Le emozioni dello psicopatico: cosa è capace di sentire?

Featured image

Immaginate una persona che non riesce a mettersi nei panni degli altri e non è in grado di sentire alcuna emozione in modo profondo; un individuo tormentato da noia ed irrequietezza e che si gratifica imbrogliando, manipolando e controllando il prossimo; un uomo che può fingere rispetto o gentilezza ma che fondamentalmente guarda gli altri con disprezzo, come se fossero oggetti da usare per solo divertimento o soddisfazione temporanea; una persona che soffre di un incurabile e assoluto egocentrismo.

Nemmeno un quadro così misero riesce a fotografare la povertà emotiva degli psicopatici. Può descrivere cosa non sono in grado di sentire ma, per riuscire a capire come e perché questi individui sono spinti a ferire gli altri, bisognerebbe capire cosa invece sentono. Una cosa è certa: non sopportano la solitudine. Come noi tutti non potremmo sopravvivere senza cibo ed acqua, così, a livello emotivo, loro non possono sopravvivere senza vittime.

Ovviamente l’amore viene da loro guardato con disprezzo. Considerano le persone che stanno in coppia in modo onesto e premuroso come imbecilli e buoni a nulla. Dal momento che non sono in grado di provare amore, e nemmeno di comprendere il significato dell’onestà, considerano la moralità una forma di debolezza. Deridono gli esseri umani che provano emozioni ma, allo stesso tempo, non possono fare a meno di nutrirsi dei reali e più profondi sentimenti di chi sa amare: in altre parole, delle persone che loro usano, sfruttano, feriscono e con cui giocano e a cui mentono.

Gli psicopatici sono spesso predatori sessuali ma, ancor di più, predatori emotivi. Ciò che vogliono va oltre il desiderio sessuale del corpo delle vittime: sentono piuttosto il bisogno di appagare la forte voglia di far male e di affermare il proprio senso di superiorità; lo fanno possedendo gli altri e devastandoli interiormente ed esteriormente, nell’anima e nel corpo. La loro struttura emotiva è come un’idrovora che succhia energia agli altri. Ecco perché gli psicopatici sono dei veri e propri vampiri umani, non meno pericolosi di quelli dei cartoni animati.

Il repertorio emotivo di questi signori non è solo carente di empatia. E’ assente, infatti, la capacità di provare qualsiasi emozione che richieda padronanza di sé e consapevolezza psicologica. Quelle provate dagli psicopatici, infatti, sono “proto-emozioni”, tanto intense quanto brevi e, comunque, non meno dannose.

Se arrabbiati o frustrati sono capaci di tutto, anche nel caso la rabbia svanisca qualche minuto dopo. Come osserva Hervey Cleckley, “oltre all’incapacità di amare, lo psicopatico dimostra sempre una generale povertà emotiva. Sebbene capiti che qualche volta si agiti, abbia accessi di ira, si entusiasmi, scoppi a piangere o si apra in discorsi profondi conditi di parole addolorate sulle sue disgrazie e follie, ad osservarlo attentamente ci si accorge che quella a cui siamo assistendo è più una prontezza di espressione che una forza di sentimento” (The Mask of Sanity).

Le proto-emozioni avvertite dallo psicopatico sono strumentali alla soddisfazione di meri desideri estemporanei: “Irritazione, ripicca, veloci e lampi improvvisi di simil-affetto, stizzoso risentimento, arida autocommiserazione, puerili atteggiamenti di vanità e sdegno sono tutti atteggiamenti del suo repertorio emotivo, liberamente messi in scena a seconda delle circostanze del momento. Ma una rabbia matura e consolidata, l’indignazione schietta e coerente , un malessere vero e sentito , l’orgoglio profondo, una gioia intensa e la genuina disperazione sono sentimenti che non rientrano in questa scala” (The Mask of Sanity).

