La pericolosa nostalgia dei vecchi momenti

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Quando si è tentati di tornare con lo psicopatico è perché si fa l’errore di sognare la prima fase della relazione, quella della “luna di miele”. Non si pensa, infatti, al traditore seriale, al bugiardo patologico e al narcisista. Si spera cioè di ritrovare la persona meravigliosa dell’inizio. In altre parole, si vuole che lo psicopatico indossi di nuovo la maschera.

Durante la fase della luna di miele era attento, rassicurante, rispettoso, pieno di complimenti, generoso, romantico e affettuoso. Faceva promesse da sogno, garantiva impegno,fedeltà,lealtà e amore eterno. Ti guardava negli occhi e ti diceva di non aver bisogno di altro: eri proprio tu quella che cercava da sempre. Diciamola tutta: le fandonie sono romantiche ed assolutamente credibili  quando suonano la musica che si ha voglia di ascoltare.

Gli psicopatici sono attori in grado di far cadere le vittime nel loro gigantesco bluff. Non tanto per quello che dicono, ma per come lo dicono: guardandoti negli occhi, usando un tono di voce suadente, ipnotico, ricco di emozione e addirittura facendosi uscire un paio di lacrime al momento giusto. Si tratta di un rapporto estremamente tossico che implica predazione. La fase della seduzione è davvero allettante e stimolante e dà vita ad una meravigliosa illusione che però si accenderà soltanto una volta. Anche coloro che fanno il grande errore di tornare con gli psicopatici,  mettendo pertanto in pericolo non solo la propria guarigione ma anche la propria felicità ed addirittura la propria vita, non riusciranno mai a rivivere le emozioni della luna di miele. Vediamo perché.

Dal punto di vista dello psicopatico:

  • Non sei una novità. Gli psicopatici sono stimolati dalle nuove conquiste, dal poter imbrogliare e sedurre una persona che conoscono poco.
  • Dimostri debolezza. Con lo psicopatico ci si lascia perché lui si è comportato male: ti ha mentito, ti ha tradito, ti può aver sgraffignato soldi e controllato. Qualunque sia stato il maltrattamento, si è trattato comunque di qualcosa di grave. Puoi aver rotto con lui per questo, o perché ti ha messo le mani addosso, oppure è stato lui a lasciarti: la cosa è irrilevante. Era la relazione stessa ad essere abusiva, almeno dal punto di vista emotivo. Se torni con lui gli dai modo di credere di essere disposta ad accettare altro abuso e non tarderà a servirtelo. Ai suoi occhi la nostra disponibilità è un indicatore di debolezza e non di amore né di lealtà, come siamo portati a credere. Più che un rinvigorimento della vecchia passione ci si deve aspettare meno rispetto e maggiore maltrattamento. Lo sbilanciamento della relazione si farà ancora più evidente e la regola dei due pesi e due misure diventerà sistematica.
  • Dimostri dipendenza. Se hai così tanto bisogno di lui e desideri tornarci insieme nonostante come si è comportato,continuerà a giocare con te al gatto e al topo. Gli psicopatici sono sadici e provano gusto a tormentare le proprie vittime. Accettando la dinamica delle rotture e riconciliazioni, si dimostra di essere donne adatte ai suoi giochi perversi.
  • Dimostri di accettare il ruolo della riserva. Gli psicopatici tornano dalle vecchie prede per risollevarsi dalla monotonia e per il desiderio di mantenere il controllo. Si tratta,comunque,di prede meno eccitanti delle nuove conquiste. Vengono utilizzate di solito come riserva, dove tornare periodicamente, quando lo psicopatico non ha molto di meglio da fare, quando è annoiato, quando la nuova fiamma è occupata oppure è in vacanza; comunque quando ne ha voglia. Se torni con lui, dimostri di accettare le sue condizioni.
  • Ultimo ma non meno importante: lo psicopatico ti punirà e finirà di distruggerti. Come ti sei permessa di rompere con lui? Oppure, se è stato lui a rompere con te, perchè non hai fatto il diavolo a quattro per tornarci insieme? Se non ti aveva già finito, distruggendoti emotivamente e finanziariamente, potrebbe farlo questa volta. E se continuerai a perdonarlo, ti renderai sua complice. Come minimo, giocherà sotto al tuo naso con le donne con cui è nella fase idilliaca che per te, ricordalo, è strafinita. Se ti va bene, imposterà il rapporto come “amicizia con benefits”. Solo che lo psicopatico non è un tuo vero amico ma il tuo peggior nemico che si maschera da amico per usarti e feriti ancora.

Dal punto di vista della vittima:

  • Non sei più accecata dalla novità e dall’amore. Infatti, non sei più nella fase dell’innamoramento. Stai solo tornando ad una relazione che sai  perfettamente essere seriamente compromessa, sperando di poterla correggere. Non andrà meglio, andrà molto peggio.
  • Rimarrai delusa. Gli psicopatici fingono di lavorare su una relazione a lungo abbastanza per ottenere quello che vogliono. Se torni con lui non fa altro che perdere gran parte dell’interesse che aveva nei tuoi confronti, a meno che non voglia dell’altro, esempio denaro. Più ti renderai conto che lo psicopatico non sta riprendendo la relazione seriamente, né sta lavorando per far andare meglio le cose, più manifesterai frustrazione e più lui ti respingerà e getterà la colpa su di te. E poi, cosa succede?
  • Dovrai accettare l’ineluttabile sbilanciamento della relazione o litigherai per ogni cosa. Sia per un verso che per l’altro, non sarà certamente una situazione piacevole e romantica. Dovrai accettare lo stato di subordinazione o litigherai continuamente per riportare il rapporto in equilibrio e in parità: il che è impossibile in una relazione fondata su menzogne, diseguaglianza e dominio.
  • Sei troppo consapevole del suo inganno. La fase idilliaca era basata su un mucchio di frottole a cui credevi o almeno ti sforzavi di credere. Pensavi ti amasse,ti fosse fedele, tenesse a te e ai tuoi cari e considerasse gli interessi di entrambi invece che solo il proprio. Supposizioni che hanno dimostrato di essere errate: lui è semplicemente egoista e non ama nessuno al di fuori di se stesso. Al detto “beata ignoranza” non credo tanto: ignoranza vuol dire vulnerabilità e quello che non conosci può farti male. Sarebbe comunque impossibile tornare al vecchio stato di ignoranza, quando si credeva alle sue bugie. Non gli si può dare nemmeno il beneficio del dubbio perchè ha già dimostrato di non meritarlo. Qualsiasi cosa lui possa dire, da ora in poi sarà inverosimile.

La relazione si fonderà pertanto su diseguaglianza, diffidenza e sfiducia, sentimenti compromessi ed aspettative impossibili. Chiunque dia allo psicopatico una seconda, terza, quarta o quinta chance fondata su inseguimenti di ricordi nostalgici della luna di miele vivrà un vero e proprio incubo. La vita con lui sarà basata su doppi standard in suo favore, su gelosia ed inganno, su uno stato di permanente tensione e di conflitti senza fine, su sempre maggiori aspettative e sempre minori sforzi, da parte sua, di venirti incontro e migliorare la relazione.

E’ questa la realtà da tener sempre presente se mai dovesse sfiorarti qualsiasi nostalgia della luna di miele.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2011/08/03/reconciling-with-a-psychopath-the-dangerous-lure-of-the-honeymoon-phase/

96 thoughts on “La pericolosa nostalgia dei vecchi momenti

  1. Molto molto vero. l’incubo è iniziato non dopo il primo essersi lasciati, ma alle ricatture.cade la maschera e vedi la meschinità. ci vuole un po’ di incoraggiamento a volte davvero sembra impossibile liberarsi dall’ombra. che attore che attore!

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  2. Astra,
    le tue considerazioni sono profondamente razionali. Sulle cose che scrivi così bene stavo ragionando anch’io in questi giorni poichè la tentazione di un nuovo contatto non mi è ancora del tutto passata. Ma poi mi chiedo: per ottenere cosa? se anche lui accettasse sarebbe una “relazione” ancora più blanda, ancora più fittizia di prima. Ma ne ho davvero voglia? Ho ancora voglia come diceva Jerez in uno dei suoi post, di condividere ancora e solo il suo Ego smisurato? Se vince il ragionamento puro, razionale, senza l’obnubilamento di quello che è stato che COMUNQUE non si ripeterà mai più, ecco, credo ce la si possa fare davero a liberarsi di questi figuranti.

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    • Anna, è proprio questo il percorso logico da seguire. Brava. “Per ottenere cosa?” è la domanda che ci deve sempre guidare quando siamo tentati di salire di nuovo sulla giostra. E la risposta è sempre la stessa: l’unica cosa che si può ottenere è allungare la sofferenza, diluirla nel tempo e purtroppo farla diventare sempre più profonda, umiliante e ricollegabile, oltre alle colpe di lui, anche alle nostre responsabilità.

