La pericolosa nostalgia dei vecchi momenti

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Quando si è tentati di tornare con lo psicopatico è perché si fa l’errore di sognare la prima fase della relazione, quella della “luna di miele”. Non si pensa, infatti, al traditore seriale, al bugiardo patologico e al narcisista. Si spera cioè di ritrovare la persona meravigliosa dell’inizio. In altre parole, si vuole che lo psicopatico indossi di nuovo la maschera.

Durante la fase della luna di miele era attento, rassicurante, rispettoso, pieno di complimenti, generoso, romantico e affettuoso. Faceva promesse da sogno, garantiva impegno,fedeltà,lealtà e amore eterno. Ti guardava negli occhi e ti diceva di non aver bisogno di altro: eri proprio tu quella che cercava da sempre. Diciamola tutta: le fandonie sono romantiche ed assolutamente credibili  quando suonano la musica che si ha voglia di ascoltare.

Gli psicopatici sono attori in grado di far cadere le vittime nel loro gigantesco bluff. Non tanto per quello che dicono, ma per come lo dicono: guardandoti negli occhi, usando un tono di voce suadente, ipnotico, ricco di emozione e addirittura facendosi uscire un paio di lacrime al momento giusto. Si tratta di un rapporto estremamente tossico che implica predazione. La fase della seduzione è davvero allettante e stimolante e dà vita ad una meravigliosa illusione che però si accenderà soltanto una volta. Anche coloro che fanno il grande errore di tornare con gli psicopatici,  mettendo pertanto in pericolo non solo la propria guarigione ma anche la propria felicità ed addirittura la propria vita, non riusciranno mai a rivivere le emozioni della luna di miele. Vediamo perché.

Dal punto di vista dello psicopatico:

  • Non sei una novità. Gli psicopatici sono stimolati dalle nuove conquiste, dal poter imbrogliare e sedurre una persona che conoscono poco.
  • Dimostri debolezza. Con lo psicopatico ci si lascia perché lui si è comportato male: ti ha mentito, ti ha tradito, ti può aver sgraffignato soldi e controllato. Qualunque sia stato il maltrattamento, si è trattato comunque di qualcosa di grave. Puoi aver rotto con lui per questo, o perché ti ha messo le mani addosso, oppure è stato lui a lasciarti: la cosa è irrilevante. Era la relazione stessa ad essere abusiva, almeno dal punto di vista emotivo. Se torni con lui gli dai modo di credere di essere disposta ad accettare altro abuso e non tarderà a servirtelo. Ai suoi occhi la nostra disponibilità è un indicatore di debolezza e non di amore né di lealtà, come siamo portati a credere. Più che un rinvigorimento della vecchia passione ci si deve aspettare meno rispetto e maggiore maltrattamento. Lo sbilanciamento della relazione si farà ancora più evidente e la regola dei due pesi e due misure diventerà sistematica.
  • Dimostri dipendenza. Se hai così tanto bisogno di lui e desideri tornarci insieme nonostante come si è comportato,continuerà a giocare con te al gatto e al topo. Gli psicopatici sono sadici e provano gusto a tormentare le proprie vittime. Accettando la dinamica delle rotture e riconciliazioni, si dimostra di essere donne adatte ai suoi giochi perversi.
  • Dimostri di accettare il ruolo della riserva. Gli psicopatici tornano dalle vecchie prede per risollevarsi dalla monotonia e per il desiderio di mantenere il controllo. Si tratta,comunque,di prede meno eccitanti delle nuove conquiste. Vengono utilizzate di solito come riserva, dove tornare periodicamente, quando lo psicopatico non ha molto di meglio da fare, quando è annoiato, quando la nuova fiamma è occupata oppure è in vacanza; comunque quando ne ha voglia. Se torni con lui, dimostri di accettare le sue condizioni.
  • Ultimo ma non meno importante: lo psicopatico ti punirà e finirà di distruggerti. Come ti sei permessa di rompere con lui? Oppure, se è stato lui a rompere con te, perchè non hai fatto il diavolo a quattro per tornarci insieme? Se non ti aveva già finito, distruggendoti emotivamente e finanziariamente, potrebbe farlo questa volta. E se continuerai a perdonarlo, ti renderai sua complice. Come minimo, giocherà sotto al tuo naso con le donne con cui è nella fase idilliaca che per te, ricordalo, è strafinita. Se ti va bene, imposterà il rapporto come “amicizia con benefits”. Solo che lo psicopatico non è un tuo vero amico ma il tuo peggior nemico che si maschera da amico per usarti e feriti ancora.