Per questa ragione gli psicopatici non si stressano più di tanto nemmeno se finiscono in prigione. Persino lì riescono a provare piacere nel manipolare i compagni di cella e lo staff penitenziario. Anche da lì scrivono lettere con l’intenzione di usare il prossimo per denaro, per diletto e possibilmente anche per sesso. Nulla è in grado di turbarli a lungo. La stessa aridità emotiva che non li fa sintonizzare con i bisogni degli altri e non fa loro sentire rimorso quando fanno del male contribuisce a non farli soffrire  nemmeno quando a danneggiarsi sono proprio loro. Finora abbiamo parlato delle emozioni che non possono sentire. Ma quali sono quelle che riescono a provare?

  • GIOIA. Uno psicopatico prova soddisfazione quando le cose vanno come dice lui o quando riesce ad ingannare qualcuno.
  • RABBIA. Robert Hare,in Without Coscience, sostiene che, dal momento che gli psicopatici hanno una soglia di controllo più bassa del normale, si infuriano più facilmente degli altri. Le manifestazioni di rabbia tendono ad essere fredde, improvvise, brevi ed arbitrarie; generalmente non sono prevedibili dal momento che l’emotività, come il fascino, sono usati per controllare quelli intorno a loro; non sono, inoltre, necessariamente provocate da qualcosa che l’altro ha fatto: uno psicopatico può adirarsi per un motivo stupido e rimanere freddo e composto in una circostanza più seria. Gli scoppi d’ira rappresentano la dimostrazione che è lui il capo. Quando urla, insulta, colpisce o persino ferisce ed uccide è più che consapevole del suo comportamento anche se agisce nella follia del momento. Sa benissimo che sta facendo male agli altri e, peggio ancora, ci prova gusto.
  • FRUSTRAZIONE. Questa emozione è sempre una manifestazione di rabbia, non necessariamente diretta ad una persona specifica, bensì a un ostacolo o una situazione. Uno psicopatico si può sentire frustrato, per esempio, quando la sua “fiamma” non vuole lasciare il suo compagno per lui. Può sentirsi troppo infatuato per prendersela con lei oppure può temere di infastidirla e farla allontanare prima di essere riuscito a conquistarla emotivamente. In circostanze come questa potrebbe sentirsi frustrato e prendersela con gli ostacoli che l’amata, la sua famiglia o gli altri mettono tra loro. Generalmente si sente frustrato quando incontra barriere impersonali tra sè e il suo obiettivo. Ma la cosa lo rende ancora più testardo nel perseguimento del risultato. Dopotutto, superare gli ostacoli fa parte del gioco.
  • COSTERNAZIONE. Non creando legami amorosi con gli altri ma stabilendo semplicemente rapporti di dominio, può accadere che lo psicopatico manifesti rabbia nel caso in cui coloro che sono da lui controllati disapprovino il suo comportamento o mettano in pericolo la relazione. Si tratta comunque di una emozione simile alla costernazione e allo sgomento: lo psicopatico non può credere che le proprie cattive azioni, che lui considera sempre giustificabili ed appropriate, possano mai causare disapprovazione e allontanamento da parte di chi è sotto il suo controllo. Anche se tradisce, mente, usa, manipola o isola gli altri, le reazioni al suo comportamento non sono giustificate. Inoltre, può razionalizzare la cosa credendo che le azioni cattive siano state da lui poste in essere nell’interesse delle vittime.

Per esempio,se lo psicopatico isola la propria compagna dalla sua famiglia e la convince a lasciare il lavoro e, una volta segregata, la abbandona per mettersi con un’altra donna, lui si sente pienamente giustificato. Ai suoi occhi lei meritava di essere lasciata dal momento che non soddisfava tutti i suoi bisogni ed era ritenuta inadeguata come compagna. Infatti, dato il suo senso del diritto, lo psicopatico potrebbe addirittura arrivare a pensare di averle fatto un favore ad isolarla dalla propria famiglia e dagli amici e a lasciarla da sola in mezzo al niente, come un relitto spazzato da un tornado: grazie a lui, potrà girare pagina nella propria esistenza e raggiungere maggior autonomia.