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    • Brava Anna, bisogna dire solamente:MAI PIU’!!! Tanto a furia di cambiare sempre non cambiano mai,anche se ci fosse un ritorno sarebbe sempre la stessa cosa. Accuse di provare invidia per il loro talento (non mi manca il talento in quello che faccio 😉 , accuse di essere un carcieriere e di di privarli della loro e solo loro “libertà” e tutte le altre cose che ormai sappiamo. Tempo perso,ci meritiamo di meglio o almeno qualcosa di meno peggio di quello che abbiamo o non abbiamo avuto in queste relazioni maledette.L’unica cosa è stare attenti a non trovare una altra persona malata che in qualche modo ci fà ricordare il nostro “grande amore”. Per quanto mi riguarda ci ho messo una pietra sopra, anche se può sembrare poca cosa , si è rivelata per quella che è in realtà quindi se dovessi ricevere degli insulti a gratis dal suo giro ,potrei ribattere facilmente è lei che si autodefinisce Zoc…la e che frequenta vantandosi feste a base di alcool e cambia uomin ogni sera.Quindi a conti fatti non ci ho perso proprio nulla.Anzi no, una malattia venerea o peggio…. :-))) . Statemi bene e Buona Pasqua.

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  3. Domanda per Astra:
    ho letto l’articolo del Dr. Secci: Narciso in psicoterapia: lo specchio spezzato.
    E’ un articolo dai tratti commoventi e non credo di essere mossa solo dal ricordo dell’immenso affetto che ho provato per lui. Credo che esiste anche una pietas che andrebbe concessa anche a costoro, forse, non ne sono sicura.
    Ma comunque , la domanda è:
    Ma se il mio NP o quello di una di noi leggesse questo articolo, cosa proverebbe? Potrebbe riconoscersi? Potrebbe prendere consapevolezza di qualcosa che forse neanche lui sa? potrebbe essergli di aiuto?

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    • Temo che non riuscirebbe ad inquadrare questi tratti caratteriali come una patologia. Secondo lui siamo pazzi noi e il modo di vivere giusto è quello suo e non il nostro. Più che pazzi siamo inferiori, sfigati e non alla sua altezza. Magari in qualche momento di crisi profonda si rende conto che non riesce a non esagerare ma non si tratta di un ravvedimento, è solo una riflessione veloce e superficiale. Torna subito come e peggio di prima.

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      • Quindi tu dici che i casi raccontati dal dr Secci sono casi di persone che spontaneamente sono andate dallo psicologo , magari per altri disturbi (depressione, ansia ecc) e che poi si sono svelate in terapia e che comunque in nessun caso queste persone possono essere aiutate da qualcuno a meno che non decidano loro di farsi aiutare.
        Si, penso che tu dica questo ed in effetti credo che tu abbia ragione. Se neanche noi diamo retta a nessuno quando siamo invischiate, figuriamoci loro.
        Credo di essere nella fase di elaborazione del lutto razionale ma non emotivo. Mi sento ancora così dispiaciuta, arrabbiata, triste, sola (lo so, lo so , è normale….).

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      • Dallo psicologo ci vanno se credono di trarne qualche vantaggio personale, non certo per imparare a smettere di ferire gli altri. E comunque la psicoterapia non è risolutiva perchè da questi mali dell’anima non si guarisce.

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  4. In risposta ad Anna … anch’io sono spesso mossa da quella pietas che tu dici con il mio NP e sarei ancora pronta ad aiutarlo, a consigliarlo sul cosa fare x stare meglio … ma mi sforzo, con tanta fatica, di non farlo e di prendere le distanze, di non chiedere nulla di più del necessario (ho una bambina che mi lega ancora a lui). Ricordandomi che poi lui non ricambia mai nessun favore anche nel momento del bisogno x sua figlia … puntualmente arriva la conferma!
    Ed è stato in cura da psichiatri, e da psicoterapeti vari … puntalmente lasciati, perché a detta sua incapaci di curarlo. Cicli e ricicli che si ripetono, quindi anch io penso che se gli venisse spiegata la patologia da parte di un medico, lo classificherebbe come un ciarlatano che non sa fare il suo lavoro ma solo spillare soldi ….

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  5. Per Anna,la tua domanda me la feci pure io. Lei sapeva di avere tratti narcisisitci da almeno un anno,il suo psicologo(psichiatra seppi dopo ) confermò ,io le dissi che erano comuni a tutti alcuni tratti ,ancora non si era rivelata per quello che è.
    Sai che fece? Si legò al dito questa cosa e comiciò a tartassarmi e a fare la psyco per fare impazzire me e ti assicuro che il gaslight l’ho vissuto in pieno. Alla fine il matto ero io e lei quella sana malgrado diversi ricoveri in clinica psichiatrica con TSO per scoppi psicotici,lo seppi dopo la relazione ,mi disse che erano per la sua cardiopatia ,totalmente falsa a detta della madre e dai certificati medici,parlai con un dottore per sincerarmi della sua salute dopo una corsa al pronto soccorso,non aveva nulla al cuore, non aveva nulla di nulla. Tranne l’abuso di farmaci eccitanti.Sempre per colpa mia … boh.
    Un Narcisista ,quello che noi vediamo come difetti ,come cose mostruse ,lui(lei) li vede come cose positive, e se ci metti che la mia è una donna certi comportamenti li può camuffare meglio,una borderline narcisista e istrionica nella nostra società passa quasi inosservata perchè purtruppo l’edonismo è diffussissimo ,basta guardare i social al limite le possono dire che è facile o che se la tira un pò troppo ,mica possono sapere come si comporta nelle relazioni amorose.
    Puoi stare tranquilla ,che se leggesse non si riconoscerebbe,ci provai ma nulla ,ero il quello cattivo malgrado le cattiverie e il tradimenti li avesse commessi lei.(per colpa mia 🙂 ).
    Non ho mai letto di qualcuno che abbia avuto una relazione con un narcisista che abbia recuperato. E state sicuri che uno psicologo sarà sempre dalla sua parte,primo perchè pagati e poi perchè ascoltano solo una campana,Di solito il suggerimento è :Se lui(lei) è insodisfatto ,lascialo sarà un pazzo…..
    Una delle sue ex psicologhe a 50 anni passati e 2 mariti ,si tiene in forma per il prossimo ex…. Cosi mi disse,quando la conobbi ,si vantava di essere una bella donna con me che la vedevo per la prima volta. Per inciso la psicologa la fà a tempo perso tra le tante e tante cose che fà…
    La pietas ci può essere solamente se li vedi affetti da una malattia,ma i loro gesti ,le loro parole ,le manipolazioni ,la volontà subdola di fare male alle spalle non hanno diritto a nessuna Pietas.
    La sua teoria è che lei si comportata male perchè io sono malvagio e perditempo con il vizio della bella vita e lei la buona e sincera …Però stranamente ,io lavoro e lei sta tutto il giorno e la notte fuori tra feste e … beh ci siamo capiti.
    Secondo voi dei soggetti cosi possono essere recuperati? (domanda retorica 😉 )

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    • Grazie Ragazzi,
      anche sapere che altri hanno fatto i miei stessi ragionamenti mi aiuta.
      Il sentimento provato per quest’uomo aveva una componente di indicibile tenerezza che affiora ancora quando penso a lui e mi commuove. E’ difficile credere che tutto ciò possa essere stato solo frutto una mia costruzione mentale. (Scusate la ripetitività delle mie considerazioni). Vi avevo detto in precedenza che fino a Pasqua avrei osservato il no contact. Pasqua è passata e sono ancora determinata a non chiamarlo. Quando ho i momenti di nostalgia vi leggo e piano piano passa.

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  6. Anna, non era frutto della tua costruzione mentale ma della sua. E’ lui che si è specchiato in te e non viceversa, poi ha rotto lo specchio perchè ha trovato di “meglio” un altro specchio nuovo in cui rimirarsi.Infatti se leggi in giro ,ognuno ,uomo o donna afferma che l’ex con il nuovo partner è uno zucchero,attento ,felice,simpatico etc ,etc e magari fanno delle cose prima non potevo fare perchè “impediti” e te lo fanno pure sapere perchè vogliono proprio annientarti. Se questa con è malattia non sò cosa sia.
    Tu hai nostalgia di te non di lui, di quello che provavi che era amore,lascia perdere tutte le categorie che puoi leggere in giro sul web che dicono cosa sia l’amore,per me tutte fesserie.Se si seguissero schemi nell’amore sarebbe una cosa finta.Infatti i Narcisisti li seguono 😉 .
    Anna, ti dico che la mia ex ha usato con un poretto le stesse identiche cose usate con me, anche i “nostri” simboli unici,le canzoni,i modi di dire e la stessa maschera di umile e virtuosa ragazza acqua e sapone, ma poi ha mostrato il suo vero volto e lui è uscito di testa quasi peggio di me visto che la presa è durata nemmeno un mese. In un solo mese l’ha fatto ammattire e meno male per lui che non ha vissuto quello che ho vissuto io con lei,non sò se si sarebbe mai ripreso.
    Ciao e stai Forte e dritta.

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    • Grazie Jerez,
      “Stai forte e dritta” : cercherò! Sei di Roma, vero? lo sospetto da “poretto”. Ah,ah, non mi rispondere, non importa, era solo per scherzare un pò.
      Kate, grazie tante anche a te.

