prendimi l acqua, prendimi il pigiama, corri a casa che devi chiudere le finestre, scendi con me.perché da solo non posso stare tra le persone, ecc…
        E tu non ti senti più…hai L ansia anche a parlAre fuori scuola con le amiche perché devi correre a casa…lui deve vedermi prima di andare a lavoro.
        Oggi mi ripete che non mi ama più e che sta.in casa solo perché se va via fa accadere un.macello e i bambini ne pagheranno le spese ed anche io e se voglio proteggerli e far si che abbiano ancora un.padre dipende solo da me…
        Ecco il mio.limite e la mia paura più grande…i bambini che sento che da sola in questo stato non riesco a proteggere.
        Tante volte mi chiede se voglio la separazione e se dentro me.urlo siiiii, gli dico un.timido no solo perché so che la sua era una domanda a trabocchetto per capire fino a che punto io.sia disposta a stare con lui.
        Non voglio più vivere così perché in.fondo non sto facendo il bene di nessuno, il suo compreso.
        Ma ciò che mi assilla è?se non lo avessi tradito ora ero felice?lui non avrebbe mai fatto uscire questo lato oscuro?oppure ce sempre stato ma era così sottile da non rendermene conto?o forse se l’ho tradito era perché mi sentivo già in.qualche modo assoggettata a lui è inconsciamente ho voluto fare qualcosa che mi allontanasse emotivamente da lui?…eppure so di averlo amato…

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      • Valentina rispondo qui al tuo ultimo post. In questo momento non devi autoanalizzarti nè tantomeno analizzare lui. La violenza che vivi non ha nessuna giustificazione. Nessuna. Non c’è nulla di quello che tu puoi aver detto o fatto che la possa giustificare. Inoltre, la violenza diventa più intensa con il tempo, non si indebolisce nè si ferma. Organizzati per metterti in salvo.

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      • Stamattina ho avuto il primo incontro con una psicologa del centro antiviolenza a cui mi sono rivolta…Ho spiegato il linea generale ciò che è successo e ciò che vivo oggi e con me o bambini…mi ha chiaramente detto che la mia.situazione è complicata e difficile ma che dobbiamo lavorare su di me…dobbiamodare un nome.alle mie emozioni e che ciò che devo fare è tutelare la serenità dei bambini che in domani avranno solo questo esempio di comportamento. Ci ritorno martedì.
        Mi sento.così sola e smarrita…Non voglio procurare altro male a nessuno

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      • Valentina, hai detto alla psicologa che tuo marito ti picchia e lei ti ha risposto che dovete analizzare te e dare un nome alle tue emozioni?
        Certo che è una situazione difficile, se fosse semplice non ti saresti rivolta a lei! L’analisi la farai eventualmente dopo, intanto cominciate a pensare come mettere in salvo te e i tuoi bambini, la priorità è la vostra incolumità.
        A me non sembra che abbia capito la gravità del problema o non ha le competenze per affrontarlo.
        Ti picchia, tu puoi essere confusa ma non ci vuole un esperto per capire che è molto pericoloso. A mio parere la violenza fisica è un limite assolutamente invalicabile, se lo passano non c’è più niente da salvare, niente per cui vale la pena restare, nessun dubbio ha più ragione di esistere, è un uomo spregevole e pericoloso e non si sa fino a dove si spingerà.
        Devi agire in fretta, ma non in modo affrettato, fatti aiutare da esperti che sappiano darti consigli e sostegno concreto.
        Scusa se mi permetto di fare una domanda a cui non sei ovviamente obbligata a rispondere: sei indipendente economicamente? E se non lo sei, c’è qualcuno che può prendersi cura di te?

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  10. Le ho spiegato per quello che potevo, avendo anche poco tempo cosa ho vissuto e vivo, episodi di violenza fisica sono diminuiti, forse per paura che io possa denunciarlo non so o semplicemente perché capito le frasi e i meccanismi che li scatenano sto attenta e cerco di arginarli per ora così,ciò che mi fa realmente paura è la sua costante violenza psicologica, mi parla a bassa voce,mi mortifica mi denigra fin quando io scoppio in una crisi di rabbia, di nervi,soffocata e allienata dalle sue parole e dai suoi atteggiamenti aggressivi,mi parla spingendosi in avanti con prepotenza costringendomi ad abbassare gli occhi e a essere remissiva.
    Per quello che vivo ogni persona con cui parlo mi sembra che non possa comprendere la realtà ma sarà solo perché io sono offuscata…
    Mi ha detto esplicitamente che ce bisogno di tutelare i miei figli e che devo riprendermi degli spazi che mi possano dare la.forza mentale per farlo, mi ha detto che sono pronti a creare intorno a me.una rete che mi faccia muovere in sicurezza.
    Le ho raccontato cose che qui non ho detto ma che le hanno fatto capire che la violenza fisica si incastra con i miei sensi di colpa è che vivo su una bomba.
    Purtroppo non lavoro ma ho una famiglia disposta ad aiutarmi appena metto piede fuori di qui.
    Il problema restano i.miei figli che vogliono bene al padre e lo cercano quando non ce…

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