Per dirla senza mezzi termini, uno psicopatico dopo un calcio sui denti si aspetterà che tu lo ringrazi. Essendo senza vergogna e centrato su se stesso, dà per scontato che si lo si accetti per quello che è e che si giustifichi il suo spregevole comportamento. Infatti, si aspetta che persino le donne usate e scaricate continuino ad idealizzarlo come il compagno perfetto e che aspettino ardentemente il suo ritorno. In questo modo, potrà continuare ad usarle per sesso, denaro, controllo e altri capricci e a rientrare nella loro vita quando e per quanto lui decide.

Nel caso in cui queste donne non si sentano particolarmente grate – quando cioè sentono per lui solo disgusto- lo psicopatico sarà inizialmente colpito della bassa opinione che si sono fatte di lui. Si sentirà addirittura tradito da loro, dai familiari o dagli amici che disapprovano il suo comportamento riprovevole. Sebbene non provi amore e manifesti devozione per nessuno, si aspetta amore incondizionato e fedeltà da tutti coloro sui quali esercita un ascendente.

Questa mentalità spiega anche il comportamento degli psicopatici in tribunale: nel caso in cui vengano condannati per omicidi ed altri crimini, si sentono persino oltraggiati che qualcuno li abbia ritenuti colpevoli e fatti finire in carcere. Credono cioè che quelli che loro hanno ferito e la società in generale non dovrebbero ritenerli responsabili delle loro azioni. Dopo tutto, nella loro testa, essi sono superiori agli altri esseri umani e addirittura alla legge. Come si permettono gli altri di responsabilizzarli e punirli!

  • NOIA. Questa è con ogni probabilità l’unica sensazione che provoca nello psicopatico un fastidioso senso di disagio. Provano ad evitare la noia attraverso il perseguimento di banali conquiste, imbrogliando gli altri e ponendo in essere comportamenti trasgressivi. Nulla, comunque, potrà sollevarli a lungo dalla perenne insoddisfazione in cui sono ingabbiati. Fanno rapidamente e facilmente l’abitudine a qualsiasi nuova persona ed attività.
  • FLASH ISTRIONICI. Le teatrali manifestazioni di amore, rimorso ed empatia sono completamente finte e mancano di qualsiasi significato e profondità. Sono strumenti di manipolazione diretti a guadagnare fiducia e provocare compassione negli altri. In altre parole, ad ingannare il prossimo.
  • INFATUAZIONE. Quando individuano una preda, gli psicopatici possono sviluppare un’ossessione vera e propria. Nel libro Whithout Coscience, Hare paragona l’attenzione che focalizzano sull’obiettivo prescelto al fascio di luce ristretto che illumina un punto preciso. Dal momento che ignorano le altre responsabilità (come il loro lavoro o la loro famiglia) e sono sprovvisti di coscienza, possono concentrarsi totalmente sul perseguimento di un dato obiettivo. Questo vale ancora di più se il bersaglio prescelto si presenta come una sfida eccitante, per esempio se si tratta di una persona ricca o famosa oppure se è impegnata con un altro uomo, il che può accendere ulteriormente la loro competitività. Questo tipo di infatuazione, comunque, come tutte le altre proto-emozioni, è destinata a spegnersi velocemente. Dal momento che le ossessioni degli psicopatici non si trasformano in alcun rapporto autentico, amorevole o amichevole, esse scompaiono una volta che riescono ad ottenere ciò che si erano prefissati, anche la semplice riuscita di una conquista.
  • AMORE PER SE STESSI. Dal momento che gli psicopatici sono interessati solo alla propria persona si potrebbe essere tentati di credere che l’amore per se stessi è l’unica emozione che possano sentire nel profondo. Se è vero in un senso, perché la loro intera esistenza ruota intorno al perseguimento di fini esclusivamente egoistici, non possiamo dare profondità ad alcuna delle loro proto-emozioni: anche l’amore per sé sarà superficiale ed arido come tutti gli altri sentimenti. Come non sono in grado di considerare a lungo termine nessuno, così non sono in grado di interessarsi a se stessi in modo significativo. Inseguendo piaceri passeggeri e desideri a breve scadenza, l’opera di devastazione viene fatta anche, e soprattutto, a danno della propria esistenza. Essi trascorrono la propria vita ferendo e tradendo le persone che li amano, usando e scartando le proprie compagne, deludendo le aspettative delle loro famiglie, degli amici, capi e colleghi e passando da un divertimento all’altro. La maggior parte di loro finirà solo e a mani vuote.
  • D I S P R E Z Z O. Utilizzo una spaziatura diversa perché si tratta dell’emozione che domina l’identità dello psicopatico e la considerazione che lui ha degli altri esseri umani. Indipendentemente da quanto affascinanti, altruisti ed amichevoli possano apparire all’esterno, sono praticamente misantropi. La loro emozione per eccellenza è il disprezzo per le persone che prendono in giro, usano e di cui si approfittano e per l’umanità in generale. Il suo disdegno può essere identificato con facilità una volta che viene meno l’utilità della vittima e, conseguentemente, quando lo psicopatico lascia cadere la sua maschera. Per questi individui, così narcisisticamente disturbati, il mondo è diviso tra gente superiore (se stessi) ed inferiore (tutti gli altri); predatori (se stessi) e prede (i loro bersagli); imbroglioni (se stessi) ed imbrogliati (gli idioti). Ovviamente, solo un intervento di lobotomia potrebbe rovesciare queste gerarchie nella loro testa malata. All’interno della categoria degli inferiori ci saranno poi diversi livelli di subordinazione a seconda del grado di utilizzo, manipolazione e imbroglio a cui vengono sottoposte le persone che hanno la sfortuna di entrare in contatto con loro.