Dal punto di vista della vittima:

  • Non sei più accecata dalla novità e dall’amore. Infatti, non sei più nella fase dell’innamoramento. Stai solo tornando ad una relazione che sai  perfettamente essere seriamente compromessa, sperando di poterla correggere. Non andrà meglio, andrà molto peggio.
  • Rimarrai delusa. Gli psicopatici fingono di lavorare su una relazione a lungo abbastanza per ottenere quello che vogliono. Se torni con lui non fa altro che perdere gran parte dell’interesse che aveva nei tuoi confronti, a meno che non voglia dell’altro, esempio denaro. Più ti renderai conto che lo psicopatico non sta riprendendo la relazione seriamente, né sta lavorando per far andare meglio le cose, più manifesterai frustrazione e più lui ti respingerà e getterà la colpa su di te. E poi, cosa succede?
  • Dovrai accettare l’ineluttabile sbilanciamento della relazione o litigherai per ogni cosa. Sia per un verso che per l’altro, non sarà certamente una situazione piacevole e romantica. Dovrai accettare lo stato di subordinazione o litigherai continuamente per riportare il rapporto in equilibrio e in parità: il che è impossibile in una relazione fondata su menzogne, diseguaglianza e dominio.
  • Sei troppo consapevole del suo inganno. La fase idilliaca era basata su un mucchio di frottole a cui credevi o almeno ti sforzavi di credere. Pensavi ti amasse,ti fosse fedele, tenesse a te e ai tuoi cari e considerasse gli interessi di entrambi invece che solo il proprio. Supposizioni che hanno dimostrato di essere errate: lui è semplicemente egoista e non ama nessuno al di fuori di se stesso. Al detto “beata ignoranza” non credo tanto: ignoranza vuol dire vulnerabilità e quello che non conosci può farti male. Sarebbe comunque impossibile tornare al vecchio stato di ignoranza, quando si credeva alle sue bugie. Non gli si può dare nemmeno il beneficio del dubbio perchè ha già dimostrato di non meritarlo. Qualsiasi cosa lui possa dire, da ora in poi sarà inverosimile.

La relazione si fonderà pertanto su diseguaglianza, diffidenza e sfiducia, sentimenti compromessi ed aspettative impossibili. Chiunque dia allo psicopatico una seconda, terza, quarta o quinta chance fondata su inseguimenti di ricordi nostalgici della luna di miele vivrà un vero e proprio incubo. La vita con lui sarà basata su doppi standard in suo favore, su gelosia ed inganno, su uno stato di permanente tensione e di conflitti senza fine, su sempre maggiori aspettative e sempre minori sforzi, da parte sua, di venirti incontro e migliorare la relazione.

E’ questa la realtà da tener sempre presente se mai dovesse sfiorarti qualsiasi nostalgia della luna di miele.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/08/03/reconciling-with-a-psychopath-the-dangerous-lure-of-the-honeymoon-phase/

26 thoughts on “La pericolosa nostalgia dei vecchi momenti

  1. Molto molto vero. l’incubo è iniziato non dopo il primo essersi lasciati, ma alle ricatture.cade la maschera e vedi la meschinità. ci vuole un po’ di incoraggiamento a volte davvero sembra impossibile liberarsi dall’ombra. che attore che attore!

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  2. Astra,
    le tue considerazioni sono profondamente razionali. Sulle cose che scrivi così bene stavo ragionando anch’io in questi giorni poichè la tentazione di un nuovo contatto non mi è ancora del tutto passata. Ma poi mi chiedo: per ottenere cosa? se anche lui accettasse sarebbe una “relazione” ancora più blanda, ancora più fittizia di prima. Ma ne ho davvero voglia? Ho ancora voglia come diceva Jerez in uno dei suoi post, di condividere ancora e solo il suo Ego smisurato? Se vince il ragionamento puro, razionale, senza l’obnubilamento di quello che è stato che COMUNQUE non si ripeterà mai più, ecco, credo ce la si possa fare davero a liberarsi di questi figuranti.

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    • Anna, è proprio questo il percorso logico da seguire. Brava. “Per ottenere cosa?” è la domanda che ci deve sempre guidare quando siamo tentati di salire di nuovo sulla giostra. E la risposta è sempre la stessa: l’unica cosa che si può ottenere è allungare la sofferenza, diluirla nel tempo e purtroppo farla diventare sempre più profonda, umiliante e ricollegabile, oltre alle colpe di lui, anche alle nostre responsabilità.