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    • Jerez, mi è capitata la stessa cosa. Ad un certo punto ho scoperto che il mostro usava con la prima che gli capitava le stesse modalità, stessi riti, o cose che erano ‘sacre’ all’interno della nostra relazione. Questo dimostra l’assoluta incapacità di questi alieni di sviluppare attaccamento emotivo a cose, luoghi e persone. Dimostra la loro meccanicità e l’assenza totale di spontaneità. Sembrano caratteri protagonisti di thriller psicologici.

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      • Brava!! La settimana prima con la fidanzata in Puglia, la settimana dopo con me negli stessi posti. Stessi ristoranti stesso modo di preparare la cena stessi rituali stesse frasi stesso modo di far vestire chi si accompagna a lui…. Che schifo!!! Poveraccio………

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      • Si Giusy usano lo stesso metodo con tutte.Gli stessi schemi e chattano con tutte contemporaneamente.Amiche ,ex,ritorni,ecc.

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  7. Terrò questo articolo come mio mantra, da rileggere tutte le volte in cui, nonostante tutto, mi viene voglia di sentirlo.
    Io mi ci sono rimessa insieme più volte, credendo alle sue mirabolanti scuse e promesse, finendo poi per subire sempre più angherie, sempre più maltrattamenti. Lui riusciva a spostare il limite della mia sopportazione sempre un po’ più in là, proprio perché più perdonavo e più lui era forte.
    Confermo ogni singola parola scritta qui, le ho provate sulla mia pelle.
    Grazie di cuore Astra, non sai quanto i tuoi articoli siano di aiuto.

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  8. Astra…. Grazie sempre per tutto ma in primis per questo articolo che mi sbatte in faccia un anno e mezzo di speranze in un suo ritorno. Al mio desiderio però ho controbilanciato un no contact e la resistenza a tutti i suoi tentativi per riagganciarmi. Se vuole aiuto lo deve chiedere ma per un anno e mezzo solo giochetti e vacuità … Non cambierà e non avrà bisogno di me e per quanto ogni sera prego che torni, con la lucidità so che la cosa migliore per me è che stia lontano… Poverine quelle che oggi giocano con lui un valzer inconsapevole!!!

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  9. Sono una NP… L’ho consapevolizzato da qualche anno. Non sono una persona cattiva, però sono prigioniera di me stessa ed è vero quando dite che da questi mali non si può guarire. Sono sola da sei anni perché ho capito che, per quanto la desideri, una relazione sana non mi sarà mai concessa. Ho una fede che mi fa sperare in un futuro migliore. Per ora cerco di non fare altri danni e di lavorare su me stessa per costruirmi una personalità meno distruttiva di quella che, istintivamente, mi verrebbe voglia di indossare. Il motivo per cui sono capitata qui è parecchio ironico… Ho incrociato sulla mia strada un narciso perverso che ha tentato di farmi sua vittima. Io per un po’ sono stata al gioco, principalmente perché non mi ero mao trovata da questo lato della barricata ed ero interessata a vedere certe dinamiche dal punto di vista della vittima. Ieri ho detto al mio NP la verità e non l’ha presa bene… Negazione all’ennesima potenza e fuga immediata (per ora, sospetto che non sia finita qui e che tornerà a sondare il terreno per capire se può ancora ottenere qualcosa da me). Sapete una cosa? Mi dispiace… Mi dispiace per lui perché capisco cosa significhi essere prigionieri di sè stessi e mi dispiace per me perché vedermi dal di fuori non è stato bello. Il guaio è che una vittima può svincolarsi da un narciso perverso, ma noi, da noi stessi, come ci svincoliamo?

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    • Essendo NP sai bene che in blog come questi ci sono molti individui empatici. È per questo che hai scritto il post? Vuoi sentirti supportata e capita per il tuo essere ‘vittima’ di te stessa? Chi commette un crimine mentre è in uno stato allucinatorio (per es. causato da una malattia neurologica) é vittima di se stesso, ma i NP sono perfettamente consapevoli della distinzione tra bene e male, sono lucidissimi e in grado di considerare le conseguenze delle proprie azioni distruttive. Dunque non sono affatto vittime di se stessi. Ti è data la possibilità di agire altrimenti. Come dici tu, puoi utilizzare una personalità non distruttiva. Attenzione, i NP e gli psicopatici sono materialmente e moralmente pienamente responsabili dei danni che provocano agli altri.

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      • E sono materialmente in grado di non provocarne se riescono a consapevolizzare la propria condizione. Chissà quante ne esistono di persone come me che convivono con un disturbo della personalità così potenzialmente invalidante, ma che riescono a tenerlo a bada solo con tanto autocontrollo e tanta solitudine. Comunque ti assicuro che anche nella piena consapevolezza, non si può aggiustare qualcosa che è rotto. La nostra percezione del reale è irrimediabilmente falsata fin da quando abbiamo memoria e se io so cosa è giusto e cosa è sbagliato, è solo perché l’ho voluto imparare, non perché lo sento. Mi chiedi se ho scritto per sentirmi supportata e capita. Ovviamente no. Nessuno può capire il mondo interiore di un’altra persona. Per quanto riguarda il supporto, non vedo cosa ci dovrebbe essere in me da supportare. Ho scritto perché sospetto che non vi capiterà spesso la fortuna di sentire come si sta da questo lato e siccome i vostri NP difficilmente si adopereranno per farvelo capire (principalmente perché ignorano di essere ciò che sono), ho creduto di farvi cosa gradita riportandovi qui la mia esperienza. That’s all…

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  10. Di cosa ti dovrei convincere scusa? Ho riportato qui la mia esperienza. Non è che deve convincere qualcuno di qualcosa. È la mia esperienza e basta.

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  11. Io, per quel che può servire, quando ho provato a far capire al mio ex che aveva bisogno di aiuto, mi ha riso in faccia dicendomi che non aveva nessun problema.
    Da quello che ho potuto capire studiando queste patologie, mi sembra che la negazione del “problema” sia comune a tutti, nel senso che non sanno di avere un disturbo! Partendo da questo assunto, non capisco come ci si possa dichiarare “sofferenti” e nello stesso tempo avere la lucidità di riconoscere in altri l’ugual “sofferenza”? Un controsenso che confonde!
    Cit. ” … i vostri NP difficilmente si adopereranno per farvelo capire (principalmente perché ignorano di essere ciò che sono), ho creduto di farvi cosa gradita … ”

    Ma se la signora in questione si riconosce come tale, come è possibile dire che gli altri ignorano di essere ciò che sono? Che differenza c’è? Dovrebbe, a rigor di logica, ignorarlo anch’essa o no? A meno che lei stia seguendo un percorso individuale di riabilitazione che comunque dovrebbe portarla lontanissimo da qui e da queste questioni … sarebbe come stare incollati al tavolo degli inquisitori e perché mai una persona che soffre di suo dovrebbe autoflagellarsi in questo modo crudele?
    Scusate, ma forse sarebbe bene scrivere con cautela e forse con più chiarezza, per evitare di essere fraintesi. Confido nella buona fede di chi ha scritto il post sopra e spero di poter apprezzare meglio in un futuro.

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    • Ma sul serio Saretta pensi che noi NP siamo fatti con lo stampino o siamo obbligati a seguire un copione già scritto? È un po’ limitante. Ognuno ha il proprio grado di consapevolezza o di inconsapevolezza. C’è chi, come me, per ragioni che ho parzialmente spiegato nel mio primo commento, riesce a superare i molteplici muri che ci impediscono di vedere chi siamo realmente e raggiunge la piena consapevolezza della propria condizione, ma nonostante questo si rende conto di non poter guarire, di non poter provare mai le emozioni che le persone normali provano. C’è uno studio molto ben scritto e ben documentato che suggerisco di leggere a chi davvero vuole avere un’idea di cosa prova chi sta dal nostro lato. Personalmente credo che una maggior comprensione di cosa si agiti dentro un NP non può che essere positiva per chi non può fare a meno di avere a che fare con noi (vedi i familiari). Lo studio è questo: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/20/il-mancato-controllo-degli-impulsi-sessuali-nel-narcisismo-perverso/
      Ps: per quale ragione un personale percorso do riabilitazione dovrebbe portarmi lontanissimo da qui? Non l’ho compreso…

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  12. Un np, ammette che potrebbe avere un problema di gestione della propria emotività? quando viene lasciato minaccia o tenta il sucidio? Può commuoversi fino alla lacrime se gli raccontiamo quanto abbiamo sofferto a causa sua?

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  13. Astra e Penelope, una persona che reputavo fosse np, che mi ha lasciata e ora vuole tornare insieme, fa queste cose… Ho sbagliato a valutare, o è un bravo attore?