I più grandi idioti, ai loro occhi, sono quelli che credono con tutto il cuore che lo psicopatico sia davvero gentile, onesto e altruista come lui vuole far credere. Non trattandosi di una grande sfida, queste persone vengono velocemente usate e scaricate. Nel secondo gruppo entrano coloro che sono lucidi solo quando lo psicopatico si comporta male con gli altri ma non quando lo fa con loro: mogli e compagne abbastanza sveglie per vedere che tradisce, mente, usa e manipola gli altri, ma altrettanto addormentate per ritenersi le uniche eccezioni. Le donne che sono sufficientemente ciniche per accorgersi del comportamento con gli altri, ma abbastanza ingenue da non vedere che la stessa cosa fa con loro, sono le sue prede preferite. Esse non sono completamente stupide, ma cieche abbastanza da non accorgersi delle bugie e manipolazioni: vittime che uno psicopatico si rigirerà senza difficoltà. Il terzo gruppo è formato da quelle che lo vedono per quello che è, e cioè un essere maligno e perverso. Sono di solito donne che si sono già bruciate con individui del genere e stanno ben attente a non rimettere la mano sul fuoco.

Traduzione Astra

https://psychopathyawareness.wordpress.com/2015/07/27/the-psychopaths-emotions-what-does-he-feel/

25 thoughts on “Le emozioni dello psicopatico: cosa è capace di sentire?

  1. Diana, mi dispiace molto che anche tu sia finita nelle fauci di uno di questi mostri. Spero che la tua vita si sia rimessa in sesto dopo l’abuso, la frode e il trauma. E’ molto difficile capire che cosa esattamente si sia vissuto, quando si cade nelle loro mani. Però una volta scoperto il trucco questi demoni diventano persino largamente prevedibili. Un abbraccio e alla larga dai mostri!