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    • Brava Anna, bisogna dire solamente:MAI PIU’!!! Tanto a furia di cambiare sempre non cambiano mai,anche se ci fosse un ritorno sarebbe sempre la stessa cosa. Accuse di provare invidia per il loro talento (non mi manca il talento in quello che faccio 😉 , accuse di essere un carcieriere e di di privarli della loro e solo loro “libertà” e tutte le altre cose che ormai sappiamo. Tempo perso,ci meritiamo di meglio o almeno qualcosa di meno peggio di quello che abbiamo o non abbiamo avuto in queste relazioni maledette.L’unica cosa è stare attenti a non trovare una altra persona malata che in qualche modo ci fà ricordare il nostro “grande amore”. Per quanto mi riguarda ci ho messo una pietra sopra, anche se può sembrare poca cosa , si è rivelata per quella che è in realtà quindi se dovessi ricevere degli insulti a gratis dal suo giro ,potrei ribattere facilmente è lei che si autodefinisce Zoc…la e che frequenta vantandosi feste a base di alcool e cambia uomin ogni sera.Quindi a conti fatti non ci ho perso proprio nulla.Anzi no, una malattia venerea o peggio…. :-))) . Statemi bene e Buona Pasqua.

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  3. Domanda per Astra:
    ho letto l’articolo del Dr. Secci: Narciso in psicoterapia: lo specchio spezzato.
    E’ un articolo dai tratti commoventi e non credo di essere mossa solo dal ricordo dell’immenso affetto che ho provato per lui. Credo che esiste anche una pietas che andrebbe concessa anche a costoro, forse, non ne sono sicura.
    Ma comunque , la domanda è:
    Ma se il mio NP o quello di una di noi leggesse questo articolo, cosa proverebbe? Potrebbe riconoscersi? Potrebbe prendere consapevolezza di qualcosa che forse neanche lui sa? potrebbe essergli di aiuto?

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    • Temo che non riuscirebbe ad inquadrare questi tratti caratteriali come una patologia. Secondo lui siamo pazzi noi e il modo di vivere giusto è quello suo e non il nostro. Più che pazzi siamo inferiori, sfigati e non alla sua altezza. Magari in qualche momento di crisi profonda si rende conto che non riesce a non esagerare ma non si tratta di un ravvedimento, è solo una riflessione veloce e superficiale. Torna subito come e peggio di prima.

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      • Quindi tu dici che i casi raccontati dal dr Secci sono casi di persone che spontaneamente sono andate dallo psicologo , magari per altri disturbi (depressione, ansia ecc) e che poi si sono svelate in terapia e che comunque in nessun caso queste persone possono essere aiutate da qualcuno a meno che non decidano loro di farsi aiutare.
        Si, penso che tu dica questo ed in effetti credo che tu abbia ragione. Se neanche noi diamo retta a nessuno quando siamo invischiate, figuriamoci loro.
        Credo di essere nella fase di elaborazione del lutto razionale ma non emotivo. Mi sento ancora così dispiaciuta, arrabbiata, triste, sola (lo so, lo so , è normale….).

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      • Dallo psicologo ci vanno se credono di trarne qualche vantaggio personale, non certo per imparare a smettere di ferire gli altri. E comunque la psicoterapia non è risolutiva perchè da questi mali dell’anima non si guarisce.

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  4. In risposta ad Anna … anch’io sono spesso mossa da quella pietas che tu dici con il mio NP e sarei ancora pronta ad aiutarlo, a consigliarlo sul cosa fare x stare meglio … ma mi sforzo, con tanta fatica, di non farlo e di prendere le distanze, di non chiedere nulla di più del necessario (ho una bambina che mi lega ancora a lui). Ricordandomi che poi lui non ricambia mai nessun favore anche nel momento del bisogno x sua figlia … puntualmente arriva la conferma!
    Ed è stato in cura da psichiatri, e da psicoterapeti vari … puntalmente lasciati, perché a detta sua incapaci di curarlo. Cicli e ricicli che si ripetono, quindi anch io penso che se gli venisse spiegata la patologia da parte di un medico, lo classificherebbe come un ciarlatano che non sa fare il suo lavoro ma solo spillare soldi ….