    Grazie

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    • Tristezza, hai mai detto al tuo lui, magari sinceramente è in tempi non sospetti, che avrebbe potuto fare l’ attore, o hai mai avuto l’ impressione, svolte di avere davanti due gemelli? Io sì e ora capisco il motivo è anche se a volte mi sorge il dubbio, me lo faccio passare. NO! Alla larga!
      Astra io penso che per se stessi provino qualcosa. Quando stanno male se ne accorgono. Per questo tartassano noi…

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  14. Buonasera, vi leggo sempre e mi siete di conforto. La persona alla quale permetto ormai da troppo tempo di distruggermi la vita sta peggiorando rapidamente e ulteriormente. Non ho diritto di parola, lui è libero di fare ciò che vuole , tra scatti di ira e svalutazione, ma non mi lascia andare. Sono disperata e non posso evitare di incontrarlo per motivi professionali, dove indossa per tutti/è la maschera del saggio ed equilibrato collega.Da poco ho iniziato a farmi seguire da una nuova psicologa, ha subito inquadrato il problema e il personaggio, cosa che in precedenza non era accaduta. Spero tanto sia la persona giusta, di riacquistare un po’ di morale e di autonomia di giudizio. Una vita così distruggerebbe chiunque. Mi è stata diagnosticata anche una forma depressiva, dovrò forse ricorrere a farmaci. Leggo tanto, cerco di capire come uscirne , ma da sola sento di non farcela. Inutile aggiungere caratteristiche che tutte qui abbiamo visto. Vorrei sbattere la porta e scappare. Scusate lo sfogo. Grazie ad Astra per lo spazio e per il libro molto prezioso.

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    • Rosalba cara, se la psicologa che ti sta seguendo ti ispira fiducia vedrai che ne trarrai benefici e sollievo dal dolore. La ripresa è molto lenta e ci vuole tanta costanza e buona volontà. Tieni duro, parlane con lei e leggi tanto. Un abbraccio e buona guarigione!

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  15. Purtroppo sono malati, non possiamo far ragionare chi non ha gli strumenti per farlo.
    Bisogna convincersi che non possono guarire, avranno sempre quel meccanismo distorto dei pensieri che non permette di cambiare prospettiva. Loro guardano solo attraverso quella finestra, tutti i tentativi, anche a distanza di tempo, saranno vani non perdonano, non evolvono, non cambiano, non guariscono. Io ne ho avuto conferma perché dopo un anno ho parlato con il mio ex e lui rimane fermo ai suoi schemi, non arretra, accusa, svaluta, vede distorto … che possiamo farci? Niente, assolutamente niente, accettare di avere avuto a che fare con uno psicopatico, solo questa è la strada da seguire. Informati bene sulla patologia, leggi, documentati … io ho fatto e faccio così. Sembra funzionare.

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    • Cara Saretta,
      hai ragione , non c’è modo di comunicare con loro come si farebbe normalmente .
      Non sono malati , sono anaffettivi e vivono la vita in un modo distorto nel quale nessuna persona potrebbe immedesimarsi .
      Siamo stati trattati come oggetti che quando ai loro occhi hanno perso di valore, l’unica cosa da fare è stata quella di metterli da parte .
      Magari possono tornare di nuovo utili , oppure si mandano in discarica .
      Niente di più .
      Invece siamo persone con sentimenti e un vissuto devastante.
      Dimenticarsi di questa brutta parentesi della nostra vita è l’unica salvezza che abbiamo .
      Buona serata a tutte !

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      • Dici bene STellina. Questi disturbi vengono a volte chiamati ‘mallatie’, cosi indicando implicitamente che qualcosa di patologico è accaduto in un individuo altrimenti ‘sano’. Cosí, implicitamente si solleva il ‘malato’ dalle responsabilità e si spera che ‘guarisca’ o ci si arrende al fatto che sia ‘inguaribile’. Ora, la malattia cosí intesa non c’entra nulla con i disturbi di personalitá, dove gli individui hanno una particolare conformazione della personalità (su diverse componenti cognitive, emotive, morali, ecc.) che non è l’esito di una compromissione accidentale di precedenti equilibri. Questi soggetti, amorali, traditori, senza coscienza, a volte machiavellici, sono del tutto responsabili per tutto quello che fanno. Vanno giudicati per quello che sono, non tollerati e magari compatiti perchè sono ‘malati’. Ripeto, il concetto tradizionale di malattia non si applica a questi.

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  16. Non sono d’accordo, l’anaffettività è uno dei sintomi per classificare il disturbo, non sono io che li etichetto “malati”, sono così davvero. Almeno per quel che riguarda il mio ex è molto probabilmente un narcisista maligno con tratti paranoici.
    Non compatisco e non giustifico niente, ma so che si tratta di qualcosa che va oltre il semplice chiamarlo pensiero distorto.
    Mi dispiace ovviamente che questa gente non abbia contezza della gravità della problematica, mi dispiace per me perché solo così capisco il perché del non riuscire a comunicare in maniera normale, mi dispiace perché non capiscono che qualcuno li vuole bene comunque al di là del disturbo.
    So per certo che non potrebbe comprendere ciò che dico, vive in una alterazione della realtà e traduce i fatti partendo da presupposti sbagliati, tutto quello che io posso fare è andare oltre e senza speranza di farlo ragionare correttamente. Peccato.
    Così accetto il tutto … e la devastazione che mi ha causato.

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    • Cara Saretta,
      non sono una psicologa, per cui non voglio addentrarmi sul fatto che siano malati o meno.
      Per esperienza personale , quando mentiva sapeva di farlo , quando mi tradiva era consapevole che non fosse corretto nei miei confronti .
      Diceva frasi di questo tipo : “Io mento solo per discolparmi , arrivo a negare l’evidenza” , oppure quando si rifaceva vivo dopo un periodo di silenzio : ” Dovevo punirti ! Ti ha fatto bene .”
      La differenza nella comunicazione tra il periodo del love-bombing e quello della svalutazione, è stata abissale.
      Mi sembrava di parlare con il suo gemello antipatico , un’altra persona.
      Invece è quello il loro vero volto, prima indossava una maschera .
      Sono perfettamente consapevoli quando fanno del male ma non gliene importa, anzi rigirano la frittata e ti mettono la croce addosso della colpa .
      Non voglio darti consigli, Saretta , però pensa anche a te stessa e al tuo benessere.
      Buona domenica a tutte !

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    • Cara Saretta,
      penso di comprendere bene quello che dici. Una delle cose (di tante) che mi ha destabilizzata e ancora mi destabilizza è la convinzione che mio marito mi abbia amata a modo suo, e ha cercato di mostrarmi quella che per lui era la sua parte “buona”. Credo che lui sia consapevole della sua doppiezza e che non si sia capacitato, quando l’ho lasciato, del motivo per cui, essendo stato (a suo parere e dal suo personalissimo punto di vista…) “buono” con me, io sono andata via. Ho provato decine e forse centinaia di volte a “farlo ragionare correttamente”.
      Credimi, non voleva, ragionare correttamente, ma non perché non ne fosse capace, ne era perfettamente in grado. NON VOLEVA perché voleva solo ed esclusivamente raggiungere il suo obbiettivo del momento. Anche adesso lo fa e mi sta procurando non poco malessere perché usa la sua prepotenza portando me dalla parte del torto quando so bene di avere ragione.
      Il punto è, per come la vedo in questo momento, che al 90% lui indossava la maschera del “buono”, (poi è caduta la maschera, a scanso di equivoci), MA…. quando era duro e vendicativo, nel suo manipolarmi, nel suo fare discorsi che spesso erano fuori dalle righe, distorsivi, ribaltatori di ogni cosa, finalizzati ad affermare sempre e solo se stesso e spesso ferendomi, lui sapeva perfettamente e lucidamente quello che faceva. Quando ribaltava le cose arrivando a sovvertire l’ordine logico delle cose, sapeva perfettamente quello che faceva, perché lui doveva vincere la partita ed io dovevo soccombere.
      E questo è INACCETTABILE.
      Ciao.

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      • UGUALE. Il mio ex ragionava e ragiona nello stesso identico modo di tuo marito. Non c’è verso per fargli cambiare idea. Lo stesso dicasi per l’abilità di sovvertire i discorsi e perfino le realtà, alla fine io sono colpevole e lui … ha dimostrato di vincere la partita. Il falso “lato buono” probabilmente non esiste è stato, con molta probabilità, una facciata che voleva noi vedessimo, lui è veramente quello dell’ultimo periodo. Un uomo cattivo e crudele, anaffettivo e freddo, vendicativo e distorto. Spero di non incontrarlo mai più e dimenticare … alla fine, se non ha saputo comprendermi non mi ha mai amata. In nove anni ho perso tempo.

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  17. E credi Sara che ha sempre avuto contezza della gravità, ma fino a che qualcuno credeva nella sua ‘buona natura’ o nelle sue ‘buone intenzioni’ di copertura, il suo gioco (di potere, controllo, e spesso distruzione dell’identità altrui) funzionava. Unico obiettivo: vincere. Non è che non ha saputo comprenderti, anzi ti ha compresa benissimo. Proprio questo gli ha permesso di manipolarti così a lungo prima che sei riuscita a scappare.

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    • Quello che dobbiamo ricordare bene, poi, nei momenti di incauta nostalgia, è quella frase che credo molte di noi abbiano ottenuto in risposta alla manifestazione esplicita di un disagio: “è un problema tuo, sei tuo che devi risolverlo, io non ho alcun problema”.
      Ecco. Ripetuta più e più volte, come più e più volte sono stati fatti i tentativi di capire e gli abbiamo detto “aiutami a capire cosa sta succedendo, puoi dirmi qualunque cosa, sono disposta ad ascoltare qualsiasi cosa” e la risposta era sempre quella.