    Liked by 1 persona

      • Ma come vi permettete? “mostri”… Gli psicopatici sono persone che hanno bisogno di aiuto. Credete sia facile non provare nulla? Credete forse che ferire altri e non sentire nulla anche se si sa che si dovrebbe sentire qualcosa sia bello? Vedere il mondo bianco e nero pur sapendo che in realtà c’è un arcobaleno di colori che non puoi vedere e devi solo immaginarli perché il massimo che riesci a provare è rabbia, noia e un senso di vuoto… tutto perché si è nati così. Non lo si sceglie, è come avere un handicap, non è una vita bella, si tratta di essere perennemente insoddisfatti. Certo si possono raggiungere degli obiettivi, coprirsi di gloria e titoli ma una volta ottenuto quel che si vuole la felicità svanisce subito e si scopre che non si è comunque felici.

        Mi piace

      • Approvo questo commento solo per risponderti con una decina di parole, non di più: come si permettono loro di fare così del male al prossimo. Non essere felici è un conto, ma soffrire è un altro. E che loro non riescano a essere felici, ti dico la verità, non mi può interessare di meno.

        Mi piace

  2. Non so forse è vero che non si innamorano ma ho dovuto vedere con i miei occhi la tenerezza per un’altra – l’ho visto alzarsi di notte ( è medico) e tornare la mattina furioso! L’ho visto soffrire fino al punto di chiedere a me quanto tempo ci voleva per farsela passare dopo essere stato lasciato! Allora si innamorano e questo è veramente il dolore più grande

    Mi piace

    • Interessante Astra potrà darti una spiegazione. Ti posso dire che il mio n.p. mi racconto’ che prima di conoscerci si era perdutamente innamorato di una donna e che era stata la moglie a consolarlo quando era finita. Da quello che ho maturato per loro la amore è una commedia.come una recita della propria vita un film sulla pelle degli altri.e giochetti.

      Mi piace

      • Se i soggetti in questione sono psicopatici/narcisisti maligni o personalità cluster B (con qualche piccola eccezione nei borderlines), stai pur certa che è tutta finzione. Possono certamente essere focalizzati per un periodo variabile (mai troppo lungo) su una predA, grosso modo come fa un falco quando vuole papparsi un topolino. Ma davvero non c’è corrispondenza tra l’essere focalizzati e l’amare. Che poi facciano le vittime sofferenti d’amore con partners o ex, beh, capite bene che si tratta di un gioco al (vostro) massacro. E lui gode.

        Mi piace

      • Non dimenticate la triangolazione. Dire a una donna che sono innamorati di un’altra non fa altro che accendere in lei la sfida e incrementare rivalità e gelosie. Picasso viveva di questo: metteva le proprie donne l’una contro l’altra fino ad ammettere che la soddisfazione più grande era vederle litigare e tirarsi i capelli per lui.

        Mi piace

    • Non a Vait (che non reputo un interlocutore) ma a tutti i lettori del blog in commento al post di Vait: gli psicopatici che chiedono aiuto? Se uscissero allo scoperto e tentassero di fare qualcosa per smettere di fare del male agli altri non sarebbero poi così mostruosi. Ma questa idea non li sfiora neppure, come ben documentato da terapeuti e professionisti di tutto il mondo. Che grande violenza venire a scrivere in un luogo pieno di vittime di psicopatici che queste vittime dovrebbero preoccuparsi della mancata felicitá di chi le ha distrutte attraverso la menzogna della relazione amorosa.

      Mi piace

  3. Ciao io ho avuto una storia con un tossicodipendente che aveva paranoie molto molto gravi, in quanto lui era fermamente convinto che io lo tradissi quando in realtà io l’amavo con tutta l’anima… il problema è ke le sue paranoie (vedeva macchie, brillantini,sentiva voci e odori, fissato con orari e si faceva dei veri e propri film) lo portavano ad essere veramente cattivo… quando lui in realtà è una persona molto buona e dolce… ma poi si trasforma convinto che le sue paranoie siano reali non crede a nulla anche se io gli ho sempre dato giustificazioni su tutto. Sono andata via di casa da due mesi ma sono ancora innamorata e sto male… cosa posso fare? Dovrei ancora cercare di aiutarlo? Ciao grazie.