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  5. Per Anna,la tua domanda me la feci pure io. Lei sapeva di avere tratti narcisisitci da almeno un anno,il suo psicologo(psichiatra seppi dopo ) confermò ,io le dissi che erano comuni a tutti alcuni tratti ,ancora non si era rivelata per quello che è.
    Sai che fece? Si legò al dito questa cosa e comiciò a tartassarmi e a fare la psyco per fare impazzire me e ti assicuro che il gaslight l’ho vissuto in pieno. Alla fine il matto ero io e lei quella sana malgrado diversi ricoveri in clinica psichiatrica con TSO per scoppi psicotici,lo seppi dopo la relazione ,mi disse che erano per la sua cardiopatia ,totalmente falsa a detta della madre e dai certificati medici,parlai con un dottore per sincerarmi della sua salute dopo una corsa al pronto soccorso,non aveva nulla al cuore, non aveva nulla di nulla. Tranne l’abuso di farmaci eccitanti.Sempre per colpa mia … boh.
    Un Narcisista ,quello che noi vediamo come difetti ,come cose mostruse ,lui(lei) li vede come cose positive, e se ci metti che la mia è una donna certi comportamenti li può camuffare meglio,una borderline narcisista e istrionica nella nostra società passa quasi inosservata perchè purtruppo l’edonismo è diffussissimo ,basta guardare i social al limite le possono dire che è facile o che se la tira un pò troppo ,mica possono sapere come si comporta nelle relazioni amorose.
    Puoi stare tranquilla ,che se leggesse non si riconoscerebbe,ci provai ma nulla ,ero il quello cattivo malgrado le cattiverie e il tradimenti li avesse commessi lei.(per colpa mia 🙂 ).
    Non ho mai letto di qualcuno che abbia avuto una relazione con un narcisista che abbia recuperato. E state sicuri che uno psicologo sarà sempre dalla sua parte,primo perchè pagati e poi perchè ascoltano solo una campana,Di solito il suggerimento è :Se lui(lei) è insodisfatto ,lascialo sarà un pazzo…..
    Una delle sue ex psicologhe a 50 anni passati e 2 mariti ,si tiene in forma per il prossimo ex…. Cosi mi disse,quando la conobbi ,si vantava di essere una bella donna con me che la vedevo per la prima volta. Per inciso la psicologa la fà a tempo perso tra le tante e tante cose che fà…
    La pietas ci può essere solamente se li vedi affetti da una malattia,ma i loro gesti ,le loro parole ,le manipolazioni ,la volontà subdola di fare male alle spalle non hanno diritto a nessuna Pietas.
    La sua teoria è che lei si comportata male perchè io sono malvagio e perditempo con il vizio della bella vita e lei la buona e sincera …Però stranamente ,io lavoro e lei sta tutto il giorno e la notte fuori tra feste e … beh ci siamo capiti.
    Secondo voi dei soggetti cosi possono essere recuperati? (domanda retorica 😉 )

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    • Grazie Ragazzi,
      anche sapere che altri hanno fatto i miei stessi ragionamenti mi aiuta.
      Il sentimento provato per quest’uomo aveva una componente di indicibile tenerezza che affiora ancora quando penso a lui e mi commuove. E’ difficile credere che tutto ciò possa essere stato solo frutto una mia costruzione mentale. (Scusate la ripetitività delle mie considerazioni). Vi avevo detto in precedenza che fino a Pasqua avrei osservato il no contact. Pasqua è passata e sono ancora determinata a non chiamarlo. Quando ho i momenti di nostalgia vi leggo e piano piano passa.

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  6. Anna, non era frutto della tua costruzione mentale ma della sua. E’ lui che si è specchiato in te e non viceversa, poi ha rotto lo specchio perchè ha trovato di “meglio” un altro specchio nuovo in cui rimirarsi.Infatti se leggi in giro ,ognuno ,uomo o donna afferma che l’ex con il nuovo partner è uno zucchero,attento ,felice,simpatico etc ,etc e magari fanno delle cose prima non potevo fare perchè “impediti” e te lo fanno pure sapere perchè vogliono proprio annientarti. Se questa con è malattia non sò cosa sia.
    Tu hai nostalgia di te non di lui, di quello che provavi che era amore,lascia perdere tutte le categorie che puoi leggere in giro sul web che dicono cosa sia l’amore,per me tutte fesserie.Se si seguissero schemi nell’amore sarebbe una cosa finta.Infatti i Narcisisti li seguono 😉 .
    Anna, ti dico che la mia ex ha usato con un poretto le stesse identiche cose usate con me, anche i “nostri” simboli unici,le canzoni,i modi di dire e la stessa maschera di umile e virtuosa ragazza acqua e sapone, ma poi ha mostrato il suo vero volto e lui è uscito di testa quasi peggio di me visto che la presa è durata nemmeno un mese. In un solo mese l’ha fatto ammattire e meno male per lui che non ha vissuto quello che ho vissuto io con lei,non sò se si sarebbe mai ripreso.
    Ciao e stai Forte e dritta.