      Quello che vorrei chiedere, Giusy e Astra, è : come diavolo è possibile che, anche adesso, a distanza, lui riesca a mettersi sempre dalla parte della ragione e relegare me in un angolo dalla parte del torto, a dire che il mio (IL MIO!!!!!!) modo di fare è sospetto (credetemi, non riuscivo a credere alle mie orecchie) a fronte di una richiesta pienamente legittima e di diritto, fino a negarmi qualcosa a cui ho diritto per mero ostruzionismo ( o forse altro).

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      • E’ così che funzionano. L’obiettivo è vincere. Il dialogo è impossibile perché mai e poi mai il loro obiettivo è la comprensione, il cambiamento, il superamento di comportamenti nocivi alla relazione. L’obiettivo è solo perpetuare questi comportamenti (fino a che la vittima glielo permette). Quello che senti da lui è identico a quello che altre vittime sentono. Per questo è completamente inutile, ma dannoso, tenere una comunicazione aperta. Serve solo a farci abusare ancora, anche dopo l’allontanamento dalla relazione.

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  18. … anche il mio a distanza di un anno e mezzo è riuscito a dirmi le stesse identiche cose di allora, il tempo non esiste per lui, tutto è rimasto fermo ai “mie errori” , io sono sbagliata, ho torto e perfino, ha lasciato intendere, dopo la rottura di essermi ripresa alla stragrandissima …. nell’accezione negativa del riprendermi.
    ti rendi conto quanto sono uguali i ragionamenti????
    Sono sempre più convinta che si tratti di una malattia ….
    non voglio più guardare al passato e ogni ricordo buono lo annego con qualcuno cattivo e dannoso. La sua crudeltà, cecità e mostruosità mi offusca quel poco che pensavo “buono” … so di essere nel bel mezzo di una battaglia con me stessa per dimenticare e ci riuscirò. Mi devo perdonare per aver dato tutta me stessa ad un mostro. Davvero mi auguro che sparisca per sempre e non voglio più rivederlo.
    Non ha lati buoni un serpente. Mi ha detto che è felice …. ahhahaha e aveva fretta di liquidarmi …. ahhah spregevole.
    Ps. Astra, dici che la vita li premierà o la passeranno sempre liscia?

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    • Saretta, alcune persone sono crudeli, malvagie, senza scrupoli, amorali e immorali per loro stessa natura (disfunzionale alle relazioni, ma non a se stessi). Accettiamo che non è legge di natura che si applica a tutti avere in fondo in fondo una natura buona, anche se corrotta per varie ragioni. So che può essere traumatico fare questo cambio di prospettiva, ma la comprensione di questi disturbi deve portarci alla piena consapevolezza che esistono individui malvagi per natura. Sono persone pronte a tutto pur di mandare avanti i propri interessi (sessuali, economici, di potere, ecc.) e che non si fermano davanti a nulla perché non provano rimorso, pietà, paura, ecc. Sono a tutti gli effetti gli individui più pericolosi che esistono. Una cosa sola va fatta: tagliarli completamente fuori dalla propria vita, chiudere ogni contatto e canale di comunicazione, estendendo questa pratica anche alle persone vicine al mostro.

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  19. Accettare che l’uomo che ho amato di più nella mia vita non sia la persona che credevo ma un manipolatore anaffettivo per il quale sono stata solo una pedina da muovere a suo piacimento, per ottenere vantaggi personali che al momento appagavano il suo Ego, è stata la cosa più devastante.
    Capire che nella relazione ho amato solo io, ci ho creduto solo io, mi ha lasciato in uno stato di disperazione mai provato.
    Però è così, per lui sono stata un oggetto che per anni ha considerato di valore e dopo essersene stufato lo ha mandato in discarica come se non valesse più niente.
    Lo so che mentre io scrivo queste righe , dopo diversi mesi dalla rottura, nella sua testa non c’è un pensiero per me .
    Cancellata .
    Mi ha fatto molto male però non lo odio, non fa parte di me provare rancore e il mio obiettivo è arrivare a provare indifferenza per lui.
    Credo che essere incapaci di amare e, dunque, avere preclusa la parte più bella della vita , sia già una punizione sufficiente.
    Non soffre mai veramente ma non gioisce mai veramente.
    Ha vinto sempre nella vita, ma cosa gli rimane?
    Il vuoto cosmico che deve cercare di riempire con nuove conquiste seguendo sempre lo stesso schema e ritrovandosi sempre annoiato alla ricerca di qualcosa di nuovo.
    Non lo invidio.

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  20. Sono d’accordo con te, Stellina, neanche io riesco a provare rancore e meno che mai a odiare. Mi rimane una infinita tristezza per ciò che poteva essere e non è stato, l’amarezza per quello che abbiamo realizzato e che diverrà altro da ciò per cui è stato fatto, la delusione per gli inganni, la rabbia per l’errore, la sfiducia ed il senso di inutilità.
    Scusate se è poco.

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    • La prima cosa che dobbiamo fare è smettere di vederci come ci ha dipinto lui, noi siamo altro.
      Quando lo conobbi ero fiera della persona che sono, con difetti come tutti .
      Ora cerco di recuperare quell’autostima che ho perso e la mia identità nascosta in qualche angolo dell’anima.
      Ho messo in dubbio la mia capacità di giudizio, in realtà è difficile capire con chi si ha a che fare, quando vogliono conquistarti e si comportano come l’uomo ideale.
      Tanto da recuperare di me, in un certo senso sarà come nascere una seconda volta.
      Se mai avrò voglia di relazionarmi con un altro uomo, per ora non ci penso proprio, terrò bene a mente che :”Se è troppo bello per essere vero, sicuramente non è vero.”
      Un abbraccio

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  21. Sono perfettamente in linea con le vostre sensazioni, sono pressoché identiche.
    Resta amarezza, non rabbia, non rancore, ma solo profonda amarezza per aver amato una persona priva di sentimenti. Ora tocca a noi rimetterci in piedi, da qualche giorno sento l’aria più fresca, mi sento leggermente meglio, sto accettando, mio malgrado, la consapevolezza della sua patologia e so che non posso farci niente.
    Dio solo sa quante volte ho sperato che cambiasse, che capisse, che non mi dipingesse in malo modo, ma ora so che non potrà mai farlo, non è costruito per questo. Peccato per lui, che si è perso me e probabilmente “fortuna” per me che la storia non sia andata avanti.
    Io non ho intenzione di trovare un altro o un’altra relazione, non voglio più complicarmi l’esistenza, voglio ritrovare la serenità e vivere bene così.
    A volte ripenso a quanto sono stata male per un lutto improvviso nella mia vita parecchi anni fa, non riuscivo ad elaborare quel disastro. Mi tornava in mente il periodo antecedente, poco prima della morte … un incubo. Lo stesso ho provato quando lui stava per lasciarmi … stesso trauma, stessa devastazione. Poi col passare del tempo anche quei ricordi hanno smesso di fare male e sono andata avanti, ecco io paragono questa rottura a quell’evento e se è come penso, dimenticherò nello stesso modo e sarà la mia vittoria.
    Vi saluto care “amiche” siete sempre una mano di conforto. Ciao Saretta.

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    • Io preferirei che fosse stato lui a lasciarmi, perché forse in questo modo potrei sfogare quella sensazione che ho dentro. Invece sono qui, mi sono regalata due giorni in un luogo magnifico ma la voce di Carmen Consoli con 100 violini suonati dal vento ed il mio cenare da sola circondata da coppie o famigliole mi stringe nell’angoscia irreparabile di non condividere la mia vita con nessuno. E teniamo da parte le amicizie. Possiamo anche dirci che siamo fortunate a non essere sole al mondo ma io vorrei una persona speciale a spartire questi momenti. E, folle che sono, vorrei che ci fosse lui, come pensavo che fosse, come per un po’ è stato.

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      • Cara Penelope, capisco come ti senti e, purtroppo, è un dolore che bisogna attraversare per uscirne. Ricordati che provi nostalgia per un uomo che , in realtà, non è quello che mostrava di essere nei momenti belli.
        Anche a me capita, a volte, di far fatica a scacciare i bei ricordi ma poi penso che quel comportamento era funzionale al manipolarmi e farmi accettare i suoi comportamenti.
        E , prima di lui, non ho mai provato la sensazione della solitudine anche stando sola. Credo che anche quella sia una sensazione negativa che mi ha regalato, assieme alla distruzione della mia identità.
        Scaccia il pensiero che senza di lui sarai sola e triste, non sarà così quando lo dimenticherai.
        Un abbraccio !

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  22. Quando e come ci hanno trasformate da persone autonome, indipendenti e propositive, dotate di risorse, in poveri fantocci sottomessi e tristi? Quanto tempo è occorso loro? Siamo predisposte e sbagliate noi? Come possiamo riprenderci la nostra vita, a dispetto di costoro che ci tengono attaccate all’amo e ogni tanto danno uno strattone per vedere se siamo ancora lì?
    Forse sono domande inutili e sicuramente le storie differiscono tutt’e fra loro nelle modalità , ma se anche qualcuna di voi se le e’ poste e come me è in cammino per trovare risposte, mi sarebbe di aiuto.
    Grazie

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    • Di solito questi individui vanno molto veloci, bruciano le tappe, e non è insolito sentire che le vittime già dai primi incontri hanno avuto la sensazione di aver trovato l’anima gemella. Nell’arco di poche settimane o giorni la vittima sente già di vivere qualcosa di stupefacente, e si sente al centro dell’universo del partner. Questa fase (love bombing) può avere durata variabile, ma prima o poi alla vittima viene tolta la terra sotto ai piedi, cominciano gli abusi, spesso in modo ciclico fino a che non si arriva stremati e oramai completamente indeboliti. Non credo che le vittime siano necessariamente predisposte, ma di certo ci sono persone che più di altre sono le prede favorite. Chi ha avuto storie familiari di abuso secondo me fa più fatica a riconoscere la gravità delle aggressioni e umiliazioni che avvengono durante la relazione. Per riprendersi la propria vita occorre innanzi tutto scappare dall’abusante e chiudere ogni tipo di comunicazione con lui/lei e con le persone quello/a vicine.