    Mi piace

    • Dr. Jeckyll e Mr. Hyde? Se si è dimostrato cattivo, lo è stato. Anzi lo è. Sulle ‘paranoie’ o delirii di gelosia posso dirti che è piuttosto tipico degli individui disturbati. In realtà, sono loro a tradire, e lo fanno serialmente. Questo lo trovi in quasi tutti i manuali di psicopatia o altri vicini disturbi di personalità. La mia esperienza: tutti i numerosi periodi in cui i suoi tradimenti erano più intendi o oltraggiosi coincidevano con i periodi in cui la sua paranoia sulla mia presunta infedeltà si facevano più intensi. Sapevo bene che non davo a lui nessuna ragione di dubitare della mia fedeltà e del mio amore, peró giustificavo le sue ‘insicurezze’ nei modi piu fantasiosi (è stanco, mi ama troppo, è stressato per questo o quello, è un po’ instabile, ecc.). Ovviamente, ora so, era lui stesso che mi aiutava a fornirgli giustificazioni, e nello stesso momento cercavo di dimostrargli ancora di più il mio amore. Risultato: completamente schiavizzata da questo individuo, che nel frattempo si divertiva a vedermi ridotta in quello stato tra un suo tradimento e l’altro.

      Mi piace

    • E’ la sensazione che hanno provato tutte le 160.000 persone che sono passate per questo blog. Sono tristemente e banalmente IDENTICI. Personaggi stereotipati che si vendono per esseri unici e che invece sono fatti in serie. Fa parte del bluff.

      Mi piace

    • Congratulazioni Giovanni! Il mio motto è meglio tardi (idealmente queste persone dovremmo buttarle fuori dalla nostra vita al primo cenno di atteggiamenti contro di noi) che ancora più tardi. Ora c’è solo da sigillare tutto per bene e recuperare la tua serenità.

      Mi piace

  4. In certe descrizioni lo riconosco (disprezzo, noia, frustrazione, infatuazione, flash istrionici) in altre così-così, in alcune per niente, ad esempio mio marito lavorava molto, con impegno e con piacere. Credo che fosse capace di provare gioia e che fosse sinceramente affezionato a sua nipote (seppure cercasse più di renderla sua complice che non di darle un’educazione e un buon esempio).
    La sua principale difesa era quella di “fare il muso”: se mettevo in dubbio la sua fedeltà o la sua parola, mi accusava di non fidarmi di LUI – la persona più pura del mondo – si offendeva, non mi parlava, non mi rispondeva.
    Aveva un’espressione straziante, da cane bastonato.
    Era così convincente che ancora adesso non riesco a credere che non si sentisse davvero profondamente ferito.Il senso di colpa per me era insopportabile, così mi scusavo e lo imploravo purché smettesse finché mi perdonava per aver dubitato di lui (che probabilmente aveva fatto quello di cui dubitavo).
    Siccome tra noi c’era un certo dislivello nel desiderio sessuale, quando gli dicevo no faceva il muso. Se i dinieghi si protraevano si incattiviva (ma mai nessuna violenza fisica) e percepivo odio. Viceversa, quando avevamo rapporti diventava amabile, premuroso e spesso il giorno dopo arrivava con un grosso regalo.
    Mi si spezzava il cuore.
    A volte avrei voluto accarezzarlo o abbracciarlo o dargli un bacio, ma lo facevo raramente perché sapevo che sarebbe passato al sesso ed era già abbastanza incontenibile di suo.
    Mi chiedo se la mia “freddezza” abbia in qualche modo favorito l’insaziabilità ossessiva a cui è arrivato e che ho scoperto solo dopo (come ho scoperto dopo che tutti gli altri ne sapevano più di me perché di certe cose si vantava) e non so quando sia cominciata e se è aumentata negli anni… o era così geneticamente? È sempre stato così o lo è diventato? Darei qualsiasi cosa per saperlo con assoluta certezza.
    Comunque a me sia lui che tutti gli altri fanno compassione.
    Come si fa a leggere queste caratteristiche e a non provare pietà di loro? Anche i peggiori criminali, seppure reputi ingiustificabili e terribili e condannabili i loro crimini, dopo mi fanno tutti compassione, specie se mostrano anche solo un accenno di pentimento o di dispiacere.
    E per fortuna che sono atea!
    Forse sono più “malata” io di loro? Forse inconsciamente lo psicopatico lo cerco?
    Scusate se scrivo così tanto, spero di non dare fastidio o essere inopportuna (nel qual caso ditemelo).