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    • Grazie Jerez,
      “Stai forte e dritta” : cercherò! Sei di Roma, vero? lo sospetto da “poretto”. Ah,ah, non mi rispondere, non importa, era solo per scherzare un pò.
      Kate, grazie tante anche a te.

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    • Jerez, mi è capitata la stessa cosa. Ad un certo punto ho scoperto che il mostro usava con la prima che gli capitava le stesse modalità, stessi riti, o cose che erano ‘sacre’ all’interno della nostra relazione. Questo dimostra l’assoluta incapacità di questi alieni di sviluppare attaccamento emotivo a cose, luoghi e persone. Dimostra la loro meccanicità e l’assenza totale di spontaneità. Sembrano caratteri protagonisti di thriller psicologici.

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      • Brava!! La settimana prima con la fidanzata in Puglia, la settimana dopo con me negli stessi posti. Stessi ristoranti stesso modo di preparare la cena stessi rituali stesse frasi stesso modo di far vestire chi si accompagna a lui…. Che schifo!!! Poveraccio………

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  7. Terrò questo articolo come mio mantra, da rileggere tutte le volte in cui, nonostante tutto, mi viene voglia di sentirlo.
    Io mi ci sono rimessa insieme più volte, credendo alle sue mirabolanti scuse e promesse, finendo poi per subire sempre più angherie, sempre più maltrattamenti. Lui riusciva a spostare il limite della mia sopportazione sempre un po’ più in là, proprio perché più perdonavo e più lui era forte.
    Confermo ogni singola parola scritta qui, le ho provate sulla mia pelle.
    Grazie di cuore Astra, non sai quanto i tuoi articoli siano di aiuto.

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  8. Astra…. Grazie sempre per tutto ma in primis per questo articolo che mi sbatte in faccia un anno e mezzo di speranze in un suo ritorno. Al mio desiderio però ho controbilanciato un no contact e la resistenza a tutti i suoi tentativi per riagganciarmi. Se vuole aiuto lo deve chiedere ma per un anno e mezzo solo giochetti e vacuità … Non cambierà e non avrà bisogno di me e per quanto ogni sera prego che torni, con la lucidità so che la cosa migliore per me è che stia lontano… Poverine quelle che oggi giocano con lui un valzer inconsapevole!!!

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  9. Sono una NP… L’ho consapevolizzato da qualche anno. Non sono una persona cattiva, però sono prigioniera di me stessa ed è vero quando dite che da questi mali non si può guarire. Sono sola da sei anni perché ho capito che, per quanto la desideri, una relazione sana non mi sarà mai concessa. Ho una fede che mi fa sperare in un futuro migliore. Per ora cerco di non fare altri danni e di lavorare su me stessa per costruirmi una personalità meno distruttiva di quella che, istintivamente, mi verrebbe voglia di indossare. Il motivo per cui sono capitata qui è parecchio ironico… Ho incrociato sulla mia strada un narciso perverso che ha tentato di farmi sua vittima. Io per un po’ sono stata al gioco, principalmente perché non mi ero mao trovata da questo lato della barricata ed ero interessata a vedere certe dinamiche dal punto di vista della vittima. Ieri ho detto al mio NP la verità e non l’ha presa bene… Negazione all’ennesima potenza e fuga immediata (per ora, sospetto che non sia finita qui e che tornerà a sondare il terreno per capire se può ancora ottenere qualcosa da me). Sapete una cosa? Mi dispiace… Mi dispiace per lui perché capisco cosa significhi essere prigionieri di sè stessi e mi dispiace per me perché vedermi dal di fuori non è stato bello. Il guaio è che una vittima può svincolarsi da un narciso perverso, ma noi, da noi stessi, come ci svincoliamo?