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    • Cara Rosalba, quando mi imbatto nei suoi cucu nello spam del telefono – pensa a distanza di 4 anni – io penso che quella tentazione di rispondergli o di cercarlo è solo un mio bisogno sulla quale devo ancora lavorare. tieni presente che sono passata attraverso tutte le fasi cosi bene descritte dal blog precisamente tutte. se ti può essere d’aiuto questo. è solo un mio bisogno e forse anche curiosità che devo debellare.

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  23. Cara Rosalba, me le sono poste, eccome, tutte queste domande.
    Per quanto mi riguarda , come credo per molte di noi, precedentemente a lui ho avuto relazioni sane, che sono finite senza grossi strascichi e con modalità normali.
    Non sono mai stata gelosa, non ho avuto un’infanzia difficile, sono sempre stata indipendente, non ho mai avuto la paura di restare sola, ho sempre pensato che un uomo al mio fianco dovesse migliorarmi la vita e non peggiorarmela.
    La relazione con lui mi ha ridotto a brandelli, mi ha privato della mia identità e lasciata in uno stato iniziale di paura a cui seguivano attacchi di panico.
    A me è successo meno di un anno fa, quando è iniziata la fase della svalutazione, dopo anni di felicità (qualche periodo strano c’era ma era breve e lo dimenticavo),
    mi ha mostrato la sua vera faccia e non riconoscevo più l’uomo che avevo amato.
    Non capendo l’involuzione del rapporto ho provato a chiedere spiegazioni alle seguivano, inizialmente, risposte rassicuranti ma con una freddezza di fondo.
    Poi le cose peggioravano e io ho messo in dubbio il suo amore per me…apriti cielo !
    Da lì è iniziato l’incubo : lui offeso, mi puniva col silenzio, io chiedevo scusa e tornava.
    Grande errore, lui pensava di avermi fatto accettare i suoi nuovi comportamenti e le cose peggioravano.
    Finché, l’ultima volta esasperata ho sbottato in modo pesante, mi ha accusato di essere paranoica e insicura e di dire cose che non avevano ragione di essere.
    Mi ha lasciato dicendo che sta meglio solo.
    Ero disperata e mi vedevo con la sua lente: una donna paranoica, insicura , che non valeva niente , insomma una specie di “cassonetto”.
    Ma da quello che ho letto, capita a tutte, ci destabilizzano e ci spogliano della nostra identità, positività e ci tolgono il sorriso.
    Come uscirne ? Spero di farlo ripartendo dal volermi bene, ritrovando la mia vera personalità e il mio entusiasmo per la vita.
    Non siamo noi ad avere problemi, ci siamo solo innamorate e fidate di una persona che ci ha usate e trattate come un oggetto.
    Una buona giornata a tutte!

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  24. hai utilizzato la parola ” cassonetto”…il mio n.p. proprio la usò dicendo che le persone le usa e poi le getta nel cassonetto appunto….no comment

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    • Sì Michela ho usato quella parola perché definisco il mio stato attuale : “la sindrome del cassonetto” . Almeno ci rido un po’ su , l’autoironia non mi è mai mancata e , ogni tanto, la recupero.
      Posso farti una domanda? Ho letto che, dopo quattro anni, senti ogni tanto il bisogno di sentirlo, però ti sei ripresa la tua vita, stai bene?
      Giusto per sapere quanto mi ci vorrà…
      Rosalba, siamo tutte nella stessa barca…io direi di remare forte!
      Un saluto a tutte.

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      • ciao Stellina, si oggi posso dire di stare bene. mi c’è voluto parecchio e vado da psicologa tutt’ora per il lavoro su di me. Ho fatto di tutto inventato mille stratagemmi anche pratici per tirarmi fuori dalla situazione. sono a un anno e mezzo di no contact. Soprattutto ho dovuto rivedere la mia vita e ho apportato con coraggio cambiamenti. stava lì il nocciolo della questione dove il ” povero ” narci centrava fino ad un certo punto. Tutto molto molto doloroso.

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    • Cara Rosalba ti rispondo solo oggi perché sono reduce da questi ultimi giorni di precipizio e lagrime. Non che ora stia benissimo ma già avere l’impulso di venire qui e scrivere è un successo. Il mio tentativo di regalarmi due giorni di vacanza per stare con me forse sono serviti a mettermi in contatto con la parte più dolorosa.
      Le domande che ti poni ce le siamo poste tutte. Io credo che ci sia una “predisposizione” nel senso che la nostra forte capacità empatica, forse in alcune di noi una magari anche lieve tendenza alla sottomissione sulla quale potremmo indagare (io l’ho fatto).e la convinzione di potercela fare, proprio in virtù della nostra forza di cui eravamo consapevoli finchè non l’hanno annientata, sortiscono questo risultato.
      Io ho vissuto da sola per anni prima di incontrare il “principe azzurro” (che, manco a dirlo, vantava davvero tra le sue peculiarità nobili origini e non che questo per me avesse importanza perché, a dire li vero, sono cose che ritengo del tutto inutili ma probabilmente per lui è significativo, senza considerare che tra vantare quarti di nobiltà e la nobiltà d’animo ce ne corre) e adesso che sono di nuovo sola ho paura di non farcela e di non riuscire a fare più le cose che facevo prima, incluso il viaggiare da sola, stuccare i buchi dei muri ecc.
      Mio marito per fortuna ha capito ormai che è finita. Prima di capirlo ha cercato di “incatenarmi” incluso cercare di convincermi che dovessi restare a casa un mese in malattia per un piccolissimo incidente al piede che mi si era verificato e lui sa bene che io non reggo due giorni chiusa in casa….
      Come ci riescano…. in virtù dell’amore che proviamo per loro e che continuiamo a provare anche quando ci vediamo maltrattate.
      Cosi, cara Rosalba, quando lui prova a strattonarti per vedere se sei ancora lì… tu dimostragli che sei altrove, con la mente, il cuore e tutto il resto. Dimostragli che senza di lui non ti sei persa.
      Cerchiamo di pensare meno a loro e di più a noi, a ciò che amiamo fare.
      Io sono sul fondo del pozzo, adesso ed è difficile pensare di essere altrove, ed è difficile pensare che si sono perché mi ci hanno fatto scivolare piano piano, mentre mi illudevo di percorrere un sentiero fiorito di collina e andavo indietro, invece di andare avanti.
      Allora come si fa? Parlando con chi ci può capire, parlando con persone che abbiano dinamiche mentali meno contorte, mantenendo il low contact se il no contact non è possibile come nel mio caso.
      E guardando oltre. Per cominciare basta poco. Scrivere sul blog, leggere un bel libro, parlare con persone “sane”, uscire anche se non ne hai voglia, tornare a pensare che si è capaci di fare, di vivere, di lavorare, anche senza di lui.
      Che se si continua a guardare il fondo del pozzo si vede solo l’ineluttabilità di un nero fondo del pozzo.
      Lo dico a te e ame.
      Se vuoi scrivermi Astra può darti il mio indirizzo.
      Un abbraccio

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      • Cara Penelope,
        hai ragione quando sottolinei il fatto che la nostra capacità empatica sia una caratteristica che loro hanno sfruttato, non avendocela.
        Predisposizione alla sottomissione, non lo so, a me piace l’uomo deciso che sa quello che vuole e ti tratta come i gentiluomini di una volta.
        Così mi ha fatto credere di essere prima di calare a poco a poco la maschera e dimostrarmi che è un uomo manipolatore ed anaffettivo, altro che Principe Azzurro.
        Quando l’ho conosciuto avevo una vita piena e soddisfacente, ero felice anche se non avevo un uomo accanto.
        Ora il buio, lotto con me stessa ogni giorno per recuperare la passione per la vita.
        Mi dispiace che abbia passato giorni dolorosi, però gli psicoterapeuti dicono che sia il primo passo per riprendersi. Se si nega il dolore, prima o poi riapparirà lasciandoci distrutte.
        Noi siamo bravissime a prenderci le nostre responsabilità e colpevolizzarci, cerchiamo di non prenderci anche le sue colpe, il fardello sarebbe troppo pesante.
        Un mio amico, al ritorno del cammino di Santiago, mi disse che era stata un’esperienza forte e una metafora della vita, perché aveva capito che quando la strada si faceva difficile e lo zaino era troppo pesante era necessario scegliere cosa lasciare per strada e cosa tenere.
        Con un fardello troppo pesante, rimaniamo ferme, schiacciate da quel peso insostenibile, impariamo a liberarci di qualcosa e ci ritroveremo a camminare più leggere.
        Lo dico prima a me stessa, scrivere qui mi aiuta a ragionare e confrontarmi e con altre persone non posso farlo.
        Buona giornata

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      • Oh certo apriva lo sportello dell’auto, la prima volta che incontro’ mia madre le fece il baciamano. A me sembrava una cosa anacronistica, troppo ma pensavo fosse una specie di vezzo. Altroché vezzo…
        Oggi va meglio, il mio ultimo giorno di ferie il mare ha lavato il pianto, ho scambiato due chiacchiere in spiaggia con perfetti sconosciuti, è stato tutto così lieve e gradevole.
        Ecco, può accadere anche questo. Pensiamoci. È un abbraccio.