    Mi piace

    • Anche io ho fatto i tuoi stessi pensieri a lungo. Ma poi, grazie a quello che sapevo della realtà e a quello che contemporaneamente mi raccontava, ho capito come stavano le cose. E le cose cara stanno in un modo che si riesce a capire solo se si sospende il proprio modo ‘umano’ di pensare e si adotta la tecnica manipolatoria psicopatica. Purtroppo, tutto quello che di buono ho visto sull’uomo che pensavo essere il migliore che avessi mai conosciuto, era una balla. Tutto. Incluso il suo professato amore per familiari. Quando dici che con la nipote era interessato alla complicità più che ad educarla vedi di cosa sto parlando: le persone (minori inclusi) sono attraenti per lo psicopatico se servono a qualcosa e se sono manipolabili. Si dipingono come persone dai grandi sentimenti, simulano attaccamento, ma non sviluppano alcun reale attaccamento emotivo. Un bambino può offrire buone soddisfazioni ad uno psicopatico, e in più lo aiuta a mostrarsi normale allo sguardo della società (‘un padre affezionato’, ‘uno zio modello’, ecc.).
      Anche il mio psicopatico diceva di amare il proprio lavoro. Dedicava lunghi discorsi a questo, e di certo usava il lavoro come scusa per fare quello che voleva. Il lavoro era anche la scusa migliore per non fare nulla di quello che ogni adulto responsabile deve fare per amici e parenti, o anche per se stesso. In realtà, ho infine capito che il lavoro gli offre una copertura ideale per molte cose, incluso la sua infinita sete di conquiste sessuali.
      Riguardo la tua ‘freddezza’: sono stata quasi convinta da lui che ero fredda, delle sue precedenti vittime diceva che erano fredde. La realtà: lui (come la maggior parte degli psicopatici) ha una marcata ipersessualità, o ossessione sessuale, o se preferisci è un sex addict. l problema non ero io, non lo sono mai stata. Il problema, gravissimo, è lui. L’insaziabilità sessuale, cara Ginestra, in alcun modo è stata generata da te!!! E’ proprio una caratteristica di questi individui.

      Sul muso: si chiama anche silent treatment. Tipico nella psicopatia. E’ usato per far sentire in colpa l’altro (che di solito si sceglie empatico, generoso, amorevole), spesso in occasioni particolari quando ha bisogno di ritagliarsi più libertà per i propri piani. Ma può servire anche per mettere la vittima sotto enorme stress, fino a che questa, confusa e sfinita, capitola. A quel punto ritorna la luna di miele (dura poco però, poi si ricade). Questo è il classico ciclo di abuso, che purtroppo ho vissuto sulla mia pelle per anni. E mi sembra Ginestra che le tue parole suggeriscano la stessa orribile esperienza.
      Infine: lo psicopatico lo cerchi? No, ma lo psicopatico cerca individui come te, che hai tratti per lui ideali. Leggendo e acquistando consapevolezza riuscirai a capire che i tratti che ti hanno resa bersaglio dello psicopatico sono estremamente positivi. Dunque coltivali, ma allo stesso tempo occorre fare molta attenzione a chi incontriamo.