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    • Essendo NP sai bene che in blog come questi ci sono molti individui empatici. È per questo che hai scritto il post? Vuoi sentirti supportata e capita per il tuo essere ‘vittima’ di te stessa? Chi commette un crimine mentre è in uno stato allucinatorio (per es. causato da una malattia neurologica) é vittima di se stesso, ma i NP sono perfettamente consapevoli della distinzione tra bene e male, sono lucidissimi e in grado di considerare le conseguenze delle proprie azioni distruttive. Dunque non sono affatto vittime di se stessi. Ti è data la possibilità di agire altrimenti. Come dici tu, puoi utilizzare una personalità non distruttiva. Attenzione, i NP e gli psicopatici sono materialmente e moralmente pienamente responsabili dei danni che provocano agli altri.

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      • E sono materialmente in grado di non provocarne se riescono a consapevolizzare la propria condizione. Chissà quante ne esistono di persone come me che convivono con un disturbo della personalità così potenzialmente invalidante, ma che riescono a tenerlo a bada solo con tanto autocontrollo e tanta solitudine. Comunque ti assicuro che anche nella piena consapevolezza, non si può aggiustare qualcosa che è rotto. La nostra percezione del reale è irrimediabilmente falsata fin da quando abbiamo memoria e se io so cosa è giusto e cosa è sbagliato, è solo perché l’ho voluto imparare, non perché lo sento. Mi chiedi se ho scritto per sentirmi supportata e capita. Ovviamente no. Nessuno può capire il mondo interiore di un’altra persona. Per quanto riguarda il supporto, non vedo cosa ci dovrebbe essere in me da supportare. Ho scritto perché sospetto che non vi capiterà spesso la fortuna di sentire come si sta da questo lato e siccome i vostri NP difficilmente si adopereranno per farvelo capire (principalmente perché ignorano di essere ciò che sono), ho creduto di farvi cosa gradita riportandovi qui la mia esperienza. That’s all…

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  10. Di cosa ti dovrei convincere scusa? Ho riportato qui la mia esperienza. Non è che deve convincere qualcuno di qualcosa. È la mia esperienza e basta.

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  11. Io, per quel che può servire, quando ho provato a far capire al mio ex che aveva bisogno di aiuto, mi ha riso in faccia dicendomi che non aveva nessun problema.
    Da quello che ho potuto capire studiando queste patologie, mi sembra che la negazione del “problema” sia comune a tutti, nel senso che non sanno di avere un disturbo! Partendo da questo assunto, non capisco come ci si possa dichiarare “sofferenti” e nello stesso tempo avere la lucidità di riconoscere in altri l’ugual “sofferenza”? Un controsenso che confonde!
    Cit. ” … i vostri NP difficilmente si adopereranno per farvelo capire (principalmente perché ignorano di essere ciò che sono), ho creduto di farvi cosa gradita … ”

    Ma se la signora in questione si riconosce come tale, come è possibile dire che gli altri ignorano di essere ciò che sono? Che differenza c’è? Dovrebbe, a rigor di logica, ignorarlo anch’essa o no? A meno che lei stia seguendo un percorso individuale di riabilitazione che comunque dovrebbe portarla lontanissimo da qui e da queste questioni … sarebbe come stare incollati al tavolo degli inquisitori e perché mai una persona che soffre di suo dovrebbe autoflagellarsi in questo modo crudele?
    Scusate, ma forse sarebbe bene scrivere con cautela e forse con più chiarezza, per evitare di essere fraintesi. Confido nella buona fede di chi ha scritto il post sopra e spero di poter apprezzare meglio in un futuro.

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    • Ma sul serio Saretta pensi che noi NP siamo fatti con lo stampino o siamo obbligati a seguire un copione già scritto? È un po’ limitante. Ognuno ha il proprio grado di consapevolezza o di inconsapevolezza. C’è chi, come me, per ragioni che ho parzialmente spiegato nel mio primo commento, riesce a superare i molteplici muri che ci impediscono di vedere chi siamo realmente e raggiunge la piena consapevolezza della propria condizione, ma nonostante questo si rende conto di non poter guarire, di non poter provare mai le emozioni che le persone normali provano. C’è uno studio molto ben scritto e ben documentato che suggerisco di leggere a chi davvero vuole avere un’idea di cosa prova chi sta dal nostro lato. Personalmente credo che una maggior comprensione di cosa si agiti dentro un NP non può che essere positiva per chi non può fare a meno di avere a che fare con noi (vedi i familiari). Lo studio è questo: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/20/il-mancato-controllo-degli-impulsi-sessuali-nel-narcisismo-perverso/
      Ps: per quale ragione un personale percorso do riabilitazione dovrebbe portarmi lontanissimo da qui? Non l’ho compreso…

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