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    • Cara Michela, mi fa molto piacere che tu stia meglio, è incoraggiante per noi che stiamo attraversando un percorso difficile.
      Sicuramente ci sono dei punti deboli che il narcisista ha toccato per avermi ridotto in questo stato, però credo che se per 40 anni non sono stata gelosa, non ho mai sofferto troppo per la fine delle relazioni precedenti, non ho mai permesso a nessun uomo di farmi accettare situazioni che non mi convincevano, non sarà che qualche responsabilità ce l’ha anche lui? Che mente e si presenta per quello che non è, che ha fondato il rapporto sull’inganno e poi ha attuato tutto il repertorio del manuale del perfetto narcisista.
      Penso che l’approccio di psicoterapeuti, come il Dott.Secci, che reputano che il primo passo, dopo un’esperienza del genere, sia lavorare su quello che si è subito per rinforzarsi ( dice che spesso lavorare esclusivamente sulle dinamiche del passato della vittima spesso non serva e impedisca la guarigione) e ritrovare la propria identità, recuperando l’autostima.
      Poi ogni situazione è diversa, ognuna di noi ha il suo vissuto ed è logico che quello che funziona per me, può non essere d’aiuto per un’altra persona.
      L’importante è che riusciamo a riprendere in mano la nostra vita.
      In questo, tu sei d’esempio.
      Un saluto e grazie per avermi risposto.

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      • Stellina cara io dico sempre di mettere ora tutto l amore riposto nella persona sbagliata verso noi stessi. Precisamente non ho più bisogno di sentirlo ma ho la tentazione di rispondergli o di cercarlo. Ma quella persona non è mai esistita. Lui si è finto simile a me per rivelarsi tutt’altro. Come nel più classico dei casi. Lui non esiste.

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      • “Lui non esiste”…è il riassunto esatto.
        Se ci si fosse presentato con il suo vero volto non lo avremmo neanche considerato.

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  25. Grazie a tutte. Grazie cara Penelope.
    Purtroppo anche per me il no contact non è possibile; il repertorio è ormai stato del tutto utilizzato, esprimere le mie ragioni e sofferenze o dubbi e’ impossibile.
    Non accetta di ragionare alla pari (ormai non ci provo neppure più da molto tempo, avendone compresa l’inutilità ). Nel repertorio ho sentito anche questa: ‘ se vuoi ottenere qualcosa da me, dopo una ‘performance’ (sua) dovresti girarti dall’altra parte, e piangere. Così io potrei provare un sentimento e essere migliore’ ( per quanti minuti??).
    Sto lavorando anch’io al modello di sottomissione (che non avevo mai manifestato, ne’ mai visto in casa mia!) che mi ha instillato giorno dopo giorno, facendo sembrare le sue idee uniche, straordinarie, indiscutibili….
    Tutti dicono: stai sola, fai un viaggio, eccetera. Sono anni che , nei fatti , sto da sola, sono medaglia d’oro di organizzazione del tempo libero (vuoto)… adesso avrei bisogno Dio sa quanto di un abbraccio e di condividere la gioia di una passeggiata con qualcuno.
    Comincio a sentirmi una povera illusa a sperare, come ho sempre fatto, in tempi migliori.
    Un caro saluto.

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    • Cara Rosalba, mio marito sta tenendo il punto per principio su tutto, anche impedendomi di esercitare miei diritti solo per non darmela vinta.
      Che lui voglia vederti piangere per capire se prova un sentimento (Ho capito bene?????) è perversione allo stato puro.
      Tu ora vivi per conto tuo, giusto?
      Certo, la condivisione è quella che manca a molte di noi, anche a me, per quanto in questo momento non sopporterei neanche un abbraccio di qualcuno perché non mi sfiora proprio l’idea di potermi affidare alle braccia di qualcuno.
      Però è uno dei motivi di sofferenza, indubbiamente, almeno per me.
      Che dire… forse dobbiamo un po’ prendere le distanze da tutto questo, il dolore deve un po’ attenuarsi. Non credo personalmente che riuscirò mai ad arrivare all’indifferenza o a dimenticare. Spero di raggiungere un obiettivo “ragionevole” di non trascorrere le ore nell’inedia, di ritrovare gioia di vivere.
      E poi magari tornare a guardare le persone senza il dubbio che dietro ci sia un altro inganno.
      Ci vuole tempo Rosalba. Abbi pazienza con te. 🙂 io cercherò di avere pazienza con me .

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    • Ciao Rosalba, come mai il no contact è impossibile? E’ nel tuo luogo di lavoro? Se così fosse (mi sembra di averlo già scritto) sarebbe consigliabile che ti organizzassi per fare un cambiamento. Nulla di buono esce dall’avere un individuo disturbato intorno, che nella migliore delle ipotesi ti ostacolerà come può. C’è solo un caso in cui il no contact è davvero impossibile, ovvero se si hanno figli (minori, perché con la maggiore età non è più indispensabile il low contact e si può passare al nc) con questi individui. Per tutto il resto occorre trovare una soluzione e implementare il nc.

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      • Chiaro che non è semplice cambiare lavoro, e a volte non è possibile farlo in modo veloce. Ma forse vale la pena considerare questa direzione per liberarsi definitivamente.

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  26. Oggi mi è venuta in mente questa frase di Cesare Pavese:
    “Tu sarai amato il giorno in cui potrai mostrare la tua debolezza senza che l’altro se ne serva per affermare la sua forza.”
    Il vero amore è questo, il resto è fuffa.
    Buona serata a tutte.

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    • Pensa che questa frase gliel dissi proprio nell’ultimo periodo poco prima che mi lasciasse … ovviamente me la rigiro’ … ancora oggi mi chiedo come ha potuto dimenticare 9 anni anche se so che è malato non riesco a capacitarmi ancora non ci riesco … mi manca quello che pensavo fosse … sempre…. è una ricaduta lo so …

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      • Saretta forse noi due, anche se la storia è diversa, siano nella stessa fase, quella in cui non riusciamo a non pensare al lato “buono”. Pensa che ora che lui mi sta trattando malissimo, invece di pensare alla mia sofferenza, penso alla sua.
        Convinciamoci che è una tappa obbligata, concentriamoci sul fatto che se fosse stato un amore sabino ci avrebbero trattate male.
        Ho un libro da consigliare, il titolo è “la violenza psicologica nella coppia: cosa c’è prima di un femminicidio”, di Monica Bonsangue. Al di là della seconda parte del titolo, è un libro ben scritto e con spunti e argomentazioni molto interessanti.
        Forza e coraggio!

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      • Scusate dove dice “se fosse stato un amore sabino ci avrebbero trattate male” intendevo ” se fosse stato un amore sano non ci avrebbero trattate male”.
        Problemi di smartphone….

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      • “Ti amavo, perdio. Ti amavo al punto di non sopportare l’idea di ferirti pur essendo ferita, di tradirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, le tue colpe, i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue miserie, le tue volgarità, le tue contraddizioni…”
        Mi affido a questa frase tratta da “Un uomo” di Oriana Fallaci per spiegarvi come sono stata io alla fine della relazione e così mi sento ancora.
        Non lo ferirei mai perché IO l’ho amato, anche se ho amato un uomo che non esiste.
        Razionalmente ho consapevolezza, emotivamente ho ancora grosse oscillazioni.
        Buongiorno

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  27. Esattamente come mi sento io Stellina. E questo mi porta a chiedermi: se i “nostri” uomini avessero avuto qualità così elevate da portarci a tollerare tutto quello che per tanto tempo abbiamo tollerato, se ci avessero fatto sentire amate, nonostante certe loro caratteristiche.. forse non saremmo qui a parlarne.
    No, loro hanno fatto di più. Non ci hanno solo ingannate, mancato di rispetto, maltrattate.
    Non ci hanno fatto sentire amate e, evidentemente, non avevano qualità tali da convincerci ad andare “oltre”.