      Mi piace

      • Sì credo tu abbia completamente ragione su di lui.
        Ma un po’ “platonica” lo ero davvero. Non lo dico per giustificarlo o colpevolizzarmi, è la verità.
        Adesso penso che non “incontrerò” mai più nessuno. Ogni giorno sarebbe un incubo vissuto nel terrore di quello che potrebbe fare in mia assenza. Al solo pensiero di avere un rapporto, poi, mi viene il vomito.

        Mi piace

  5. Pensate quando ho scoperto di avere un fratello psicopatico non sapevo che esistessero esseri così abietti veri e propri demoni votati al male per vocazione . Per me la psicopatia fino ad allora era assimilabile alla pazzia tout-court … ma i pazzi veri sono gli psicotici senza più un nesso apparente con la realtà ma non vorrei essere irrispettoso con loro ( ricordate: qualcuno volò sul nido del cuculo ) ma forse i veri pazzi siamo noi …comunque . La psicopatia non è una devianza non ha null a che vedere con qualcosa di posttraumatico infantile non è una malattia e refrattaria come sapete a qualsiasi trattamento perché rappresenta un aspetto dell’evoluzione umana un lascito trascritto filogeneticamente dalla notte dei tempi quando l’uomo era un predatore cruento intraspecifico si cibava della propria specie , nel suo lungo cammino evolutivo si è’ sbarazzato degli aspetto più cruento ed omicida della predazione senza però mai rinunciarviper acquisire la coscienza ( leggete Lusetti Wolfango ) . Per loro non c’è’ rimedio ma nemmeno per noi se entriamo in contatto con loro ne può esservi comprensione , sappiate che la società è infarcita di psicopatici pur rappresentando solo 1 % della popolazione mondiale le elities mondiali li hanno introdotto capillarmente nella società pare inoltre che esista una dinastia di questi dannati ci sono psicopatici calati dall’alto per il controllo sociale . le società antiche sagge e lungimiranti conoscevano bene i danni che anche un solo psicopatico poteva arrecare alla loro comunità fino alla distruzione completa la loro venuta una sventura per cui se ne sbarazzavano senza indugi sin dalla loro adolescenza . Ma lo scenario e’ ancora più cupo e aberrante e un po’ fantascientifico inutile parlarne. Evitateli scappate da loro ma non è facile intanto non li riconoscerete perché sono trasformisti e sembrano normali diffidate di chi si dona troppo è troppo in fretta che tra le pieghe della vs sofferenza si insinua in modo sottile e penetrante cercate di cogliere le più piccole sfumature e metteteli alla prova come ho fatto io senza farsi accorgere , una volta scoperti perdono gran parte del loro appeal e appaiono quei mostri quali sono . Ma udite udite lui è uno psicopatico conclamato più precisamente un truffatore psicopatico io un hsp una persona altamente sensibile difficile trovare un senso a questa vicinanza contro natura in teoria e in pratica lo psicopatico trova una target facile da perseguire e così è stato per gran parte della ns vita lui sempre in vantaggio mi precedeva sempre arrivava per primo e mi dicevo caspita è veramente bravo in effetti arrivava sempre primo perché conosceva appunto bene il suo target ( non siamo null’altro che questo ) poi ho cominciato a sospettare quando ho poi decrittato il suo comportamento l’ho messo alla prova e ho avuto la conferma che stava per mettere a segno l’ennesima colpo ai miei danni l’ho stanato sono diventato cacciatore di psicopatici l’ho anticipato questa volta ho vinto io non ci sono state scenate ne dichiarazioni di non colpevolezza da parte sua ma un stupore una meraviglia una rabbia trattenuta cupa oscura micidiale e omicida malcelata in questa frazione di tempo cristallizzata ha capito di essere stato scoperto anzitempo se avesse potuto mi avrebbe ucciso letteralmente da allora ho rotto completamente non per ripicca ( loro se ne fanno beffa ) . Vigilate ciao a tutti Paolo

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...