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    • Io credo che nella fase del love bombing, sia stato esattamente il mio uomo ideale, pensavo che tra noi ci fosse una complicità e una sintonia unica, era la realizzazione di un sogno che consideravo impossibile prima di incontrarlo.
      Alla fine, invece, è stato il peggiore degli incubi. Mi ha distrutto e spersonalizzato, facendomi mettere in dubbio la persona che sono e cancellando con un colpo di spugna tutti gli anni insieme.
      Chi è realmente lui? Forse entrambe le versioni, nel senso che quando era forte il suo interesse mi trattava da Principessa, quando si è annoiato ( a loro succede sempre ) e ha trovato un nuovo interesse si è comportato come il peggiore degli uomini.
      Non so quanto sarebbe durata ancora se non avesse capito che con me non poteva più barare, che gli “sgamavo” le bugie, questa è stata la “colpa” che non mi ha perdonato.
      Credo che non riesca a fare diversamente, ed è un peccato perché potenzialmente avrebbe delle grosse qualità ma la sua mancanza di empatia lo porta a perdersi in un bicchier d’acqua.
      E’ un eterno insoddisfatto, niente sarà mai abbastanza per un narcisista.
      Come per gli oggetti della sua collezione, l’ultimo è sempre il più bello finché non ne desidera un altro.
      Alla lunga non ci hanno fatto sentire amate, per tornare al tuo commento, iniziano bene e non tengono alla lunga.
      Passa una buona giornata, cara Penelope.

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      • È così… Finché non ti poni e non gli poni domande, finché non ti rendi conto che loro vogliono in realtà un cagnolino obbediente, che non metta mano all’ interruttore… Va tutto bene.
        L’ interruttore è la metafora per me più calzante per quelle volte in cui lui mi prevaricava, io ne risentivo e dopo qualche secondo tornava come se niente fosse dicendo “bè ancora quella faccia?”. Accendi… Spegni. Il telecomando della mie emozioni nelle sue mani e se non funzionava… Il problema ero io.
        Ecco vedi.. no, non si può accettare….

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    • Proprio così, non si può accettare.
      Stanotte l’ho stranamente sognato, mi ricordo solo che aveva un maglione di lana blu elettrico e mi diceva che lui non è una persona sola ma più persone insieme.
      Devo aver mangiato pesante! 😀

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      • NO, penso sia proprio cosi. Almeno per quanto riguarda il “mio” lui. Più persone insieme. Ora è una persona diversa da quello che è stato in passato, almeno a sentire i suoi racconti ma, sempre ora, è più persone insieme, ognuna delle quali, forse, non interagisce con l’altra e non si rende conto di ciò che l’altra fa. E questo mi provoca una grande angoscia, ma anche la consapevolezza che, se qualcosa si fosse potuto cambiare, sarebbe successo in questi anni. Potevamo migliorare entrambi, invece siamo stati risucchiati da un vortice di ombre, e siamo peggiorati.

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      • Il mio inconscio deve avermi mandato un messaggio, però mi preoccupa averlo sognato e ricordarmelo.
        Cara Penelope, loro non cambiano ma hanno cambiato noi che facciamo fatica a riprendere contatto con noi stesse.
        Almeno parlo per me.
        Sono, però, diventata molto più ricettiva nell’individuare tentativi di manipolazione, dopo questa esperienza.
        E, purtroppo, anche più disincantata e meno disposta a fidarmi del prossimo.

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  28. Ho provato a parlare con il mio ex in un momento in cui mi sono sentita forte, ebbene mi ha ripetuto le stesse cose di un anno fa, con la differenza che io non avevo affatto voglia di tentare di riprendere la storia tanto mi nauseava la sua, chiamiamola, cocciutaggine a ripetere gli stessi discorsi. In un anno e mezzo non ha maturato un pensiero nuovo, uno straccio di passo in avanti. Fermo là ad allora. Le sue logiche continuano ad essere le stesse, non elabora, non va avanti non si muove. E’ malato.
    Ad ogni argomento preso ha risposto con le medesime parole e concetti. Cosa si può fare davanti ad un muro di cemento armato? O ci sbatto la testa e non mi va, o lo abbatto e non è possibile, oppure … si gira pagina a malincuore, con la consapevolezza di avere avuto a che fare con un’altra persona che non coincide con quella attuale. Penso che avremmo potuto parlare per ore sempre con esiti uguali, lui aveva anche fretta di andare, non voleva parlare con me, forse perché mi sono mostrata estremamente tranquilla, come quella che ha superato tutto senza nessun problema, ero davvero serena mentre gli dicevo che mi è dispiaciuto e che ogni tanto lo penso, così … semplicemente solo per sapere cosa fa, come sta … insomma mi sono mostrata come una che sta benone … forse gli ha dato fastidio sapere che sto bene … lui, nonostante mi abbia mollata perché dice di avere un’altra (ma chi se lo carica un folle del genere!) penso provasse disprezzo nei miei confronti. Io l’ho tradito secondo il suo giudizio, ma non è così, e quindi devo pagare! Che peccato sarebbe stato un uomo potenzialmente fantastico ….

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    • Si, anche il “mio” lui, è potenzialmente fantastico.
      E’ un uomo pieno di risorse, sa essere estremamente affascinante, affettuoso, protettivo, colto, brillante…
      Peccato che detesti il genere umano e se gli capita lo tratta come uno straccio.
      Peccato che pontifichi su tutto e tutti ergendosi a giudice morale e poi si comporti in modo antitetico alle sue prediche.
      Peccato che non abbia rispettato i miei sentimenti, che si sia dimostrato avido e che anteponesse se stesso e le sue esigenze a tutto il resto..
      Peccato che mi abbia alllontanata dalla mia famiglia e che voleva impormi il suo modo di vivere, inclusa la conversione religiosa e che si sia imbestialito quando io, dopo averci provato e tanto, gli ho detto che non volevo più e che d’altra parte lui mi aveva conosciuta diversa da come pretendeva che fossi.
      Peccato che….
      Peccato che mi amasse a fasi alterne ma che pretendesse di essere amato sempre con la stessa intensità e con la stessa dedizione.
      Mi mancano da morire i suoi abbracci perché quando mi abbracciava per me non esisteva niente altro.
      E se ora venisse e facesse e dicesse quello che io ho sempre aspettato che facesse e dicesse io lo riabbraccerei.
      Ma non succederà.
      Perché è fatto cosi. E come dice la mia psicologa, anche se io non riesco ad accettarlo, è inutile che continui a pormi domande sul perché e inizi a pensare alla mia vita.
      Ma dodici anni di vita insieme non si cancellano cosi.

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    • “Mi mancano da morire i suoi abbracci perché quando mi abbracciava per me non esisteva niente altro.”
      Io ci sarei stata tutta la vita tra le sue braccia, pensavo che fosse il posto più bello in cui stare, il mio incastro perfetto.
      Ho sempre pensato che il corpo non potesse mentire, sicuramente mi sbagliavo.
      Riguardo al porsi delle domande, penso che sia inutile per un semplice motivo: partiamo da presupposti diversi dai loro.
      Pensano di essere nel giusto sempre, se ci trattano male è perché ce lo siamo meritate, non siamo perfette come loro avrebbero voluto e invece di ringraziare di averli al nostro fianco, ci siamo permesse di chiedere loro conto di comportamenti ambigui, abbiamo osato mettere in dubbio il loro amore, li abbiamo accusati invece di adorarli incondizionatamente, perciò andiamo punite, come abbiamo potuto farlo?
      E , alla fine, è sempre colpa nostra che siamo insicure, paranoiche e quant’altro, indegne di stare al loro fianco.
      E il senso di colpa ce lo sentiamo addosso come una seconda pelle, ci sentiamo svuotate e sconfitte.
      Io non mi voglio porre più nessuna domanda, tanto le risposte arrivano quando hai dimenticato la domanda.
      Avrò le conferme di ciò che penso quando il mio pensiero non andrà più a lui così spesso, quando spero starò meglio.
      Care mie, vi auguro una buona giornata !

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  29. Uguali ragazze, uguali … sembra di parlare della stessa persona!!!
    Pontificano, sempre nel giusto, partiamo da presupposti diversi … che cosa aggiungere? Anche io sarei rimasta tra le sue braccia se solo non avesse mostrato tutta quella crudeltà finale … sarei rimasta nonostante tutto e tutti, ma così non è andata e probabilmente prima o poi sarebbe naufragata la storia, ma l’ho amato con tutta me stessa e Dio sa quanto sia difficile ora uscire da questo inferno. Ognuno ha i suoi tempi … e io sono già ad un anno e quattro mesi dalla rottura e ancora non mi passa. Vedremo cosa ci riserverà la vita, io so che non amerò mai più in quel modo, ma non perché non voglia, ma perché non ho le forze per poterlo fare, non ho l’entusiasmo, mi manca il mordente, non saprei neanche più trovare una canzone da dedicare …. tante ne abbiamo ascoltate insieme … Grandissima delusione, grande dolore, grande amarezza … io mi sono persa e a mala pena riesco a riconoscermi …si va avanti è vero, ma niente cancella quel tempo … nove anni lasciano il segno …

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    • Neanche io amerò mai più in quel modo, quello che ho imparato è che fidarmi ciecamente di una persona e dare tutta me stessa mi ha esposto al rischio di essere letteralmente annichilita con una crudeltà inimmaginabile da chi avrebbe dovuto trattarmi con amore e rispetto.
      Se fosse stata una persona diversa e l’amore fosse finito non si sarebbe accanito nei miei confronti e non avrebbe cancellato anni di vissuto insieme con quella leggerezza, avrei sofferto ma non mi sarei sentita un rottame, un relitto.
      Per cui non ci penso proprio ad amare incondizionatamente in futuro, sempre che possa riuscire a provare qualcosa per un altro uomo.
      Una cosa voglio farla, però : amare me stessa.
      Buon week end.

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